Al Tamagnini grande festa con il ''Cpc Day''

Un autentico bagno di colori rosso portuale, il calore dei tanti bambini ad attenuare una serata fredda di fine ottobre, con la promessa di essere, da ora in avanti, un punto di riferimento per i diecimila abitanti del quartiere popolare di Campo dell’Oro. E non solo. Questo è stato nella giornata di mercoledì il centro sportivo Tamagnini di Piazzale dei Martiri di Via Fani. Questo ha promesso il presidente della Compagnia Portuale di Civitavecchia Enrico Luciani nel discorso conclusivo della manifestazione Cpc Day. Una passerella di giovani atleti che ha riempito sguardi e cuori, toccato con mano  e ascoltato dalle bocche di chi, nel contesto della serata, si è succeduto sul palco. La voce, l’anima portante ad indicare e dettare i tempi e che ha guidato col suo calore tutta la kermesse, è stata quella del giornalista Massimo Ciccognani. Un figlio di quella Civitavecchia sportiva che mai ha dimenticato le sue origini, in quel suo pellegrinare nel mondo per raccontare le gesta dei tanti campioni che con tenacia e determinazione nel tempo si sono contraddistinti, tutti  come lui  con nel cuore pulsante  la nostra città. Ribadito mercoledì sera tornando a casa, raccontando aneddoti e quant’altro, e mettendo in luce la bontà di quanto, negli anni, ha mostrato alla città la Compagnia Portuale di Civitavecchia. Se ce ne fosse stato bisogno si è rimarcato nel cumulo dei tanti pensieri una comunità, quella portuale, che a testa alta si è ritagliata con lealtà e dignità una fetta importante di stima e appiglio sociale nella città. Lavoro, sociale e quant’altro per la comunità e una degna vita al suo interno, fino alla nascita nel 2005 di una costola attiva nel mondo sportivo cittadino: la Cpc2005 Calcio. Una crescita esponenziale nell’ambito calcistico, partendo da quel lontano 2005 dalla sola passione calcistica in quei ritrovi all’Uliveto con un pallone portato da casa, fino ai più di trecento atleti che al Tamagni hanno sfilato sul palco. In quei duecento bambini della Scuola Calcio Elite “Manuele Blasi” visti sfilare dalla classe 2014 fino ai 2006 (passando per i 2013, 2012, 2011, 2010, 2009, 2008 e 2007), l’Under15, Under16, Under17, Under19 e Prima squadra c’è il cuore vivo e messo a nudo di qualcosa, forse nato per caso ma allo stesso tempo voluto, che negli anni è diventato una realtà unica nel suo contesto. Evoluto con  la sola voglia di fare e praticare sport, quell’attività fisica aperta a tutti senza nessuna distinzione,  che trova nella Cpc quell’ancora di salvezza per un’aggregazione necessaria per dir di esser vivi. Tante le personalità che hanno voluto esserci  all’evento, dal vice Sindaco Daniela Lucernoni al consigliere comunale Francesco Fortunato in rappresentanza del Comune, con cui si è rimarcata la voglia di rimettere in piedi lo stadio Fattori, alla dottoressa Roberta Macii a rappresentare il cuore dell’AdSP di Civitavecchia, Jhon Portelli per l’Rct e Stephen Clerk per la Cfft che sono due pilastri portanti del lavoro portuale, al presidente del Civitavecchia1920 Ivano Iacomelli e Stefano Ambrosi presidente della Leocon.
«Andare avanti con nel cuore la stessa emozione di ieri sera e quella volontà di lottare a testa alta, cadere per poi rialzarsi, sempre, ma con nell’anima quella tenacia che ci ha contraddistinto da quel lontano 2005». Questo il motto della Cpc.

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Outlet a Fiumaretta: il Pincio aggira l'ostacolo

CIVITAVECCHIA – Sembra più una difesa d’ufficio quella che il Movimento Cinque Stelle ha affidato al consigliere Salvatore Cardinale per sostenere la bontà del progetto dell’outlet a Fiumaretta, all’indomani dei risultati dell’indagine condotta dall’istituto Demetra per conto dell’associazione “Meno poltrone più panchine” che evidenziano una bocciatura, soprattutto da parte dei commercianti. 
«Presso Fiumaretta non sorgerà un centro commerciale, bensì un “Welcome Center” – ha spiegato – è indubbio che largo della Pace sia un’area non idonea a svolgere il ruolo di entry point nazionale che la nostra città è chiamata a svolgere nei confronti dell’Italia. I turisti che sbarcano dalle crociere, o in generale coloro che scendono dalle navi per qualunque motivo, hanno il diritto di avere un centro dotato di tutti i comfort e servizi necessari per vivere il nostro paese al meglio, così come già accade in grossi centri quali l’aeroporto di Fiumicino o la stazione ferroviaria di Roma Termini. Al suo interno si potranno trovare collegamenti con i trasporti locali, punti informativi e quant’altro tipico degli snodi logistici d’Italia e dei paesi civilizzati”. Nessuno però ha contestato la realizzazione del “Welcome Center” in sé, quanto piuttosto l’inserimento di un Outlet che andrebbe a minare, ancora di più, il già precario tessuto commerciale cittadino. E su questo aspetto c’è un sol passaggio nelle parole di Cardinale, quando assicura che “non andrà in concorrenza con il tessuto commerciale cittadino. D’altronde – ha aggiunto andando di fatto in contrasto con i dettami del M5S a livello nazionale – favorire i sani investimenti privati porta solo che ricchezze al territorio e lo sviluppo di un Welcome Center degno di questo nome non potrà che aumentare i posti di lavoro presenti sul nostro territorio. Parlare superficialmente di centro commerciale può voler dire due cose: essere disinformati o voler strumentalizzare la vicenda”.
Intanto sulla questione Outlet è intervenuto anche Vittorio Petrelli, di ‘‘Ripartiamo dai cittadini’’, invitando la politica ed in particolare il M5S ad un senso di responsabilità, auspicando un confronto serio con la città. «Le future realtà economiche che verranno collocate a Fiumaretta – ha sottolineato – rappresentano una nuova servitù: soggetti esterni alla città, che in cambio di qualche contratto  a tempo determinato  metteranno in forte crisi l’attuale  settore terziario, mineranno definitivamente quello commerciale,  facendo saltare definitivamente – ha concluso Petrelli – il già problematico ed insufficiente  rapporto tra crocierismo e città». 

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Impianti rifiuti, Ascani: ''Stop alla irresponsabilità della sindaca Raggi''

CERVETERI – Il consigliere metropolitano Federico Ascani, capogruppo della lista “Le Città della Metropoli”, in una nota del gruppo, stigmatizza alcune manchevolezze della sindaca Raggi circa la questione della gestione dei rifiuti della capitale che ha provocato una profonda crisi da quando è stata disposta la chiusura della discarica di Malagrotta. 
«Finito il balletto delle responsabilità per la Raggi. Ora che anche il ministro del ‘‘governo amico’’ ha stretto all’angolo la Sindaca, costringendola a individuare le aree per la nuova discarica di servizio, non ci sono davvero più scuse. Avevamo ragione noi. Come gruppo avevamo chiesto ufficialmente proprio alla Sindaca, con un ordine del giorno votato anche dai consiglieri M5S, a luglio 2017, di individuare le aree dove trattare i rifiuti di Roma, invitandola anche a formalizzare la contrarietà a localizzare nei comuni e nei territori della Provincia discariche ed impianti di trattamento e smaltimento dei rifiuti della Capitale. Queste aree dovevano essere consegnate in un Piano dettagliato alla Regione. La Sindaca non ha fatto nulla di tutto questo e, contro ogni logica anche di buon senso, ha cominciato un braccio di ferro con la Regione sterile e inutile, rimpallando alla Pisana per due anni ogni responsaibilità sull’individuazione delle aree. Ora che  a mettere fine alla vicenda è un ministro ‘‘amico’’, la Sindaca farà quello che avrebbe dovuto fare da due anni». 
Tanto dice la nota e si aggiunge che è auspicabile che in questa stretta finale, la Raggi trasmetta finalmente in Regione in modo che possa prenderne atto, cosa mai fatta, le osservazioni che i comuni di Cerveteri e di Fiumicino fecero a suo tempo, indicando vincoli e quant’altro che portavano all’esclusione dei siti indicati nella mappa relativa alle cosiddette aree bianche.  
Anche Ascani come del resto Pascucci, anch’egli consigliere dell’Area Metropolitana ha già dichiarato nei giorni scorsi, è disposto a fare “le barriccate”, qualora sia necessario difendere il territorio da ogni escamotage che eventualmente potrebbe trovarsi per insediamenti per lo smaltimento o la conversione dei rifiuti di Roma. La speranza è che tutto si possa evitare con un dibattito in aula.

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De Angelis: ''Disgustati''; Pascucci: ''Irresponsabili''

CERVETERI – Alla vigilia del consiglio comunale che si terrà domani alle 15, in seconda convocazione, visto lo scioglimento avvenuto nell'assise si ieri per la mancanza del numero legale a causa dell’abbandono dell’aula dell’intera opposizione tranne i consiglieri Mancini e Accardo, eletti nella lista del candidato sindaco Margherita Tassitano,  dimessasi dopo qualche tempo.  
Aldo De Angelis e Salvatore Orsomando da una parte e il sindaco Pascucci dall’altra, fanno il resoconto di quanto è avvenuto con due comunicati di fuoco.
“Siamo disgustati, amareggiati, sconcertati, ma non delusi – scrivono De Angelis e Osomando – L’opposizione, quella vera e responsabile, ha fatto soltanto il proprio dovere e, dopo i fuochi e le offese, sono soltanto parole vuote le accuse del Sindaco, per quanto riguarda la sua débacle del consiglio del 9 ottobre, cercando di rimpallare colpe e responsabilità, come di consueto, su di noi accusandoci di irresponsabilità e quant’altro malgrado è la sua stessa maggioranza (e questo è strano…) a far mancare il numero legale e, cosa non trascurabile, tutto questo sotto la maldestra regia del presidente del Consiglio Travaglia che, sull’orlo di una crisi di nervi e forse interpretando a proprio  uso e consumo la normativa vigente, dimostra ancora una volta di non essere proprio al di sopra delle parti come il ruolo richiede, arrogandosi il diritto di censurare i discorsi a lui non graditi spegnendo i microfoni e impedendo ai cittadini non presenti in aula di ascoltare gli interventi nella diretta streaming, negando la parola ad un consigliere di opposizione Piergentili (guarda caso è sempre lo stesso e viene da pensare se non è sbocciato un amore !) e consentendo sistematicamente al Sindaco ciò che non andrebbe concesso sino a tergiversare per la verifica del numero legale in aula».  I due consiglieri non nascondono che quando hanno visto che la maggioranza non aveva i nuneri hanno deciso di uscire dall’aula al momento della verifica per dimostrare che non sono «la stampella di questo Sindaco irriverente e irrispettoso, a differenza del duo di consiglieri Mancini e Accardo che addirittura sono stati ringraziati per essere, invece, rimasti ai loro posti dimostrando di voler aiutare questa maggioranza, come bravi soldatini, malgrado sono stati eletti in opposizione e con un candidato sindaco differente, e allora la domanda nasce spontanea, amano il brivido istituzionale o vogliono andare a governare? Noi andremo avanti, anche nel caso in cui, con l’aiuto di qualche stampella politica priva di anima e attributi, questa maggioranza il prossimo Consiglio riuscisse a far votare la Delibera sulla Cantina di Cerveteri  perché siamo convinti che c’è qualcosa che non và !!!». Pascucci, dal canto suo, scrive: «I consiglieri di minoranza, con l’esclusione di Mancini e  Accardo, hanno approfittato dell’assenza dovuta a sopraggiunti impedimenti di alcuni consiglieri di maggioranza, per far cadere il numero legale in maniera strumentale. Tutto questo proprio quando si stava discutendo la delibera finalizzata agli interventi in favore della Cantina Cerveteri, una delle più importanti realtà aziendali del nostro territorio.  I consiglieri di minoranza che sono usciti sono stati eletti dai cittadini per restare in aula e rappresentare la volontà popolare, con quest’atto non fanno altro che dimostrare la loro mancanza di responsabilità e inadeguatezza. In particolare il consigliere Juri Marini, PD, ha dapprima presentato un emendamento e poi è uscito irresponsabilmente dall’aula senza che neppure fosse discusso: se davvero avesse avuto l’interesse a migliorare l’atto sarebbe certamente rimasto in Consiglio».

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Sarà un Pyrgi autoctono, parola di coach Catinari 

A meno di un mese dalla sirena d’avvio stagionale del campionato di serie D girone A laziale, la prima squadra del Pyrgi Basket, tra allenamenti mirati e la speranza che la crescita del proprio vivaio porti dei frutti a breve, getta le basi per l’esordio del 14 ottobre. 
Di tutto questo e quant’altro ne parliamo con coach Catinari, che sarà alla guida, coadiuvato da Andrea Ciprigno, dei gladiatori del Pyrgi.
Le parole del presidente Andrea Pierosara nella presentazione alla stagione erano state categoriche: «vivaio e giovanili al centro del progetto della prima squadra». Non un passo indietro, così è.
Tre domande a coach Enrico Catinari per entrare dal vivo nella stagione.
Che squadra sarà quella che affronterà il prossimo campionato di Serie D laziale? Quali saranno i limiti e le prospettive?
«È una squadra giovane e composta da atleti provenienti dal nostro settore giovanile. Giocatori che negli anni precedenti hanno giocato ed esordito, per alcuni di loro,  già in prima squadra nel campionato C Silver. Un lavoro certosino di noi come staff e loro come atleti per essere pronti e dinamicamente reattivi a questo balzo tra i grandi. I limiti è nell’inesperienza ad un campionato del genere, anche se è pur vero che l’esordio vero lo hanno fatto nella passata stagione, ma c’è da lavorarci ancora molto per fargli avere uno standard di gioco medio-alto per tutta la manifestazione. Puntiamo su di loro per avere una continuità dal serbatoio delle giovanili alla prima squadra, senza dover più ricorrere a fattori esterni».
Un campionato regionale di che livello e quanto inciderà  la valorizzazione del settore giovanile?
«La Serie D è si un campionato regionale ma allo stesso tempo di buon livello. Mentre in serie C l’equilibrio è più instabile, ci sono due(tre formazioni a dettare leggi e le altre a rincorrerle, qui in serie D è più limata la differenza generando un campionato più combattuto. Non inferiore come qualità ma con la differenza che sono cinque o sei per ogni girone a contendersi la vittoria finale. Cercheremo inoltre di aggregare altri giocatori che provengono dall’ Under 16 e 18, per farli dapprima allenare e poi convocarli per le gare. Il mio obiettivo come coach è di valorizzare i tanti giovani che abbiamo». 
A che punto è la preparazione? Ci sono delle defezioni?
«Siamo giunti alla terza settimana di preparazione. Allenamenti mirati per forza e continuità nella stagione, con quell’intensità necessaria per non avere problemi di tenuta già dalla prima gara del 14 ottobre. Al momento, purtroppo, non posso contare su tutto il team roster, a causa di alcuni infortuni, che tengono lontano dal campo tre giocatori. Zizi ancora due tre settimane di stop, Cimò ne avrà almeno per tre settimane e Gonzales due, mentre Mangiola e Nanu sono da poco rientrati  E’ un peccato perchè al momento non siamo tutti sullo stesso piano atletico, ma speriamo che lo si paghi ora questo handicap e non nel corso della stagione».
Amichevoli in programma?
«La prima amichevole ci sarà mercoledi 26, orario d’inizio fissato per le ore 20.30, quando faremo visita al Maccarese. Squadra anche essa che militerà in serie D, ma che non incontreremo direttamente essendo stata inserita nel girone B. Un’altra ci sarà i primi di Ottobre e probabilmente sarà con la Promozione del Ladispoli». 
La rosa del Pyrgi Basket per il campionato di Serie D sarà cosi composta: Nanu Pietro -Play, Mangiola Gabriele -Guardia, Di Giovanni Simone -Play, Gonzales Alessandro -Guardia, Antista Federico -Guardia, Lotto Leonardo -Guardia, Zizi Alessio -Guardia, Cappelletti David -Ala Grande/centro, Kulovic Adi – Ala Grande, Galli Pierclaudio -Ala Grande, D’Emilio Matteo -Ala, Cimò Filippo -Ala, La Rocca Gianmarco -Centro, Sileoni Matteo Guardia, Biritognolo Lorenzo -Play, Feligioni Flavio -Play-Guardia, Alderuccio Davide -Guardia, Galli Adriano -Ala.
Staff: coach responsabile Catinari Enrico, all’allenatore in seconda Andrea Ciprigno, dirigenti Celestini Daniele e Nardone Marco.

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''Gli alberi vanno monitorati''

SANTA MARINELLA – «A piazza Trieste durante la gestione commissariale è stato abbattuto un pino, lasciando al suo posto uno sgabello di dubbio gusto ricavato dal troncone». 
Così inizia la requisitoria della lista il ‘‘Paese che Vorrei’’ che protesta per le modalità utilizzate per abbattere un pino pericoloso. «Non vorremmo fosse l’inizio di una nuova era di interventi che, senza motivazioni di effettiva necessità, ci vedrebbero privati del bellissimo ombrello d’ombra che costituisce una delle attrattive che caratterizzano l’area – continuano i responsabili del gruppo politico – gli esemplari di pino domestico di piazza Trieste, non versano in condizioni ottimali e probabilmente, come riscontrato da un sopralluogo da noi effettuato il 28 luglio con l’assistenza di un tecnico qualificato, per uno di loro l’abbattimento sarebbe necessario poiché presenta radici strozzanti e rialzamento della zolla. Altri due esemplari sarebbero da tenere sotto controllo in quanto presentano alcune criticità. Finora, poco è stato fatto per mantenerli in buona salute. Anche questa è un’amara eredità degli ultimi due governi Bacheca e dei precedenti che non hanno curato con perizia le potature, non hanno monitorato lo stato di salute di ogni esemplare, né hanno preteso il rispetto delle piante stesse. Queste sono state usate da chi occupa il suolo pubblico, come pali di sostegno di fili elettrici, interruttori e quant’altro, pratica vietata dal regolamento sul verde». Il ‘‘Paese che Vorrei’’ manifesta la sua preoccupazione e chiede alla nuova Giunta un cambiamento radicale sull’approccio al verde urbano. «A nostro avviso – spiegano dal Paese che Vorrei – le alberature presenti in tutto il Comune vanno monitorate con i moderni strumenti a disposizione e gli abbattimenti, tranne quando sono realmente urgenti per imminente pericolosità, vanno autorizzati solo dopo una progettazione di riqualifica dell’area su cui insistono. Inoltre, gli interventi sul patrimonio pubblico del verde non dovrebbero mai essere motivati da esigenze di interesse privato o speculativo, come purtroppo è frequentemente successo in passato. Riqualificare, per noi, significa implementare il verde e non ridurlo in virtù dei numerosi effetti benefici degli alberi». Gli alberi hanno una sorprendente capacità di raffreddamento, alcune ricerche sostengono che un singolo albero sia paragonabile a dieci climatizzatori in funzione per oltre venti ore al giorno e senza effetti collaterali. «Anche in caso di interventi necessari – sottolineano gli aderenti alla lista Casella – la sostituzione di un’alberatura con un’altra, non può prescindere da uno studio che ben identifichi la destinazione d’uso dell’area che si intende rinverdire. Prendersi cura del verde pubblico, inoltre, significa anche dissuadere quanti sono poco rispettosi dal danneggiare le alberature e le aiuole”. “Per fortuna non partiamo da zero – conclude la lista civica – dal 2005, questo Comune è dotato di un buon regolamento del verde, che descrive le corrette pratiche di gestione sia del verde pubblico sia del verde privato».

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Piazzetta Santa Maria vittima di sporcizia e incuria

CIVITAVECCHIA – Ancora degrado e ancora incuria. Questa volta siamo nella piazzetta Santa Maria, in pieno centro cittadino con la sporcizia che, stando alle segnalazioni dei residenti, la fa da padrone da mesi. Tra turisti che passeggiano e panchine ci sono sedie abbandonate, cartoni e quant’altro.

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Altobelli osannato nel mondo dimenticato a Cerveteri

di TONI MORETTI

CERVETERI – Gabriele Altobelli è un artista e sa di cultura.  La “mastica” perché la fa e ne parla  non solo come vezzo diffuso sempre più nei giorni nostri, “predicandola”, a spot. propinandola agli affamati di questa cosa misteriosa con programmi e cartelloni trasbordanti di grosse “abbuffate” che pretestuosamente creano richiami artefatti a sughi antichi abbinati a spettacoli di intrattenimento assemblati da improbabili cultori di suonatori di chitarra per passatempo, ma realizzandola seguendo un  filo di collegamento tra azione e pensiero che la rende ricca, che le da significato, un significato appunto culturale. Gabriele Altobelli è un intellettuale. Se esistesse un aggettivo capace di sdoganare questa categoria da tutto quello che gli si imputa in negativo, servilismo, appiattimento su posizioni comode, guitti di corte, e quant’altro, sarebbe adatto per Gabriele Altobelli, per quanto asciutto e puro,  schietto e dissacrante,  è il suo essere intellettuale. Gabriele  è stato consigliere comunale a Cerveteri nella consiliatura del sindaco Ciogli negli anni in cui già quel  Partito Democratico  avvertiva all’interno l’errore di una classe operaia che si era ostinata a voler andare in “Paradiso”, errore che intrise di “democristianetà” quella sinistra oggi appellata come “Sinistrata”, dando ragione a chi quel matrimonio non ha mai voluto, non fosse altro per dare significato a quell’antico detto che dice: “Chi va con lo zoppo impara a zoppicare”. Si era innamorato della società civile Altobelli e con quel movimento del quale successivamente ha tratto maggior beneficio l’attuale sindaco  Pascucci, all’epoca assessore alla cultura, si avvicinò alla politica, attratto da ciò che aveva letto in un libro di un autore americano che diceva che un artista era prima un cittadino e diventò così consigliere comunale, a disposizione dei cittadini.  Altobelli tentò di dare vita ad un vecchio cinema storico ormai chiuso da anni per farne un teatro, ma più che aiuti trovò ostacoli alla sua impresa. Vedeva quell’azione come punto di partenza per la riqualificazione culturale della città, dotandola di un punto fisico che ne fosse il riferimento e l’azione più dissacrante che di lui si ricordi in veste di consigliere comunale fu quella che per protestare contro la mancata apertura di bagni pubblici in piazza Aldo Moro, manifestò, con lo spirito rivoluzionario di una volta, ponendosi sulla fontana monumentale adiacente in quella piazza, con un water, vero per quanto simbolico fosse, sulle spalle.  Poi abbandonò Cerveteri ritagliandosi  il ruolo a lui adattissimo di ambasciatore della cultura e dell’arte italiana nel mondo, facendo anche significative esperienze nel cinema e nello scambio di mostre d’arte con la Cina e negli Stati Uniti. A Cerveteri, Altobelli ha lasciato una sua opera incompiuta. Di fronte alla scuola delle Due Casette aveva iniziato a lavorare ad un monumento dedicato all’agricoltura. L’albero della cuccagna, lo ha chiamato. Un’opera colma di significati mai finita e che mai nessuno dei nostri amministratori che si sono succeduti, ne ha sollecitato la fine. «Anzi – dice lui stesso con divertito sarcasmo – ci hanno messo a fianco i bidoni della spazzatura che prima stavano dall’altra parte».  Ma diversamente è andata a Roma, dove, proprio in quegli anni, l’allora consigliere comunale del secondo Municipio Francesca del Bello,  volle la famosa “Meridiana” di Piazza Bologna che, ancora incompiuta, il sindaco Francesco Rutelli volle inaugurare e commemorare  nel 2000 proprio con questo simbolo, i giudici Falcone e Borsellino. A ventisei anni dalla strage in via D’Amelio il presidente del secondo  Municipio di Roma Francesca Del Bello e l’assessore alla memoria Lucrezia Colmayer,  hanno ricordato i giudici Falcone e Borsellino davanti a quella stessa opera, la meridiana di Piazza Bologna e per l’occasione è stata svelata la scultura restaurata e completata dell’artista. Viene allora da chiederci: Ma se tra gli eventi culturali della nostra città inserissimo una giornata dedicata all’agricoltura, attività di punta del nostro territorio proprio in quella piazza dove c’è l’albero della cuccagna di Gabriele, naturalmente finita e restaurata, con un evento che sia il meno provinciale possibile potrebbe essere una idea per valorizzare l’arte e il settore che tanto hanno in comune,  non sarebbe una buona idea?

 

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Spiagge libere attrezzate per disabili

di TONI MORETTI

CERVETERI – Da molti anni, ad ogni inizio della stagione estiva, alla fine dei ferventi preparativi per rendere le strisce di spiaggia libera nel tratto di spiaggia di Campo di Mare, pulizia delle medesime, dislocazione d elle isole ecologiche per la raccolta differenziata e quant’altro possa rendere il più piacevole possibile il trascorrere una giornata al mare senza doversi per forza appoggiare alle strutture esistenti, private e a pagamento.  Lungo il litorale di Campo di Mare, i lembi di spiaggia libera, sono intercalati alle aree in concessione agli stabilimenti privati e c’è da dire che questi non hanno mai negato l’utilizzo dei servizi essenziali agli avventori delle spiagge libere come i punti di ristoro e i servizi igienici, ma sembrava che sempre all’ultimo momento, ci si accorgeva di non aver preso alcuna misura che riguardassero le barriere architettoniche che potessero mettere i portatori di handicap nella condizione di usufruire agevolmente  della spiaggia e del mare. Quest’anno no. La Multiservizi  Caerite, la municipalizzata che già con il presidente Claudio Ricci ha cominciato a registrare utili di bilancio dopo anni ed anni di profondo rosso, con l’ultimo prestigioso acquisto, quello operato con l’incarico del professor Alberto  Manelli alla direzione generale, si è fatta carico del problema, quello di garantire ai diversamente abili di poter accedere agevolmente alle spiagge e al mare, garantendo loro un diritto essenziale ed eliminando nel contempo ogni forma di discriminazione. Lo ha fatto ideando e portando a buon fine un articolato progetto in assoluta autonomia di risorse, economiche, progettuali ed umane che il socio unico di maggioranza, il comune di Cerveteri ha sposato con entusiasmo e fatto suo. Per quanto riguarda le risorse economiche, saranno investiti gli utili che producono quelli che sono ormai comunemente indicati come i gioielli di famiglia della Multisevizi, le farmacie comunali che con questa operazione avranno di sicuro un buon ritorno di immagine. Per quanto riguarda le risorse umane, c’è da dire che per quanto riguarda la progettazione si è provveduto all’impiego del personale interno, dal presidente, al direttore generale agli impiegati e ad un ottimo gruppo di stagisti presenti nell’organico dell’azienda e per la realizzazione, montaggio delle componenti e messa in opera, sempre agli operai dell’azienda senza dover ricorrere a nessun apporto lavorativo esterno. 
Ma di cosa si tratta? Prospiciente gli ingressi verso le spiagge libere, come si vede nella foto, per oltre un metro oltre il muretto che separa la sabbia dalle dune dove purtroppo ancora persistono i parcheggi, saranno montate sei passerelle larghe un metro,  a norma,  per l’attraversamento per carrozzine sulla sabbia che si estenderanno per cinquanta metri verso il mare. Ognuna di queste, sarà servita da due piazzole dello stesso materiale, di dieci metri quadrati cadauna, che permetterà eventuali manovre della sedia a rotelle, l’impianto di un eventuale ombrellone e la possibilità di muoversi autonomamente nonostante la presenza della sabbia. Tutto sarà smontabile a fine stagione e riutilizzabile in quella successiva. Il costo di tutto il materiale ammonta a 20mila euro. Da tenere presente che appena fuori dal muretto, adiacente all’ingresso dedicato, sarà riservato un parcheggio per i disabili. Delle strutture è previsto l’inizio dei lavori di montaggio per martedì prossimo e che i lavori saranno completati in una quindicina di giorni.  
«E’ un evento importante che proprio in occasione del Disability Pride di Roma, apporterà un po’ di innovazione anche a Cerveteri – dice Manelli, il direttore generale e Claudio Ricci, il presidente: «Rappresenta una novità assoluta per la cittadinanza, almeno per quanto riguarda la spiagge libere». Che si ricordi non era mai avvenuto che il management della municipalizzata nelle passate stagioni avesse concepito un progetto che rispettase la sua mission, quella di operare come un’azienda a favore della collettività, ridistribuendo loro i profitti come in questo caso. 

 

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Monumento naturale, il Comitato ‘‘2 ottobre’’ chiede garanzie per la tutela dell’area delle Sabbie nere

S. MARINELLA – In occasione dell’inaugurazione del nuovo sistema di illuminazione del castello di Santa Severa, il presidente Nicola Zingaretti ha ribadito l’importanza del Monumento Naturale di Pyrgi istituito nel dicembre del 2017. Le associazioni ambientaliste e i professionisti che fanno parte del “Comitato 2 ottobre” hanno chiesto notizie, tramite una lettera al direttore della Direzione Ambiente della Regione Lazio il dottor Vito Consoli e al Commissario Prefettizio Enza Caporale, a riguardo del proseguimento dell’iter istitutivo del monumento, soprattutto in merito la redazione del regolamento di attuazione e del coinvolgimento delle realtà locali nella stesura dello stesso. «Alle porte della stagione balneare – dicono dal Comitato 2 ottobre – la spiaggia delle sabbie nere, come gli altri anni, sarà utilizzata come stabilimento balneare, con occupazione di zone di parcheggio dell’area retrodunale, affitto di lettini e ombrelloni, vendita di bibite e quant’altro. Alla luce dei danni documentati, si auspica che la riserva naturale di Macchiatonda sia chiamata, come lo stesso decreto istitutivo afferma, a vigilare affinché non avvengano illeciti nell’area. Le elezioni comunali e l’insediamento della nuova giunta, hanno comportato anche da parte degli organi comunali, un’assenza di attenzione sul problema. Il Comitato 2 Ottobre si rende disponibile affinché si giunga presto alla redazione del regolamento, alla tabellazione dell’area e all’eventuale piano di gestione».

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