San Liborio, allarme al parchetto Emi

CIVITAVECCHIA – Spuntoni di ferro arrugginito tra i pali rimossi per i lavori di riqualificazione del parchetto Peppino Impastato a San Liborio. È la segnalazione di alcuni residenti dopo l’avvio della riqualificazione dell’area verde accanto al supermercato Emi. Preoccupati i residenti che chiedono la rimozione dei molti pali in legno lasciati a terra con grossi tondini in ferro che spuntano pericolosamente.    

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

Tarquinia, torna a splendere la Tomba degli Scudi  

TARQUINIA – Rinasce la Tomba degli Scudi, gioiello artistico del IV secolo a. C. nella Necropoli etrusca dei Monterozzi di Tarquinia, sito nominato nel 2004 Patrimonio mondiale dell’umanità dall’Unesco insieme alla necropoli di Cerveteri.

I dipinti murali e le rare epigrafi in lingua etrusca che decorano questo importante sepolcro gentilizio di età ellenistica sono tornati a splendere grazie a un complesso restauro durato due anni, che ha interessato la camera centrale della sepoltura e che ha permesso di renderla periodicamente fruibile al pubblico, dopo decenni di chiusura.

Nel 2014 la tomba che celebra le virtù e il rango dei Velcha, raffigurando il momento della partenza del defunto verso l’oltretomba e il banchetto funebre cui partecipano idealmente tutti i membri della famiglia, è stata votata da 5.681 persone in occasione della settima edizione de ‘‘I Luoghi del Cuore’’, il censimento dei luoghi italiani da non dimenticare promosso dal FAI – Fondo Ambiente Italiano in collaborazione con Intesa Sanpaolo. 
Un gesto d’amore collettivo che ha acceso i riflettori su questo luogo dal valore speciale per la comprensione della cultura e della lingua etrusche ma che versava da anni in precario stato di conservazione, tanto da essere inaccessibile. Grazie ai tanti voti ricevuti dal Fai a favore della Tomba degli Scudi, infatti, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Roma, la provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale, sotto la cui tutela ricade il bene, ha potuto partecipare al bando per la selezione degli interventi che la Fondazione promuove dopo ogni edizione del censimento e ricevere un contributo ‘‘I Luoghi del Cuore’’ di 24.500 euro per il restauro della camera centrale, bisognosa di cure. Le sue pareti riccamente dipinte presentavano numerose problematiche legate soprattutto all’alterazione del delicato equilibrio climatico: l’intonaco, molto friabile, tendeva a staccarsi dalla parete, su tutta la superficie erano presenti patine bianche di diversa natura e consistenza – in buona parte veli di carbonato di calcio prodotti da diversi tipi di batteri – oltre a chiazze di umidità e a diffuse macchie nere dovute ad alcune specie di funghi.

L’intervento di restauro.Il restauro – cominciato nell’estate 2016 e realizzato da Maria Cristina Tomassetti e Chiara Arrighi sotto la supervisione della Soprintendenza – ha permesso di salvare l’apparato pittorico ancora esistente della camera centrale della tomba e di riportare alla luce figure, iscrizioni e dettagli mai visti prima. L’intervento è stato realizzato con la modalità del “cantiere aperto”: la tomba è stata infatti resa fruibile al pubblico in corso d’opera grazie ad alcune visite guidate straordinarie a cura della Delegazione FAI di Viterbo per raccontare le fasi del recupero e le tecniche utilizzate. I lavori sono iniziati con un trattamento biocida a tomba sigillata, volto a eliminare le colonie di microrganismi presenti. Si è poi proceduto alla pulitura, al consolidamento dell’intonaco e al fissaggio della pellicola pittorica, a cui è seguita l’integrazione delle molte zone ormai prive di pittura, attraverso stuccature accurate e puntuali con cui è stato possibile perseguire una finalità conservativa e, allo stesso tempo, restituire leggibilità alle scene dipinte. Sono stati infine rimossi i vecchi componenti del primo impianto elettrico e, con essi, gli elementi in legno e i riempimenti in cemento messi in opera per fissarli. In corso di restauro particolare attenzione è stata inoltre riservata al mantenimento del delicato microclima della tomba, riducendo al minimo il numero di operatori presenti ogni giorno, tenendo chiusa la porta di ingresso e utilizzando tute impermeabili e corpi illuminanti a Led per non produrre un aumento della temperatura. 
L’intervento, che ha interessato le quattro pareti della camera centrale della Tomba – raccontato attraverso un video storytelling affidato dal FAI ai due documentaristi Gustav Hofer e Luca Ragazzi – è stato reso possibile grazie al contributo I Luoghi del Cuore e al cofinanziamento della Soprintendenza, a cui si sono aggiunti altri piccoli contributi ricevuti da partner locali: Isam srl, Ditech srl, Pottino & Pottino Avvocati Associati, Enza Zaden Italia srl, Lyons Club Tarquinia. Inoltre Skylab ha curato un progetto di comunicazione multimediale, ancora in fase di sviluppo.

Prossimi passi. Concluso il recupero della camera centrale – che è l’ambiente più importante della tomba – per completare il restauro della sepoltura rimangono da fare altri lavori sul soffitto, sulla camera di fondo – quella decorata con gli scudi da cui la tomba prende il nome – e sui due piccoli ambienti laterali, privi di decorazioni. L’auspicio è che l’intervento realizzato grazie al contributo I Luoghi del Cuore e reso possibile grazie alla collaborazione virtuosa tra pubblico e privato rappresenti un traino per il reperimento di altri fondi, anche tramite il portale Art Bonus. Nel frattempo, la collaborazione tra FAI e Soprintendenza continuerà nell’ottica di permettere periodicamente la fruizione pubblica di questo luogo eccezionale (le prossime aperture – a cura della Delegazione FAI di Viterbo – sono in programma per domenica 30 settembre e sabato 27 ottobre), ma situato al di fuori del perimetro di visita della Necropoli dei Monterozzi.  Inoltre, il Comune di Tarquinia ha stanziato un contributo destinato a una pubblicazione sulla Tomba degli Scudi e sui restauri, attualmente in fase di preparazione.  Il Comune di Tarquinia si è anche impegnato a garantire lo sfalcio della vegetazione intorno alla Tomba, contribuendo in tal modo a rendere possibili le future aperture del bene al pubblico.
 

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

Cerveteri, cartelli di divieto balneazione rimossi dalle mareggiate

CERVETERI – Non solo le passerelle per la discesa a mare dei diversamente abili, ma anche i cartelli che segnalavano i divieti di balneazione in alcuni tratti della costa di Campo di Mare. Sono queste le "vittime" della mareggiata di domenica scorsa. Anche i cartelli infatti sono stati spazzati via dalla forza del mare e dal forte vento. Del fatto è stata subito allertata la Capitaneria di Porto che "mesi fa – hanno spiegato il sindaco Alessio Pascucci e l'assessore all'Ambiente Elena Gubetti – aveva verificato la corretta segnalazione da parte del comune del divieto di balneazione e provveduto già nei mesi scorsi a ordinare dei nuovi cartelli che a breve verranno riposizionati correttamente". E in attesa che i cartelli vengano riposizionati, l'amministrazione comunale e la Capitaneria di Porto intensificheranno i controlli alla foce dei due fossi "affinché i divieti do balneazione – hanno proseguito Pascucci e Gubetti – vengano rispettati. Nell'attesa del riposizionamento di tutti i cartelli invitiamo pertanto la cittadinanza a prestare attenzione ai divieti di balneazione nella spiaggia di Campo di Mare  nei seguenti tratti (storicamente proibiti):
– da foce fosso Turbino fino a 250 mt a destra della stessa e fino al confine comunale/poligono militare;
– da foce Fosso Zambra fin o a 250 mt a sinistra a 250 mt a destra della stessa".
 

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

Sant’Agostino: disagi in paradiso

VIDEO TARQUINIA – Sant’Agostino, il ‘’piccolo paradiso’’ situato lungo la costa viterbese al confine con Civitavecchia, è ancora un lembo di terra dimenticato e privo di servizi. 
Grido d’allarme del comitato ‘’Le Villette’’ per voce del suo presidente Bruno Vannini, che chiede lo sblocco dei numerosi progetti predisposti dall’amministrazione Mencarini e non ancora realizzati. Progetti e iter ancora al palo – «nonostante la volontà politica di produrre migliorie» -, che di fatto ingessano lo sviluppo dell’area.
Le idee e le possibili soluzioni a diversi problemi giacciono sulle scrivanie degli uffici comunali, mentre gli oltre duecento proprietari delle case del borgo, e i tantissimi turisti e bagnanti (molti dei quali civitavecchiesi), sono costretti a far fronte ogni giorno ai numerosi disagi legati alla scarsa fruibilità di uno dei luoghi più belli del litorale.
Le criticità sono molteplici, dall’assenza di accessi pubblici a mare per bagnanti e mezzi, alla carenza assoluta di parcheggi. Per non parlare della mancanza di servizi per disabili e di pulizia approfondita delle spiagge. Oltre a strade ancora senza nome e numeri civici e l’inaccessibilità per i disabili.
Spiagge, pochi servizi, scarsa pulizia. “A Sant’Agostino da anni stiamo chiedendo i servizi primari, finora adempiuti solo in parte – spiega Vannini – La spiaggia è trattata in maniera non etica, con il rischio di andare incontro a carenze igieniche. Le normative regionali prevedono che in una spiaggia balneabile, specie con un centro urbano intorno, si effettui la pulizia giornalmente e questo viene fatto – dice Vannini – poi però prevede anche che, da luglio ad agosto, si passi almeno tre volte a settimana con i mezzi.  Dovrebbero essere previsti anche maggiori controlli per la sicurezza, perché la spiaggia è molto frequentata da bambini e famiglie: ma tutto ciò non avviene”. “In base  alla normativa regionale 19 del 2016 – afferma inoltre Vannini – si prevede poi  che sulle spiagge libere balneabili ci siano anche dei bagni pubblici; servizi igienici anche per portatori di handicap. Ma qui non c’è nulla” .
I privati e la pulizia della spiaggia all’attenzione della Finanza. C’è anche un caso finito all’attenzione della Guardia di Finanza. “I privati – segnala Vannini – hanno raschiato la spiaggia accumulando i rifiuti che poi sono stati accatastati su una duna. Abbiamo chiesto se c’era il permesso. Né il Comune né altri risulta abbiano rilasciato autorizzazioni. Ho denunciato il fatto su un verbale della finanza, ma ad oggi nessuno è venuto a vedere cosa sia stato lasciato lì sotto”. 
L’assenza di accessi a mare. “Nell’ultimo anno ci sono stati diversi contatti con il Comune di Tarquinia, per quanto riguarda la pulizia della spiaggia, importantissima per noi, purtroppo però non abbiamo gli accessi a mare, un altro grave problema. – spiega Vannini – Non abbiamo cioè un passaggio alla spiaggia adeguato ai mezzi di pulizia. Questo problema risale agli anni ’70. Il Comune di Tarquinia all’epoca aveva identificato anche dove doveva essere realizzato il passaggio a mare. Con il via alla lottizzazione questo passaggio è stato chiuso dai privati, così ora il Comune si trova in difficoltà ad effettuare la pulizia della spiaggia e l’unica possibilità ad oggi è quella di far passare il mezzo dal varco del vicino stabilimento balneare”.  L’unico accesso al mare, nella zona delle villette, è quindi ancora oggi un passaggio stretto e ripido con scalini irregolari e senza appoggi. Un passaggio molto difficoltoso: per anziani e disabili quasi improponibile. “La spiaggia è esclusivamente frequentata da famiglie, bambini e anziani quindi urge un passaggio idoneo. – afferma Vannini – Passare dallo stabilimento significa passare su un’area privata e non pubblica, quindi non può essere considerata una soluzione. Il Comune ha intimato i gestori di lasciare aperto il varco, 24 ore su 24, ma ciò non avviene perché la chiave è nella disponibilità della ditta delle pulizie. Così nei fatti  non è garantita la fruibilità ai portatori d’handicap; e l’area è irraggiungibile per un’ambulanza che dovesse avere bisogno di accedere dopo le 19,30 perché il cancello è chiuso. Noi vogliamo che venga aperto un varco pubblico, come previsto nella lottizzazione. Abbiamo l’identificazione del passo, inserito nell’ordinanza comunale del  ’77”.
Strade e numeri civici. “Un’altra situazione da segnalare è l’assenza dei numeri civici – spiega il presidente del comitato Le Villette – Il Comune si sta interessando, ma la procedura non va avanti. Per noi si tratta di un aspetto molto importante perché attraverso i numeri civici si identificano le case e ciò consente un maggiore ordine pubblico. Alcune vie non sono ancora nominate e non si sa nemmeno se siano private o pubbliche. Ad esempio c’è via Ugo Neri chiamata così da alcuni residenti, ma non è accatastata e non risulta al Comune. Noi abbiamo chiesto di cambiare la denominazione della via principale con la dicitura: via Fontanella di Sant’Agostino perché nel 1300 qui esisteva un agglomerato agostiniano frequentato dai fedeli e si credeva che l’acqua che proveniva da una sorgente vicina fosse miracolosa. Chiediamo pertanto una denominazione della strada che sia significativa”. 
Niente servizi per i disabili. Sant’Agostino è off limits per i disabili. Emblematico il caso del signor Dino Rizzo: “Io non ho la possibilità di scendere in spiaggia da solo: non mi hanno infatti messo il corrimano che ho richiesto. Sono affetto da parecchi mali: polineuropatia agli arti inferiori, Parkinson e cardiopatia. Per arrivare al mare sono costretto a chiedere aiuto agli amici e diverse volte sono anche caduto. E non solo. Ho chiesto un parcheggio garantito sotto casa, con un apposito stallo per disabili, ma non ho avuto la possibilità di vederlo realizzato. Ho un verbale della commissione medica che attesta l’invalidità al 100% ma ancora io questo stallo non sono riuscito ad averlo. Così una mattina ho deciso di disegnarmelo da solo sull’asfalto, ma chiaramente non essendo valido nessuno lo rispetta. In tutta la zona di Sant’Agostino non esiste uno stallo per invalidi”. Ed ancora: “La mia strada è senza luce, senza numero civico e senza nome. Dieci giorni fa ho dovuto chiamare l’ambulanza perché non  mi sentivo bene e ha impiegato diverso tempo per capire dove doveva arrivare; fortunatamente i miei amici sono usciti in strada a dare indicazioni”. 
Le priorità per i proprietari delle case. Precisa la segnalazione di una donna, Adalgisa Maria Caliendi: “Sant’Agostino è una piccola insenatura incantevole tra Civitavecchia e Tarquinia, apprezzabile dal punto di vista naturalistico e paesaggistico con cui ho un legame affettivo trasmesso nel tempo a figli e nipoti, ma qui ci sono tanti problemi irrisolti che si trascinano negli anni. Il primo è la mancanza di passaggi a mare pubblici e fruibili agevolmente da persone e mezzi di soccorso; poi la lista è lunga: carenza di parcheggi; scarsa pulizia della spiaggia e della strada; acqua che spesso scarseggia; eccessiva presenza di persone rispetto alla ricettività che offre il tratto di arenile; assenza di controllo delle forze dell’ordine sulla spiaggia stessa e sulle attività permesse e praticate. Non uniformità nel far rispettare leggi e decreti da parte degli enti preposti quali Comune, Guardia di finanza e Guardia costiera. Non c’è sinergia tra gli organi di controllo”.
Niente parcheggi. “Il fine settimana la località di Sant’Agostino si riempie in ogni angolo – segnala Vannini – ma non ci sono parcheggi. Noi abbiamo una strada catalogata a doppio senso ma non c’è adeguato spazio, poiché non essendo nell’area presenti dei parcheggi, i turisti sostano lungo la carreggiata e si creano veri e propri ingorghi che rendono impossibile anche il passaggio alle ambulanze. Chiediamo con urgenza la realizzazione di parcheggi, soprattutto per i proprietari delle case. Anche su questo, la politica comunale si è attivata, però poi gli uffici competenti sembrano  non riuscire ad identificare il luogo dove poter realizzare questi benedetti parcheggi”.
Gli uffici comunali. “La nuova amministrazione come programma ha inserito interventi su Sant’Agostino ma i risultati si allungano – conclude Vannini – Sindaco e assessori, immediatamente dopo l’insediamento, si sono attivati: il problema sembra essere legato ai vari settori amministrativi comunali e non sappiamo il perché. L’attuale amministrazione Mencarini dal punto di vista politico è stata molto attenta al problema della zona, lo stop ai progetti sembra arrivare dai responsabili dei vari settori. Ci auguriamo che questi puntelli vengano rimossi così da trasformare finalmente Sant’Agostino in un luogo di sogno, quale è e merita di essere”.

VIDEO
 

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

Palude di Torre Flavia, rimossi ami e lenze abbandonati

LADISPOLI – 1850 metri lineari di lenze e 33 ami. E' quanto rimosso, da Città Metropolitana, insieme alla Lipu su ben 15mila metri quadrati di spiaggia a Torre Flavia. La bonifica dell'area dove nidificano, tra le dune, il Corriere piccolo e il Fratino, è iniziata a marzo. A essere rimossi sono stati principalmente i materiali abbandonati o depositati dalle mareggiate. "Il principale pericolo – ha spiegato il consigliere metropolitano delegato all'Ambiente Matteo Manunta – sono gli ami e le lenze lasciate dai pescatori, che possono intrappolare gli uccelli, oltre a costituire un rischio per i bagnanti, in special modo bambini". Non solo ami e lenze, però. Sono infatti diversi gli animali marini intrappolato o strappati dal fondale e alcune specie di alghe. "In un'area in particolare – ha aggiunto Manunta – è stato necessario ripetere il campionamento per eliminare le lenze residue dopo la prima pulizia". 

 “I dati sono impressionanti – ha proseguito Manunta – e ci fanno comprendere quanto sia delicato il lavoro che svolgono i nostri operatori e quante conseguenze negative per l’ambiente possano derivare da comportamenti apparentemente innocui, come un filo da pesca spezzato lasciato sulla spiaggia. Sono un pericolo per gli animali come per i bagnanti che visitano quelle spiagge. È fondamentale sostenere i progetti di tutela ambientale, ma anche dare un messaggio di maggior attenzione a chi visita l’area protetta. Per questo vanno sostenuti e incrementati non solo i progetti di tutela e ripopolazione della flora e della fauna, ma anche quelli di educazione ai cittadini al rispetto dell’ambiente che ci circonda, in aree delicate come quelle che gestiamo”.

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

Moscherini: ''Certi dirigenti bloccano la macchina amministrativa''

VIDEO

TARQUINIA – Un super manager che controlli il funzionamento della macchina amministrativa del Comune di Tarquinia, «perché ci sono tecnici e dirigenti che stanno creando disastri e che devono essere rimossi da quegli uffici».
Il consigliere del ‘’Cantiere della nuova politica’’, Gianni Moscherini, punta il dito contro l’operato di alcuni uffici comunali che «non riescono a produrre risultati e soluzioni ai tanti problemi». Moscherini  propone la loro rimozione dagli incarichi di responsabilità, di fronte all’evidenza dei fatti.
«Stiamo giocando con il fuoco – tuona Moscherini –  perché le cose che non vanno avanti sono tutte. E non per colpa del sindaco, ma perché bisognerebbe che la maggioranza facesse una riflessione seria sul funzionamento della macchina comunale e che decidesse in fretta sugli aggiustamenti che vanno attuati». 
Dopo un passaggio contro la politica fallimentare dell’ex sindaco Mazzola, Moscherini elenca tutte le maggiori questioni, da anni rimaste ingessate «anche per l’incompetenza degli uffici che avrebbero dovuto produrre soluzioni». 
Il caso San Giorgio. “L’amministrazione Mazzola – spiega Moscherini –  ha avuto 10 anni di tempo per risolvere e inquadrare bene la vicenda San Giorgio; e invece cosa ha fatto?  Nulla. Adesso che io, come ‘’Cantiere della nuova politica’’ provo a proporre un metodo tecnico-amministrativo che ci porti a risolvere definitivamente l’anomalia di San Giorgio, dandogli subito un nome accattivante come la ‘’Città giardino’’, Mazzola che fa? Subito mette il paletto sul no all’utilizzo della legge 28/80. I politici che non vogliono l’utilizzo della 28/80 devono spiegare il perché. Ma soprattutto ce lo devono spiegare meglio i tecnici. Perché i tecnici ci devono dire come mai gli ultimi dieci anni non hanno fatto nulla per affrontare il problema San Giorgio e chi è che non gli ha fatto fare nulla. Perché delle due l’una: se non hanno fatto niente perché i politici del momento li hanno obbligati a comportarsi in quel modo, devono dire chi sono stati e perché glielo hanno chiesto; se  invece non hanno eseguito ordini di politici, ma non hanno nemmeno  fatto nulla per risolvere i problemi, bisogna allora prenderne atto e se ne vadano, o perlomeno vengano spostati in altro settore. Perché nella vicenda San Giorgio questi dirigenti e questi tecnici hanno dimostrato di essere pericolosi e fallimentari”. 
L’inagibilità dell’ Avad. Sulla struttura per disabili al Lido siamo al paradosso. “Il comportamento negativo ed arbitrario degli uffici – commenta Moscherini –  contro una struttura che si cura e si occupa del mondo dei disabili è da vergogna. Si devono vergognare per quanto stanno facendo all’Avad. Noi come ‘’Cantiere della nuova politica’’ abbiamo proposto di sviluppare in quell’area delle spiagge idonee ai portatori di handicap. Abbiamo già una struttura sul mare e invece di studiare il modo giusto per svilupparla,  cosa si fa? Si inventano l’inagibilità. Questa inagibilità pare essere legata ad un ascensore. Ancora oggi, nonostante i gestori dell’Avad abbiano presentato carte e documenti, nessuna soluzione è stata prodotta. Ma la struttura è proprietà pubblica, è infatti della Provincia. Basta fare una telefonata tra burocrati per risolvere il problema. Invece fanno solo lettere che creano problemi a chi gestisce”. 
La variante di Brizi. “Sono andato alla riunione della commissione – spiega Moscherini – e il responsabile dell’urbanistica dice che c’è una richiesta di un ulteriore cambio di destinazione d’uso. Cosa viene fuori? Che il cambio era già stato chiesto  un anno fa dalla struttura che soffre della presenza dell’autostrada fatta in  questo modo per grave responsabilità dell’amministrazione Mazzola. Anche qui, i tecnici dell’urbanistica che genere di rapporti hanno avuto con quelli che facevano l’autostrada? L’albergo Brizi che aveva inserito tra suoi obiettivi quello di intercettare i crocieristi del vicino porto di Civitavecchia  si è  ritrovato con la quasi fine dell’attività. A questo aggiungiamo che anche il mondo dei camionisti è stato penalizzato dal mancato accesso immediato all’area. Ora Brizi chiede una variante per realizzare una struttura per gli anziani e per diminuire i posti letto ci viene detto che si deve rifare la pratica da capo perché la variante sostanziale. Assurdo gestire le cose in questo modo”.
Il caso Dezi. Il blocco dell’apertura di un ristorante un ennesimo caso portato sul tavolo da Moscherini. “I due ragazzi che hanno aperto il bar e dovevano aprire il ristorante sono stati bloccati dall’ufficio urbanistica che ha trovato il modo di non farli aprire. Sono andati avanti al punto da portarli in tribunale. Ora dopo un anno e mezzo di diatriba viene fuori che avevano ragione proprio questi ragazzi. Ora mi domando: ma si può continuare lavorare con un ufficio del genere?”. 
Il Pai. “Nei documenti programmatici di tutti i candidati,  in campagna elettorale, – ricorda il consigliere –  su due cose sembravano tutti d’accordo risolvere San Giorgio, e adesso invece siamo da capo a dodici, ed eliminare il Pai. Tutti dicevano di sopprimerlo. Sono già passati tredici mesi, ma ancora nessuno ha affrontato il tema”.
Le palestre. Sulla gestione e l’affidamento delle palestre comunali  Moscherini chiede a gran voce “un censimento del patrimonio comunale e dell’Agraria affinche si proceda con il controllo, non solo della proprietà in quanto tale ma di quanto pagano i concessionari”. «Perché – dice Moscherini – chi vuole fare un imprenditore dello sport lo deve fare con i soldi propri. Fare un controllo significa anche verificare se si sono fatte le gare quando si dovevano fare”.
Talete. Altro  esempio di gestione fallimentare di anni di Mazzola per Moscherini è l’affidamento della gestione dell’idrico a Talete. “Un cittadino pagava l’acqua per la sua struttura 700 euro l’anno, poi è arrivata Talete ed ora paga 600 euro ogni tre mesi. Ma questo è normale?” 
Rifiuti e il bando che non c’è. “Che fine ha fatto il bando per la gestione dell’immondizia? – domanda Moscherini – Perché non si riesce ancora ad elaboralo? L’ex assessore Celli, ad esempio, ci faccia il conto di quanti soldi ha fatto pagare in più ai cittadini. La verità è che ha aumentato i costi”.
Il capannone Bricofer. Sulle presunte irregolarità nel capannone della Bricofer recentemente aperto Moscherini chiede chiarezza. “Se è vero, e così è, che Bricofer ha avuto un’autorizzazione ad aprire, pur sapendo gli uffici che c’era una grossa irregolarità edilizia che non sarebbe di semplice importanza attestata anche dallo scambio di lettere tra uffici e da un sopralluogo dei vigili urbani che avrebbero poi consegnato la loro relazione del caso,  perché su questa storia non è stata ancora fatta chiarezza?”. “Già è stato fatto  l’errore di aver fatto aprire un’attività identica a quella esistente a poca distanza – rimarca il consigliere Moscherini –  poi si scopre che non si poteva nemmeno aprire?. Il funzionamento degli uffici è fondamentale per rispondere ai servizi che si danno ai cittadini. Se la macchina comunale funziona male bisogna cambiare. A qualcuno va cambiato il posto perché non si può stare in queste condizioni a continuare a fare danni. Non è una questione personale o di pregiudizio, ma bisogna lavorare e dare risposte concrete. Mazzola su tutto questo si stia zitto che è meglio. Se riflettesse sulle numerose malefatte per un mesetto non sarebbe male”.
Mazzola. L’affondo su Mazzola non è da poco: “Basta con i soloni del passato, bisogna voltare pagina. Il caro ex sindaco se pensa che possa condizionare quelli della maggioranza, vedi l’appello a Catini e Serafini, e a quelli dell’opposizione citati come dormienti, si sbaglia di grosso. Ha già ricevuto una pedata nel sedere dai cittadini di Tarquinia quando si è candidato a consigliere comunale. La seconda pedata nel sedere l’ha avuta come consigliere regionale quando i cittadini della sua provincia non lo hanno votato”.
Il pasticcio Duomo Gpa srl. Dulcis in fundo l’interrogazione di Moscherini, per il momento caduta nel vuoto, sulla società Duomo. Moscherini attende ancora di sapere “se il dichiarato stato di insolvenza della società concessionaria abbia comportato o meno la mancata corresponsione, all’erario comunale, di somme da questa riscosse a titolo di Tosap, imposta sulle partecipate e pubblicità ed altro, e nel caso affermativo il loro esatto ammontare”. Quindi domanda Moscherini “quali specifiche sollecite misure intende assumere il Comune a tutela dei diritti e degli interessi dell’ente”. “Domando se si ritiene necessario ed opportuno ristorare direttamente i cittadini danneggiati dagli eventi tenuto conto che costoro in perfetta buona fede e su perentorie indicazioni dei competenti uffici comunali hanno corrisposto alla ditta concessionaria importi non dovuti ma versati, nella migliore delle ipotesi o tuttora da versare nelle casse comunali”. Questa interrogazione, risalente al 28 giugno, ricorda Moscherini, non è stata portata in consiglio.  Nelle premesse dell’interrogazione si ricorda che la società è stata richiamata in un’inchiesta giornalistica di Panorama e si ricorda anche l’interrogazione dell’allora consigliere Alfio Meraviglia al sindaco Mazzola circa le ragioni e le esigenze alla base dell’affidamento dei servizi alla Duomo gpa srl “stante l’esistenza di un intero settore dell’ente che è quello dei tributi delle entrate extra tributarie e se era a conoscenza dei rilievi sollevati da Panorama”.

VIDEO

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

Rifiuti all’ingresso dell’isola ecologica

di ROMINA MOSCONI

ALLUMIERE – «A mesi di distanza dalla nostra prima segnalazione tramite mezzo stampa, finalmente l’amministrazione comunale ha provveduto alla sistemazione della strada che porta all’isola ecologica all’interno della località “Cavaccia”; di ciò siamo felici e orgogliosi poiché la nostra azione è stata un sollecito e uno sprone». Comincia così la nota del gruppo ‘’Allumiere Futura’’.
 Il gruppo collinare pone poi però un altro problema: «Da circa un mese ci sono dei divani, secchi di vernice a questi rifiuti ingombranti da alcuni giorni si è aggiunta anche una stufa; tutto è lì in bella mostra davanti al recinto di entrata dell’isola ecologica. Ora, concordiamo tutti che sicuramente ciò è frutto dell’inciviltà di alcune persone, ma ci chiediamo come mai tutti questi rifiuti non vengono rimossi. Anche perché non è un bel vedere e sicuramente non è un buon messaggio di benvenuto per i numerosi avventori che arrivano alla “Cavaccia”, sia per eventi sportivi sia per assistere ai giochi equestri che si svolgeranno in estate all’interno del campo ippico adiacente alla stessa isola ecologica». Il gruppo ‘‘Allumiere futura’’ e il consigliere di opposizione Giovanni Sgamma evidenziano poi: «Qualche giorno fa, all’interno del rettangolo di gioco dell’impianto sportivo, e solo davanti alle tribune e non in altre aree adiacenti, è stato effettuato il taglio dell’erba, assolutamente cosa buona e giusta, ma terminare l’opera con la raccolta degli sfalci sarebbe stato un lavoro di pulizia finale certamente necessario invece lo si è fatto solo ora perchè ormai prossima la manifestazione sportiva del nostro Istituto Comprensivo che si terrà proprio alla “Cavaccia”. Tutto ciò ci lascia però il sospetto che, come al solito, nel nostro paese si agisce solo per finalità specifiche e non per buon senso, decoro urbano e amore per il proprio paese e per le sue risorse. Vorremmo invitare l’amministrazione, se possibile, a rimuovere i sacchi depositati  lungo il ciglio della strada che dal rettilineo di S. Antonio porta all’impianto sportivo; sempre certi dello scarso senso di responsabilità da parte di alcune persone e del loro poco rispetto per l’ambiente, crediamo che per il buon nome del paese una ripulita vada data soprattutto per non dar ragione e man forte a coloro che non lo rispettano affatto. Facciamo presente inoltre che ci sono altre zone di Allumiere che versano in una condizione di degrado davvero inaccettabile, erbacce infestanti, incolte, sono simbolo di una radicata incuria. Possibile che queste situazioni siano visibili a tutti tranne che ai nostri amministratori».

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

Caso Tfr, Ugl e Fiadel: "Siamo alla follia. Lunedì sit in al Pincio"

CIVITAVECCHIA – “Annullato il Tfr di tutti i lavoratori. Lunedì sit in sotto il Comune”. Ugl e Fiadel si scagliano contro De Leva e Micchi dopo la brutta notizia per i lavoratori della Civitavecchia Servizi Pubblici, c’è chi rischia di perdere i risparmi di una vita. Dopo l’allarme lanciato dall’ex Sindaco Pietro Tidei anche i sindacati alzano la voce, stanchi della linea morbida promettono battaglia.

“De Leva e Micchi – tuona la responsabile confederale Ugl Civitavecchia Fabiana Attig – vanno immediatamente rimossi. La nota di oggi, inviata ai lavoratori, è la goccia che fa traboccare il vaso. Siamo alla follia. Con un circolare comunicata questa mattina i due si sono accorti di essersi “dimenticati” di trasferire il Tfr di circa 325 dipendenti su 370 dalle vecchie società (Argo, Ippocrate e Città Pulita) a Csp.  Una dimenticanza, o “furbata” da niente, per chi è pagato con centinaia di migliaia di euro dei civitavecchiesi. Crediamo – sottolinea – che il Sindaco non possa accettare tale vergogno comportamento. Dovrebbe dare un chiaro monito con il loro immediato allontanamento”.

Ugl e Fiadel si dicono allibite “da tanta incapacità Con una disinvoltura disarmante stamattina De Leva ha scritto a tutti i dipendenti, avvertendoli che il Tfr, ossia dai 20 ai 40 anni di risparmi non c’è più. Con il rogito notarile stipulato – incalza Attig nella nota congiunta – nel settembre 2017 hanno, senza darne comunicazione ai lavoratori e alle organizzazioni sindacali, stipulato che il Tfr fino a quel momento maturato sarebbe rimasto in capo alle società in liquidazione prossime al fallimento, applicando la deroga al 2112 che non esiste e non è scritta da nessuna parte”.  

Grave la situazione evidenziata dai sindacati perché “secondo i due attenti amministratore il Tfr, le ferie e i rol lo potranno chiedere alle società di origine (Città Pulita, Argo, Ippocrate). Insomma 320 famiglie sono in pratica rovinate. Secondo una prima stima, ci sarà chi perderà 7-8mila euro ma anche chi perderà i risparmi della intera vita lavorativa. È lo scandalo più grande a danno dei lavoratori che si ricordi negli ultimi trenta anni. De Leva e Micchi devono andarsene subito e lasciare fare a chi ne capisca qualcosa prima che il danno diventi irreparabile. Micchi, dopo quattro anni di concordato, con i suoi grandi consulenti, è costato ai cittadini qualcosa come 1,7 milioni di euro, con il risultato di aver mandato in malora tutte le Holding del Comune.  Ugl e Fiadel non chiedono di più. Da oggi pretendiamo. Per questo –prosegue dura Attig nella nota – lunedì faremo una manifestazione sotto il Comune per alzare il livello di scontro. Non si possono rovinare 325 famiglie di altrettanti lavoratori – tuona Attig – perché non si è capaci. La presa in giro finale è poi veramente inaccettabile. Il Sindaco ed i suoi tecnici si mettono a disposizione per aiutare i lavoratori a risolvere il problema. Non sarà difficile trovare chi ne capisca più di questi sciagurati”

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

Angeloni (Pd): ''Numeri del porto positivi, solidarietà politica a Di Majo''

CIVITAVECCHIA – "Nel porto dei veleni è in atto una vera e propria bonifica firmata Di Majo e Macii in nome della legalità e della riforma". Lo sottolinea l'esponente del Pd Fabio Angeloni. "Il cambiamento è profondo e inizia dall’interno dell’Adsp: dirigenti dimessi, rimossi ed emarginati. La reazione è scomposta – ha aggiunto – con i politici che restano aggrappati alle poltrone, come il grillino Fortunato da due mesi decaduto dal Comitato Portuale ma mai sostituito dal sindaco Cozzolino, Port Mobility che fa scattare il ricatto dell’occupazione, il caso delle tariffe Total Erg che finisce in Senato. Tra dispute e veleni la difesa del posto di lavoro è l’unico obiettivo da difendere, l’unico per il quale la politica – tutta insieme – deve ora spendersi, accompagnata da un sindacato che sappia interpretare la trasformazione in atto".

Per il resto, come evidenziato dallo stesso Angeloni, "è bene che Di Majo abbia mani libere e solidarietà politica ad accompagnarlo: finché i numeri saranno positivi, e quelli della sua gestione  fin qui lo sono – ha concluso – possono lamentarsi quanto vogliono".

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

Angeloni (Pd): "Nel porto dei veleni è partita la riforma. Inaccettabili i ricatti sull'occupazione"

CIVITAVECCHIA – "Nel porto dei veleni è in atto una vera e propria bonifica firmata Di Majo e Macii in nome della legalità e della riforma". Lo sottolinea l'esponente del Pd Fabio Angeloni. "Il cambiamento è profondo e inizia dall’interno dell’Adsp: dirigenti dimessi, rimossi ed emarginati. La reazione è scomposta – ha aggiunto – con i politici che restano aggrappati alle poltrone, come il grillino Fortunato da due mesi decaduto dal Comitato Portuale ma mai sostituito dal sindaco Cozzolino, Port Mobility che fa scattare il ricatto dell’occupazione, il caso delle tariffe Total Erg che finisce in Senato. Tra dispute e veleni la difesa del posto di lavoro è l’unico obiettivo da difendere, l’unico per il quale la politica – tutta insieme – deve ora spendersi, accompagnata da un sindacato che sappia interpretare la trasformazione in atto".

Per il resto, come evidenziato dallo stesso Angeloni, "è bene che Di Majo abbia mani libere e solidarietà politica ad accompagnarlo: finché i numeri saranno positivi, e quelli della sua gestione  fin qui lo sono – ha concluso – possono lamentarsi quanto vogliono".

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###