Marciapiedi e strade sporche, sanzionata la ditta

LADISPOLI – Multe non solo ai condomini ma anche alla ditta che si occupa del servizio di igiene urbana. Se nel primo caso, i residenti vengono bacchettati per il conferimento errato dei rifiuti, soprattutto nel giorno di ritiro dell'indifferenziato (dove c'è chi ne approfitta per sbarazzarsi di qualsiasi oggetto conservato in casa e che alla fine risulta essere diventato inutile), nel secondo caso a finire nel mirino dell'amministrazione comunale è soprattutto la pulizia dei marciapiedi e delle stradale. E così la ditta che si occupa del servizio di igiene dovrà pagare ben tre “multe” all'amministrazione per un totale di 15.500 euro. Durante il periodo estivo, in particolar modo, sono state diverse le segnalazioni e denunce anche social, da parte di cittadini, stanchi di dover fare lo slalom tra cespugli ed erba alta sui marciapiedi pur di poter raggiungere la propria destinazione. In alcuni casi, soprattutto nelle zone più periferiche della città, alcuni marciapiedi erano del tutto inutilizzabili, tanto da costringere i pedoni ad avventurarsi in strada per aggirare l'ostacolo. Un problema, quello della mancata pulizia dei marciapiedi che va a sommarsi a quello relativo alla pulizia del manto stradale. Una situazione che ha portato non solo alla riduzione dei passaggi della spazzatrice (in attesa di ridefinire il servizio con la nuova gara d'appalto e il nuovo affidamento) ma anche alla comminazione, appunto, di tre penalità alla ditta, come si evince dall'ordinanza di liquidazione del canone di agosto 2018.

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«Aria irrespirabile tutte le sere»

LADISPOLI – Puntuale quasi come un orologio. E' l'odore acre che quasi ogni sera, da diversi anni ormai, colpisce i cittadini del quartiere Miami. Che qualcosa bruci nell'aria risulti alquanto evidente ai residenti della zona. E che questo qualcosa possa essere nocivo per la salute degli stessi risulta altrettanto evidente dal cattivo odore che emana: quasi come fosse della plastica (nei migliori dei casi) a bruciare. Purtroppo, ado ggi, le segnalazioni effettuate alle Forze dell'Ordine (Carabinieri e Polizia locale) non hanno sortito alcun effetto. Non si è infatti ancora riusciti a capire da dove questi odori acri arrivino e soprattutto chi li produca e perché. Tanto che ora il Comitato di Quartiere Miami, come anticipato già nei giorni scorsi, ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica chiedendo un suo intervento «per cercare di verificare, nei tempi e nei modi più opportuni – si legge nel documento – (p. es: tramite ispezioni sui sistemi di controllo tracciabilità dei rifiuti e/o sulle bolle di accompagnamento merci, mappature termodinamiche aeree, centraline di rilevazione e analisi qualità dell'aria, etc.) se nelle aree circostanti il quartiere possano esserci attività illecite di privati e/o imprese (artigianali, industriali, agricole) al fine di tutelare e prevenire ogni possibile ripercussione alla salute delle famiglie interessate da questi spiacevoli episodi».
Nell'esposto il Comitato di quartiere cerca di ripercorrere un po' la storia di quanto si ritrova ad affrontare, definendo la situazione, a causa della frequenza con cui si ripete,«una situazione non più sostenibile e tollerabile in quanto a causa di potenziale e immediato pericolo per la salute degli abitanti della zona».«Ci si riferisce in particolare – si legge nell'esposto – al fatto che ormai negli ultimi giorni, praticamente tutte le sere, solitamente all'imbrunire e dal tramonto in poi, l'aria diventa quasi irrespirabile a causa di odori acri assimilabili a gomma/plastica bruciata e/o solventi, prodotti chimici». Inutile denunciare poi la situazione sui giornali nella speranza che gli autori del disagio vi pongano la parola fine. I fumi e i cattivi odori persistono. «Conseguentemente all'aver recepito numerose segnalazioni da parte dei residenti – prosegue il Comitato nell'esposto – e viste le difficoltà nel poter dare soluzione a questi accadimenti, è stata sollecitata l'iniziativa di far presente la gravità della situazione alle autorità comunali tramite apposita raccolta firme». Ora “l'ultima speranza” per risolvere definitivamente il problema: che la Procura scopra cosa accade al tramonto nei pressi del quartiere Miami e mettervi la parola fine.

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Ponte Morandi: la rete protettiva «fai da te» dei dipendenti Amiu

Sistemata due anni fa e rinforzata tre mesi prima del crollo per difendere i lavoratori dell’azienda per la raccolta dei rifiuti dai pezzi di calcestruzzo che cadevano dal ponte

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‘‘Tarquinia nel cuore’’ ripulisce il bucone

TARQUINIA – In occasione del “World Clean Up Day si è svolta oggi una manifestazione ecologica organizzata dal gruppo ‘‘Tarquinia nel Cuore’’, volta a ripulire la zona del Bucone, ovverossia quella del parco adiacente alle scuole medie Dasti. Obiettivo è stato principalmente quello di lanciare l’ennesimo messaggio alle istituzioni, come spiega il capogruppo Alessio Gambetti: «Siamo in una zona centralissima di Tarquinia, eppure dimenticata, abbandonata alla più totale incuria ed al degrado. – ha detto Gambetti –  Oggi molti tarquiniesi si sono riuniti per lanciare questo ennesimo appello, che speriamo non sia più vergognosamente ignorato». Presenti all’iniziativa molte persone delle etá più disparate, in campo per dimostrare come il senso civico non abbia etá.  Alessio Gambetti ha tenuto a declamare l’impegno dei volontari: «Tengo a ringraziare di cuore tutti gli intervenuti, veri eroi civici: Edoardo, Filippo, Laura, Fabiana, Marco, Francesco, Vania, Elisa, Luca, Marinella, Ernesto, Paolo, Filiberto, Angela, Anna, Davide, Maria Teresa, Maria, Silvia ed il piccolo Tommaso che è stato la mascotte dell’iniziativa. Da sottolineare la presenza del MoVimento 5 Stelle, i cui membri sono stati entusiasti dell’iniziativa ed hanno deciso di aderire da subito, rimboccandosi le maniche. Doveroso ringraziare anche il Commissariato di Polizia per il controllo e la ditta Lanzi per la collaborazione». Davvero tanti, troppi i sacchi riempiti. I volontari hanno provveduto a pulire le griglie di scolo dell’acqua ormai divenute inservibili, a liberare i tombini dalla terra, a sradicare tutte le erbacce presenti sui camminamenti, oltre che a raccogliere le numerose bottiglie di alcolici abbandonate e l’incredibile moltitudine di rifiuti. Il commento di ‘‘Tarquinia nel Cuore’’ suona come un monito: «In molti, nel passato recente si sono riempiti la bocca con attenzione all’ambiente e controlli. Oggi i cittadini hanno dimostrato che per cambiare le cose davvero non occorrono promesse, ma maniche rimboccate e fatti veri. Con questa azione ci auguriamo che il Comune di Tarquinia riesca finalmente a capire che la zona va riqualificata, ora e subito».

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REGIONE AUTONOMA FRIULI-VENEZIA GIULIA – DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE 6 febbraio 2018, n. 19

Regolamento di modifica del decreto del Presidente della Giunta
regionale 29 novembre 2011, n. 0281/Pres. (Regolamento per la
concessione dei contributi di cui all'articolo 3, comma 29 della
legge regionale 11 agosto 2011, n. 11, per interventi volti alla
rimozione e allo smaltimento dei rifiuti abbandonati o depositati da
ignoti su aree del territorio comunale di proprieta' pubblica o
privata in presenza della procedura di infrazione comunitaria di cui
alla direttiva 75/442/CEE del Consiglio del 15 luglio 1975, relativa
ai rifiuti e successive modifiche).
(18R00170)

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Quest’anno più di 360 verbali contro gli incivili delle discariche abusive

CERVETERI – L’assessore all’ambiente Elena Gubetti, fa un resoconto della battaglia iniziata con la colaborazione delle guardie ecoozoofile di Fare Ambiente nei primi nove mesi del 2018 contro gli “incivili” che abbandonano i rifiuti per strada. 
«Sono più di 360 i verbali elevati a seguito dei controlli serrati e dei filmati delle “fototrappole” -dice  l’assesore Gubetti – e nonostante questo intenso lavoro,  gli annunci, i continui moniti fatti in più forme, attraverso i social, la stampa,e nonostante siano ben chiari i servizi a disposizione di tutti i cittadini, continuiamo ad assistere a questo scempio che nuoce gravemente all’ambiente e al decoro del nostro meraviglioso territorio».
Non si è mai riusciti a capire con chiarezza il perché della reazione  così trucida, verso un territorio nel quale comunque si vive. Non si è mai riusciti ad inquadrare il fenomeno e dare ad esso una connotazione di inciviltà e menefreghismo, dal momento che lo sforzo da parte dell’azienda deputata alla raccolta, pur essendosi dovuta trovare di fronte a delle criticità, sia pure nelle difficoltà e nelle incomprensioni intervenute, è comunque massimo. 
L’istituzione dell’isola ecologica nei pressi dell’incrocio con la braccianese, gli scarrabili posizionati ciclicamente nelle frazioni ci sono stati e la comunicazione degli orari e delle presenze, sia pure con qualche errore e qualche incertezza, è stata fatta. E’ mancata soltanto un pizzico di collaborazione in più da parte dei cittadini, incentivati dai social a diventare legittime sentinelle del fenomeno, quindi preziosi anche loro se non fosse che l’effetto collaterale che si è avuto è stato lo sdoganare la costituzionale ed endemica inciviltà di quei pochi che l’hanno probabilmente metabolizzata come una forma di protesta. Ora questi signori sappiano che chi getta i rifiuti per strada con disinvoltura non rischia solo multe salate. L’abbandono di rifiuti è un reato penale e si rischia di uscirne sanzionati e con la fedina penale sporca. 
Si potrebbe cominciare a ritornare a quei saggi consigli di quei nonni che dicevano che a fare bene le cose ci si impiega lo stesso tempo che a farle male?  L’assessore Gubetti, chiude poi con un particolare ringraziamento «ai volontari delle guardie ecozoofile per la professionalità e l’impegno con cui ogni giorno svolgono l’attività di controllo del territorio e grazie ai quali stiamo portando avanti una vera e propria battaglia morale nei confronti di chi pensa di poter deturpare i loghi in cui viviamo con gesti unicamente irrispettosi per la nostra città e per la convivenza civile».

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Ex Italcementi: dura l'Ugl

CIVITAVECCHIA – "Le deboli raccomandazioni del Sindaco sulla tutela occupazione e sulle imprese locali, nei confronti della orami ex Italcementi, non tutelano nessuno, tanto meno i 20 dipendenti ex Italcementi, defenestrati dal mondo del lavoro e mai più ricollocati". L'Ugl interviene sulla delicata vicenda che da troppo tempo ormai aspetta uno sblocco che tarda ad arrivare. 

"Come organizzazione sindacale – ha spiegato la responsabile territoriale Fabiana Attig – rimaniamo basiti dalla superficialità della comunicazione del Sindaco. Ancora più arrabbiati del fatto che nonostante Cozzolino sapesse della gravosa vertenza che ha coinvolto 20 famiglie cittadine da oltre un decennio, non abbia inteso pretendere almeno dalla Italcementi di farsi carico e ricollocare le 20 unità lavorative lasciate in mezzo ad una strada. Ricordiamo al Sindaco Antonio Cozzolino ma, a questo punto, anche al suo collega politico Nicola Zingaretti che esistono degli accordi ben precisi, che impegnano sia il comune che la Regione alla ricollocazione di queste unità lavorative. Siamo pronti a bloccare il Comune se tali accordi non veneranno rispettati. Non Basta solo auspicare, non è con l’auspicio che un Sindaco governa i processi di sviluppo e crescita della città. Possibile mai che Cozzolino ha ritenuto totalmente inidonee tutte le imprese locali per lo smantellamento e la bonifica del sito Italcementi, tanto da lasciar carta bianca ancora una volta al colosso industriale? L’arroganza con cui Italcementi si rapporta con la città di Civitavecchia ormai è proverbiale".

L'Ugl ricorda che per decenni quello stabilimento "ha inquinato quanto e forse più delle centrali elettriche, lo abbiamo sempre sostenuto e oggi continua a farlo, sebbene abbandonato, con l’amianto e le strutture in eternit, visibili anche dall’esterno, che devono essere rimosse. Solo Cozzolino ha sempre sostenuto il contrario. Persino durante il Consiglio Comunale – ha aggiunto Attig – quando il capogruppo de La Svolta, Grasso incalzava il sindaco ad emettere una ordinanza di ripristino del sito a carico economico della società bergamasca. Oggi non soltanto Cozzolino si folgora sulla via di Damasco ammettendo la presenza di rifiuti altamente pericolosi, ma anziché adottatore la linea dura con chi ha deturpato la città e messo a rischio la salute pubblica, gli stende tappeti rossi nel peggiore dei modi. Questi fatidici colloqui con la proprietà Italcementi, sono serviti a Cozzolino per trovare il modo di by-passare le parti sociali che era un obbligo prioritario, e le imprese locali? Che cos’è che le organizzazioni sindacali non dovevano sapere? Che forse il sindaco ha altre priorità che tutelare il riassorbimento dei 20 lavoratori italcementi? Tirare in ballo il fondo immobiliare pubblico, che ancora deve essere costituito, con l’ampliamento di un fondo privato “Itacementi” significa aver fatto una trattativa che nulla a che fare con gli impegni assunti in Consiglio Comunale e in tutti gli accordi sottoscritti. La Longhi Srl di Bergamo – ha concluso Attig –  sappia che prima ancora di inserire un solo lavoratore nel cantiere di Civitavecchia deve necessariamente incontrare le organizzazioni sindacali affinchè gli accordi regionali e comunali siano rispettati. Diversamente l’Ugl prevede un autunno molto caldo". 

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Ladispoli, siringhe al bosco di Palo

LADISPOLI – Ancora segnali di degrado all'interno del bosco di Palo. A preoccupare e a far irritare i numerosi cittadini che dall'apertura del polmone verde, usufruiscono dell'area per godersi una bella giornata all'aria aperta, sono gli incivili. Ancora una volta volontari di FareAmbiente all'opera per ripulire l'area da quanto abbandonato da ignoti che anziché usufruire dei contenitori della differenziata preferiscono sporcare il bosco. Non solo. C'è anche chi utilizza i contenitori posti dalla ditta che si occupa del servizio di igiene urbana, in modo errato non conferendo dunque bene i rifiuti consumati e “abbandonati” all'interno del Bosco. A effettuare i controlli del caso c'hanno pensato nei giorni scorsi, appunto, i volontari di Fare Ambiente Ladispoli che per l'ennesima volta hanno lanciato un appello su Facebook: «Questo polmone verde merita di vivere indisturbato al riparo da incivili che lo maltrattano ogni giorno. Rispettarlo è un obbligo per tutti. Ci sono cittadini attenti che segnalando ci permettono di difenderlo. Questa è la parte migliore che reagisce». E a proposito di segnalazioni, una ancor più grave ne è arrivata, sempre qualche giorno fa, alle Guardie Zoofile del Nogra. Questa volta non si è trattato di semplici rifiuti, bensì di siringhe usate. A notare la presenza dell'oggetto, pericoloso per l'incolumità delle persone che frequentano l'area, un cittadino. Una delle due siringhe è stata rinvenuta conficcata su di uno degli alberi presenti all'interno dell'area verde, un'altra era ormai nascosta dalle foglie secche cadute in terra. Segno non solo di inciviltà, ma anche di degrado sociale che lascia intuire come il bosco non sia purtroppo utilizzato solo dagli amanti della natura, ma anche da parte di sbandati che, approfittando della vastità della zona, e dunque del poter “agire” quasi del tutto indisturbati, si introducono all'interno dell'area per le loro “attività”. Da capire se tutto ciò avvenga alla luce del sole, quando cioè il parco è aperto al pubblico o se qualcuno, approfittando della chiusura serale, disposta dall'amminsitrazione comunale, vi si introduca di nascosto per poi abbandonarla alla riapertura dei cancelli. Situazione questa che forse dovrebbe indurre l'amministrazione a intervenire con una maggiore sorveglianza dell'area. Sorveglianza che, come richiesto più volte dai cittadini, dovrebbe essere estesa anche a tutti i parchi pubblici della città. Sebbene infatti un chiaro regolamento approvato dall'amministrazione comunale a inizio anno, abbia messo dei paletti per l'utilizzo dei parchi, ad oggi, purtroppo, c'è chi delle regole se ne infischia, andando a ledere il diritto di bambini e adulti che vorrebbero semplicemente trascorrere qualche ora di relax. Il pericolo è sempre lo stesso: per colpa di pochi incivili c'è chi potrebbe rimetterci in termini di sicurezza.

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Errato conferimento dei rifiuti, oltre 40 verbali

LADISPOLI – Sono oltre 40 i verbali comminati dalle associazioni di volontariato Fare Ambiente (per un totale ad oggi di 35 verbali) e Nogra (17 verbali) per la tutela del territorio. A finire nel mirino dei volontari, in particolar modo, sono stati soprattutto i condomini. Già nei mesi scorsi, infatti, il consigliere delegato al servizio di igiene urbana, Carmelo Augello, aveva annunciato pugno duro nei confronti di chi non conferisce correttamente i rifiuti. E proprio in quell'occasione le associazioni di volontariato avevano “scovato” alcuni condomini che soprattutto nel giorno di raccolta dell'indifferenziato, non conferivano correttamente, approfittandosene, per liberarsi un po' di tutto. Situazione che, una volta segnalata anche agli uomini della Polizia municipale, aveva portato all'emissione di sanzioni amministrative nei confronti del condominio. Di questo si erano lamentati proprio alcuni condomini, tramite social, che avevano soprattutto evidenziato due aspetti: non si può punire un condominio intero, e quindi più famiglie, quando magari a non rispettare le regole non sono tutti ma solo alcuni. E in secondo luogo: non è escluso che qualcun altro, non appartenente al condominio sanzionato, approfitti dell'esposizione dei mastelli per conferire, di nascosto, i propri rifiuti. Se pur potrebbe esser vero quanto lamentato dai cittadini, c'è da dire, come tenuto a sottolineare anche dal consigliere delegato al servizio di igiene urbana Augello, che i condomini là dove è stato riscontrato il mal conferimento dei rifiuti, «risulta palese che la differenziata non è stata mai fatta» o che comunque è sempre stata fatta in maniera errata. Per quanto riguarda poi la possibilità che qualche incivile approfitti del mastello in strada per gettare i propri rifiuti, questo non è assolutamente da escludersi. E ancora una volta, in questo senso a prevalere è l'inciviltà da parte di chi di rispettare le regole proprio non ne vuole sapere. Il tutto a discapito di quei cittadini che invece alla tutela dell'ambiente e del territorio ci tengono che si ritrovano a dover pagare le “colpe” di chi infrange le regole. Non va infatti dimenticato che, «tutto quello che viene fatto – ha sottolineato Augello – sul territorio, in termini di rimozione e bonifica delle discariche abusive grava sulle tasche di tutti i cittadini».
 

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REGIONE PIEMONTE – LEGGE REGIONALE 10 gennaio 2018, n. 1

Norme in materia di gestione dei rifiuti e servizio di gestione
integrata dei rifiuti urbani e modifiche alle leggi regionali 26
aprile 2000, n. 44 e 24 maggio 2012, n. 7.
(18R00049)

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