''Ai tifosi prometto impegno''

di MATTEO CECCACCI

‘‘È come cambiare il volante ad un’auto, sperando che non sia il motore ad essere fuso’’. Ecco, partiamo da qua, perché questa può essere una frase emblematica che può far pensare molti addetti ai lavori. Un semplice commento di uno storico tifoso della Vecchia appena dopo ha appreso la notizia dell’ufficialità del dopo Rocchetti, ovvero il nuovo allenatore Marco Scorsini. Un nome importante già da calciatore, perché Scorsini oltre a vestire la maglia di importanti squadre di serie C1 e C2, vanta oltre 400 presenze di cui 330 nel professionismo e 70 nei campionati Interregionali, tanto da ricevere anni fa una prestigiosa targa ricordo da parte del presidente del Foligno Giombini. Scorsini poi ha intrapreso la carriera da allenatore ottenendo molti successi e compiendo numerosi miracoli con Montefiascone, Anguillara, Monterosi, Ronciglione e Crecas per un tragitto attualmente lungimirante, sperando che riesca a realizzare un’impresa anche ad Allumiere, vincendo già domenica contro l’Unipomezia per tornare ad ottenere i tanti agognati tre punti che mancano addirittura dal 30 settembre scorso.
«Sono molto contento – esordisce il nuovo allenatore del Civitavecchia Calcio 1920 Marco Scorsini – di essere il tecnico di una squadra che porta il nome del Civitavecchia Calcio, perché sappiamo tutti il valore di questa blasonata società che il prossimo anno festeggerà i cento anni. Erano anni che i vertici societari mi corteggiavano, ma vuoi per un motivo, vuoi per un altro non eravamo mai riusciti a trovare un accordo e adesso finalmente possiamo dire di avercela fatta. Riguardo la situazione attuale della squadra sappiamo tutto com’è la situazione, certo, non è affatto facile risalire la china, ma io cercherò di fare del mio meglio per salvare questo storico nome del club nerazzurro.  Ai tifosi non posso che promettere tanto impegno e dedizione sul campo, perché io dopo tanti anni che alleno una delle cose che ho imparato è che se vuoi ottenere dei risultati importanti è fondamentale il lavoro solo sul campo, non serve nient’altro. Se un tifoso mi chiedesse di uscire dalla zona playout entro gennaio febbraio è normale che è una richiesta che sa di presa in giro, ma è ovvio che entro maggio le cose saranno sicuramente diverse, ne sono sicuro».
Intanto prosegue anche il calciomercato che chiuderà i battenti venerdì 14, ma la Vecchia dopo il classe 2000 Edoardo Filoia ha acquistato il difensore classe ‘95 ex Tivoli Mattia Petricca e il centrocampista ex Ronciglione classe ‘88 Cristian Chirieletti e nei prossimi giorni si attendono nuovi innesti, come l’attaccante Rodolfo Moronti del Ronciglione e Alessandro Barbarella del Real Monterotondo Scalo.

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Conio speciale per il presepe vivente di Tarquinia

TARQUINIA – Un conio speciale per il presepe vivente di Tarquinia. Anche in quest’edizione la rappresentazione avrà la sua moneta. Una moneta speciale a ricordo della rievocazione che sarà consegnata ai visitatori al momento dell’acquisto del biglietto per accedere alle degustazioni. “Lungo il percorso saranno allestiti degli stand dove assaggiare bruschette, formaggi, castagne, vino. – afferma l’associazione Presepe vivente di Tarquinia – Per farlo basterà “spendere” la moneta che sarà appositamente coniata per la manifestazione. Una moneta dà diritto a una sola degustazione”. Negli spazi aperti del convento di san Francesco, tra il mercato, le botteghe degli artigiani, le esibizioni degli artisti, come mangiafuoco e fachiri, i bazar di vendita, i balletti di corte, sarà così possibile conoscere e apprezzare anche i prodotti del territorio tarquiniese e della Tuscia.

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Discoteca Ancona, la 15enne svegliata dal coma: «Ricordo solo l’attesa del concerto»

Il padre: «Per mia figlia festeggeremo due compleanni: uno il 24 settembre, quando è nata, e un altro il 9 dicembre, quando è uscita dal coma»

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Stasera al castello la magia del Natale

SANTA MARINELLA – La magia del Natale arriva stasera al castello di Santa Severa. Per l’occasione, l’antico maniero, sarà trasformato in un emozionante villaggio natalizio che farà vivere agli ospiti un’esperienza fantastica, anche grazie all’installazione di tantissime luci che illumineranno a festa cortili e piazze con scenografie e addobbi natalizi, per accogliere bambini, famiglie e appassionati di mercatini natalizi nel magico castello di Babbo Natale. Il progetto, promosso dalla Regione Lazio, è realizzato dalla Seven produzioni con il supporto di Metalux e Polyscenica, con la supervisione organizzativa di Laziocrea in collaborazione con il Comune, MiBAC e Coopculture. Questa sera alle 18, ci sarà l’inaugurazione, alla presenza del Governatore della Regione Lazio Nicola Zingaretti e del sindaco Pietro Tidei “Il magico castello di Babbo Natale – spiega il primo cittadino – rappresenta un’ulteriore iniziativa che la Regione Lazio riserva al castello di Santa Severa e al nostro territorio e sono certo che riscuoterà un grande successo. A tutte le famiglie che, durante le festività natalizie, visiteranno questa location unica nel suo genere rivolgo l’invito a recarsi anche nella nostra città, con le sue luminarie e le manifestazioni che vanno ad integrarsi perfettamente con il Magico Castello di Babbo Natale, per vivere tutti insieme un Natale pieno di emozioni”. Ad accogliere gli ospiti un ricchissimo mercatino di Natale che sarà allestito con le caratteristiche casette di legno dove poter gustare delizie enogastronomiche dei prodotti tipici del territorio avvolti nell’atmosfera natalizia oltre a una attrezzata pista di pattinaggio sul ghiaccio sulla Piazza del Fontanile. La Casa di Babbo Natale aprirà le sue porte a tutti i bambini che vorranno conoscerlo e sarà la fiaba che diventa realtà poter visitare la magica cucina di Babbo Natale, la fabbrica dei giocattoli e il laboratorio dei dolciumi e dei succhi di frutta. I bambini saranno accolti dagli Elfi in un coloratissimo mondo di giocattoli e nastri colorati e potranno spedire all’ufficio postale degli Elfi le loro le letterine da consegnare a Babbo Natale. Così, nell’aria che profuma di deliziosi biscotti, Babbo Natale sarà pronto a salutare grandi e piccini e scattare con loro delle foto ricordo di questa magica esperienza. All’interno di tutto il Villaggio di Natale si potrà passeggiare, accompagnati da sfavillanti giochi di luce, tra le tipiche casette in legno, dove sarà possibile trovare oggetti artigianali, golosi dolciumi e sfizioso street food preparato con prodotti tipici locali. Durante i weekend, spazio anche a tanti spettacoli e recital dedicati a famosi supereroi, ai personaggi delle fiabe più amati dai bambini, a cavalieri e principesse oltre a coinvolgenti letture animate. Durante tutto il periodo natalizio rimarrà aperto anche l’ostello, offrendo così la possibilità agli ospiti di soggiornare all’interno del villaggio, vivere in un’atmosfera magica il Natale con la propria famiglia e approfittare del soggiorno anche per visitare i musei del castello, fare un viaggio nel passato nell’antico porto etrusco e nel santuario di Pyrgi, con la realtà virtuale oltre a esplorare le ricostruzioni realizzate con la realtà aumentata.
 

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Viva Tarquinia inaugura la casa di Babbo Natale

TARQUINIA – Natale si avvicina e Tarquinia si prepara per le feste. Lo farà con l’apertura della casa di Babbo Natale l’8 dicembre a piazza Cavour, alle ore 16, a cura dell’associazione Viva Tarquinia.
“Siamo alla decima edizione della casa di Babbo Natale. – sottolinea l’associazione – Una manifestazione che ha trovato sempre più consensi e che anche quest’anno riproponiamo molto volentieri per animare il centro storico della città. La casa sarà visitabile anche il 9 e il 24 dicembre e ogni venerdì, sabato e domenica fino a Natale”.
Nella struttura i bambini scopriranno il laboratorio dei giocattoli, la galleria della neve, la stalla delle renne, il laboratorio degli elfi, l’ufficio postale dove portare le letterine. Infine il sogno che diventa realtà. La stanza dove i piccoli potranno incontrare Babbo Natale in persona per parlarci e fare una fotografia ricordo. A scaldare l’atmosfera ci saranno anche i mercatini dell’artigianato su piazza Cavour, con l’inaugurazione il 14 dicembre.
“Per dieci giorni, fino alla vigilia di Natale, – afferma Viva Tarquinia – sarà possibile visitare gli stand di oggettistica a tema. Un’iniziativa che vede la collaborazione della Pro Loco Tarquinia. Rivolgiamo l’invito ai tarquiniesi a vivere la loro città e ai turisti a venirci a trovare per scoprire la bellezza del nostro centro storico”. La casa di Babbo Natale e i mercatini hanno il patrocinio dell’Amministrazione comunale.

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Lascomparsa di Sandro Mayer, il ricordo di Cairo: �Lo invitai a pranzo, quel giorno � nata una casa editrice�

Il presidente di Rcs Mediagroup: �Era uno di famiglia, non abbiamo fatto in tempo a festeggiare i primi 15 anni insieme. Sempre desideroso di immaginare nuovi progetti�

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Ladispoli ricorda i bimbi morti nell'esplosione dell'1 dicembre 1944

LADISPOLI – "Andavamo in giro sulla spiaggia alla ricerca di queste bombe, proiettili…. Non avevamo molto con cui giocare e ci arrangiavamo così …". Ma quel giorno, il gioco si trasformò in una terribile tragedia. Era l'1 dicembre 1944. Settantaquattro anni fa oggi. Alcuni bambini, come sempre si erano radunati nei pressi di Porto Pidocchio per trascorrere insieme la giornata. Stavano giocando tranquillamente quando all'improvviso il forte boato e tutto cambiò. Una delle bombe trovate per giocare esplose spazzando via la vita di due anime innocenti, Luigi Picchioni 7 anni e Claudio Zoffoli di 5. Con loro c'erano anche Augusto Moretti, Roberto Nardocci, Valter Valentini e Franco Prosperi. Loro rimasero miracolosamente vivi, ma segnati a vita da quel tragico evento. "Mi porto ancora dietro i segni di quel terribile giorno", hanno raccontato oggi durante la cerimonia di intitolazione della piazzetta sul lungomare Marco Polo ai loro amici rimasti uccisi dall'esplosione. "Un ricordo che non si cancella dalla mente". Voci strozzate, visi commossi i veri protagonisti di oggi: il giorno del ricordo. Con loro amici e parenti. Anche di chi oggi purtroppo non c'è più. 
Ed è talmente vivo il ricordo che l'amministrazione comunale non ha potuto dire di no alla richiesta di intitolare quel luogo a quei bambini. "Potevano essere i miei figli, i figli di chiunque", ha commentato il sindaco Alessandro Grando scoprendo la targa in via Bassano dedicata ai piccoli angeli che la cerimonia l'hanno vista dal cielo e a chi invece qui sulla terra continuerà fortemente a ricordarli per sempre. 

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Vecchia, parla patron Ambrosi

di MATTEO CECCACCI

Nessuna cronaca, nessun tabellino e nessun diritto di critica. È giunto il momento del primo bilancio stagionale del presidente del settore giovanile nerazzurro-bianconero Stefano Ambrosi appena dopo due mesi dall’inizio dei campionati Elite e regionali. È vero, di solito i responsabili dei vivai fanno il punto della situazione a fine girone d’andata, ma patron Ambrosi dopo il contratto di gestione di giugno scorso ha deciso di chiarire l’attuale situazione. L’ex portiere della Ternana non ha perso tempo e a 360 gradi, a tutto tondo, ha spiegato nel minimo dettaglio tutte le situazioni, spiegando il motivo della fusione o meglio ancora del contratto di gestione, dicendo la sua sullo stadio Fattori e la colpa dell’amministrazione comunale, sul fermo del campionato a causa della decisione dell’Aia e della prima squadra.
«Ci tengo a dire – esordisce il presidente dell’agonistica Stefano Ambrosi – che è un contratto di gestione e non una fusione, ma un contratto di cinque anni che ancora devo firmare, ma è questione di giorni. Tutto è nato dall’ottimo rapporto che ho sempre avuto e che ho tuttora con il presidente del Civitavecchia Calcio 1920 Ivano Iacomelli, molto spesso ci sentivamo per organizzare delle cose insieme e vuoi per un motivo vuoi per un altro, alla fine abbiamo preso questa decisione. Premetto che lo scorso anno, dopo la situazione che si era venuta a creare con il Tamagnini, era giusto far riemergere e portare avanti per il buon nome della società il settore giovanile del Civitavecchia Calcio e così in un pomeriggio d’estate insieme ad Ivano abbiamo raggiunto l’accordo. Prendere in mano l’intera gestione non è stato affatto semplice, l’ho fatto per salvaguardare una situazione che stava andando sempre più in malora, anche se con i numeri già stavo a posto, perché il mio organico bianconero già contava circa 240 ragazzi, infatti l’apporto numerico non è che mi abbia fatto aumentare la situazione, ma allo stesso tempo mi dà molto lustro per le tante categorie che si sono venute a creare tra le mie e quelle nerazzurre. Ad oggi ne contiamo sei tra Elite e regionali, non considerando l’Under 19 Elite, ex Juniores, per il semplice fatto che la gestisce ancora Iacomelli insieme all’Eccellenza, ma che sarebbe la quarta categoria Elite. Ovviamente, essendo partiti in netto ritardo stiamo pagando dazio con alcune categorie, basti vedere i 2002, dove ho ereditato una compagine un po’ frammentata, dovuta al semplice fatto che avendo chiuso l’accordo a fine giugno, molti giocatori già avevano deciso di accasarsi in altre società. Fare l’Elite già non è facile, perché se hai un bacino d’utenza così ridotto, figuriamoci se puoi competere in un palcoscenico dove varie società addirittura la cominciano a preparare mesi prima. Abbiamo trovato tante difficoltà soprattutto per i risultati, non tanto per l’organizzazione, adesso stiamo tirando la cinghia, abbiamo fatto vari cambi in panchina, come nel 2002 da Pasquale Oliviero ad Adus Amici e nel 2004 da Patrizio Tossio a Dario Rasi. Stiamo cercando di migliorare, ma l’errore che non dobbiamo commettere è quello di non avere la presunzione di guardare il campionato dal punto di vista della classifica, o meglio, bisogna focalizzarci su quelle squadre che stanno lottando per la salvezza come noi, così da concentrarci su di loro e raggiungere il nostro obiettivo. Non nego assolutamente il fatto che non abbiamo le forze per confrontarci con le solite società storiche plurititolate di Roma dove non sto a fare i nomi, i gironi sono difficili, in particolar modo quelli Elite laziali che sono i più complicati d’Italia. Stiamo soffrendo col 2002 e 2005, ma sono molto fiducioso e speranzoso sul raggiungimento della salvezza, questo è fuori da ogni dubbio. Stiamo cercando di rinforzare gli organici grazie al mercato e agli svincoli di dicembre, ma la cosa che va analizzata è che avendo un settore giovanile così importante per le categorie che hai, va a tutti i costi cambiata la mentalità nella gestione, mi spiego: non può per nulla al mondo esistere la musica del ‘‘mio figlio gioca perché è amico di, è nipote di, è figlio di’’, questo non può esistere. Noi, infatti, stiamo cercando di aggiustare il tiro su questa situazione per dare un po’ di professionalità a questo settore perché secondo me lo merita. Ad oggi con i numeri alla mano siamo il settore giovanile più importante della città per due motivi: il primo perché abbiamo le categorie più importanti e continueremo ad averle per molti altri anni in confronto alle altre realtà civitavecchiesi, il secondo è perché portiamo lo stemma della città a differenza degli altri che sono solo realtà locali. Comunque ci stiamo già organizzando per il prossimo anno sulla programmazione futura. Ripeto che sull’Elite senza ombra di dubbio abbiamo sbagliato qualcosa sui risultati, ma non siamo stati neanche fortunati, come ricorsi persi, decisioni arbitrali errate e tanto altro. Il rischio, comunque, è di perdere le categorie Elite con il 2002 e 2005, ma fatto sta che se dovesse accadere il prossimo anno faremo un regionale a vincere. I 2004 sono una corazzata, sapevo che avrebbero fatto un bell’inizio di campionato, perché una rosa che lo scorso anno ha vinto il titolo regionale, rinforzata quest’anno da cinque ottimi elementi del Civitavecchia non poteva fare altrimenti. Con i 2005 bisogna stargli molto vicino, purtroppo facendo un campionato ex Giovanissimi fascia B incontri club professionistici come Roma e Lazio e quando ti capitano i biancocelesti allenati da Tommaso Rocchi c’è poco da fare, è proprio il materiale umano che è diverso. Comunque l’obiettivo è mantenere tutte le categorie Elite, ci mancherebbe altro, per me i 2004 a fine anno raggiungeranno una salvezza tranquilla, mentre con i 2002 e 2005 stiamo a rischio, ma cercheremo di fare il più possibile. C’è da dire anche che l’agonistica viene da una gestione dello scorso anno complicata con dinamiche veramente difficili e stiamo pagando quello che è stato lo scorso anno, ovvero aver raggiunto l’accordo a giugno e in un mese non puoi programmare tutto, in particolar modo l’Elite. Questo è un anno di partenza su cui stiamo cercando di gettare le basi per la prossima stagione. Riguardo le categorie Regionali – continua il numero uno nerazzurro bianconero – ho cercato di mettere tutti allenatori che hanno pochissimi rapporti con i genitori, o meglio ancora, nessuna conoscenza e che hanno giocato a calcio ad alti livelli. Io a differenza di altre società non ho sponsorizzazioni, ma ci autofinanziamo con le quote della scuola calcio e non abbiamo nessuna entrata di supporto, perché credo che sia giusto così. L’unico problema ce l’abbiamo con l’Under 15 di Michele Romano, ma c’è una classifica molto corta quindi la salvezza può essere raggiunta facilmente e io sono tranquillo, così come i ragazzi di Zampollini e Savino che stanno dimostrando di poter competere nei propri campionati. Dal mio punto di vista tutte e tre le categorie si salveranno senza problemi. Nella Scuola Calcio – prosegue entusiasta – abbiamo 165 iscritti che vanno dal 2006 al 2012/2013 e siamo i più grossi di tutti anche perché insieme all’agonistica contiamo più di 300 elementi in totale. Lo scorso weekend abbiamo iniziato i campionati Federali che ricordo che non hanno classifica e non sono arbitrati. Abbiamo fatto un’ottima programmazione tecnica per quanto riguarda la scuola calcio, io come responsabile tecnico e Nello Savino nelle vesti di direttore generale facciamo dei breafing mensili con tutti gli allenatori per monitorare tutte le programmazioni tecniche per controllare che vengano rispettate. Fondamentale per noi è preparare i gruppi della scuola calcio ad approdare nell’agonistica nei campionati regionali ed Elite, ma ciò non significa che non possiamo iniziare a fare una piccola selezione omogenea che io reputo scorretta, infatti noi cominciamo a farla nel periodo primaverile dal 2009 in su, ed è giusto e importante che dal 2006 fino a questa età crescono individualmente, giocano tanto e si divertono il più possibile. Voglio ricordare anche che la Federazione con la Carta dei Diritti tutela tutti gli iscritti alla scuola calcio e che quindi la piccola selezione va fatta con le molle. Sono comunque abbastanza soddisfatto dell’andamento di tutta la struttura che si è venuta a creare, l’ambiente è rimasto famigliare come quando avevo solamente la Leocon dove si è aggiunto il lustro delle categorie del Civitavecchia Calcio e agli ottimi allenatori che avevo io della Leocon ho avuto la possibilità di poter inserire dei tecnici altrettanto bravi che venivano dalla Vecchia. Riguardo i tornei stiamo organizzando la Christmas Cup nel periodo natalizio, poi un torneo pasquale e uno di fine anno. Per lunedì, invece, sto organizzando in collaborazione con Daniele Bencini, ds del vivaio dielleffino, un raduno che ci è stato richiesto da vari procuratori del professionismo per le categorie 2002 2003 e 2004. Tornando all’agonistica devo dire che ho già avuto alcune segnalazioni per vari ragazzi del 2002, 2003 e 2004 da parte di club professionistici e per fine anno penso che qualcosa di importante potrà realizzarsi. Il mio intento alla fine è questo, quello di dare la possibilità a chi dimostra durante il campionato di fare bene di confrontarsi con realtà importanti grazie alle mie conoscenze che ancora oggi porto avanti, in modo particolare con Ternana, Pescara e Frosinone».
Ambrosi, poi, dopo aver analizzato le sue sei squadre ha voluto dire la sua sulla Vecchia e sullo stadio Fattori scaricando la colpa all’amministrazione pentastellata.
«Sul Fattori – spiega a tal proposito – le responsabilità ce l’ha l’amministrazione comunale che è l’unica indiziata di ciò che riguarda la situazione calcistica del Civitavecchia Calcio perché per quanto sia il Comune dovrebbe sempre garantire, non dico a tutto il settore giovanile anche perché tutta la cantera si allena in una struttura privata, ma almeno dalla Juniores in poi dovrebbe dare una propria casa all’interno della città per svolgere uno dei campionati più importanti e questo è gravemente mancante, gravemente mancante come tutti gli sbagli commessi, a partire dal disinteresse totale dello stadio Fattori, voglio dire, non è che parte da quest’anno, non si può pensare che il Fattori per sette anni ha dovuto avere la deroga anno per anno dalla Federazione per rifare un manto, che oggi per rifarlo costa 350 mila euro e per un Comune come Civitavecchia fare un investimento su un impianto sportivo per mantenere la propria squadra in città stiamo parlando di una cosa irrisoria. Loro oggi hanno la gravissima responsabilità di aver sgretolato un collage sportivo che fine a poco fa c’era. Per quanto mi riguarda a mister Rocchetti, visto che stiamo entrando nella fase invernale, ho dato massima disponibilità per svolgere gli allenamenti presso il mio impianto se ci dovessero essere problemi da qui a marzo nel recarsi ad Allumiere. Oggi come oggi, da gestore del  settore giovanile del Civitavecchia Calcio, mi rendo conto, cosa che prima non capivo, che non c’è l’amore che ci dovrebbe essere per questa maglia, mi spiego: non da parte di tutti gli addetti i lavori, ma sono pochissimi che gioiscono se le cose vanno bene, qui sembra che sono più contenti se il Civitavecchia si affossa perché magari ce l’hanno con un dirigente o un altro e questa è una cosa sgradevole e qui mi rifaccio anche ad altre società. Secondo me il simbolo Civitavecchia Calcio dovrebbe acquistare un’importanza collettiva, dovrebbe essere un piacere per tutti quanti far parte del Civitavecchia Calcio 1920. Io quando ero ragazzo e militavo nei dilettanti, prima di approdare nel professionismo, se avessi giocato con la squadra della mia città avrei dato tutto, invece oggi si vedono ragazzi che preferiscono fare un campionato provinciale piuttosto che un Elite».
Il presidente, ovviamente, non si è lasciato scappare il pensiero sulla decisione dell’Associazione Italiana Arbitri, che ha portato a non giocare i campionati lo scorso fine settimana a causa dell’aggressione nei confronti di Bernardini di Ciampino.
«Secondo me – commenta – non è assolutamente giusta la decisione che hanno preso, perché in questo modo non si tutelano i direttori gara, per quanto un arbitro possa sbagliare si deve capire che innanzitutto è un coetaneo dei calciatori e che può sbagliare una valutazione come il numero dieci può sbagliare un rigore e un portiere una parata, ma la gente dovrebbe capire che per quanto sono tanti gli interessi che ci stanno in mezzo, sono cose comunque sia ristrette in una partita di calcio giovanile, invece qui si sta perdendo il lume della ragione tra i genitori che stanno fuori e insultano gli arbitri, addirittura gli allenatori come se capiscono di tattica e di tecnica. Dico la verità, noi siamo realtà insignificanti pure se facciamo l’Elite, basti pensare a qualche anno fa quando squadre che oggi militano in Serie C, hanno speso più di 500 mila euro per il settore giovanile e questo ti fa rendere conto che non sei niente. Noi bisogna capire che non ci stiamo giocando la Champions League, si, è importante mantenere l’Elite, il regionale, fare tornei e tanto altro, ma lo scopo reale di un settore giovanile è quello di far crescere i ragazzi e i due tre validi elementi che hai piazzarli nel professionismo, poi se lo riesci a fare mantenendo tutte le categorie Elite è un conto, se non riesci a farlo e lo fai tramite regionale è un altro conto, ma è questo lo scopo. Poi qui subentra il fatto dei genitori, perché oggi come oggi ci sta un’esasperazione incredibile, io ho fatto ventiquattro anni di calcio di cui venti di professionismo e sono arrivato anche ad alti livelli, ma alcuni atteggiamenti che vedo, anche nella scuola calcio, a volte mi fanno accapponare la pelle perché sono proprio fuori luogo e quindi ecco che vanno a creare delle tensioni che poi sfociano in quello che è accaduto domenica 11 a San Basilio al povero Bernardini di Ciampino. Secondo me, però, la Federazione quando accadono queste cose non deve generalizzare, ma punire la squadra, ovvero: dove è accaduto, chi è stato, come si chiama la società? Perfetto, radiata dal campionato, ma non tanto per punire, ma per dare un segnale forte a tutti, purtroppo questo la Federazione non lo fa mai. Secondo me solo così possono migliorare le cose e allora lì sì che ci penseranno dieci volte prima di aggredire un arbitro, ma dal mio punto di vista il segnale che doveva dare l’Aia era tutt’altro e questo di fatto non farà cambiare la situazione. Il calcio è uno dei pochi sport che fa credere a tutti di poter dare un’opinione quando invece c’è bisogno di avere una grandissima specializzazione calcistica per poter parlare di tattica o di tecnica ma siccome tanti si vedono tre partite e pensano di essere il nuovo Mourinho e allora questo porta tutti i genitori e molti addetti ai lavori a giudicare in maniera facile e a volte errata moltissime situazioni e questo non fa nient’altro che aggravare il livello di tensioni nervose i ragazzi che arrivano al campo esasperati. Voglio fare – conclude il presidente Stefano Ambrosi – un grande e grosso in bocca al lupo a Ivano Iacomelli per il proseguio della stagione per quanto riguarda la prima squadra, gli auguro quanto prima di uscire da questa fase negativa, perché sono a conoscenza dei sacrifici che sta facendo per portare avanti tutta la squadra».
Un bilancio, dunque, quello di Ambrosi che fa capire a tutti la serietà del settore giovanile del Civitavecchia Calcio 1920 che vuole assolutamente riemergere e tornare protagonista.
I cent’anni del club sono vicini e chissà cosa bisognerà aspettarsi.

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Il laboratorio conservativo e di restauro è realtà

SANTA MARINELLA – È stato inaugurato ieri, alla presenza di Albino Ruberti, capo di gabinetto della Regione Lazio e dal sindaco Pietro Tidei, il nuovo laboratorio di primo intervento conservativo e restauro, una realtà unica nel litorale, che è stato allestito al secondo piano del museo del castello. La nuova struttura museale, espone una ricchissima raccolta di reperti archeologici provenienti dagli scavi effettuati nel borgo castellano. A illustrare al pubblico le potenzialità della nuova struttura, anche il direttore del museo Flavio Enei e l’assessore alla cultura Ivana della Portella. Con questa ulteriore apertura, la Regione Lazio amplia l’offerta culturale del castello di Santa Severa, dopo la realtà virtuale e la realtà aumentata con un’area dedicata al recupero e all’esposizione dei reperti provenienti dagli scavi di Castrum Novum, dai fondali dell’antico porto di Pyrgi, dagli scavi della chiesa paleocristiana e da quelli della Casa del Nostromo. L’attività del laboratorio è organizzata dal Museo del mare e della navigazione antica, in collaborazione con il Gruppo archeologico del territorio cerite, con la supervisione del personale specializzato della Soprintendenza archeologia per l’area metropolitana di Roma, la Provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale, in collaborazione con Regione Lazio, Laziocrea, Mibac, e Coopculture. “Tante le iniziative – spiega Tidei – nell’ambito della cultura e della valorizzazione del nostro patrimonio che vedono, in una giornata come questa, un grande afflusso di pubblico e tanta partecipazione. Approfitto per chiarire alcune polemiche sterili inerenti la città della scienza. Grazie al contributo dei volontari e dei radioamatori, tutti coloro che vorranno visitare il sito potranno farlo dal lunedì al venerdì previa registrazione, per accreditarsi basta collegarsi al sito http://scienceparkmarconi.it e compilare l’apposito form. Ai cittadini ricordo l’appuntamento di oggi per l’inaugurazione della Panchina Rossa come simbolo di sensibilizzazione e di ferma condanna contro ogni forma di violenza sulle donne”. La cerimonia si svolgerà alle 11 a piazza Civitavecchia.

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Ladispoli, Matteo Di Cola tra i primi dieci a ''Il Ristorante degli Chef''

LADISPOLI – Prosegue l'avventura del ladispolano Matteo Di Cola che ieri sera ha preso parte alla prima puntata de ''Il Ristorante degli Chef'' in onda su Rai2. Il ladispolano si è infatti posizionato tra i primi dieci in classifica aggiudicandosi così il proseguimento della sua avventura. Il programma è iniziato con ben 80 aspiranti chef arrivati da tutta Italia che nell'arco della serata di sono battuti per superare una serie di prove davanti a tre chef di fama internazionale:  Andrea Berton, Philippe Léveillé e la giovane e talentuosa Isabella Potì. Una selezione durissima con l'obiettivo di entrare tra i magnifici dieci che avranno accesso al programma e alla tanto ambita cucina del ''Ristorante''. E sconfiggendo la ''concorrenza'', Matteo Di Cola è riuscito a sorprendere piazzandosi tra i primi dieci. 
"Mi ricordo che il giorno in cui mi dissero di iscrivermi al casting risposi ridendo – scrive sulla sua pagina Facebook lo chef ladispolano – Ci dormii su e iniziai a valutare l'idea, ne parlai con la mia famiglia e i miei amici. Presi la mia decisione: 'se lo faccio, lo faccio per bene'. Non sapevo ancora bene a cosa stessi andando incontro, ed effettivamente non l'ho ancora capito. Il giorno degli 80 eravamo talmente tanti che vedevo il passare il turno come una cosa impossibile. Più passavano le ore e piu aumentavano dubbi e ansie, ma quando ci diedero il via per iniziare a cucinare svuotai la mente e mi concentrai su quello che stavo facendo, in un attimo arriva la fine del tempo ed io senza rendermene conto avevo finito ed impiattato proprio come volevo. Poi l'assaggio, i commenti positivi e tutto sembrava fatto. Attimi di tensione – continua ancora Matteo Di Cola – i giudici ci fanno girare il piatto ed è fatta, sono nei 40.  La mattina dopo sveglia presto, siamo sempre meno ma è ancora molto lontano e ci sono tante persone agguerrite tanto quantome. Me la gioco su un piatto che posso fare anche ad occhi chiusi, i giudici apprezzano sono nei 20 grazie alla mia cacio e pepe in gricia di porcini. Entriamo per la prima volta nella cucina ma ci sono solo 10 postazioni, e noi siamo ancora 20, mi assegnano la rivisitazione della carbonara, non posso fallire: sono carico e vedo gia il mio nome sul grembiule. Neanche il tempo di realizzare che cosa stessi facendo che scade il tempo, consegno il piatto e incrocio le dita, nella mia testa una sola frase 'non posso andare a casa per la carbonara'.  L'assaggio dei giudici, le critiche e gli apprezzamenti. Ce l'ho fatta, uno dei 10 posti è mio!! Sono fiero di me stesso, non credevo di poter entrare nei 10. Sono provato fisicamente e mentalmente, l'adrenalina scompare sotto la stanchezza. L'ultimo pensiero prima di addormentarmi va a chi mi ha sempre sostenuto e a chi non l'ha mai fatto".
Prossimo appuntamento con l'avventura di Matteo, martedì prossimo sempre su Rai2.

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