Caso Pas, Di Majo: allarmismo ingiustificato

CIVITAVECCHIA – "Un allarmismo ingiustificato". Si è espresso così il presidente dell'Adsp del Mar Tirreno centro settentrionale Francesco Maria di Majo in riferimento al caso Pas, la società partecipata al 100% dall'Authority i cui dipendenti rischiano di non vedere corrisposti lo stipendio di dicembre e la tredicesima per via del problemi economico-finanziari che potrebbero investire ulteriormente la società. E questo alla luce di quanto certificato dagli uffici amministrativi di Molo Vespucci che a quanto pare avrebbero fatto i conti di fine anno e non avrebbero da versare più di circa 80mila euro, nelle casse della controllata. 

"Una notizia priva di fondamento – ha aggiunto – non abbiamo avuto problemi a pagare gli stipendi fino ad oggi, sempre pagati. In realtà noi paghiamo i servizi resi dalla società che, a suo volta, provvede al pagamento degli stipendi". E per quanto riguarda invece la decisione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di inviare a giorni i propri ispettori a Molo Vespucci, Di Majo non sembra essere più di tanto preoccupato. "Ispezioni regolari, svolte anche in altre Authority – ha aggiunto il presidente dell'ente – non è ancora iniziata, vediamo cosa vorranno accertare: dalla nota inviata riguarda tutti gli aspetti legati a concessioni demaniali ed opere, saremo a disposiszione per fornire tutti i dati e le informazioni possibili". 

Questo quanto dichiarato a margine della conferenza stampa che si è volta a Roma, quando è stato siglato il Contratto di Prestito per la realizzazione di Opere di Grande Infrastrutturazione nei Porti di Roma e del Lazio tra la Banca Europea degli Investimenti e l'Autorità di Sistema Portuale. Si tratta di un prestito di 195 milioni di euro dedicato in particolare all’ampliamento del porto di Civitavecchia e alla creazione di un nuovo hub portuale commerciale a Fiumicino. (SEGUE)

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MINISTERO DELLA DIFESA – RETTIFICA

Rettifica delle graduatorie di merito per i dieci posti del ruolo
normale delle armi dell'Arma aeronautica e per gli otto posti del
ruolo normale del Corpo di commissariato aeronautico, del concorso,
per esami, per la copertura di ottantuno allievi ufficiali alla
prima classe dei corsi regolari dell'Accademia aeronautica per
l'anno accademico 2018-2019.
(18E11734)

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Materna Don Milani, da lunedì lezioni regolari

CIVITAVECCHIA – "Da lunedì le lezioni riprenderanno regolarmente alla Don Milani". Parola dell’assessore all’Edilizia scolastica Gioia Perrone. Dopo i disagi dei giorni scorsi con 3 aule inagibili a causa di infiltrazioni, dovute all’occlusione delle canaline, l'amministrazione comunale comunica che i lavori nelle due aule dell’istituto oggetto di infiltrazioni dopo le copiose piogge “sono terminati con successo. I bambini della scuola dell'infanzia – spiega Perrone – del plesso Don Milani potranno ritornare all'edificio originario e da lunedì le lezioni riprenderanno regolarmente nella sede originaria. Il trasloco degli arredi scolastici avverrà nel weekend”. 

Per quanto riguarda invece la terza aula, quella più colpita dalle infiltrazioni, verrà ripristinata non appena le pareti dell'aula saranno asciutte “e ci saranno quindi le condizioni per iniziare i lavori necessari”. 

Per quanto riguarda invece la scuola Ranalli l’assessore spiega che i bambini, in accordo con il dirigente scolastico, resteranno ospiti presso la scuola elementare Gianni Rodari “fino a quando i lavori non saranno terminati. L'intervento che verrà effettuato sull'edificio della Ranalli prevede la rimozione dei pannelli del controsoffitto e la riparazione della parte di edificio sovrastante. Si tratta di un intervento non semplice, che si conta di terminare entro un mese per eliminare definitivamente le infiltrazioni. Il trasloco dei banchi dalla Ranalli alla Rodari – conclude Perrone – cosi come concordato con la dirigenza scolastica, avverrà nella giornata di lunedì pomeriggio”. 

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Di Majo: “Inaspettato lo spostamento della nave”

CIVITAVECCHIA – “E’ giunta inaspettata la notizia dello spostamento della nave Maersk (che avrebbe dovuto portare alcuni container destinati al magazzino della frutta) dal porto di Civitavecchia a quello di Livorno”. Il presidente Dell’Adsp Francesco Maria di Majo rompe il silenzio sulla questione e lo fa all’indomani dell’audizione in Regione, confermando la bontà della strada seguita finora nella delicata vicenda e sottolineando il fatto che non si sarebbe aspettato una decisione del genere. Questo nonostante le diverse lettere che Chiquita avrebbe inviato all’ente per annunciare che, nel caso in cui non fosse stato più possibile attraccare alla banchina 24 di Cfft, avrebbe cambiato porto.

“Era stato già autorizzato, mercoledì 7 novembre, l’attracco della nave presso la banchina 25. Il repentino “cambio di rotta” – ha aggiunto Di Majo – non è comunque dipeso, è opportuno precisarlo, da ragioni tecniche ma probabilmente da ragioni commerciali rispetto alle quali questa AdSP farà un approfondimento con gli operatori coinvolti, invitandoli, ancora una volta, a raggiungere un’intesa basata sul rispetto del principio di leale concorrenza e ciò al fine, come precisato nell’ordinanza 28/2018, di ottimizzare l’utilizzo dell’intera infrastruttura portuale facente parte dell’area commerciale del porto a beneficio di un corretto ed armonioso sviluppo delle attività commerciali nel porto di Civitavecchia”. E ha ripercorso poi cosa accadute nelle ultime settimane, a partire da quando il Tar del Lazio non ha accolto la richiesta di sospensiva della società Cfft contro l’ordinanza n.28 emessa dall’AdSP il 13 luglio “con la quale è stato precisato che l’imbarco e lo sbarco di contenitori da parte di navi che effettuano servizi regolari ovvero di linea dovrà avvenire (fino a quando non verrà realizzata una banchina nell’area di cui alla Darsena Energetica Grandi Masse) unicamente presso la banchina 25 del Porto di Civitavecchia, la cui area è destinata, da piano regolatore portuale – ha aggiunto – per le operazioni portuali relative alla movimentazione e stoccaggio di contenitori (e data in concessione ad un terminalista). La predetta ordinanza è stata adottata a valle di un parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici dello scorso marzo (pubblicato a maggio 2018) e di un parere consultivo di una Commissione Interistituzionale (composta da rappresentanti di tre AdSP, Autorità Marittima e Dogane) che ne ha declinato i contenuti in relazione al caso specifico della banchina 24, e dai quali è emerso, in particolare, che lo sbarco e l’ imbarco di container può avvenire su tale banchina purchè sia occasionale, mentre laddove dovesse avvenire in forma regolare (come il traffico settimanale che il vettore Maersk effettua per CFFT sulla banchina 24) dovrà essere svolto sulla banchina 25. Al fine di non pregiudicare un traffico così interessante ed in crescita come quello dei prodotti ortofrutticoli (che genera importanti ricadute occupazionali), questa AdSP – ha sottolineato il Presidente di Majo – ha ritenuto opportuno favorire un accordo tra il terminalista e l’operatore del magazzino della frutta. I due operatori – ha continuato il Presidente dell’AdSP – hanno, così, raggiunto delle intese preliminari volte a creare forme di collaborazione che sono state, poi, ufficialmente comunicate a questa AdSP il 3 ottobre u.s. A seguito di tali comunicazioni l’Ente ha presentato in Comitato di Gestione una delibera (poi approvata) di accordo sostitutivo con la quale è stato individuato un percorso amministrativo volto, in particolare, a consentire la concreta ed efficace attuazione di una sinergica e positiva collaborazione tra due importanti operatori del porto”.

Ancora ieri, infatti, c’è stato un gran via vai a Molo Vespucci, con rappresentanti di Cfft che sono stati all’interno dell’ente. Bocche cucite su quanto avvenuto e su quanto detto, ma a quanto pare il Presidente, dopo aver cercato più volte chiarimenti da Maersk – che però ha sempre dichiarato che non è lui l’interlocutore, non decidendo dove andare, ma è il cliente che decide tutto, rotta compresa – ha contattato i vertici di Chiquita, azienda leader nel settore. I bene informati parlano di un colloquio telefonico che non ha portato chiarimenti, tutt’altro. A quanto pare, ormai, il cliente – ed un cliente come Chiquita pesa per i traffici dello scalo – non si sente più tutelato. E siccome nel mercato “governa” la merce, per ora l’intenzione rimane quella di non attraccare più a Civitavecchia. 

 

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DECISIONE 16 luglio 2018, n. 1195

Decisione (UE) 2018/1195 del Consiglio, del 16 luglio 2018, relativa
alla firma, a nome dell'Unione europea, di un protocollo dell'accordo
relativo ai servizi internazionali occasionali di trasporto di
viaggiatori effettuati con autobus (accordo Interbus), riguardante i
servizi internazionali regolari e i servizi internazionali regolari
specializzati di trasporto di viaggiatori effettuati con autobus –
Pubblicato nel n. L 214 del 23 agosto 2018
(18CE1839)

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MINISTERO DELLA DIFESA – GRADUATORIA

Graduatorie di merito, per i posti del ruolo normale delle Armi
dell'Arma Aeronautica e del ruolo normale del Corpo di
Commissariato Aeronautico, del concorso, per esami, per
l'ammissione di ottantuno allievi ufficiali alla prima classe dei
corsi regolari dell'Accademia Aeronautica per l'anno accademico
2018-2019.
(18E10552)

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Economia del mare: una svolta per il territorio

CIVITAVECCHIA – Civitavecchia deve puntare sempre più sui driver che rappresentano la sua vocazione, ciò non vuol dire perdere lo status di porto polifunzionale ma vuol dire fare scelte strategiche. Le crociere ed il Ro-Ro hanno un notevole impatto moltiplicativo sull’economia per cui sulle prime va rafforzato il ruolo di home port (porto di partenza e di rifornimento) e per i secondi andrebbe impiantato nel tempo un sistema rivolto sempre più anche a dare logistica alle auto. Per accogliere investimenti logistici è necessario dare progettare strumenti che favoriscano l’attrazione di investimenti: in questo senso i porti del Centro – Nord hanno la possibilità di istituire Zone Logistiche Semplificate. Il "porto del futuro" deve garantire al territorio: internazionalizzazione, logistica e sviluppo del turismo. Sono questi i 3 imperativi su cui Civitavecchia deve impostare la propria crescita e la Zls potrebbe contribuire a farne crescere alcuni.

Sono queste le conclusioni a cui si è giunti con il convegno convegno "Economia del mare – opportunità di sviluppo per il territorio laziale" organizzato da Intesa Sanpaolo in collaborazione con SRM (centro studi collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo), l'Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale e l'Ordine dei Commercialisti ed Esperti Contabili di Civitavecchia. L'occasione per presentare anche la 5° edizione del Rapporto "Italian Maritime Economy” di SRM: strumento che ha messo in evidenza il grande ruolo che il sistema marittimo e portuale di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta svolge per la crescita del territorio e ha sottolineato quali sono in prospettiva i nuovi driver da sviluppare per far sì che lo scalo sia sempre più protagonista con investimenti infrastrutturali e l’attrazione di investimenti imprenditoriali. (SEGUE)

I COMMENTI – “Lo studio realizzato da SRM è molto importante per il nostro Network ed è particolarmente determinante e appropriato per il porto di Civitavecchia – ha commentato il presidente dell'Adsp Francesco Maria di Majo – in quanto mette in evidenza le potenzialità di un porto considerato un punto chiave per lo sviluppo economico della nostra regione, dell’Italia e non solo. Il porto di Civitavecchia e i porti del Network, Fiumicino e Gaeta, sono stati riconosciuti, ultimamente, strategici anche a livello Europeo tanto che la Banca Europea per gli Investimenti (BEI) ha approvato un finanziamento di 195 milioni di euro, il più grande finanziamento concesso dall’istituto di credito lussemburghese in favore di un’autorità di sistema portuale, mirato all'ampliamento del porto di Civitavecchia ed alla realizzazione del nuovo porto commerciale di Fiumicino. Nel primo scalo il progetto riguarderà la realizzazione di grandi opere infrastrutturali, tra cui in particolare il completamento delle opere relative alle darsene servizi e traghetti, e il prolungamento della diga foranea, nonché le relative connessioni viabilistiche. A Fiumicino, il progetto prevedrà, invece, la costruzione della nuova darsena pescherecci e della prima fase del nuovo porto commerciale a servizio di traghetti passeggeri, navi ro-ro, navi da crociera, grazie alla realizzazione di due nuovi frangiflutti e di un’importante opera di dragaggio dei fondali”. 
“Nel Lazio le imprese agganciate al sistema marittimo sono oltre 33mila e generano qualcosa come 7,5 miliardi di euro di valore aggiunto e 134mila posti di lavoro – ha sottolineato Pierluigi Monceri, direttore regionale Lazio, Sardegna e Sicilia Intesa Sanpaolo – Civitavecchia ha registrato nel 2017 la movimentazione di 17 milioni di tonnellate cargo e, con 2,2 milioni di passeggeri, è il primo scalo crocieristico d’Italia ed il secondo d’Europa. La cosiddetta economia del mare costituisce un asset di crescita e sviluppo sempre più strategico e la connessione tra tutti gli attori coinvolti deve essere sempre più forte. La geografia non basta e i competitor sono sempre più agguerriti: occorre consapevolezza del nostro ruolo e delle nostre potenzialità per non perdere le opportunità connesse a questo grande settore. Il Gruppo Intesa Sanpaolo sostiene il settore dei trasporti e della logistica convinto che imprese e infrastrutture di questo settore rappresentino un patrimonio dell’Italia e, nel caso specifico al centro dei lavori di oggi, di Civitavecchia e del Lazio”.
“Il Mediterraneo sta aumentando la sua centralità nell’ambito dei traffici marittimi mondiali, non a caso nell’ultimo ventennio il traffico container è aumentato del 500% – ha quindi aggiunto Alessandro Panaro, responsabile Area Maritime Economy SRM-Studi e Ricerche per il Mezzogiorno – nuovi fenomeni vanno affacciandosi nel Mare Nostrum come ad esempio i numerosi investimenti che la Cina sta realizzando nella logistica e nella portualità marittima, il gigantismo navale che va assumendo proporzioni sempre più preoccupanti per i nostri porti e un’aggressiva politica di attrazione di investimenti imprenditoriali messa in campo dai Paesi dell’area MENA (Middle East & North Africa) attraverso le Free Zones. Queste sfide necessitano di un sistema portuale sempre più innovativo, pronto a realizzare investimenti sempre più mirati alla crescita del territorio ed integrati con la logistica e a definire al più presto strategie che vadano in sinergia con le imprese; in questo senso le ZLS-Zone Logistiche Semplificate possono dare una forte mano a semplificare quelle procedure burocratiche che da sempre rappresentano il problema del nostro sistema portuale. Il sistema portuale di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta con la sua grande vocazione Crocieristica e con una particolare vocazione rivolta al servizio del sistema produttivo deve essere in prima fila per consentire al Paese di non perdere le opportunità che il Mediterraneo sta mettendo in campo”. (Agg. 11/10 ore 13.37)

I NUMERI – La regione Lazio ha un sistema marittimo che vanta la presenza di oltre 33mila imprese (il 18% del Paese), genera 7,5 miliardi di euro di valore aggiunto (il 17% del Paese) e 134mila occupati (il 15,4% del Paese). Al 2017, il porto di Civitavecchia ha registrato circa 17 milioni di tonnellate cargo con una tenuta rispetto al 2016. L’import export marittimo del Lazio supera i 15 miliardi di euro. È significativa la quantità di rinfuse movimentata ma evidenziamo che a dare valore ai traffici commerciali di Civitavecchia è soprattutto il Ro-Ro (trasporto auto e veicoli gommati in generale) che sfiora i 5 milioni di tonnellate con un aumento del 3% sul 2016. Il Ro-Ro è un settore che consente al Paese di ridurre l’inquinamento e l’incidentalità (i tir viaggiano più sicuri sulle navi) e danno forza al nostro export di auto.Si tratta di un comparto ad alto valore aggiunto soprattutto se legato al trasporto delle auto-nuove.  Civitavecchia rappresenta il 5% del traffico nazionale. Il traffico Ro-Ro del porto è cresciuto del 23% negli ultimi 5 anni. Lo scorso anno nel porto di Civitavecchia il traffico di autovetture nuove è stato di 280mila unità, dato che conferma il trend positivo del 2016. Attraverso le Autostrade del Mare Civitavecchia è collegata con servizi regolari ai porti mediterranei di Barcellona, Tunisi, Olbia, Porto Torres, e con i porti Extra mediterranei di Halifax, Davisville, New York, Baltimore, Jacksonville, Houston, Tuxpan, Veracruz. Civitavecchia è il primo scalo crocieristico d’Italia con 2,2 milioni di passeggeri ed il secondo in Europa (dopo Barcellona) ed un punto di riferimento per il turismo. Esso è la «porta» di accesso alla Capitale. Quasi un quarto dei crocieristi italiani transita attraverso questo scalo. Problema del porto è rafforzare il ruolo di home port vale a dire porto di imbarco e non di mero transito. (Agg. 11/10 ore 14.29)

 

 

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Un Polo per la Sicurezza a via Vilnius

LADISPOLI – Un polo per la sicurezza utile a garantire l'interconnessione tra le Forze dell'ordine e allo stesso tempo a dotare i volontari della Protezione civile di locali idonei per lo svolgimento delle loro attività. Passa la mozione del gruppo della Lega in consiglio comunale. In questo modo, non solo i volontari potranno stare a stretto contatto con gli uomini della municipale e in particolare con il Comandante Blasi, che comanda il gruppo, ma verrebbe a crearsi una vera e propria “cittadella”. Lì vicino è già presente la sede della Guardia di Finanza e sarà realizzata la nuova Caserma dei Carbinieri. L'amministrazione non vuole nemmeno escludere che un giorno, qualora le richieste vengano accolte, potrà essere allocato il presidio fisso o temporaneo della Polizia di Stato. 
Dopo gli ultimi episodi di violenza che hanno interessato la città balneare (dalla rissa in pieno centro che ha visto ignoti seminare il panico in diverse attività commerciali del viale Italia; fino ad arrivare alla rapina a mano armata che ha interessato un mini market della città) anche da parte dei cittadini era nata l'esigenza di chiedere un Commissariato di Polizia in città, tanto che era stata lanciata anche una petizione sulla piattaforma change.org. E su questa scia è stata invece approvata la mozione presentata dal gruppo Fratelli d'Italia: «Ad oggi – ha spiegato il consigliere Ardita – la popolazione residente è aumentata di 7mila abitanti, dal 1970, con un'alta incidenza di stranieri che rappresentano il 18% della popolazione. A questi – ha proseguito Ardita – si aggiungono i non regolari. Dal 2011 Ladispoli è inoltre diventata città». Il consigliere di FdI ha inoltre puntato i riflettori sulla “centralità” di Ladispoli rispetto alla Capitale, al porto di Civitavecchia e all'aeropporto di Fiumicino. «In estate – ha proseguito – il numero di residenti raddoppia», ma il personale in capo alle Forze dell'Ordine resta invariato. Da qui la necessità di incrementare questo numero, così da garantire maggiore sicurezza e un maggiore controllo del territorio. 
Ma se da una parte il consiglio comunale si è trovato favorevole a “regalare” ai volontari della Protezione civile i nuovi locali di via Vilnius, dall'altra parte, ora resta un problema da risolvere: dove ospitare le associazioni di volontariato. Con una mozione presentata dal Movimento 5 Stelle lo scorso anno, infatti, l'amministrazione si era impegnata a cedere i locali di via Vilnius in questione, proprio alle associazioni di volontariato, che ora con il nuovo documento approvato dalla massima assise cittadina, si ritrovano nuovamente senza una casa. «Magari – ha detto Pizzuti Piccoli – le riportiamo a via Aldo Moro, così siamo tutti più contenti».
 

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L’Università della Tuscia premiata per la sana gestione

VITERBO – Prima dell'Università della Tuscia solo altri 4 Atenei in Italia. Nel Lazio è la prima tra le Università ad ottenere risultati così lusinghieri. Mai prima d'ora aveva raggiunto livelli così ottimali. Questo risulta dalle classifiche rese pubbliche dal MIUR che riguardano il fondo di finanziamento ordinario (FFO) : un finanziamento statale che costituisce una delle principali fonti di entrata per le università italiane.  

Si tratta del finanziamento più importante dell’anno in quanto determina la quota trasferita annualmente agli atenei per il pagamento degli stipendi e per le spese per la didattica e la ricerca. Le risorse vengono attribuite agli atenei utilizzando un modello basato su alcuni parametri, con peso diverso, uguali per tutti gli atenei: numero studenti regolari attivi, il cosiddetto costo standard, qualità della ricerca, qualità del reclutamento accademico. In più le università possono scegliere autonomamente ulteriori parametri (cosiddetta autonomia responsabile) di valutazione che contribuiscono ai calcoli del modello. L’utilizzo di questi parametri definisce le assegnazioni alle università e, di fatto, determina una classifica.  Tra le tante classifiche del panorama accademico, molte basata su parametri poco rilevanti, questa è l’unica che conta davvero, perché è quella del Ministero ed assegna le risorse finanziarie necessarie per la sopravvivenza e lo sviluppo degli atenei.

L’Università della Tuscia, come dato totale, ottiene un finanziamento complessivo superiore, rispetto allo scorso anno, di oltre 1.200.000 euro, ovvero il 3,72% in più.

Si tratta di un risultato straordinario, uno dei migliori di sempre, che posiziona l’Ateneo, in una ipotetica classifica degli atenei più progrediti, al quinto posto assoluto nel Paese nell’unica vera classifica che conta.

L’Ateneo, per la prima volta negli ultimi anni, migliora in tutti gli ambiti della classifica, dal numero di studenti regolari attivi al reclutamento.

Il risultato assume ancora più rilevanza perché si tratta di una classifica dinamica, in cui vengono confrontate le prestazioni degli atenei. Non è sufficiente dunque migliorare, occorre farlo in misura superiore agli altri.Va anche rilevato che quest’anno il Ministero ha introdotto, con buon senso, dei parametri perequativi per le università localizzate in aree più difficili da raggiungere, tra cui anche Viterbo. Ma al di là di questo, comunque importante perché riconosce situazioni di obiettivo disagio, l’Ateneo ha migliorato tutte le proprie prestazioni. Il merito, come sempre accade, va condiviso con tutte le componenti della comunità accademica, studenti, personale docente e personale tecnico amministrativo, ciascuno ha fatto la propria parte in modo diverso. "Si tratta anche di un premio alla serietà -afferma il rettore dell'UNITUS Alessandro Ruggieri-e alla costanza del lavoro svolto su didattica e ricerca, ma anche un riconoscimento alle politiche strategiche dell’Ateneo di questi anni, ferme nel perseguire alcuni obiettivi, come il miglioramento delle prestazioni didattiche, la razionalizzazione dei corsi di studio, e la capacità di scegliere bene i propri parametri autonomi, che hanno contribuito in modo significativo al risultato (numero di crediti conseguiti dagli studenti e crediti conseguiti all’estero). Politiche dell’Ateneo che dunque hanno pagato: l’Università viterbese, ormai da 5 anni, al proprio interno, ribalta il modello FFO per distribuire le risorse interne, valorizzando così i più bravi e meritevoli e coloro che più contribuiscono alle prestazioni positive.

E’ un risultato importante di cui essere felici e orgogliosi ma non deve far abbassare la guardia rispetto al miglioramento continuo. Un obiettivo raggiunto e un punto di partenza per una ulteriore crescita dell’Ateneo, soprattutto sul fronte dell’attrattività dell’offerta formativa, perché, trattandosi di classifiche dinamiche, anche gli altri atenei stanno lavorando per migliorare.

Resta oggi la soddisfazione di un ateneo molto competitivo e ormai ben saldamente posizionato nel panorama nazionale e internazionale".

 

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