DECISIONE 28 settembre 2018, n. 1485

Decisione (UE) 2018/1485 del Consiglio, del 28 settembre 2018,
relativa alla posizione da adottare a nome dell'Unione europea in
merito alle modifiche degli allegati dell'accordo europeo relativo al
trasporto internazionale di merci pericolose su strada (ADR) e dei
regolamenti allegati all'accordo europeo relativo al trasporto
internazionale di merci pericolose per vie navigabili interne (ADN) –
Pubblicato nel n. L 251 del 5 ottobre 2018
(18CE2186)

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REGOLAMENTO 12 settembre 2018, n. 1240

Regolamento (UE) 2018/1240 del Parlamento europeo e del Consiglio,
del 12 settembre 2018, che istituisce un sistema europeo di
informazione e autorizzazione ai viaggi (ETIAS) e che modifica i
regolamenti (UE) n. 1077/2011, (UE) n. 515/2014, (UE) 2016/399, (UE)
2016/1624 e (UE) 2017/2226 – Pubblicato nel n. L 236 del 19 settembre
2018
(18CE1942)

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REGIONE AUTONOMA FRIULI-VENEZIA GIULIA – DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE 17 aprile 2018, n. 109

Regolamento di modifica al Regolamento recante le modalita' di
applicazione del regime di sostegno comunitario alla riconversione e
ristrutturazione dei vigneti a partire dalla campagna vitivinicola
2017/2018, in attuazione dell'articolo 46 del Regolamento (UE)
1308/2013 e dei Regolamenti delegato (UE) n. 2016/1149 e di
esecuzione (UE) n. 2016/1150 della Commissione, emanato con decreto
del Presidente della Regione 30 maggio 2017, n. 117.
(18R00253)

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Il Paese che vorrei, una mozione per il coinvolgimento dei cittadini nella vita politica del territorio

SANTA MARINELLA – Il 5 novembre in Consiglio comunale sarà discussa una proposta di modifica dello Statuto comunale presentata da “il paese che vorrei” e volta a promuovere la partecipazione.

Gli strumenti di partecipazione popolare, pur essendo previsti nello Statuto comunale sin dal 2001, nella nostra città di fatto non possono essere applicati. Il desiderio dei cittadini di essere parte attiva della vita pubblica si è sempre infranto, infatti, contro soglie di sottoscrizioni altissime e contro la mancanza dei regolamenti operativi, mai approvati. Tutto questo ha fatto si che venisse negato il diritto alla partecipazione, riconosciuto a tutti i livelli normativi.

"Nel tempo, – spiegano dal Paese che vorrei –  questa grave lacuna ha costituito un deterrente alla discussione e alla formulazione di proposte collettive sui problemi del territorio. Si è diffuso invece un sistema attraverso il quale il cittadino è portato a rivolgersi direttamente al singolo referente dell’Amministrazione per la risoluzione di problemi e i rappresentanti politici si rivolgono ai cittadini solo in occasione delle tornate elettorali. Questo rapporto interpersonale ormai consueto, oltre a comportare evidenti lacune sotto il profilo della trasparenza, blocca lo sviluppo di una consapevolezza sulla natura collettiva di alcune istanze, sull’attuazione dei  diritti condivisi dai cittadini e sulla maggiore forza contrattuale insita nel coinvolgimento collettivo".

Per favorire la discussione pubblica e promuovere il confronto, “il Paese che Vorrei” ha ritenuto opportuno avanzare una proposta di modifica di alcuni articoli dello Statuto, che interessano proprio la partecipazione popolare. "In primo luogo  – spiegano – si richiede di adeguare allo standard nazionale il numero delle sottoscrizioni necessarie per avanzare istanze, petizioni, deliberazioni a iniziativa popolare e promuovere referendum. Attualmente il numero di sottoscrizioni richieste è spropositato rispetto alla realtà degli altri comuni (il 35% degli aventi diritto al voto contro una media nazionale del 10%). Inoltre, per rendere operativi gli strumenti di partecipazione, sono stati elaborati tutti i regolamenti necessari, raccolti in un Testo Unico in materia di democrazia partecipata".

Nel dettaglio gli istituti interessati alla modifica sono i seguenti: le istanze, con cui i cittadini possono sollecitare l’iniziativa del Comune su questioni di interesse generale; le petizioni popolari che offriranno la possibilità di chiedere direttamente a Sindaco, Giunta e Consiglio spiegazioni e delucidazioni nel merito di atti emanati dagli organi dell’amministrazione; le  proposte di deliberazione di iniziativa popolare attraverso cui i cittadini possono avanzare al Consiglio comunale vere e proprie proposte per l’emanazione di provvedimenti; il referendum consultivo che consiste nel chiamare i cittadini a esprimere il loro orientamento in merito a un tema, iniziativa o progetto e il referendum abrogativo, con cui i cittadini possono esprimersi in merito alla cancellazione totale o parziale di una deliberazione adottata dal Consiglio comunale o dalla Giunta.

"Queste modifiche – concludono dal Paese che vorrei –  intendono restituire voce ai cittadini riportandoli al centro della vita politica e sociale del nostro comune. Hanno l’ambizione di far rinascere negli abitanti di Santa Marinella la voglia e l’orgoglio di sentirsi parte di una collettività e di tornare a interessarsi ai temi che riguardano la città, i beni comuni, i servizi, il lavoro, la qualità della vita".

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Via ai cambi di destinazione d’uso

ALLUMIERE – Approvata ad Allumiere la nuova regolamentazione relativa ai cambi di destinazione d’uso degli immobili, così come previsto dai commi 1, 2 e 3 dell’art. 4 della Legge Regionale 7/2017. 
Nei giorni scorsi si è svolto il consiglio comunale e la nuova delibera è stata approvata. Sono compresi cambi d’uso su immobili ricadenti al di fuori delle zone individuate come insediamenti urbani storici dal PTPR ovvero zone Omogenee B e C sature ai sensi del DM 1444/68; cambi d’uso anche nella frazione di La Bianca, purché non ricadenti nelle aree di PTPR con vincolo dichiarativo art. 136 d.lgs. 42/04. Nei prossimi giorni si provvederá all’individuazione delle aree e dei limiti consentiti per attuare le modificazioni d’uso funzionale ai sensi dell’art. 23-ter nei perimetri del tessuto urbano storico art. 43 PTPR, attraverso apposito Regolamento Attuativo. 
I cambi d’uso sono consentiti nelle zone omogenee tipo B e C (sature), purché non ricadenti nelle aree di Paesaggio degli Insediamenti Urbani Storici del PTPR, i cambi di destinazione d’uso tra le categorie residenziale, turistico–ricettiva, produttiva, direzionale e commerciale. Per gli immobili ricadenti nelle zone individuate come insediamenti urbani storici dal PTPR, sono consentiti altresì cambi di destinazione d’uso tra le seguenti categorie: residenziale, turistico–ricettiva, commerciale, attività artigianali non inquinanti, studi tecnici, medici, uffici ecc. Per le Zone omogenee “D – aree industriali ecc.” rimangono applicate le attuali norme di PRG per cui non possono essere autorizzati cambi di destinazione d’uso. È stato stabilito in consiglio di procedere alla valutazione di alcuni ambiti all’interno del tessuto urbano cittadino su cui avviare un confronto con le realtà socio economiche presenti, per attivare Programmi di Rigenerazione Urbana, quali l’area di completamento centro abitato; l’area della frazione La Bianca; le aree in Piani di Lottizzazione saturi. Si prenderà atto delle altre previsioni normative della legge regionale 7/2017 che trovano applicazione diretta sulle procedure urbanistiche per adeguamenti anti sismici, efficientamenti energetici e messa in sicurezza degli immobili e alla adozione degli atti di conseguenza secondo quanto disposto di legge ovvero in applicazione di modifica dello strumento urbanistico vigente ai sensi dell’art. 1 L.R. 36/87. Contestualmente alla redazione dei Regolamenti Attuativi, l’amministrazione si impegna a redigere regolamenti o norme attuative in materia di parcheggi e viabilità nel centro urbano, ciò al fine di prevedere soluzioni organiche per una migliore qualità ambientale ed urbana di tutto il nucleo centrale. L’atto è stato immediatamente eseguibile

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«Il turismo messo a dura prova dalle regole»

MONTALTO DI CASTRO – «Se la Regione Lazio vuol rilanciare il turismo e fare in modo che chi investe si senta più tutelato, deve riesaminare le proprie leggi e i propri regolamenti, al fine di sviluppare un'economia turistica (sia lavorativa che di fruizione) competitiva rispetto ad altre zone d'Italia o estere». Il sindaco di Montalto di Castro, Sergio Caci, torna a puntare i riflettori sulla direttiva Bolkestein e sull'impossibilità per i proprietari di chioschi, nonostante gli sforzi congiunti di amministrazione e Guardia Costiera, di mantenere montate queste strutture anche nel periodo invernale. 
«Quest’anno, a meno di ventiquattro mesi dall’entrata in vigore della direttiva Bolkestein, spauracchio di tutti i concessionari di stabilimenti balneari, l’amministrazione comunale, insieme alla Guardia Costiera, si è attivata presso la Regione Lazio al fine di ottenere la disponibilità a tenere montati i chioschi temporanei realizzati sulla spiaggia e vincolati appunto allo smontaggio una volta terminata la stagione estiva. Mi riferisco – ha spiegato il Sindaco – alle numerose strutture in legno che ogni estate accolgono bagnanti locali e turisti, che offrono servizi essenziali regalando a tutti i frequentatori momenti di relax impagabili. Questi chioschi, gradevoli allo sguardo e molto ben inseriti nel contesto naturalistico delle spiagge di Montalto e Pescia, nella maggior parte dei casi sono gestiti familiarmente, creando un reddito che, paragonato all’immagine data al paese ed ai positivi commenti dei turisti, è più basso di quanto si possa immaginare. I chioschi in questione sono vincolati al Piano Territoriale Paesistico Regionale ed alla Legge Regionale nr.24 del 1998 (Pianificazione paesistica e tutela dei beni e delle aree sottoposte a vincolo paesistico) ovvero devono, come dicevo sopra, essere montati all’inizio della stagione estiva e smontati al suo termine. Un'attività – ha tenuto a sottolineare Caci – che ha dei costi e che, in quest'ultimo periodo di crisi economica, con una legge sulle concessioni in arrivo che rischia di far svanire i diritti sulle singole licenze, si sarebbe voluta evitare volentieri. Purtroppo – ha tuonato Caci – la politica in questo caso, ha fallito. Nonostante i nostri ripetuti reclami e solleciti, né la giunta né il consiglio regionale, che in questo caso sono gli unici ad avere il potere di cambiare le regole, sono riusciti a trovare una soluzione utile». Per il primo cittadino «queste norme andrebbero radicalmente riviste». Questa è l'unica soluzione per «rilanciare il turismo e fare in modo che chi investe si senta più tutelato». E a cambiare le regole del gioco deve essere, per Caci, proprio la Regione Lazio. E' la Pisana infatti che «deve riesaminare le proprie leggi e i propri regolamenti, al fine di sviluppare un'economia turistica competitiva rispetto ad altre zone d'Italia o estere». Un cambio di passo, dunque necessario che se non intrapreso, per il primo cittadino castrense, potrebbe causare solo danni all'economia locale: «Gravare di maggiori costi le attività – ha infatti detto – si traduce irrimediabilmente in chiusure definitive o innalzamento dei prezzi. Abbiamo ancora tanti anni di amministrazione avanti a noi, sia comunale che regionale ed è giunto il momento che, insieme, di ragioni a una riorganizzazione paesistica e turistica che non si compromettano a vicenda. Oggi purtroppo è così, pur con delle strutture che, durante l’inverno, non danno fastidio a nessuno». Il sindaco Caci, infine, coglie l'occasione per ringraziare comunque i consiglieri regionali «Enrico Panunzi, Stefano Parisi e Antonello Aurigemma che, insieme all’amministrazione comunale, hanno approfondito il tema e cercato una soluzione. Ringrazio anche la Federbalneari che si è spesa e si sta impegnando anche per affrontare il futuro delle concessioni balneari. Ringrazio infine i concessionari, soprattutto perché in questi ultimi anni, tra montaggi e smontaggi, ogni volta si sono privati di parte dei loro guadagni, senza mai venir meno al loro impegno».

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''Guardie Zoofile, un baluardo a Ladispoli''

LADISPOLI – "Continuano gli interventi delle Guardie Zoofile di Fare Ambiente e Nogra nel far rispettare le leggi Nazionali ed il regolamento comunale sulla tutela e sul benessere degli animali a Ladispoli".

Con queste parole Miska Morelli, Capo Segreteria del Sindaco ed incaricato della Tutela degli Animali, ha commentato il lavoro delle Guardie Zoofile che rappresentano un baluardo per il rispetto delle regole sul territorio.

“Ringrazio queste Associazioni per il loro impegno quotidiano nel nostro territorio – prosegue Morelli – oltre che sensibilizzare ed informare i cittadini sulle leggi e sui regolamenti, intervengono per le tante segnalazioni ricevute. Inoltre stanno anche effettuando diversi interventi di accertamento di reato, di recente le Guardie di Fareambiente hanno denunciato un uomo per aver abbandonato il proprio cane in strada. E' un servizio importantissimo che in questi ultimi mesi ha dato delle risposte concrete alla città. La convenzione con queste Associazioni è un altro punto del programma amministrativo portato a termine e voluto dal nostro sindaco Alessandro Grando. Ricordo inoltre che il maltrattamento e l'abbandono sono reati puniti penalmente, quindi, chi ne fosse a conoscenza, deve comunicare questi reati alle forze di Polizia”.

L'amministrazione ricorda che per ogni informazione e segnalazione è attivo nei giorni di lunedì dalle ore 9,00 alle ore 10,00, martedì dalle ore 15,00 alle ore 17,00, mercoledì dalle ore 9,00 alle ore 10,00, presso la Casa comunale, lo sportello sulla Tutela degli animali.”

 

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REGOLAMENTO 4 luglio 2018, n. 1139

Regolamento (UE) 2018/1139 del Parlamento europeo e del Consiglio,
del 4 luglio 2018, recante norme comuni nel settore dell'aviazione
civile, che istituisce un'Agenzia dell'Unione europea per la
sicurezza aerea e che modifica i regolamenti (CE) n. 2111/2005, (CE)
n. 1008/2008, (UE) n. 996/2010, (UE) n. 376/2014 e le direttive
2014/30/UE e 2014/53/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, e
abroga i regolamenti (CE) n. 552/2004 e (CE) n. 216/2008 del
Parlamento europeo e del Consiglio e il regolamento (CEE) n. 3922/91
del Consiglio – Pubblicato nel n. L 212 del 22 agosto 2018
(18CE1835)

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REGOLAMENTO 18 luglio 2018, n. 1091

Regolamento (UE) 2018/1091 del Parlamento europeo e del Consiglio,
del 18 luglio 2018, relativo alle statistiche integrate sulle aziende
agricole e che abroga i regolamenti (CE) n. 1166/2008 e (UE) n.
1337/2011 – Pubblicato nel n. L 200 del 7 agosto 2018
(18CE1726)

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