Potere al popolo: "Chiarezza sull'ambiente da parte del Pincio"

CIVITAVECCHIA – "Le responsabilità della Regione Lazio, in materia di rifiuti, le conosciamo benissimo. Quello che sfugge ai cittadini di Civitavecchia sono le reali intenzioni del sindaco Antonio Cozzolino e della sua giunta". Potere al popolo torna sulla questione rifiuti, dopo il botta e risposta tra Regione e Area Metropolitana dei giorni scorsi. "Tralasciando le lacune romane della giunta Raggi, come pensano Cozzolino e l’assessore all’Ambiente Alessandro Manuedda di contrastare in modo incisivo l’arrivo dei rifiuti a Civitavecchia? – si chiedono dal partito – quali osservazioni sono state prodotte fino a questo momento dall’amministrazione civitavecchiese? E soprattutto, quando intende la giunta confrontarsi apertamente con la cittadinanza in materia di ambiente? Manunta afferma che “anche Roma deve fare la sua parte”, ma Civitavecchia ancora non ha iniziato. Infatti, proprio mentre i lavori di ampliamento della discarica vanno avanti, la città apprende una notizia sensazionale in materia di rifiuti: tra alcuni mesi partirà la raccolta differenziata. La montagna che dopo quasi cinque anni partorisce il topolino, un vero successo per il Movimento 5 Stelle che, dopo il clamoroso fallimento sul fronte ambientale, cerca appigli sperando in una rielezione. Fuochi d’artificio sparati con colpevole ritardo – hanno concluso – includendo temi che meriterebbero maggiore rispetto da parte di chi è chiamato ad amministrare una città che ha contato un’infinità di morti per inquinamento. 

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

Roberto Taranta del  Movimento Cinque Stelle  difende la sindaca Raggi

ALLUMIERE – Il Movimento Cinque Stelle di Allumiere (Meetup Allumiere in Movimento), attraverso il suo portavoce, ossia il consigliere comunale, Roberto Taranta, interviene in merito alla ‘’discarica delle discordie’’ per smentire «le incongrue notizie che alcuni rappresentanti del nostro paese dal PD a Forza Italia passando per forze civiche incontrollate, stanno facendo circolare usando anche i potenti e veloci mezzi social, forse  per discolparsi appunto velocemente, riguardo al pericolo nato secondo questi tali, dal volere fantomatico della Raggi di far sorgere dalle parti nostre una discarica per lo smaltimento dei rifiuti romani e dei paesi limitrofi afferenti alla Città Metropolitana» . Taranta evidenzia: «Invitiamo i cittadini a documentarsi come umilmente abbiamo fatto noi per conoscere la verità e per non credere a prescindere a quel che si vuole dire dall’una o dall’altra parte, ma preferendo leggere con i nostri occhi quello che in circa 800 pagine «certi politici» sono stati capaci di scrivere tentando poi di discolparsi richiamando alle responsabilità di chi sarà semplicemente tenuto a rispettare normative e criteri imposti dall’alto. Ci riferiamo al Piano Regionale dei Rifiuti pubblicato su Bollettino Ufficiale n. 10 del 14 marzo 2012, vangelo nella pianificazione e programmazione per la raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti in tutta la Regione Lazio firmato mentre misteriosi oggi irreperibili movimenti ambientalisti del territorio, gridavano insieme proprio in quei mesi in cui il piano veniva approvato di aver scongiurato il pericolo. Di averlo scongiurato mentre appunto sempre nel 2012 dettava nel Piano Regionale al punto 16.3.3 e 16.4.3 i fattori preferenziali imposti nella individuazione di siti idonei nella scelta delle mappe designanti le zone preferite dalla Regione come appunto riporta il Piano stesso, per la realizzazione di impianti da destinare a discariche. In quei punti riportati rispettivamente a pag 311 e 313 si indica di considerare siti idonei infatti, ecco da dove nasce la matassa, le aree degradate da bonificare, discariche o cave e le aree militari o di interesse strategico nazionale previo assenso del Ministero della Difesa. Ebbene per questo allora ci chiediamo dove siano le battaglie che qualcuno diceva di aver vinto proprio nel 2012. Oggi forse quel qualcuno mascherato da altro tenta di manipolare l’opinione pubblica denunciando che la colpa sia della Raggi e della Città Metropolitana alle quali oggi spetta solo di disegnare una mappa comprendente tutti i possibili siti idonei, rispettando vincoli e criteri già dettati dalla Regione. Esprimere tutti i possibili siti, rispettando criteri imposti dall’alto, infatti non significa aver scelto dove realizzare gli impianti. È infatti la Regione che con il suo Piano, che non casualmente proprio i portavoce del M5S della Città Metropolitana oggi contestano e denunciano vecchio chiedendo che venga modificato. È il Piano Regionale dei rifiuti, che pianifica tutta la programmazione nella gestione dei rifiuti laziali e che ci teniamo quindi a sottolineare detta i criteri  principe che la Città Metropolitana è tenuta per legge a seguire nell’approvazione della mappa dei siti idonei, tra i quali appunto per la Regione dovranno ricadere come preferenziali quelli indicati a pag 311 e 313 del Piano firmato nel 2012 da chi governava già da quegli anni la Regione Lazio». Il pentastellato collinare invira poi: «Chi oggi riveste i panni di rappresentante scrivendo persino sui social, forse per discolparsi il più velocemente possibile, addirittura con dettami tipo «credo che…» di andare prima a leggere la opportuna normativa di riferimento. 

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

Impianti rifiuti, Ascani: ''Stop alla irresponsabilità della sindaca Raggi''

CERVETERI – Il consigliere metropolitano Federico Ascani, capogruppo della lista “Le Città della Metropoli”, in una nota del gruppo, stigmatizza alcune manchevolezze della sindaca Raggi circa la questione della gestione dei rifiuti della capitale che ha provocato una profonda crisi da quando è stata disposta la chiusura della discarica di Malagrotta. 
«Finito il balletto delle responsabilità per la Raggi. Ora che anche il ministro del ‘‘governo amico’’ ha stretto all’angolo la Sindaca, costringendola a individuare le aree per la nuova discarica di servizio, non ci sono davvero più scuse. Avevamo ragione noi. Come gruppo avevamo chiesto ufficialmente proprio alla Sindaca, con un ordine del giorno votato anche dai consiglieri M5S, a luglio 2017, di individuare le aree dove trattare i rifiuti di Roma, invitandola anche a formalizzare la contrarietà a localizzare nei comuni e nei territori della Provincia discariche ed impianti di trattamento e smaltimento dei rifiuti della Capitale. Queste aree dovevano essere consegnate in un Piano dettagliato alla Regione. La Sindaca non ha fatto nulla di tutto questo e, contro ogni logica anche di buon senso, ha cominciato un braccio di ferro con la Regione sterile e inutile, rimpallando alla Pisana per due anni ogni responsaibilità sull’individuazione delle aree. Ora che  a mettere fine alla vicenda è un ministro ‘‘amico’’, la Sindaca farà quello che avrebbe dovuto fare da due anni». 
Tanto dice la nota e si aggiunge che è auspicabile che in questa stretta finale, la Raggi trasmetta finalmente in Regione in modo che possa prenderne atto, cosa mai fatta, le osservazioni che i comuni di Cerveteri e di Fiumicino fecero a suo tempo, indicando vincoli e quant’altro che portavano all’esclusione dei siti indicati nella mappa relativa alle cosiddette aree bianche.  
Anche Ascani come del resto Pascucci, anch’egli consigliere dell’Area Metropolitana ha già dichiarato nei giorni scorsi, è disposto a fare “le barriccate”, qualora sia necessario difendere il territorio da ogni escamotage che eventualmente potrebbe trovarsi per insediamenti per lo smaltimento o la conversione dei rifiuti di Roma. La speranza è che tutto si possa evitare con un dibattito in aula.

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

''Non abbassiamo la guardia''

di TONI MORETTI

CERVETERI – Nonostante da anni Cerveteri si sia battuta per la chiusura dell’impianto per lo smaltimento dei rifiuti di Cupinoro, denunciandone in vari episodi la pericolosità per la salute dei cittadini, non ultimo il pericolo dell’inquinamento delle falde acquifere, nonostante la città di Cerveteri  abbia più volte espresso la sua volontà di voler uscire dal giro vizioso di un problema che in fondo riguarda soltanto la Capitale che negli anni, nonostante le amministrazioni che si sono succedute, non è riuscita a rendersi  autosufficiente con la gestione dei suoi rifiuti, visto che ha comunque un territorio molto esteso dove una seria programmazione e una precisa filosofia di gestione del fenomeno, avrebbe potuto escludere che porta ora la Città Metropolitana a tornare alla carica, individuando nel territorio metropolitano, per esempio in Allumiere, Cerveteri, Fiumicino e Riano  aree ‘’idonee’’ per i nuovi impianti della spazzatura: discariche, inceneritori, centri di trattamento. E sopperire al suo bisogno di trovare un nuovo sito per il conferimento dei rifiuti per tirarsi fuori dall’emergenza cominciata nel 2013 con la chiusura della discarica di Malagrotta. Secondo il sindaco Raggi quindi, bisognerebbe far fede a quanto messo a punto dai tecnici provinciali con le cosiddette aree bianche’ dove cioè si potrebbero aprire nuovi impianti come Fiumicino e Cerveteri, o quelle dove sono presenti ‘’cave non in esercizio’’ come Allumiere, Riano e una zona al confine tra Roma e Zagarolo. Luca Massimo Climati infaticabile animatore dei Comitati Uniti  che tante battaglie ha condotto contro la riapertura di Cupinoro e a qualsiasi tentativo di riconversione, sentito in proposito dichiara che i comitati non hanno mai creduto, nonostante le promesse , che avessero  rinunciato al proposito di individuare nel territorio metropolitano siti da attrezzare a nuove discariche o ad impianti di riconversione che sopperisse al grosso problema che  la chiusura di Malagrotta ha creato alla Capitale.  
«Noi – dice Climati – non abbiamo abbassato la guardia e non molleremo mai, tanto che già il 26, in associazione, ci sarà un’assemblea pubblica dove si discuterà dell’argomento e si decideranno le iniziative da prendere. Questa volta, la reazione e la partecipazione popolare deve essere  torrentizia. Lo richiede il nostro ambiente, i nostri figli, la nostra dignità di cittadini che già tanto hanno dato, tanto hanno sofferto e non vogliono vedere sporcato il territorio da politiche e traffici innaturali e incomprensibili».

 

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

Impianti per i rifiuti: considerati idonei i comuni di  Allumiere, Cerveteri, Fiumicino e Riano

ALLUMIERE – La Città metropolitana torna all’attacco: le zone di Allumiere, Cerveteri, Fiumicino e Riano sono state inserite dai tecnici della Città metropolitana fra le aree ‘’idonee’’ per i nuovi impianti della spazzatura: discariche, inceneritori, centri di trattamento. La capitale ha infatti bisogno di trovare un nuovo sito per il conferimento dei rifiuti per tirarsi fuori dall’emergenza cominciata nel 2013 con la chiusura della discarica di Malagrotta e non si sono trovate alternative. Nel documento messo a punto dai tecnici provinciali sono segnalate, quindi,  le ‘’aree bianche’’ dove cioè si potrebbero aprire nuovi impianti come Fiumicino e Cerveteri, o quelle dove sono presenti ‘’cave non in esercizio’’ come Allumiere, Riano e una zona al confine tra Roma e Zagarolo. La cosa che che spaventa di più è il fatto che il piano regionale per i rifiuti del 2012 ha indicato come fattore preferenziale l’individuazione di discariche in aree degradate dalla presenza di cave e quindi Allumiere corre seri pericoli. «La mappa individua le zone idonee per i nuovi impianti della spazzatura – spiega il sindaco Pasquini – cara Raggi e Città Metropolitana scordatevi la nostra zona: non vogliamo diventare una nuova Malagrotta.  Il territorio del comune di Allumiere non può essere giudicato idoneo in quanto tutelato dalla Direttiva 79/409/CEE nota come Direttiva Uccelli, nello specifico siamo in zona a protezione speciale (ZPS) creata dall’Unione europea per la protezione e la conservazione degli habitat e delle specie, animali e vegetali, identificati come prioritari dagli Stati membri dell’Unione europea. Faremo anche l’impossibile per difendere il nostro territorio». Sul piede di guerra i cittadini di Allumiere. «Da anni Allumiere ha detto no alle discariche, inceneritori e centri di trattamento; in tal senso sono state approvate delibere sia in consiglio comunale che nel consiglio agrario; sono stati fatti incontri in Regione per ribadire il no e attuate varie forme di protesta e ora torna di nuovo il pericolo che il paese collinare diventi la nuova Malagrotta – scrivono arrabbiati i cittadini di Allumiere – insieme alle istituzioni e ai politici del territorio hanno più volte alzato la voce per dire no a questa ‘’fissa’’ di inserire Allumiere tra i siti idonei alla discarica. Lo abbiamo detto e ripetuto siamo pronti a alzare le barricate e a iniziare la guerra contro i rifiuti. Noi siamo un Comune che ricicla, che fa la differenziata, che ama l’ambiente e ha conservato nei secoli pressochè integri i nostri territori perché dobbiamo pagare per colpe non nostre? Perchè questa spada di Damocle continua a pesare su di noi? Perché tra le tante servitù dobbiamo avere anche questa? È ora fi finirla con queste angherie della capitale e dei poteri forti».

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

Impianti per i rifiuti: tra le aree considerate  idonee  figurano Allumiere, Cerveteri, Fiumicino e Riano

ALLUMIERE – La Città metropolitana torna all’attacco: le zone di Allumiere, Cerveteri, Fiumicino e Riano sono state inserite dai tecnici della Città metropolitana fra le aree ‘’idonee’’ per i nuovi impianti della spazzatura: discariche, inceneritori, centri di trattamento. La capitale ha infatti bisogno di trovare un nuovo sito per il conferimento dei rifiuti per tirarsi fuori dall’emergenza cominciata nel 2013 con la chiusura della discarica di Malagrotta e non si sono trovate alternative. Nel documento messo a punto dai tecnici provinciali sono segnalate, quindi,  le ‘’aree bianche’’ dove cioè si potrebbero aprire nuovi impianti come Fiumicino e Cerveteri, o quelle dove sono presenti ‘’cave non in esercizio’’ come Allumiere, Riano e una zona al confine tra Roma e Zagarolo. La cosa che che spaventa di più è il fatto che il piano regionale per i rifiuti del 2012 ha indicato come fattore preferenziale l’individuazione di discariche in aree degradate dalla presenza di cave e quindi Allumiere corre seri pericoli. «La mappa individua le zone idonee per i nuovi impianti della spazzatura – spiega il sindaco Pasquini – cara Raggi e Città Metropolitana scordatevi la nostra zona: non vogliamo diventare una nuova Malagrotta.  Il territorio del comune di Allumiere non può essere giudicato idoneo in quanto tutelato dalla Direttiva 79/409/CEE nota come Direttiva Uccelli, nello specifico siamo in zona a protezione speciale (ZPS) creata dall’Unione europea per la protezione e la conservazione degli habitat e delle specie, animali e vegetali, identificati come prioritari dagli Stati membri dell’Unione europea. Faremo anche l’impossibile per difendere il nostro territorio». Sul piede di guerra i cittadini di Allumiere. «Da anni Allumiere ha detto no alle discariche, inceneritori e centri di trattamento; in tal senso sono state approvate delibere sia in consiglio comunale che nel consiglio agrario; sono stati fatti incontri in Regione per ribadire il no e attuate varie forme di protesta e ora torna di nuovo il pericolo che il paese collinare diventi la nuova Malagrotta – scrivono arrabbiati i cittadini di Allumiere – insieme alle istituzioni e ai politici del territorio hanno più volte alzato la voce per dire no a questa ‘’fissa’’ di inserire Allumiere tra i siti idonei alla discarica. Lo abbiamo detto e ripetuto siamo pronti a alzare le barricate e a iniziare la guerra contro i rifiuti. Noi siamo un Comune che ricicla, che fa la differenziata, che ama l’ambiente e ha conservato nei secoli pressochè integri i nostri territori perché dobbiamo pagare per colpe non nostre? Perchè questa spada di Damocle continua a pesare su di noi? Perché tra le tante servitù dobbiamo avere anche questa? È ora fi finirla con queste angherie della capitale e dei poteri forti».

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

''Marco sei sempre nei nostri cuori''

di GIULIANA OLZAI

CERVETERI – «Marco sei sempre nei nostri cuori». Con queste parole, tra gli applausi delle persone presenti si è conclusa sabato pomeriggio la cerimonia per il posizionamento in via Alcide De Gasperi a Ladispoli, nei pressi di casa Ciontoli, della targa commemorativa in ricordo di Marco Vannini tanto voluta da mamma Marina e papà Valerio. «Chi diceva di amarti ti ha lasciato morire ma nessuno farà mai morire il nostro amore per te. Mamma e papà». Queste le parole incise sulla targa, posizionata all’interno di un’aiuola recintata per lui. Parole che illuminate dai raggi del sole a momenti brillavano come se fossero scolpite in oro. Tanta soddisfazione traspariva negli occhi dei genitori dai volti questa volta sorridenti. E si, mamma Marina per la prima volta si è presentata volutamente trasformata nell’aspetto: sorridente e con un filo di trucco negli occhi quasi volesse trasmettere a Marco la soddisfazione del raggiungimento di un primo risultato reale frutto della sua ostinazione e della sua lotta alla ricerca di verità e giustizia. E’ contenta.
«La targa io e mio marito Valerio l’abbiamo voluta per Marco – dice mamma Marina – e lui doveva vedere la serenità nei nostri occhi. Per noi è stato come fare qualcosa per nostro figlio. Quando mi è stato detto che è stata strappata la foto di mio figlio dai Ciontoli mi sono sentita oltraggiata e ho avuto la sensazione come se Marco fosse  rimasto mortificato. Per cui abbiamo voluto fare una cosa per lui bella a vedersi. E per questo ci siamo impegnati anima e corpo per poter dare un giorno di serenità a nostro figlio. Tutta l’attenzione su Marco è incentrata sul processo e su quanto emerge a livello processuale, questa targa, invece, è un modo dove io posso dare qualcosa a lui. In quella targa c’è tutto l’amore per nostro figlio».
Per mamma Marina è stato quindi un momento molto diverso dalle sue partecipazioni alle udienze o alle trasmissioni televisive. Un momento intimo con quell’unico figlio strappato alla vita appena ventenne come testimoniano le pietre, venti appunto, posizionate intorno all’aiuola a lui dedicata.  
«Nonostante l’ora e il derby in corso, tante le persone presenti che hanno voluto dimostrare il loro affetto la loro solidarietà che nutrono per noi» dice mamma Marina avvicinata, abbracciata e accarezzata da tanti amici, conoscenti e persone sconosciute che hanno partecipato. «In particolare – continua – mi hanno colpito due persone. Un uomo che veniva da Nepi,  peraltro era lì da diverso tempo che aspettava perché non aveva compreso bene l’ora della cerimonia e non voleva perderla, e poi una signora anziana, che aveva più di novant’anni, che veniva da Roma.  Stava seduta su una sedia e aveva difficoltà ad alzarsi. Allora mi si è avvicinata la figlia per chiedermi di andare dalla mamma. L’anziana come mi ha visto è scoppiata a piangere, nonostante non avesse  mai conosciuto mio figlio. Mi ha chiesto un ricordo di Marco ed io le ho dato la sua foto che porto sempre con me e lei la mette dentro al petto dicendo: ora lo porto nel mio cuore».  Vedere l’anziana piangere è stato un momento molto forte per mamma Marina perché gli ha ricordato la perdita di suo padre che è vento a mancare qualche anno fa  travolto dal dolore per la morte del nipote.  
«Signora siamo con lei», «signora continui la sua battaglia», «Noi siamo con lei», «Lei ci da tanto coraggio per andare avanti», «Marco è come un figlio per noi» dicevano a mamma Marina che aggiunge:  «Alcune  persone addirittura piangevano e tutte stavano lì per aiutarci e sostenerci. Questo è per me e la mia famiglia importante.  Quando mi abbracciavano era come se fosse mio figlio a farlo e mi dicesse: mamma sto qua, stai tranquilla. Sono con te e papà. E questo mi dà la forza di non mollare».  
Nonostante la targa sia stata tanto voluta mamma Marina non sa se ci andrà spesso in quel luogo: «Non ci vado quasi mai laggiù. Vedere quella casa mi fa star male e quella targa è il simbolo della tragedia in quella via. Non so se ci andrò». 
In disparte, seduta su una sedia, assiste alla cerimonia, col volto segnato dal tempo e dal dolore, nonna Gina, la mamma ottantaduenne di Marina che cerca con la sua presenza, quasi fosse un ombra, di proteggere la figlia. Ogni tanto si asciuga con un fazzoletto le lacrime che non riesce a trattenere. «Marco era bello come il sole», ripete più volte piangendo. «Lo avete conosciuto?» chiede alle tante persone che le si avvicinano, che le accarezzano con amorevolezza quel volto nel quale traspare tutta la sua angoscia per quella perdita inconsolabile.  Nonna Gina dice che: «Ai figli le si vuole bene, ai nipoti ancora di più. Arrivare alla mia età dopo tante sofferenze, adesso che potevo star bene, vedere i miei figli e i miei nipoti sistemati avrei preferito morire piuttosto che vivere questo grosso dolore insopportabile che mi sta annientando».
Papà Valerio: «E’ stato emozionante svelare la targa. Non vedevo l’ora che arrivasse questo momento. Sono molto soddisfatto soprattutto della presenza del sindaco Grando che ha partecipato con gioia alla cerimonia e ha a cuore la vicenda di mio figlio. Mi ha fatto molto piacere sapere che domenica c’è stato un via vai di persone che si sono fermate a vedere la targa. Tutto questo è molto bello».  

 

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

REGOLAMENTO 17 luglio 2018, n. 1011

Regolamento di esecuzione (UE) 2018/1011 della Commissione, del 17
luglio 2018, che autorizza un'estensione dei livelli d'uso dei funghi
trattati con raggi UV quale nuovo alimento a norma del regolamento
(UE) 2015/2283 del Parlamento europeo e del Consiglio e che modifica
il regolamento di esecuzione (UE) 2017/2470 della Commissione –
Pubblicato nel n. L 181 del 18 luglio 2018
(18CE1688)

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

REGOLAMENTO 18 luglio 2018, n. 1018

Regolamento di esecuzione (UE) 2018/1018 della Commissione, del 18
luglio 2018, che autorizza un'estensione dell'uso del lievito per
panificazione (Saccharomyces cerevisiae) trattato con raggi UV quale
nuovo alimento a norma del regolamento (UE) 2015/2283 del Parlamento
europeo e del Consiglio e che modifica il regolamento di esecuzione
(UE) 2017/2470 della Commissione – Pubblicato nel n. L 183 del 19
luglio 2018
(18CE1695)

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

«Con la Raggi situazione peggiorata»

CERVETERI/LADISPOLI – Da una parte la frana che ha causato lo smottamento di un tratto della carreggiata anni or sono e che ancora attende di essere riparato. Dall'altra parte una montagna in tufo, che dopo gli incendi dello scorso anno che hanno colpito la zona, danneggiando in particolar modo gli alberi che vi insistono, rischia di venire giù da un momento all'altro. Ed è proprio quanto successo venerdì mattina. La pioggia è arrivata, breve e intensa, e parte del terreno è venuto giù sulla Provinciale. Una tragedia sfiorata. Della situazione drammatica in cui versa la Settevene Palo Nuova è pienamente a conoscenza il consigliere metropolitano del Pd di Ladispoli, Federico Ascani che in più di una occasione «ho allertato la Città Metropolitana per effettuare gli interventi necessari». Ma non c'è peggior sordo di chi non voglia sentire. Ovviamente, come ha tenuto a sottolineare Ascani (lo aveva già fatto il sindaco Pascucci nella giornata di venerdì) quanto accaduto non ha nulla a che vedere con la frana degli anni passati. Qui a venire giù è stata parte del costone della montagna che sovrasta la Provinciale. Ma il senso della situazione di “degrado” in cui versa la Settevene Palo, arteria fondamentale per la viabilità da e per Bracciano, che collega la costa con la zona lacustre, è sempre quello: a mancare sono gli interventi. «Abbiamo fatto più noi in pochi mesi di Governo in Città Metropolitana – ha aggiunto Ascani – che la Raggi in due anni. Con lei la situazione è peggiorata. Non ha più fatto nulla, ha semplicemente rimandato ogni qual tipo di intervento a “dopo”». Ora, bisognerà capire però se e quando il problema della Settevene Palo sarà risolto definitivamente. Come aveva spiegato Pascucci, non basterà rimuovere i massi dal manto stradale per decidere di riaprire alla viabilità. Quello che andrà verificato sarà la tenuta del costone. L'inverno è ormai alle porte e se con la prima pioggia intensa il risultato è stato quello di venerdì mattina, il futuro sembra veramente incerto. Bisognerà però capire ora a chi spetterà l'arduo compito di verificare la sicurezza della zona e qualora fosse necessario intervenire a chi spetterà investire con lo stanziamento dei fondi necessari a garantire la riapertura della Statale. Il tutto ovviamente in tempi brevi. E a proposito di tempistica per il consigliere metropolitano Federico Ascani «i tempi dipendono dalla volontà. Se ci sarà un cambio di rotta – ha concluso – allora possiamo immaginare una risoluzione del problema in tempi brevi». In caso contrario, la vita degli automobilisti, probabilmente, ne risentirà per diverso tempo. Chissà quanto.
 

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###