Snc, crolla il muro difensivo: via anche Iula

di MATTEO CECCACCI

Castello, Bogdanovic e ora anche Manfredi Iula. La Snc Enel Civitavecchia continua a perdere pezzi da novanta e pedine fondamentali, un vero e proprio tripudio di addii che in meno di un mese hanno lasciato di stucco tutti i tifosi rossocelesti. Se il mancino Andrea Castello ha lasciato la rosa per accasarsi al Latina, lo straniero Bogdanovic per tornare probabilmente in A1 con il suo ex Quinto, l'ormai ex calottina numero tre, invece, ha deciso di trasferirsi nel capoluogo campano per giocare con la società dell'Acquachiara (retrocessa in A2) di patron Francesco Porzio e del tecnico Mauro Occhiello che ha voluto ardentissimamente l'atleta nativo di Chiavari. Iula, infatti, non ci ha pensato due volte a firmare, anche se non è stato affatto facile lasciare la Snc dopo sei anni di ricordi indimenticabili, con la quale ha disputato ben tre finali playoff. Un campionato, però, non fortunato per il classe '94 che, nonostante i suoi tre gol stagionali, è stato costretto a fermarsi per tutto il finale di stagione, a causa del brutto infortunio rimediato nella gara interna col Pescara il 21 aprile scorso che gli procurò la rottura del setto nasale, poi brillantemente operato dal dottor Luigi Califano presso l'Azienda Ospedaliera Universitaria Federico ll di Napoli. Un altro arrivederci, dunque, che lascia la Snc sempre più in difficoltà per la prossima stagione, perché la situazione parla chiaro: tre addii di prestigio che lasciano vuoti incolmabili che devono essere rimpiazzati al più presto. In difesa ora c'è da trovare il compagno che affiancherà il giovane Muneroni, anche se con molta probabilità sarà Daniele Simeoni, a un passo dal ritorno al PalaGalli dopo aver lasciato il Latina e in attacco due calottine di valore al posto di Castello e Bogdanovic. I giovani saranno il fiore all'occhiello anche nella prossima stagione, ma della questione straniero con i grandi colpi di mercato attualmente non c'è nessuna traccia; sarà dovere del presidente Roberto D'Ottavio, del vice Simone Feoli e di Marco Pagliarini riunirsi a fine mese e decidere come procedere sul da farsi in vista della prossima stagione targata ancora una volta serie A2 per regalare al popolo rossoceleste tante soddisfazioni e chissà, anche quella promozione in A1 che manca ormai da troppi anni. <<È stato un onore – spiega l'ex difensore Manfredi Iula – ricevere una chiamata così importante come l'Acquachiara. Adesso si apre un nuovo capitolo della mia vita e darò il massimo per raggiungere tutti gli obiettivi>>.

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Berlusconi «deluso»: così il leader leghista si consegna al M5S

La rottura alle Regionali. E i suoi parlano di «tradimento». La guerra di posizione è diventata guerra di nervi e sta per diventare guerra vera

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Aumentato il flusso idrico a Campo di Mare

CERVETERI – Comunica l’ufficio del sindaco che a seguito delle richieste dell’amministrazione comunale, Acea Ato2 e Reti Ferroviarie Italiane hanno provveduto ad aumentare il flusso idrico per la frazione di Campo di Mare.  
Nel dettaglio, Acea Ato 2 ha portato il flusso da 7 a 10 litri al secondo, mentre RFI ha aumentato la portata di 1,5 litro secondo. 
«Abbiamo raggiunto un obiettivo importantissimo su un servizio di rilevanza come quello idrico – ha dichiarato il sindaco  Pascucci – contribuendo ad alleviare i disagi che si sono venuti a verificare anche quest’anno nella nostra Frazione Balneare» 
«Un traguardo raggiunto anche grazie alla collaborazione preziosa di una rete di cittadini della zona – prosegue il sindaco Pascucci –  che hanno collaborato e tutt’ora operano in stretto contatto con l’Amministrazione per segnalarci i momenti dove si riscontrano maggiori difficoltà dal punto di vista idrico. Si tratta solamente del primo passo verso il processo di miglioramento del servizio idrico della Frazione di Campo di Mare. Resta ferma in ogni caso la nostra intenzione di giungere a conclusione dell’iter che vedrà Acea Ato2 entrare in possesso della gestione delle reti idriche a servizio della Frazione, ora di proprietà della società Ostilia, ed uniformare così sotto un’unica società l’intero servizio idrico». 
«Colgo l’occasione – conclude il primo cittadino – per ringraziare per la società Acea Ato 2,  il manager territoriale Angelo Di Cristanziano, mentre per RFI l’impiegato del settore Patrimonio geometra Andrea Amici, e il personale della squadra ex idrotermica Costantino Belvedere e  Tommaso D’Adamo, che hanno seguito personalmente tutto l’iter fino al raggiungimento dell’obiettivo». 
Sempre nell’ottica di potenziare l’afflusso idrico, RFI infatti nei giorni scorsi aveva proceduto a riparare una rottura presente circa un kilometro prima della condotta e portato a termine tutta una serie di verifiche nei tratti di condotta a monte.

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Rottura del crociato per bomber Cerroni

di MATTEO CECCACCI

Tutto sembrava filare liscio in casa Civitavecchia Calcio 1920 e invece, come spesso accade nella vita, ogni cosa bella nasconde quasi sempre delle insidie.
Il grave infortunio di Samuele Cerroni è una brutta tegola per il club nerazzurro di patron Ivano Iacomelli, un fulmine a ciel sereno caduto all’improvviso che ha lasciato di stucco tutti i dirigenti e ha scombussolato i programmi di mister Andrea Rocchetti.
I vertici societari hanno appreso la notizia telefonicamente proprio da Cerroni, al quale nel tardo pomeriggio di martedì, dopo la risonanza in una clinica privata di Roma, è stata riscontrata la rottura del crociato; la prognosi è di circa cinque mesi.
Il talento, legato alla squadra  per ben cinque anni con un cartellino del costo di 10mila euro, non ha mai iniziato la preparazione, perchè dopo il suo ritorno dalle due vacanze settimanali, prima a Malta e poi nell’isola greca di Skiathos, ha cominciato ad accusare dolori al ginocchio che l’hanno portato a dover aspettare alcuni giorni prima della visita a causa del gonfiore.
La parte più amara, però, è la questione ‘‘under’’ che scaturisce una serie di conseguenze non poco critiche. 
Il classe ‘98 ha così commentato l’infortunio: «Spero di poter rientrare il prima possibile in campo, ce la metterò tutta». Il ds Petronilli ha aggiunto: «La sua forza è anche la nostra».

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Fondazione Ca.Ri.Civ.: lunedì l'organo di indirizzo vota il successore di Cacciaglia

CIVITAVECCHIA – Le lacrime versate per la morte del presidente Vincenzo Cacciaglia sono ormai alle spalle. Si pensa già al futuro della Fondazione Cassa di Risparmio di Civitavecchia. Lunedì alle 11.30 si riunirà l’organo di indirizzo dell’ente di origine bancaria. All’ordine del giorno ci sarà la surroga nel Cda del compianto presidente e la nomina del suo successore alla presidenza.

I nomi in lizza per la successione sono molteplici e la lunga reggenza dell’Avvocato rende difficile la creazione di una nuova maggioranza. L’organo di indirizzo è composto da Stefania Milioni, Rodolfo Antonini, Ugo Campana, Bruno Baseggio, Ludovico D’Amico, Piergluigi Avenia, Andrea De Paola, Francesco Fanuele, Luca Marconi, Ernesto Mojoli, Antonio Paglialunga, Umberto Zoli e Simonetta Stenti. A loro toccherà scegliere il nome il nome del nuovo presidente. Nel toto nomi c’è quello dell’avvocato Massimo Pinti, già membro del Cda insieme a Valentino Carluccio, Gabriella Sarracco e Giorgio Venanzi.

Possibile anche la successione affidata alla stessa Sarracco, attuale presidente facente funzioni, che offrirebbe una sorta di soluzione ponte. La diretta interessata si è dichiarata non disponibile all’incarico ma i soci potrebbero convincerla a tornare sui suoi passi.

Si fa strada anche il nome dell’avvocato Carlevaro, che fu antagonista profondo dello stesso Cacciaglia all’interno della Fondazione, ma che nel tempo è riuscito a coltivare una cerchia di consensi tra i soci. Una sorta di replay di quanto accaduto all’ordine degli avvocati di Civitavecchia dopo la presidenza Cacciaglia, con Carlevaro che lo succedette.

Altri nomi accreditati sono quelli del direttore generale Franco Passeri, che si è dimesso nei giorni scorsi dal suo incarico e l’ex segretario generale Adriano Sansonetti.

La vera scelta che faranno i soci sarà tra la continuità nel nome del compianto presidente o la rottura con il passato e una stagione differente.  

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Ladispoli, guasto alla condotta del Tevere: gravi disagi all'agricoltura

LADISPOLI – Niente acqua per irrigare i campi. Da ieri gli agricoltori di Ladispoli e Cerveteri stanno vivendo un vero e proprio dramma. La rottura di una guaina alla condotta princiale del Tevere, l'acqua non arriva più a destinazione. Dal Consorzio hanno fatto sapere che ci vorranno almeno una quindicina di giorni per riparare il danno e ridare acqua all'interno della condotta. Un tempo immane per gli agricoltori e soprattutto per le colture che a causa del gran caldo di questi giorni rischiano di andare perdute, causando così un grave danno economico agli imprenditori del settore. I "pezzi di ricambio" dovranno infatti provenire dalla ditta che si trova a Brescia con il guasto che andrà riparato dall'interno della condotta stessa. Operazione che richiede dunque tecniche particolari e soprattutto tempo. Intanto, l'assessore alle Politiche agricole del Comune di Cerveteri Riccardo Agresti e il delegato alle Politiche agricole dl Ladispoli Gianfranco Fioravanti stanno lavorando in sinergia per chiedere alla Regione Lazio e in particolare al presidente della Pisana, Nicola Zingaretti, di sollecitare gli interventi da parte del Consorzio. 

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Pericoloso sversamento di liquami al Pirgo

CIVITAVECCHIA – Pericoloso sversamento di liquami al Pirgo, i tecnici Acea parlano di una rottura e i commercianti protestano. A lanciare l’allarme alcuni cittadini preoccupati dal cattivo odore e dallo sversamento nell’acqua del mare che pare continuare ininterrottamente da lunedì. Inoltre a riva galleggiavano alcuni piccoli pesci morti. I tecnici di Acea presenti sul luogo hanno parlato di una rottura, confermando che si tratta di liquami provenienti dalla fognatura, anche se solo «una piccola parte». Eppure l’acqua era melmosa e preoccupantemente sporca, per non parlare del fatto che a nemmeno una cinquantina di metri c’erano alcuni bagnanti inconsapevoli immersi nell’acqua marina.

I tecnici hanno confermato la pericolosità delle acque inquinate dallo sversamento dicendo di aver richiesto un divieto di balneazione a Palazzo del Pincio ma in tarda serata nell’Albo pretorio online non era ancora presente, questo fa supporre che gli ignari frequentatori abbiano continuato a farsi il bagno a nemmeno cento metri da uno sversamento fognario. Dubbi riguardo la rottura perché, stando a quanto raccontato da alcuni cittadini, nei giorni scorsi i tecnici Acea erano al lavoro proprio su quelle tubature.

Oltre al danno ambientale provocato da uno sversamento andato avanti per almeno due giorni c’è anche quello economico per i commercianti, per non parlare degli ignari bagnanti.

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Ceri, rottura di una condotta di irrigazione: a rischio coltivazioni in via della Croce Bianca

di TONI MORETTI

CERVETERI – E’ nella zona di Ceri, esattamente in via della Croce Bianca dove sono maggiormente presenti dei fondi adibiti a coltivazioni, che ormai da quindici giorni si registra un grave problema idrico che impedisce di soddisfare la grande sete di acqua che le coltivazioni hanno in questo periodo. Il problema è dovuto alla rottura di una condotta dell’impianto di irrigazione gestito dal Consorzio di Bonifica del Tevere Agro Romano, il quale, nonostante le ripetute segnalazioni, e le conseguenti promesse di risolutivo intervento, risultate ad oggi vane,  non risolve la questione causando un enorme pregiudizio agli agricoltori della zona che non possono irrigare le coltivazioni, procurando un danno  ingente alla loro attività. 
Ora è indubbio che quanto succede è da definirsi grave, innanzi tutto perché colpisce un settore in crisi come l’agricoltura ma soprattutto perchè denuncia una scarsa attenzione dell’Ente che dovrebbe tutelarlo gestendo al meglio le risorse affidategli per agevolare il lavoro dei contadini. Ma assume contorni gravissimi se si pensa che le condotte in questione, oggetto della rottura,  sono di recente realizzazione, sono state infatti realizzate circa tre anni fa con importanti investimenti. 
Il fatto non può che generare interrogativi  circa le modalità di costruzione e di conseguenza, circa la gestione dei fondi destinati all’intervento. Non resta che confidare in una rapida e risolutiva soluzione del problema in modo da rasserenare gli operatori che vedono a rischio il loro lavoro.

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