''Pieno appoggio all'operato del Sindaco e della Giunta''

LADISPOLI – Ancora interventi sul caos mensa alla Corrado Melone. Dopo la solidarietà di Noi con Salvini al primo cittadino, ora a prendere la parola è Cuori Ladispolani e lo fa per esprimere "pieno appoggio all'operato del Sindaco e della Giunta, relativamente agli interventi di manutenzione straordinaria sugli immobili scolastici".
"Nonostante le tante difficoltà relative ai tempi ridotti ed alle risorse economiche risicate – spiegano da Cuori ladispolani – siamo riusciti ad effettuare numerose lavorazioni sulle scuole. Molteplici le criticità riscontrate, dai problemi strutturali alla mancanza di locali di refezione. Basti pensare che in soli 2 mesi di stop dell'attività didattica sono stati realizzati due nuovi locali mensa, rispettivamente nei plessi Fumaroli (IC Corrado Melone) e Livatino (IC Ladispoli I), nel plesso G.Rodari (Ladispoli I) sono stati effettuati lavori per la presenza di consistente umidità di risalita, mentre nel plesso di Via Rapallo (IC Ladispoli III) procedono a pieno ritmo gli interventi di risanamento strutturale. Interventi che avvertiamo come un obbligo per fornire locali funzionali e a norma ad una popolazione scolastica per troppi anni trascurata. E ciò si può realizzare solo con quegli istituti capaci di manifestare per tempo le proprie necessità in termini di spazi e programmare le proprie attività in condizioni di piena collaborazione con l'amministrazione comunale.  Dunque, teniamo a ribadire a gran voce alla Città il serio impegno di “Cuori Ladispolani” per le Scuole, un tema che viene attenzionato costantemente, sia sotto il profilo dell'Istruzione che dell'Edilizia.
Basta con le controversie, l'amministrazione ha agito nei tempi e nei modi concordati, il resto appartiene alla polemica. Tra la scorsa settimana e la giornata di ieri (lunedì per chi legge, ndr), i nostri giovani cittadini hanno avuto la prima campanella e noi come Lista “Cuori Ladispolani” auguriamo a tutti un grande in bocca al lupo per il nuovo anno scolastico!".

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

Csl Soccer, dentro o fuori

di MATTEO CECCACCI

Non saranno ammessi errori, distrazioni e tantomeno ingenuità che potrebbero ritorcersi contro.
L’intento della Csl Soccer è vincere a tutti i costi, evitando di non finire nella rete dei Pescatori Ostia. I ragazzi di mister Daniele Fracassa alle 15.30 scenderanno sul sintentico del Flavio Gagliardini nel ritorno dei preliminari di Coppa Italia per sfidare i lidensi e dare il tutto per tutto fino all’ultimo minuto di gioco per cercare di passare il turno e accedere ai trentaduesimi di finale. I civitavecchiesi ripartiranno dall’1-0 in favore dei gialloverdi, maturato due settimane fa a Ostia sul terreno di gioco del Ludovichetti, campo in terra che aveva letteralmente creato molte difficoltà ai rossoblu negandogli numerosi contropiedi e azioni importanti. I tirrenici, per evitare supplementari ed eventuali rigori, dovranno obbligatoriamente vincere con due reti di scarto, mentre con il risultato di 1-0 si aprirebbero i 30’ aggiuntivi. Riguardo la formazione, il tecnico Fracassa probabilmente schiererà il 4-3-3, facendo giocare fin dall’inizio alcuni giovani che stanno trovando poco spazio in campionato: De Fazi e Castagnola. Indisponibili il centrocampista Gianluca Barzellotti e l’attaccante Emanuele Siani che dovrebbe rientrare domenica 7 ottobre nella trasferta con l’Acquapendente. A commentare il pre gara il forte difensore rossoblu classe ‘90 Luca Bresciani, decisivo nella sfida con l’Urbe: «Ci teniamo moltissimo alla Coppa Italia e faremo di tutto per vincere e passare il turno: bisognerà giocare con quella cattiveria che ci è mancata all’andata. Riguardo il mio primo gol sono felice, è arrivato quando l’Urbe stava attaccando. Per il resto abbiamo una rosa molto forte».

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

Vigili del fuoco: a Tarquinia mancano ancora 16 unità

TARQUINIA – Era il lontano 11 aprile 2017 quando dopo anni di battaglie veniva finalmente decretato dall’allora ministro dell’Interno onorevole Minniti, come ‘‘permanente’’, il distaccamento dei Vigili del fuoco di Tarquinia.
Per anni è stato aperto solo per il periodo estivo, come del resto negli ultimi due anni, sfruttando le convenzioni con la Regione per l’ antincendio boschivo, per essere poi chiuso gli altri mesi dell’anno. 
Ma tre mesi l’anno sono sufficienti a garantire il soccorso pubblico per gli abitanti del litorale? Sono sufficienti a garantire la Sicurezza lungo la SS1 Aurelia che da due anni è diventata un’autostrada?
A queste domande il Conapo, sindacato autonomo dei Vigili del fuoco, risponde seccamente ‘’no’’.
E a farlo è in particolare il segretario Conapo di Viterbo, Danilo Martoni che spiega: «Dopo la seconda inaugurazione ufficiale alla presenza di tutte le autorità, ci aspettavamo che il Ministero ci inviasse le risorse necessarie a un’apertura H24 di Tarquinia, ma a oggi mancano ancora 16 unità in organico. È terminato anche il presidio contro gli incendi boschivi, pagato in convenzione dalla Regione Lazio, presente solo di giorno, che comunque non garantiva la totale sicurezza degli abitanti del litorale, giacché per interventi tra le 20 e le 8, doveva partire una squadra da Viterbo, con ben 50 minuti da percorrere con un mezzo pesante».
«Da domani – incalza Luca Marini vice segretario Conapo – cosa risponderemo all’utente che chiama da Tarquinia, Montalto di Castro e da tutti gli altri comuni di competenza del distaccamento sul litorale, scusate ma ci vuole un’ora per arrivare? La popolazione, dopo tutti questi articoli e inaugurazioni, pensa ora che il distaccamento sia operativo».
«Abbiamo appreso inoltre – continua Danilo Martoni – dell’apertura del Polo di prevenzione incendi proprio a Tarquinia, ben vengano queste aperture, non dimentichiamo che vanno rispettati gli orari e visti i numeri, ma tra ispettori e funzionari, resto molto perplesso, e comunque per noi la priorità deve essere quella di aprire realmente il distaccamento di Tarquinia per poi mettere in piedi tutto il resto. Proprio perché parliamo di tempo necessario per intervenire e salvare vite umane».
«Non ci dimentichiamo della situazione in cui versa il distaccamento di Civita Castellana, stiamo aspettando da mesi che il Comune completi l’opera di consolidamento della struttura, nonché la sistemazione dell’impianto termico. In ultimo, ma non meno importante, la nuova sede centrale dei Vigili del fuoco di Viterbo – conclude Martoni- a tre mesi dall’apertura mancano ancora da sistemare tante cose dimenticate in fase di esecuzione dei lavori, per le quali mancano gli accreditamenti economici da parte dell’amministrazione, speriamo poi che il Tar del Lazio si pronunci presto e assegni definitivamente i lavori per la conclusione del secondo lotto». «All’ingegner Emanuele Pianese, nuovo comandante di Viterbo, – concludono i sindacalisti del Conapo – diamo il benvenuto con i nostri migliori auguri buon lavoro e chiediamo massima attenzione per queste problematiche».

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

Ladispoli, stadio off limits. Spettatori al sole cocente e scarsa sicurezza.

LADISPOLI – Dopo 13 anni la Us Ladispoli è tornata in serie D. Certo, non con il risultato che ci si attendeva (1-4 per gli avversari), ma l’Avellino è una squadra blasonata, di categoria superiore con una rosa formidabile e calciatori del calibro di Sforzini (tanti gol in serie B). Lo spettacolo comunque c’è stato. E questa è una nota molto positiva per l’ambiente calcio, per la Us Ladispoli dopo la cavalcata avvincente dello scorso anno in Eccellenza. Cosa invece non ha funzionato ieri, come del resto prevedibile alla vigilia, è la questione legata all’impiantistica dello stadio Angelo Sale. Una struttura realizzata neanche due anni fa e che presenta delle lacune evidenti. A cominciare dalla tribuna senza coperture. I tifosi sono stati costretti a vedere la partita di calcio sotto il sole cocente. Alcuni hanno abbandonato il match anzitempo. “Peccato davvero, un Ladispoli in serie D contro questo Avellino non me lo volevo perdere, ma l’afa non fa bene al mio cuore. Ho speso anche 10 euro per il biglietto”, è la lamentela di un anziano residente. Fosse solamente il caldo il problema (in caso di acquazzone la gente abbandonerà i posti e chi rimborserà i biglietti?). La capienza è in cima alla lista. Tribuna così piccola che è stata interamente occupata dai tifosi avellinesi, giunti in 500 dalla Campania, che si sono messi a sedere nella parte degli ultrà ladispolani, rimasti incredibilmente fuori dall’Angelo Sale. Se il clima non si è surriscaldato si deve proprio alla condotta dei tifosi rossoblu che non hanno creato ulteriori tensioni. Terzo nodo da risolvere: la sicurezza. Al triplice fischio finale gli spettatori ladispolani sono stati costretti dalle forze dell’ordine a rimanere dentro lo stadio attendendo l’uscita dei “lupi” di Avellino, ma ormai centinaia di tifosi si erano riversate nel piazzale davanti ai cancelli. Alla fine carabinieri e polizia hanno aperto il cancello per evitare disordini. Non meno importante l’aspetto della viabilità. Migliaia di persone nei parcheggi davanti allo stadio e nella via dell’Area artigianale, con bambini che hanno rischiato di finire sotto le auto. Uno scenario complessivo non da serie D sicuramente (ma neanche da Terza Categoria), aldilà di quello che è accaduto poi sul rettangolo verde dove l’Avellino ha battuto per 1-4 i padroni di casa di mister Bosco che comunque erano stati in grado di riaprire il match con una punizione magistrale di Cardella in chiusura di primo tempo. Nella ripresa i verde bianchi si sono portati sull’1-3 calando definitivamente il poker in contropiede a 15 minuti dalla fine.
 

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

Incendio in un ristorante a Santa Marinella: intervento dei Vigili del fuoco

SANTA MARINELLA -Ristorante in fiamme oggi a Santa Marinella. L'allarme è stato lanciato intorno alle 16,30 quando i Vigili del Fuoco di Civitavecchia in piazza Civitavecchia. Le fiamme probabilmente generate da cause accidentali, erano localizzate nel locale cucina. I pompieri prontamente intervenuti hanno estinto le fiamme, impedito alle stesse di propagarsi al resto del locale e messo in sicurezza l’intera area. La cucina è rimasta seriamente danneggiata, il resto del locale è stato preservato dall’opera dei Vigili del fuoco. Fortunatamente nessuno è rimasto ferito. Sul posto anche i Carabinieri e a scopo precauzionale il 118.

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

Incendio in un ristorante a Santa Marinella

SANTA MARINELLA -Ristorante in fiamme oggi a Santa Marinella. L'allarme è stato lanciato intorno alle 16,30 quando i Vigili del Fuoco di Civitavecchia in piazza Civitavecchia. Le fiamme probabilmente generate da cause accidentali, erano localizzate nel locale cucina. I pompieri prontamente intervenuti hanno estinto le fiamme, impedito alle stesse di propagarsi al resto del locale e messo in sicurezza l’intera area. La cucina è rimasta seriamente danneggiata, il resto del locale è stato preservato dall’opera dei Vigili del fuoco. Fortunatamente nessuno è rimasto ferito. Sul posto anche i Carabinieri e a scopo precauzionale il 118.

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

L'attesa è finita: al Sale arriva l'Avellino

Il Ladispoli dei giovani, molti dei quali esordienti in serie D, al cospetto di un Avellino nella cui formazione spiccano giocatori che hanno disputato tornei di C e B; questo è ciò che propone alle 15 lo stadio Angelo Sale. A questa gara la squadrà tirrenica ci arriva con due defezioni: Salvato  e De Fato squalificati. Per il resto il tecnico rossoblu Pietro Bosco ha recuperato tutti. I biglietti sono andati via in poche ore, da Avellino è sold out, ma la società di casa è pronta ad ospitarli nella tribuna centrale. Dalla città campana potrebbero giungere tifosi senza biglietto. Se ne annunciano 400, ma soli in 250 sono in possesso del tagliando. Umberto Paris, numero uno del Ladispoli, si è detto disponibile ad accoglierli nel settore solitamente riservato ai tifosi di casa. «Questa mattina – aveva detto venerdì il patron del Ladispoli – ci incontreremo con i dirgenti di Polizia, qualora ci fossero i presupposti per riservagli uno spicchio del nostro settore ben vengano altri tifosi irpini, a me dispiace che i biglietti siano limitati, soprattutto per quei tifosi che vivono per la squadra del cuore. L’importante, al di là del risultato, che sia una giornata di vero sport. Per noi è un evento ospitare una squadra che lo scorso anno era in serie B. La città sta preparando questa sfida da giorni, i nostri tifosi, che sono il dodicesimo in campo, sono in fibrillazione. Il nostro zoccolo duro del tifo, i ‘‘Torre Flavia Ultras’’, ci inciteranno fino alla fine. E se siamo in serie D il merito è anche loro».

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

«Al perdono non ci penso e non lo concederò mai»

di GIULIANA OLZAI

CERVETERI – «Al perdono non ci penso e credo che non glielo concederò mai. Il perdono è un sentimento e nei confronti di quella gente non riesco a nutrire sentimenti. Ne sono indegni dopo i comportamenti tenuti nei confronti di mio figlio morente  verso il quale non ne hanno nutrito alcuno anteponendo i propri interessi alla possibilità di salvezza di Marco. Come può pretendere di avere il mio perdono dopo aver lasciato mio figlio agonizzante addirittura per terra, neanche sdraiato su un divano? No, non lo avrà mai. Ma non per questo io lo odio. L’odio è già un sentimento e loro non meritano neanche quello. Voglio soltanto, e penso di averne tutto il diritto, sapere la verità. Ma la verità vera, non quella processuale o quella di comodo che si sono inventati e ripetono tra tre anni e mezzo. Del resto non me ne frega niente».
Risponde così Marina Conte, mamma di Marco Vannini, il ventenne deceduto il 18 maggio 2015 dopo una drammatica agonia a seguito di un colpo di pistola partito dalla beretta calibro nove di Antonio Ciontoli,  condannato a 14 anni in primo grado per omicidio volontario e i suoi familiari a tre anni per omicidio colposo (la moglie Maria Pezzillo e i figli Federico e Martina, fidanzata di Marco), che ieri  chiede il perdono attraverso un’intervista rilasciata a Valentina Stella per il quotidiano ''Il Dubbio'', di Piero Sansonetti. Mamma Marina dice di non averla letta perché, sottolinea: «Leggere quello che loro dicono mi fa solo star male. Loro già hanno ferito tanto me e mio marito Valerio e soprattutto mio figlio che a vent’anni non c’è più. Forse sarò dura ma continuando con questa solfa, riescono sempre più a farmi schifo. Si devono vergognare. Per come si muovono e per come agiscono. Tutti i giornalisti che sono venuti a casa mia hanno invitato anche loro a parlare. Ma non hanno mai voluto farlo. E’ inutile che continuano a fare le vittime». 
Mamma Marina, come un fiume in piena parla in modo concitato, facendo trasparire dalla voce un profondo fastidio non tanto per l’argomento quanto per le persone di cui è, per certi versi, costretta a parlare.  All’affermazione di Ciontoli quando dice: «abbiamo scelto di non parlare con la stampa per rispettare la famiglia di Marco e anche il giusto processo»,  lasciando intendere che loro sono stati rispettosi anche dell’istituzione, Marina risponde: «Se avesse voluto rispettare la famiglia di Marco mi chiedo perché fuori dall’udienza ha comunque attaccato mio nipote dicendogli “ma non ti vergogni”? E poi perché  è stato denunciato? Se non voleva ferirmi non doveva fare niente di tutto questo. Lui e la sua famiglia sono delle persone malvagie. Punto. Chi ha fatto cattiverie sono soltanto loro. Hanno strappato la foto di Marco e poi dice «il mio amatissimo Marco»? Ma quando mai l’ha amato. Sono stanca di sentire queste cose. Se ha qualcosa da dire, la verità, deve andare dai giudici e dirla a loro. Potrebbe così liberarsi la coscienza, ammesso che l’abbia».
Ciontoli nell’intervista parla del clamore mediatico che ha creato questa vicenda e Marina replica: «Se si lamenta del fatto che c’è un processo mediatico non dipende da me.  Sarebbe bastato soccorrere tempestivamente mio figlio e salvarlo ed oggi non staremo a parlare di questo. Ma l’hanno lasciato morire. Ed ora vogliono fare le vittime? Le vittime di che? Anche Federico quando lo vedo in televisione non mi sembra poi tanto angosciato per la morte di Marco».  
Non ci sta mamma Marina anche quando Ciontoli dice di non essere «né un assassino, né un criminale, né un delinquente». «Ha un senso quello che lui dice? – si chiede mamma Marina – Lui padre di due figli dice di amare Marco come un figlio ma non ha fatto niente per salvarlo. Parliamoci chiaro, ad oggi per la giustizia italiana lui e i suoi familiari sono quattro assassini. Chi uccide una persona è un assassino. Per come la vedo io e per come mi hanno educato i miei genitori, anche chi uccide un cagnolino lo è». 
Mamma Marina interviene sul punto in cui Ciontoli dice che: «Sin dall’inizio abbiamo provato a parlare con loro, abbiamo provato in vari modi ad avvicinarci a loro, tant’è che Martina nei giorni successivi è andata fuori casa loro, implorandoli di darle la possibilità di poterli abbracciare, senza riuscirci. Hanno comprensibilmente chiuso tutte le porte. A quel punto, abbiamo capito che forse il silenzio era il modo migliore per rispettarli».
«Non è vero – replica  mamma Marina – che noi abbiamo messo una barriera con loro. Nell’immediatezza del fatto ero sconvolta per quanto successo. Era morto mio figlio in un modo così violento e drammatico e tante cose non riuscivo a capirle. Mi ero come sconnessa da tutto e dal mondo. Non si capiva poi quello che era successo. Ma non avevamo chiuso i ponti con nessuno. Martina ha continuato a dialogare con mio nipote Alessandro per giorni e fino a quando lo stesso non si è reso conto che continuava a riferirgli una serie di bugie, tanto che alla fine le ha detto di non disturbarlo più. La verità stava iniziando ad emergere. Martina ha tentato di mettersi in contatto anche con me. Ma in quei primi giorni stavo tanto male, chiusa nel mio dolore lancinante, che non volevo vedere nessuno e neanche lei. Volevo vivere il mio dolore da sola. Così mio nipote gli ha detto di andare a casa sua per parlare con lui. Ma lei ha rifiutato. “Da te non ci vengo” è stata la sua risposta. Se avessi voluto chiudere le porte da subito non avrei certo permesso che Martina stesse in chiesa per i funerali. Io e mio marito eravamo distrutti dal dolore e se veramente anche loro vivevano la nostra stessa situazione avrebbero cercato un contatto con noi e ci potevano essere tanti modi per incontrarci. Loro con me vogliono fare solo le vittime. Ad oggi dopo tutto quello che ho vissuto, dopo tutte le menzogne che ho sentito, perché del prima non posso sapere niente visto che in quella casa non c’ero ma del dopo so tutto. Dall’arrivo al Pit io so tutto. L’ho vissuto in prima persona. E già dall’inizio hanno mentito.  Però col tempo ci sarà giustizia per Marco, e ci sarà anche una giustizia divina dalla quale nessuno potrà mai sfuggire. Una mamma non si da mai per vinta perché vorrà sempre sapere la verità. E questo è stato il mio incubo fin dal primo momento. Loro oramai si sono costruiti la loro verità, preparata e studiata con i loro legali».
Infine, un ultimo commento di mamma Marina quando Ciontoli afferma «Marco per me e mia moglie era come un figlio ed era il ragazzo che mia figlia Martina amava, e che sempre ameremo. Marco manca tantissimo anche a noi. Ma questo Marina e Valerio lo sanno benissimo come sanno benissimo che noi li continueremo ad amare».  
«Andiamo a vedere se è vero che loro amavano Marco – dice mamma Marina con un filo di voce –  Va ricordato che mio figlio ha urlato e urlato  e i vicini hanno dichiarato di aver sentito urla disumane. Tutti loro erano consapevoli che era partito un colpo d’arma da fuoco e Maria Pezzillo, invece, che ha disdetto la prima chiamata al 118 non mi sembra poi che lo amava così tanto visto che lo ha lasciato morire.  Non dimentico certo quando arrivata al Pit, si avvicina a me e accendendosi una sigaretta mi ha detto che il marito, per quanto successo, avrebbe perso il posto di lavoro. Quindi questo grande amore per mio figlio non lo vedo. Secondo me sono persone anaffettive. Per quanto riguarda il capofamiglia l’abbiamo sentita tutti, non solo io, la chiamata al 118 quando, con una tranquillità e una lucidità unica, diceva “venite c’è un ragazzo che sta male e si è ferito con un pettine a punta”. Dove sta questo amore? Dove sta? L’amore è solo verso loro stessi che fino ad oggi hanno solo pensato esclusivamente a ‘’pararsi il culo’’, come dice Viola (fidanzata di Federico e presente anche lei in casa quella maledetta sera), l’uno con l’altro. Loro stanno male perché vivono male. Era una famiglia che viveva di immagine. Purtroppo con quello che è successo la loro immagine è crollata. Quindi stanno male solo per questo, non per mio figlio. Ogni volta che hanno parlato di Marco, anche nel corso del processo, hanno sempre detto la “cosa” , il “ragazzo” e raramente hanno pronunciato il suo nome. Questo per dire di che vogliamo parlare? Loro non hanno mai fatto niente per lui. Antonio Ciontoli non è una vittima. Alla prima occasione ti salta addosso. Cosa c’entrava aggredire mio nipote? Che voleva da lui?. O quando  sempre Antonio, mentre stava sul divanetto,  parlando al telefono con il fratello, come registrato dalle intercettazioni ambientali nella caserma di Civitavecchia poche ore dopo il fatto, paragonavano la morte di mio figlio al furto di una Ferrari. O Federico quando diceva “ne abbiamo passate tante e passeremo pure questa”, cioè, come se è morto il gattino dentro casa. Di quale amore stiamo parlando?» conclude Marina.

 

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

Vaccini, alla Melone serve il certificato della Asl

LADISPOLI – Alla Corrado Melone per poter iscrivere e portare il proprio bambino alla scuola dell'infanzia serve il certificato della Asl inerente le vaccinazioni. Niente, dunque, autocertificazione come invece, il Governo avrebbe invece deciso di far passare per valido almeno fino al marzo 2019 con un emendamento apposto al decreto Milleproroghe dopo il primo emendamento che, cancellando proprio un comma del decreto stesso, rendeva nuovamente obbligatorie le vaccinazioni per l'accesso a scuola. «Noi – ha spiegato il dirigente scolastico Riccardo Agresti – applicheremo la legge Lorenzin, l'unica valida. Il resto – ha proseguito – sono solo delle circolari». Per questo motivo, dunque, sarà necessario il certificato della Asl. «Parliamo ovviamente – ha spiegato il dirigente scolastico – della scuola dell'Infanzia, che oltretutto non è una scuola dell'obbligo e quindi non si và a violare alcun diritto». Per la scuola primaria e secondaria, invece, sarà «il Governo a verificare successivamente – ha proseguito ancora il preside della Melone – la regolarità delle vaccinazioni». E la situazione “vaccini” alla Melone sembra essere regolare. «Abbiamo chiesto alla Asl le certificazioni – ha detto Agresti – La Regione Lazio, infatti, ha una anagrafe vaccinale che consente alla Asl di fornirle agli istituti scolastici in tempi rapidi». Qualche ritardo invece «per i bambini di “passaggio” e che ciò essendosi trasferiti da altra Regione non figurano all'interno dell'anagrafe».

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

Barriere architettoniche, Peba ancora al palo

SANTA MARINELLA – Continua imperterrita la battaglia che da anni vede impegnati gli aderenti alla lista ‘‘Il Paese che vorrei’’, a favore dell’abbattimento delle barriere architettoniche. «I piani per i Peba e i Pisu – dicono dal Paese che Vorrei – sono stati oggetto di una mozione che è stata approvata del dicembre del 2013. Sono passati 5 anni ed è assurdo che non si sia riuscito a fare nulla. L’argomento è stato sollecitato numerose volte, ma mai nulla. Si è parlato dell’incresciosa realtà di Santa Marinella anche in occasione del Disability Pride, per cui definiamo la situazione di Santa Marinella incresciosa perché, a tutti gli effetti, la nostra è una città inaccessibile. E lo è per i disabili motori, per i disabili sensoriali, per i disabili psichici, per i disabili temporanei, per gli anziani e anche per tutte quelle persone che hanno disagi dovuti anche a momenti felici della loro vita, vedi quei genitori che vanno in giro con i passeggini. Sono inaccessibili le sedi comunali, è inaccessibile il sito comunale, sono inaccessibili i luoghi pubblici, sono inaccessibili i mezzi pubblici, sono inaccessibili le spiagge, è inaccessibile la società. Per un disabile, le barriere più difficili da superare sono proprio quelle che alza la società in cui vive. E una realtà come quella di Santa Marinella è una realtà respingente”. “Non c’è disabilità peggiore – proseguono i militanti del gruppo politico – da quella che crea la società. E davvero non si tratta di fermarsi a considerare la fruibilità o meno dei luoghi. Se non si considera il fatto che ogni luogo privato, ogni servizio negato, ogni diritto calpestato è una privazione di libertà e equivale a disconoscere il concetto di pari opportunità e uguaglianza dei cittadini, si è molto lontani da comprendere il problema. Lo spirito che muoveva la mozione del 2013 era proprio questo: analizzare il problema in maniera organica, in tutta la sua complessità”. “Forse la nostra città non è ancora pronta a un approccio del genere – conclude il Paese che Vorrei – ma nel resto d’Italia è obbligatorio dal 1987. Spero proprio che l’amministrazione decida di prendere seriamente in considerazione il problema e non se ne lavi le mani come già fatto troppe volte in passato dalle Giunte che l’hanno preceduta.

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###