Studenti dell’Istituto San Benedetto a lezione con la Polizia

TARQUINIA –La  Sezione Anps Vivenzio Peruzzi di Tarquinia, in collaborazione con la direzione didattica, ha incontrato  i ragazzi dell’Istituto “ S: Benedetto” di Tarquinia.  Un incontro formativo al quale hanno partecipato  26 studenti di età compresa tra i 15 ed i 18 anni.  “Scopo dell’incontro – riferisce il presidente dell’associazione nazionale polizia di stato Maurizio Paliani – è quello di avvicinare sempre più il cittadino alle Forze di Polizia, far conoscere le attività svolte dalla Specialità della Polizia Scientifica, che vanno dalla scena del Crimine, alla raccolta degli elementi di prova, alle sostanze psicotrope”. Fondamentale è stata l’esposizione del sostituto commissario Antonio Mancini, che ha affrontato diversi argomenti con puntualità e professionalità, stimolando un ricco dibattito. Studenti e docenti hanno infatti partecipato al contraddittorio. L’incontro ha avuto ampio successo, tanto che la direttrice, professoressa Maria Grazia Catone, e gli esponenti della sezione Anps si sono ripromessi nuovi incontri, trattando anche altri argomenti. Al termine dell’incontro, Maurizio Paliani ha consegnato una pergamena all’Istituto.

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Studenti dell’Istituto San Benedetto a lezione con la Polizia

TARQUINIA –La  Sezione Anps Vivenzio Peruzzi di Tarquinia, in collaborazione con la direzione didattica, ha incontrato  i ragazzi dell’Istituto “ S: Benedetto” di Tarquinia.  Un incontro formativo al quale hanno partecipato  26 studenti di età compresa tra i 15 ed i 18 anni.  “Scopo dell’incontro – riferisce il presidente dell’associazione nazionale polizia di stato Maurizio Paliani – è quello di avvicinare sempre più il cittadino alle Forze di Polizia, far conoscere le attività svolte dalla Specialità della Polizia Scientifica, che vanno dalla scena del Crimine, alla raccolta degli elementi di prova, alle sostanze psicotrope”. Fondamentale è stata l’esposizione del sostituto commissario Antonio Mancini, che ha affrontato diversi argomenti con puntualità e professionalità, stimolando un ricco dibattito. Studenti e docenti hanno infatti partecipato al contraddittorio. L’incontro ha avuto ampio successo, tanto che la direttrice, professoressa Maria Grazia Catone, e gli esponenti della sezione Anps si sono ripromessi nuovi incontri, trattando anche altri argomenti. Al termine dell’incontro, Maurizio Paliani ha consegnato una pergamena all’Istituto.

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Luminarie, si accende solo la polemica

CIVITAVECCHIA – È polemica sull’assenza di luminarie a Civitavecchia. Dopo l’intervento dei giorni scorsi del consigliere del Polo democratico Mirko Mecozzi, seguito da quello del presidente della Confcommercio Civitavecchia Graziali Luciani, un commerciante nonché uno dei diretti interessati da questa assenza. Luciani ha lanciato l’hashtag ironico e al tempo stesso tristemente realistico #stocacchio, riferendosi a quello che sarebbe stato acceso a Civitavecchia. Motivo? In città le luminarie verranno installate solamente domani, venerdì 14 dicembre, a 11 giorni dal Natale. Quelle già presenti sono state messe a proprie spese dai commercianti. Gli eventi natalizi? Organizzati da associazioni e, ancora una volta, commercianti.

Ovviamente c’è la collaborazione del Comune ma girando per Civitavecchia non si respira di certo un clima natalizio e le iniziative sono concentrate tra Cittadella, corso Marconi  – grazie alla rete d’imprese The Shopping port – e biblioteca comunale, dove è stata installata la Casa di Babbo Natale. Sulla vicenda interviene anche il rappresentante dell’associazione Meno poltrone più panchine Tullio Nunzi. «Bisogna comprendere l’attenzione che i commercianti danno a questo mese di dicembre. L’incertezza dei consumi, una crisi di nuovo paventata, una spesa che ci si augura almeno in linea con quella dell’anno passato (170 euro). Molto spesso il mese di dicembre e i saldi successivi – sottolinea Nunzi – decidono la positività di un bilancio di un’azienda. Da qui le varie polemiche sui ritardi. Per le vendite al dettaglio – prosegue Nunzi – il periodo di dicembre rimane sempre quello più importante dell’anno e ovviamente luci arredi, eventi e spettacoli hanno una rilevante importanza  e invogliano maggiormente la gente ad entrare nei negozi e fare acquisti. Una cosa è certa – conclude –  bisogna dare atto alla professionalità dei tanti commercianti che in questi giorni,in assenza delle luminarie hanno ovviato a questa carenza con un impegno personale». 

Facendo un passo indietro per spiegare il ritardo, il Comune ha provato a ricercare un gestore per gli eventi natalizi con un bando, la scadenza per la presentazione delle domande era il 12 ottobre. Il bando però è stato un flop con un solo partecipante e privo dei requisiti richiesti. A questo punto l’amministrazione è corsa ai ripari e con l’aiuto di associazioni e commercianti è riuscita a proporre comunque un cartellone di eventi. Per le luminarie l’unico atto visibile è una trattativa diretta Mepa indetta il 7 dicembre, con scadenza al 10 dicembre. Quindi dal 12 ottobre si è pensato alle luminarie nella prima settimana di dicembre. Altro punto poco chiaro è il fatto che le luminarie rimarranno esposte fino al 15 gennaio, nonostante gli eventi natalizi finiscano il 6.

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Bambin Gesù, sale la preoccupazione 

S. MARINELLA – Da giorni circolano voci alquanto preoccupanti circa la possibilità che la sede cittadina dell’ospedale pediatrico del Bambin Gesù venga chiuso. A registrare queste sconvolgenti notizie tra gli altri è stato il blog Word in Press che ha registrato centinaia di messaggi di protesta inviati dai cittadini, anch’essi in ansia per la sorte del nosocomio pediatrico. «Che qualcosa non vada – si legge nel sito informativo – che stia cambiando l’assetto complessivo della struttura sanitaria della sede di Santa Marinella dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, se ne sono accorti per primi gli utenti. Le prestazioni diagnostiche e specialistiche sono riservate ai soli pazienti più piccoli. Gli specialisti visitano ormai per lo più a Palidoro ed anche la diagnostica, fatta eccezione per i prelievi, è stata ridotta di molto nel tipo di esame e nella frequenza di esecuzione, limitata al lunedì ed al giovedì. A Roma, bocche cucite, ma pare che il progetto complessivo porti ad una razionalizzazione generalizzata dei centri dell’istituto di cura e ricerca, concentrando gli sforzi anche di natura economica sul complesso di Palidoro che presto si arricchirà di un altro grande padiglione dove potrebbe essere collocato anche il reparto di Santa Marinella, quello inaugurato poco più di una decina di anni fa». 
«Esiste una forte preoccupazione anche tra il personale – sottolinea Word  in Press – che non ha informazioni adeguate ma in alcuni settori vede ridursi le ore settimanali di impiego. Un’ulteriore riduzione della gamma delle prestazioni e degli orari di apertura della struttura sarebbe un grave colpo per la cittadinanza, soprattutto per le fasce deboli della popolazione che sarebbero costrette ad emigrare per ottenere prestazioni sanitarie di qualità, come ha sempre distribuito la struttura, forte dell’elevata professionalità del proprio personale a tutti i livelli e di una scelta aziendale rivolta all’utenza in senso generale». «Una grave preoccupazione investe anche il destino dell’area su cui insite il complesso sanitario – conclude il blog – un lotto di grandi dimensioni con annessa spiaggia e pontile che è separato dal lungomare che lo attraversa e lo taglia. Nei tempi passati si mormorava di una sua eventuale destinazione turistica ma ogni volta i fatti hanno fortunatamente smentito le illazioni, per il benessere complessivo della popolazione locale. Popolazione che è già stata messa alla prova con la riorganizzazione del soccorso su ambulanza».

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Lo Stendhal tiene alto il nome di Civitavecchia a Modena

CIVITAVECCHIA – Torna a casa ricca di soddisfazione la delegazione della VA Enogastronomia, dell’indirizzo Alberghiero Lucio Cappannari, protagonista a Modena per la finale del concorso organizzato dal Consorzio Zampone e Cotechino Modena IGP. Gli studenti Giovanni Fraticelli e Raffaele De Simone, che  erano stati selezionati tra oltre cento concorrenti di Istituti Alberghieri di tutta Italia e 7 scuole tedesche, hanno preso parte al concorso “Lezioni di Gusto Europeo degli chef di domani”, una manifestazione importantissima nel settore ristorativo che richiedeva di coniugare il celebre prodotto modenese con aromi e materie prime dei territori di provenienza. Così lo chef Massimo Bottura aveva selezionato tra i primi dieci in Italia e  unici nel Lazio,  proprio la ricetta proposta dalla scuola civitavecchiese: un cappelleto ripieno di zampone con brodo ristretto, nato dall’infusione del fungo e del finocchietto selvatico in una caffettiera napoletana. 

“È stata una giornata bellissima ed emozionante, siamo davvero orgogliosi dei nostri ragazzi che hanno messo entusiasmo, fantasia e professionalità nella creazione del prodotto e hanno ricevuto i complimenti dello Chef Massimo Bottura – ha commentato la dirigente scolastica Stefania Tinti – è stata una settimana di grandi soddisfazioni per l’Istituto Stendhal. Dopo la serata indimenticabile di giovedì, con la manifestazione dedicata alle emozioni e ai sapori della cultura partenopea, grazie alla collaborazione con lo chef Daniele Priori, questo successo qui a Modena in questa manifestazione così importante, i complimenti di Bottura, il livello della materia prima, la tecnica di lavorazione. Siamo davvero emozionati: voglio ringraziare Giovanni Fraticelli e Raffaele De Simone e la loro insegnante, la professoressa Valentina Feriozzi, che li ha saputi guidare con professionalità in questa avventura”. 

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Lo Stendhal tiene alt il nome di Civitavecchia a Modena

CIVITAVECCHIA – Torna a casa ricca di soddisfazione la delegazione della VA Enogastronomia, dell’indirizzo Alberghiero Lucio Cappannari, protagonista a Modena per la finale del concorso organizzato dal Consorzio Zampone e Cotechino Modena IGP. Gli studenti Giovanni Fraticelli e Raffaele De Simone, che  erano stati selezionati tra oltre cento concorrenti di Istituti Alberghieri di tutta Italia e 7 scuole tedesche, hanno preso parte al concorso “Lezioni di Gusto Europeo degli chef di domani”, una manifestazione importantissima nel settore ristorativo che richiedeva di coniugare il celebre prodotto modenese con aromi e materie prime dei territori di provenienza. Così lo chef Massimo Bottura aveva selezionato tra i primi dieci in Italia e  unici nel Lazio,  proprio la ricetta proposta dalla scuola civitavecchiese: un cappelleto ripieno di zampone con brodo ristretto, nato dall’infusione del fungo e del finocchietto selvatico in una caffettiera napoletana. 

“È stata una giornata bellissima ed emozionante, siamo davvero orgogliosi dei nostri ragazzi che hanno messo entusiasmo, fantasia e professionalità nella creazione del prodotto e hanno ricevuto i complimenti dello Chef Massimo Bottura – ha commentato la dirigente scolastica Stefania Tinti – è stata una settimana di grandi soddisfazioni per l’Istituto Stendhal. Dopo la serata indimenticabile di giovedì, con la manifestazione dedicata alle emozioni e ai sapori della cultura partenopea, grazie alla collaborazione con lo chef Daniele Priori, questo successo qui a Modena in questa manifestazione così importante, i complimenti di Bottura, il livello della materia prima, la tecnica di lavorazione. Siamo davvero emozionati: voglio ringraziare Giovanni Fraticelli e Raffaele De Simone e la loro insegnante, la professoressa Valentina Feriozzi, che li ha saputi guidare con professionalità in questa avventura”. 

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Memorial Spartaco Pucci: una giornata di sport  e amicizia

Gran bella giornata di sport e di amicizia quella andata in scena domenica scorsa al Palazzetto di Via Barbaranelli: ben 301 giovani atleti provenienti da 29 società da tutto il Lazio e dall’Umbria hanno reso omaggio alla memoria di un grande uomo di sport: Spartaco Pucci, fondatore e per 30 anni presidente della Meiji Kan karate. Organizzata con la ormai navigata professionalità dal maestro Stefano Pucci, la gara si articolava nella sola specialità di kata (forme) con le categorie divise per età e nei differenti gradi (cinture) ed era patrocinata dalla FIK (Federazione Italiana karate). I ragazzi della palestra di via Mediana, allenati dalla maestra Virginia Pucci, hanno conquistato diversi podi. Medaglie d’oro per Buratti Moreno, Marcelletti Marianna, Alessandro Barletta e Pomata Timothy. Medaglia d’argento Jacopo Scala, Angela Imperato, Paolo Migliori e Andrea Sansonetti. Medaglie di bronzo con Lara Valente, Elisa Restante, Nicholas  Brancale, Antonio  Vallo, Manuel  de Falco, Alessandro Angione, Claudia Corrao, Matteo Diassise, Lorenzo Saitta, Lorenzo de Rosa, Lara Coluzzi e Samuele  Castellano. Buoni piazzamenti anche per le altre società cittadine che si piazzavano al terzo posto con Silvia Maestrale,  Giordano Gregori  e Mattia Pernici della Hayashi-Ha San Gordiano e, sempre medaglia di bronzo con Giulio Graziani della palestra Kembukan di Santa Marinella dell’Istruttrice Gessica Strazzullo .
 

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Servizio idrico integrato, Montalto non cede

MONTALTO – La moratoria non è stata votata, ma in ogni caso nulla è perduto.  Tutto in mano ai prossimi incontri al Ministero per trovare una soluzione condivisa. Al momento, quindi, la questione relativa alla gestione del servizio idrico integrato per quanto riguarda i comuni che non vogliono rinunciare all'acqua pubblica resta congelata: non si attiveranno i poteri sostitutivi. Soddisfatto il sindaco di Montalto di Castro Sergio Caci che annuncia perentorio: «Montalto non cede».

Si archivia così la terza riunione congiunta delle commissioni  VIII e XII tenutasi presso il consiglio regionale del Lazio con all’ordine del giorno la discussione ed eventuale votazione della moratoria per la gestione del servizio idrico integrato proposta dai comuni di Ato 1, tra cui Montalto di Castro ed Ato 2.
Il sindaco  Caci e il consigliere Filippo Moretti, delegato per il sindaco di Ladispoli, erano presenti come auditori. All’incontro era presente anche l’onorevole Mauro Alessandri, assessore regionale delegato ad affrontare il tema.  Dopo l’introduzione del presidente dell’VIII commissione, Valerio Novelli, si è lasciato spazio agli interventi. Le onorevoli Roberta Angelilli e Silvia Blasi si sono fatte portavoce delle istanze dei sindaci, rappresentando di nuovo le necessità dei singoli comuni. Dopo il loro intervento, l’assessore Alessandri ha fatto una lunga relazione, difendendo comunque la posizione del suo assessorato che al momento della riunione aveva dato indicazione di applicare i poteri sostitutivi. In pratica di sostituirsi ai comuni nella gestione del servizio per poi passarlo a Talete o Acea. Naturalmente, l’assessore ha dichiarato anche che non può restare sordo alle istanze dei comuni e che si sarebbe attivato presso il Ministero dell’Ambiente per trovare una soluzione condivisa. Al momento quindi, non si attiveranno subito i poteri sostitutivi, ma si aspetteranno gli incontri presso il Ministero.
A seguito delle dichiarazioni dell’assessore, i consiglieri regionali presenti si sono espressi favorevolmente alla sua proposta. I presidenti delle commissioni, Valeri e Pirozzi, che hanno concluso l’incontro, si sono impegnati ad organizzare, nel più breve tempo possibile, un’audizione presso la VIII Commissione Parlamentare e i relatori della nuova Legge sul servizio idrico, in via di discussione in Parlamento. Dopodiché coinvolgeranno il Ministero dell’Ambiente, così da poter trovare una soluzione condivisa. «Di fatto – dichiara il sindaco Caci – pur senza aver votato la moratoria, siamo soddisfatti del lavoro delle commissioni e del risultato ottenuto. Grazie alla caparbietà di noi sindaci e alla capacità di ascolto dell’assessore e dei consiglieri regionali, abbiamo ottenuto l’audizione presso la VIII Commissione Parlamentare e poi il Ministero dell’ambiente. Per noi è troppo importante e non cedibile l’interesse dei cittadini, che altrimenti vedrebbero peggiorare il servizio ed aumentare le tariffe e soprattutto la salvaguardia dei posti di lavoro. Oggi la professionalità di Montalto Ambiente e dei suoi dipendenti e la passione che mettono nel loro operato, non sono eguagliabili».
 

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Economia circolare, parte il primo ciclo di workshop

CIVITAVECCHIA – Parte il primo ciclo di workshop al corso di laurea magistrale in Economia circolare a Civitavecchia. Si tratta di un corso unico in Italia e iniziato da poco sotto la direzione del professor Enrico Maria Mosconi presso la sede cittadina dell’Università della Tuscia. «Gli studenti- spiega Mosconi- potranno confrontarsi con dirigenti, imprenditori , professionisti ed esperti nel campo dell’Economia circolare su aspetti metodologici, casi concreti ed esperienza sul campo». Questo non solo fornisce un valore aggiunto in termini di trasferimento del know-how ma aumenta l’impatto delle conoscenze in corso di acquisizione da parte degli studenti nei corsi frontali delle lezioni. Un fattore strategico nella formazione di questo nuovo profilo professionale. «In questo primo ciclo di seminari – continua Mosconi- abbiamo l’opportunità di ospitare. Paolo Murri, vp Financial market communication & intelligence di Tim che parlerà delle priorità strategiche in ambito delle telecomunicazioni e su come si collochino la sostenibilità e l’innovazione in questo ambito».

Prima di Natale sono in programma incontri con l’ingegner Flavio Andreoli,  presidente di Epico e vice presidente di Anie rinnovabili di Confindustria che parlerà, da esperto sul campo, di un caso concreto di un impianto di energia da fonti rinnovabili; successivamente con Francesco Sansonetti,  manager della pianificazione e controllo del gruppo Mondo convenienza che  parlerà delle strategie di corporate ed innovazione sostenibile, waste management ed energy management nell’ambito delle strategie di gruppo e, prima della pausa natalizia, ci sarà una due giorni dedicata alla strategia europea in ambito della Circular economy e della dinamica italiana in questo contesto.

Gli studenti potranno direttamente ascoltare da dirigenti della Comunità europea, strategie, prassi e problematiche che si legano concretamente allo sviluppo di strategie a livello comunitario.  Il corso di laurea in Economia circolare dell’Università degli studi della Tuscia  si propone di costruire un nuovo profilo professionale, con accento multidisciplinare, anche per rispondere alle esigenze di professionalità da parte di organizzazioni, enti ed imprese. È progettato con un percorso comune al primo anno per poi svilupparsi nel curriculum ‘‘green’’ o ‘‘blue’’.

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Vecchia, parla patron Ambrosi

di MATTEO CECCACCI

Nessuna cronaca, nessun tabellino e nessun diritto di critica. È giunto il momento del primo bilancio stagionale del presidente del settore giovanile nerazzurro-bianconero Stefano Ambrosi appena dopo due mesi dall’inizio dei campionati Elite e regionali. È vero, di solito i responsabili dei vivai fanno il punto della situazione a fine girone d’andata, ma patron Ambrosi dopo il contratto di gestione di giugno scorso ha deciso di chiarire l’attuale situazione. L’ex portiere della Ternana non ha perso tempo e a 360 gradi, a tutto tondo, ha spiegato nel minimo dettaglio tutte le situazioni, spiegando il motivo della fusione o meglio ancora del contratto di gestione, dicendo la sua sullo stadio Fattori e la colpa dell’amministrazione comunale, sul fermo del campionato a causa della decisione dell’Aia e della prima squadra.
«Ci tengo a dire – esordisce il presidente dell’agonistica Stefano Ambrosi – che è un contratto di gestione e non una fusione, ma un contratto di cinque anni che ancora devo firmare, ma è questione di giorni. Tutto è nato dall’ottimo rapporto che ho sempre avuto e che ho tuttora con il presidente del Civitavecchia Calcio 1920 Ivano Iacomelli, molto spesso ci sentivamo per organizzare delle cose insieme e vuoi per un motivo vuoi per un altro, alla fine abbiamo preso questa decisione. Premetto che lo scorso anno, dopo la situazione che si era venuta a creare con il Tamagnini, era giusto far riemergere e portare avanti per il buon nome della società il settore giovanile del Civitavecchia Calcio e così in un pomeriggio d’estate insieme ad Ivano abbiamo raggiunto l’accordo. Prendere in mano l’intera gestione non è stato affatto semplice, l’ho fatto per salvaguardare una situazione che stava andando sempre più in malora, anche se con i numeri già stavo a posto, perché il mio organico bianconero già contava circa 240 ragazzi, infatti l’apporto numerico non è che mi abbia fatto aumentare la situazione, ma allo stesso tempo mi dà molto lustro per le tante categorie che si sono venute a creare tra le mie e quelle nerazzurre. Ad oggi ne contiamo sei tra Elite e regionali, non considerando l’Under 19 Elite, ex Juniores, per il semplice fatto che la gestisce ancora Iacomelli insieme all’Eccellenza, ma che sarebbe la quarta categoria Elite. Ovviamente, essendo partiti in netto ritardo stiamo pagando dazio con alcune categorie, basti vedere i 2002, dove ho ereditato una compagine un po’ frammentata, dovuta al semplice fatto che avendo chiuso l’accordo a fine giugno, molti giocatori già avevano deciso di accasarsi in altre società. Fare l’Elite già non è facile, perché se hai un bacino d’utenza così ridotto, figuriamoci se puoi competere in un palcoscenico dove varie società addirittura la cominciano a preparare mesi prima. Abbiamo trovato tante difficoltà soprattutto per i risultati, non tanto per l’organizzazione, adesso stiamo tirando la cinghia, abbiamo fatto vari cambi in panchina, come nel 2002 da Pasquale Oliviero ad Adus Amici e nel 2004 da Patrizio Tossio a Dario Rasi. Stiamo cercando di migliorare, ma l’errore che non dobbiamo commettere è quello di non avere la presunzione di guardare il campionato dal punto di vista della classifica, o meglio, bisogna focalizzarci su quelle squadre che stanno lottando per la salvezza come noi, così da concentrarci su di loro e raggiungere il nostro obiettivo. Non nego assolutamente il fatto che non abbiamo le forze per confrontarci con le solite società storiche plurititolate di Roma dove non sto a fare i nomi, i gironi sono difficili, in particolar modo quelli Elite laziali che sono i più complicati d’Italia. Stiamo soffrendo col 2002 e 2005, ma sono molto fiducioso e speranzoso sul raggiungimento della salvezza, questo è fuori da ogni dubbio. Stiamo cercando di rinforzare gli organici grazie al mercato e agli svincoli di dicembre, ma la cosa che va analizzata è che avendo un settore giovanile così importante per le categorie che hai, va a tutti i costi cambiata la mentalità nella gestione, mi spiego: non può per nulla al mondo esistere la musica del ‘‘mio figlio gioca perché è amico di, è nipote di, è figlio di’’, questo non può esistere. Noi, infatti, stiamo cercando di aggiustare il tiro su questa situazione per dare un po’ di professionalità a questo settore perché secondo me lo merita. Ad oggi con i numeri alla mano siamo il settore giovanile più importante della città per due motivi: il primo perché abbiamo le categorie più importanti e continueremo ad averle per molti altri anni in confronto alle altre realtà civitavecchiesi, il secondo è perché portiamo lo stemma della città a differenza degli altri che sono solo realtà locali. Comunque ci stiamo già organizzando per il prossimo anno sulla programmazione futura. Ripeto che sull’Elite senza ombra di dubbio abbiamo sbagliato qualcosa sui risultati, ma non siamo stati neanche fortunati, come ricorsi persi, decisioni arbitrali errate e tanto altro. Il rischio, comunque, è di perdere le categorie Elite con il 2002 e 2005, ma fatto sta che se dovesse accadere il prossimo anno faremo un regionale a vincere. I 2004 sono una corazzata, sapevo che avrebbero fatto un bell’inizio di campionato, perché una rosa che lo scorso anno ha vinto il titolo regionale, rinforzata quest’anno da cinque ottimi elementi del Civitavecchia non poteva fare altrimenti. Con i 2005 bisogna stargli molto vicino, purtroppo facendo un campionato ex Giovanissimi fascia B incontri club professionistici come Roma e Lazio e quando ti capitano i biancocelesti allenati da Tommaso Rocchi c’è poco da fare, è proprio il materiale umano che è diverso. Comunque l’obiettivo è mantenere tutte le categorie Elite, ci mancherebbe altro, per me i 2004 a fine anno raggiungeranno una salvezza tranquilla, mentre con i 2002 e 2005 stiamo a rischio, ma cercheremo di fare il più possibile. C’è da dire anche che l’agonistica viene da una gestione dello scorso anno complicata con dinamiche veramente difficili e stiamo pagando quello che è stato lo scorso anno, ovvero aver raggiunto l’accordo a giugno e in un mese non puoi programmare tutto, in particolar modo l’Elite. Questo è un anno di partenza su cui stiamo cercando di gettare le basi per la prossima stagione. Riguardo le categorie Regionali – continua il numero uno nerazzurro bianconero – ho cercato di mettere tutti allenatori che hanno pochissimi rapporti con i genitori, o meglio ancora, nessuna conoscenza e che hanno giocato a calcio ad alti livelli. Io a differenza di altre società non ho sponsorizzazioni, ma ci autofinanziamo con le quote della scuola calcio e non abbiamo nessuna entrata di supporto, perché credo che sia giusto così. L’unico problema ce l’abbiamo con l’Under 15 di Michele Romano, ma c’è una classifica molto corta quindi la salvezza può essere raggiunta facilmente e io sono tranquillo, così come i ragazzi di Zampollini e Savino che stanno dimostrando di poter competere nei propri campionati. Dal mio punto di vista tutte e tre le categorie si salveranno senza problemi. Nella Scuola Calcio – prosegue entusiasta – abbiamo 165 iscritti che vanno dal 2006 al 2012/2013 e siamo i più grossi di tutti anche perché insieme all’agonistica contiamo più di 300 elementi in totale. Lo scorso weekend abbiamo iniziato i campionati Federali che ricordo che non hanno classifica e non sono arbitrati. Abbiamo fatto un’ottima programmazione tecnica per quanto riguarda la scuola calcio, io come responsabile tecnico e Nello Savino nelle vesti di direttore generale facciamo dei breafing mensili con tutti gli allenatori per monitorare tutte le programmazioni tecniche per controllare che vengano rispettate. Fondamentale per noi è preparare i gruppi della scuola calcio ad approdare nell’agonistica nei campionati regionali ed Elite, ma ciò non significa che non possiamo iniziare a fare una piccola selezione omogenea che io reputo scorretta, infatti noi cominciamo a farla nel periodo primaverile dal 2009 in su, ed è giusto e importante che dal 2006 fino a questa età crescono individualmente, giocano tanto e si divertono il più possibile. Voglio ricordare anche che la Federazione con la Carta dei Diritti tutela tutti gli iscritti alla scuola calcio e che quindi la piccola selezione va fatta con le molle. Sono comunque abbastanza soddisfatto dell’andamento di tutta la struttura che si è venuta a creare, l’ambiente è rimasto famigliare come quando avevo solamente la Leocon dove si è aggiunto il lustro delle categorie del Civitavecchia Calcio e agli ottimi allenatori che avevo io della Leocon ho avuto la possibilità di poter inserire dei tecnici altrettanto bravi che venivano dalla Vecchia. Riguardo i tornei stiamo organizzando la Christmas Cup nel periodo natalizio, poi un torneo pasquale e uno di fine anno. Per lunedì, invece, sto organizzando in collaborazione con Daniele Bencini, ds del vivaio dielleffino, un raduno che ci è stato richiesto da vari procuratori del professionismo per le categorie 2002 2003 e 2004. Tornando all’agonistica devo dire che ho già avuto alcune segnalazioni per vari ragazzi del 2002, 2003 e 2004 da parte di club professionistici e per fine anno penso che qualcosa di importante potrà realizzarsi. Il mio intento alla fine è questo, quello di dare la possibilità a chi dimostra durante il campionato di fare bene di confrontarsi con realtà importanti grazie alle mie conoscenze che ancora oggi porto avanti, in modo particolare con Ternana, Pescara e Frosinone».
Ambrosi, poi, dopo aver analizzato le sue sei squadre ha voluto dire la sua sulla Vecchia e sullo stadio Fattori scaricando la colpa all’amministrazione pentastellata.
«Sul Fattori – spiega a tal proposito – le responsabilità ce l’ha l’amministrazione comunale che è l’unica indiziata di ciò che riguarda la situazione calcistica del Civitavecchia Calcio perché per quanto sia il Comune dovrebbe sempre garantire, non dico a tutto il settore giovanile anche perché tutta la cantera si allena in una struttura privata, ma almeno dalla Juniores in poi dovrebbe dare una propria casa all’interno della città per svolgere uno dei campionati più importanti e questo è gravemente mancante, gravemente mancante come tutti gli sbagli commessi, a partire dal disinteresse totale dello stadio Fattori, voglio dire, non è che parte da quest’anno, non si può pensare che il Fattori per sette anni ha dovuto avere la deroga anno per anno dalla Federazione per rifare un manto, che oggi per rifarlo costa 350 mila euro e per un Comune come Civitavecchia fare un investimento su un impianto sportivo per mantenere la propria squadra in città stiamo parlando di una cosa irrisoria. Loro oggi hanno la gravissima responsabilità di aver sgretolato un collage sportivo che fine a poco fa c’era. Per quanto mi riguarda a mister Rocchetti, visto che stiamo entrando nella fase invernale, ho dato massima disponibilità per svolgere gli allenamenti presso il mio impianto se ci dovessero essere problemi da qui a marzo nel recarsi ad Allumiere. Oggi come oggi, da gestore del  settore giovanile del Civitavecchia Calcio, mi rendo conto, cosa che prima non capivo, che non c’è l’amore che ci dovrebbe essere per questa maglia, mi spiego: non da parte di tutti gli addetti i lavori, ma sono pochissimi che gioiscono se le cose vanno bene, qui sembra che sono più contenti se il Civitavecchia si affossa perché magari ce l’hanno con un dirigente o un altro e questa è una cosa sgradevole e qui mi rifaccio anche ad altre società. Secondo me il simbolo Civitavecchia Calcio dovrebbe acquistare un’importanza collettiva, dovrebbe essere un piacere per tutti quanti far parte del Civitavecchia Calcio 1920. Io quando ero ragazzo e militavo nei dilettanti, prima di approdare nel professionismo, se avessi giocato con la squadra della mia città avrei dato tutto, invece oggi si vedono ragazzi che preferiscono fare un campionato provinciale piuttosto che un Elite».
Il presidente, ovviamente, non si è lasciato scappare il pensiero sulla decisione dell’Associazione Italiana Arbitri, che ha portato a non giocare i campionati lo scorso fine settimana a causa dell’aggressione nei confronti di Bernardini di Ciampino.
«Secondo me – commenta – non è assolutamente giusta la decisione che hanno preso, perché in questo modo non si tutelano i direttori gara, per quanto un arbitro possa sbagliare si deve capire che innanzitutto è un coetaneo dei calciatori e che può sbagliare una valutazione come il numero dieci può sbagliare un rigore e un portiere una parata, ma la gente dovrebbe capire che per quanto sono tanti gli interessi che ci stanno in mezzo, sono cose comunque sia ristrette in una partita di calcio giovanile, invece qui si sta perdendo il lume della ragione tra i genitori che stanno fuori e insultano gli arbitri, addirittura gli allenatori come se capiscono di tattica e di tecnica. Dico la verità, noi siamo realtà insignificanti pure se facciamo l’Elite, basti pensare a qualche anno fa quando squadre che oggi militano in Serie C, hanno speso più di 500 mila euro per il settore giovanile e questo ti fa rendere conto che non sei niente. Noi bisogna capire che non ci stiamo giocando la Champions League, si, è importante mantenere l’Elite, il regionale, fare tornei e tanto altro, ma lo scopo reale di un settore giovanile è quello di far crescere i ragazzi e i due tre validi elementi che hai piazzarli nel professionismo, poi se lo riesci a fare mantenendo tutte le categorie Elite è un conto, se non riesci a farlo e lo fai tramite regionale è un altro conto, ma è questo lo scopo. Poi qui subentra il fatto dei genitori, perché oggi come oggi ci sta un’esasperazione incredibile, io ho fatto ventiquattro anni di calcio di cui venti di professionismo e sono arrivato anche ad alti livelli, ma alcuni atteggiamenti che vedo, anche nella scuola calcio, a volte mi fanno accapponare la pelle perché sono proprio fuori luogo e quindi ecco che vanno a creare delle tensioni che poi sfociano in quello che è accaduto domenica 11 a San Basilio al povero Bernardini di Ciampino. Secondo me, però, la Federazione quando accadono queste cose non deve generalizzare, ma punire la squadra, ovvero: dove è accaduto, chi è stato, come si chiama la società? Perfetto, radiata dal campionato, ma non tanto per punire, ma per dare un segnale forte a tutti, purtroppo questo la Federazione non lo fa mai. Secondo me solo così possono migliorare le cose e allora lì sì che ci penseranno dieci volte prima di aggredire un arbitro, ma dal mio punto di vista il segnale che doveva dare l’Aia era tutt’altro e questo di fatto non farà cambiare la situazione. Il calcio è uno dei pochi sport che fa credere a tutti di poter dare un’opinione quando invece c’è bisogno di avere una grandissima specializzazione calcistica per poter parlare di tattica o di tecnica ma siccome tanti si vedono tre partite e pensano di essere il nuovo Mourinho e allora questo porta tutti i genitori e molti addetti ai lavori a giudicare in maniera facile e a volte errata moltissime situazioni e questo non fa nient’altro che aggravare il livello di tensioni nervose i ragazzi che arrivano al campo esasperati. Voglio fare – conclude il presidente Stefano Ambrosi – un grande e grosso in bocca al lupo a Ivano Iacomelli per il proseguio della stagione per quanto riguarda la prima squadra, gli auguro quanto prima di uscire da questa fase negativa, perché sono a conoscenza dei sacrifici che sta facendo per portare avanti tutta la squadra».
Un bilancio, dunque, quello di Ambrosi che fa capire a tutti la serietà del settore giovanile del Civitavecchia Calcio 1920 che vuole assolutamente riemergere e tornare protagonista.
I cent’anni del club sono vicini e chissà cosa bisognerà aspettarsi.

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