Il Natale dell'Arciconfraternita del Gonfalone

CIVITAVECCHIA – "L’Arciconfraternita del Gonfalone si prepara al Natale mettendo a disposizione dei vivitavecchiesi le bellezze della Chiesa della Stella sia dal punto di vista culturale che spirituale, perché il Natale rappresenti soprattutto un momento interiore". Motivo per il quale l'Arciconfraternita, attraverso il priore David Trotti, invita ogni cittadino a godere di questo periodo visitando la chiesa dedicata a Maria e partecipando alle attività.

Dal 17 dicembre al 5 gennaio 2019, la chiesa sarà aperta dalle 8 alle 12 e dalle 17 alle 19 (dal lunedì al venerdì), il sabato dalle 8 alle 12 tutti i giorni con l’esclusione delle domeniche e del 24, 25, 26 dicembre 2018 e 1, 2 gennaio 2019. Sarà aperta e visitabile la Mostra dei Presepi. Uno di quelli in mostra realizzato in maniera magistrale dal confratello Maurizio Le Blanc offrirà una esperienza speciale quasi un immergersi in un mondo fatato e meraviglioso, sembrerà di essere protagonisti all’interno del presepe stesso.

Mercoledì 13, in occasione della festa di Santa Lucia, la Chiesa della Stella onorerà la Santa con una giornata di devozione e preghiera. Alle 9,30 ci sarà una Messa ed alle 17,00 la Santa Messa Solenne con il Bacio delle reliquie della Santa. Nei giorni del 10,11,12 triduo alle 17.

Domenica 16 alle 17.30 la chiesa della Stella ospiterà il Concerto di Natale diretto dal Maestro Claudio Gargiulli con il gruppo “Pastorella Manzi” che eseguirà brani tradizionali natalizi. Domenica 23 la Chiesa sarà aperta anche dalle 21 alle 24 per accogliere le Pastorelle Civitavecchiesi.

"Come si vede un programma denso e coinvolgente ha aggiunto Trotti – che è possibile realizzare solo grazie alla generosità dei civitavecchiesi che speriamo anche quest’anno vogliano aiutarci con le loro offerte". 

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Il Natale dell'Arciconfraternita del Gonfalone

CIVITAVECCHIA – "L’Arciconfraternita del Gonfalone si prepara al Natale mettendo a disposizione dei vivitavecchiesi le bellezze della Chiesa della Stella sia dal punto di vista culturale che spirituale, perché il Natale rappresenti soprattutto un momento interiore". Motivo per il quale l'Arciconfraternita, attraverso il priore David Trotti, invita ogni cittadino a godere di questo periodo visitando la chiesa dedicata a Maria e partecipando alle attività.

Dal 17 dicembre al 5 gennaio 2019, la chiesa sarà aperta dalle 8 alle 12 e dalle 17 alle 19 (dal lunedì al venerdì), il sabato dalle 8 alle 12 tutti i giorni con l’esclusione delle domeniche e del 24, 25, 26 dicembre 2018 e 1, 2 gennaio 2019. Sarà aperta e visitabile la Mostra dei Presepi. Uno di quelli in mostra realizzato in maniera magistrale dal confratello Maurizio Le Blanc offrirà una esperienza speciale quasi un immergersi in un mondo fatato e meraviglioso, sembrerà di essere protagonisti all’interno del presepe stesso.

Mercoledì 13, in occasione della festa di Santa Lucia, la Chiesa della Stella onorerà la Santa con una giornata di devozione e preghiera. Alle 9,30 ci sarà una Messa ed alle 17,00 la Santa Messa Solenne con il Bacio delle reliquie della Santa. Nei giorni del 10,11,12 triduo alle 17.

Domenica 16 alle 17.30 la chiesa della Stella ospiterà il Concerto di Natale diretto dal Maestro Claudio Gargiulli con il gruppo “Pastorella Manzi” che eseguirà brani tradizionali natalizi. Domenica 23 la Chiesa sarà aperta anche dalle 21 alle 24 per accogliere le Pastorelle Civitavecchiesi.

"Come si vede un programma denso e coinvolgente ha aggiunto Trotti – che è possibile realizzare solo grazie alla generosità dei civitavecchiesi che speriamo anche quest’anno vogliano aiutarci con le loro offerte". 

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Piazza Almirante, scatta il sondaggio online

LADISPOLI – La piazza che vorrei. Il comitato no piazza Almirante lancia il sondaggio per trovare un nome alternativo alla piazza che sorgerà all'ex Campo Sportivo. Dopo il sondaggio social lanciato sulla pagina Facebook Ladispoli Città da Carla Zironi,  ora ci si sposta su   https://goo.gl/o1Udqs. Obiettivo: dare la possibilità ai cittadini di esprimere una intitolazione nel nome della collegialità. "Le opzioni – spiegano – sono state selezionate esaminando suggerimenti sia dichiarati da diverse fonti che circolati in rete. Sono intitolazioni alternative, unificanti,  in antitesi alla scelta dell’Amministrazione del Sindaco Alessandro Grando di puntare sul nome di un politico come Giorgio Almirante sul cui passato pendono le leggi razziali del 1938 e legami con lo stragismo nero. Una scelta che ha creato sconcerto e divisioni. Queste le opzioni così motivate: Piazza della Pace: bene comune, bene universale. Piazza della Costituzione: il fondamento della Repubblica sorta dalle macerie dell’ultima guerra mondiale. Piazza dei Fiori: per continuare nella linea delle intitolazioni floreali che caratterizzano quell’area della città. Piazza Fausto Ceraolo : ricoprì per primo la carica di Sindaco di Ladispoli – anni 1975/79 – dopo il distacco da Cerveteri. Un nome che rappresenta la memoria storica, il vissuto cittadino  da tramandare alla nuova generazione dei residenti. Il Comitato NO Piazza Almirante vi chiede di esprimervi per proporre una intitolazione  che rappresenti al meglio le esigenze e la volontà  di tutta la comunità ladispolana". 

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''Ladispoli, rotatoria sull'Aurelia: se ne occupi Cerveteri''

LADISPOLI – Della convenzione tra Anas, Comune di Cerveteri e comune di Ladispoli per la manutenzione della rotatoria sulla via Aurelia che conduce allo svincolo per l'autostrada, l'amministrazione comunale ad oggi non sapeva nulla. A dirlo, cercando di fare chiarezza su quanto emerso nelle settimane scorse, è proprio l'assessore ai Lavori Pubblici Veronica De Santis. 
Come si ricorderà infatti, sui social, anche per mano di alcuni consiglieri d'opposizione del comune caerite, era nata una polemica circa lo stato di degrado che avanzava all'interno della rotatoria: erba così alta da impedire la visuale alle auto. Tanto che il consigliere Gianfranco Fioravanti, aveva deciso di intervenire di sua spontanea volontà, andando in soccorso degli amici di Cerveteri. Ma dagli atti emersi successivamente, quel soccorso, seppur spontaneo, era apparso dovuto. Infatti, secondo una convenzione stipulata qualche anno fa tra Anas, e i due Comuni del territorio, la manutenzione della rotatoria spetterebbe proprio al Comune di Ladispoli. 

“Sin dai primi giorni dell'insediamento, l'Amministrazione del sindaco Grando si è attivata per fare luce sulla competenze della manutenzione del verde sulla rotatoria dell’Anas al km 40,700 della via Aurelia, davanti al Centro di Arte e Cultura, opera viaria ricadente interamente nel territorio del nostro comune”.
”La rotatoria dell’Anas rappresenta la porta di ingresso di Ladispoli sul lato nord e, nell'ottica di restituire un'immagine rispettabile della nostra città, abbiamo sempre attuato gli interventi necessari alla cura delle superfici verdi. Un imprenditore di Ladispoli – prosegue l’assessore De Santis – in più occasioni si è offerto di sfalciare anche la rotonda dell’Anas al km 41,500 nei pressi del bivio che conduce all’autostrada per Civitavecchia ed all'ingresso di Cerveteri. Occorre precisare che questa opera viaria, nonostante rappresenti uno degli accessi più trafficati verso Cerveteri, a livello di confini è ricompresa in parte anche nel comune di Ladispoli. Nelle ultime settimane abbiamo letto sui social e sulla stampa la polemica riguardante il diverso stato di mantenimento e manutenzione delle due rotatorie, ritengo sia quindi necessario fare chiarezza. L'Amministrazione comunale di Cerveteri ha scelto di rispondere sui social e sulla stampa locale che il motivo per il quale non hanno provveduto alla manutenzione della rotonda in corrispondenza del Km 41,500 è una convenzione stipulata nel 2014 fra Anas e l'ex sindaco di Ladispoli. Atto nel quale Paliotta si impegnava alla manutenzione di entrambe le aree verdi della via Aurelia, a totale cura e spese del Comune di Ladispoli, a tempo indeterminato. Questa vicenda presenta dei lati poco chiari. Una convenzione stipulata da un ente pubblico, infatti, non può essere sottoscritta semplicemente dal sindaco, bensì necessita dell’approvazione preventiva del Consiglio comunale o della Giunta. Atti dei quali non c'è nessuna traccia. Come se non bastasse la convenzione in questione, fino a pochi giorni fa, era del tutto sconosciuta anche agli stessi uffici comunali che si occupano della manutenzione del verde. Praticamente la conoscevano solo Paliotta, il Comune di Cerveteri e l'Anas".
Da qui la decisione dell'amministrazione comunale di inoltrare una comunicazione ufficiale ad Anas per evidenziare "l'irregolarità dell'atto". Gli amministratori di palazzo Falcone, inoltre, hanno comunicato ad Anas la disponibilità a stipulare una nuova convenzione ma per la sola rotatoria davanti al Centro di Arte e Cultura. 
"Se il Comune di Cerveteri tiene all'immagine dei suoi ingressi – ha concluso De Santis – non dovrà fare altro che seguire il nostro esempio".

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''Ladispoli, rotatoria sull'Aurelia: se ne occupi Cerveteri''

LADISPOLI – Della convenzione tra Anas, Comune di Cerveteri e comune di Ladispoli per la manutenzione della rotatoria sulla via Aurelia che conduce allo svincolo per l'autostrada, l'amministrazione comunale ad oggi non sapeva nulla. A dirlo, cercando di fare chiarezza su quanto emerso nelle settimane scorse, è proprio l'assessore ai Lavori Pubblici Veronica De Santis. 
Come si ricorderà infatti, sui social, anche per mano di alcuni consiglieri d'opposizione del comune caerite, era nata una polemica circa lo stato di degrado che avanzava all'interno della rotatoria: erba così alta da impedire la visuale alle auto. Tanto che il consigliere Gianfranco Fioravanti, aveva deciso di intervenire di sua spontanea volontà, andando in soccorso degli amici di Cerveteri. Ma dagli atti emersi successivamente, quel soccorso, seppur spontaneo, era apparso dovuto. Infatti, secondo una convenzione stipulata qualche anno fa tra Anas, e i due Comuni del territorio, la manutenzione della rotatoria spetterebbe proprio al Comune di Ladispoli. 

“Sin dai primi giorni dell'insediamento, l'Amministrazione del sindaco Grando si è attivata per fare luce sulla competenze della manutenzione del verde sulla rotatoria dell’Anas al km 40,700 della via Aurelia, davanti al Centro di Arte e Cultura, opera viaria ricadente interamente nel territorio del nostro comune”.
”La rotatoria dell’Anas rappresenta la porta di ingresso di Ladispoli sul lato nord e, nell'ottica di restituire un'immagine rispettabile della nostra città, abbiamo sempre attuato gli interventi necessari alla cura delle superfici verdi. Un imprenditore di Ladispoli – prosegue l’assessore De Santis – in più occasioni si è offerto di sfalciare anche la rotonda dell’Anas al km 41,500 nei pressi del bivio che conduce all’autostrada per Civitavecchia ed all'ingresso di Cerveteri. Occorre precisare che questa opera viaria, nonostante rappresenti uno degli accessi più trafficati verso Cerveteri, a livello di confini è ricompresa in parte anche nel comune di Ladispoli. Nelle ultime settimane abbiamo letto sui social e sulla stampa la polemica riguardante il diverso stato di mantenimento e manutenzione delle due rotatorie, ritengo sia quindi necessario fare chiarezza. L'Amministrazione comunale di Cerveteri ha scelto di rispondere sui social e sulla stampa locale che il motivo per il quale non hanno provveduto alla manutenzione della rotonda in corrispondenza del Km 41,500 è una convenzione stipulata nel 2014 fra Anas e l'ex sindaco di Ladispoli. Atto nel quale Paliotta si impegnava alla manutenzione di entrambe le aree verdi della via Aurelia, a totale cura e spese del Comune di Ladispoli, a tempo indeterminato. Questa vicenda presenta dei lati poco chiari. Una convenzione stipulata da un ente pubblico, infatti, non può essere sottoscritta semplicemente dal sindaco, bensì necessita dell’approvazione preventiva del Consiglio comunale o della Giunta. Atti dei quali non c'è nessuna traccia. Come se non bastasse la convenzione in questione, fino a pochi giorni fa, era del tutto sconosciuta anche agli stessi uffici comunali che si occupano della manutenzione del verde. Praticamente la conoscevano solo Paliotta, il Comune di Cerveteri e l'Anas".
Da qui la decisione dell'amministrazione comunale di inoltrare una comunicazione ufficiale ad Anas per evidenziare "l'irregolarità dell'atto". Gli amministratori di palazzo Falcone, inoltre, hanno comunicato ad Anas la disponibilità a stipulare una nuova convenzione ma per la sola rotatoria davanti al Centro di Arte e Cultura. 
"Se il Comune di Cerveteri tiene all'immagine dei suoi ingressi – ha concluso De Santis – non dovrà fare altro che seguire il nostro esempio".

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Disabili, verso le pari opportunità

SANTA MARINELLA – La lista civica ‘‘Il Paese che Vorrei’’, da anni si batte per difendere i diritti dei disabili ed ha più volte invitato le amministrazioni che nel tempo si sono succedute alla guida della città a approvare una delibera per l’abbattimento delle barriere architettoniche. 
Il movimento politico, auspica che la delibera sull’accessibilità dei negozi voluta dal delegato comunale Poleggi, rappresenti un primo passo verso le pari opportunità e l’uguaglianza dei cittadini e che si realizzi finalmente quanto approvato nel 2013. «Santa Marinella è un monumento alle barriere architettoniche – spiegano i responsabili del Paese che Vorrei – le sedi comunali, la stazione, le spiagge, gran parte dei marciapiedi, gli attraversamenti, hanno una caratteristica comune, sono inaccessibili alle persone disabili ma anche agli anziani, ai genitori con passeggini, a chiunque abbia difficoltà. Di conseguenza, le pari opportunità, l’uguaglianza, la libertà di circolazione e l’autonomia restano, per molti, diritti inaccessibili e quotidianamente calpestati. Per rispondere a questa situazione di inciviltà, nel 2013 abbiamo promosso e condiviso con gli altri gruppi politici, una mozione che impegnava Sindaco e Giunta a redigere i piani per l’eliminazione delle barriere architettoniche. L’atto approvato, si riproponeva di affrontare la materia in maniera organica, individuando gli strumenti che avrebbero reso possibile aggredire il problema e risolverlo». 
La proposta prevedeva una mappatura del territorio, l’individuazione di una scala di priorità degli interventi, una programmazione temporale e finanziaria delle opere. Grazie poi a una costante azione di pressione e di sensibilizzazione, si riuscì anche a far stanziare duecentomila euro nel piano triennale delle opere pubbliche, che avrebbero aperto la porta a un contributo regionale di ottocento mila euro per dare risposta all’annoso problema. 
«Dopo cinque anni di colpevole silenzio da parte del Sindaco Bacheca – continuano i responsabili della lista civica – si sperava che la nuova amministrazione recuperasse la mozione e la rendesse finalmente operativa. Invece, con il dissesto finanziario, si sacrificano le speranze e i diritti delle persone con disabilità. Uno spiraglio è arrivato però con la proposta del delegato Alessandro Poleggi, che mira a rendere accessibili le attività commerciali del nostro Comune. Sembrerebbe poca cosa se confrontata con la proposta del 2013, ma costituisce comunque un punto di partenza. Accogliamo positivamente la deliberazione presentata dal Sindaco ricordando, però che, se è giusto garantire il diritto allo shopping, altri diritti ben più importanti per le persone con disabilità, dovrebbero avere la priorità. Riteniamo indispensabile rendere accessibili le sedi comunali e gli edifici pubblici e ad utilizzo pubblico quali stazioni, banche, posta, spiagge, mezzi pubblici e fermate”. “Auspichiamo – concludono dalla lista civica ‘‘Il Paese che Vorrei’’ – che lo spirito di collaborazione da noi dimostrato venga compreso dalla nuova Amministrazione e che questa si impegni, sin da subito, a realizzare le piccole opere a costo zero che renderebbero le sedi pubbliche accessibili ed eserciti una doverosa pressione sulle Ferrovie dello Stato affinché realizzino le dovute modifiche alla stazione ferroviaria”.

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Tarquinia, torna a splendere la Tomba degli Scudi  

TARQUINIA – Rinasce la Tomba degli Scudi, gioiello artistico del IV secolo a. C. nella Necropoli etrusca dei Monterozzi di Tarquinia, sito nominato nel 2004 Patrimonio mondiale dell’umanità dall’Unesco insieme alla necropoli di Cerveteri.

I dipinti murali e le rare epigrafi in lingua etrusca che decorano questo importante sepolcro gentilizio di età ellenistica sono tornati a splendere grazie a un complesso restauro durato due anni, che ha interessato la camera centrale della sepoltura e che ha permesso di renderla periodicamente fruibile al pubblico, dopo decenni di chiusura.

Nel 2014 la tomba che celebra le virtù e il rango dei Velcha, raffigurando il momento della partenza del defunto verso l’oltretomba e il banchetto funebre cui partecipano idealmente tutti i membri della famiglia, è stata votata da 5.681 persone in occasione della settima edizione de ‘‘I Luoghi del Cuore’’, il censimento dei luoghi italiani da non dimenticare promosso dal FAI – Fondo Ambiente Italiano in collaborazione con Intesa Sanpaolo. 
Un gesto d’amore collettivo che ha acceso i riflettori su questo luogo dal valore speciale per la comprensione della cultura e della lingua etrusche ma che versava da anni in precario stato di conservazione, tanto da essere inaccessibile. Grazie ai tanti voti ricevuti dal Fai a favore della Tomba degli Scudi, infatti, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Roma, la provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale, sotto la cui tutela ricade il bene, ha potuto partecipare al bando per la selezione degli interventi che la Fondazione promuove dopo ogni edizione del censimento e ricevere un contributo ‘‘I Luoghi del Cuore’’ di 24.500 euro per il restauro della camera centrale, bisognosa di cure. Le sue pareti riccamente dipinte presentavano numerose problematiche legate soprattutto all’alterazione del delicato equilibrio climatico: l’intonaco, molto friabile, tendeva a staccarsi dalla parete, su tutta la superficie erano presenti patine bianche di diversa natura e consistenza – in buona parte veli di carbonato di calcio prodotti da diversi tipi di batteri – oltre a chiazze di umidità e a diffuse macchie nere dovute ad alcune specie di funghi.

L’intervento di restauro.Il restauro – cominciato nell’estate 2016 e realizzato da Maria Cristina Tomassetti e Chiara Arrighi sotto la supervisione della Soprintendenza – ha permesso di salvare l’apparato pittorico ancora esistente della camera centrale della tomba e di riportare alla luce figure, iscrizioni e dettagli mai visti prima. L’intervento è stato realizzato con la modalità del “cantiere aperto”: la tomba è stata infatti resa fruibile al pubblico in corso d’opera grazie ad alcune visite guidate straordinarie a cura della Delegazione FAI di Viterbo per raccontare le fasi del recupero e le tecniche utilizzate. I lavori sono iniziati con un trattamento biocida a tomba sigillata, volto a eliminare le colonie di microrganismi presenti. Si è poi proceduto alla pulitura, al consolidamento dell’intonaco e al fissaggio della pellicola pittorica, a cui è seguita l’integrazione delle molte zone ormai prive di pittura, attraverso stuccature accurate e puntuali con cui è stato possibile perseguire una finalità conservativa e, allo stesso tempo, restituire leggibilità alle scene dipinte. Sono stati infine rimossi i vecchi componenti del primo impianto elettrico e, con essi, gli elementi in legno e i riempimenti in cemento messi in opera per fissarli. In corso di restauro particolare attenzione è stata inoltre riservata al mantenimento del delicato microclima della tomba, riducendo al minimo il numero di operatori presenti ogni giorno, tenendo chiusa la porta di ingresso e utilizzando tute impermeabili e corpi illuminanti a Led per non produrre un aumento della temperatura. 
L’intervento, che ha interessato le quattro pareti della camera centrale della Tomba – raccontato attraverso un video storytelling affidato dal FAI ai due documentaristi Gustav Hofer e Luca Ragazzi – è stato reso possibile grazie al contributo I Luoghi del Cuore e al cofinanziamento della Soprintendenza, a cui si sono aggiunti altri piccoli contributi ricevuti da partner locali: Isam srl, Ditech srl, Pottino & Pottino Avvocati Associati, Enza Zaden Italia srl, Lyons Club Tarquinia. Inoltre Skylab ha curato un progetto di comunicazione multimediale, ancora in fase di sviluppo.

Prossimi passi. Concluso il recupero della camera centrale – che è l’ambiente più importante della tomba – per completare il restauro della sepoltura rimangono da fare altri lavori sul soffitto, sulla camera di fondo – quella decorata con gli scudi da cui la tomba prende il nome – e sui due piccoli ambienti laterali, privi di decorazioni. L’auspicio è che l’intervento realizzato grazie al contributo I Luoghi del Cuore e reso possibile grazie alla collaborazione virtuosa tra pubblico e privato rappresenti un traino per il reperimento di altri fondi, anche tramite il portale Art Bonus. Nel frattempo, la collaborazione tra FAI e Soprintendenza continuerà nell’ottica di permettere periodicamente la fruizione pubblica di questo luogo eccezionale (le prossime aperture – a cura della Delegazione FAI di Viterbo – sono in programma per domenica 30 settembre e sabato 27 ottobre), ma situato al di fuori del perimetro di visita della Necropoli dei Monterozzi.  Inoltre, il Comune di Tarquinia ha stanziato un contributo destinato a una pubblicazione sulla Tomba degli Scudi e sui restauri, attualmente in fase di preparazione.  Il Comune di Tarquinia si è anche impegnato a garantire lo sfalcio della vegetazione intorno alla Tomba, contribuendo in tal modo a rendere possibili le future aperture del bene al pubblico.
 

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Tolfarte si chiude con numeri da record

TOLFA – ‘‘Tolfa un posto dove puoi essere ciò che vuoi’’: questa la frase che ha concluso il meraviglioso spettacolo in piazza vecchia dell’artista Sand Artist Stefania Bruno, che lavorando creativamente la sabbia su lavagna luminosa proiettata sul grande schermo del palco principale, ha raccontato la nascita del Festival: dall’idea iniziale fino alla consacrazione come uno degli eventi principali in Italia e fuori dall’Italia. Al termine della sua emozionante performance c’è stata una standing ovation per la Comunità Giovanile (promotori del Tolfarte) che è salita sul palco per i saluti finali. Effettivamente Tolfa lo scorso weekend si è confermata capitale della cultura e ombelico dell’arte a tuttotondo. Artisti di strada, pittori, artigiani, pittori, scultori, circensi si sono dati appuntamento a Tolfa e hanno dato vita a un Festival eccezionale che, nonostante la pioggia ha registrato il record di presenze. Meravigliose mostre pittoriche e fotografiche; allestimenti artistici meravigliosi per le vie del centro storico; le bellissime botteghe degli artigiani tolfetani; le bancarelle degli artigiani con manufatti davvero particolari e originali; bei concerti; punti ristoro con ottimo cibo; allegria, arte, spettacolo e tante emozioni sono stati ancora una volta il perfetto mix di questo festival. Davvero encomiabile il lavoro del sindaco, del vicesindaco e dell’assessore alla Cultura che hanno lavorato al massimo senza risparmiarsi. Perfetta l’organizzazione dell’evento e davvero da applausi i ragazzi della Comunità Giovanile di Tolfa, capitanati dal presidente Fabio Fronti. Quest’anno l’efficienza della CGT si è estesa anche nel fronteggiare i due brevi episodi meteo avversi dimostrando grande professionalità e capacità di coordinamento: «Un piccolo esercito di 60 giovani  – ha sottolineato Fronti  – organizzati in gruppi di lavoro, che nella 4 giorni non si sono risparmiati in nulla». Imponente la macchina del servizio d’ordine con i vigili urbani, i carabieri, la Prociv di Tolfa, Allumiere, Santa Marinella, Aepoc di Tarquinia, Avab di Bracciano: hanno lavorato con impegno e efficienza e i risultati si sono visti. Tre giorni intensi anche per il deputato Alessandro Battilocchio, tra i fondatori del Tolfarte. Quella che è andata in archivio è stata un’edizione eccezionale in fatto di presenze: decine di migliaia di spettatori e turisti da Lazio, Toscana e altre parti d’Italia, abituati alla bellezza del percorso artistico di TolfArte, quest’anno hanno potuto apprezzare diverse novità: dagli spettacoli alla Rocca dei Frangipane, alla raffinata installazione in stile vittoriano del Blink Circus, alla presenza di nuovi spazi espositivi nei suggestivi palazzi del Centro Storico. Grande successo anche per il Tolfarte Kids che ha visto tantissime famiglie portare i propi figli: i bambini si sono divertiti fra attrazioni, parate, spettacoli, attività di ogni genere. Da applausi anche i bellissimi allestimenti per le vie del paese ad opera dell’eclettico e bravissimo artista tolfetano Riccardo Pasquini. Particolari e divertenti le vignette coi modi di dire dei tolfetani. Molto suggestivi gli aquiloni realizzati dagli artisti Norberto Cenci, Sara De Nardis, Marco Delli Veneri, Giovanna Gandini, Marzia Gandini, Metello Iacobini, Paolo Andrea Pandolfi, Michel Patrin, Elisabetta Piu, Paolo Ronchi, Gabriella Sabbadini su iniziativa della poliedrica artista e direttrice artistica Simona Sarti. «E’ stata – spiega il direttore artistico del Tolfarte, Claudio Coticoni – un’edizione stupenda e intensa. Il successo di pubblico registrato conferma un trend di continua crescita. E’ oramai conclamato come TolfArte rappresenti un modello di sviluppo del territorio, a testimonianza di quanto sia importante investire in cultura. Per questo ringrazio l’amministrazione comunale che da sempre crede nel progetto». Soddisfatto l’assessore alla cultura Cristiano Dionisi (tra i fondatori del Tolfarte): «La macchina organizzativa quest’anno è stata perfetta, grazie anche al supporto della Protezione Civile e delle altre autorità di pubblica sicurezza. Un grande ringraziamento va a tutti i cittadini di Tolfa che hanno contribuito in ogni aspetto organizzativo, ai tanti volontari che sono stati al nostro fianco, al sindaco Luigi Landi che da sempre sostiene TolfArte attivamente e in prima linea insieme al vicesindaco Stefania Bentivoglio». Il ‘‘Premio alla memoria dell’Avvocato Vincenzo Cacciaglia’’ è stato assegnato da una giuria apposita al miglior artigiano di TolfArte 2018 Florence Evrard Granozio con le sue particolari lavorazioni in plastica riciclata, oro e argento. Per il contest del ‘‘balcone più bello’’ è stato premiato quella di Sonia Cervellin: «Il balcone è il mio – spiega la signora Cervellin – ma è stato progettato e realizzato dai miei genitori Laurina Rietti (pittrice) e Renato Cervellin, insieme allo scultore Pino Vidili, tutti dell’Associazione Artistico Culturale Traiano onlus di Civitavecchia”. Prezioso e costante il sostegno del Comune di Tolfa, della Fondazione Cariciv, dei main sponsor Enel e Sicoi e di tantissimi altri sponsor e sostenitori dell’evento. Confermato anche il carattere di internazionalità del Tolfarte grazie alla presenza di artisti e artigiani stranieri e delle due delegazioni gemellate: quella maltese di Ghajnsielem e quella del festival norvegese Kulturisten di Nesodden. Grande colore e punto di forza è stata ancora una volta la partecipazione attiva della cittadinanza. «Rilevante nell’edizione 2018, quanto l’entusiasmo e la gioiosità del Festival – spiegano gli organizzatori – abbia contagiato non solo la stampa locale ma anche quella nazionale, con una serie di bellissime interviste e lunghi articoli che hanno raccontato la manifestazione, non solo per pura cronaca dei fatti, ma anche per far vivere ai lettori le numerose sfaccettature emotive, artistiche, umane di TolfArte». (Rom. Mos.)

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Claudio Fazzone eletto membro del Copasir, FI: ''Garanzia in più''

CIVITAVECCHIA – Dopo la nomina nel comitato del Copasir del senatore di Forza Italia Claudio Fazzone, il coordinamento comunale del partito esprime la sua soddisfazione, e dichiara: «Riteniamo che la presenza di una grande amico del territorio nei vertici dell’organo per la sicurezza nazionale rappresenti una garanzia in più: ci congratuliamo pertanto con il nostro coordinatore regionale per quello che è un altro riconoscimento per la sua attività politica».

Il Copasir ( Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica) è infatti l’organo parlamentare che esercita il controllo sul lavoro dei Servizi Segreti italiani, ed i suoi componenti sono stati scelti per disposizione di legge fra gli appartenenti all’opposizione.

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''Fratelli d’Italia non ha nel suo dna le mezze verità''

SANTA MARINELLA – “Fratelli d’Italia non ha nel suo dna le mezze verità, abbiamo detto che volevamo un centro destra rinnovato e Ricci non lo rappresenta”. A dirlo è Ilaria Fantozzi Coordinatrice di Fratelli d’Italia Santa Marinella e Santa Severa. “Fratelli d’Italia – prosegue l’esponente politico – ha raccontato tutta la verità e ci fa piacere che l’eco che ne fa il candidato sindaco del Pd Pietro Tidei confermi punto per punto che la nostra scelta è quella giusta. Da subito, balza agli occhi che per Tidei, qualcuno si è arreso alle scelte di Ricci, ma mettendo in ballo Fratelli d’Italia faremmo notare sia che non ci siamo affatto arresi a nessuno, sia che non appoggiamo affatto il candidato proposto da Ricci. Questo non è arrendersi, ma restare legati alla propria coerente azione politica. Pietro Tidei sembra dimenticare come, appena una manciata di settimane fa, plaudiva alla decisione di Forza Italia di affidare il circolo di Santa Marinella ad Achille Ricci, descritto come un vero politico di alto livello e di cui sperava addirittura la candidatura a sindaco. Oggi il frutto di quella scelta è visibile a tutti, ma il candidato del Pd torna indietro sulle proprie valutazioni di stima. Se il risultato è solo il vecchio che avanza, non è che egli rappresenti il nuovo che sgomita per trovare un posto nel mondo, vuol dire che rifiutare di appoggiare la candidatura di Bruno Ricci è in linea con la nostra volontà di cambiamento». «Sulla concretezza del programma politico del Pd – continua la Fantozzi – qualche dubbio lo abbiamo. Pagine di pin-up anni ‘50 e qualche idea, la cui realizzazione effettiva è tutta da trovare nella fortuita bonarietà della macchina burocratica regionale e demaniale, mentre per il resto ci sono solo vaghe idee con qualche imprecisione, indicate genericamente sotto forma di liste puntate. Il nostro programma si basa sul principio che le risorse a nostra disposizione sono sufficienti per risollevare la città, senza necessità di alienare immobili e creare debiti faraonici, magari accedendo a fonti di investimento ad alto rischio come avvenuto in altre città d’Italia, solo per realizzare grandi opere di cui si può sopportare l’attesa durante il periodo di maggior crisi della città, mirando ad aumentare invece le occasioni di lavoro per i cittadini. Pietro Tidei ci da ulteriormente ragione quando invoca di non dare fiducia a Ricci e a Bacheca, infatti non appoggiamo affatto questi personaggi, ma abbiamo il nostro candidato sindaco, Alfredo De Antoniis, una nostra squadra di consiglieri, slegata dalla precedente amministrazione, e un nostro programma elettorale indipendente”. “Saranno le urne – conclude la Fantozzi – i giovani e le donne, ma anche i padri di famiglia e tutti i lavoratori di questa città, a decidere se c’è più concretezza in poche pagine colorate o in una squadra che la città la conosce e sa cosa realmente si aspettano a giugno”.

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