Equitazione Performance, applausi per i ragazzi del centro diurno I Girasoli di Tolfa

TOLFA – L scorso 7 ottobre, presso il centro ippico gestito dalla Asd Natura e Cavallo di Tolfa (RM), affiliato alla Fitetrec-Ante, si è svolto il secondo Special Event di Performance, disciplina di eccellenza dell'equitazione western. La giornata è iniziata di buon ora con la preparazione dei cavalli e a seguire con la visione del campo di gara e del percorso da parte dei cavalieri.

 

A dare il fischio di inizio sono stati i ragazzi del Centro diurno I Girasoli di Tolfa, gestito dalla Cooperativa Sociale Alicenova, che si sono cimentati nella prova di Horsemanship. La disciplina prevede la conduzione del cavallo attraverso un percorso e quindi davanti al giudice per ispezione e per presentare il proprio cavallo; questo richiede attenzione e buona destrezza da parte del cavaliere che conduce. La prova è stata superata alla grande tra applausi ed emozione dei partecipanti, sostenuti dagli operatori e dagli istruttori con cui lavorano durante l'anno, Massimo Morra e Carla Perrone Capano.

 

Il Centro diurno I Girasoli è dedicato alle persone con disabilità residenti nei Comuni di Civitavecchia, Santa Marinella, Tolfa e Allumiere. Gli iscritti che frequentano il centro di Tolfa portano avanti da maggio un'attività legata al cavallo, all’equitazione sportiva e a tutto ciò che ad essi attiene. L'attività si pone come stimolo per lo sviluppo motorio, psicologico e sociale degli allievi che ne prendono parte.

 

"L’equitazione, rispetto ad altre discipline sportive – spiega la coordinatrice Alessandra Vincenti – risulta più completa, in quanto, oltre a fornire all'allievo l’acquisizione e l'accettazione di regole e la relazione con il gruppo, integra lo sviluppo psicomotorio, favorisce l’autostima e pone il soggetto in condizione di relazionarsi con un essere vivente. In particolare, oltre a promuovere una più integrata coscienza corporea, dello spazio e del tempo, ed a favorire un miglioramento delle funzioni di equilibrio e del tono muscolare, giornate come questa sostengono maggiormente la socializzazione, l'integrazione sociale e la sensibilizzazione del contesto di vita delle persone a cui il centro si rivolge, un elemento centrale e imprescindibile".

 

 

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Equitazione Performance, applausi per i ragazzi del centro diurno I Giradoli di Tolfa

TOLFA – L scorso 7 ottobre, presso il centro ippico gestito dalla Asd Natura e Cavallo di Tolfa (RM), affiliato alla Fitetrec-Ante, si è svolto il secondo Special Event di Performance, disciplina di eccellenza dell'equitazione western. La giornata è iniziata di buon ora con la preparazione dei cavalli e a seguire con la visione del campo di gara e del percorso da parte dei cavalieri.

 

A dare il fischio di inizio sono stati i ragazzi del Centro diurno I Girasoli di Tolfa, gestito dalla Cooperativa Sociale Alicenova, che si sono cimentati nella prova di Horsemanship. La disciplina prevede la conduzione del cavallo attraverso un percorso e quindi davanti al giudice per ispezione e per presentare il proprio cavallo; questo richiede attenzione e buona destrezza da parte del cavaliere che conduce. La prova è stata superata alla grande tra applausi ed emozione dei partecipanti, sostenuti dagli operatori e dagli istruttori con cui lavorano durante l'anno, Massimo Morra e Carla Perrone Capano.

 

Il Centro diurno I Girasoli è dedicato alle persone con disabilità residenti nei Comuni di Civitavecchia, Santa Marinella, Tolfa e Allumiere. Gli iscritti che frequentano il centro di Tolfa portano avanti da maggio un'attività legata al cavallo, all’equitazione sportiva e a tutto ciò che ad essi attiene. L'attività si pone come stimolo per lo sviluppo motorio, psicologico e sociale degli allievi che ne prendono parte.

 

"L’equitazione, rispetto ad altre discipline sportive – spiega la coordinatrice Alessandra Vincenti – risulta più completa, in quanto, oltre a fornire all'allievo l’acquisizione e l'accettazione di regole e la relazione con il gruppo, integra lo sviluppo psicomotorio, favorisce l’autostima e pone il soggetto in condizione di relazionarsi con un essere vivente. In particolare, oltre a promuovere una più integrata coscienza corporea, dello spazio e del tempo, ed a favorire un miglioramento delle funzioni di equilibrio e del tono muscolare, giornate come questa sostengono maggiormente la socializzazione, l'integrazione sociale e la sensibilizzazione del contesto di vita delle persone a cui il centro si rivolge, un elemento centrale e imprescindibile".

 

 

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Omicidio Tanina, il killer: "Non voleva che la lasciassi"

FIUMICINO – I sospetti si erano concentrati quasi subito su di lui e alla fine Andrea De Filippis è crollato. Il personal trainer indagato per la morte di Maria Tanina Momilia, la donna di 39 anni trovata lunedì mattina in un canale di bonifica a Isola Sacra, si è costituito alla stazione dei carabinieri di Fiumicino. Accompagnato dal suo avvocato, l’ex poliziotto di 56 anni ha confessato: «Ho ucciso io Tanina». Alla base dell’omicidio ci sarebbe un movente sentimentale. 
L’uomo avrebbe infatti raccontato di aver avuto con la donna una relazione che intendeva troncare, mentre – sempre stando alle parole dell’indagato – sembrerebbe che lei non volesse accettare la fine della loro storia. Sarebbe così nata una discussione all’interno della palestra, domenica mattina, degenerata nell’omicidio. Al termine di un interrogatorio fiume durato diverse ore nella caserma dei carabinieri del Gruppo di Ostia, all’uomo è stato notificato il fermo. De Filippis si è presentato alla stazione dei carabinieri nel primo pomeriggio, indossando una felpa scura, mentre con la mano si copriva parzialmente il volto, molto tirato. Accanto a lui il suo avvocato Cristian Milita che, prima di entrare, ha detto ai cronisti presenti: «Ha rivissuto la scena di cui nemmeno, al momento, si era reso conto. Come se non fosse lui in quel momento. Intanto, la cosa importante è che verità sia fatta e che lui si prenda tutte le responsabilità». 
De Filippis è stato portato poi al Gruppo dei carabinieri di Ostia dov’è stato interrogato a lungo. Per dovere di cronaca, va ricordato che le prove si formeranno in Tribunale, e che fino alla eventuale sentenza di condanna, l’uomo va considerato “presunto” omicida. Così come va sottolineato che le indagini non si fermano alla confessione, ma ripartono proprio da questa. 
Le indagini si erano concentrate su di lui già dalle ore successive al ritrovamento del corpo di Tanina, avvenuto il giorno seguente alla sua scomparsa. Le ultime tracce della donna portavano proprio alla palestra dove la ragazza seguiva delle lezioni di difesa personale con il personal trainer. Per gli inquirenti è quello l’ultimo posto in cui la vittima avrebbe messo piede domenica prima di morire. E così i carabinieri, su disposizione dell’autorità giudiziaria, hanno messo i sigilli ai locali. All’interno, nonostante la struttura fosse stata ripulita, sono state trovate tracce utili per far luce sull’omicidio. La notizia che il personal trainer si era costituito ai carabinieri ha fatto rapidamente il giro a Fiumicino, arrivando anche ai familiari di Tanina. «Sono riusciti a prenderlo. Eppure era sempre gentile e disponibile – ha detto nel pomeriggio Daniele Scarpati il marito della 39enne – Sono state dette tante cose, tante falsità e bugie – ha aggiunto – mia moglie domenica mi ha svegliato, abbiamo fatto colazione insieme e poi mi detto che l’allenamento non l’aveva soddisfatta, che lui non era come sempre, non era lui”. Il suo pensiero è andato a Tanina: “Amore mio ora puoi riposare in pace. Ti amo. Mia moglie mi ha lasciato un’eredità e io devo portarla avanti: io l’ho amata, la amo e l’amerò per sempre».

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"Non voleva che la lasciassi"

FIUMICINO – I sospetti si erano concentrati quasi subito su di lui e alla fine Andrea De Filippis è crollato. Il personal trainer indagato per la morte di Maria Tanina Momilia, la donna di 39 anni trovata lunedì mattina in un canale di bonifica a Isola Sacra, si è costituito alla stazione dei carabinieri di Fiumicino. Accompagnato dal suo avvocato, l’ex poliziotto di 56 anni ha confessato: «Ho ucciso io Tanina». Alla base dell’omicidio ci sarebbe un movente sentimentale. 
L’uomo avrebbe infatti raccontato di aver avuto con la donna una relazione che intendeva troncare, mentre – sempre stando alle parole dell’indagato – sembrerebbe che lei non volesse accettare la fine della loro storia. Sarebbe così nata una discussione all’interno della palestra, domenica mattina, degenerata nell’omicidio. Al termine di un interrogatorio fiume durato diverse ore nella caserma dei carabinieri del Gruppo di Ostia, all’uomo è stato notificato il fermo. De Filippis si è presentato alla stazione dei carabinieri nel primo pomeriggio, indossando una felpa scura, mentre con la mano si copriva parzialmente il volto, molto tirato. Accanto a lui il suo avvocato Cristian Milita che, prima di entrare, ha detto ai cronisti presenti: «Ha rivissuto la scena di cui nemmeno, al momento, si era reso conto. Come se non fosse lui in quel momento. Intanto, la cosa importante è che verità sia fatta e che lui si prenda tutte le responsabilità». 
De Filippis è stato portato poi al Gruppo dei carabinieri di Ostia dov’è stato interrogato a lungo. Per dovere di cronaca, va ricordato che le prove si formeranno in Tribunale, e che fino alla eventuale sentenza di condanna, l’uomo va considerato “presunto” omicida. Così come va sottolineato che le indagini non si fermano alla confessione, ma ripartono proprio da questa. 
Le indagini si erano concentrate su di lui già dalle ore successive al ritrovamento del corpo di Tanina, avvenuto il giorno seguente alla sua scomparsa. Le ultime tracce della donna portavano proprio alla palestra dove la ragazza seguiva delle lezioni di difesa personale con il personal trainer. Per gli inquirenti è quello l’ultimo posto in cui la vittima avrebbe messo piede domenica prima di morire. E così i carabinieri, su disposizione dell’autorità giudiziaria, hanno messo i sigilli ai locali. All’interno, nonostante la struttura fosse stata ripulita, sono state trovate tracce utili per far luce sull’omicidio. La notizia che il personal trainer si era costituito ai carabinieri ha fatto rapidamente il giro a Fiumicino, arrivando anche ai familiari di Tanina. «Sono riusciti a prenderlo. Eppure era sempre gentile e disponibile – ha detto nel pomeriggio Daniele Scarpati il marito della 39enne – Sono state dette tante cose, tante falsità e bugie – ha aggiunto – mia moglie domenica mi ha svegliato, abbiamo fatto colazione insieme e poi mi detto che l’allenamento non l’aveva soddisfatta, che lui non era come sempre, non era lui”. Il suo pensiero è andato a Tanina: “Amore mio ora puoi riposare in pace. Ti amo. Mia moglie mi ha lasciato un’eredità e io devo portarla avanti: io l’ho amata, la amo e l’amerò per sempre».

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Ha confessato il killer di Tanina

di FABIO BERETTA

FIUMICINO – Andrea De Filippis, il personal trainer indagato per la morte di Maria Tanina Momilia, si è costituito presso la stazione dei carabinieri di Fiumicino. L’uomo ha confessato l’omicidio.
Così, poco prima delle 13:00, un lancio dell’Ansa, ha rotto gli indugi su una notizia che la città aveva iniziato a respirare già nelle scorse ore. Una certezza arrivata a quattro giorni dal ritrovamento del corpo senza vita di Tanina (leggi qui), e dopo una lunga serie di sopralluoghi.
Il legale, atteso alla Procura di Civitavecchia per la “notifica di un accertamento peritale irreperibile”, aveva aggiunto: “Relata refero, riferisco ciò che mi ha comunicato il cliente ovvero l’assoluta estraneità ai fatti per cui si procede. Anzi, ciò che è successo alla vittima ha causato in lui, oltre ad essere affranto per questa situazione mediatica in cui è stato coinvolto suo malgrado, anche l’aspetto di tristezza per la perdita di una sua allieva, che lo ha sconvolto”.
“Su altre cose c’è chiaramente il massimo riserbo. Lui da una parte è affranto, e dall’altra parte è una persona che sa mantenere il controllo di se stesso per via dell’attività sportiva che fa, le arti marziali, e per quella di cui è amante, l’apnea, che consente di avere in generale un self control”, ha concluso l’avvocato.
Dichiarazioni a cui ha fatto seguito la confessione dell’uomo. Per dovere di cronaca, va ricordato che le prove si formeranno in Tribunale, e che fino alla eventuale sentenza di condanna, l’uomo va considerato “presunto” omicida. Così come va sottolineato che le indagini non si fermano alla confessione, ma casomai ripartono proprio da questa.
Nella serata di domenica 7 ottobre, il marito di Tanina ha denunciato la scomparsa della donna, lanciando un appello sui social (leggi qui). Il giorno dopo, in via Castagnevizza, all’Isola Sacra, in un canale di bonifica, il corpo della 39enne, è stato ritrovato senza vita.
L’ipotesi della caduta accidentale è stata scartata dopo l’analisi del medico legale, spingendo gli inquirenti a seguire la pista dell’omicidio. Un sospetto confermato successivamente dall’autopsia: Maria Tanina è stata uccisa con un colpo alla nuca.
I medici del Gemelli hanno infatti confermano che la morte della donna è sopraggiunta a seguito dello sfondamento del cranio dalla parte della nuca, con un oggetto contundente.
Il fatto che sia un oggetto compatibile con un bilanciere da body building o qualcosa di molto pesante, ha condotto le indagini nella palestra che la vittima frequentava (leggi qui). Non solo: dall’autopsia emerge anche un tentativo di soffocamento, il che farebbe pensare ad una colluttazione.
Dopo l’omicidio l’assassino, probabilmente a notte fonda, si è disfatto del cadavere facendolo rotolare nel canale di via Castagnevizza dalla cima della sponda.
Il personal trainer, un ex agente di polizia di 56 anni, nei giorni scorsi, è stato ascoltato più volte dai carabinieri del Gruppo Ostia su disposizione della Procura di Civitavecchia.
L’attenzione degli investigatori si è poi concentrata sulla palestra, dove Maria sarebbe stata domenica mattina proprio per una lezione con il personal trainer.
Al momento, gli inquirenti stanno ancora di capire che tipo di relazione ci potesse essere tra i due, tanto da scatenare una reazione così violenta che ha portato alla morte della donna.
Nei giorni scorsi, i carabinieri del Nucleo investigativo di Ostia, a cui è stata affidata l’indagine dalla Procura di Civitavecchia, hanno compiuto diversi sopralluoghi: dapprima sul canale di via Castagnevizza, dove la donna è stata ritrovata senza vita (leggi qui).
Poi, per diverse volte, nella palestra frequentata dalla vittima. La struttura, dopo il terzo sopralluogo, è stata messa sotto sequestro (leggi qui).
Le indagini si sono quindi concentrate nell’abitazione del personal trainer, l’unico sospettato iscritto nel registro degli indagati. In via Valderoa, sono stati due, a distanza di poche ore l’uno dall’altro, i sopralluoghi delle forze dell’ordine (legegi qui).
Ieri, in tarda mattinata, la confessione dell’uomo. In città resta il dolore e lo sgomento per questa tragedia.
Si aspetta il via libera per i funerali.

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Convegno diocesano: la ricetta di don Maffeis per contrastare l'abuso della rete

CIVITAVECCHIA – "Non si tratta di essere pro o contro, di sottolineare più le virtù che le vertigini, i benefici piuttosto che i danni. Non si tratta di andare contro la tecnologia ma di contrastare il suo abuso, la sovraesposizione alla rete, la possibilità che invece di arricchire impoverisca le relazioni". Don Ivan Maffeis, sottosegretario della Cei e direttore dell'Ufficio nazionale delle comunicazioni sociali, ha entusiasmato i numerosi partecipanti che lo scorso 4 ottobre (nella foto di Antonio Dolgetta) hanno affollato la Cattedrale di Civitavecchia per il convegno ecclesiale che ha aperto l'anno pastorale. È stato il relatore dell'incontro che ha avuto per tema "Internet: dono di Dio o dell'uomo? Come "abitare" la rete".

Il convegno che si è aperto con la preghiera dei vespri,, è stato introdotto dal vescovo Luigi Marrucci spiegando che "più volte, i genitori che ho incontrato durante le visite pastorali, hanno chiesto di non essere lasciati soli nell'educazione dei ragazzi di fronte a questi nuovi ambiti della relazione".

A don Maffeis il compito di aiutare i presenti, educatori, catechisti, insegnanti e membri dei consigli pastorali delle parrocchie "a leggere la complessità di questo nostro tempo, evitando di ridurre tutto in buono o cattivo". Il relatore ha prima tracciato un profilo della "cultura digitale", un ambito che coinvolge tutte le generazioni: 9 anziani su 10 hanno dichiarato di utilizzare WhatsApp, in Italia si controlla mediamente il telefono ogni sei minuti e la metà delle persone non lo stacca mai. Un uso della tecnologia che ha sicuramente comportato un approccio completamente diverso ai fenomeni culturali: si è persa l'intermediazione, soprattutto nell'ambito dell'informazione. Quelli che prima erano i fruitori dei contenuti – lettori di libri e giornali, telespettatori – al giorno d'oggi possono diventare i produttori di informazione attraverso i social network. "Questa effettiva possibilità di partecipazione può esporre a confusione tra chi prende la parola con cognizione di causa e chi lo fa senza competenze".

In questo contesto, ha spiegato don Maffeis, "si apre la partita dell'educazione che vede coinvolti, insieme, famiglia, scuola, tecnologia, media e sistema educativo". Di fronte agli adolescenti iperconnessi, gli adulti "sono chiamati ad esserci con competenza tecnica, disponibilità e pazienza". Questo favorendo un "uso più sporadico della tecnologia" con chiare regole riguardo i tempi di consumo; promuovendo alternative che portino ad "alzarsi dal divano" e passare più tempo con gli altri, con l'aiuto della parrocchia dell'oratorio e delle associazioni sportive; "vigilanza e discernimento per aiutare a sviluppare senso critico" per educare a pensare e vagliare le fonti.

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DECISIONE 10 agosto 2018, n. 1137

Decisione di esecuzione (UE) 2018/1137 della Commissione, del 10
agosto 2018, concernente la sorveglianza, i controlli fitosanitari e
le misure da adottare in relazione al materiale da imballaggio in
legno utilizzato per il trasporto di prodotti originari di alcuni
paesi terzi [notificata con il numero C(2018) 5245] – Pubblicato nel
n. L 205 del 14 agosto 2018
(18CE1796)

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SIBER TECHNOLOGY S.R.L.

Deposito del bilancio finale della liquidazione, del rendiconto e del
riparto finale, con la relazione del Comitato di Sorveglianza

(TX18ABS10044 )

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PalaMercuri, ecco il bando: 15 anni di gestione e 120mila euro di lavori

Nella giornata di ieri è stato pubblicato il bando di gara relativo all’affidamento in concessione della gestione dell’impianto sportivo comunale denominato “Campo Pattinaggio località Fiumaretta’’, conosciuto anche come PalaMercuri. Le offerte dovranno essere presentate entro il 6 novembre nelle modalità previste dal bando, pubblicato al seguente link: http://www.civitavecchia.gov.it/concessione-gestione-dellimpianto-sportivo-comunale-denominato-campo-pattinaggio-loc-fiumaretta/. Il concessionario avrà 15 anni di gestione e dovrà farsi carico di circa 120mila euro di lavori, come stimato nella relazione tecnica.

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