Container ed agroalimentare: riunione fiume in Authority

CIVITAVECCHIA – Cinque ore di discussione, per cercare di trovare un accordo o comunque una strada da seguire che possa soddisfare le diverse esigenze. 
Tanto è durata la riunione di ieri mattina a Molo Vespucci relativa alla movimentazione dei container all’interno del porto. 
Presenti i vertici dell’Autorità di Sistema portuale, oltre ai rappresentanti di Rtc – la società che gestisce il traffico alla banchina 25 container – e quelli di Civitavecchia Fruit Forest Terminal (Cfft), la società che opera nel settore agroalimentare all’interno dello scalo. 
Da quando il presidente dell’Authority Francesco Maria di Majo ha emesso l’ordinanza per cui lo scarico dei container deve essere svolto esclusivamente alla banchina 25, anche quelli che finora sono stati sbarcati direttamento al terminal agroalimentare, gli equilibri sono precari. 
Basta una mossa sbagliata per perdere anni di traffici. 
Fino a fine ottobre gli effetti dell’ordinanza – come richiesto nel corso del tavolo appositamente convocato a luglio scorso dalla Regione Lazio, – sono stati sospesi. 
Nel frattempo però va trovato un accordo tra le parti. 
E di questo si è tornato a discutere ieri mattina, nella riunione fiume a Molo Vespucci, con l’Adsp che avrebbe messo sul tavolino delle opzioni sulle quali lavorare. 
Ma le voci circolate dopo l’incontro non sembrano proprio positive. 
I legali che stanno seguendo la vicenda per conto di Cfft starebbero valutando proprio la fattibilità di queste proposte che però, a quanto pare, sembrano essere difficilmente praticabili.

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Incendio Bertini: nessun danno ambientale per Arpa

CIVITAVECCHIA – Nessun problema ambientale. Nessuno sforamento dei limiti. Nessun valore anomalo registrato. Secondo Arpa Lazio l’incendio che ha interessato il 31 luglio scorso il centro demolizioni Bertini in zona industriale non ha avuto conseguenze negative sull’ambiente. La conferma arriva dai risultati dei campionamenti di aria e suolo effettuati nella zona tra il 31 luglio ed il 5 agosto scorso.  

Arpa, così come richiesto dal Comune a seguito dell’incendio che aveva visto svilupparsi una densa colonna di fumo nero visibile per diverse ore in tutta la città, ha comunicato i risultati delle analisi relative alla concentrazione di Diossine, Furani, PoliCloroBifenili e Idrocarburi Policiclici Aromatici (IPA) nei filtri del campionatore mobile installato in zona industriale ed anche quelli relativi alla concentrazione di Diossine, Furani e IPA in tre campioni di suolo prelevati nell’area di potenziale ricaduta delle polveri collegate all’incendio.

“Secondo i risultati delle analisi  – hanno spiegato da Palazzo del Pincio – per nessuno degli inquinanti rilevati, in aria o nel suolo, si sono registrati valori anomali o in eccesso rispetto ai riferimenti normativi disponibili o alle indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità”. È possibile consultare la comunicazione di Arpa nella sezione Informazioni Ambientali del sito istituzionale del Comune di Civitavecchia.

Già a pochi giorni dall’incendio Arpa aveva rassicurato la popolazione a seguito delle risultanze delle analisi dei dati degli inquinanti rilevati nelle stazioni della rete regionale di monitoraggio localizzate in prossimità dell’incendio (stazione Fiumaretta) e ubicata nel quadrante interessato dalla direzione prevalente dei venti nella fascia orario 9-13 (stazione Aurelia). Anche in questo caso, infatti, non si erano registrati superamenti dei limiti, così come l’analisi dei dati di concentrazione oraria non aveva evidenziato sforamenti.

Intanto vanno avanti le indagini. La Polizia sta attendendo le risultanze di alcuni accertamenti tecnici e ad oggi non esclude alcuna pista. Né quella dell’origine dolosa dell’incendio, sulla quale si erano concentrate le indagini nei primi giorni, ma né tantomeno quella di una causa accidentale, dovuta ad un’autocombustione per i diversi materiali accumulati ed il caldo di quei giorni. Nel frattempo però l’area rimane ancora sotto sequestro, con i cancelli che si aprono soltanto al mattino per consentire alla società di procedere con la bonifica dei luoghi, così come accordato dalla magistratura. Ma la chiusura forzata di queste settimana sta già avendo ripercussioni negative sull’azienda, costretta in questi giorni ad inviare le prime lettere di licenziamento a tre operai. Una decisione sofferta anche per i vertici della società che, finora, hanno garantito lo stipendio a tutti pur senza introiti. Ma, come avevano detto più volte anche gli stessi operai in queste settimane, una situazione del genere non poteva essere protratta a lungo. La speranza è che, a breve, possa essere dissequestrato il cantiere per poter almeno riprendere l’attività, in attesa degli esiti dell’inchiesta avviata dalla magistratura.

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Guerrucci: i lavoratori incrociano le braccia

CIVITAVECCHIA – Sono pronti ad incrociare le braccia i lavoratori della ditta Guerrucci. Giovedì infatti è previsto lo sciopero indetto dalla Fiom Cgil e dall'Usb Lavoro Privato per le preme due ore di lavoro. "Si tratta dell’inevitabile risposta – hanno spiegato dal sindacato – alla decisione aziendale di non riconoscere più i buoni pasto del valore di oltre 110 euro al mese, imposta con un atto unilaterale che disattende di fatto gli accordi vigenti compromettendo le relazioni sindacali.
Una decisione quindi inaccettabile, che se non revocata sarà oggetto di ulteriori azioni di sciopero secondo quanto già deliberato dall’assemblea dei lavoratori.
Al centro della protesta anche le forti preoccupazioni in ordine alle successive e più pesanti misure preannunciate dall’azienda, volte a ridurre il costo del lavoro in conseguenza dei minori introiti prodotti dal nuovo appalto di pulizie industriali in Enel".
Proprio in merito a questo aspetto è stato richiesto l’interessamento dell’amministrazione comunale, che ha già convocato per domani un tavolo istituzionale per promuovere un confronto tra le parti. "Una iniziativa certamente utile – hanno concluso da Fiom ed Usb – che potrà contribuire a chiarire le diverse responsabilità di una crisi che rischia di scaricarsi interamente sui lavoratori".

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Ladispoli, siringhe al bosco di Palo

LADISPOLI – Ancora segnali di degrado all'interno del bosco di Palo. A preoccupare e a far irritare i numerosi cittadini che dall'apertura del polmone verde, usufruiscono dell'area per godersi una bella giornata all'aria aperta, sono gli incivili. Ancora una volta volontari di FareAmbiente all'opera per ripulire l'area da quanto abbandonato da ignoti che anziché usufruire dei contenitori della differenziata preferiscono sporcare il bosco. Non solo. C'è anche chi utilizza i contenitori posti dalla ditta che si occupa del servizio di igiene urbana, in modo errato non conferendo dunque bene i rifiuti consumati e “abbandonati” all'interno del Bosco. A effettuare i controlli del caso c'hanno pensato nei giorni scorsi, appunto, i volontari di Fare Ambiente Ladispoli che per l'ennesima volta hanno lanciato un appello su Facebook: «Questo polmone verde merita di vivere indisturbato al riparo da incivili che lo maltrattano ogni giorno. Rispettarlo è un obbligo per tutti. Ci sono cittadini attenti che segnalando ci permettono di difenderlo. Questa è la parte migliore che reagisce». E a proposito di segnalazioni, una ancor più grave ne è arrivata, sempre qualche giorno fa, alle Guardie Zoofile del Nogra. Questa volta non si è trattato di semplici rifiuti, bensì di siringhe usate. A notare la presenza dell'oggetto, pericoloso per l'incolumità delle persone che frequentano l'area, un cittadino. Una delle due siringhe è stata rinvenuta conficcata su di uno degli alberi presenti all'interno dell'area verde, un'altra era ormai nascosta dalle foglie secche cadute in terra. Segno non solo di inciviltà, ma anche di degrado sociale che lascia intuire come il bosco non sia purtroppo utilizzato solo dagli amanti della natura, ma anche da parte di sbandati che, approfittando della vastità della zona, e dunque del poter “agire” quasi del tutto indisturbati, si introducono all'interno dell'area per le loro “attività”. Da capire se tutto ciò avvenga alla luce del sole, quando cioè il parco è aperto al pubblico o se qualcuno, approfittando della chiusura serale, disposta dall'amminsitrazione comunale, vi si introduca di nascosto per poi abbandonarla alla riapertura dei cancelli. Situazione questa che forse dovrebbe indurre l'amministrazione a intervenire con una maggiore sorveglianza dell'area. Sorveglianza che, come richiesto più volte dai cittadini, dovrebbe essere estesa anche a tutti i parchi pubblici della città. Sebbene infatti un chiaro regolamento approvato dall'amministrazione comunale a inizio anno, abbia messo dei paletti per l'utilizzo dei parchi, ad oggi, purtroppo, c'è chi delle regole se ne infischia, andando a ledere il diritto di bambini e adulti che vorrebbero semplicemente trascorrere qualche ora di relax. Il pericolo è sempre lo stesso: per colpa di pochi incivili c'è chi potrebbe rimetterci in termini di sicurezza.

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«Estate sicura, positivo il lavoro della Municipale»

LADISPOLI – Non si è ancora chiusa definitivamente e ufficialmente l'estate 2018 ladispolana, che a palazzo Falcone si lavora per organizzare la prossima stagione balneare. Si punta soprattutto all'incremento, magari definitivo, degli uomini di Polizia municipale da impiegare su tutto il territorio comunale, perché no 365 giorni all'anno. «Già quest'anno – ha spiegato l'assessore alla Sicurezza Amelia Mollica Graziano – grazie all'impiego di 10 stagionali e l'incremento delle ore lavorative soprattutto nel fine settimana, durante le isole pedonali sul viale, siamo riusciti a fornire un buon servizio ai cittadini e ai tanti turisti che hanno affollato la città». Sin dal primo giorno della stagione, in particolar modo in centro, per evitare la movida molesta e la vendita e abbandono di bottiglie di vetro sugli arenili pubblici o là dove la movida si concentra principalmente, il corpo della Polizia locale, guidato dal Comandante Sergio Blasi, ha avuto il suo ben da fare. Orario di lavoro esteso fino alla mezzanotte. Lavoro, quello degli uomini della Municipale esteso anche al controllo, di concerto con gli uomini della Guardia di Costiera di Ladispoli, e pattugliamento delle spiagge libere del territorio per contrastare il fenomeno dell'abusivismo commerciale che ha portato, in particolar, al sequestro di diversi carretti di grattachecche realizzate con ghiaccio sintetico e dunque anche pericoloso per la salute degli acquirenti. Ora però prima di poter vedere finalmente il numero degli uomini della municipale incrementato, così come più volte richiesto anche dai cittadini, bisognerà aspettare che il bilancio lo consenta. Ad oggi infatti, non sembra essere nelle disponibilità dell'amministrazione comunale, causa assenza di fondi, poter operare in tal senso.

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Manca una certificazione: bloccato il cantiere della Privilege

CIVITAVECCHIA – Ha dell'assurdo quanto sta accadendo sulla questione Privilege Yard. Dopo l'acquisto dello scafo prima e dell'interno compendio cantieristico poi da parte della Royalton maltese, si è infatti abbattuta una tegola sull'iter.   

"Apprendiamo oggi che il riavvio del cantiere Privilege e un ulteriore investimento da oltre 130 milioni di euro in 2 anni da parte dei nuovi proprietari sono frenati dalla mancanza di una banale certificazione, che ad inizio agosto ha impedito la stipula dell’atto notarile di compravendita del cantiere, con il passaggio dal fallimento alla società costituita ad hoc dalla Royalton, che aveva già versato sul conto della curatela i circa 6 milioni di euro offerti all’asta per acquistare tutto il compendio". Questo quanto confermato dal capogruppo de La Svolta Massimiliano Grasso. 

"È assurdo ed inaccettabile – ha aggiunto – che per una incredibile svista e superficialità del notaio e del curatore fallimentare, che non ha richiesto l’Ape (Attestato di Prestazione Energetica), tra i documenti necessari per qualsiasi rogito immobiliare, in tempo utile per la stipula del contratto, oggi la città, il porto e il territorio debbano perdere giorni preziosi per lo sviluppo e l’occupazione: la Royalton avrebbe potuto entrare in possesso dell’area già un mese fa e oggi si sarebbe già potuto riaprire il cantiere, cominciando a riassumere gran parte dei lavoratori disoccupati. Ogni giorno perso per questa inaccettabile mancanza, è un giorno perso per il lavoro e la ripartenza di Civitavecchia. Per questo invito il Sindaco ad attivarsi immediatamente con il Giudice fallimentare affinché obblighi il curatore a non perdere altro tempo per ottenere la certificazione mancante e fissare subito un nuovo appuntamento per l’atto notarile. I disoccupati di Civitavecchia non possono più attendere i comodi di nessuno”. 

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Si torna in sella con ''In bici sotto questo sole’’

CIVITAVECCHIA – Torna l'appuntamento con la mobilità a impatto zero di “In bici sotto questo sole”. Domenica alle 9 si terrà la manifestazione locale non competitiva interamente dedicata alla vita all’aria aperta ed alla bicicletta. L’evento è giunto alla sua diciottesima edizione ed è stato fortemente richiesto dai suoi stessi partecipanti.

“Una giornata in cui rilassarsi in compagnia di amici – spiegano gli organizzatori – con un appuntamento condiviso in maniera autentica, insieme, pedalando e divertirsi senza smettere di stupirsi della bellezza del nostro territorio oltre che a curare così il proprio benessere”.

L’iniziativa, è promossa dall'oratorio salesiano "Don Bosco" e patrocinata dal comune di Civitavecchia, l'evento consiste in una vera e propria "scampagnata in bici" alla riconquista degli spazi urbani. Una passeggiata dedicata alle famiglie e agli amatori a cui si partecipa pedalando, con qualsiasi tipo di bici, in nome del rispetto dell’ambiente e per il gusto di praticare questo tipo di attività openair.

Il percorso è alla portata di tutti, si snoderà sia in parte sul territorio comunale che portuale.

L’appuntamento per le iscrizioni è a partire dalle 9 presso il cortile dell'oratorio Salesiano "Don Bosco” di via Buonarroti 13, mentre la partenza è prevista alle 10 per poi percorrere circa dieci chilometri attraversando parte delle vie cittadine ed interno porto facendo ingresso dal varco Nord (stabilimento Molinari), ed infine terminare nel cortile del Forte Michelangelo, dove sarà offerto un piccolo ristoro ed infine celebrata la Santa Messa nella biblioteca del Centro storico culturale del corpo delle Capitanerie di porto. A tutti gli iscritti verrà distribuito un gadget della manifestazione ed a termine evento verranno assegnati tre simpatici riconoscimenti alle categorie “Senior” “Famiglia più numerosa” e “Junior”. 

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Un impianto di depurazione provvisorio per il Borgo di Ceri

CERVETERI – Costerà 39.910 euro l'impianto di depurazione provvisorio che l'amministrazione comunale ha dato mandato alla ditta Edilemme Srl di realizzare nella frazione di Ceri. Un provvedimento resosi necessario dopo l'individuazione, da parte degli uomini della Guardia Costiera di Ladispoli, di alcuni scarichi abusivi che andavano a finire direttamente all'interno del fosso della Mola. Dell'impianto vero e proprio si dovrebbe occupare Acea Ato2 che ha in gestione il servizio idrico, e anche quello di depurazione, del Comune etrusco. Opera che però non sarà realizzata, per stessa ammissione della Spa in tempi brevi, tanto che il Comune ha deciso di provvedere, almeno per il momento, di propria iniziativa. Già da gennaio erano emerse sul territorio comunale delle situazioni critiche ambientali ringuardanti la gestione delle acque urbane, in particolare di Ceri dove il Servizio Ambiente, con la collaborazione della Guardia Costiera di Ladispoli, ha accertato alcuni scarichi che vanno a confluire nel fosso senza alcun trattamento depurativo. Della vicenda si sta interessando anche la Procura della Repubblica di Civitavecchia che aveva richiesto al Comune di redigere una mappa della rete fognaria del Borgo con l'obiettivo di individuare le iniziative da porre in essere per l'eliminazione o la riduzione dei rischi per la pubblica incolumità e per l'ambiente in generale. Da qui la necessità di agire nel più breve tempo possibile. “I lavori e le opere eseguite – si legge nella determina – seppur temporanee e concepite nella logica dei rimedi tampone in attesa degli interventi definitivi dell'Acea Ato2 Spa, produrranno degli effetti positivi generalizzati sul territorio perché porranno fine a una situazione critica non più sostenibile dovuta alla cattiva regimentazione delle acque reflue della frazione Ceri”. I lavori, per un ammontare di 39.910 euro sono stati affidati alla ditta Edilemme Srl che già in passato “ha effettuato per conto del Servizio Ambiente i lavori per la pulizia della strada vicinale della Mola e della Cavetta del Ferraccio, individuando la posizione due collettori non a norma presenti sulla rupe del Fosso della Mola, nonché – si legge ancora nella determina – i lavori per la ricerca e la mappatura della rete fognaria del Borgo, compreso la fossa Imhoff e la fossa chiarificatrice, eseguendo altresì alcune riparazioni sulle tubazioni e pozzetti esterni”. Tutti motivi per i quali, per il Comune, la ditta ha già un quadro abbastanza completo della situazione relativa al Borgo che gli consentirà di andare a intervenire nella realizzazione dell'impianto provvisorio in modo celere ed efficace.

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Degrado, le segnalazioni si moltiplicano

CIVITAVECCHIA – Dal nord al sud della città il comune denominatore è il degrado. Si moltiplicano le segnalazioni dei cittadini che evidenziano situazioni al limite del tollerabile, come ad esempio quella che arriva dal cimitero vecchio, dove alcune scale hanno quasi completamente perso la copertura in marmo. «Sono pericolose – lamenta un cittadino – basterebbe un po’ di manutenzione».

Ma le scale non sarebbero l’unico problema al cimitero vecchio o monumentale. «Basta girare tra tombe e monumenti – scrive un altro cittadino sui social – per rendersi conto dello stato in cui versano». Ennesimo appello che si aggiunge a quelli dei giorni scorsi come ad esempio quella di Borgata Aurelia, con il pino morto e transennato da circa un anno o del ramo pericolante, sempre di un pino, a Campo dell’Oro. Segnalazioni di degrado o incuria arrivano anche da San Gordiano, così come da San Liborio, dove nelle scorse settimane era stato richiesto un intervento su via Nuova di San Liborio dove le sterpaglie impediscono persino la visuale all’incrocio con via San Liborio. Niente, nessun intervento. Situazione simile quella evidenziata da Onda popolare. Parliamo dell’incrocio tra via Ezio Maroncelli con via Adriano Novello.

«Strada di alto scorrimento – evidenziano dall’associazione politica – le auto provenienti dal Boccelle hanno la visuale per l’immissione su via Novello inibita dalla presenza di arbusti, canne ed erbacce. L’amministrazione è dormiente o è ancora in ferie? E gli uffici preposti – si domandano duri – Stanno aspettando il peggio?». 

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