Sgominata la banda dello spaccio sul litorale: sei arresti

MONTALTO – I carabinieri della Compagnia di Tuscania coadiuvati dai colleghi di Orbetello e Grosseto hanno dato esecuzione nella giornata di ieri ad un’ordinanza cautelare emessa dal gip del tribunale di Grosseto su richiesta della Procura, nei confronti di sei persone, cinque marocchini (in carcere) e un italiano (ai domiciliari) tutti ritenuti responsabili, a vario titolo, di spaccio di sostanze stupefacenti.  I provvedimenti rappresentano la conclusione di un’indagine diretta dalla Procura di Grosseto e partita nel luglio 2016 a seguito dell’arresto, da parte dei carabinieri di Pescia Romana, coordinati dal maresciallo Ferraro, di uno spacciatore locale.

All’esecuzione delle misure cautelari eseguite per tutta la giornata di ieri, hanno partecipato oltre ottanta Carabinieri dei comandi provinciali di Viterbo, Grosseto, Pistoia e Lucca. (Segue)

 

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Approvati due progetti per l’avvio di impresa

S. MARINELLA – Lunedì scorso, per il progetto Fami 940 “Idee da coltivare”, sono stati approvati i progetti di avvio d’impresa sviluppati da rifugiati e richiedenti asilo, ospitati nel progetto Sprar. Il progetto è dell’Arci nazionale e del Ministero dell’Interno, destinato ai soli titolari di protezione internazionale. La commissione di valutazione era composta dal dott. Andrea Mori per il Comune di Tolfa, dal presidente dell’Arci Comitato di Civitavecchia Roberto Sansolini e dal responsabile del progetto Fami per l’Arci nazionale Sergio Giovagnoli. I due progetti per l’avvio d’impresa approvati, riguardano la messa in opera di un’azienda di apicoltura e il recupero di una edicola per la vendita di giornali. Entrambi i progetti sono stati ritenuti sostenibili e capaci di inserirsi positivamente all’interno del contesto socio-economico, tra Santa Marinella e Viterbo. Il progetto Fami, nato nel 2017 e volto all’empowerment, al sostegno e allo sviluppo delle risorse di un gruppo di 40 titolari di protezione, rappresenta oggi anche un’opportunità concreta di sviluppo economico per questo territorio”.

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Ladispoli, sequestrati beni per 300mila euro a ex dirigente del Comune

LADISPOLI – I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo, emesso dal GIP di Civitavecchia, nei confronti dell’ex dirigente dell’Ufficio Appalti del Comune di Ladispoli.

Il provvedimento si inserisce sugli sviluppi delle indagini che, ad agosto del 2017, avevano condotto all’esecuzione di otto ordinanze di custodia cautelare in carcere e una ai domiciliari per il reato di turbata libertà degli incanti nei confronti del dirigente pubblico infedele, di un imprenditore romano, dei suoi stretti congiunti (madre, moglie e figli) nonché di altri fiduciari, opportunamente utilizzati, quali prestanome, in altrettante società.

I finanzieri della Compagnia di Civitavecchia, sotto il coordinamento della locale Procura della Repubblica, hanno quindi posto il vincolo cautelare a tre unità immobiliari – un locale adibito a ristorante, un magazzino e una porzione di villa – situate in Cerveteri, loc. Borgo San Martino, intestati a R.L. (classe 1956), responsabile, nel periodo dal 2001 al luglio 2017, del citato Ufficio comunale.

Il patrimonio immobiliare sequestrato, del valore di circa 300.000 euro, corrisponde al prezzo del reato di corruzione contestato al dirigente pubblico indagato il quale ha favorito il costruttore romano V.S. (classe 1964) nell’aggiudicazione delle gare indette per la costruzione del nuovo stadio comunale di Ladispoli.

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Gli investigatori hanno riscontrato che, in cambio dei favori ottenuti, l’imprenditore corrispondeva, tramite società a lui riconducibili, al pubblico ufficiale, materiali edili e prestazioni di servizio, quantificati, appunto, in circa 300.000 euro, utilizzati per la costruzione di un importante complesso edilizio dalla superficie complessiva di oltre 1.100 mq e dal valore stimato (a opera conclusa) di 1.400.000 euro – sorto in completo abuso edilizio e, pertanto, già sottoposto interamente a sequestro preventivo – che l’infedele dirigente avrebbe verosimilmente adibito a “centro sportivo” privato.

La misura cautelare reale ora eseguita chiarisce definitivamente la natura corruttiva del rapporto intercorso tra il pubblico dipendente e il costruttore romano.

Infatti, all’esito della complessa disamina della copiosa documentazione acquisita e del contenuto delle audizioni, le Fiamme Gialle hanno appurato come il “centro sportivo” fosse in corso di realizzazione a cura dell'imprenditore capitolino, il quale, per rientrare delle spese ivi sostenute, addebitava, attraverso l’emissione di fatture false, i costi dell’opera ai lavori per la realizzazione dello stadio comunale.

In definitiva, l’attività svolta dalla Compagnia di Civitavecchia ha permesso di denunziare, complessivamente, dodici soggetti ritenuti responsabili del reato di corruzione aggravata, favoreggiamento personale e abuso d’ufficio. Sono state altresì segnalate all’Autorità Giudiziaria per responsabilità amministrativa degli enti le tre società aggiudicatrici degli appalti e impiegate per la costruzione dell’opera edile.

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''La nostra politica si basa sulla difesa del rispetto delle norme''

TARQUINIA – «In questa epoca di confusione ogni dubbio è legittimo. Noi di  Areasx non possiamo fare a meno  di chiedere a chi riempiendosi costantemente la bocca con proclami sull’aiuto alla lotta alla povertà, alle famiglie ed ai cittadini, inserisce all’interno della manovra finanziaria 2019 la bellezza di ben nove condoni (fiscale, edilizio,  compreso l’odioso paragrafo legato ad Ischia) in aggiunta a una serie di rincari per il popolo italiano». Lo afferma il coordinamento di Areasx
«Ma dove sono andati a finire i paladini dell’onestà. Semplicemente si sono trasformati in paladini della tutela degli evasori e degli abusivisti. Non ci fa caso che anche nella nostra città, a poco più di sedici mesi dalle ultime elezioni amministrative, – proseguono da Areasx – alcuni ex governanti abbiano abbandonato il carrozzone inneggiante lo slogan del «Rinnova»mento per salire in fretta e furia sul carro di chi, alla faccia del rinnovamento, aveva già amministrato, con scarsi esiti, la nostra città. Questo sarebbe il nuovo che avanza? Viste le premesse (anche e soprattutto a livello di «governance» sulle politiche nazionali) questo nuovo soggetto appare già appartenere a un passato quasi in parte lontano, immortalato in un senso di grandezza e di venerabilità, che ad oggi non ci sembra affatto essere quello giusto per rilanciare la nostra città ed il nostro territorio. Areasx non vuole basare la propria politica su condoni mascherati da recuperi edilizi addirittura finanziati con contributi regionali (dicasi legge 28/80 per San Giorgio). Al contrario vuole fondare la propria politica sulla difesa di chi, nel rispetto della legge e delle istituzioni, ha fiducia nel sistema rispettando le norme». «La parola onestà – aggiungono dal coordinamento di Areasx – «indica la qualità umana di agire e comunicare in maniera sincera, leale e trasparente, in base a princìpi morali ritenuti universalmente validi. Questo comporta l’astenersi da azioni riprovevoli nei confronti del prossimo, sia in modo assoluto, sia in rapporto alla propria condizione, alla professione che si esercita ed all’ambiente in cui si vive». Vuole, diversamente da quanto sta avvenendo in questo momento con il ‘‘reddito di cittadinanza’’ che dovrebbe elargire sussidi per circa 10 miliardi di euro, puntare sull’art. 1 della Costituzione Italiana: Il lavoro.  Questa parola, oltre a dare dignità alla persona, offre indubbiamente un servizio e un’utilità per gli altri, non per questo anche il Papa, in più occasioni, ha affermato nei suoi discorsi che la dignità del lavoro viene prima del reddito».
 

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Scuola infanzia: nubi su via Consalvi

di TONI MORETTI

CERVETERI – Il silenzio del quale sia Giuseppe Zito, assessore ai lavori pubblici nonché vice sindaco e sia Francesca Cennerilli, assessore alle politiche scolastiche e sociali fanno uso circa le risposte e le richieste di delucidazioni che le mamme chiedono sulla situazione di Via Consalvi, è assordante e suscita nelle stesse ulteriori preoccupazioni ed incrementa nuovi sospetti.  
A via Consalvi, si sa, è stato preso in locazione dall’amministrazione comunale, un locale che avrebbe dovuto alloggiare fin dall’inizio dell’anno scolastico, bambini della scuola materna del Giovanni Cena, visto che, per disguidi avuti con la proprietà, chiamiamoli disguidi, non erano stati confermati quelli di via Marieni, occupati fino allo scorso anno scolastico.  I locali di via Consalvi avevano bisogno di lavori di adeguamento che come spesso succede hanno sforato i tempi previsti per la realizzazione tanto che i bambini, dopo essere stati ospitati all’istituto Giovanni Cena con un arrangiatissimo programma didattico concepito per gestire l’emergenza abortito in pochi giorni, sono stati destinati al vecchio plesso in disuso del Quartaccio.
Tutto doveva risolversi in pochi giorni. La comprensione stava nel perdonare il ritardo rispetto alle date di inizio dell’anno scolastico. Di aver avuto bisogno di nuove aule all’improvviso per mancanza di pianificazione adeguata. Per essersi rifugiatti in un plesso dismesso poiché ritenuto insicuro in quanto in campagna e raggiungibile attraverso una rete viaria non proprio idonea per il trasporto scolastico. Ma per un breve periodo, nonostante nessuno abbia chiesto scusa per il disagio procurato per un manifesto errore, si può fare. 
Ora però che si ipotizza, perlomeno dalle informazioni che ritengono di avere le mamme in ebollizione, un nuovo impiccio, ancora una volta figlio di errori dovuti ad incompetenza, se così fosse, qualche testa deve saltare. Non fosse altro per il rispetto dovuto ad una intera comunità, alla quale sono stati presi i figli in ostaggio, coinvolgendoli in una situazione dalla quale sembra difficile uscire. Si chiede di comprendere e di capire, rivolgendosi anche in maniera supponente che sfiora l’arroganza, cosa?  Chi è pagato per commettere degli errori? 
Bhe! Se è così è chiedere un po’ troppo.  Cosa può essere successo? 
Vediamo se è possibile bucare la coltre di “riservatezza” per arrivare in qualche modo al bandolo della matassa. 
Partiamo dall’Assessorato alla scuola. Preso atto che non erano più disponibili i locali di via Marieni, questi uffici hanno chiesto nuove aule. Quando? Hanno corredato la richiesta con i numeri esatti degli alunni da allocare, frutto di una pianificazione precedente? Se questo è stato fatto, Il dirigente che ha promosso il bando per la ricerca delle aule necessarie ha tenuto conto delle caratteristiche del locale richiesto e del numero dei metri-quadrati occorrenti? 
Allora come ha potuto crearsi il corto circuito che si è verificato che vede la ASL rilasciare le autorizzazioni e il dirigente dell’Area 3 che pare opponga resistenza o perlomeno voglia fare ulteriori verifiche?   
Via Consalvi è a posto, i lavori sono ultimati, rimane il nodo delle autorizzazioni e bisogna effettuare delle verifiche di legge che allargano il campo della compatibilità perché vanno dalla metratura per ogni soggetto occupante, all’abbattimento delle barriere architettoniche  e tanto altro. Il rischio che quei bimbi svernino al Quartaccio? Purtroppo c’è. 
De Angelis che con Orsomando hanno presentato una interrogazione ed una mozione a risposta scritta sull’argomento dice: «Sapevano che il rischio c’era ma l’anno taciuto scientemente». Lamberto Ramazzotti ipotizza siano stati commessi degli errori. Angelo Galli, consigliere di maggioranza dice: «E’ tutto a posto, i lavori sono finiti e il trasferimento si farà al massimo entro quindici  giorni». 

 

I consiglieri De Angelis e Orsomando prentantano un’interrogazione ed una mozione

CERVETERI – I consiglieri Aldo de Angelis (capogruppo Legalità e Trasparenza) e Salvatore Orsomando di Forza Italia annunciano di aver presentato una mozione e un interrogazione per chiedere perché i bambini destinati al plesso del Quartaccio sono ancora li e non sono stati trasferiti in via Consalvi. I due consiglieri scrivono in una nota che: «Dopo aver letto sui vari social alcune accorate grida d’aiuto di alcune  famiglie e dopo aver preso visione di alcuni documenti abbiamo deciso di presentare una specifica interrogazione a risposta scritta per chiedere 1) Perché i bambini, alla data attuale, ancora non sono stati mandati nei locali di via Consalvi e per quale data, eventualmente, si pensa di provvedere a tale trasferimento. 2) Cosa c’è che non va, quali sono le motivazioni e perché  i locali di via Consalvi risultano essere ancora chiusi e se gli stessi hanno ottenuto tutte le certificazioni di legge previste con relativi collaudi. 3) Se non si ritiene opportuno di chiedere scusa ai genitori, quantomeno per le promesse non mantenute, visto che, pur non trattandosi di scuola dell’obbligo, è pur sempre un servizio che l’ Amministrazione dovrebbe rendere ai propri concittadini senza ledere, in primis, i bambini stessi che hanno tutti i stessi diritti perché sono tutti uguali». 
Con la mozione, invece chiedono «un impegno definitivo nel dislocare immediatamente i bambini destinati al plesso del Quartaccio presso i locali di via Consalvi fornendo alle famiglie imminente data certa e ufficiale entro la quale si realizzerà materialmente e definitivamente tale evento naturalmente, sempre se gli stessi locali siano stati ritenuti idonei, collaudati e a norma. Come abbiamo anche chiesto di impegnarsi a verificare immediatamente, prima del dislocamento, il corretto rilascio delle certificazioni dovute per legge e il rispetto della normativa di edilizia scolastica in merito ai medesimi locali di via Consalvi fornendo preventiva comunicazione alle famiglie coinvolte».

 

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Ambulatori Asl, si pensa al trasferimento presso il Bambin Gesù

S. MARINELLA – L’amministrazione comunale sta perseguendo una strada parallela, per dare una svolta alla sanità locale. Oltre alla possibile soluzione relativa all’istituto delle Benedettine, l’assessore alle Politiche sociali Renzo Barbazza ha avuto un incontro con la direzione generale del Bambin Gesù di Roma, per trattare la possibilità di un eventuale trasferimento degli ambulatori della Asl Rm4 da via Valdambrini ai locali dell’ospedale pediatrico dislocati a Lungomare Capolinaro, destinati ad una progressiva e inevitabile dismissione a favore dell’ospedale di Palidoro e di Roma. «La nostra città – spiega Barbazza – ha un forte legame storico con il presidio sanitario, fin dal lontano 1922, quando la famiglia Salviati cedette il terreno al Bambin Gesù per farne un polo ospedaliero pediatrico di eccellenza, di cui tutto il Lazio, e non solo, si è avvalso per tanti anni, sfruttando le qualità ambientali e marine della nostra costa per curare le patologie respiratorie infantili. Col tempo, il Bambin Gesù ha arricchito il proprio intervento sanitario anche nel campo neuropsichiatrico infantile, avvalendosi di illustri professionalità specifiche, che tanto hanno dato alla nostra città e all’intero territorio nazionale, in particolare del centro sud. Per questo, la nostra amministrazione non intende perdere un patrimonio storico della città, cercando di poter utilizzare le strutture già esistenti e abilitate ad una utilizzazione sanitaria, sia ambulatoriale che in regime di ricovero. Nel primo caso, il trasferimento degli attuali servizi specialistici di via Valdambrini presso Lungomare Marconi faciliterebbe l’accesso e la fruizione di vasti spazi ritenuti più idonei e centrali per i nostri cittadini, insieme alla possibilità di un potenziamento ulteriore delle prestazioni ambulatoriali e di primo soccorso, attualmente mancanti, con il vantaggio di decongestionare l’ospedale S. Paolo di Civitavecchia, ridurre le liste di attesa e garantire alla città un ricorso più rapido e funzionale alle richieste di emergenza che, soprattutto nel periodo estivo, ma non solo, provengono dal nostro territorio». «Riteniamo che il Bambin Gesù – continua l’assessore – non possa e non debba chiudere e rinunciare ad anni di storia e di presenza attiva a Santa Marinella, a cui i nostri cittadini sono profondamente legati radicalmente da quasi un secolo di vita, e cercheremo di produrre ogni sforzo per non perdere una ricchezza e un patrimonio di cui la città si è avvalsa con orgoglio nel corso degli anni. Non inseguiamo sogni o obiettivi irrealizzabili, considerata la situazione economica in cui versano le nostre istituzioni locali, regionali e nazionali attuali”. “Ci accontentiamo – conclude Barbazza – di consentire la sopravvivenza e il miglioramento di una struttura, come il Bambin Gesu’, a cui siamo tutti profondamente legati, attraverso la realizzazione di un poliambulatorio multi specialistico e di un posto di primo intervento medico e chirurgico per dare le giuste risposte ai bisogni della città ed evitare la chiusura e un destino ignoto di una ospedale di cui tutti noi sentiamo radicalmente un profondo senso di appartenenza, che cercheremo di difendere e proteggere ad ogni costo.

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Ostia, operazione contro il clan rivale degli Spada: 42 arresti

ROMA – Dalle prime luci dell’alba, i Carabinieri del Gruppo di Ostia, nel Lazio, Campania, Toscana, Lombardia e Marche stanno dando  esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip presso il Tribunale di Roma, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 42 soggetti appartenenti ad una delle compagini criminali più strutturate e potenti della zona, ritenuta epigona del noto clan Triassi e storicamente contrapposta a quella della famiglia degli Spada (che lo scorso gennaio ha subito un duro colpo in  seguito dell’operazione “Eclissi”). Le accuse, a vario titolo, sono: associazione armata finalizzata al traffico di stupefacenti; sequestro di persona a scopo di estorsione, detenzione illegale di armi, minacce e ricettazione.

Al vertice dell’organizzazione criminale è stato individuato un anziano malvivente (già elemento apicale dell’organizzazione criminale nota come “Banda della Marranella”, operante nella periferia Est della Capitale) e, in posizione immediatamente subordinata, due  criminali (in passato ritenuti contigui al “Clan dei Triassi”).

Contestualmente, in Roma Ostia ed Acilia, nonché presso Uffici Conservatorie Registri Immobiliari di Roma, Camera di Commercio Roma ed Istituti di Credito vari, i Carabinieri stanno dando esecuzione al decreto di sequestro ex articolo 12 sexies legge nr 356/92, disposto dal Gip del Tribunale di Roma che ha consentito di sequestrare beni mobili e immobili per un valore complessivo di circa 2 (due) milioni di euro.

La progressiva, incisiva e capillare penetrazione del tessuto criminale ha altresì condotto gli inquirenti alla ricostruzione di alcuni gravi episodi delittuosi, commessi dagli appartenenti all’organizzazione ed avvenuti in Ostia e zone limitrofe negli ultimi anni. 

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Bracciano, soldi e cocaina in casa: pusher in manette

BRACCIANO – Nel corso di mirati servizi finalizzati al contrasto dello spaccio di droga, i Carabinieri della Compagnia di Bracciano hanno arrestato un italiano di 36 anni con l’accusa di detenzione di ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
I Carabinieri del Nucleo Operativo lo hanno fermato mentre, in serata, si aggirava in atteggiamento sospetto lungo le vie del centro di Bracciano.
Durante il controllo, i militari lo hanno trovato in possesso di una dose di cocaina e la successiva perquisizione scattata nella sua abitazione ha consentito di sequestrare altri 105 gr. di cocaina suddivisi in 24 dosi, 40 grammi di hashish, circa 7.000 euro ritenuti provento della sua attività illecita, materiale per il confezionamento delle dosi e due bilancini di precisione.
Il 36enne è stato posto agli arresti domiciliari in attesa di processo.
 

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Rubano abiti griffati in via dei Condotti: in manette

LADISPOLI – Si sono finti dei clienti e sono entrati in due boutique di lusso in via dei Condotti, e dopo aver rimosso le placche antitaccheggio, hanno portato via capi d'abbigliamento dal valore di oltre 6.100 euro nascondendoli all'interno di panciere elastiche indossate sotto i vestiti. Sono così finiti in manette, con l'accusa di furto in concorso, quattro cileni, di età compresa tra i 24 e i 49 anni, domiciliati a Ladispoli. A scoprire i ladri, durante i quotidiani servizi nelle vie dello shopping del centro storico capitolino, i Carabinieri della Stazione Roma San Lorenzo in Lucina. I militari, notando i loro movimenti sospetti, li hanno fermati per un controllo recuperando così la refurtiva. Da una successiva perquisizione nella loro abitazione, inoltre, i Carabinieri hanno rinvenuto numerosi capi d'abbigliamento griffati dal valore complessivo di 10mila euro, ritenuti il provento di analoghi reati.

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Ladispoli, intensificati i controlli in vista del Ferragosto

LADISPOLI – Si avvicina la tanto attesa notte di Ferragosto e dall'amministrazione comunale arrivano le "istruzioni per l'uso" per trascorrere una serata all'insegna del divertimento, senza problemi per l'incolumità di tutti. Vietato accendere fuochi e falò sugli arenili, vietato portare materiale infiammabile di qualsiasi tipo e attrezzature che possano generare calore o dal quale possa genersarsi una fiamma. I trasgressori saranno ritenuti responsabili civilmente e penalmente degli eventuali danni che dovessero arrecare. «Il nostro litorale e il nostro mare – ha detto l'assessore alla sicurezza Amelia Mollica Graziano – sono il luogo ideale per passare la sera di Ferragosto. Faremo di tutto perché sia una festa sicura e le nostre spiagge non siano danneggiate».

L'Assessore ha inoltre annunciato, di concerto con l'assessore al demanio marittimo Pierpaolo Perretta che con l'arrivo del Ferragosto saranno intensificati i controlli da parte delle forze dell'ordine. «In questi giorni – ha proseguito Mollica – stiamo pianificando tutti gli interventi per creare le condizioni affinché questa ricorrenza sia un momento da vivere in allegria ma nella massima sicurezza. Vogliamo ricordare che,  in occasione del Ferragosto, su tutto il territorio di Ladispoli ed in particolare sul litorale, permangono i divieti assoluti di campeggio e accensione dei falò».

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