Ladispoli, entro il 2020 la stabilizzazione della navetta per l'Aeroporto

LADISPOLI – Duecentosedici mila abitanti tra Tolfa e Allumiere, passando per la zona del lago, fino ad arrivare a Cerveteri e Ladispoli. Una stazione che con i suoi 8mila passeggeri al giorno si aggiudica il secondo posto, per ''popolosità'', nella Regione Lazio. Un trasporto pubblico che tenta di migliorare ogni giorno che passa con la sottoscrizione della convenzione tra Cerveteri e Ladispoli per il Tpl integrato, i treni nuovi messi a disposizione delle Ferrovie dello Stato, gli impianti Cotral e i suoi mezzi che circolano sul territorio, il restyling della stazione Ferroviaria. Ma ancora c'è tanto da fare per il miglioramento della viabilità e soprattutto dei collegamenti tra litorale e lago. A dirlo sono stati i partecipanti al Convegno sui trasporti organizzato dal Partito Democratico, moderato da Gerardo Bevilacqua del direttivo del Pd Ladispoli che ha aperto i lavori. 
A puntare i riflettori sui problemi da risolvere e imputabili all'inerzia di Città Metropolitana, è stato il consigliere metropolitano del Pd Federico Ascani. Si parla della Settevene Palo, strada provinciale che presenta criticità e obbliga al senso unico alternato già da diversi anni. «ERa il 2014 quando la strada è crollata», ha ricordato Ascani ripercorrendo un po' l'iter burocratico in Città Metropolitana. Prima col Commissario, poi nei pochi mesi di governo della sinistra dove la sistemazione della strada era rientrata nel Piano delle Opere Triennali; fino ad arrivare all'avvento del governo Raggi dove «sebbene abbiamo difeso il Consiglio l'inserimento della Settevene Palo nel Piano Triennale delle Opere – ha detto Ascani – la Giunta non ha dato seguito. Forse ora vedremo miracolosamente spostare i massi franati sulla strada qualche mese fa. Ma la situazione non è risolta». E fino a quando non sarà risolta Cotral sarà costretto a percorsi alternativi, con aumento degli orari di attesa per gli utenti e con l'utilizzo di strade secondarie che in questi giorni sono super affollati a causa della chiusura dell'arteria principale e che rischiano di franare anche loro come la Sasso – Manziana. 
E se da un lato, però, le criticità almeno per quanto riguarda il trasporto su gomma risulta problematico per le inadempienze denunciate anche dai consiglieri regionali del Pd Marietta Tidei ed Emiliano Minnucci, presenti anche loro al convegno di ieri all'aula consiliare di palazzo Falcone; si è puntato anche e soprattutto a quanto realizzato in campo di trasporti col sostegno della Regione Lazio. A cominciare dall'arrivo dei nuovi treni sulla tratta Roma – Civitavecchia, del parcheggio di scambio alla stazione di Ladispoli realizzato sotto l'amministrazione Paliotta, fino ad arrivare al restyling della stazione in atto proprio in questi mesi.  «Noi siamo presenti sui territori – ha detto Nicola Passanisi della segreteria dell'Assessorato Regionale ai Trasporti – Cercheremo di portare avanti una politica dei trasporti vicina ai cittadini, ma per farlo abbiamo bisogno della collaborazione di tutte le amministrazioni comunali del territorio. 
Sollevata dall'assessore alla Mobilità del Comune di Ladispoli Amelia Mollica Graziano la questione relativa alla tratta sperimentale con l'Aeroporto di Fiumicino. Tratta sospesa a causa della scadenza della convenzione siglata e che ad oggi, nonostante i solleciti inviati da ambo le amministrazioni comunali del territorio, non ha trovato un suo ripristino. «Si tratta di una navetta – ha detto – utilizzata moltissimo anche dai ragazzi che hanno voglia di fare una passeggiata al centro commerciale». L'Assessore ha puntato i riflettori anche sulla questione sicurezza: con l'introduzione della navetta infatti molti giovani anziché percorrere le strade del territorio in auto, con il rischio di incorrere in incidenti stradali che purtroppo in questo ultimo periodo sembrano notevolmente essere aumentati, possono invece spostarsi da un punto all'altro del litorale grazie ai servizi pubblici. Per non parlare poi dei lavoratori di Centri Commerciali e Aeroporto che utilizzavano la navetta per raggiungere il proprio posto di lavoro, con un notevole risparmio di carburante. 
Ma dalla Regione, a quanto pare, per il momento, non si starebbe valutando la possibilità di ripristino, anche in via sperimentale del collegamento. Il rappresentante della Pisana ha infatti sottolineato come al momento ci siano delle «deficienze economiche» ma che comunque la Regione conta di stabilizzare la navetta per l'Aeroporto entro il 2020. «Ci stiamo lavorando – ha detto Passanisi – dobbiamo solo come farla rientrare nella linea comunale».
Sicuramente una buona notizia anche se l'assessore alla Mobilità del Comune di Ladispoli, Amelia Mollica Graziano auspica che «la linea venga ripristinata anche prima del 2020».
Presente ieri anche Andrea Ricci presidente del Comitato pendolari Fl5 Roma – Civitaecchia e come rappresentante dell'Osservatorio Regionale dei Trasporti che si è detto soddisfatto per «l'efficace integrazione del Tpl tra i due comuni». Pendolari e Osservatorio Regionale dei Trasporti soddisfatti che, nonostante il cambio di ''bandiera politica'' all'interno del palazzetto comunale ladispolano, la nuova amministrazione abbia proseguito sulla strada tracciata dalla precedente amministrazione comunale sul settore dei trasporti. Servizio, quello ad oggi offerto agli utenti dei due comuni dei litorale che «auspichiamo – ha detto Ricci – possa in qualche modo estendersi a Fiumicino, almeno per l'efficace linea Cerveteri- Aeroporto». Un processo, questo, che «suppone una regia convinta e forte». Ricci è intervenuto anche sulle critiche mosse alla Città Metropolitana per la sua assenza dal territorio: «Si è parlato di assenza della Città Metropolitana, ma è già impossibile fare il Sindaco di Roma, anche per motivi di ampiezza, figuriamoci della Città Metropolitana con un livello amministrativo in meno». Per questo motivo, per il rappresentante dell'Osservatorio Regionale dei Trasporti quello che serve, a tutti i livelli, è un «investimento politico in governo dei trasporti, perché le imprese nazionali e internazionali di trasporti sono corazzate». Un investimento politico, per esempio, «che sappia riportare la ferrovia a Fiumicino o ottenere quello scambio in più a Ladispoli che consenta di utilizzare il binario 1 come capolinea». Scambio per Ricci «fondamentale per potenziare il servizio» e che già ora potrebbe ridurre i disagi vissuti dai pendolari a causa dei lavori di restyling in stazione.

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Il tornado che spazzò via la città

LADISPOLI – Per le strade non c'è quasi nessuno. Il cielo è grigio, il pomeriggio uggioso e in tv ci sono le partite di serie A a far compagnia agli amanti dello sport. Qualcuno si sposta in auto o a  piedi per qualche via del centro per tornare a casa dopo il pranzo della domenica tra amici o in famiglia. Qualcuno è a lavoro, nei bar, nei negozi come tutte le domeniche. Niente potrebbe mai far pensare che una semplice pioggia possa trasformarsi in così poco tempo in una vera e propria bomba pronta a seminare panico e distruzione. E' il 6 Novembre 2016. E' domenica. Suonano le 17 quando all'improvviso dal mare una enorme nuvola viene sbalzata a tutta velocità sulla terra ferma avvolgendo nel buio cose e persone. La furia del tornado si abbatte in città. Arriva dal mare: da porto Pidocchio e in un attimo investe, distrugge e spazza via tutto quello che trova sul suo cammino. Pareti esterne di abitazioni sbriciolate, tetti scoperchiati, alberi abbattuti al suolo, auto distrutte, ringhiere, calcinacci spazzate via dalla furia del vento. Una questione di attimi prima di ritrovarsi dentro la scena di uno di quei tanti film sulla devastazione del mondo che tengono fino all'ultimo col fiato sospeso. Ma è la realtà. Sembra essere in guerra. E purtroppo, come nelle guerre, anche Ladispoli ha la sua vittima. Un uomo che alla vista della furia della natura aveva tentato di ripararsi dal vento sotto i cornicioni di una Chiesa in via Odescalchi. Quello stesso cornicione che gli è crollato addosso senza lasciargli scampo. La macchina dei soccorsi si è subito messa in moto. A cominciare da chi in quel momento, come graziato dal Cielo, si è ritrovato in mezzo al ciclone e per fortuna non si è fatto nemmeno un graffio. Sono i ladispolani stessi i primi a scendere in strada, a soccorrere i feriti, a tentare di liberare le strade dalle macerie e dagli alberi e lampioni che come foglie si sono abbattuti al suolo. Protezione civile, vigili del fuoco, sanitari del 118, Croce Rossa, cittadini, istituzioni, … Tutti insieme per risollevarsi il prima possibile. Per riparare i danni, contare e curare i feriti, ritornare presto alla vita di ogni giorno, cercando di dimenticare, almeno all'apparenza l'enorme ferita che quel tornado ha provocato a un'intera comunità. Da quel giorno sono trascorsi due anni. E' il 6 novembre 2018. La conta dei danni non è ancora finita. C'è chi aspetta ancora di vedersi arrivare il risarcimento per quanto perso, per quanto ha dovuto ricostruire. C'è chi aspetta ancora di essere “rimborsato” per i sacrifici di una vita intera spazzati via in una manciata di minuti. Sono privati cittadini, agricoltori, aziende private, attività commerciali. C'è anche il Comune. Il tornado attraversando diametralmente la città ha causato notevoli danni anche a infrastrutture. Ponti, scuole, strade. Il lavoro è stato tanto. Sono circa 200 i privati cittadini che hanno presentato la richiesta risarcimento a palazzo Falcone per i danni subiti. Tra loro, purtroppo, non ci potranno essere coloro i quali hanno visto completamente distrutta l'auto. Dovranno invece aspettare ancora le aziende per ottenere i rimborsi. Per loro si dovrà aprire infatti una ''seconda tranche''. Per quanto riguarda poi i risarcimenti per il Comune, a breve dalla Regione dovrebbero arrivare 340mila euro. Soldi che fanno parte di una somma complessiva di circa 620mila euro totali di rimborsi per i danni subiti. Risarcimenti che almeno dal punto di vista economico, forse, riusciranno a rimarginare la ferita apertasi quel tremendo pomeriggio di due anni. Scene che per mesi hanno invaso la mente dei ladispolani. Ad ogni sussulto della natura per diverso tempo si è temuto il peggio. Si è temuto di poter rivivere anche solo per un attimo quel drammatico 6 Novembre. Immagini, quelle di una storia passata ma recente, che tornano in mente anche in momenti come questi, quando mezza Italia si ritrova flagellata dalla furia della natura. Un'ondata di maltempo senza eguali che anche questa volta ha mietuto le sue vittime. Se Ladispoli oggi conta solo i danni sugli arenili pubblici e non, c'è chi purtroppo piange le sue vittime. A cominciare dalla vicina Terracina. «Si è trattato sicuramente dell'evento calamitoso più forte che ci sia stato da quando ne ho memoria – ha detto il sindaco Alessandro Grando ricordando quel terribile giorno – I danni sono stati ingenti. Purtroppo rimarrà nella mente di tutti noi». Il primo cittadino ha però voluto sottolineare la solidarietà, il fare squadra, dell'intera città: «Quando a Ladispoli accadono fatti come quello di due anni fa, per fortuna, la comunità si stringe sempre attorno a chi subito delle perdite o dei danni. La città ha reagito nel migliore dei modi». Per giorni migliaia di ladispolani si sono rimboccati infatti le maniche per dare una mano a chi quella domenica ha visto la furia del vento distruggere le proprie case. Un lavoro di squadra senza sosta. «Purtroppo contro la furia della natura possiamo fare ben poco», ha proseguito il primo cittadino che ha però sottolineato come l'amministrazione possa cercare di ''rendere difficile'' alla natura il suo atto di distruzione, puntando soprattutto alle manutenzioni e messa in sicurezza di tutto ciò che possa ritenersi pericoloso: «Quello che possiamo fare – ha infatti concluso Grando – è quello di curare maggiormente il nostro patrimonio come ad esempio le alberature, gli impianti di illuminazione per attutire i danni che la furia della natura potrebbe causare». Una natura che negli ultimi anni, purtroppo, forse un po' per colpa dell'uomo e della sua mano, così clemente con il genere umano, non lo è più.  
 

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''Caso Fioravanti'', i legali: «Fatti che riguardano esclusivamente la sfera privata»

LADISPOLI – «Spiace dover constatare che una forza politica che ama definirsi ''garantista'', in maniera a dir poco contraddittoria, si spinga a chiedere drastici provvedimenti sul piano politico, facendo riferimento a fatti che riguardano esclusivamente la sfera privata del nostro assistito e che non hanno ancora avuto le giuste e complete verifiche da parte dell'Autorità Giudiziaria». I legali Pietro Messina e Andrea De Paola intervengono in merito alla richiesta al sindaco Grando a firma del Partito democratico di Ladispoli di revocare in via precauzionale le deleghe al consigliere di maggioranza Marco Antonio Fioravanti. Richiesta, quella dei dem, formulata sulla scia dei due vicende giudiziarie che lo hanno visto coinvolto. «Riteniamo doveroso sottolineare – hanno proseguito i due avvocati di Fioravanti – che l'utilizzo strumentale di una qualsiasi denuncia presentata da un privato cittadini nei confronti di un personaggio pubblico può portare a un inevitabile imbarbarimento dei rapporti politici, in totale spregio di ogni principio posto a fondamento del nostro stato di diritto».

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Saline, in arrivo 2,3 milioni

TARQUINIA – Oltre due milioni di euro sottoforma di Fcs, fondi per lo sviluppo e la coesione per la spiaggia delle Saline. Ad annunciare il contributo economico destinato proprio ad investimenti speciali, proprio come nel caso di quello che interesserà le Saline di Tarquinia, è stato lo staff del presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e dell’assessore regionale Mauro Alessandri, competente in tema di tutela del territorio. A dare la buona notizia sono stati gli esponenti di Tarquinia nel Cuore che lo scorso 16 ottobre hanno incontrato i rappresentanti della Pisana, dove è stato annunciato l’arrivo del contributo economico. «Sebbene la cifra sia importante, in relazione agli interventi da fare – ha detto il capogruppo Alessio Gambetti – non è neanche così grande: basti pensare che ad Ostia per 9 pennelli a mare – ha infatti sottolineato il capogruppo – erano stati accantonati 4 milioni e mezzo». Il doppio rispetto a quanto la Pisana si accinge a stanziare per le Saline di Tarquinia. Per Gambetti si tratta comunque di «un ottimo punto di inizio». Ora, però, per far sì che si passi dalle parole ai fatti, bisognerà attendere che la cifra, in previsione per il periodo 2018-2020, venga iscritta a bilancio. Da Tarquinia nel Cuore, intanto, puntano i riflettori anche sulla situazione relativa a San Giorgio e a Porto Clementino. Nulla di nuovo sui due fronti «nonostante gli amici dell’omonimo comitato – ha detto Gambetti – si stiano spendendo con forza da tempo, in maniera encomiabile». «Crediamo sia fondamentale,da cittadini, continuare  ad impegnarci ed a fare solleciti ed incontri per cercare di ottenere risultati. Siamo dunque felici – ha proseguito ancora il capogruppo Alessio Gambetti – di essere in procinto di raggiungere, con le Saline, un primo obiettivo». «Ora – ha concluso Gambetti – attendiamo la visita dell’Assessore Alessandri, come da noi richiesto, per spingere l’acceleratore anche su altre situazioni della nostra costa».

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Mari (FI): "A tre anni dalla morte ancora nessun luogo dedicato alla memoria di Mafalda Molinari"

CIVITAVECCHIA – A tre anni dalla scomparsa della senatrice Mafalda Molinari, la vice coordinatrice di Forza Italia Emanuela Mari si rivolge al sindaco Antonio Cozzolino, sottolineando come non vi sia ancora in città un luogo dedicato alla sua memoria.

"Credo sia giusto e doveroso per la città ricordare una grande Donna, come la Signorina, che merita di vedersi intitolata al più presto una via o una piazza importante di Civitavecchia – ha commentato Mari – il suo impegno soprattutto nel sociale e nella sanità è proseguito anche con la Fondazione Angelo Molinari, che anche in questi mesi sta continuando ad aiutare diverse realtà locali. Il sindaco Cozzolino dovrebbe dare seguito il più presto possibile alla volontà, annunciata subito dopo la sua scomparsa, di dedicarle una via importante della città. È fondamentale che le future generazioni conoscano le figure che hanno fatto la storia di Civitavecchia e la senatrice Mafalda Molinari per quello che ha rappresentato – ha aggiunto – merita più che mai questo riconoscimento. È il minimo che il Comune possa fare per un atto di profonda riconoscenza nei confronti della sua grande generosità verso il territorio e la sua gente. Aspettiamo con ansia una delibera di giunta che individui una via da dedicare alla Senatrice. Non lo chiede un esponente di un partito – ha concluso Mari – ma lo chiedono tutti i civitavecchiesi". 

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Agresti a colloquio con l'Ufficio scolastico regionale

LADISPOLI – Dirigente scolastico della Corrado Melone a colloquio con l'Ufficio scolastico regionale. Oggetto: la polemica nata attorna ai locali mensa. L'incontro, che si è svolto mercoledì, è il frutto delle richieste effettuate dal sindaco di Ladispoli Alessandro Grando all'ufficio regionale dopo le numerose polemiche e attacchi all'amministrazione comunale, da parte del dirigente scolastico, sulla decisione degli amministratori di palazzo Falcone di spostare i locali mensa dal Polifunzionale, all'interno del plesso Fumaroli. Una decisione poco consona per la dirigenza scolastica, se fatta come inizialmente era prevista. Con un numero superiore di bambini, rispetto a quelli che poi, su indicazioni della Asl, stanno usufruendo degli spazi (circa 60 a fronte degli 80 iniziali) e con il Polifunzionale che invece sarebbe stato utilizzato solo per gli spettacoli teatrali, e non, messi in scena dagli istituti scolastici della città balneare e dalle compagnie teatrali. Una polemica nata prima dell'inizio dell'anno scolastico, con l'Assessore alla Pubblica Istruzione e il dirigente scolastico Agresti protagonisti di un acceso botta e risposta che inizialmente il primo cittadino aveva tentato di soffocare invitando le parti ad abbassare i toni. Così però non è stato con la diatriba riaccesa proprio il primo giorno di scuola con i genitori che chiedevano spiegazioni all'amministrazione comunale e il primo cittadino, dal canto suo, che ha difeso l'operato del suo Assessore, annunciando che l'amministrazione avrebbe proseguito nella strada intrapresa. Tante le parole volate da quel giorno con un botta e risposta incalzante tra amministrazione da una parte e dirigente scolastico dall'altro. Con al centro sempre e solo i nuovi locali mensa e la destinazione finale del Polifunzionale (che ad oggi viene utilizzato ancora come mensa scolastica per una parte dei ragazzi della Melone in attesa che il Comune individui e realizzi i nuovi locali mensa sempre all'interno dell'istituto scolastico così da garantire lo svolgimento di tre turni per il pranzo). A dirimere la controversia non è servito nemmeno l'ultimo incontro tra amministratori comunali e il preside che, anzi, ha portato il primo cittadino a chiedere ancora con più forza al Miur e all'Ufficio scolastico regionale di intervenire sulla vicenda a causa proprio del comportamento del dirigente Agresti. Il primo incontro c'è già stato. Il dirigente scolastico ha così potuto spiegare, carte alla mano, la sua versione dei fatti. Ora bisognerà aspettare per capire se l'Ufficio scolastico regionale intenderà procedere ulteriormente con delle verifiche in tal senso o se il colloquio di mercoledì sia stato sufficiente per poter prendere una posizione a tal proposito.

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Didattica innovativa alla ''Corrado Melone''

LADISPOLI – Alla Corrado Melone arriva FabLab, uno spazio innovativo ''dove sviluppare il punto d'incontro tra manualità, artigianato, creatività e tecnologie'', come si legge nel piano nazionale per la Scuola Digitale. Il progetto rientra nel bando ministeriale relativo agli Atelier Creativi rivolto alle scuole italiane per finanziare progetti che comprendessero la realizzazione di un laboratorio ispirato ai FabLab per tipo di attrezzatura e modalità di lavoro. Le macchine in dotazione al FabLab della Melone, come plotter da taglio, stampante 3d, macchina da taglio laser, kit Arduino e Lego WeDoper. Tutte attrezzature, che la scuola ha deciso di utilizzare comunque, nonostante la carenza di spazi. Molte aule destinate inizialmente ai laboratori, sono state infatti trasformate in aule a causa del diniego della Ladispoli 1 di concedere, come accaduto invece lo scorso anno, classi proprio alla Melone. E così le insegnanti hanno deciso di far convivere i laboratori che prenderanno il via il pomeriggio, con le ''tradizionali'' lezioni mattutine. Tra questi c'è proprio FabLab.

«Il FabLab – ha spiegato la docente Elisabetta Bianchi – può diventare l'ambiente migliore per far comprendere ai nostri studenti che digitale non è solo lo schermo di un computer o una slide, ma anche un oggetto concreto, indirizzando l'esperienza digitale dal virtuale al reale. Quindi un uso del digitale più consapevole che conduca i ragazzi da un approccio passivo, come è quello del cellulare e dei videogiochi, a uno attivo. Inoltre nel FabLab – ha aggiunto l'insegnante – vige la regola della condivisione del sapere e delle risorse e tutti imparano facendo (learning by doing) e scoprendo quanto sia più efficace lavorare in tema, affinché ognuno aiuti l'altro nelle cose che sa fare meglio, superando il concetto del voto e della competizione a vantaggio del valore del risultato raggiunto il collaborazione con gli altri. Perché la cosa più bella che possiamo insegnare usando Scartch o Tinkercad non è tanto il coding o la stampa 3D, ma il concetto di opne source, il fatto che puoi entrare nei progetti di altri ragazzi di tutto il mondo per arricchirti e che altri ragazzi di tutto il mondo possono arricchire i tuoi se li condividi, perché il FabLab non è mai dato dalle macchine ma dalla community che si crea intorno. Ancora una volta – ha proseguito ancora l'insegnante Elisabetta Bianchi – una parola chiave per il nostro Istituto. Il termine ''community'' come insieme di persone unite da un interesse comune, in questo caso non una ''comunità virtuale'' ma una comunità concreta, come dimostrato dalla tenace volontà di creare uno spazio speciale per l'apprendimento dei nostri studenti. Il FabLab – ha chiarito Bianchi – è ovviamente a disposizione di tutte le Scuole perché community è il Mondo». La docente ha inoltre ringraziato «tutte le persone che hanno creduto fortemente in questo meraviglioso progetto e che nel corso di questi due anni e mezzo hanno reso possibile la sua realizzazione: i docenti Paola Spena, Pina Ruggiero e Massimo Malerba, la segretaria Franca Tiso e naturalmente il nostro dirigente scolastico Riccardo Agresti che, nonostante la necessità di assegnare lo spazio destinato al laboratorio a una classe della secondaria, ci ha permesso di far convivere le lezioni del mattino con le attività del FabLab che si svolgeranno nel pomeriggio».

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Una via o una piazza a Mussolini, scoppia la polemica

LADISPOLI – «La prossima mozione la presentiamo sulla storia, su chi ha cambiato l'Italia, ha reso grande Roma e bonificato la nostra costa, su chi ha fatto grandi opere, strade e ponti e monumenti che non hanno mai ceduto … Diamo a Cesare quel che è di Cesare». Recitava così il post pubblicato su Facebook dal consigliere di Fratelli d'Italia Giovanni Ardita. Una frase pubblicata a corredo della foto pubblicata sui social: quella di Benito Mussolini. Una provocazione per ''stimolare'' i politici di oggi, le amministrazioni comunali a rimboccarsi le maniche e a fare meglio e di più. Ma provocazione o meno che fosse, il messaggio non è piaciuto. I primi a puntare il dito contro il consigliere di maggioranza, chiedendo al Sindaco di prendere provvedimenti, è stato il Comitato no Piazza Almirante – Ladispoli: «Crediamo ci sia un limite a tutto – hanno scritto dal Comitato – anche alle provocazioni. Il signore in questione è il consigliere comunale di Ladispoli che ha presentato la proposta per l'intitolazione di una Piazza ad Almirante. Ora chiede un riconoscimento anche per Mussolini. Siamo alla follia – hanno tuonato – è tempo di dire basta! Speriamo che il Sindaco, rappresentante di tutti i cittadini di Ladispoli, intervenga perché questo è un reato, a tutti gli effetti un'apologia di fascismo, con l'aggravante che chi la porta avanti è una persona che esercita pubbliche funzioni. Ladispoli non merita questo». Dopo l'intervento del Comitato del post, sui social, non c'è più traccia. Probabilmente il consigliere, comprendendo di aver suscitato ulteriori polemiche e di non aver certamente stimolato la politica a fare meglio, come si era prefissato, ha deciso di rimuovere il post, con foto annessa. Ma anche la scomparsa del messaggio dai social non è servito a placare gli animi. A scendere in campo è stato infatti anche l'Anpi Ladispoli e Cerveteri che ha parlato di «una provocazione inaccettabile in sfregio alla Costituzione». «Una dichiarazione oltraggiosa che cade anche nei giorni in cui l'Italia commemora l'Olocausto, la deportazione degli ebrei, e in modo massiccio di quelli romani. L'intenzione di Ardita – ha aggiunto l'Anpi di Ladispoli e Cerveteri – è un insulto alla memoria in quanto Mussolini e i fascisti, con Giorgio Almirante, sono stati fautori con le leggi razziali del 1938 e complici delle deportazioni e degli stermini. Vorremmo ricordare ad Ardita che esiste il reato di apologia del fascismo e quindi, dal momento che egli è un rappresentante dello Stato, è tenuto al rispetto della Costituzione. Con questo stesso spirito invitiamo il sindaco Alessandro Grando – ha concluso l'Anpi – e la Giunta a prendere le distanze e a condannare le parole del consigliere Giovanni Ardita». E una condanna arriva anche dall'Osservatorio Nazionale Antifascista che ha commentato la vicenda con un tweet: «Crediamo ci sia un limite a tutto, anche alle provocazioni. Il signore in questione è il consigliere comunale di #Ladispoli che ha presentato la proposta per l'intitolazione di una Piazza ad Almirante. Ora chiede un riconoscimento anche per #Mussolini. Siamo alla follia». E visto il clamore suscitato e il notevole vespaio sollevato attorno alla sua frase, il consigliere comunale di maggioranza ''incriminato'' ha provato a dare la sua versione dei fatti: «Dopo due o tre mesi da quando sono stato chiamato in causa per aver proposto Piazza Almirante, che democraticamente ho definito un politico stimato nei suoi 30 anni nei quali è stato parlamentare al pari di Berlinguer, dopo numerosi insulti subiti su Facebook, la mia battuta era stimolante nel voler affermare che, a differenza di quei politici che in questi ultimi 30 anni hanno cadere ponti, strade e strutture pubbliche; dobbiamo prendere atto che le strade Eur, ponti, monumenti e strutture pubbliche realizzate 60 anni fa a Roma ancora oggi reggono bene. Diciamo che la mia – ha proseguito Ardita – era una provocazione alla politica di oggi per stimolarla a fare meglio». Per quanto riguarda poi Almirante, il consigliere è tornato a ribadire come sia stato «impeccabile nella sua lunga attività parlamentare, lontano da scandali e ligio al suo dovere di rappresentante eletto dal popolo».

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Corrado Melone, dopo la mensa ora la palestra

LADISPOLI – Messa momentaneamente da parte la polemica tra Comune e Scuola sui locali mensa (i bambini al momento sono stati divisi in due gruppi dei quali uno consuma il pasto nella nuova sala mensa e l'altro continua ad usare il Polifunzionale in attesa dell'individuazione di nuovi locali dove realizzare la seconda mensa) l'attenzione ora si sposta sulla palestra. Ed è anche qui è subito polemica tra il dirigente scolastico Riccardo Agresti e il sindaco Alessandro Grando. Tutto nasce da alcuni lavori di manutenzione che la scuola avrebbe chiesto al Comune di effettuare e che questi gli avrebbe negato. «Qualche mese fa – ha dichiarato Agresti – la Regione Lazio pubblicò un bando per offrire finanziamenti ai Comuni per l'esecuzione di lavori di manutenzione delle palestre (chiedevano banalmente la ridipintura delle linee di gioco e piccoli altri lavoretti). Il Comune di Ladispoli – ha proseguito – rifiutò la nostra proposta preferendo il finanziamento dei lavori per una palestra privata (non so se il bando sia poi stato vinto realmente). Oggi, grazie alla collaborazione e alla buona volontà di un'Associazione privata, la palestra ''pubblica'' dell'Istituto comprensivo Corrado Melone comincia a rinnovarsi per offrire ai bambini ciò che qualcun altro ha rifiutato di dare». Ma il primo cittadino non ci sta: «E' falso che il Comune abbia rifiutato una proposta di riqualificazione di una palestra per l'Istituto Melone». Anzi: il primo cittadino punta i riflettori sulla delibera di Giunta «n.25 del 30.01.2018, ai fini della partecipazione al bando ''Sport in Movimento'' emanato dalla Regione Lazio», con la quale «è stato approvato il progetto relativo a interventi di manutenzione straordinaria da realizzare sulla palestra comunale annessa al plesso scolastico Caravaggio dell'Istituto comprensivo Ladispoli 3. La delibera in questione, per chi volesse verificare, è pubblicata sull'albo pretorio del sito istituzionale del Comune di Ladispoli. Il comportamento del dirigente scolastico continua a essere incomprensibile e ingiustificabile. A smentirlo, come sempre, ci vuole poco. Basta dire la verità».

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Banda Tarquinia, tutti in piedi per la canzone del Piave

TARQUINIA – Si è tenuto domenica pomeriggio, nella Chiesa di San Francesco, il concerto della banda musicale “Giacomo Setaccioli” di Tarquinia, che quest’anno festeggia i duecento anni di vita.
Il corpo bandistico tarquiniese, con il concerto di ieri ha voluto commemorare il centenario della fine della prima guerra mondiale e ricordare tutti i direttori e i musicanti del sodalizio.
Il concerto si è aperto con la marcia sinfonica “Roma” del maestro Mariano Bartolucci, ed è proseguito con vari medley di celebri arie operistiche. Molto apprezzate le marce “Risveglio Bandistico” scritta da Francesco Gioffreda e quella tratta dall’opera “Ernani” di Giuseppe Verdi.
Strepitosi gli assoli di Agostino Allegrini e Danilo Ciatti al sax contratto, Gabriele Tamiri alla tromba, Attilio Pascucci all’Euphonium, Mario Fanelli al sax tenore e Fabrizio Centino all’ottavino.Particolarmente emozionante e con tutto il pubblico in piedi, è stata l’esecuzione della canzone del Piave e dell’Inno nazionale italiano, inframezzati dalle note struggenti del “Silenzio”. Sul palco, per fare un saluto, sono saliti l’ex assessore Martina Tosoni e l’ex consigliere comunale Silvano Olmi, che prima delle dimissioni del sindaco Pietro Mencarini avevano ideato una serie di iniziative per ricordare i cento anni dalla fine della Grande Guerra, tra le quali appunto il concerto della banda musicale di Tarquinia.
Il presidente Sergio Bernabei e il direttore Mauro Senigagliesi hanno ringraziato i due ex amministratori, la banda per la straordinaria esibizione e il bellissimo pubblico, dando appuntamento a tutti per i festeggiamenti in onore di Santa Cecilia.

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