Il circolo Giorgio Almirante di FdI insorge contro la chiusura della struttura del Bambin Gesù di Santa Marinella

SANTA MARINELLA – La notizia di questi giorni sul ridimensionamento fino a chiusura totale della struttura sanitaria Bambin Gesù di Santa Marinella fa insorgere il circolo “Giorgio Almirante” di Fdi Civitavecchia: "Una prospettiva inaccettabile quella che si preannuncia" dichiarano dal circolo"una eccellenza sanitaria che serve da anni il nostro comprensorio rischia di svanire nel nulla, a pagarne le spese non solo Santa Marinella, ma anche l'utenza di Civitavecchia e Comuni limitrofi, pensiamo a come possa essere sostituito il degno servizio che essa ha offerto fino ad oggi e la risposta a questo sembra essere soltanto un arrampicarsi sugli specchi di chi governa la Perla del Tirreno con un trasferimento di ambulatori Asl RM 4, già esistenti in Santa Marinella , da una via all' altra , ossia nella struttura che oggi è di Bambin Gesù con la prospettiva di un potenziamento del settore pediatrico che ad oggi sono solo parole mentre ci si avvia allo smantellamento dei ben funzionanti Servizio Ambulatoriale e Analisi, Preospedalizzazione con visite specialistiche di luminari pediatri e Reparto Oncologico per bambini, un fiore all'occhiello del territorio che oltretutto , smantellato, costerà il sacrificio di circa una cinquantina di dipendenti locali costretti in prospettiva a diventare pendolari per recarsi nella nuova sede prevista a Palidoro , ossia nel Comune di Fiumicino. Ci sorge anche il dubbio di una strana triangolazione , su cui andremo a fondo, tra Regione, Santa Marinella e Fiumicino dove , guarda caso, a governare in tutti e tre i casi è la compagine del PD , dove la Regione di Zingaretti gestisce i finanziamenti, dove la Fiumicino di Montino trae benefici con l'acquisizione di una eccellenza e dove la Santa Marinella del sindaco e “compagno di partito” Tidei accetta di buon grado la perdita di una struttura sanitaria di qualità come quella del Bambin Gesù. Saremo vigili e pronti, accanto alla delegazione di Fdi di Santa Marinella che ha già ben avviato la protesta, a fermare nei modi e nelle sedi opportune questo nuovo prospettato degrado di servizi vitali del nostro territorio, con il coinvolgimento, come sempre, dei nostri sempre attivi ed agguerriti rappresentanti istituzionali, sia del consiglio regionale (il consigliere Chiara Colosimo è già intervenuta in merito) sia dei parlamentari del nostro Partito".

 

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Port Mobility, i sindacati: situazione instabile

CIVITAVECCHIA – Ci sono altri lavoratori preoccupati per il proprio futuro all’interno del porto. A quelli della Port Authority Security – il cui stipendio di dicembre e tredicesima sarebbero a rischio – si aggiungono quelli di Port Mobility.

Ieri mattina, infatti, Filt Cgil, Ugl Mare e Fiadel hanno incontrato i vertici della società, a partire dall’amministratore delegato Edgardo Azzopardi e dal direttore generale Gina Amici, preoccupati per l’ennesimo allarme che interessa gli oltre 120 dipendenti della società che svolge servizi di interesse generale nei porti di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta, occupandosi di gestione dei parcheggi e mobilità. Già in estate la questione era pronta ad esplodere, rientrata dopo la firma ad agosto da parte dell’Authority del decreto relativo al ‘‘Piano dei Servizi 2018’’ presentato da Port Mobility a dicembre 2017. «Siamo venuti a conoscenza – hanno spiegato Angelo Manicone e Alessandro Borgioni della Filt Cgil, Fabiana Attig di Ugl Mare e Mirko Giannino di Fiadel – di una situazione instabile dettata dai rapporti tra la società e l’Autorità di Sistema Portuale.

La Port Mobility ci ha espresso forti criticità rispetto al mancato completamento del piano dei servizi, così come concordato nell’agosto 2018». Di conseguenza, come spiegato dagli stessi vertici della società, questo problema e la sua mancata risoluzione potrebbero avere pesanti ripercussioni sull’operatività della società «ed avere hanno aggiunto i sindacati – un impatto occupazionale negativo.
A seguito di tale informativa abbiamo chiesto un incontro urgente all’Autorità di Sistema Portuale utile ad avere garanzie sulla continuità salariale e occupazionale dei lavoratori della Port Mobility».

Alla base della problematica ci sarebbero circa 600mila euro in meno di ricavi rispetto agli anni passati, la gestione di largo della Pace in proroga da due anni ed una concessione che sembra essere messa in discussione da continue problematiche. Un braccio di ferro che rischia di ripercuotersi sui lavoratori. L’ultima questione sollevata, in ordine di tempo, è relativa al bando per l’affidamento del servizio tramite autobus dei passeggeri crocieristi all’interno del porto. L’Authority avrebbe diffidato Port Mobility invitandola a sospendere la gara che, secondo Molo Vespucci, dovrebbe spettare all’ente. Anche questo aspetto dovrà essere chiarito nell’incontro chiesto dai sindacati.

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Perché è sbagliato vietare il cumulo di lavoro e pensione

Nessun Paese al mondo rinuncia all’esperienza di gente di 60-65 anni. Non consentire il cumulo rischia di vanificare anche le uscite anticipate

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La Snc stecca la prima al PalaGalli 

di MARCO GRANDE

In un match in cui ha fatto parecchio discutere il duo arbitrale composto dai signori Camoglio e Marongiu, la Snc guidata da coach Marco Pagliarini inizia nel peggiore dei modi il proprio esordio casalingo nel campionato di serie A2: i padroni di casa cedono 8-7 al cospetto del Como Nuoto, che riscatta a sua volta l’opaco debutto di sette giorni fa in cui i lombardi sono usciti sconfitti contro i cugini del Brescia Waterpolo. La partita inizia in modo positivo per la Snc, che trova il vantaggio dopo appena 57’’ grazie al capitano Romiti, abile a concretizzare il suggerimento del compagno Minisini e ad insaccare alle spalle di un incerto Viola. Durante il primo quarto sembra essere evidente la supremazia territoriale della compagine di Viale Lazio, ma nonostante ciò legni colpiti e occasioni non sfruttate contribuiscono a rimanere sul punteggio di 1-0. 
La beffa arriva a 40’’ dal termine dei primi otto minuti, grazie al pareggio di Foti, lesto ad approfittare della momentanea superiorità numerica a proprio favore.
Nel secondo quarto la formazione casalinga sembra abbandonare sul piano mentale la propria partita, subendo il contraccolpo psicologico derivato dal gol incassato allo scadere della prima frazione di gioco: a Minisini e ad Echenique rispondono prontamente Pagani e Fusi. Di Ferrero e Toth, poi, le reti che fissano alla fine del primo tempo il punteggio sul 3-6.
Il terzo periodo di gara parte con la massima frustrazione della Snc, dovuta sia ad un passivo obiettivamente immeritato che al gioco scorretto degli avversari, spesso autori di falli antisportivi. La sfida si incattivisce e i rossocelesti subiscono un ulteriore 1-2 determinante ai fini del risultato finale.
L’ultimo periodo di gioco inizia con l’evidente delusione del pubblico sugli spalti per un match che rischia di diventare una disfatta vera e propria, ma i padroni di casa reagiscono clamorosamente: il classe 2000 Luca Pagliarini (nella foto) segna una doppietta, intervallata dalla rete dell’esperto Muneroni e la gara torna improvvisamente sul binario di parità. L’inerzia psicologica dell’incontro sembra essere ora totalmente a favore del team civitavecchiese, gli spettatori lo capiscono e si lasciano andare ad un tifo sfrenato. Proprio nel miglior momento, però, il temuto Busilacchi trova una rete che dà morale e fiducia ai comaschi, che alla fine resistono nei 180’’ finali e tornano in Lombardia con il bottino pieno.
Autore di una delle reti della speranza è stato il classe 1997 Checchini, il quale ha commentato la debacle interna subìta dai suoi: «Abbiamo affrettato troppo ma soprattutto ci siamo svegliati tardi – esordisce il 21enne – e queste sono le dirette conseguenze che dobbiamo pagare. Riconosco che ci siamo innervositi per l’arbitraggio rivedibile e per la loro cattiveria in acqua, ma ciò non ci attribuisce nessuna scusante. Ora lavoreremo duro con la testa rivolta al prossimo impegno».
Tutto da rifare dunque per la formazione laziale, attesa da una settimana di fuoco in cui dovrà non solo rivedere gli errori di giornata ma preparare anche la prossima impegnativa trasferta contro lo Sportivo Surla.

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Acqua, dalla Pisana incontro posticipato: pronti alla mobilitazione

LADISPOLI – Mentre il Parlmento continua a incontrare le varie realtà italiane per mettere a punto la nuova legge sull'acqua pubblica, alla Regione si procede di rinvio a rinvio. Tanto che ora si rischia di vanificare il duro lavoro effettuato dalle varie amministrazioni comunali che ad oggi non hanno ancora ceduto il servizio idrico all'Ato di competenza. L'incontro di oggi in Commissione Tutela del Territorio e Agricoltura e Ambiente non ci sarà. Incontro voluto proprio dalle due Commissioni che già la settimana scorsa si sarebbero potute pronunciare sul documento messo a punto dalle amministrazioni comunali, con Ladispoli capofila di questa battaglia. In quell'occasione alcuni rappresentanti della Commissione hanno infatti chiesto un rinvio della seduta per apportare qualche modifica al documento, senza andarne ad intaccare il cuore (come la richiesta della moratoria e l'istituzione di un tavolo tecnico regionale tra amministrazioni comunali e Pisana) del documento stesso. E l'appuntamento era stato rinviato proprio a questo pomeriggio. Ma nel giro di poche ore ai Comuni interessati sono giunte ben due nuove date. Nella prima, la Regione aveva posticipato tutto a domani. A stretta posta di giro un'altra comunicazione: tutto rinviato a lunedì mattina. Il 3 dicembre per l'apppunto. Giorno in cui l'ultimatum inviato dall'assessore ai Lavori Pubblici della Pisana, Mauro Alessandri, scadrà. L'Assessore nella lettera inviata alle amministrazioni comunali ad ottobre scorso aveva esplicitamente affermato che o i Comuni procedevano da soli a entrare nell'Ato di pertinenza oppure sarebbero stati commissariati. Il tutto entro il 3 dicembre prossimo. Una vera e propria corsa contro il tempo con le amministrazioni comunali e vari schieramenti politici pronti alla battaglia e alla mobilitazione per contrastare questa decisione. Tra questi anche diversi esponenti del Partito democratico non solo locale (che aveva subito bacchettato l'assessore Alessandri per la comunicazione inviata al sindaco Grando) ma anche, come Minnucci e Tidei (come ricordato durante lo scorso consiglio comunale dal primo cittadino ladispolano) avevano chiaramente espresso la loro vicinanza alle amministrazioni comunali che ad oggi si stanno ancora battendo per non cedere il servizio idrico all'Ato. Battaglia, quelle delle amministrazioni comunali che peraltro erano state condivise anche dalle Commissioni regionali che lo scorso 20 ottobre all'unanimità avevano espresso parere favorevole alla presentazione di un documento con la richiesta di moratoria alla Giunta comunale che i consiglieri avrebbero dovuto approvare già lo scorso 20 novembre, avendo avuto svariate settimane di tempo per leggerlo e confrontarsi con gli enti comunali per qualche eventuale modifica. Un rinvio dietro l'altro che ora rischiano di mettere a rischio il lavoro svolto dagli amministratori locali con un appuntamento posticipato ancora al 3 dicembre  (peraltro dopo le elezioni del segretario regionale del Pd). Situazione che ora l'amministrazione ladispolana non intende accettare: "E' inammissibile – ha tuonato il consigliere delegato al servizio idrico Filippo Moretti – Una risoluzione che dai comuni per il tramite della Commissione deve arrivare sul tavolo della Giunta regionale non può essere posticipata fino al giorno della scadenza. Questo vuol dire non tenere conto delle esigenze del territorio". E per lunedì ora l'amministrazione punta alla mobilitazione collettiva: "Invitiamo tutti i cittadini a presentarsi sotto la Regione per far sentire la loro voce". Un vero e proprio "schiaffo" che arriva all'indomani, peraltro, dell'audizione informale alla Commissione VIII della Camera dei Deputati, dove il sindaco Grando ha illustrato un'analisi dettagliata della situazione relativa al servizio idrico toccando punto dopo punto ogni singolo aspetto della nuova legge che il Governo si appresta ad approvare. Analisi all'interno della quale sono stati illustrati passo dopo passo tutti i benefici e punti di forza del ''sistema in house''. E ad apprezzare l'illustrazione sono stati tutti i componenti della Commissione che hanno elogiato il lavoro svolto dall'amministrazione comunale ladispolana: "Ladispoli – hanno detto – ha dimostrato di voler proseguire la sua gestione in house". Situazione di cui sicuramente si terrà conto nel testo legislativo.

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Lisari e Cardella: il Ladispoli fa il colpaccio in Sardegna

Era solo questione di ore.  Fino a questo momento, infatti, le prestazioni della squadra di Bosco non sono andate spesso di pari passo con i risultati in questa prima parte di stagione, ma la convinzione è sempre stata quella che questa squadra prima o poi avrebbe preso certamente le misure al campionato di livello superiore, rispetto a quelli a cui era abituato. Quella conquistata domenica con grande carattere a Sassari è la vittoria che ne da testimonianza: i tirrenici possono davvero aprire un ciclo stabile in Interregionale. Poco importa se questi ragazzi abbiano impiegato quasi un intero girone per acclimatarsi nel nuovo ambiente legato alla serie D: ora, dopo la finestra di mercato (che scatterà sabato prossimo, 1° Dicembre, per terminare il 14; ma di questo ne parleremo più diffusamente a metà settimana) il nuovo campionato che si aprirà avrà certamente come protagonista anche il team caro al Presidente Umberto Paris.
I tirrenici soffrono un pò in avvio di gara le scorribande di Sarritzu che, prima va vicinissimo al vantaggio di testa e successivamente sblocca il parziale, su assist dell’ex Rieti Demartis. La reazione dei ragazzi di Bosco è immediata: passano appena tre giri di orologio e Lisari di testa sugli sviluppi di un calcio piazzato, regala il pareggio al Ladispoli. Sardi che reclamano per il possibile nuovo vantaggio annullato dalla terna arbitrale lombarda e Ladispoli che rischia sulle incursioni di Sarritzu e Scioni, ma la squadra del “Sale” replica con Sganga, la cui conclusione non sortisce tuttavia gli effetti sperati. Al rientro dagli spogliatoi, però, ci pensa Cardella su rigore a completare la rimonta e a consegnare (di fatto) i tre punti al Ladispoli, anche se la Torres sciupa un’altra buonissima occasione al 31’ con Padovani. Forcing finale poco incisivo per i sardi a cui saltano anche i nervi (la squadra di Sanna finisce la partita in nove vs undici); il Ladispoli va vicino al 3-1, ma va bene così; importanti erano i tre punti e quelli sono arrivati. Unica nota stonata le ammonizioni di Tollardo e Cardella, per i quali scatterà la squalifica per “recidiva in ammonizione (V° INF.)” nel prossimo turno al “Sale” contro il Latina. Assenze pesanti, ma che il tecnico saprà certamente come non far rimpiangere.

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Outlet Fiumaretta, Nunzi: ''Sarà esiziale per il commercio''

CIVITAVECCHIA – «L’outlet sarà esiziale per il commercio a Civitavecchia». Parola di Tullio Nunzi dell’associazione Meno poltrone più panchine che torna ad intervenire sul progetto del Welcome center a Fiumaretta. Secondo Nunzi «per un progetto così dirompente per aspetti commerciali, economici, ambientali e urbanistici forse sarebbe stato necessario un maggiore coinvolgimento della città e, in particolare, dei commercianti – continua – ma il Sindaco e la sua maggioranza si sono presi le responsabilità di questo atto e ne subiranno conseguenze: negative o positive».

Dubbi non sul Welcome center ma sull’outlet perché, con i suoi 70 negozi, «metterebbe in crisi un sistema terziario già provato ed esausto e, aggiungo io, metterebbe fine ad una sinergia tra porto e città che si sta faticosamente instaurando. Ogni anno – evidenzia Nunzi – il 30% dei croceristi scende in città difficilmente rimane a bordo». Secondo Nunzi l’outlet impedirà ai turisti di arrivare a Civitavecchia, con tutte le conseguenze del caso. «Si rischia – conclude duro Nunzi – di far saltare un comparto come quello terziario che in questa città (dati Istat, non li può contestare, né possono farlo i suoi esperti in giunta) è primo per occupazione e aziende».  

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Terme, Tidei: "I rischi sono enormi"

CIVITAVECCHIA – «Leggendo la replica scomposta del Sindaco sulla questione Terme, non sappiamo più se Cozzolino si rende conto di quello che dice. Cozzolino ha finalmente ammesso di essere favorevole alle iniziative imprenditoriali private e di tutelarle, anche se queste – aggiungiamo noi – travolgono l’interesse pubblico e dei cittadini civitavecchiesi. Una dichiarazione che, in altri tempi, avrebbe fatto sobbalzare sulla sedia. Una dichiarazione per la quale si sarebbero subito chieste le dimissioni di Sindaco e Giunta. Ma ormai siamo assuefatti a tutto». È quanto afferma l’esponente del Partito democratico Pietro Tidei, intervenendo sulla vicenda delle perforazioni in zona termale.

"Che la Giunta abbia sempre tutelato gli interessi privati di pochi a discapito dei cittadini, lo sapevamo già – si legge nella nota – lo ha fatto con Enel, lo ha fatto con il forno crematorio. Sulla questione Terme una ulteriore riflessione però si impone: Cozzolino – spiega Tidei – ha avuto l’opportunità che nessuno altro aveva avuto prima. Il Comune è rientrato, infatti, nella disponibilità delle aree sulle quali, le giunte precedenti, grazie a finanziamenti di origine comunitaria, avevano sviluppato enormi investimenti per sviluppare un comparto termale a “trazione” pubblica. Cozzolino – prosegue la nota – dinnanzi alla opportunità di completare il progetto – bloccato per anni per le note vicende giudiziarie – non ha fatto niente di niente per quattro anni e mezzo.  E adesso la soluzione è affidare l’iniziativa a dei privati?  Ma soprattutto viene da chiedersi, come sia venuto in mente a Cozzolino, a poche settimane dalla sua sostituzione, di autorizzare trivellazioni e scavi sullo stesso bacino minerario sul quale tale intervento è già stato fatto, proprio con i finanziamenti europei». 

«Invece di completare le terme pubbliche per i cittadini – dichiara ancora Pietro Tidei –  il Sindaco affida una iniziativa senza senso a dei privati.  I rischi sono enormi perché oltre a porre in essere scavi e trivellazioni già fatte, si rischia di compromettere e mandare all’aria quel poco (o tanto) che della iniziativa termale si è fatto. Perché i privati devono trivellare di nuovo, sullo stesso bacino minerario mandando in fumo di fatto l’investimento pubblico?  Questa è la domanda a cui non troviamo una risposta, domanda che dovrebbero porsi anche gli organi di controllo (Corte dei Conti, Procura, ecc.), di cui auspichiamo un pronto intervento. Abbiamo capito che Cozzolino preferisce tutelare l’interesse privato rispetto a quello pubblico – conclude il dem – ma che addirittura per farlo crei un danno alla comunità, appare francamente eccessivo. Per fortuna questo “strazio” è giunto al termine.  Mai come in questa occasione, infatti, la sostituzione del Sindaco è ormai cosa certa.  Tra qualche settimana, spetterà alle forze democratiche far tornare a prevalere l’interesse pubblico dei cittadini su quello dei privati, a cui Cozzolino dice di tenere tanto».

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