Lanciata la candidatura di Tarantino

CIVITAVECCHIA – Grandi manovre e primi nomi. La margherita dei candidati a sindaco del centrosinistra inizia ad essere sfogliata. Sullo sfondo tre nomi che aspirerebbero realmente alla poltrona da sindaco: Enrico Luciani, Marco Piendibene e Marietta Tidei. La prima mossa in questo panorama l’ha compiuta la componente Tidei che ha proposto il dottor Carlo  Tarantino. Ex amministratore di Ippocrate è talmente vicino e amico di Gino De Paolis da non poter incassare che un sì dagli ex Sel. In realtà però la candidatura è lontana dal diventare concreta. Piendibene dopo decenni di consiglio comunale vorrebbe far valere i suoi rapporti extra Pd per essere candidato unico. Luciani, al contrario, potrebbe scegliere la via solitaria in caso di rottura nel centrodestra puntando al ballottaggio con i grillini. In tutto questo Pietro Tidei ha riunito i comitati civici da sempre vicino alle sue campagne elettorali. La sensazione è che alla fine a staccare i petali della margherita, decidendo il candidato, sia uno che di margherite se ne intende. Valentino Carluccio con la sua dote di voti e tessere potrebbe avere la parola decisiva, come già accaduto all’ultimo congresso Pd: la sua virata da Bertolo a Ferri fu decisiva per la vittoria dell’attuale segretario dem. In questa ottica si fa strada il nome di Marco Manovelli, committente responsabile di Tidei alle ultime elezioni e molto vicino a Carluccio.

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Lanciata la candidatura di Tarantino

CIVITAVECCHIA – Grandi manovre e primi nomi. La margherita dei candidati a sindaco del centrosinistra inizia ad essere sfogliata. Sullo sfondo tre nomi che aspirerebbero realmente alla poltrona da sindaco: Enrico Luciani, Marco Piendibene e Marietta Tidei. La prima mossa in questo panorama l’ha compiuta la componente Tidei che ha proposto il dottor Carlo  Tarantino. Ex amministratore di Ippocrate è talmente vicino e amico di Gino De Paolis da non poter incassare che un sì dagli ex Sel. In realtà però la candidatura è lontana dal diventare concreta. Piendibene dopo decenni di consiglio comunale vorrebbe far valere i suoi rapporti extra Pd per essere candidato unico. Luciani, al contrario, potrebbe scegliere la via solitaria in caso di rottura nel centrodestra puntando al ballottaggio con i grillini. In tutto questo Pietro Tidei ha riunito i comitati civici da sempre vicino alle sue campagne elettorali. La sensazione è che alla fine a staccare i petali della margherita, decidendo il candidato, sia uno che di margherite se ne intende. Valentino Carluccio con la sua dote di voti e tessere potrebbe avere la parola decisiva, come già accaduto all’ultimo congresso Pd: la sua virata da Bertolo a Ferri fu decisiva per la vittoria dell’attuale segretario dem. In questa ottica si fa strada il nome di Marco Manovelli, committente responsabile di Tidei alle ultime elezioni e molto vicino a Carluccio.

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Mancano i candidati grillini

CIVITAVECCHIA – In attesa dell’annuncio della scesa in campo alle europee di Antonio Cozzolino e della successiva nomina a candidata a sindaco di Daniela Lucernoni si lavora alla prossima lista dei candidati consiglieri del Movimento Cinque Stelle. Le notizie non sono affatto buone. Diverse sono le defezioni rispetto alla lista di candidati che si presentò alle ultime elezioni amministrative, poi vinte da Cozzolino con il traino del candidato alle europee Giovanni Ghirga (Il Movimento Cinque Stelle prese il 33,80%). 
Da sottrarre alla lista dei voti ci sono diversi consiglieri che si sono dimessi o che sono passati  all’opposizione. Alessandra Riccetti e le sue 245 preferenze e Luciano Girolami hanno ormai altri partiti e altri dirigenti. Raffaella Bagnano si è dimessa in rottura con il sindaco. Lo stesso dicasi per Patrizio Carlini e Rolando La Rosa. Non saranno della partita con ogni probabilità Rosanna Lau e anche Claudio Barbani. In bilico anche la candidatura di Daniele Brizi.
Discorso a parte per Fabrizia Trapanesi con la quale è difficile interpretare le mosse politiche. Prima ha preso parte alle contestazioni interne con Bagnano e Riccetti. Poi è stata sul punto di sfiduciare il sindaco. Successivamente ha annunciato al sindaco le dimissioni poi non arrivate. Infine ha deciso di prendere parte alle riunioni di maggioranza. Non è da escludere, pertanto, nessuna possibilità.
Fedelissimi e lanciati verso una nuova candidatura sono D’Antò (sempre che arrivi la deroga per candidarlo), Menditto, Pucci, Manunta, Fortunato e D’Ambrosio. Non certo della sua candidatura anche Emanuele La Rosa che abbandonò la carica di capogruppo per impegni personali. Della partita dovrebbe invece essere Fabrizio Righetti (110), Salvatore Cardinale (47), Andrea Bertolini (43) che nonostante risultati modesti in termini di preferenze sono approdati in consiglio comunale con il premio di maggioranza. 
Insomma di caselle libere ce ne dovrebbero essere diverse e sembra che la strategia sia quella di mettere in campo la parte della giunta che non era candidata nel 2014 (Perrone, Lecis, Manuedda per il quale servirebbe un’altra deroga e Tuoro). In campo probabilmente anche qualche componente della segreteria del sindaco Cozzolino. Si sperava infine nell’aiuto del web ma da internet non sono giunte le tanto attese candidature online. Mancano pertanto nomi e numeri ed i giorni passano.

 

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Tpl, autista della linea 33 aggredito da un passeggero

di TONI MORETTI

CERVETERI – Increscioso quanto incredibile ciò che è successo alcuni giorni fa sulla linea 33 del trasporto pubblico locale che collega Valcanneto alla stazione di Palidoro. Era fermo al capolinea l’autobus Seatour in attesa di ripartire per Valcanneto, quando un ragazzo sui diciannove anni accompagnato da una ragazza entra nell’autobus e si rivolge all’autista del veicolo, sembra con un epiteto poco gradevole, e chiede l’orario di partenza. Non si sa se per il modo di porsi, l’autista, persona sui sessanta anni, risponde con un: ”Alla stessa ora di ieri sera, alle otto e mezza”. 
La risposta non è stata evidentemente gradita dall’avventore che non ci ha pensato due volte e con gesto fulmineo aggredisce con un pugno in faccia l’autista all’altezza dell’occhio e successivamente con un altro  lo colpisce alla bocca. L’autista portatore di occhiali, subisce la rottura degli stessi e una lente a sua volta infranta lo ferisce. Il conducente è ricorso alle cure del pronto soccorso dove gli viene certificata una prognosi di trenta giorni in conseguenza delle lesioni riportate dall’aggressione. L’autista e l’azienda hanno provveduto a sporgere denuncia  per lesioni per quanto accaduto che sarà ora oggetto di indagini da parte delle autorità, pur non apparendo sin d’ora dalle testimonianze  riportate, nessun motivo che possa in qualche modo giustificare tale aggressione.  
Attendiamo i risultati delle indagini prima di avventurarci in analisi sociologiche che dipingono una gioventù annoiata  che sfoga nelle forme più inappropriate il proprio disagio ignorando il rispetto che comunque si deve a persone più grandi e che per giunta svolgono un lavoro di grande utilità per l’intera comunità. 

 

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Agraria Tarquinia, Idea Sviluppo: ''Il presidente Borzacchi ha rinnegato gli alleati''

TARQUINIA – Comunicato di fuoco del gruppo politico Idea Sviluppo all’indirizzo del presidente dell’Università Agraria di Tarquinia Sergio Borzacchi. Un intervento che certifica, se ce ne fosse ancora bisogno, la definitiva rottura tra le parti.
«Viste le inadempienze dell’Ente nei confronti dei nostri consiglieri in merito alla legittima richiesta dei documenti correlati alla grave situazione debitoria dell’Università Agraria – affermano da Idea Sviluppo –  il direttivo risponde al presidente Borzacchi, il quale non può ogni volta giustificarsi con il fatto di non essere un “politico” e per questo sottrarsi al dibattito pubblico o all’obbligo di condivisione delle scelte amministrative con tutti i consiglieri eletti». «Con il suo operato il presidente Borzacchi ha già tradito la volontà dei propri elettori, – tuonano dal gruppo che fa capo a Pietro Serafini.  – visto che una volta in carica ha rinnegato gli alleati girandogli le spalle con la disinvoltura di un politico navigato, per altro sfruttando, comunque, i voti di una compagine che gli ha consentito con circa 4000 voti di raggiungere il successo elettorale che da solo mai avrebbe potuto solo immaginare». 
«Proprio sotto il profilo “politico” – aggiungono da Idea Sviluppo – il presidente, insieme all’assessore Guarisco, hanno già tradito gli accordi elettorali visto che come regola postada Borzacchi stesso era previsto che chi avesse ricoperto la carica di assessore avrebbe dovuto rinunciare alla carica di consigliere. L’assessore Guarisco, invece, ormai fedelissimo del Borzacchi, non ha mai rispettato tale accordo con la presentazione delle proprie dimissioni».  «Presidente, se non vuole che venga tacciato di inesperienza, – aggiungono – deve anche sapere che i revisori dei conti non redigono o approvano il bilancio ma esprimono un parere su un documento già predisposto dagli uffici e dall’amministrazione, inoltre il consigliere ha si il potere di controllare i documenti, ma questi devono essere forniti dai dipendenti dell’ente entro i termini stabiliti dalla legge. Quando si viene investiti della responsabilità amministrativa, si deve sapere che ci sono delle regole che devono essere rispettate ed il presidente ne deve essere il garante. Questo vale soprattutto per il rispetto dell’obbligo di trasparenza amministrativa e per l’esercizio dell’accesso civico generalizzato agli atti amministrativi dell’ente pubblico.  Nel momento, quindi, in cui un consigliere ufficialmente richiede di visionare dei documenti, tra l’altro oggetto di indagine, devono essere messi a disposizione del richiedente entro 30 giorni. Nel nostro gruppo militano persone alla prima esperienza amministrativa che hanno il diritto, anche per svolgere la loro funzione rappresentativa delegata dagli elettori, di ricevere tutti i documenti  relativi alla situazione debitoria attuale e pregressa, da lei divulgata a mezzo stampa e mai esattamente spiegata in commissione o alla presenza dei tecnici, ovvero alla presenza di tutta l’amministrazione». 
«Caro presidente – concludono dal direttivo di Idea Sviluppo – le ricordiamo che il nostro mandato ci è stato conferito dalla popolazione proprio come il suo e non consentiremo a nessuno di darci lezioni amministrative. Inoltre siamo sicuri che i debiti generano altri debiti e quindi visto che non ha mai ascoltato i nostri appelli, pretendiamo dei chiarimenti in merito alla strategia amministrativa, visto che poi saremo proprio noi a votare e prendere tutte le responsabilità in carico, anche quando le scelte si rivelino assolutamente sbagliate. Faccia attenzione ai membri della sua giunta perché se hanno tradito il patto con rispettivi gruppi che gli hanno consentito di essere eletti potrebbero in futuro tradire anche Lei, se invece la sua strategia è quella di non rispettare il prossimo, come fatto con consiglieri dimissionari di altri gruppi, stia tranquillo che non ci dimetteremo ed onoreremo al meglio il nostro mandato di controllori anche del suo operato».
 

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Passate 24 ore ma l'acqua ancora non torna

CIVITAVECCHIA – La situazione sul fronte idrico continua ad essere difficile per i civitavecchiesi con i disagi che si sono allungati perché l'acqua si ostina a non tornare. Nella serata di ieri l’annuncio della riparazione effettuata presso l’acquedotto del Nuovo Mignone, terminata verso le 15,50 e la promessa: acqua nelle case entro la tarda mattinata. Alle 18,15 – lo annuncia l’assessore ai Lavori pubblici Alessandro Ceccarelli – l’acqua arriva a Poggio Capriolo, evviva. Niente da fare, ancora ore su ore di disagi tra taniche e bottiglie di plastica. Parliamo di San Liborio, quartiere Faro e zona del Casaletto rosso alta. Numerosi i commenti di protesta dei cittadini, specialmente sulle pagine social ufficiali dell’amministrazione pentastellata. Come al solito dopo la riparazione devono passare più di 24 ore perché l’acqua torni nelle case dei civitavecchiesi.

Una situazione al limite del tollerabile. Come ricordato nei giorni scorsi dal vice coordinatore locale di Forza Italia Giancarlo Frascarelli è ridicolo vedere litri e litri d’acqua andare sprecati in strada per perdite come quella di via Nuova di San Liborio (che continua a sversare nonostante nelle case i rubinetti restino a secco), all’altezza della scuola Don Milani, in un quartiere che soffre criticità idriche come quello di San Liborio.

Giovedì la rottura di un tubo, ad inizio novembre le torbide del Mignone (evento che si ripete ciclicamente ad ogni pioggia più o meno insistente) e il consigliere comunale di Polo Democratico Mirko Mecozzi punta il dito contro l’amministrazione: quel bacino di calma del Mignone – acquedotto gestito da Csp – va assolutamente svuotato. D’estate la siccità, d’inverno la pioggia, pare che il destino dei civitavecchiesi sia quello di rimanere con i rubinetti a secco a zone alterne nell’arco dell’anno e con una ciclicità allarmante. Quasi la metà dei primi giorni di novembre i cittadini delle zone a monte li hanno passati a secco.  

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L’acqua torna ma dopo 24 ore

CIVITAVECCHIA – La situazione sul fronte idrico continua ad essere difficile per i civitavecchiesi con i disagi che si sono allungati fino al tardo pomeriggio di ieri. Nella serata di ieri l’annuncio della riparazione effettuata presso l’acquedotto del Nuovo Mignone, terminata verso le 15,50 e la promessa: acqua nelle case entro la tarda mattinata. Alle 18,15 – lo annuncia l’assessore ai Lavori pubblici Alessandro Ceccarelli – l’acqua arriva a Poggio Capriolo, evviva. Niente da fare, ancora ore su ore di disagi tra taniche e bottiglie di plastica. Parliamo di San Liborio, quartiere Faro e zona del Casaletto rosso alta. Numerosi i commenti di protesta dei cittadini, specialmente sulle pagine social ufficiali dell’amministrazione pentastellata. Come al solito dopo la riparazione devono passare più di 24 ore perché l’acqua torni nelle case dei civitavecchiesi.

Una situazione al limite del tollerabile. Come ricordato nei giorni scorsi dal vice coordinatore locale di Forza Italia Giancarlo Frascarelli è ridicolo vedere litri e litri d’acqua andare sprecati in strada per perdite come quella di via Nuova di San Liborio, all’altezza della scuola Don Milani, in un quartiere che soffre criticità idriche come quello di San Liborio.

Giovedì la rottura di un tubo, ad inizio novembre le torbide del Mignone (evento che si ripete ciclicamente ad ogni pioggia più o meno insistente) e il consigliere comunale di Polo Democratico Mirko Mecozzi punta il dito contro l’amministrazione: quel bacino di calma del Mignone – acquedotto gestito da Csp – va assolutamente svuotato. D’estate la siccità, d’inverno la pioggia, pare che il destino dei civitavecchiesi sia quello di rimanere con i rubinetti a secco a zone alterne nell’arco dell’anno e con una ciclicità allarmante. Quasi la metà dei primi giorni di novembre i cittadini delle zone a monte li hanno passati a secco.  

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Marina, tombino e cavi scoperti

CIVITAVECCHIA – “Assistiamo a questo modo scellerato di fare manutenzione anche alla nostra Marina, oltre che in svariate strade cittadine purtroppo”.

Duro il vice coordinatore locale di Forza Italia Giancarlo Frascarelli che evidenzia una situazione pericolosa alla Marina con un tombino e alcuni cavi scoperti transennati, in un’area in cui sono soliti giocare i bambini e passeggiare molte famiglie civitavecchiesi. Dopo la mareggiata dei giorni scorsi sono stati molti i disagi e l’intera zona è stata devastata dal maltempo.

“E pensare – continua Frascarelli – che i grillini di Civitavecchia proiettano video di una Marina fiore all'occhiello senza neanche un cespuglio, né una rottura, né una palma con nidi di foglie secche attorno. Ancora bugie – conclude l’azzurro – da parte di chi cerca di vendere lucciole per lanterne”.

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Cfft pronta a lasciare il porto e chiedere danni all'Adsp

CIVITAVECCHIA – Lo aveva annunciato e così è stato. Ieri mattina, infatti, è stata recapitata a Molo Vespucci la diffida da parte di Cfft. Sembra che si sia arrivati, ormai, ad un punto di rottura, con l’Authority che difficilmente riuscirà ad uscire illesa da questa vertenza, quella legata allo scarico dei container. La società italo belga è chiara: chiede all’Adsp di attendere il pronunciamento del giudizio di merito da parte del Tar del Lazio che, lunedì scorso, pur non concedendo la sospensiva richiesta, ha rinviato la discussione a giugno, un tempo breve dovuto alla misura cautelare della sollecita fissazione dell’udienza proprio in virtù della complessità della materia. Molo Vespucci non ha ancora deciso ufficialmente che strada prendere, se far scaricare i container – anche quelli agroalimentari – alla banchina 25 di Rtc oppure prorogare ancora come avvenuto in estate. Se dovesse venire meno l’autorizzazione all’accosto delle navi bananiere alla banchina 24, «sarebbe senz’altro pregiudizievole e contraria alla piena e redditizia esplicazione dell’attività imprenditoriale di Cfft e produrrebbe danni certi ed ingentissimi. I clienti di Cfft – si legge nella diffida – lasceranno il porto di Civitavecchia e Cfft sarà costretta a cessare la propria attività presso il porto, con tutte le intuibili gravi conseguenze». Il managing director della società, Steven Clerckx assicura  che se l’Adsp procederà su questa strada, sarà chiamata a rispondere «tanto di tutti i danni che Cfft subirà quanto – ha aggiunto – del danno erariale derivante dal mancato introito della tassa portuale e dell’annessa sovrattassa imposta, oltre che dell’Iva, che certamente ne deriverà – ha concluso – dalla sconsiderata applicazione dell’ordinanza in pendenza del giudizio di merito».E intanto la prima bananiera è attesa per domani in porto.  

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Isoardi, Salvini e il post sulla rottura. Lui risponde: avevi altre priorità

L’annuncio di Isoardi, polemica per la foto. Salvini: «Ho amato, ho perdonato, sicuramente avrò anche commesso degli errori, ma ci ho creduto fino in fondo»

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