Vertenza Cfft, Rampelli scrive al Ministro

CIVITAVECCHIA – La vertenza relativa alla movimentazione dei container e, più in generale, la gestione dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale arrivano all’attenzione del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli. È stato infatti il parlamentare di Fratelli d’Italia e vicepresidente della Camera Fabio Rampelli a presentare un’interrogazione a risposta scritta per chiedere “quali urgenti iniziative di competenza intenda attuare per garantire che la Cfft, azienda leader nel settore, possa proseguire il proprio lavoro, e se non ritenga opportuno attuare ogni utile iniziativa in grado di assicurare un piano regolatore portuale adeguato e aggiornato sulla base dello sviluppo portuale attuale e delle attività in essere sul territorio portuale”. L’onorevole Rampelli fa sue le preoccupazioni seguite all’ordinanza del presidente Di Majo che vieta di fatto lo scarico dei container di frutta direttamente alla banchina 24, quella agroalimentare, imponendo la movimentazione alla 25, quella container, gestita da Rtc. “L’applicazione dell’ordinanza – si legge nel testo dell’interrogazione – avrebbe effetti devastanti sul porto di Civitavecchia, distruggendone l’economia e colpendo duramente le imprese che, fino ad oggi, hanno investito e garantito occupazione (le vertenze Royal Bus, Port Mobility e Cfft costituiscono la prova più lampante, unitamente alla gestione del contenzioso con Total Erg, relativamente alle tariffe per lo scarico e movimentazione di idrocarburi nel porto di Civitavecchia, che espone l’Adsp di Civitavecchia al rischio di dissesto finanziario). In tal modo si arrecherebbe un grave danno ad una attività condotta fino ad oggi con grande professionalità e con investimenti milionari, a solo beneficio della Rtc, società concessionaria della banchina 25, che fino ad oggi ha disatteso gli impegni alla base della concessione ottenuta”. E Rampelli ricorda i numeri di Cfft, che nel 2017 ha movimentato oltre 200mila tonnellate di frutta, operando “negli interessi del porto di Civitavecchia, affinché abbia pieno sviluppo e per favorire, con le proprie attività – ha aggiunto – sia l’occupazione locale, che l’intero indotto dell’economia portuale da essa attivato. Ad oggi, Cfft è la realtà aziendale con maggior sviluppo occupazionale del porto, attirando il maggior numero di traffici commerciali ed investendo negli anni il maggior numero di capitali sul territorio, risultando essere – conclude l’interrogazione – una primaria risorsa economica per la collettività”. E mentre sul tema portuale si attende anche la risposta dello stesso ministro Toninelli all’interrogazione presentata lo scorso aprile dal senatore di Forza Italia Gaetano Quagliariello, che aveva preso spunto dal contenzioso milionario tra Molo Vespucci e Total Erg, criticando aspramente l’operato del presidente Di Majo, per quanto riguarda la vertenza Cfft si continua a lavorare a Molo Vespucci.

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Ladispoli, scende dallo scuolabus e si ritrova in una classe diversa dalla sua

LADISPOLI – Un primo giorno di scuola turbolento per un bambino della Corrado Melone. Scende dallo scuolabus e si ritrova in una classe che non è la sua. A raccontare la disavventura del bambino è stata la madre che ha prontamente denunciato l'accaduto alla dirigenza scolastica e all'amministrazione comunale. Alcune aule della scuola primaria della Melone sono state trasferite, per esigenze, al plesso Odescalchi. Ed è da qui che sarebbe nato il problema. Chi avrebbe accompagnato i bambini lasciati a piazzale Ancheschi del plesso Fumaroli fino al plesso Odescalchi. A quanto pare il dirigente scolastico, venuto a conoscenza della situazione, avrebbe fatto richiesta all'amministrazione comunale di istituire una nuova fermata scuolabus nei pressi di Piazza Falcone, o quantomeno di attivare qualche volontario che avrebbe prelevato i bambini alla fermata e li avrebbe accompagnati in classe. Il tutto in attesa di conoscere il personale ATA in capo all'istituto così da "smistare" i compiti. "Il comune – racconta il genitore – non ha accolto nessuna di queste richieste". E così iscritto il figlio al servizio scuolabus, comunicati gli orari della fermata, ma ignari che il servizio per i ragazzi trasferiti al plesso Odescalchi sarebbe partito con qualche giorno di ritardo, l'ignaro genitore ha accompagnato il figlio al pullmino e salutandolo lo ha visto partire direzione scuola. Ma qualcosa nell'animo la turbava. E così seguito lo scuolabus ha notato qualcosa di insolito. Giunti alla fermata di piazzale Ancheschi del plesso Fumaroli il bambino scende con l'assistente scuolabus, per poi risalire sull'autobus giallo dopo la segnalazione del personale Ata. Il bambino dunque viene portato fino alla fermata di via Torino. Ed è qui che nasce il problema. Il genitore "pedinatore" perde le tracce del figlio a causa della calca di alunni e docenti che si stavano avviando all'interno dell'istituto. Non riuscendo più a individuare il bambino tra la folla, trascorso inoltre diverso tempo, si avvia verso la sua classe e qui l'amara scoperta: suo figlio non c'è. Nessuno lo aveva visto: dagli agenti di Polizia municipale fuori dal plesso che allertati hanno subito chiamato il comando per verificare se fosse stato portato un bambino in stazione, fino all'autista della linea scuolabus del bambino che ha ribadito come tutti fossero scesi in via Torino. Solo una volta giunta alla segreteria della Corrado Melone è arrivato il sospetto che il bambino fosse sì entrato a scuola, ma in una classe diversa dalla sua. Ed infatti era proprio così. Il figlio era sì nella classe indicata anche sui suoi quaderni di scuola, ma della Ladispoli 1. "Ho recuperato mio figlio che era naturalmente confuso e non capiva perché si era ritrovato improvvisamente in un'altra classe, con altri compagni e altri insegnanti, che a quanto pare (e qui la vicenda tocca l'apice dell'assurdo) non si sono chiesti chi fosse questo nuovo bambino". Della vicenda sono stati informati sia il dirigente scolastico della Melone che "con una circolare ha comunicato l'incarico del personale interno per accogliere i bambini da piazzale Anceschi"; e agli uffici competenti del Comune dove è stata ammessa "la gravità dell'accaduto". Della vicenda si è anche interessata l'assessora alla Pubblica istruzione Lucia Cordeschi che ha assicurato ai genitori del bambino il suo impegno personale per richiamare formalmente il personale incaricato. Per fortuna, tutto bene quel che finisce bene. 

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Scuola Tarquinia, fari accesi su mensa e uscita 

TARQUINIA – La ristrutturazione della scuola elementare per l’adeguamento antisismico genera cambiamenti nelle abitudini di alunni, insegnanti e genitori che in questi giorni sono alle prese con alcuni inevitabili disagi. Sul fronte mensa, oggi alle 16, 30 è previsto un incontro tra amministrazione comunale, genitori e dirigente scolastico per illustrare tutte le novità che coinvolgono gli oltre 200 bambini della primaria che dal primo ottobre usufruiranno del servizio mensa. 
Secondo quanto predisposto dall’amministrazione comunale, i bambini dovranno recarsi presso l’istituto delle suore Passioniste dove sarà servito il pranzo preparato direttamente in loco dalla Multiservizi che ha in gestione il servizio. Sul fronte dell’uscita da scuola, la questione è più delicata. Il cantiere in essere ha infatti ridotto notevolmente gli spazi che solitamente vengono utilizzati al momento dell’uscita degli alunni, impedendo così anche ai pulmini dello scuolabus  di recarsi all’interno dell’area per far salire i bambini. In questi giorni non è mancato il caos, che via via migliora di giorno in giorno, con la messa a punto del sistema  che prevede l’uscita scaglionata per classi, lungo appositi corridoi transennati. Ma non solo, l’obiettivo dell’amministrazione comunale in accordo con la dirigenza scolastica è quello di riuscire nei prossimi giorni a creare maggiore spazio per consentire l’ingresso ad almeno tre pulmini. Di questo oggi probabilmente si farà accenno nel corso dell’incontro che  tuttavia è stato convocato per la sola questione mensa. 

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Aumento di capitale con criptovalute: i criteri da rispettare

In considerazione della funzione storica primaria del capitale sociale in chiave di garanzia nei confronti dei creditori, è necessario che…

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«Convocazione di un tavolo tecnico urgente»

CERVETERI – «A seguito della frana che ha causato la chiusura della Settevene Palo Nuova, dopo aver approfondito lo stato complessivo della situazione, abbiamo deciso di richiedere alla Regione Lazio e alla Città metropolitana di Roma Capitale la convocazione di un tavolo tecnico urgente al fine di ripristinare le condizioni di sicurezza che portino alla riapertura di questo importante asse viario del nostro territorio e, nel frattempo, offrire una mobilità alternativa sicura e affidabile». Lo dichiara il sindaco Pascucci che prosegue: «Abbiamo fatto presente a tutte le Istituzioni coinvolte che La Settevene Palo Nuova è un asse viario di primaria e fondamentale importanza che collega tutti i Comuni dell’area del Lago di Bracciano con i Comuni della costa quali Cerveteri e Ladispoli, e si tratta dell’unica strada che collega Cerveteri a Bracciano, sede tra l’altro, dell’ospedale Padre Pio, punto di riferimento sanitario del comune di Cerveteri e di istituti scolastici superiori frequentati da molti studenti della nostra città. La chiusura della strada determina pertanto gravi disagi anche ai mezzi che dovessero recarsi al pronto soccorso dell’ospedale Padre Pio».
«Dopo che la Città Metropolitana, Dipartimento VII Viabilità e infrastrutture viarie, con ordinanza n.31 del 7 settembre u.s., ha disposto la chiusura temporanea al traffico della Settevene Palo – spiega il vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici Giuseppe Zito – sono stati subito attivati percorsi di mobilità alternativa da Bracciano in direzione di Cerveteri sulla via Doganale e in senso opposto su via di San Paolo. Per tali motivi le vie oggetto di mobilità alternativa, via Doganale, via di Ceri e via di San Paolo, già fortemente compromesse dal punto di vista della sicurezza, saranno oggetto nei prossimi mesi di un notevole incremento del volume del traffico veicolare di auto e mezzi pesanti che potrebbe causare ulteriori danneggiamenti e un peggioramento delle condizioni del manto stradale».
«Il distaccamento del costone e la relativa frana non rappresentano l’unica problematica – prosegue  Pascucci – poiché la strada è franata nel 2014 e da allora si viaggia a senso unico alternato tra i chilometri 12 e 13 tanto che, grazie a un importante lavoro fatto in sede di approvazione del bilancio della Città metropolitana, è stata già stanziata al riguardo di tale opera, nel bilancio annualità 2018 della Città Metropolitana, una somma pari a 30mila euro per la progettazione e pari ad 1.100.000 euro nel bilancio annualità 2019, per il rifacimento della strada e la sistemazione dei movimenti franosi».
«A tale riguardo, considerati gli interventi già programmati, il reale pericolo per la sicurezza stradale e i gravosi disagi procurati da tale problematica la cui soluzione non è procrastinabile – conclude il primo cittadino – riteniamo sia giunto il momento di mettere in campo un piano strategico serio. Proprio in quest’ottica oggi abbiamo chiesto ufficialmente alla Regione Lazio e alla Città metropolitana di Roma Capitale la convocazione urgente di un Tavolo tecnico, che coinvolga tutte le istituzioni competenti, come il Ministero delle Infrastrutture, la Prefettura di Roma, con il coinvolgimento anche dei comuni limitrofi, al fine di ripristinare al più presto la via Settevene Palo Nuova garantendone complessivamente le condizioni di sicurezza e allo stesso tempo, offrire una mobilità alternativa sicura e affidabile. Non è accettabile che una delle principali arterie di collegamento della nostra città con aree sedi di servizi fondamentali come scuole e ospedali versi in queste condizioni e che la nostra città sia di fatto tagliata fuori da un accesso agevole e diretto a tali servizi».

 

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Don Milani: scuola parzialmente utilizzabile

CIVITAVECCHIA – L’Amministrazione comunale comunica che domani la scuola Don Milani sarà utilizzabile parzialmente, a causa di un ritardo appena comunicato da parte della ditta esecutrice dei lavori: 5 classi della scuola secondaria di primo grado (media) inizieranno l’anno scolastico presso la sede di Largo D’Onofrio mentre tutte le classi della scuola primaria e le rimanenti tre classi della scuola media saranno già al plesso Don Milani.
La consegna definitiva dell’intero edificio avverrà venerdì prossimo, in tempo utile per effettuare il trasloco dei banchi ed iniziare tutti l’anno scolastico da lunedì 17 settembre presso il plesso Don Milani ristrutturato.

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Vaccini, alla Melone serve il certificato della Asl

LADISPOLI – Alla Corrado Melone per poter iscrivere e portare il proprio bambino alla scuola dell'infanzia serve il certificato della Asl inerente le vaccinazioni. Niente, dunque, autocertificazione come invece, il Governo avrebbe invece deciso di far passare per valido almeno fino al marzo 2019 con un emendamento apposto al decreto Milleproroghe dopo il primo emendamento che, cancellando proprio un comma del decreto stesso, rendeva nuovamente obbligatorie le vaccinazioni per l'accesso a scuola. «Noi – ha spiegato il dirigente scolastico Riccardo Agresti – applicheremo la legge Lorenzin, l'unica valida. Il resto – ha proseguito – sono solo delle circolari». Per questo motivo, dunque, sarà necessario il certificato della Asl. «Parliamo ovviamente – ha spiegato il dirigente scolastico – della scuola dell'Infanzia, che oltretutto non è una scuola dell'obbligo e quindi non si và a violare alcun diritto». Per la scuola primaria e secondaria, invece, sarà «il Governo a verificare successivamente – ha proseguito ancora il preside della Melone – la regolarità delle vaccinazioni». E la situazione “vaccini” alla Melone sembra essere regolare. «Abbiamo chiesto alla Asl le certificazioni – ha detto Agresti – La Regione Lazio, infatti, ha una anagrafe vaccinale che consente alla Asl di fornirle agli istituti scolastici in tempi rapidi». Qualche ritardo invece «per i bambini di “passaggio” e che ciò essendosi trasferiti da altra Regione non figurano all'interno dell'anagrafe».

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''Caso Corrado Melone'', Agresti replica all'assessore Cordeschi

LADISPOLI – Non si arresta la "polemica" nata attorno alla vicenda "aule" alla Corrado Melone. Il dirigente scolastico Riccardo Agresti replica punto per punto alle "accuse" mosse dall'assessore alla Pubblica Istruzione Lucia Cordeschi a cominciare proprio dal numero di iscrizioni all'interno dell'istituto scolastico, lasciando intuire che l'intera vicenda potrebbe avere anche degli strascichi giudiziari. Di seguito la lettera integrale resa pubblica dal dirigente scolastico.

Carissima assessora Cordeschi,
non comprendo cosa abbia potuto infastidirLa tanto da spingerLa ad emanare un comunicato ufficiale del Comune per lanciare l’allarme pericolo per la Scuola di Ladispoli individuandolo nella mia persona; lo verrà a spiegare meglio in tribunale.
Lei, assessora, forse non sa che il Dirigente Scolastico (non “direttore”, termine legato ad una vecchia normativa sorpassata dal 1999) non ha poteri se non esecutivi, cioè chi determina la linea “politica” della Scuola è il Consiglio di Istituto (9 genitori, 9 docenti, 2 ata eletti democraticamente) il quale, approvandone il regolamento, obbliga il Dirigente a rispettarlo e a farlo rispettare. Alla “Melone”, ad esempio, se un ragazzo commette un atto contrario alla corretta convivenza civile (e cosa si intenda per “corretta” convivenza è indicato chiaramente nel regolamento) sa che avrà conseguenze dettate in base ad un puntuale regolamento in vigore e a nulla valgono le pressioni sul Dirigente da parte, ad esempio, di assessori per cercare di farla fare franca ai figli dei suoi amici, perché alla “Melone” i ragazzi hanno tutti pari diritti e doveri.
Lei, assessora, forse non sa che non esiste alcun “numero legale” di studenti per ciascuna Scuola. Infatti le circolari ministeriali indicano le modalità per limitare il numero di iscritti in caso di necessità, cioè chiede di inserire nel regolamento i criteri di accettazione delle iscrizioni. Criteri che il Consiglio di Istituto della “Melone” non ha voluto volontariamente indicare perché ritiene che i genitori debbano essere liberi di poter scegliere a quali Scuole iscrivere i propri figli. In base all’ incremento continuo di iscrizioni, sono anni che la “Melone” chiede al Comune di dimensionare gli Istituti scolastici spostando la gestione del plesso “Livatino” dalla “Ladispoli 1” che da anni è invece in netto calo di iscrizioni. Infatti è compito del Comune e dei suoi assessori reperire le aule che sono un bene comune e non proprietà delle singole Scuole. Quindi il Comune ha il dovere di metterle a disposizione dei ragazzi che ne hanno necessità e non delle velleità degli Istituti.
Lei, assessora, forse non sa che proprio il plesso “Livatino”, al momento con aule occupate dai bambini del plesso di via Rapallo della “Ladispoli 3”, una volta terminati i lavori per la messa in sicurezza di quel plesso, si ritroverà con ben 10 aule vuote (comprese quelle prima occupate dalle maestre “storiche” della “Melone” che per anni vi hanno insegnato, ma da quest’anno non potranno più farlo), mentre alla “Melone” i ragazzi, per quest’anno, dovranno rinunciare ai laboratori.
Lei, assessora, forse non sa che a causa di promesse irrealizzabili da parte della “Ladispoli 1” (classi a tempo pieno non autorizzate dal Ministero per le quali il Comune ha speso denari pubblici per realizzare una mensa che non sarà utilizzata), una decina di studenti della secondaria si sono riversati in estate alla “Melone” che ora ha classi al massimo della capienza di sicurezza (24 alunni per classe).
Lei, assessora, forse non sa (se ne chieda il motivo) che tutte le insegnanti delle quinte primaria della “Ladispoli 1” si sono trasferite altrove e quando i genitori sapranno che le maestre, loro promesse a suo tempo, non ci sono più, una gran parte di loro chiederà trasferimento alla “Melone” portando al limite massimo di sicurezza anche la primaria.
Lei, assessora, forse non sa che forse ci sono problemi più seri che realizzare una ulteriore mensa alla “Fumaroli” (ma ringraziamo comunque il Comune per i lavori realizzati senza descriverceli, non richiesti e non strettamente necessari) in quanto, per concedere l’uso del polifunzionale ad esterni, sarebbe stato sufficiente rispettare le prescrizioni della ASL: “sanificare la sala dopo ogni utilizzo da parte di esterni”.
Lei, assessora, forse non sa che proprio grazie all’aiuto del Sindaco Grando, siamo riusciti in extremis (cioè i lavori si stanno svolgendo in questi giorni ed effettuati solo grazie all’intervento del Sindaco, e non terminati durante l’estate come da Lei riportato) a ricavare gli spazi necessari con lavori (questi realmente necessari) di miglioria e che resteranno comunque utili per i ragazzi anche in caso di un eventuale crollo delle iscrizioni negli anni futuri. Lavori di miglioria della cui necessità generale Lei era ben a conoscenza fin dallo scorso anno, e che non sarebbero mai stati messi in opera senza l’intervento risolutivo del Sindaco Grando. Sindaco che per un anno ha sopportato che il proprio figlio restasse in una classe “sgabuzzino”, mentre i ragazzi della “Ladispoli 1” occupavano in 15 o 16 aule della capienza da 27.
Lei, assessora, forse non sa che la responsabilità della sicurezza degli alunni è solo formalmente in capo al Dirigente Scolastico, ma questi, una volta segnalati al Comune i problemi osservati, non è più legalmente responsabile di malaugurati incidenti.
Lei, assessora, forse non sa che la “Melone” invia costantemente segnalazioni che, fortunatamente, anche con la precedente Amministrazione, vengono prontamente risolti dagli efficienti uffici tecnici comunali (cosa in realtà non vista in altre città dove i lavori da me richiesti 10 anni fa si attende ancora debbano essere effettuati).
Lei, assessora, forse non sa che il laboratorio di ceramica esiste alla “Melone” da anni e che il Comune ha solo fatto minimi adeguamenti all’impianto elettrico per predisporre il laboratorio ceramica all’utilizzo di strumenti acquistati con finanziamenti ministeriali. Se gli alunni della “Melone”, iscritti e frequentanti serenamente alla “Livatino”, fossero rimasti in quel plesso, il laboratorio all’avanguardia sarebbe già funzionante, ora dovremo attendere un anno sperando che il Comune prenda atto che il plesso “Livatino” avrà aule vuote e lo assegni, come richiesto da anni, alla “Melone”. Non si tratta di avere accettato domande di iscrizione in più (peraltro i genitori devono avere il diritto di scegliere in quale Scuola iscrivere i propri figli in base all’offerta formativa), ma di avere viste negate le aule che ormai da 6 anni erano frequentate da alunni della “Melone”.
Lei, assessora, forse non sa che se la sicurezza degli edifici è in capo a Lei ed al Sindaco, la sicurezza degli alunni alla “Melone” è garantita proprio da un regolamento che viene applicato per tutti, senza distinzioni né favori, e proprio questo tranquillizza i ragazzi che si sentono protetti da bulli adulti o piccini.
Lei, assessora, forse nemmeno sa cosa io abbia scritto nel mio comunicato dove ringraziavo il Sindaco Grando e spiegavo che grazie a lui erano stato scongiurati i doppi turni decisi fin dal mese di giugno dal Consiglio di Istituto e mai da me comunicato ai genitori proprio per evitare allarmismi (eventualmente utilizzabili per bassi fini politici) o di frastornare i genitori (che in realtà sono informati puntualmente degli avvenimenti reali e quindi non vengono frastornati da nessuno) e far vivere una estate serena a tutti nella convinzione (corretta) che la Amministrazione Comunale, di cui fa parte anche Lei, avrebbe certamente risolto il problema. Soluzione in effetti giunta grazie all’intervento estivo del Sindaco.
Lei, assessora, forse non sa che, poiché io sono uno statale (e mi ritengo un servo dello Stato), il mio stipendio non aumenta né diminuisce se la Scuola che sono chiamato a dirigere cresca o deperisca; che alla mia età non ho alcuna necessità di farmi pubblicità (per cosa poi?); né che il mio “egocentrismo” goda nel vedermi attaccare villanamente da un assessore preparato come Lei.
Lei, assessora, forse non sa che è da quando lavoro che assessori di destra, sinistra e di centro a turno mi attaccano (chi più villanamente chi meno) e sempre perché non mi sono mai piegato a fare favori ai potenti di turno perché ho applicato la Legge negando all’assessore di turno di avere voti grazie ai favori che avrei loro concessi, negandoli però ad altri genitori che non hanno amicizie in Comune.
Lei, assessora, forse non sa che io non faccio “politica”, come fa Lei, ma volontariamente faccio “Politica” nel senso gramsciano del termine: ho i miei ideali e li applico senza ipocrisie nella mia vita quotidiana, senza badare a chi faccio torto. Per questo sono stato definito di volta in volta fascista, comunista o servo del Papa (persona che, peraltro, stimo infinitamente, senza comunque esserne servo). Questo mi attira le ire di chi crede che l’Italia possa essere gestita in maniera anarchica nel senso deteriore del termine: “gli altri rispettino la Legge, io faccio ciò che mi pare” e quindi risultano contrariati se il proprio figlio viene “bocciato” o “sospeso” perché rispettivamente non abbia studiato o abbia mancato di rispetto a qualcuno. Ma fortunatamente si tratta di pochissime persone ignoranti che alzano la voce e minacciano solo da dietro la tastiera di un computer.
Lei, assessora, forse non sa che se la “Melone” è gradita da un gran numero di genitori è perché in questa Scuola si insegna ad usare il proprio cervello, a ragionare guardando le fonti, a comprendere che la conoscenza rende liberi da qualsiasi tipo di schiavitù e lo fa con una miriade di attività che rendono piacevole lo studio ed appassionano i ragazzi alla cultura ed alla conoscenza, stimolando la loro naturale curiosità.
Lei, assessora, forse non sa troppe cose, ma, anche se credo che un assessore che si rispetti debba conoscere a fondo l’argomento di cui è stato investito dal proprio Sindaco, posso concederLe l’attenuante che non sia né un docente né un dirigente; tuttavia, in merito alle offese personali, dopo avere accettato le scuse non richieste e non necessarie da parte di quel galantuomo che è il Sindaco Grando, credo che le Sue scuse pubbliche siano necessarie o le avrò in tribunale.
Buon proseguimento di carriera politica.
Riccardo Agresti

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Successo per ''La Ferrata''

ALLUMIERE – Nonostante i maltempo la mostra-concorso ''La Ferrata'', curata dall’artista locale Maria Rita Parigiani in collaborazione con la Proloco e il Comune, è stata molto partecipata. A giudicare le bellissime ed originali opere artistiche sono stati i giudici: De Fazi (pittore e docente di Arte) e Stefania Bolzicco. Per quanto riguarda la categoria ''Ragazzi medie'' vittoria di Martina Fabbi con ''Il Palio''; per la categoria ''Scuola Primaria'' primo posto per Matteo Di Silvestro con ''I mulini''; per la sezikne ''Scultura'' vittoria di Vincenza Lucidi con ''Il pappagallo''. Il premio ''Giuria Popolare'' è andato ad Annella Copponi con ''Introspezione''. Per la sezikne ''Occhio del critico'' prima classificata Mirella Piergentili con ''Al semaforo''; seconda classificata Laura Monaldi con ''Girl in Amber''; terza Sara Capolonghi con “Freschezza”. La premiazione si doveva svolgere lunedì ma per il maltempo è stata effettuata martedì pomeriggio alla presenza dell'organizzatrice e artista Maria Rita Parigiani, del sindaco Antonio Pasquini, dell'assessore alla Cultura e Pari Opportunità Brunella Franceschini e dalla presidente della Pro Loco Allumiere Tiziana Franceschini. 

 

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