MINISTERO DELLA SALUTE – DECRETO 2 ottobre 2018

Conferma del riconoscimento del carattere scientifico dell' IRCCS
«Centro Neurolesi Bonino Pulejo», in Messina, nella disciplina di
«Neuroscienze nell'ambito della prevenzione, del recupero e del
trattamento delle gravi cerebrolesioni acquisite». (18A07140)

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Università Agraria di Bracciano: al via il progetto Collina dei Venti casa di accoglienza per donne vittime di violenza

BRACCIANO – Prosegue l’attività di valorizzazione del patrimonio dell’Università Agraria di Bracciano. Grazie ad un accordo siglato con l’Associazione Temporanea di Imprese Collina dei Venti i locali e 9 ettari di terreno in località Macchia Grande diventeranno una casa di accoglienza di secondo livello mirata al recupero dell’autosufficienza da parte di donne già vittime di violenza.

“E’ un progetto al quale credo molto e che ho seguito in ogni suo passaggio perché credo sia una ottima soluzione – commenta Alberto Bergodi, vicepresidente dell’Università Agraria di Bracciano – non solo per andare a valorizzare spazi del patrimonio collettivo ma anche per contribuire alla realizzazione di importanti attività di alta valenza sociale. Non si tratterà di una struttura chiusa – aggiunge ancora Bergodi – ma di un servizio che proporrà, al contrario, occasioni di integrazione con il territorio e che garantirà la massima fruibilità sia per gli utenti che per i cittadini. Pensiamo – sottolinea il vicepresidente – che attivare sinergie e collaborazioni a vantaggio della comunità debba essere uno degli obiettivi per un ente di gestione di proprietà collettive come il nostro e questo progetto. A mio avviso, risponde appieno a questa esigenza”.

L’area che era già stata utilizzata per la comunità di recupero per tossicodipendenti Punto Linea Verde con questo progetto, nato dalla stretta collaborazione tra l’Università Agraria e la associazione di imprese, si candida a divere il luogo dove realizzare uno dei primi progetti in Italia indirizzati a questi importanti scopi sociali.

L’Università Agraria di Bracciano aveva indetto un bando per la presentazione di manifestazione d’interesse specifica per la assegnazione di questi spazi in esecuzione della deliberazione della Deputazione Agraria del 15 giugno 2015 e la proposta presentata dalla ATI che vede come capofila la Associazione per la  Fondazione Paola Decini trova oggi, dopo la firma dell’accordo, la possibilità di concretizzarsi unendo un progetto di valenza sociale a quello della valorizzazione del patrimonio collettivo.

Disposto, in particolare l’affidamento per sei anni, rinnovabili in altri sei anni. L’obiettivo è la realizzazione di una casa di semi-autonomia, ovvero di una struttura di accoglienza e ospitalità temporanea di secondo livello, rivolta a donne vittime di violenza e ai loro figli minori.

La gestione è affidata ad un Consorzio che include tra i partner l’Università Agraria di Bracciano alla quale viene affidato un ruolo di supervisione volto a verificare la coerenza del progetto accolto e la compatibilità con gli scopi dell’ente.

Oltre al recupero dei 14 fabbricati presenti, verranno attivate attività agricole e creata una fattoria sociale con scopi anche educativi. La struttura ospiterà anche una scuola dei mestieri dedicata alla formazione di artigiani guardando alle nuove tecnologie produttive e si propone come spazio di incontro e per la organizzazione di attività culturali. Prevista inoltre la realizzazione di sentieri e percorsi attrezzati. L’intervento previsto è di oltre 1.500.000 euro.

“Grazie alla sensibilità ed alla attenzione alle finalità sociali dell’Università Agraria di Bracciano – commenta il professor Vinicio Bottacchiari, presidente dell’Associazione per la Fondazione Paola Decinifinalmente si può realizzare un progetto a cui la Associazione Paola Decini ha lavorato per anni, elaborando un percorso sempre più ricco di suggestioni e di esperienze. Si tratta di creare un insieme di condizioni e di opportunità che consentano alle donne che hanno subito violenza di superare la fase emergenziale e di progettare un futuro di emancipazione e di autosufficienza, in un contesto di serenità e di fiducia. Sarà una esperienza di comunità solidale ed aperta, con percorsi di valorizzazione delle competenze e di costruzione di profili professionali autonomi ed imprenditoriali. Essenziale sarà il rapporto con l’ambiente sociale ed istituzionale locale, in una logica di interscambio e di sussidiarietà. Il progetto, cui hanno già aderito molti soggetti – conclude Bottacchiari – è aperto alla attiva partecipazione di Enti, associazioni ed organizzazioni, soprattutto locali, così da proporsi come modello ad altre esperienze. Siamo fieri di potere così continuare il lavoro e gli ideali di Paola Decini, cui è dedicata la Associazione”.

L’intero progetto verrà illustrato a breve nei dettagli nel corso di un evento di presentazione.

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La Corte di giustizia Ue: l’Italia recuperi l’Ici non versata dalla Chiesa. Respinto il ricorso sull’Imu

Il Tribunale del Lussemburgo dichiara nulla «l’impossibilità di recupero dell’aiuto a causa di difficoltà organizzative»: si tratta solo di «difficoltà interne». La scuola Montessori: «Davide ha battuto Golia»

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Il Corneto perde il big match, bene Cpc e S. Marinella

La Vigor Acquapendente si porta a -1 dalla vetta del girone, grazie al netto successo per 3-0 ottenuto in casa ai danni del Corneto Tarquinia. Al derby d’altissima quota gode solo la Vigor, soprattutto perché un Tarquinia, stranamente imbambolato nei primi trenta minuti, viene punito dalle magie di Verri. Che la squadra di Del Canuto è tutt’altra cosa si vede dopo, nella reazione che valorizza le molteplici conclusioni di Catracchia, Gravina, Pastorelli, Federici sulle quali saracinesca Calzà è in vena di magie. Con il passare dei minuti si aprono praterie per gli aquesiani che prima di calare il tris su rigore con Isla Cacciavillani al quarto minuto di recupero, colpiscono la traversa con Finocchi e costruiscono altre occasioni da rete. Sembra abbastanza deluso mister Del Canuto che dice: «Era uno scontro al vertice e purtroppo siamo stati noi ad approcciarlo nella maniera peggiore. Due nostre leggerezze in trenta minuti hanno messo in discesa la gara per gli aquesiani e tremendamente in salita quella nostra. Abbiamo reagito e replicato alla stragrande ma contro una squadra del genere e con un tale svantaggio, non è stato assolutamente facile, abbiamo perso una battaglia ma non la guerra. Non dobbiamo perdere fiducia dopo una gara in cui non abbiamo giocato sui nostri consueti livelli». La Cpc2005 riscatta l’opaca prestazione di Corneto rifilando quattro gol al Montefiascone. Ribalta il risultato sul finire di primo tempo con Tabarini e Funari, in vantaggio gli ospiti dopo soli cinque minuti grazie al rigore trasformato da D’Aprile, per poi consolidare prestazione e risultato nella ripresa grazie ai gol di Gallo al 3’ e di Bevilacqua al 19’. Mezz’ora di appannamento, concomitanti col vantaggio ospite, surclassati nel resto della gara. Termina con un segno ics il derby tra Tolfa e Csl Soccer. Un risultato giusto quello maturato domenica al Felice Scoponi, un 1-1 che non accontenta le due compagini, ma dà certezze tecniche ai due allenatori. Ad aprire le danze sono i rossoblù di Daniele Fracassa che al 34’ siglano l’1-0 grazie al bomber classe 2000 Ivan Saraceno. Il pareggio collinare arriva poco prima della fine dei primi 45’ con un colpo di testa di Trincia. Nella ripresa grande equilibrio da entrambe le parti, con i tolfetani che sfiorano più volte il gol vittoria, in particolar modo con Marconi che gonfia la rete alla mezz’ora, ma l’assistente dell’arbitro alza la bandierina per segnalare il fuorigioco. «La partita si è accesa improvvisamente con la Csl che è passata in vantaggio grazie a Saraceno – dicono i dirigenti collinari – rimasto solo al limite dell’area biancorossa lesto a sfruttare un errore in disimpegno. Abbiamo reagito immediatamente e per dieci minuti abbiamo assediato la porta avversaria e siamo andati vicino al goal per due volte con un palo di Lavagnini su punizione e una bella azione sulla fascia con conclusione di Trincia da pochi metri e gran intervento di Del Duchetto. Il meritato pareggio è arrivato al 40’ ad opera del solito Trincia che ha colpito il palo e la palla si è poi insaccata. Il secondo tempo è scivolato via con pochissime occasioni e con le due squadre che è sembrato accontentarsi». Primo successo interno del Santa Marinella che al Tamagnini batte per 1-0 il Citta di Cerveteri. I tirrenici, dopo tanto penare, trovano la prima vittoria casalinga e lo fanno con una signora squadra che meriterebbe molti punti in piu’ in classifica. E’ stata una partita equilibrata con occasione da rete da ambo le parti, nel primo tempo meglio gli ospiti che si vedono sventare nei primi minuti un gol quasi fatto da uno strepitoso Andrea Sanfilippo, nella ripresa meglio i padroni di casa che con una gara tutta grinta e orgoglio, cercano di più la vittoria e dopo un fallo in area ai danni di Francesco Bonaventura non punito con un rigore, arriva al gol liberatorio di Iacobucci, abile a proteggere una respinta in area cerite e a calciare al momento opportuno a rete. La rete viene confermata da altre due occasioni da gol uscite di poco a lato. Di contro il Cerveteri con le sue pregiate bocche di fuoco ha avuto un paio di occasioni, di cui una su calcio di punizione, neutralizzata con una parata strappa applausi dal solito Sanfilippo. «Finalmente ho visto una squadra che lotta e che ha voluto la vittoria – dice mister Morelli – bisogna ripartire da questo successo per cercare di uscire dalla zona play out. I ragazzi hanno sfruttato al meglio le occasioni, ma c’è anche da dire che Sanfilippo è stato straordinario in quei due interventi che hanno salvato il risultato. Molto bene in difesa anche Morasca, che si è subito integrato nel gruppo e non ha sbagliato un colpo. Ora dobbiamo fare il massimo domenica prossima per sfruttare al meglio il confronto casalingo con il Tolfa». L’Atletico Ladispoli pareggia per 1 a 1 in casa contro l’Academy Roma Aurelio e resta in solitario penultimo in classifica.

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Il Ladispoli incassa la quinta sconfitta stagionale: all’Anco Marzio è 3-2 Ostiamare

Non è riuscito il Ladispoli ad espugnare l’Anco Marzio di Osta. L’Ostiamare infatti si aggiudica il match per 3-2 in una gara dai tanti capovolgimenti di fronte. Padroni di casa sul doppio vantaggio già nel primo tempo grazie alle reti di Bertoldi prima e di De Iulis poi. A pochi istanti dal rientro negli spogliatoi poi una perla di Camilli riporta in partita i rossoblu. Gli ospiti tornano carichi dagli spogliatoi e al 10’ ristabiliscono prepotentemente gli equilibri con un’altra punizione, stavolta di Cardella. Solo due minuti più tardi  l’Ostiamare chiude la partita con il gol del classe ’99 Cabella. Nei primi minuti di partita è l’Ostiamare a gestire maggiormente il possesso palla, il primo squillo infatti è proprio di marca biancoviola: il portiere rossoblu è chiamato ad un grande intervento sul tiro dalla distanza di Cabella. I padroni di casa costruiscono molto e al 25’ riescono a sbloccare il risultato: tiro rasoterra di Bertoldi che si infila all’angolino basso alla sinistra di Salvato. Forti del vantaggio i ragazzi di mister Greco si portano sul doppio vantaggio, stavolta grazie al pallonetto sotto l’incrocio di De Iulis, già autore del gol vittoria nella gara sul Latina. Quando sembra ormai imminente il duplice fischio, siamo al terzo minuto di recupero, Jacopo Camilli compie una prodezza su calcio di punizione e porta i suoi al riposo sul 2-1. Al 10’ della ripresa Federico Cardella riporta il risultato in situazione di parità: sulla punizione del bomber rossoblu Giannini rimane immobile col pallone che si infila in rete. Passano esattamente due minuti e complice di una svista da parte degli ospiti, Andrea Cabella entra in area e a tu per tu con Salvato sigla la rete del sorpasso. De Fato e Cardella sono gli ultimi ad arrendersi in casa Ladispoli: il centrocampista cerca la rete con un destro sul palo di Giannini che respinge in calcio d’angolo e il bomber non trova la porta dopo una mezza rovesciata nei minuti finali.

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Rigenerazione Urbana, il Comune di Montalto verso il recupero del patrimonio edilizio esistente

MONTALTO – «L’opportunità fornita dalla Legge sulla “Rigenerazione Urbana”, è un’occasione che le amministrazioni comunali non possono lasciarsi sfuggire». Lo dichiara il vicesindaco e assessore all’urbanistica Luca Benni. «Grazie a quanto stabilito dalla Legge regionale – aggiunge l’assessore – è possibile attuare una serie di interventi necessari a riqualificare il territorio comunale per i quali, fino ad ora, era possibile procedere solo attraverso degli istituti urbanistici che prevedono un iter lungo e complesso. Pensiamo ai piani di recupero urbano, ai programmi integrati di intervento, ai piani particolareggiati, alle varianti puntuali agli strumenti urbanistici generali o altro».

La semplificazione data dalla nuova legge permette, quindi, di intervenire puntualmente e specificatamente sulle singole porzioni di territorio e su singoli edifici esistenti attraverso una o più delibere di Consiglio comunale che individuino, anche con la partecipazione dei cittadini, gli ambiti degradati da riqualificare; il tutto attraverso la veloce approvazione prevista dall’art. 1 della L.R. 36/87 s.m.i.

«In tale ottica – continua L’assessore Luca Benni –  l’amministrazione comunale di Montalto di Castro ha inteso dare avvio alla procedura prevista dalla citata legge regionale. Attraverso una prima delibera di Consiglio comunale, che recepisca i criteri informatori generali della legge, si vuole segnare in maniera chiara il percorso amministrativo e tecnico da seguire per giungere nel più beve tempo possibile alla regolamentazione e all’attuazione dei punti fondamentali per la rigenerazione urbana e per il recupero del patrimonio edilizio esistente.

La corretta attuazione della rigenerazione urbana è molto importante; questa legge rappresenta una grande opportunità per il recupero di tessuti urbani degradati, la riduzione del consumo di suolo e il miglioramento dell’efficienza energetica e della sicurezza sismica degli edifici. Una serie di interventi – conclude l'assessore Benni – per promuovere lo sviluppo sostenibile del territorio, che il comune vuole assolutamente perseguire e mettere a disposizione degli addetti ai lavori. Ringrazio il sindaco Sergio Caci del continuo sostegno all’attività di programmazione e l'ufficio urbanistica nella persona dell'ing. Paolo Rossetti che insieme a tutti i suoi collaboratori ha reso possibile questo ulteriore successo e traguardo per l'intero territorio

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“Amministrazione Mencarini, un tempo troppo breve per dare una valutazione attendibile”  

TARQUINIA –  Il teatro sarà inaugurato a breve. E a tagliare il nastro non ci sarà alcun sindaco, ma il commissario prefettizio. ''E forse è giusto così''.

Nemesi storica dell’ex presidente del consiglio comunale Arrigo Bergonzini e della ex assessora ai Lavori pubblici Laura Sposetti a circa un mese dalle dimissioni del sindaco Pietro Mencarini. I due ex amministratori parlano di un tempo di governo troppo breve per dare un giudizio sull’operato e ed elencano tuttavia alcune delle opere messe in cantiere.

“I cittadini romani stanno solo ora chiedendo conto alla sindaca Raggi della mancata soluzione di problemi annosi come la raccolta dei rifiuti, l'inquinamento, il traffico e la presenza dei bus turistici, il degrado urbano, l'occupazione abusiva degli immobili comunali, le questioni di ordine pubblico connesse e così di seguito – affermano Bergonzini e Sposetti – Due anni e sei mesi (medio termine di mandato) costituiscono, infatti, un tempo sufficiente per dare un giudizio sull'attività amministrativa, se non sulla base di risultati concretamente raggiunti quanto meno in termini di progettualità e di prospettive future. Nei confronti dell'amministrazione Mencarini tale giudizio rimane inevitabilmente sospeso sia perché un anno risulta obiettivamente un lasso di tempo troppo breve (luglio 2017 insediamento – agosto 2018 decadenza) per una valutazione attendibile e sia per alcune evidenti difficoltà operative, che si erano da tempo appalesate”.  “Non per questo – rimarca Bergonzini – il rammarico appare minore in riferimento alla mancata soluzione di alcuni problemi, che la stessa amministrazione uscente aveva inizialmente indicato come prioritari e per i quali l’assessora competente, alla quale ho tentato di dare tutto il supporto possibile in termini di conoscenza e di ricerca, si era particolarmente impegnata, pur con la grave colpa di non aver adeguatamente pubblicizzato l’attività progettuale posta in essere. Volendo elencare solo alcuni dei temi di maggiore interesse, partirei dal confronto o meglio dal contenzioso instaurato con la S.A.T. Società Autostrada Tirrenica per la sistemazione di tutte le criticità sulla viabilità principale e secondaria determinatisi a seguito dei lavori autostradali, quali la rotatoria allo svincolo sulla Provinciale Porto Clementino, le strade complanari e quelle vicinali (strada del Pidocchio), motivo di costante pericolosità. La sistemazione di una serie di spazi urbani a ridosso del centro storico, per la quale erano state avviate le pratiche amministrative per la eliminazione del distributore di carburanti sulla circonvallazione Cardarelli con una previsione di area a verde e parcheggio in prossimità della Torre di Dante contestualmente alla sistemazione del “Bucone”, con la prospettiva di poter effettuare un parcheggio sottostante il giardino pubblico limitrofo. La realizzazione di un'altra area a verde e parcheggio in zona Clementina su un’area oggetto di cessione da parte del privato e l’ampliamento del parcheggio fuori la Barriera S. Giusto, previo anche in quel caso il recupero di un’area di servizio carburanti. La definizione del rapporto concessorio trentennale con i proprietari del Top 16, iniziato proprio nel 1988, che prevedeva la presa in carico di tutte le opere di urbanizzazione (sistemate) e degli spazi comuni, oltre all’adempimento di altre obbligazioni contrattuali”. “Basti pensare – rimarcano i due ex amministratori – che ancora non è formalmente intervenuta la cessione in proprietà del Comune dei locali dove è ubicata la farmacia. L’avvio dei lavori per le opere di eliminazione del vincolo PAI su tutte le zone artigianali e commerciali fino alla stazione di Tarquinia, finanziate con fondi europei, di cui è stato fatto quanto meno il progetto esecutivo per i vari pareri ministeriali. La realizzazione di quest’opera attiene allo sviluppo produttivo ed occupazionale delle zone interessate suddette, nelle quali è ubicato anche il principale complesso scolastico di Tarquinia. La definizione delle proprietà Arsial, compresa la Cantina Cerveteri e tutti gli ampi terreni annessi, che permetterebbero la sistemazione definitiva sotto il profilo urbanistico di tutta la zona produttiva D/2, in cui è ricompresa la struttura. L’acquisizione in sicurezza di tutta una serie di terreni e strutture, come il centro chimico-militare, suscettibili di ampia utilizzazione a servizio della collettività, come anche varie aree al Lido di Tarquinia da destinare a verde e parcheggio. L’elenco completo delle iniziative avviate sarebbe troppo lungo. Purtroppo sono mancati i tempi necessari

Tutto questo al netto della questione riguardante “S. Giorgio”, che non compariva in alcun modo nel nostro programma elettorale, ma che alcuni hanno tentato di affrontare senza le opportune conoscenze storico-amministrative e senza la preparazione tecnico-urbanistica necessaria. Ma questa è un’altra storia….., che racconteremo più avanti. Così come storia diversa e particolare e quella del teatro comunale”. “Per tale questione – afferma Bergonzini – permettetemi di attingere ai ricordi dell’altra vita amministrativa, nel corso della quale mi sono interessato della vicenda per la prima volta nella seduta del consiglio comunale del 20/12/1988, del quale facevo parte come consigliere.  In quella occasione (Deliberazione n. 246) fu discussa ed approvata la risoluzione anticipata del contratto di locazione dell’immobile comunale adibito a “Cinena Teatro Moderno” nei confronti del gestore Ciatti Enzo, al quale veniva corrisposta una indennità di Lire 95.000.000=.  La motivazione era quella di avviare gli atti e le procedure per la realizzazione di una struttura destinata “ .. alla programmazione di spettacoli teatrali, sia per favorire l’avvicinamento del pubblico a questo genere di cultura sia per dare spazio a formazioni di teatro locali che potrebbero avere così a loro disposizione una struttura stabile ..”, come si legge nella relazione allegata alla delibera. Personalmente ero contrario a tale iniziativa, che ritenevo eccessivamente costosa ed inopportuna prima di una adeguata progettazione complessiva sulle opere, sui costi necessari e sui tempi di realizzazione. Intervenni in Consiglio (facevo parte della maggioranza di allora presieduta dal Sindaco prof. Ciurluini) e feci presenti le mie perplessità, concludendo che con questo modo di operare vi era il pericolo che dopo “VENTI ANNI” il Teatro non sarebbe ancora stato realizzato, avendo nel tempo il Comune investito enormi risorse economiche, secondo un costume italico dello “spreco” di risorse pubbliche. La mia rimase una voce isolata ed anche senza il mio consenso la deliberazione fu approvata con 24 voti favorevoli (praticamente all’unanimità) e 1 contrario. Ricevetti nell’occasione varie pressioni (lecite) sotto il profilo politico, come presunto avversario di iniziative culturali indispensabili per la “crescita” della Città.  Pur in presenza del mio (poco rilevante) parere contrario, con quell’atto e quell’impegno economico è partita l’avventura amministrativa per la realizzazione del Teatro, che, come semplice cittadino, ho sempre seguito nelle varie vicissitudini economiche e contrattuali.  E’ stata un’avventura sfortunata, caratterizzata da problemi di varia natura economica, amministrativa, giudiziaria e progettuale (anche se il progetto iniziale redatto dall’arch. Proli è veramente apprezzabile dal punto di vista funzionale ed estetico, come potrà fra non molto essere verificato da tutti i cittadini). L’elenco dei meriti e delle eventuali responsabilità appare attualmente inutile, certo è che “venti anni” non sono bastati, ce ne sono voluti trenta: Consapevole della cosa, quando sono stato nuovamente investito di una qualche responsabilità amministrativa, la prima cosa che ho segnalato come prioritaria all’assessorato ai Lavori pubblici è stato il completamento del teatro, la realizzazione dell’appalto sugli arredi e l’acustica, nonché la sistemazione della pensilina esterna e dell’atrio. Da parte dell’assessorato vi è stato il massimo impegno, cercando anche di abbreviare i tempi di gara e di consegna, nonostante alcuni ulteriori impedimenti di carattere burocratico e difficoltà operative varie.  Vi era la volontà di percorrere più in fratta possibile “l’ultimo miglio” di un percorso lungo ed impervio, sicuramente nato sotto una “cattiva stella”.  Eravamo, comunque, sicuri che dopo Trenta anni dalla prima delibera n. 246/1988 saremmo stati noi ad inaugurare finalmente il teatro, magari con soddisfazione immeritata rispetto all’impegno anche di precedenti amministratori, ma pensando legittimamente di poter decidere sugli aspetti gestionali futuri dell’opera. Tale sicurezza si è infranta sullo scoglio dello scioglimento prematuro dell’amministrazione Mencarini”. “In una sorta di nemesi storica il teatro dovrà essere inaugurato dal commissario. – concludono Bergonzini e la Sposetti – E a ben vedere, appare giusto così.  Il teatro costituisce un evento positivo per la città ed in qualche modo purificatore di errori passati, di incomprensioni ed incompetenze, che è auspicabile non si ripetano al momento di affrontare tutti i problemi che affliggano il nostro, pur privilegiato, Paese, dove “tutto è fermo ed incantato .. anche il “Vento”, secondo il ricordo di Cardarelli, ma dove tutto potrebbe essere al tempo stesso “in movimento”, favorito dalla felice collocazione territoriale sulle grandi vie di comunicazione nazionale e internazionale. L’auspicio è che i cittadini sappiano riavviare tale vivacità e capacità gestionale con le loro scelte elettorali prossime venture. Auguri a tutti, anche di buon Teatro”.

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REGIONE AUTONOMA FRIULI-VENEZIA GIULIA – DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE 27 marzo 2018, n. 98

Regolamento di modifica al Regolamento recante criteri e modalita'
per l'attuazione degli interventi in favore dei terreni incolti o
abbandonati ai sensi dell'articolo 11 della legge regionale 16 giugno
2010, n. 10 (Interventi di promozione per la cura e conservazione
finalizzata al risanamento e al recupero dei terreni incolti e/o
abbandonati nei territori montani), emanato con decreto del
Presidente della Regione 27 ottobre 2011, n. 259.
(18R00271)

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