Raccolta differenziata: multe fino a 1200 euro a chi non segue le regole

CERVETERI – Con l’ordinanza numero 83 del 12 ottobre, il sindaco Alessio Pascucci intende contrastare lo sversamento illecito di rifiuti urbani. In particolare l’esigenza di evitare il conferimento fuori dagli orari previsti, nei luoghi non idonei e comunque al di fuori degli appositi contenitori o in modalità non conformi alle attuali direttive.  A partire dal 29 ottobre, giorno dell’entrata in vigore, saranno effettuati tramite la Polizia Locale e le Guardie Ambientali controlli e verifiche continue, confidando ovviamente, come sempre, che il rispetto per la città prevalga, ma sono previste per i trasgressori, multe che vanno da venticinque fino a mille e duecento Euro.  Si vogliono evitare così quei comportamenti che causano l’imbrattamento del suolo e dei contenitori con danno per il decoro cittadino e per l’ambiente, pericolo di incendi, oltre ad un aggravamento dei i costi di gestione del servizio. 
«Era necessario  dare un segnale chiaro per mettere un limite a queste azioni irresponsabili che hanno conseguenze su tutti i nostri cittadini e sul nostro ambiente – dichiara l’assessora Gubetti – L’ordinanza traccia in modo chiaro quali sono i comportamenti corretti da tenere per rendere efficace il sistema di raccolta sia in termini di decoro e igiene che in termini di una buona raccolta differenziata che limita al massimo la produzione di rifiuti indifferenziati.  L’attenzione dei cittadini al rispetto delle buone pratiche come sempre farà la differenza».
«Nonostante – spiega Gubetti – il sistema di raccolta differenziata porta a porta esteso in tutto il territorio oramai da un anno e mezzo, sia stato ben recepito dalla maggior parte dei cittadini, ci sono ancora alcuni utenti che faticano ad adeguarsi  e con i loro comportamenti continuano a deturpare il nostro territorio e le nostre strade».  
«Ricordo – conclude l’assessora – che tutte le informazioni sul servizio di Igiene Urbana, in maniera dettagliata, chiara ed illustrata, sono disponibili: sul sito del Comune di Cerveteri nella sezione ‘Cerveteri chiama a Raccolta’, presso gli uffici comunali, presso il centro comunale di raccolta di via Settevene Palo Nuova, quest’ultimo aperto 7 giorni su 7. Inoltre abbiamo messo a disposizione di tutti gratuitamente Junker, un app semplice che oltre a contenere tutte le informazioni legate al servizio di raccolta del nostro Comune permette il corretto conferimento di più di 1 milione di prodotti riconoscendoli attraverso il codice a barre».
E’ questa una ulteriore misura deterrente verso un fenomeno tanto diffuso quanto incomprensibile dal momento che l’igiene e il decoro della città in cui si vive dovrebbe toccare corde diverse di sensibilità che superano anche quelle di eventuali risentimenti o proteste verso amministrazioni o personaggi che possano essere più o meno graditi, anche se da una parte limitata della popolazione.  Se così fosse e non semplicemente male educazione sarebbe come colui che si taglia qualcosa per far dispetto alla moglie.

 

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Via Benci e Gatti, Ceccarelli: ''Fatto tutto il possibile''

CIVITAVECCHIA – "A via Benci e Gatti fu posata una nuova condotta e concesso le aree comunali a titolo gratuito per l'eventuale installazione di serbatoi". È la risposta dell’assessore ai Lavori pubblici Alessandro Ceccarelli alle dichiarazioni del consigliere del Polo democratico Mirko Mecozzi in merito alle problematiche nel popoloso quartiere.

“Siamo in campagna elettorale. Ma questa volta ho deciso di rispondere per dovere di chiarezza. Ricordo – ha continuato l’assessore pentastellato – che la vicenda che il consigliere richiama si è svolta lo scorso anno, nel pieno della siccità, con cittadini giustamente infuriati. Abbiamo posato una nuova condotta da Via Benci e Gatti verso il piazzale e questa attività ha permesso il ritorno alla normalità. Ma non mi sono fermato. Dato che a Civitavecchia chi non ha un serbatoio è svantaggiato – ricorda Ceccarelli – è stata approvata a dicembre 2017 una delibera di giunta per concedere le aree comunali a titolo gratuito per far installare ai residenti serbatoi con autoclave nelle aiuole di fronte ad ogni palazzo, stante l’impossibilità per carenza di spazi di poterli prevedere all’interno. Sono convinto che sia stato fatto tutto il possibile. Il Comune non può installare – conclude duro – gli impianti suddetti che sono privati. Si tratterebbe di improprio utilizzo di denaro pubblico”.

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Stadio Fattori chiuso: s’infiamma la polemica

A tenere banco è ancora lo stadio Giovanni Maria Fattori. Il Civitavecchia Calcio 1920 sul suo sito internet lamenta il disinteresse dell’amministrazione, sul banco degli imputati per aver abbandonato il club dopo la chiusura dell’impianto di via Bandiera per motivi di sicurezza alla vigilia della seconda giornata di campionato. 
L’ATTACCO
«Alla dichiarazione del vicesindaco e delegato allo Sport Daniela Lucernoni – si legge sul portale del Civitavecchia Calcio 1920 – che diceva ‘‘Sono in contatto con le società di calcio che usufruivano del Fattori per assicurarmi che tutte le squadre cittadine trovino adeguati spazi per svolgere i loro campionati’’ ha fatto seguito il nulla più assoluto. Per quanto riguarda la società nerazzurra, ormai quasi centenaria, che porta il nome di Civitavecchia in tutto il Lazio rappresentando la città nella categoria più alta a livello regionale, l’assicurazione della Lucernoni si è limitata nel prendere atto che tutto il movimento dell’ASD Civitavecchia Calcio 1920, fatto di dirigenti, tecnici, atleti e anche di tifosi, si spostasse alla «Cavaccia» di Allumiere, perchè la città da lei rappresentata istituzionalmente non è in grado di trovare una più logica sistemazione: complimenti. Questo potrebbe essere il minimo, se considerato un ripiego momentaneo che la stessa Lucernoni avrebbe provato a scongiurare. ma da quello che ci risulta tutto è fermo ad un mese fa. Disinteresse più assoluto di una Amministrazione che in 4 anni non ha mai dimostrato di capire le problematiche della società nerazzurra e, concedetecelo, di tutto lo sport cittadino. Un lavoro quadriennale insufficiente che non può essere cancellato da un sabato alla Marina, tra l’altro organizzato a livello nazionale dal Coni con Società in trasferta da Roma. Prossimamente faremo un giro per le società sportive della nostra città (pallacanestro, pallamano, pallanuoto ecc..) per sapere se vivono gli stessi problemi o se sono soddisfatti della politica sportiva attuata negli ultimi anni da questa amministrazione. Sicuramente lo sport non deve occuparsi di politica, ma la politica, soprattutto a livello amministrativo, deve assolutamente occuparsene. Una Società, l’Asd Civitvecchia Calcio 1920, ormai stanca. Che si tiene in piedi grazie alla passione di pochi intimi che ogni giorno si fanno sempre meno numerosi. Ma cosa accadrebbe se l’attuale Dirigenza, con le sponsorizzazioni ormai quasi annullate dall’esilio forzato ad Allumiere, decidesse di fare un bel pacchetto, con tanto di nastro nerazzurro, e depositarlo sulla scrivania del Sindaco Cozzolino? Probabilmente la risposta di questa Amministrazione sarebbe… «Abbiamo problemi più importanti da risolvere» …. Non vogliamo entrare nel merito degli altri argomenti, ma secondo noi lo sport ha inesorabilmente bocciato il mandato fallimentare del Sindaco Cozzolino e della sua giunta.  La speranza è quella di vedere presto un’amministrazione che condivida passione, gioie e dolori, di chi dirige ed organizza lo sport in questa città, qualsiasi sia la disciplina. Questo – conclude la nota del club nerazzurro firmata dal responsabile area comunicazione Corrado Orfini – non per partito (politico) preso, ma semplicemente alla luce dei fatti di quanto visto negli ultimi 4 anni, con l’augurio di venire oggi stesso smentiti, ma con la consapevolezza che così non sarà».
LA REPLICA
Puntuale la risposta del vicesindaco Daniela Lucernoni: «Sono sempre stata a disposizione e pronta ad ascoltare tutte le associazioni sportive della nostra città e se il Civitavecchia Calcio ha bisogno di un confronto, sono pronta ad ascoltarli con la massima attenzione ed a collaborare per quanto nelle mie possibilità per risolvere i problemi. Lo stadio Fattori come tutti sanno vive da decenni degli evidenti problemi e abbiamo tentato in questi anni di riqualificarlo, per ora senza successo, sia chiedendo finanziamenti nazionali a fondo perduto sia facendo due bandi di lunga gestione andati deserti. Scongiurato nel 2013 il pericolo della cementificazione selvaggia, oggi è un bene monumentale tutelato e proprio nei giorni scorsi è arrivato il parere favorevole (con prescrizioni) della Soprintendenza al progetto presentato dalla Cpc, che ricordo ha presentato ufficialmente un progetto di riqualificazione in seguito all’avviso pubblico promosso dal Comune, al quale il Civitavecchia ha ritenuto opportuno non partecipare. La riqualificazione dello stadio Fattori è comunque inserita nel piano triennale delle opere pubbliche del Comune all’anno 2019: qualora per qualunque motivo il percorso intrapreso dalla Cpc non dovesse volgere al termine, saremo pronti a valutare le strade alternative, compresa quella del finanziamento tramite il Credito Sportivo. La situazione, inutile negarlo, si è complicata con i problemi di staticità sollevati dalla Commissione Pubblico Spettacolo: l’obiettivo è affidare una perizia dettagliata già nel prossimo periodo per capire l’entità dei lavori necessari ad una completa messa in sicurezza. Detto ciò non posso che stigmatizzare l’uscita su stampa da parte del responsabile della comunicazione della società nerazzurra. Invito il Civitavecchia Calcio a fare maggiore attenzione ai soggetti a cui affidano le proprie parole, noti per essere quanto di più lontano ai valori dello sport. Rinnovo la mia disponibilità al presidente Biondi per un collaborativo confronto volto alla risoluzione dei problemi».

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Tidei-Fantozzi: è scontro

S. MARINELLA – «Dopo i primi cento giorni di amministrazione, le favole del sindaco Tidei, presentate in campagna elettorale, vengono raccontate dalla cittadinanza». A dirlo è Ilaria Fantozzi responsabile del circolo cittadino di Fratelli D’Italia. «Tra ordinanze punitive – continua la Fantozzi – servizi di pubblica utilità maggiorati rispetto al commissariamento precedente, i cittadini santamarinellesi chiedono a gran voce interventi urgenti per le scuole e per i servizi di pubblica utilità. Questa giunta disorganizzata che non ha saputo strutturare un piano finanziario di rientro, non ha saputo snellire le incombenze dei cittadini e non sta regalando neanche quella sicurezza della quale i cittadini hanno bisogno, visti anche i recenti episodi di cronaca locale, deve mettersi una mano sulla coscienza e riconoscere i propri limiti. Neanche la messa in sicurezza degli stabili abbandonati è iniziata, con tutti i problemi che possiamo immaginare. Insomma la cittadinanza non vuole più ascoltare favole. La politica del dissesto, voluta dal sindaco, ha ulteriormente aggravato la già precaria situazione economica della nostra amata Perla, adesso, è ora di reagire». La risposta del sindaco arriva a breve giro di posta. «Dopo le recenti piogge – risponde Tidei – le opposizioni, si affacciano dal guscio con note stampa farneticanti, immolandosi come kamikaze su terreni dove bisognerebbe tacere. Il silenzio, d’altronde, è un’arte che non tutti sanno praticare. La giovane, forse inesperta Ilaria Fantozzi, dovrebbe prendere esempio dai precedenti amministratori, gli stessi che il suo movimento politico ha sostenuto, ai quali la città, con le recenti elezioni, ha dato il benservito. Alla stessa maniera in cui la Fantozzi ha fatto un bilancio dei primi cento giorni della mia Giunta, vorrei leggere, dalla stessa, un bel bilancio dei dieci anni dell’amministrazione Bacheca». «Tanto per rinfrescare la memoria – continua il sindaco – la strada del dissesto finanziario è stata tracciata dalla precedente amministrazione che già aveva fatto richiesta di quei fondi regionali dedicati ai Comuni in situazione di predissesto per poi ricevere la certificazione della commissaria. Alla mia amministrazione il compito di un atto obbligatorio per legge. Per quanto concerne l’aumento delle tariffe dei servizi alla persona, nonché delle aliquote comunali, ricordo che gli autori materiali sono stati Bacheca in primis e poi il Commissario Straordinario.  A noi, il merito e lo dico con orgoglio, di aver ridotto le tariffe per lo scuolabus e garantito quei servizi che altrimenti, sarebbero stati interrotti. Gli amministratori che Fdi e la Fantozzi hanno sostenuto, prendono il merito di aver chiuso tutti gli impianti sportivi, la piscina comunale e i plessi scolastici. Hanno il merito di non aver riscosso numerosi finanziamenti regionali nonché quello di dover invece restituire il finanziamento dedicato alla costruzione di un asilo nido che, ovviamente, non si è fatto. A loro il merito di aver lasciato un paese ridotto in pezzi, dove le attività commerciali chiudono, senza servizi, senza infrastrutture e con 30 milioni di debiti». «Non accetto – conclude Tidei – da movimenti politici queste fake news che hanno, come scopo, la sola visibilità perché prive di ogni buon senso. Se le opposizioni vogliono contribuire realmente, senza polemica, presentino proposte concrete e si mettano a disposizione di questa Giunta comunale anche nelle cose più piccole come la pulizia di una strada. Santa Marinella ha bisogno di risposte, di azioni concrete e non parole da parte di chi ha sostenuto gli autori di questo disastro e che se ne sta con le braccia conserte dietro ad una tastiera sempre pronto a criticare».

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Lega in confusione, Quintavalle e D’Amico ignorano Zicchieri

CIVITAVECCHIA – Ennesimo passo indietro della Lega locale che nega l’incontro di giovedì alla Camera con il suo responsabile del litorale nord Luca Quintavalle che cade dalle nuvole quando l’iniziativa sarebbe stata organizzata proprio dal massimo livello regionale salviniano. Una situazione che ha dell’assurdo quella di ieri quando dalla lega “litorale nord di Roma’’ arriva una nota con cui si punta il dito contro il coordinatore locale di Forza Italia Roberto D’Ottavio (nella foto) accusandolo di «assumere impegni per nostro conto, organizzando tavoli e meeting di cui nessuno, nella Lega, è a conoscenza».

Nella nota a firma di Quintavalle e del coordinatore comunale cittadino Alessandro D’Amico si legge: «Decideremo noi, quale sarà il candidato sindaco migliore – scrive Quintavalle – e con chi scendere in campo nelle prossime elezioni comunali: pretendiamo di non essere tirati per la giacca». A quanto risulterebbe però l’incontro di giovedì sarebbe stato proposto al rappresentante di FdI Marco Silvestroni dal coordinatore regionale della Lega Francesco Zicchieri. Siamo alla proverbiale mano destra che non sa cosa fa la sinistra.

Sta di fatto che le affermazioni di Quintavalle che, tra le altre cose, parla della comodità di avere la Lega tra le proprie fila non sono andate giù a molti dei rappresentanti del centrodestra locale, in primis proprio D’Ottavio che tuona: «Non sono stato certo io ad organizzare l’incontro, ho appreso la notizia dal mio referente Alessandro Battilocchio». D’Ottavio ricorda gli ottimi risultati regionali in cui «Forza Italia ha asfaltato la Lega. Ricordo – continua D’Ottavio – che chi mi ha portato Massimiliano Grasso come candidato Sindaco è stato proprio D’Amico, con cui abbiamo firmato un documento. Non si riesce nemmeno a capire quanti coordinatori ci siano nel territorio».

Una firma, quella sul documento di un anno fa, che ricorda anche il portavoce del circolo FdI Borsellino Raffaele Cacciapuoti: «Ignoriamo i motivi politici che abbiano spinto la Lega a rinnegarla, ce lo facessero sapere. L’incontro – conferma – è stato organizzato, sono stato contattato dalla federazione provinciale. Probabilmente Quintavalle e D’amico dovrebbero informarsi meglio. Noi – conclude Cacciapuoti – manteniamo la parola data e gli impegni assunti e stiamo già al lavoro tra la gente con il nostro candidato Grasso. Non vorremmo che questa volontà di strappo a tutti i costi nascondesse qualche altro accordo, magari su base nazionale (chiaro il riferimento al M5S, ndr)».

Simile il punto di vista di Dimitri Vitali, membro dell’esecutivo provinciale FdI: «Probabilmente c’è stato qualche errore di comunicazione all’interno della Lega – spiega – dove ultimamente piovono stellette e cariche. Ricordo a Quintavalle che le alleanze si fanno per unità di intenti e non per comodo».  

Intanto Enrico Zappacosta responsabile degli enti locali della provincia di Roma litorale nord della Lega su incontro e nota stampa dichiara di aver «appreso tutto dalla stampa».

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''Un grande uomo''

A pochi giorni dal trentennale della scomporsa di Marco Galli, i Veterani dello Sport hanno voluto rendere omaggio al pluriscudettato civitavecchiese che nella sua lunga carriera ha segnato quasi mille gol: «È stato un momento di straziante commozione quello vissuto lo scorso 3 ottobre a trent’anni dalla scomparsa di Marco Galli. Pallanuotista eccelso, campione del mondo con il settebello di Gianni Lonzi nel 1978 a Berlino, tre volte pluriscudettato con il mitico Recco, sua seconda patria agonistica dopo quella rossoceleste e tecnico di livello sia alla guida degli allievi civitavecchiesi che della prima squadra. Un vero gigante, fuoriclasse autentico per le sue fantastiche giocate, bomber micidiale, uomo con la U maiuscola come sottolineato nei giornali in cui le cronache sportive lo hanno doverosamente ricordato. Un ricordo peraltro molto sofferto per la consapevolezza di non trovarci ancora al suo e magari commentare insieme le mutevoli vicende sia del team gestito dal commissario tecnico Sandro Campagna sia della Snc che vive ormai all’ombra di un insignificante tran tran che ne detetermina un anonimato che fa a cazzotti con la sua storia (per anni e anni stella polare non solo della massima serie ma pure del settore giovanile grazie ai titoli biancorossoverdi vinti contro i colossi liguri e partenopei che da sempre rappresentano e hanno rappresentato il meglio in senso assoluto in campo nazionale) e che oggigiorno è costretta a vivere di luce riflessa pallanuotando senza infamia e senza lode tra una piscina e un’altra.  L’altro ieri, però, non potevamo non trascorrere una giornata speciale con Marco e abbiamo provato un dolore lancinante, a tratti insopportabile, nel constatare che non ci siamo trovati in compagnia della Snc. Proprio così: la società ha dimenticato uno dei suoi più straordinari figli legittimi che l’ha resa un gioiello di inestimabile valore invidiato dall’italico mondo con la calottina in testa».

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Davide Casaleggio: «Grillo era un emarginato, aveva bisogno di spettatori»

Il ricordo del figlio del guru cofondatore di M5S: «Io e mio padre ci guardammo in faccia e capimmo. Grillo aveva bisogno di far conoscere i suoi spettacoli»

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Marco Galli, un ricordo indelebile

di MARCO GRANDE

Trenta anni, il 3 ottobre 1988, fa il mondo sportivo civitavecchiese e non solo si apprestava ad accettare una delle notizie più tristi della storia della pallanuoto e dello sport in generale: la prematura scomparsa di Marco Galli, uno degli elementi più rappresentativi del palcoscenico pallanuotistico tricolore, che lasciò i suoi compagni alla tenera età di 31 anni dopo una lunga battaglia persa contro una malattia che lo ha strappato ai suoi affetti e a chi esultava costantemente per un suo gol. Di reti, infatti, Marco ne metteva a segno tante, visto che il suo ruolo era quello di attaccante. Considerato un predestinato, esordisce con il Civitavecchia a soli 15 anni, nel maggio del 1972. Dotato di gran destrezza dal punto di vista manuale, attira l’attenzione di grandi club come la Pro Recco, che decide di puntare su di lui; i risultati, con Galli in acqua, non tardano ad arrivare: la squadra ligure, infatti, si aggiudica tre scudetti in un triennio d’oro (dal 1982 al 1984), arricchito anche dalla prestigiosa coppa europea nel 1983. Dopo i trionfi in terra ligure, torna a contribuire alla causa rossoceleste, allenando gli Allievi e portandoli in gloria nel 1987 grazie alla conquista del titolo italiano. Complessivamente in Serie A è stato protagonista in 320 partite, con 649 marcature messe a segno. Se con la calotta della Pro Recco si è rivelato un cecchino, si può dire lo stesso per quanto riguarda la sua storia meravigliosa con la Nazionale italiana, con la quale mise a segno 199 reti in 193 match giocati e soprattutto fu uno dei protagonisti indiscussi del Mondiale di Germania del 1978, torneo in cui l’Italia riusci a conquistare l’oro. Inutile dire che gran parte del merito di quel successo, lontano ormai quattro decenni, sia anche suo. Così come non c’è bisogno di spiegare quanto Galli abbia lottato contro quel male che lo ha portato via troppo presto. Con il passare del tempo si intensifica sempre il ricordo di chi tiene bene a mente le sue gesta sportive, ma anche il suo lato umano: una persona umile e altruista. Ora il suo nome si è legato indelebilmente alla città di Civitavecchia, che nel 2008 gli ha intitolato lo Stadio del Nuoto.

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''Marco sei sempre nei nostri cuori''

di GIULIANA OLZAI

CERVETERI – «Marco sei sempre nei nostri cuori». Con queste parole, tra gli applausi delle persone presenti si è conclusa sabato pomeriggio la cerimonia per il posizionamento in via Alcide De Gasperi a Ladispoli, nei pressi di casa Ciontoli, della targa commemorativa in ricordo di Marco Vannini tanto voluta da mamma Marina e papà Valerio. «Chi diceva di amarti ti ha lasciato morire ma nessuno farà mai morire il nostro amore per te. Mamma e papà». Queste le parole incise sulla targa, posizionata all’interno di un’aiuola recintata per lui. Parole che illuminate dai raggi del sole a momenti brillavano come se fossero scolpite in oro. Tanta soddisfazione traspariva negli occhi dei genitori dai volti questa volta sorridenti. E si, mamma Marina per la prima volta si è presentata volutamente trasformata nell’aspetto: sorridente e con un filo di trucco negli occhi quasi volesse trasmettere a Marco la soddisfazione del raggiungimento di un primo risultato reale frutto della sua ostinazione e della sua lotta alla ricerca di verità e giustizia. E’ contenta.
«La targa io e mio marito Valerio l’abbiamo voluta per Marco – dice mamma Marina – e lui doveva vedere la serenità nei nostri occhi. Per noi è stato come fare qualcosa per nostro figlio. Quando mi è stato detto che è stata strappata la foto di mio figlio dai Ciontoli mi sono sentita oltraggiata e ho avuto la sensazione come se Marco fosse  rimasto mortificato. Per cui abbiamo voluto fare una cosa per lui bella a vedersi. E per questo ci siamo impegnati anima e corpo per poter dare un giorno di serenità a nostro figlio. Tutta l’attenzione su Marco è incentrata sul processo e su quanto emerge a livello processuale, questa targa, invece, è un modo dove io posso dare qualcosa a lui. In quella targa c’è tutto l’amore per nostro figlio».
Per mamma Marina è stato quindi un momento molto diverso dalle sue partecipazioni alle udienze o alle trasmissioni televisive. Un momento intimo con quell’unico figlio strappato alla vita appena ventenne come testimoniano le pietre, venti appunto, posizionate intorno all’aiuola a lui dedicata.  
«Nonostante l’ora e il derby in corso, tante le persone presenti che hanno voluto dimostrare il loro affetto la loro solidarietà che nutrono per noi» dice mamma Marina avvicinata, abbracciata e accarezzata da tanti amici, conoscenti e persone sconosciute che hanno partecipato. «In particolare – continua – mi hanno colpito due persone. Un uomo che veniva da Nepi,  peraltro era lì da diverso tempo che aspettava perché non aveva compreso bene l’ora della cerimonia e non voleva perderla, e poi una signora anziana, che aveva più di novant’anni, che veniva da Roma.  Stava seduta su una sedia e aveva difficoltà ad alzarsi. Allora mi si è avvicinata la figlia per chiedermi di andare dalla mamma. L’anziana come mi ha visto è scoppiata a piangere, nonostante non avesse  mai conosciuto mio figlio. Mi ha chiesto un ricordo di Marco ed io le ho dato la sua foto che porto sempre con me e lei la mette dentro al petto dicendo: ora lo porto nel mio cuore».  Vedere l’anziana piangere è stato un momento molto forte per mamma Marina perché gli ha ricordato la perdita di suo padre che è vento a mancare qualche anno fa  travolto dal dolore per la morte del nipote.  
«Signora siamo con lei», «signora continui la sua battaglia», «Noi siamo con lei», «Lei ci da tanto coraggio per andare avanti», «Marco è come un figlio per noi» dicevano a mamma Marina che aggiunge:  «Alcune  persone addirittura piangevano e tutte stavano lì per aiutarci e sostenerci. Questo è per me e la mia famiglia importante.  Quando mi abbracciavano era come se fosse mio figlio a farlo e mi dicesse: mamma sto qua, stai tranquilla. Sono con te e papà. E questo mi dà la forza di non mollare».  
Nonostante la targa sia stata tanto voluta mamma Marina non sa se ci andrà spesso in quel luogo: «Non ci vado quasi mai laggiù. Vedere quella casa mi fa star male e quella targa è il simbolo della tragedia in quella via. Non so se ci andrò». 
In disparte, seduta su una sedia, assiste alla cerimonia, col volto segnato dal tempo e dal dolore, nonna Gina, la mamma ottantaduenne di Marina che cerca con la sua presenza, quasi fosse un ombra, di proteggere la figlia. Ogni tanto si asciuga con un fazzoletto le lacrime che non riesce a trattenere. «Marco era bello come il sole», ripete più volte piangendo. «Lo avete conosciuto?» chiede alle tante persone che le si avvicinano, che le accarezzano con amorevolezza quel volto nel quale traspare tutta la sua angoscia per quella perdita inconsolabile.  Nonna Gina dice che: «Ai figli le si vuole bene, ai nipoti ancora di più. Arrivare alla mia età dopo tante sofferenze, adesso che potevo star bene, vedere i miei figli e i miei nipoti sistemati avrei preferito morire piuttosto che vivere questo grosso dolore insopportabile che mi sta annientando».
Papà Valerio: «E’ stato emozionante svelare la targa. Non vedevo l’ora che arrivasse questo momento. Sono molto soddisfatto soprattutto della presenza del sindaco Grando che ha partecipato con gioia alla cerimonia e ha a cuore la vicenda di mio figlio. Mi ha fatto molto piacere sapere che domenica c’è stato un via vai di persone che si sono fermate a vedere la targa. Tutto questo è molto bello».  

 

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Una targa per Marco Vannini

LADISPOLI – "Chi diceva di amarti ti ha lasciato morire ma nessuno farà mai morire il nostro amore per te. Mamma e papà. Ucciso il 18-5-2015". Questa la frase incisa sulla targa in ricordo per Marco Vannini posizionata questo pomeriggio in via Alcide De Gasperi a Ladispoli. Presenti nell'aiuola realizzata per lui anche 20 pietre posizionate da un residente della zona. Venti: una per ogni anno di Marco.
 Strada chiusa da Polizia Municipale e Carabinieri e presidiata dai volontari della Protezione civile comunale,  per dare la possibilità ai tanti che hanno deciso di sostenere anche questa volta Marina e Valerio di essere presenti a questo appuntamento. "Abbiamo voluto realizzare un qualcosa di più duraturo che nessuno stavolta possa strappare via come i fiori messi davanti quella casa maledetta", ha detto mamma Marina. Una targa "Per ricordare che qui è morto Marco, in una casa dove dicevano di amarlo". Presente anche papà Valerio, commosso e col fiato corto, in un luogo che ancora oggi a distanza di 3 anni continua a causargli un dolore immenso al cuore. Perché qui ha perso la persona più cara della sua vita: suo figlio Marco. "Quando Marina e Valerio mi hanno chiesto la possibilità di posizionare qui la targa – ha detto il sindaco Grando -non ho esitato un istante a dire loro di si. Un piccolo gesto per dimostrare loro la vicinanza dell'intera città". Un piccolo gesto perché l'amministrazione ha già in mente altro per continuare a onorare il giovane Marco. "Anche noi continueremo a sostenere Marina e Valerio fino a quando Marco non avrà ottenuto giustizia e verità. Per questo attendiamo con ansia l'8 gennaio. 

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