Arriva dal mare la bevuta più cool dell’estate

di TONI MORETTI

CERVETERI – Dopo aver toccato le spiagge più rinomate d’Italia, dopo le apparizioni TV all’Isola dei Famosi, il mezzo anfibio del celebre aperitivo fa tappa sulle spiagge di Cerveteri. Sabato 14 luglio, intorno alle 16, il colorato e originale anfibio Aperol Spritz sbarca sulle spiagge di Campo di Mare.  Tutto rigorosamente arancione, l’anfibio approderà sulla riva dopo essersi trasformato in un vero e proprio bar, darà il via a un aperitivo on the beach con dj set e tanto divertimento. L’appuntamento con l’evento più “cool” del litorale è nel tratto di spiaggia libera compreso tra lo stabilimento Lemon Beach e il Six Beach House. 
«Un’occasione unica e imperdibile per ammirare da vicino e in tutta la sua originalità il divertente anfibio Aperol Spritz che abbiamo visto nei programmi TV – dice il sindaco Pascucci – e passare un pomeriggio in compagnia degli amici, all’insegna del divertimento e della voglia di stare insieme #HappyTogether, proprio come recita il claim Aperol».
Durante l’iniziativa, travolti dalla musica di un fantastico DJ, Aperol avrà il piacere di offrire a tutti i bagnanti il primo Aperol Spritz, e distribuirà a tutti i presenti simpatici gadget ricordo.  La somministrazione di bevande è riservata solo ed esclusivamente alle persone maggiorenni. Al momento della somministrazione del drink, il personale Aperol provvederà ad accertarsi della maggiore età delle persone e vigilerà sul buon esito dell’iniziativa sotto ogni aspetto riguardante la sicurezza dei partecipanti. Il sindaco Pascucci e Aperol invitano tutti a cogliere l’occasione per trascorrere un pomeriggio diverso e a bere responsabilmente. 
Effettivamente nel leggere un comunicato di questa foggia e vedere l’ufficio che lo ha inviato, vengono un po’ i brividi anche a chi, forse per l’età ne ha viste tante.  E’ chiaro, bisogna prendere atto che il mondo dello spettacolo ha invaso il costume ed ha condizionato i ruoli. E’ chiaro anche che il nostro sindaco Pascucci è nato in quel mondo, lo ha coltivato e mai abbandonato tanto che nel suo far politica qualcuno dice che predilige gli spot facendo annunci straordinari conditi da buona dialettica ma con scarsa presenza di contenuti fattivi e reali, ma esibirsi come testimonial di un aperitivo per riuscire a scroccare un drink gratis ai suoi amati cittadini, è veramente il massimo dell’istrionicità applicata alla politica. Controbatterà: “Ma è una maniera di promuovere il nostro litorale, saranno loro che ci faranno “A gratis” la pubblicità. Ci hanno scelto, (c’è da crederci poco, lo si può dire a chi non conosce il giocattolo), ma si potrebbe rispondere: “Alessio, a quando i gladiatori?”

 

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Agraria Tarquinia, Borzacchi: ''Creare un caso politico è da irresponsabili''

TARQUINIA – Non è tardata ad arrivare la replica del presidente dell’Università Agraria di Tarquinia Sergio Borzacchi dopo la nota di fuoco del gruppo Idea Sviluppo. «Il bilancio di previsione e il Dup (Documento Unico di Programmazione) per il triennio 2018/2020 sono stati approvati dal consiglio di amministrazione dell’Università Agraria nonostante l’assenza voluta dei consiglieri del gruppo Idea Sviluppo – sottolinea subito il numero uno del palazzo di via Garibaldi –  Mi rammarica molto la loro decisione di non partecipare al consiglio, una scelta che rappresenta un atto di sfiducia nei miei confronti e nei confronti di quei consiglieri che responsabilmente sono rimasti in aula votando il bilancio di previsione e che ringrazio. Ritengo che le motivazioni addotte dal gruppo Idea Sviluppo prima di abbandonare la seduta del consiglio di amministrazione siano pretestuose e legate più agli incarichi in giunta che alla partecipazione alla stesura del bilancio. Negli ultimi mesi, infatti, i contatti che ho avuto con i rappresentanti del gruppo hanno sempre avuto come oggetto la richiesta di rimuovere dalla giunta esecutiva uno dei due assessori da loro stessi indicato, tra l’altro eletto nella loro lista».
«Se invece di preoccuparsi delle poltrone avessero realmente avuto a cuore l’Università Agraria ed avessero voluto partecipare al bilancio, – afferma il presidente Borzacchi – avrebbero potuto prendere parte alla riunione appositamente convocata, anche su loro richiesta, prima del consiglio, per trattare l’argomento e presentare gli emendamenti entro i tempi previsti. In un momento così difficile per l’Università Agraria, che vive una situazione economica drammatica, ereditata dalle precedenti amministrazioni e che stiamo cercando di risolvere con tutti i mezzi a nostra disposizione, è assolutamente da irresponsabili creare ad arte un caso politico basato su quelle vecchie logiche che hanno portato a questa condizione».
«Certi atteggiamenti e certi giochi al rialzo non mi riguardano ed appartengono al passato. – tuona Borzacchi –  la mia idea di amministrazione punta a portare l’Ente fuori da questa palude, per restituire a Tarquinia una risorsa preziosa. Noi stiamo lavorando duramente per questo obiettivo, fortunatamente la maggior parte dei consiglieri lo ha capito, se altri non vogliono comprendere, ne prendo atto e continuerò a lavorare nell’interesse dell’Università Agraria di Tarquinia con chi ha a cuore i veri problemi dell’Ente».
«Appena avrò a disposizione i dati necessari a comprendere i motivi per i quali l’Ente si trova in questa difficilissima situazione economica, – conclude il presidente Sergio Borzacchi – gli stessi saranno resi noti agli utenti. La disastrosa situazione economica non consente investimenti di nessun genere, pertanto il bilancio, necessariamente, è un bilancio tecnico. Gli utenti hanno diritto di conoscere la reale situazione dell’Ente e le cause che hanno creato questa assurda situazione».
 

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Governo: la volta buona?

Far trascorrere "qualche giorno di riflessione, anche sulla base della esigenza di maggior tempo prospettata durante i colloqui da molte parti politiche". Una pausa "utile" per permettere ai partiti di "valutare, responsabilmente, la situazione, le convergenze programmatiche e le possibili soluzioni per dar vita a un governo". Erano state queste le indicazioni con le quali il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, giovedì scorso, al termine dei primi colloqui al Quirinale con cariche istituzionali e schieramenti politici, aveva annunciato per questa settimana "un nuovo ciclo di consultazioni, per ascoltare le opinioni dei partiti e verificare se è maturata qualche possibilità che oggi non si registra".

Il momento è arrivato e domani e venerdì le porte dello Studio alla Vetrata si apriranno nuovamente per verificare se sono stati compiuti passi in avanti per arrivare alla formazione di un nuovo governo. L'approccio del Capo dello Stato per ora rimane quello seguito a partire dal giorno dopo le elezioni: ascoltare le valutazioni dei partiti e capire se emergono soluzioni per arrivare alla formazione di una maggioranza che, dati alla mano, non potrà non basarsi su intese tra partiti avversari alle urne, che portino alla formazione di "una coalizione".

Per ora ne esiste una, quella di centrodestra, che tuttavia non ha i numeri sufficienti per sostenere un governo, ma che a questo secondo giro di consultazioni ha deciso di presentarsi in un'unica formazione. Ciò non toglie che si tratti comunque di tre Gruppi distinti. Che come tali vanno considerati.

Per questo, regole protocollari alla mano, al momento di stilare tempi, modalità e ordine delle consultazioni, è stato stabilito di ricevere le delegazioni in ordine crescente secondo la consistenza numerica della rappresentanza parlamentare, inserendo il centrodestra al penultimo posto tra le forze politiche e facendo riferimento allo spazio destinato al maggior Gruppo dello schieramento, vale a dire la Lega.

Gli ultimi a salire al Colle saranno invece leader e capigruppo dei Cinquestelle, seguendo le stesse regole di protocollo. Nessuna lettura politica, quindi, si affrettano a precisare dalle parti del Colle, all'ordine seguito per calendarizzare le udienze, lasciando intendere quindi che prima di decidere come procedere ancora una volta Mattarella rimane in attesa di conoscere gli orientamenti dei partiti e poi il parere delle cariche istituzionali e dell'ex Capo dello Stato che verranno ricevuti venerdì.

Se concedere ancora tempo alle forze politiche, magari offrendo un'ulteriore pausa prima di un nuovo giro di consultazioni. Oppure valutare se aprire una nuova fase, magari affidando incarichi che in qualche modo possano rappresentare un passo in avanti per la soluzione della crisi. (Adnkronos)

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Putin trionfa

Vladimir Putin trionfa alle elezioni presidenziali in Russia. Con il 40,01% delle schede scrutinate, secondo la Commissione elettorale centrale russa, il presidente uscente ha ottenuto il 74,22% dei voti.

La campagna del presidente parla di "vittoria incredibile". "È il mandato di cui Putin ha bisogno per le future decisioni e ne dovrà prendere molte", ha detto un portavoce della campagna citato dall'agenzia di stampa Interfax.

Anche se l'affluenza si fermerebbe al 63,7%, in calo rispetto al 65% di sei anni fa e ben al di sotto di quel 70% che era considerato fondamentale per parlare di un successo pieno.

Putin ha ringraziato gli elettori. "Sono un membro della vostra squadra – ha detto, parlando davanti ai suoi sostenitori a Piazza del Maneggio, fuori dal Cremlino – Abbiamo una squadra così potente, con milioni di membri. Grazie".

"Vi ringrazio molto per il vostro sostegno – ha ripetuto Putin – A quelli che sono qui a Mosca e a tutti gli altri nel Paese voglio dire, grazie per questo risultato". Un risultato, ha sottolineato, nel quale "vedo il riconoscimento per quello che è stato fatto negli anni recenti, in condizioni molto difficili, vedo la fiducia e la speranza del nostro popolo, che lavoreremo allo stesso modo duramente, responsabilmente e in modo più efficiente".

Putin ha parlato per la prima volta del caso Skripal. "È assurdo pensare che abbiamo tentato di avvelenare Skripal prima delle elezioni e dei Mondiali di calcio" ha detto ai suoi sostenitori.

Poi ha rivendicato che "la Russia, a differenza di altri partner, ha distrutto le armi chimiche", assicurando che Mosca "è pronta a collaborare, ma questo richiede l'interesse di Londra e finora non è stato così".

DENUNCE DI IRREGOLARITA' – L'organizzazione non governativa russa Golos, specializzata nella verifica della correttezza delle elezioni ha denunciato, a fine mattinata, 1764 irregolarità ai seggi, irregolarità soprattutto per gonfiare i dati sull'affluenza alle urne. In particolare, si denuncia che dipendenti e studenti universitari sono stati costretti dai loro datori di lavoro o professori a votare e a portare una foto come prova.

L'oppositore Aleksei Navalny, che ha inviato ai seggi 33mila volontari che fanno capo al suo movimento, in molti casi osteggiati, ha denunciato anche lui centinaia di frodi, soprattutto a Mosca, nella regione di Mosca, a San Pietroburgo e in Bachkiria. Sono stati segnalati casi in cui gli elettori sono stati portati ai seggi in autobus scortati dalla polizia o dai loro datori di lavoro, e di coupon sconti distribuiti ai seggi a chi aveva votato, come a Khabarovsk. In alcuni paesini della Penisola della Kamchatka e della Chukotka l'affluenza è stata del cento per cento.

OSSERVATORI STRANIERI IN CRIMEA – Mosca ha invitato osservatori amici a seguire le elezioni presidenziali anche in Crimea – la Penisola sul Mar Nero annessa alla Russia esattamente quattro anni fa con un passo non riconosciuto dalla comunità internazionale – dove organizzazioni come l'Ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti umani dell'Organizzazione per la cooperazione e la sicurezza in Europa non hanno accettato di inviare osservatori.

Sono 43 gli osservatori invitati dalla Duma di stato o dal Consiglio della Federazione in Crimea – dove Mosca ha aperto 1.200 seggi per 1,5 milioni di persone – ha reso noto l'agenzia russa Tass, citando il responsabile locale della Commissione elettorale, Mikhail Malysiev, e la direttrice della Commissione, Ella Pamfilova.

Gli osservatori a Sebastopoli, solo un paio dei quali sono citati, provengono da venti Paesi – fra cui Gran Bretagna, Stati Uniti, Ucraina, Italia, Austria, Afghanistan Venezuela, Germania, Danimarca, Israele, Spagna, Cipro, Lettonia, Libano, Pakistan, Malaysia, Serbia, Francia, Finlandia e Svezia.

Gli italiani sono almeno due, ha confermato all'Adnkronos l'analista Anton Shekhovtsov, specializzato nei rapporti fra Mosca e i partiti euroscettici europei e autore del saggio 'Russia and the Western Far Right' appena pubblicato. (Adnkronos)

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Ferri (Pd): ''No ai personalismi''

CIVITAVECCHIA – “Con la presente risposta esprimo la massima solidarietà e vicinanza al gruppo consiliare, precisando che la dichiarazione di Enrico Leopardo è del tutto personale ed inaspettata oltre che contraria alla linea della sua stessa area dato che anche questa ha caldamente consigliato una via che possa unificare ed appacificare tutte le anime del partito”.

Lo dichiara in una nota il segretario del Pd di Civitavecchia Germano Ferri. “In un momento di disfacimento politico quale quello attuale – prosegue il dem – tempo in cui il Pd sta vivendo una grave crisi di identità, è fondamentale che ogni suo membro abbandoni ogni sorta di personalismo accantonando le mire personali, facendo responsabilmente un passo indietro per il bene del gruppo”.

Ferri spiega che per costruire un partito forte “in grado di poter affrontare la sfida delle prossime comunali, è fondamentale ricostruire un amalgama democratica coesa che faccia da fondamenta per la realizzazione di un Pd locale unico ed unito. Questa è la linea da seguire indicata anche dalla direzione nazionale del nostro partito, chiunque continuerà a mettere ancora al primo posto le proprie ambizioni e questioni personali – conclude duro – si trova purtroppo in una condizione di incompatibilità ideologica che gli impedisce di poter continuare il suo percorso con noi”.

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