Vertenza Sgm-Scala Enterprise, Fortunato: ''C’è l’accordo''

CIVITAVECCHIA – C’è l’accordo sulla ripartizione delle ore nella vertenza Ati Sgm – Scala Enterprise. Lo dichiara il delegato ai rapporti sindacali del Comune Francesco Fortunato dopo l’incontro di mercoledì. Un confronto richiesto dall’amministrazione comunale tra i rappresentanti dell’Ati e i sindacati dei lavoratori (Quattrini Filcams – Cgil, Corda Fisascat Cisl e Ravarino dell’Ugl regionale). «Dopo un sereno confronto – ha spiegato Fortunato – le parti hanno convenuto che a far data dal 1° gennaio 2019 la Ati procederà alla ripartizione delle ore provenienti sia dall’integrazione di 5700 ore effettuata dall’amministrazione comunale a settembre 2017, nonché delle ore che si sono rese disponibili dal personale che nel frattempo non fa più parte della stessa Ati per un totale di circa 10.900 ore».

Misura che comporterà «maggiori ore lavorate per ogni singolo lavoratore ed un conseguente aumento in busta paga. L’amministrazione – prosegue Fortunato – esprime la sua soddisfazione per il risultato raggiunto e ringrazia i sindacalisti presenti per l’unità di intenti con la quale si è lavorato per raggiungere questo risultato, a dimostrazione che quando si ragiona tutti – conclude il pentastellato – nell’interesse unico del benessere dei lavoratori il raggiungimento di questo obiettivo avviene in tempi celeri».

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Csp, Grasso: "Dopo le elezioni dovrà tornare la meritocrazia"

CIVITAVECCHIA – La Giunta 5 stelle si era presentata con il duplice obiettivo di «porre fine al clientelismo ed ai favoritismi nelle società comunali e di contenere al massimo il costo degli amministratori. Dopo cinque anni il Cda, tutto composto da non civitavecchiesi, con i suoi 250.000 euro di indennità, rimborsi spese, pranzi, cene e consulenze costosissime costa ai civitavecchiesi più dei predecessori. Tra i principali risultati va ricordato: il fallimento di Civitavecchia Infrastrutture; il fallimento di Città Pulita; l’imminente fallimento di Argo. Sul fronte della meritocrazia, i risultati sono poi, se possibile, ancora peggiori. Da alcuni mesi, infatti, è stato richiesto un sacrificio a tutti i dipendenti: a tutti è stata ridotta la retribuzione; ad alcuni sono state unilateralmente ridotte le qualifiche. Ad alcuni, ma non a tutti. Ci sono già una decina di casi in cui, alcuni dipendenti – mentre i colleghi fanno ancora una sorta di «solidarietà» – sono stati addirittura promossi. La polemica è ovviamente divampata con toni estremamente accesi. Il consigliere comunale Luciano Girolami (dipendente di CSP), in particolare, non le ha mandate a dire su Facebook, anticipando interrogazioni. In effetti alcuni casi appaiono estremamente singolari. Nel servizio idrico ad esempio, si è assistito alla promozione di un operaio al settimo livello ed al contemporaneo declassamento di un ingegnere. Il risultato è che l’operaio ormai guadagna come l’ingegnere che essendo ormai equiparato a quest’ultimo. Sul tema è tornato ad intervenire il capo dell’opposizione, il leader della Svolta Massimiliano Grasso: «La CSP è una bomba ad orologeria. Tra pochi mesi, occorrerà avviare una grande riorganizzazione di quello che oggi è un ammasso informe di personale che opera senza direttive e programmi. Occorrerà poi reintrodurre veramente il concetto meritocrazia e non gestire i dipendenti in funzione delle simpatie politiche ma delle effettive capacità e dell’impegno dimostrato. Quanto alle direttive, mi pare che gli attuali amministratori non facciano che riceverne ed eseguirle pedissequamente dal Sindaco e dalla Giunta, in chiave sempre più pre-elettorale».

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Vandali alle colonie feline

SANTA MARINELLA – Hanno subito atti di vandalismo le strutture realizzate dall’associazione di riqualificazione urbana Arua, che ha ideato e messo in opera il progetto per cambiare look alle colonie feline della città. L’ideatrice e responsabile del progetto Stefania Nardangeli, vede così andare in fumo un lavoro di mesi, per dare alla colonia felina del rione Alibrandi una visibilità degna di tal nome. Gli autori del gesto, sicuramente residenti, sono per il momento ignoti, saranno le forze dell’ordine, che hanno ricevuto una denuncia in tal senso, a verificare i fatti. Quindici giorni fa, si era tenuta una riunione in Comune, per tentare di risolvere il problema creato dagli stessi abitanti del quartiere, intolleranti alla presenza di gatti della colonia della piazzetta, che avevano richiesto lo spostamento dei felini in un’altra zona. Alla presenza del sindaco Tidei, dei rappresentanti del Rione, dei responsabili della Asl, della delegata al randagismo Corogher e del presidente delle guardie zoofile, era stato stilato un accordo sottoscritto da tutti, che prevedeva lo spostamento della colonia, dall’area dove fino a quel momento era collocata ad un centinaio di metri di distanza, in una zona meno abitata. Neppure il tempo di assestare le strutture della colonia, che alcuni vandali dallo scarso senso civico, hanno distrutto le casette gettando i rifugi in legno oltre l’autostrada. Ovvia la rabbia dei rappresentanti delle associazioni animaliste e del delegato comunale. “Questa gente deve pagare per quello che ha fatto – commentano – e quindi vanno perseguiti per legge. Si è fatto un accordo condiviso da tutti, compresi i rappresentanti del quartiere Alibrandi ma, a quanto sembra, c’è ancora chi crede che gli spazi pubblici siano di loro proprietà e dunque possono permettersi di vandalizzare tutto. Chiediamo l’intervento delle forze dell’ordine e il controllo del territorio perché, in quel quartiere, qualche mese fa, sono stati trovati morti due gatti appartenenti a quella colonia felina».

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Santa marinella, sequestrati oltre 6mila ricci di mare

SANTA MARINELLA – Blitz notturno della Guardia Costiera e del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia dei Carabinieri di Civitavecchia. Obiettivo, i pescatori abusivi di ricci, che distruggono la fauna marina asportando quantitativi illegali di echinodermi. Nella nottata di ieri, le due forze di pubblica sicurezza, hanno operato il sequestro di 6.500 ricci a danno di due pescatori lungo la costa santamarinellese, sferrando un duro colpo alla pesca abusiva dei preziosi frutti di mare. Intorno alle 20, la sala operativa della Capitaneria di Porto di Civitavecchia, veniva allertata da parte di un segnalante, circa la presenza di quattro pescatori non autorizzati, intenti nell’attività illecita di raccolta di ricci.Veniva quindi disposto l’immediato intervento del personale dell’Ufficio Locale Marittimo di Santa Marinella e richiesto il supporto del Nucleo Operativo e Radiomobile dei Carabinieri di Civitavecchia. Le attività di ricerca e appostamento dei militari intervenuti portava, due ore dopo, all’identificazione di due dei quattro pescatori, nei confronti dei quali venivano elevate sanzioni amministrative per un totale di 10mila euro e disposto il contestuale sequestro di più di 3.000 ricci, illecitamente depredati dai fondali marini, nonché delle attrezzature utilizzate. Ulteriori accertamenti fatti, con l’obiettivo di individuare altri trasgressori, permettevano il ritrovamento di altri 3.500 ricci, molto probabilmente abbandonati dagli altri due pescatori datisi nel frattempo alla fuga. I 6.500 ricci, ancora vivi, venivano rigettati in mare, arginando in tal modo qualsiasi danno al delicato ecosistema marino delle coste interessate. La zona, ricca di echinodermi, e per tale motivo di particolare pregio per il delicato equilibrio dell’ambiente marino, è spesso oggetto di diverse forme di depredamento, rendendo necessaria una intensa attività di vigilanza che la Guardia Costiera continua, e continuerà ad assicurare al fine di contrastare l’abusivo esercizio di tale pesca e tutelare gli operatori che, autorizzati dalla Capitaneria di Porto, la esercitano lecitamente e nel pieno rispetto delle risorse. A riguardo, anche su sollecitazione dell’amministrazione comunale di Civitavecchia, sarà organizzata una giornata di approfondimento per illustrare alla collettività l’importante progetto che l’autorità marittima, in collaborazione con gli operatori del settore e del Centro Ittiogenico Sperimentale Marino di Civitavecchia, intende sperimentare nel tratto di mare compreso fra Santa Marinella ed il confine con il Comune di Tarquinia. 

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Santa marinella, sequestrati oltre 6mila ricci di mare

SANTA MARINELLA – Blitz notturno della Guardia Costiera e del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia dei Carabinieri di Civitavecchia. Obiettivo, i pescatori abusivi di ricci, che distruggono la fauna marina asportando quantitativi illegali di echinodermi. Nella nottata di ieri, le due forze di pubblica sicurezza, hanno operato il sequestro di 6.500 ricci a danno di due pescatori lungo la costa santamarinellese, sferrando un duro colpo alla pesca abusiva dei preziosi frutti di mare. Intorno alle 20, la sala operativa della Capitaneria di Porto di Civitavecchia, veniva allertata da parte di un segnalante, circa la presenza di quattro pescatori non autorizzati, intenti nell’attività illecita di raccolta di ricci.Veniva quindi disposto l’immediato intervento del personale dell’Ufficio Locale Marittimo di Santa Marinella e richiesto il supporto del Nucleo Operativo e Radiomobile dei Carabinieri di Civitavecchia. Le attività di ricerca e appostamento dei militari intervenuti portava, due ore dopo, all’identificazione di due dei quattro pescatori, nei confronti dei quali venivano elevate sanzioni amministrative per un totale di 10mila euro e disposto il contestuale sequestro di più di 3.000 ricci, illecitamente depredati dai fondali marini, nonché delle attrezzature utilizzate. Ulteriori accertamenti fatti, con l’obiettivo di individuare altri trasgressori, permettevano il ritrovamento di altri 3.500 ricci, molto probabilmente abbandonati dagli altri due pescatori datisi nel frattempo alla fuga. I 6.500 ricci, ancora vivi, venivano rigettati in mare, arginando in tal modo qualsiasi danno al delicato ecosistema marino delle coste interessate. La zona, ricca di echinodermi, e per tale motivo di particolare pregio per il delicato equilibrio dell’ambiente marino, è spesso oggetto di diverse forme di depredamento, rendendo necessaria una intensa attività di vigilanza che la Guardia Costiera continua, e continuerà ad assicurare al fine di contrastare l’abusivo esercizio di tale pesca e tutelare gli operatori che, autorizzati dalla Capitaneria di Porto, la esercitano lecitamente e nel pieno rispetto delle risorse. A riguardo, anche su sollecitazione dell’amministrazione comunale di Civitavecchia, sarà organizzata una giornata di approfondimento per illustrare alla collettività l’importante progetto che l’autorità marittima, in collaborazione con gli operatori del settore e del Centro Ittiogenico Sperimentale Marino di Civitavecchia, intende sperimentare nel tratto di mare compreso fra Santa Marinella ed il confine con il Comune di Tarquinia. 

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Cozzolino illustra l'accordo volontario

CIVITAVECCHIA – «Insieme all’assessore all’Ambiente Alessandro Manuedda ed al presidente del consiglio Dario Menditto sono stato presso gli uffici del Ministero dell’Ambiente per prendere parte al tavolo tecnico sulla qualità dell’aria convocato dal Ministero appositamente per il caso di Civitavecchia».
 Lo dichiara Antonio Cozzolino, riferendo di aver discusso «delle misure che il Ministero può adottare per l’abbattimento delle emissioni inquinanti derivanti dal porto» e di aver illustrato alcune proposte M5S «per le quali ci siamo messi a disposizione anche a livello tecnico. 

Abbiamo chiesto misure ancora più restrittive di quelle previste dal 2020 per quanto riguarda le emissioni navali – spiega il Sindaco – e ribadita la necessità di un’audizione in commissione VIA per discutere delle prescrizioni da 21 anni inattuate da parte dell’Autorità di Sistema Portuale per quanto riguarda l’elettrificazione delle banchine. 

Come ulteriore contributo alla discussione – si legge nella nota del primo cittadino – abbiamo portato l’esperienza dell’accordo «Civitavecchia Blue Agreement» che è stato sottoscritto dalle compagnie armatoriali dei traghetti che scalano a Civitavecchia, alcune delle quali stanno modificando le proprie navi, rendendole ibride, e quindi ad emissioni zero durante lo stazionamento in porto mediante l’utilizzo di batterie. Confidiamo in una convocazione a breve da parte della commissione VIA». 

L’altro tema affrontato è stato quello della richiesta del riesame dell’AIA di Tvn: «Abbiamo discusso sull’iter più opportuno – dichiara ancora il primo cittadino – affinché il procedimento venga avviato il prima possibile.  Nelle prossime settimane ci aggiorneremo nel merito della questione per concordare congiuntamente la strada migliore per arrivare al risultato richiesto.  Il nostro obiettivo minimo è quello di riportare le ore di funzionamento autorizzate della centrale di TVN a quelle ante 2013 – conclude Cozzolino –  ossia prima che il governo Pd ed il Sindaco Tidei (l’assessore all’Ambiente era Roberta Galletta, ex segretaria Pd, ora simpatizzante della giunta Cozzolino M5S – cosa che  imbarazza i grillini che omettono il dato in ogni nota stampa) allargassero le maglie dell’AIA.  Altro importante obiettivo è quello di fissare una data certa per l’uscita dal carbone in ossequio alle politiche che il paese si è dato e che l’attuale governo intende rivedere anticipandone i tempi».

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Cozzolino illustra l'accordo volontario

CIVITAVECCHIA – «Insieme all’assessore all’Ambiente Alessandro Manuedda ed al presidente del consiglio Dario Menditto sono stato presso gli uffici del Ministero dell’Ambiente per prendere parte al tavolo tecnico sulla qualità dell’aria convocato dal Ministero appositamente per il caso di Civitavecchia».
 Lo dichiara Antonio Cozzolino, riferendo di aver discusso «delle misure che il Ministero può adottare per l’abbattimento delle emissioni inquinanti derivanti dal porto» e di aver illustrato alcune proposte M5S «per le quali ci siamo messi a disposizione anche a livello tecnico. 

Abbiamo chiesto misure ancora più restrittive di quelle previste dal 2020 per quanto riguarda le emissioni navali – spiega il Sindaco – e ribadita la necessità di un’audizione in commissione VIA per discutere delle prescrizioni da 21 anni inattuate da parte dell’Autorità di Sistema Portuale per quanto riguarda l’elettrificazione delle banchine. 

Come ulteriore contributo alla discussione – si legge nella nota del primo cittadino – abbiamo portato l’esperienza dell’accordo «Civitavecchia Blue Agreement» che è stato sottoscritto dalle compagnie armatoriali dei traghetti che scalano a Civitavecchia, alcune delle quali stanno modificando le proprie navi, rendendole ibride, e quindi ad emissioni zero durante lo stazionamento in porto mediante l’utilizzo di batterie. Confidiamo in una convocazione a breve da parte della commissione VIA». 

L’altro tema affrontato è stato quello della richiesta del riesame dell’AIA di Tvn: «Abbiamo discusso sull’iter più opportuno – dichiara ancora il primo cittadino – affinché il procedimento venga avviato il prima possibile.  Nelle prossime settimane ci aggiorneremo nel merito della questione per concordare congiuntamente la strada migliore per arrivare al risultato richiesto.  Il nostro obiettivo minimo è quello di riportare le ore di funzionamento autorizzate della centrale di TVN a quelle ante 2013 – conclude Cozzolino –  ossia prima che il governo Pd ed il Sindaco Tidei (l’assessore all’Ambiente era Roberta Galletta, ex segretaria Pd, ora simpatizzante della giunta Cozzolino M5S – cosa che  imbarazza i grillini che omettono il dato in ogni nota stampa) allargassero le maglie dell’AIA.  Altro importante obiettivo è quello di fissare una data certa per l’uscita dal carbone in ossequio alle politiche che il paese si è dato e che l’attuale governo intende rivedere anticipandone i tempi».

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Vecchia, parla patron Ambrosi

di MATTEO CECCACCI

Nessuna cronaca, nessun tabellino e nessun diritto di critica. È giunto il momento del primo bilancio stagionale del presidente del settore giovanile nerazzurro-bianconero Stefano Ambrosi appena dopo due mesi dall’inizio dei campionati Elite e regionali. È vero, di solito i responsabili dei vivai fanno il punto della situazione a fine girone d’andata, ma patron Ambrosi dopo il contratto di gestione di giugno scorso ha deciso di chiarire l’attuale situazione. L’ex portiere della Ternana non ha perso tempo e a 360 gradi, a tutto tondo, ha spiegato nel minimo dettaglio tutte le situazioni, spiegando il motivo della fusione o meglio ancora del contratto di gestione, dicendo la sua sullo stadio Fattori e la colpa dell’amministrazione comunale, sul fermo del campionato a causa della decisione dell’Aia e della prima squadra.
«Ci tengo a dire – esordisce il presidente dell’agonistica Stefano Ambrosi – che è un contratto di gestione e non una fusione, ma un contratto di cinque anni che ancora devo firmare, ma è questione di giorni. Tutto è nato dall’ottimo rapporto che ho sempre avuto e che ho tuttora con il presidente del Civitavecchia Calcio 1920 Ivano Iacomelli, molto spesso ci sentivamo per organizzare delle cose insieme e vuoi per un motivo vuoi per un altro, alla fine abbiamo preso questa decisione. Premetto che lo scorso anno, dopo la situazione che si era venuta a creare con il Tamagnini, era giusto far riemergere e portare avanti per il buon nome della società il settore giovanile del Civitavecchia Calcio e così in un pomeriggio d’estate insieme ad Ivano abbiamo raggiunto l’accordo. Prendere in mano l’intera gestione non è stato affatto semplice, l’ho fatto per salvaguardare una situazione che stava andando sempre più in malora, anche se con i numeri già stavo a posto, perché il mio organico bianconero già contava circa 240 ragazzi, infatti l’apporto numerico non è che mi abbia fatto aumentare la situazione, ma allo stesso tempo mi dà molto lustro per le tante categorie che si sono venute a creare tra le mie e quelle nerazzurre. Ad oggi ne contiamo sei tra Elite e regionali, non considerando l’Under 19 Elite, ex Juniores, per il semplice fatto che la gestisce ancora Iacomelli insieme all’Eccellenza, ma che sarebbe la quarta categoria Elite. Ovviamente, essendo partiti in netto ritardo stiamo pagando dazio con alcune categorie, basti vedere i 2002, dove ho ereditato una compagine un po’ frammentata, dovuta al semplice fatto che avendo chiuso l’accordo a fine giugno, molti giocatori già avevano deciso di accasarsi in altre società. Fare l’Elite già non è facile, perché se hai un bacino d’utenza così ridotto, figuriamoci se puoi competere in un palcoscenico dove varie società addirittura la cominciano a preparare mesi prima. Abbiamo trovato tante difficoltà soprattutto per i risultati, non tanto per l’organizzazione, adesso stiamo tirando la cinghia, abbiamo fatto vari cambi in panchina, come nel 2002 da Pasquale Oliviero ad Adus Amici e nel 2004 da Patrizio Tossio a Dario Rasi. Stiamo cercando di migliorare, ma l’errore che non dobbiamo commettere è quello di non avere la presunzione di guardare il campionato dal punto di vista della classifica, o meglio, bisogna focalizzarci su quelle squadre che stanno lottando per la salvezza come noi, così da concentrarci su di loro e raggiungere il nostro obiettivo. Non nego assolutamente il fatto che non abbiamo le forze per confrontarci con le solite società storiche plurititolate di Roma dove non sto a fare i nomi, i gironi sono difficili, in particolar modo quelli Elite laziali che sono i più complicati d’Italia. Stiamo soffrendo col 2002 e 2005, ma sono molto fiducioso e speranzoso sul raggiungimento della salvezza, questo è fuori da ogni dubbio. Stiamo cercando di rinforzare gli organici grazie al mercato e agli svincoli di dicembre, ma la cosa che va analizzata è che avendo un settore giovanile così importante per le categorie che hai, va a tutti i costi cambiata la mentalità nella gestione, mi spiego: non può per nulla al mondo esistere la musica del ‘‘mio figlio gioca perché è amico di, è nipote di, è figlio di’’, questo non può esistere. Noi, infatti, stiamo cercando di aggiustare il tiro su questa situazione per dare un po’ di professionalità a questo settore perché secondo me lo merita. Ad oggi con i numeri alla mano siamo il settore giovanile più importante della città per due motivi: il primo perché abbiamo le categorie più importanti e continueremo ad averle per molti altri anni in confronto alle altre realtà civitavecchiesi, il secondo è perché portiamo lo stemma della città a differenza degli altri che sono solo realtà locali. Comunque ci stiamo già organizzando per il prossimo anno sulla programmazione futura. Ripeto che sull’Elite senza ombra di dubbio abbiamo sbagliato qualcosa sui risultati, ma non siamo stati neanche fortunati, come ricorsi persi, decisioni arbitrali errate e tanto altro. Il rischio, comunque, è di perdere le categorie Elite con il 2002 e 2005, ma fatto sta che se dovesse accadere il prossimo anno faremo un regionale a vincere. I 2004 sono una corazzata, sapevo che avrebbero fatto un bell’inizio di campionato, perché una rosa che lo scorso anno ha vinto il titolo regionale, rinforzata quest’anno da cinque ottimi elementi del Civitavecchia non poteva fare altrimenti. Con i 2005 bisogna stargli molto vicino, purtroppo facendo un campionato ex Giovanissimi fascia B incontri club professionistici come Roma e Lazio e quando ti capitano i biancocelesti allenati da Tommaso Rocchi c’è poco da fare, è proprio il materiale umano che è diverso. Comunque l’obiettivo è mantenere tutte le categorie Elite, ci mancherebbe altro, per me i 2004 a fine anno raggiungeranno una salvezza tranquilla, mentre con i 2002 e 2005 stiamo a rischio, ma cercheremo di fare il più possibile. C’è da dire anche che l’agonistica viene da una gestione dello scorso anno complicata con dinamiche veramente difficili e stiamo pagando quello che è stato lo scorso anno, ovvero aver raggiunto l’accordo a giugno e in un mese non puoi programmare tutto, in particolar modo l’Elite. Questo è un anno di partenza su cui stiamo cercando di gettare le basi per la prossima stagione. Riguardo le categorie Regionali – continua il numero uno nerazzurro bianconero – ho cercato di mettere tutti allenatori che hanno pochissimi rapporti con i genitori, o meglio ancora, nessuna conoscenza e che hanno giocato a calcio ad alti livelli. Io a differenza di altre società non ho sponsorizzazioni, ma ci autofinanziamo con le quote della scuola calcio e non abbiamo nessuna entrata di supporto, perché credo che sia giusto così. L’unico problema ce l’abbiamo con l’Under 15 di Michele Romano, ma c’è una classifica molto corta quindi la salvezza può essere raggiunta facilmente e io sono tranquillo, così come i ragazzi di Zampollini e Savino che stanno dimostrando di poter competere nei propri campionati. Dal mio punto di vista tutte e tre le categorie si salveranno senza problemi. Nella Scuola Calcio – prosegue entusiasta – abbiamo 165 iscritti che vanno dal 2006 al 2012/2013 e siamo i più grossi di tutti anche perché insieme all’agonistica contiamo più di 300 elementi in totale. Lo scorso weekend abbiamo iniziato i campionati Federali che ricordo che non hanno classifica e non sono arbitrati. Abbiamo fatto un’ottima programmazione tecnica per quanto riguarda la scuola calcio, io come responsabile tecnico e Nello Savino nelle vesti di direttore generale facciamo dei breafing mensili con tutti gli allenatori per monitorare tutte le programmazioni tecniche per controllare che vengano rispettate. Fondamentale per noi è preparare i gruppi della scuola calcio ad approdare nell’agonistica nei campionati regionali ed Elite, ma ciò non significa che non possiamo iniziare a fare una piccola selezione omogenea che io reputo scorretta, infatti noi cominciamo a farla nel periodo primaverile dal 2009 in su, ed è giusto e importante che dal 2006 fino a questa età crescono individualmente, giocano tanto e si divertono il più possibile. Voglio ricordare anche che la Federazione con la Carta dei Diritti tutela tutti gli iscritti alla scuola calcio e che quindi la piccola selezione va fatta con le molle. Sono comunque abbastanza soddisfatto dell’andamento di tutta la struttura che si è venuta a creare, l’ambiente è rimasto famigliare come quando avevo solamente la Leocon dove si è aggiunto il lustro delle categorie del Civitavecchia Calcio e agli ottimi allenatori che avevo io della Leocon ho avuto la possibilità di poter inserire dei tecnici altrettanto bravi che venivano dalla Vecchia. Riguardo i tornei stiamo organizzando la Christmas Cup nel periodo natalizio, poi un torneo pasquale e uno di fine anno. Per lunedì, invece, sto organizzando in collaborazione con Daniele Bencini, ds del vivaio dielleffino, un raduno che ci è stato richiesto da vari procuratori del professionismo per le categorie 2002 2003 e 2004. Tornando all’agonistica devo dire che ho già avuto alcune segnalazioni per vari ragazzi del 2002, 2003 e 2004 da parte di club professionistici e per fine anno penso che qualcosa di importante potrà realizzarsi. Il mio intento alla fine è questo, quello di dare la possibilità a chi dimostra durante il campionato di fare bene di confrontarsi con realtà importanti grazie alle mie conoscenze che ancora oggi porto avanti, in modo particolare con Ternana, Pescara e Frosinone».
Ambrosi, poi, dopo aver analizzato le sue sei squadre ha voluto dire la sua sulla Vecchia e sullo stadio Fattori scaricando la colpa all’amministrazione pentastellata.
«Sul Fattori – spiega a tal proposito – le responsabilità ce l’ha l’amministrazione comunale che è l’unica indiziata di ciò che riguarda la situazione calcistica del Civitavecchia Calcio perché per quanto sia il Comune dovrebbe sempre garantire, non dico a tutto il settore giovanile anche perché tutta la cantera si allena in una struttura privata, ma almeno dalla Juniores in poi dovrebbe dare una propria casa all’interno della città per svolgere uno dei campionati più importanti e questo è gravemente mancante, gravemente mancante come tutti gli sbagli commessi, a partire dal disinteresse totale dello stadio Fattori, voglio dire, non è che parte da quest’anno, non si può pensare che il Fattori per sette anni ha dovuto avere la deroga anno per anno dalla Federazione per rifare un manto, che oggi per rifarlo costa 350 mila euro e per un Comune come Civitavecchia fare un investimento su un impianto sportivo per mantenere la propria squadra in città stiamo parlando di una cosa irrisoria. Loro oggi hanno la gravissima responsabilità di aver sgretolato un collage sportivo che fine a poco fa c’era. Per quanto mi riguarda a mister Rocchetti, visto che stiamo entrando nella fase invernale, ho dato massima disponibilità per svolgere gli allenamenti presso il mio impianto se ci dovessero essere problemi da qui a marzo nel recarsi ad Allumiere. Oggi come oggi, da gestore del  settore giovanile del Civitavecchia Calcio, mi rendo conto, cosa che prima non capivo, che non c’è l’amore che ci dovrebbe essere per questa maglia, mi spiego: non da parte di tutti gli addetti i lavori, ma sono pochissimi che gioiscono se le cose vanno bene, qui sembra che sono più contenti se il Civitavecchia si affossa perché magari ce l’hanno con un dirigente o un altro e questa è una cosa sgradevole e qui mi rifaccio anche ad altre società. Secondo me il simbolo Civitavecchia Calcio dovrebbe acquistare un’importanza collettiva, dovrebbe essere un piacere per tutti quanti far parte del Civitavecchia Calcio 1920. Io quando ero ragazzo e militavo nei dilettanti, prima di approdare nel professionismo, se avessi giocato con la squadra della mia città avrei dato tutto, invece oggi si vedono ragazzi che preferiscono fare un campionato provinciale piuttosto che un Elite».
Il presidente, ovviamente, non si è lasciato scappare il pensiero sulla decisione dell’Associazione Italiana Arbitri, che ha portato a non giocare i campionati lo scorso fine settimana a causa dell’aggressione nei confronti di Bernardini di Ciampino.
«Secondo me – commenta – non è assolutamente giusta la decisione che hanno preso, perché in questo modo non si tutelano i direttori gara, per quanto un arbitro possa sbagliare si deve capire che innanzitutto è un coetaneo dei calciatori e che può sbagliare una valutazione come il numero dieci può sbagliare un rigore e un portiere una parata, ma la gente dovrebbe capire che per quanto sono tanti gli interessi che ci stanno in mezzo, sono cose comunque sia ristrette in una partita di calcio giovanile, invece qui si sta perdendo il lume della ragione tra i genitori che stanno fuori e insultano gli arbitri, addirittura gli allenatori come se capiscono di tattica e di tecnica. Dico la verità, noi siamo realtà insignificanti pure se facciamo l’Elite, basti pensare a qualche anno fa quando squadre che oggi militano in Serie C, hanno speso più di 500 mila euro per il settore giovanile e questo ti fa rendere conto che non sei niente. Noi bisogna capire che non ci stiamo giocando la Champions League, si, è importante mantenere l’Elite, il regionale, fare tornei e tanto altro, ma lo scopo reale di un settore giovanile è quello di far crescere i ragazzi e i due tre validi elementi che hai piazzarli nel professionismo, poi se lo riesci a fare mantenendo tutte le categorie Elite è un conto, se non riesci a farlo e lo fai tramite regionale è un altro conto, ma è questo lo scopo. Poi qui subentra il fatto dei genitori, perché oggi come oggi ci sta un’esasperazione incredibile, io ho fatto ventiquattro anni di calcio di cui venti di professionismo e sono arrivato anche ad alti livelli, ma alcuni atteggiamenti che vedo, anche nella scuola calcio, a volte mi fanno accapponare la pelle perché sono proprio fuori luogo e quindi ecco che vanno a creare delle tensioni che poi sfociano in quello che è accaduto domenica 11 a San Basilio al povero Bernardini di Ciampino. Secondo me, però, la Federazione quando accadono queste cose non deve generalizzare, ma punire la squadra, ovvero: dove è accaduto, chi è stato, come si chiama la società? Perfetto, radiata dal campionato, ma non tanto per punire, ma per dare un segnale forte a tutti, purtroppo questo la Federazione non lo fa mai. Secondo me solo così possono migliorare le cose e allora lì sì che ci penseranno dieci volte prima di aggredire un arbitro, ma dal mio punto di vista il segnale che doveva dare l’Aia era tutt’altro e questo di fatto non farà cambiare la situazione. Il calcio è uno dei pochi sport che fa credere a tutti di poter dare un’opinione quando invece c’è bisogno di avere una grandissima specializzazione calcistica per poter parlare di tattica o di tecnica ma siccome tanti si vedono tre partite e pensano di essere il nuovo Mourinho e allora questo porta tutti i genitori e molti addetti ai lavori a giudicare in maniera facile e a volte errata moltissime situazioni e questo non fa nient’altro che aggravare il livello di tensioni nervose i ragazzi che arrivano al campo esasperati. Voglio fare – conclude il presidente Stefano Ambrosi – un grande e grosso in bocca al lupo a Ivano Iacomelli per il proseguio della stagione per quanto riguarda la prima squadra, gli auguro quanto prima di uscire da questa fase negativa, perché sono a conoscenza dei sacrifici che sta facendo per portare avanti tutta la squadra».
Un bilancio, dunque, quello di Ambrosi che fa capire a tutti la serietà del settore giovanile del Civitavecchia Calcio 1920 che vuole assolutamente riemergere e tornare protagonista.
I cent’anni del club sono vicini e chissà cosa bisognerà aspettarsi.

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Csp, giornata piena restituita solo da aprile

CIVITAVECCHIA – Dopo l’intervento di Massimiliano Grasso di qualche giorno fa, qualcosa sembra muoversi a CSP.
Il leader del centrodestra aveva evidenziato la contraddizione sulle enormi spese per consulenze, incarichi professionali, acquisti di ogni tipo (compreso un incomprensibile piano di marketing) e il taglio degli stipendi attuato a discapito dei dipendenti.
Ieri la risposta di CSP. La società, con una apposita circolare, si dice intenzionata a revocare la trattenuta in busta paga per gli oltre 370 dipendenti,  da gennaio 2019. Soprattutto la giornata sarà restituita una volta ogni tre mesi. Insomma un po’ poco rispetto a quanto richiesto da Massimiliano Grasso. 
I lavoratori insomma avranno la propria retribuzione intera ad aprile 2019.
Il fatto che tale data coincida con l’ultima scadenza prima del voto amministrativo del 26 maggio 2019, lascia veramente perplessi. Una strana ‘‘coincidenza elettorale’’. 
In realtà, dinanzi a provvedimenti provocatori che, in altri tempi, avrebbero attivato automaticamente una reazione sindacale, tutto tace. I sindacati, ad eccezione di casi sporadici tacciono, approvando di fatto una gestione che si va facendo sempre più opaca. 
Massimiliano Grasso, promotore della iniziativa, appresa la notizia, non ci sta: «L’impegno che avevo chiesto di assumersi al Presidente De Leva, non era certo così limitato. La società non può continuare a spendere a destra e manca, utilizzando i soldi che toglie ai lavoratori. Si taglino le spese superflue. Le costosissime consulenze, affidate a tutti soggetti esterni al territorio. Si sospendano tali spese insensate fino a quando ai lavoratori non verrà restituito quello che è loro facendoli lavorare per tutte le giornate previste dal CCNL. E’ assurdo – prosegue Grasso – che si facciano lavorare soggetti esterni alla società e si lascino a casa i dipendenti civitavecchiesi. Questa discriminazione verso i lavoratori civitavecchiesi deve finire. Purtroppo questa amministrazione è caratterizzata dalla persecuzione di chiunque sia collegato al territorio.  Centinaia di lavoratori discriminati e danneggiati per fare posto a consulenti tutti romani. Come se in organico o tra i professionisti civitavecchiesi non ci siano professionisti, avvocati, commercialisti in grado di fare il proprio lavoro. Se dovessimo guardare ai risultati poi di questi “professionisti esterni” tanto cari ai 5 stelle. E’ ora di farla finita. Tante cose dovranno cambiare a maggio, ad iniziare dal rispetto che è dovuto ai lavoratori e ai cittadini civitavecchiesi per troppo tempo derisi ed umiliati da questa amministrazione”.

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