Applausi, fiori e commozione: l’IIS Cardarelli accoglie la sua Chiara

TARQUINIA –  Il 20 settembre mattina all’IIS Cardarelli Chiara  Bordi è stata accolta da un caloroso applauso dagli studenti del Liceo Classico, tra stupore e commozione ha accolto con il suo solito bel sorriso gli omaggi floreali della scuola e dell’amministrazione comunale ed una targa che la Dirigente Scolastica Laura Piroli le ha voluto donare, per il suo coraggio, la determinazione a dimostrazione che nulla è impossibile se ci si crede fermamente. Presenti in aula magna per il comune il Vicesindaco Martina Tosoni, che ha portato i saluti della delegata alla pubblica istruzione Federica Guiducci ed il consigliere Stefano Zacchini. Dopo la proiezione del video, rapido excursus dell’avventura di Miss Italia, dove Chiara ha conquistato il terzo posto, è intervenuta la Dirigente Scolastica dell’IIS Cardarelli: “Non potevamo non festeggiare il ritorno a scuola di Chiara, come lo facciamo per ogni nostro studente che si distingue, che si fa portatore di un messaggio positivo ed edificante per la scuola e per la città. Qualche mese fa abbiamo festeggiato l’atleta Mirko Barreca, oggi siamo qui a dire grazie a Chiara, per la sua determinazione, per aver veicolato un messaggio importante dando lustro non soltanto alla scuola e a Tarquinia o al Lazio, ma veramente a tutta l’Italia e oltre. E’ stata infatti capace di trasmettere stimoli di riflessione non solo in occasione di Miss Italia, ma in tutte le interviste che ha rilasciato, lasciando trasparire quello che è una ragazza semplice e diretta, che trasmette armonia. Abbiamo tutti apprezzato il suo voler essere se stessa senza avere la fobia di creare per forza un personaggio. In Tv ho visto la Chiara di sempre, con lo stesso tono con cui veniva, quale rappresentante di Istituto, a portare le sue proposte. Chiara ha dimostrato che niente è impossibile, che la vita è preziosa e che con la determinazione si può tutto, bisogna solo crederci. Ti sei prefissata degli obiettivi, hai lottato per raggiungerli: siamo orgogliosi di te”. Il Vicesindaco Martina Tosoni: “Accetta da parte dell’amministrazione comunale le nostre congratulazioni. Ti abbiamo seguito con emozione in questa avventura. Siamo orgogliosi di te sia per Tarquinia sia per il messaggio che hai lanciato in tutto il mondo: la bellezza del coraggio e non solo del fisico, che è comunque straordinariamente bello. Ti faccio le mie congratulazioni come donna e come amministratrice. Grazie!”. Chiara visibilmente emozionata, vestita con semplicità, come al solito: “Ringrazio tutti, veramente tutti. Non mi aspettavo un sostegno generale della mia Tarquinia. Spesso avevo sentito dire che i tarquiniesi non sostengono, invece ho avuto la riprova che non è così. Io ho avuto il sostegno di tutti e a tutti i tarquiniesi dico grazie, sentire la vostra vicinanza mi ha dato tanto coraggio, anche nei momenti di sconforto. Miss Italia è stata un’esperienza bella e stancante. Spero sia arrivato da me il messaggio giusto. Io sono la stessa di prima. Non mi piacciono – ha riferito ironizzando su se stessa sorridendo – quelli che non hanno i ‘piedi per terra’ ossia ‘il piede per terra’. Sono tornata a scuola con piacere e ringrazio tutti, Tarquinia e i tarquiniesi grazie”.           

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Applausi, fiori e commozione l’IIS Cardarelli accoglie la sua Chiara di ritorno in classe, dopo l’esperienza di Miss Italia

TARQUINIA –  Il 20 settembre mattina all’IIS Cardarelli Chiara  Bordi è stata accolta da un caloroso applauso dagli studenti del Liceo Classico, tra stupore e commozione ha accolto con il suo solito bel sorriso gli omaggi floreali della scuola e dell’amministrazione comunale ed una targa che la Dirigente Scolastica Laura Piroli le ha voluto donare, per il suo coraggio, la determinazione a dimostrazione che nulla è impossibile se ci si crede fermamente. Presenti in aula magna per il comune il Vicesindaco Martina Tosoni, che ha portato i saluti della delegata alla pubblica istruzione Federica Guiducci ed il consigliere Stefano Zacchini. Dopo la proiezione del video, rapido excursus dell’avventura di Miss Italia, dove Chiara ha conquistato il terzo posto, è intervenuta la Dirigente Scolastica dell’IIS Cardarelli: “Non potevamo non festeggiare il ritorno a scuola di Chiara, come lo facciamo per ogni nostro studente che si distingue, che si fa portatore di un messaggio positivo ed edificante per la scuola e per la città. Qualche mese fa abbiamo festeggiato l’atleta Mirko Barreca, oggi siamo qui a dire grazie a Chiara, per la sua determinazione, per aver veicolato un messaggio importante dando lustro non soltanto alla scuola e a Tarquinia o al Lazio, ma veramente a tutta l’Italia e oltre. E’ stata infatti capace di trasmettere stimoli di riflessione non solo in occasione di Miss Italia, ma in tutte le interviste che ha rilasciato, lasciando trasparire quello che è una ragazza semplice e diretta, che trasmette armonia. Abbiamo tutti apprezzato il suo voler essere se stessa senza avere la fobia di creare per forza un personaggio. In Tv ho visto la Chiara di sempre, con lo stesso tono con cui veniva, quale rappresentante di Istituto, a portare le sue proposte. Chiara ha dimostrato che niente è impossibile, che la vita è preziosa e che con la determinazione si può tutto, bisogna solo crederci. Ti sei prefissata degli obiettivi, hai lottato per raggiungerli: siamo orgogliosi di te”. Il Vicesindaco Martina Tosoni: “Accetta da parte dell’amministrazione comunale le nostre congratulazioni. Ti abbiamo seguito con emozione in questa avventura. Siamo orgogliosi di te sia per Tarquinia sia per il messaggio che hai lanciato in tutto il mondo: la bellezza del coraggio e non solo del fisico, che è comunque straordinariamente bello. Ti faccio le mie congratulazioni come donna e come amministratrice. Grazie!”. Chiara visibilmente emozionata, vestita con semplicità, come al solito: “Ringrazio tutti, veramente tutti. Non mi aspettavo un sostegno generale della mia Tarquinia. Spesso avevo sentito dire che i tarquiniesi non sostengono, invece ho avuto la riprova che non è così. Io ho avuto il sostegno di tutti e a tutti i tarquiniesi dico grazie, sentire la vostra vicinanza mi ha dato tanto coraggio, anche nei momenti di sconforto. Miss Italia è stata un’esperienza bella e stancante. Spero sia arrivato da me il messaggio giusto. Io sono la stessa di prima. Non mi piacciono – ha riferito ironizzando su se stessa sorridendo – quelli che non hanno i ‘piedi per terra’ ossia ‘il piede per terra’. Sono tornata a scuola con piacere e ringrazio tutti, Tarquinia e i tarquiniesi grazie”.           

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COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA – DELIBERA 26 aprile 2018

Interventi nel settore dei sistemi di trasporto rapido di massa.
Nuovo sistema filoviario di Verona. Autorizzazione all'utilizzo dei
ribassi di gara e delle economie e rideterminazione contributo
statale. (CUP C31110000000008). (Delibera n. 38/2018). (18A05263)

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In Italia sono calati i furti d’auto I ladri ora sono sempre più high-tech

Ogni giorno sulle nostre strade vengono rubate 274 auto ma solo 110 sono poi ritrovate. Secondo il dossier elaborato da Lojack, i ladri sono sempre più hi-tech e rubano in modo mirato, rapido ed efficace. È emergenza Suv: +8,2% rispetto al 2016

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Cozzolino a Zingaretti: "Abbiamo bisogno di una Regione vicina"

CIVITAVECCHIA – Il sindaco Antonio Cozzolino ha chiesto al presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti di commissariare l'Università Agraria di Civitavecchia. È questo uno dei temi toccati ieri, nel corso di un confronto tra il primo cittadino ed il governatore del Lazio negli uffici della Regione, alla presenza anche del capogruppo del M5S in Regione Roberta Lombardi e dal vicepresidente del consiglio Devid Porrello.  

"Ho fatto presente le tante criticità della città di Civitavecchia nei rapporti con la Regione che mi aspetto ricevano rapidi riscontri per la qualità della vita dei nostri abitanti – ha spiegato Cozzolino – fra le tante questioni da me poste, alcune in particolare hanno maggiore rilevanza: ho chiesto al Governatore di commissariare la locale Agraria vista la pessima gestione che sta venendo condotta dal presidente a danno sia del Comune come ente che dei singoli cittadini. Ho fatto presente la situazione dell'Ospedale San Paolo e la cronica grave carenza di personale, il "mero errore di trascrizione" del DCA 291 che a troppi mesi di distanza è ancora efficace e che comporterebbe la chiusura della Nefrologia e la questione della pineta della Frasca che Arsial stava per cederci a titolo gratuito prima di un ingiustificato ripensamento. Tutte questioni su cui ho ricevuto rassicurazioni ma su cui mi aspetto un rapido cambio di marcia nel concreto – ha concluso il Sindaco – Civitavecchia ha bisogno di una Regione Lazio vicina ed imparziale nell'ottica della leale collaborazione fra enti e la collaborazione che abbiamo ricevuto in questi anni su tantissimi temi è stata decisamente insufficiente".

 

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Omicidio Vannini, depositate le motivazioni

LADISPOLI – Antonio Ciontoli “ha deciso di andare a recuperare le pistole (…) a tarda sera e proprio mentre il Vannini si trovava nel bagno a fare la doccia, non si è rifiutato di mostrare il funzionamento della pistola come – a suo dire – richiestogli dal ragazzo, ha impugnato la Beretta cal. 9 senza verificare che fosse scarica e in condizioni di sicurezza, ha “scarrellato” l'arma, inserendo, così, il colpo in canna, (…) ha interrotto la prima chiamata al 118, riferendo a chi interloquiva con l'operatore sanitario di una presunta “ripresa” del Vannini (…)".

Sono queste alcune delle considerazioni che emergono nel documento, lungo 42 pagine delle motivazioni prodotte dalla Corte di Roma che ha portato alla condanna per omicidio colposo con dolo eventuale di Antonio Ciontoli per la morte del giovane Marco Vannini. In sostanza, nelle motivazioni, ripercorrendo quanto emerso durante la fase dibattimentale e durante quella notte, la Corte spiega come la “condotta posta in essere dal Ciontoli, dimostra senza alcun dubbio, che la situazione oggettiva rendeva possibile, prevedibile e altamente probabile, secondo la più comune esperienza – in assenza di tempestivi soccorsi – l'evento letale e, sotto il profilo soggettivo, che lo stesso imputato non potesse non rappresentarsi, prevedendole, le conseguenze letali del suo gesto, del ritardo nell'attivazione dei soccorsi e delle menzogne che reiteratamente aveva addotto a spiegazioni delle condizioni del ferito. Nel contempo, continuando – anche dopo la morte del Vannini – a tentare di nascondere quale fosse stato il suo reale comportamento”. Sempre dalle motivazioni si legge come il Ciontoli abbia deciso di “agire 'accada quel che accada' pur di perseguire il suo scopo. E ciò risulta sicuramente vero – atteso lo sviluppo dei fatti, come sopra indicato – soprattutto quando ha ritardato i soccorsi e mentito sugli eventi – circostanze risultate esiziali per il ferito -e, perciò, quando il 'bilanciamento' – prospettatosi nella sua mente – delle conseguenze del suo agire, lo ha fatto propendere per la tutela dei propri interessi piuttosto che per la salvezza del ferito. E ciò, omettendo del tutto di prendere in considerazione – in quei momenti così importanti per assicurare un diverso esito della vicenda – quanto più grave sarebbe stato il 'costo' versoimilmente rischiato in caso di morte del Vannini”.

Diversa la posizione di Maria Pezzillo e di Federico e Martina Ciontoli. Per la Corte i tre non erano presenti in bagno quando è esploso il colpo di pistola ma avrebbero dovuto comprendere la drammaticità del momento e della situazione: “Le condizioni del ferito – si legge – erano tali da evidenziare palesemente e univocamente la necessità di assicurargli il più rapido soccorso medico possibile. Intanto, un colpo di pistola era stato sparato e per quanto gli imputati possano affermare di aver avvertito solo un 'forte rumore' (così forte che era stato perfettamente avvertito anche dai vicini di casa che si trovavano nell'abitazione confinante a parete con quella dei Ciontoli (…)) immediatamente dopo hanno visto – per prima Martina e poi Federico – la pistola che era sul pavimento del bagno; arma che, a richiesta del padre, Federico aveva rapidamente rimosso da dove si trovava e, necessariamente in presenza di tutti, aveva dapprima portato al piano terra e poi, una volta 'messa in sicurezza' – come affermato nel corso del suo esame, dallo stesso Federico – riposta sotto il suo letto”.

Per la Corte inoltre anche e soprattutto le condizioni in cui si trovava Marco subito dopo lo sparo avrebbero dovuto “destare la massima preoccupazione”. Marco urlava, non solo “lamenti ad alta voce come li ha definiti Martina Ciontoli o lamentazioni in maniera strana come riferiti dal fratello Federico. In realtà si trattava di vere e proprie grida: la stessa Corte le ha potute apprezzare – in dibattimento – ascoltando le note telefonate al 188, nel corso delle quali in sottofondo si sentono perfettamente acute urla, tanto che la stessa operatrice del 118 ne chiede conto ai propri interlocutori, manifestando subito perplessità sulla dichiarata loro origine, attribuita a un 'attacco di panico'”.

Insomma le circostanze avrebbero dovuto imporre ai tre di “attivarsi in prima persona e nella maniera più rapida possibile per assicurargli adeguati soccorsi”. Per la Corte non può inoltre essere usata come “discolpa” per i tre il fatto che siano affidati, come prospettato dalla Difesa, al padre, il capofamiglia. “Se può essere vero – si legge infatti nelle motivazioni – che il Ciontoli, come capo famiglia e, forse, come persona di forte carattere e personalità, avesse la possibilità di influenzare le decisioni dei propri congiunti, è ancor più vero che sia la moglie che i figli erano soggetti adulti, di cultura medio alta, e pertanto, siciuramente capaci di discernere autonomamente la veridicità di quanto veniva loro raccontato e di adottare condotte esattamente opposte a quelle in concreto tenute, soprattutto in considerazione dei forti legami affettivi col ferito, che avrebbero, semmai, dovuto destare in loro ben altre preoccupazioni e indurli ad assumere iniziative a suo favore e non certo, invece a rimettersi pedissequamente alle rassicurazioni – si ribadisce – inverosimili che venivano loro date”.

E poi c'è la posizone di Viola Giorgini, assolta perché il fatto non sussiste. Secondo le motivazioni presentate dalla Corte Viola, da quanto si è evinto dalle fasi dibattimentali del processo, non era entrata in bagno, non era entrata in contatto col corpo di Marco e non era presente all'interno della camera da letto. Inoltre per la Corte “non è certo che avesse ascoltato la seconda telefonata al 118 e sentito quanto detto sulla causa del ferimento. D'altra parte, è pur comprensibile come non si possa pretendere, considerata la sua posizione di ospite della famiglia Ciontoli – pur se con familiare frequentazione – che la Giorgini, stanti le rassicurazioni date dal padre del suo fidanzato e la minore conoscibilità delle condizioni del ferito, potesse effettivamente percepire e valutare il reale stato di pericolo in cui questi versava, ovvero che si potesse rendere conto della necessità di attivare differenti modalità di soccorso”.

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