Santa Marinella, istituite le commissioni d’inchiesta

S. MARINELLA – Nel corso dell’ultimo consiglio comunale sono state istituite alcune commissioni consiliari d’inchiesta che avranno il compito di chiarire le cause che hanno portato ad una serie di atti attuati dalla precedente amministrazione, tendenti a gestire alcune situazioni abbastanza sconcertanti che tuttora sono di difficile comprensione. Si tratta di questioni relative alla gestione di beni pubblici, ad alcune opere mai finite e alle manovre finanziarie che hanno portato a dichiarare il dissesto. L’attuale maggioranza, infatti, ha deciso di fondare una serie di commissioni formate da tre membri, due di maggioranza e uno di minoranza, per reperire documenti, atti pubblici riservati e delibere di giunta, per giungere ad una conclusione che possa rendere pubblico qualsiasi operazione attuata dalla vecchia giunta su una serie di temi che si intendono mettere sotto la lente di ingrandimento. Commissione sistemi informatici: D’Emilio, Calistri, Calvo. Commissione gestione farmacia comunale: Ferullo, Chegia, Fiorucci. Commissione cimitero: Fronti, Verzilli, Casella. Commissione lavori Via delle Colonie: Amanati, Fratarcangeli, Settanni. Commissione impianti sportivi: Befani, Iachini, Casella. Commissione situazione finanziaria: D’Emilio, Calistri, Fiorucci.

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Moscherini: ''Certi dirigenti bloccano la macchina amministrativa''

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TARQUINIA – Un super manager che controlli il funzionamento della macchina amministrativa del Comune di Tarquinia, «perché ci sono tecnici e dirigenti che stanno creando disastri e che devono essere rimossi da quegli uffici».
Il consigliere del ‘’Cantiere della nuova politica’’, Gianni Moscherini, punta il dito contro l’operato di alcuni uffici comunali che «non riescono a produrre risultati e soluzioni ai tanti problemi». Moscherini  propone la loro rimozione dagli incarichi di responsabilità, di fronte all’evidenza dei fatti.
«Stiamo giocando con il fuoco – tuona Moscherini –  perché le cose che non vanno avanti sono tutte. E non per colpa del sindaco, ma perché bisognerebbe che la maggioranza facesse una riflessione seria sul funzionamento della macchina comunale e che decidesse in fretta sugli aggiustamenti che vanno attuati». 
Dopo un passaggio contro la politica fallimentare dell’ex sindaco Mazzola, Moscherini elenca tutte le maggiori questioni, da anni rimaste ingessate «anche per l’incompetenza degli uffici che avrebbero dovuto produrre soluzioni». 
Il caso San Giorgio. “L’amministrazione Mazzola – spiega Moscherini –  ha avuto 10 anni di tempo per risolvere e inquadrare bene la vicenda San Giorgio; e invece cosa ha fatto?  Nulla. Adesso che io, come ‘’Cantiere della nuova politica’’ provo a proporre un metodo tecnico-amministrativo che ci porti a risolvere definitivamente l’anomalia di San Giorgio, dandogli subito un nome accattivante come la ‘’Città giardino’’, Mazzola che fa? Subito mette il paletto sul no all’utilizzo della legge 28/80. I politici che non vogliono l’utilizzo della 28/80 devono spiegare il perché. Ma soprattutto ce lo devono spiegare meglio i tecnici. Perché i tecnici ci devono dire come mai gli ultimi dieci anni non hanno fatto nulla per affrontare il problema San Giorgio e chi è che non gli ha fatto fare nulla. Perché delle due l’una: se non hanno fatto niente perché i politici del momento li hanno obbligati a comportarsi in quel modo, devono dire chi sono stati e perché glielo hanno chiesto; se  invece non hanno eseguito ordini di politici, ma non hanno nemmeno  fatto nulla per risolvere i problemi, bisogna allora prenderne atto e se ne vadano, o perlomeno vengano spostati in altro settore. Perché nella vicenda San Giorgio questi dirigenti e questi tecnici hanno dimostrato di essere pericolosi e fallimentari”. 
L’inagibilità dell’ Avad. Sulla struttura per disabili al Lido siamo al paradosso. “Il comportamento negativo ed arbitrario degli uffici – commenta Moscherini –  contro una struttura che si cura e si occupa del mondo dei disabili è da vergogna. Si devono vergognare per quanto stanno facendo all’Avad. Noi come ‘’Cantiere della nuova politica’’ abbiamo proposto di sviluppare in quell’area delle spiagge idonee ai portatori di handicap. Abbiamo già una struttura sul mare e invece di studiare il modo giusto per svilupparla,  cosa si fa? Si inventano l’inagibilità. Questa inagibilità pare essere legata ad un ascensore. Ancora oggi, nonostante i gestori dell’Avad abbiano presentato carte e documenti, nessuna soluzione è stata prodotta. Ma la struttura è proprietà pubblica, è infatti della Provincia. Basta fare una telefonata tra burocrati per risolvere il problema. Invece fanno solo lettere che creano problemi a chi gestisce”. 
La variante di Brizi. “Sono andato alla riunione della commissione – spiega Moscherini – e il responsabile dell’urbanistica dice che c’è una richiesta di un ulteriore cambio di destinazione d’uso. Cosa viene fuori? Che il cambio era già stato chiesto  un anno fa dalla struttura che soffre della presenza dell’autostrada fatta in  questo modo per grave responsabilità dell’amministrazione Mazzola. Anche qui, i tecnici dell’urbanistica che genere di rapporti hanno avuto con quelli che facevano l’autostrada? L’albergo Brizi che aveva inserito tra suoi obiettivi quello di intercettare i crocieristi del vicino porto di Civitavecchia  si è  ritrovato con la quasi fine dell’attività. A questo aggiungiamo che anche il mondo dei camionisti è stato penalizzato dal mancato accesso immediato all’area. Ora Brizi chiede una variante per realizzare una struttura per gli anziani e per diminuire i posti letto ci viene detto che si deve rifare la pratica da capo perché la variante sostanziale. Assurdo gestire le cose in questo modo”.
Il caso Dezi. Il blocco dell’apertura di un ristorante un ennesimo caso portato sul tavolo da Moscherini. “I due ragazzi che hanno aperto il bar e dovevano aprire il ristorante sono stati bloccati dall’ufficio urbanistica che ha trovato il modo di non farli aprire. Sono andati avanti al punto da portarli in tribunale. Ora dopo un anno e mezzo di diatriba viene fuori che avevano ragione proprio questi ragazzi. Ora mi domando: ma si può continuare lavorare con un ufficio del genere?”. 
Il Pai. “Nei documenti programmatici di tutti i candidati,  in campagna elettorale, – ricorda il consigliere –  su due cose sembravano tutti d’accordo risolvere San Giorgio, e adesso invece siamo da capo a dodici, ed eliminare il Pai. Tutti dicevano di sopprimerlo. Sono già passati tredici mesi, ma ancora nessuno ha affrontato il tema”.
Le palestre. Sulla gestione e l’affidamento delle palestre comunali  Moscherini chiede a gran voce “un censimento del patrimonio comunale e dell’Agraria affinche si proceda con il controllo, non solo della proprietà in quanto tale ma di quanto pagano i concessionari”. «Perché – dice Moscherini – chi vuole fare un imprenditore dello sport lo deve fare con i soldi propri. Fare un controllo significa anche verificare se si sono fatte le gare quando si dovevano fare”.
Talete. Altro  esempio di gestione fallimentare di anni di Mazzola per Moscherini è l’affidamento della gestione dell’idrico a Talete. “Un cittadino pagava l’acqua per la sua struttura 700 euro l’anno, poi è arrivata Talete ed ora paga 600 euro ogni tre mesi. Ma questo è normale?” 
Rifiuti e il bando che non c’è. “Che fine ha fatto il bando per la gestione dell’immondizia? – domanda Moscherini – Perché non si riesce ancora ad elaboralo? L’ex assessore Celli, ad esempio, ci faccia il conto di quanti soldi ha fatto pagare in più ai cittadini. La verità è che ha aumentato i costi”.
Il capannone Bricofer. Sulle presunte irregolarità nel capannone della Bricofer recentemente aperto Moscherini chiede chiarezza. “Se è vero, e così è, che Bricofer ha avuto un’autorizzazione ad aprire, pur sapendo gli uffici che c’era una grossa irregolarità edilizia che non sarebbe di semplice importanza attestata anche dallo scambio di lettere tra uffici e da un sopralluogo dei vigili urbani che avrebbero poi consegnato la loro relazione del caso,  perché su questa storia non è stata ancora fatta chiarezza?”. “Già è stato fatto  l’errore di aver fatto aprire un’attività identica a quella esistente a poca distanza – rimarca il consigliere Moscherini –  poi si scopre che non si poteva nemmeno aprire?. Il funzionamento degli uffici è fondamentale per rispondere ai servizi che si danno ai cittadini. Se la macchina comunale funziona male bisogna cambiare. A qualcuno va cambiato il posto perché non si può stare in queste condizioni a continuare a fare danni. Non è una questione personale o di pregiudizio, ma bisogna lavorare e dare risposte concrete. Mazzola su tutto questo si stia zitto che è meglio. Se riflettesse sulle numerose malefatte per un mesetto non sarebbe male”.
Mazzola. L’affondo su Mazzola non è da poco: “Basta con i soloni del passato, bisogna voltare pagina. Il caro ex sindaco se pensa che possa condizionare quelli della maggioranza, vedi l’appello a Catini e Serafini, e a quelli dell’opposizione citati come dormienti, si sbaglia di grosso. Ha già ricevuto una pedata nel sedere dai cittadini di Tarquinia quando si è candidato a consigliere comunale. La seconda pedata nel sedere l’ha avuta come consigliere regionale quando i cittadini della sua provincia non lo hanno votato”.
Il pasticcio Duomo Gpa srl. Dulcis in fundo l’interrogazione di Moscherini, per il momento caduta nel vuoto, sulla società Duomo. Moscherini attende ancora di sapere “se il dichiarato stato di insolvenza della società concessionaria abbia comportato o meno la mancata corresponsione, all’erario comunale, di somme da questa riscosse a titolo di Tosap, imposta sulle partecipate e pubblicità ed altro, e nel caso affermativo il loro esatto ammontare”. Quindi domanda Moscherini “quali specifiche sollecite misure intende assumere il Comune a tutela dei diritti e degli interessi dell’ente”. “Domando se si ritiene necessario ed opportuno ristorare direttamente i cittadini danneggiati dagli eventi tenuto conto che costoro in perfetta buona fede e su perentorie indicazioni dei competenti uffici comunali hanno corrisposto alla ditta concessionaria importi non dovuti ma versati, nella migliore delle ipotesi o tuttora da versare nelle casse comunali”. Questa interrogazione, risalente al 28 giugno, ricorda Moscherini, non è stata portata in consiglio.  Nelle premesse dell’interrogazione si ricorda che la società è stata richiamata in un’inchiesta giornalistica di Panorama e si ricorda anche l’interrogazione dell’allora consigliere Alfio Meraviglia al sindaco Mazzola circa le ragioni e le esigenze alla base dell’affidamento dei servizi alla Duomo gpa srl “stante l’esistenza di un intero settore dell’ente che è quello dei tributi delle entrate extra tributarie e se era a conoscenza dei rilievi sollevati da Panorama”.

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Santa Marinella, prima riunione di fine mese con i capi settore comunali

SANTA MARINELLA – Sarà un agosto pienamente lavorativo, quello che vivranno gli uffici del Comune nel primo mese del dopo dissesto, messi sotto torchio e sotto osservazione dal sindaco Pietro Tidei, dopo la prima riunione di fine mese con tutti i capi servizio. «Riunione utilissima – ha commentato il primo cittadino – da ripetere mensilmente, ma è un panorama desolante di lungo abbandono e di profonda demotivazione e di completo scollegamento tra le strutture, quello che mi sono trovato di fronte». Dopo aver messo sul tappeto tutte le più importanti questioni, dal verde pubblico e privato ai trasporti, dagli impianti sportivi alla scuola. Si è parlato ovviamente di come superare il dissesto, aumentando le entrate e operando una  massiccia spending review. Tutti i contratti e gli impegni di spesa verranno subito passati al setaccio e dal risultato di questa azione dipenderanno anche le sorti di parte dello stipendio dei comunali. Il pareggio di bilancio, infatti, è ora il principale obiettivo del nuovo Comune di Santa Marinella e per settembre sono attese le prime cifre sui tagli di spesa e parallelamente una prima riorganizzazione della macchina amministrativa, anch’essa improntata al risparmio. Ai capi dei vari servizi che Tidei, dando appuntamento a tutti per il 3 settembre, ha lanciato un preciso monito. «Dai quadri direttivi e dirigenti – ha spiegato il sindaco – mi attendo proposte concrete e un atteggiamento molto più attento e  propositivo, ma anche di collaborazione reciproca e di scambio di informazioni, cosa che fino ad ora, purtroppo, non ho trovato. Chi è un vero professionista cambierà atteggiamento divenendo proattivo, mentre per chi persevera nell’isolamento e nel pressappochismo, è normale che verranno adottati provvedimenti».

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I vertici Fns Cisl in visita al carcere di Aurelia

CIVITAVECCHIA – I vertici della Fns Cisl in visita all’istituto penitenziario Nc Civitavecchia per esaminare le criticità e ascoltare il personale. All’assemblea hanno partecipato i segretari  nazionali del sindacato, Mattia D’Ambrosio e Fabrizio Ciuffini. Presente anche il segretario generale di Roma capitale e Rieti, Riccardo Ciofi, e il segretario generale aggiunto Fns Cisl Lazio, Massimo Costantino.

Lo scopo dell’incontro “è stato quello di verificare le criticità dell’istituto – spiega Costantino – ma anche e soprattutto ascoltare il personale  sulle varie questioni. Si è discusso  anche sulla problematiche dei detenuti affetti da patologie psichiatriche, dai numerosi servizi finalizzati alla sorveglianza a vista di singolo soggetti che si protraggono per mesi creando disaggio e aggravio di lavoro al personale di Polizia penitenziaria che spesso e vittima di aggressioni verbali  ma – sottolinea il segretario generale aggiunto del Lazio – fisiche. Questo anche perché queste forme di sorveglianza diretta a vista avviene in spazi ridotti ed inadeguati. La professionalità che dimostra il personale di Polizia penitenziaria, nonostante queste critiche condizioni operative ed in considerazione della carenza numerica dell’ organico, è sempre alta, svolta sempre con grande attenzione e scrupolosità. Solo per questo – conclude Costantino – anche a Civitavecchia resta possibile assicurare il loro compito al servizio dello Stato, nel rispetto  della legalità e nell’interesse primario della sicurezza per i Cittadini”.

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Molestie inflitte a scuola ai danni di un compagno sono stalking

La Cassazione penale, con la sentenza 11 giugno 2018 n. 26595, si è occupata, tra le varie questioni, della qualificabilità, come stalking “scolastico”, delle…

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Emergenza farmaci, 4 anziani su 10 rinunciano per questioni economiche

La Fondazione Banco Farmaceutico onlus e Croce Rossa Italiana raccoglieranno integratori, sciroppi e antisettici per contrastare la povertà sanitaria

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Riccetti: ''Grasso? Ritengo abbia prima alcune questioni da risolvere''

CIVITAVECCHIA – «Non voglio far passare il messaggio che Massimiliano Grasso non sia un candidato di garanzia, tuttavia ritengo che abbia prima alcune questioni da risolvere».

Lo dichiara l’esponente della Lega Alessandra Riccetti in merito alla candidatura del consigliere comunale  e capogruppo de La Svolta alle prossime amministrative cittadine, con il supporto di altre liste civiche, Forza Italia e Fratelli di Italia.

Secondo Riccetti, però Grasso avrebbe prima delle questioni da risolvere «a partire dai suoi conflitti di interesse, come  ad esempio è proprietario di un quotidiano locale e non scinde l’attività politica da quella giornalistica; altro conflitto da considerare è il suo ruolo nell’Autorità di sistema portuale – prosegue Riccetti – che lo metterà in seria difficoltà quando dovrà scegliere tra gli interessi della città e quelli del porto (di cui è dipendente)».

Insomma, l’ex presidente del consiglio comunale grillino – poi passata alla Lega – non approva la candidatura di Grasso, nonostante il centrodestra, ad esclusione ovviamente della Lega, abbia espresso il proprio supporto.

«Penso – continua Riccetti – sia fondamentale ascoltare i cittadini. I loro problemi e le loro esigenze.  Dopo le elezioni regionali a Civitavecchia si è definito un nuovo scenario e di questo dobbiamo tenerne conto. L’elettorato – evidenzia – ha dato un segnale preciso che la politica locale non può ignorare  e né tantomeno, ancora oggi,  può subire imposizioni da terre lontane dalla nostra comunità».

Ma per Riccetti nella candidatura di Grasso mancherebbero «elementi distintivi ed importanti per una persona che vuole incaricarsi di questa responsabilità: cambiamento e rinnovamento sono venuti a mancare. Si sono preferite – conclude l’esponente della Lega Riccetti – “vecchie glorie” e rappresentanti di sigle sindacali a sostegno della sua candidatura».

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Olmetto, i residenti: ''Più sicurezza''

LADISPOLI – Tre lettere. In ognuno di queste gli argomenti sono essenzialmente due: viabilità e sicurezza. A mandarle all'indirizzo dell'assessore alla Mobilità Mollica Graziano, all'assessore ai Lavori Pubblici De Santis e al delegato di quartiere Marchetti è il presidente della neo costituita associazione Quartiere Olmetto, Alessandro Di Nallo. Si parte dal tema Sicurezza. Più volte i residenti della zona, alla luce dei «numerosi furti avvenuti nelle case che solo per caso non sono sfociati in qualcosa di ben peggiore», hanno chiesto l'installazione di telecamere di videosorveglianza nella zona. Installazione che però, alla luce della delibera di giunta relativa al progetto di “Monitoraggio Urbano Integrale” escluderebbe proprio la frazione ladispolana. Da qui l'appello all'assessore Amelia Mollica Graziano di rivedere tale scelta posizionando un «adeguato numero di telecamere». Per Di Nallo ne servirebbero almeno 8 da integrare periodicamente con alcune fototrappole così da riuscire a garantire maggiore sicurezza sul territorio, andando a contrastare anche uno dei fenomeni più diffuso nella frazione: l'abbandono di rifiuti che spesso diventa pericoloso, appunto, per la circolazione dei veicoli (come ad esempio l'abbandono di calcinacci in mezzo alla carreggiata avvenuto qualche giorno fa). E a proposito di sicurezza, il presidente dell'associazione Quartiere Olmetto punta i riflettori anche sull'accesso alla frazione situato sull'Aurelia, al km 36, «ingresso – scrive nella lettera indirizzata questa volta all'assessore ai Lavori Pubblici Veronica De Santis – di particolare pericolosità e teatro di molti incidenti, anche recenti. I proprietari e i residenti del Quartiere Olmetto da molti anni rischiano la vita nell'accedere al comprensorio sia all'altezza del km 36 che dal km 37, e tutto ciò in quanto la sede della vita Aurelia non è mai stata interessata dal benché minimo lavoro strutturale di adattamento a flussi di entrata e uscita che ormai sono da zona urbanizzata e non più agricola». A tal proposito Di Nallo punta i riflettori sul progetto con vie di accelerazione/decelerazione messo a punto da Anas e che presenterebbe delle criticità «in merito alla presenza delle fermate Cotral». Problemi che per il presidente dell'associazione potrebbero essere risolti in sede di Conferenza dei servizi dove convocare, oltre che ad Anas anche Cotral stessa: «Lo scopo – ha detto – è quello di definire un piano di azione tempestivo che permetta di superare i problemi in merito agli ingressi al nostro quartiere, sia relativi all'ingresso al km 36 che per l'ingresso al km37».

Alle due lettere spedite all'indirizzo dei due Assessori se ne aggiunge poi una terza: destinatario il delegato di quartiere Marchetti. In questo caso l'argomento è la lottizzazione dell'area: «Ci segnalano attività amministrative che evidenziano come qualcosa si stia muovendo e questo potrebbe essere positivo, tuttavia noi lottisti siamo ancora totalmente all'oscuro del percorso amministrativo che prima o poi saremo chiamati a pagare di tasca nostra». Ci sono poi, per il presidente Di Nallo, dei punti nebulosi da chiarire, come ad esempio, la procedura che sarà seguita per la costituzione del Consorzio. «Da dicembre ad oggi abbiamo partecipato a tre incontri con il Sindaco, alcuni dei quali molto accesi, in cui sono state poste questioni importanti, dalla Vas agli incarichi a terzi, passando per il rimborso dovuto richiesto dal Comune. Arrivare a luglio e non sapere ancora il percorso che si intende seguire – ha concluso – non è il massimo, soprattutto alla luce degli ultimi sviluppi». Da qui la richiesta di un nuovo incontro. Non è escluso che l'amministrazione utilizzi l'incontro in programma il 19 luglio alle 18 all'Oasi dancing club (dove incontrerà i cittadini di Monteroni, Olmetto, Boietto e campagne) per discutere anche di queste tematiche.

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Scarico del carbone, la protesta si sposta al Pincio

CIVITAVECCHIA – La settimana inizia con una nuova protesta sul fronte portuale. I lavoratori di Cpc e Minosse, infatti, si sono dati appuntamento alle 16.30 sotto Palazzo del Pincio, in concomitanza con la seduta speciale del tavolo istituzionale permanente del lavoro convocato dal Comune per discutere della gara d'appalto indetta da Enel per la movimentazione del carbone. Alla riunione sono stati invitati a partecipare i vertici di Enel e quelli dell'Autorità di Sistema Portuale, i rappresentanti di Unindustria, Cgil ed Usb, i parlamentari del territorio Marta Grande ed Alessandro Battilocchio, i consiglieri regionali Gino De Paolis, Marietta Tidei e Devid Porrello, ed i consiglieri comunali.

La Filt Roma Nord Civitavecchia Viterbo invita la cittadinanza ad unirsi al sit-in "per sostenere la vertenza – ha spiegato il segretario generale Alessandro Borgioni – contro un bando di gara sbagliato che non garantisce i lavoratori". 

Anche la camera del lavoro della Cgil di Civitavecchia – Roma Nord – Viterbo sostiene l’iniziativa di lotta avviata dalle lavoratrici e dai lavoratori portuali. "Per questo saremo presenti al tavolo di confronto convocato dall’Amministrazione Comunale – ha spiegato il segretario Alberto Manzini – il tema all’ordine del giorno riguarda il futuro di questo territorio, della difesa dei livelli occupazionali, della valorizzazione delle realtà produttive locali e quindi di un’economia di prospettiva. Al tavolo saranno rappresentate più questioni: una su tutte è la difesa dei posti di lavoro, l’altra è quella della salvaguardia dell’imprenditoria locale, laddove si è difronte ad imprese che sono in grado di qualificarsi e riqualificarsi rispetto alle attività svolte. Invitiamo quindi Enel, in questo confronto, a togliere ogni vizio procedurale e di erronea applicazione delle norme contenute nella legge 84/94, e per questo a non rendere operativi gli effetti del bando di gara in questione. Questi sono i termini di una vertenza che rappresenta, nell’auspicio della sua conclusione positiva, il punto centrale di una discussione più generale. Discussione da sviluppare in Regione Lazio, che è stata richiesta più volte e che tarda a partire. Il punto è quello dello sviluppo del territorio che ha la ricchezza di un porto millenario. Un territorio, quello dell’Alto Lazio strategico per la economia della nostra Regione e non solo. Un territorio con un porto che, cogliendone le reali potenzialità, può offrire lavoro oggi e nel futuro, attraverso l’implementazione e la molteplicità delle merci in arrivo e in partenza e la qualificazione dei servizi da offrire alle persone che qui sbarcano o partono quotidianamente. È determinante – ha concluso Manzini – il ruolo di un indirizzo pubblico, a partire da quello del Comune, e in particolare, viste le future implicazione, dell’Ente Regione e del Governo".

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Olmetto, i lottisti chiedono un incontro

LADISPOLI – Un incontro col delegato di quartiere competente. E' la richiesta dell'associazione Quartiere Olmetto che sin dal primo giorno di nascita non sta facendo altro che interessare l'amministrazione comunale con i problemi inerenti la frazione ladispolana, da anni lamentati e a cui da anni non si dà una risposta. Viabilità e sicurezza innanzitutto. Nei giorni scorsi infatti, il presidente Di Nallo aveva scritto sia all'assessore alla Sicurezza e Mobilità Amelia Graziano Mollica e all'assessore ai Lavori Pubblici Veronica De Santis per chiedere di rivedere le posizioni dell'amministrazione circa determinate scelte (come ad esempio l'installazione di telecamere di videosorveglianza anche nella zona o la convocazione della Conferenza dei servizi con Anas e Cotral per relativamente all'ingresso al quartiere dalla via Aurelia e al posizionamento delle fermate Cotral). Ora, invece, la lettera del presidente Alessandro Di Nallo è rivolta al delegato di quartiere, Marchetti: "I soci – spiega Di Nallo – ci segnalano attività amministrative che evidenziano come qualcosa si stia muovendo e questo potrebbe essere positivo, tuttavia noi lottisti siamo ancora totalmente all'oscuro del percorso amministrativo che prima o poi saremo chiamati a pagare di tasca nostra. Nello specifico – prosegue il presidente dell'associazione – parliamo della Delibera di Giunta n.152 28-6-2018 Piano delle Performance dalla quale abbiamo appreso che sono stati deliberati a bilancio 120mila euro che dovremmo rimborsare, e della DD 1083 26-6-2018 – Incarico per aggiornamento preventivo di spesa opere UUPP che impegna i primi 21.800 euro c.a, affidando un incarico ad un professionista che verrà retribuito con soldi che dovremo prima o poi rimborsare noi lottisti. Cogliamo questi ultimi sviluppi in maniera molto positiva anche se siamo stati solo noi ad informare i soci ad alcuni dei diretti interessati di opere decise (o che verranno decise) dal comune e che saranno totalmente a nostro/loro carico. Tuttavia – aggiunge ancora Di Nallo – ci sembra che alcuni punti fondamentali restino ancora nella nebbia totale, almeno per noi lottisti; per esempio ancora non è stato chiarito quale sarà l’iter che dovremo aspettarci. In particolare quale procedura verrà seguita per la costituzione del Consorzio che, a nostro avviso, è un punto assai delicato per garantire il successo dell’operazione e che, viceversa, presenta molti lati poco chiari ed inquietanti.  Nella riunione di gennaio si accennò alla necessità di rendere pubblici un preventivo di spesa cui i lottisti andranno incontro ed il suo sviluppo temporale, questo perché le famiglie possano predisporre un proprio piano di spesa. Da dicembre ad oggi abbiamo partecipato a tre incontri con il Sindaco alcuni dei quali molto accesi, in cui sono state poste questioni importanti, dalla VAS agli incarichi a terzi passando per il rimborso dovuto richiesto dal Comune. Arrivare a luglio e non sapere ancora il percorso che si intende seguire non è il massimo, soprattutto alla luce degli ultimi sviluppi.  Per questo – conclude Di Nallo nella lettera al delegato di quartiere – chiediamo di voler organizzare quanto prima un incontro nel quale l’Amministrazione fornisca i dovuti chiarimenti e in cui potremmo avere anche le risposte degli Assessori alle richieste avanzate nei giorni scorsi".

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