Mamma Marina a ‘‘La vita in diretta Estate’’: «Nessuna condanna mi ridarà mio figlio»

di GIULIANA OLZAI

CERVETERI – «Una sentenza vergognosa. Non ho più parole. Nessuna condanna mi farà tornare indietro mio figlio ma ciò che sta logorando giorno dopo giorno me e tutta la mia famiglia è non conoscere la verità. Mi aspettavo una sentenza esemplare. Ci deve essere un messaggio importante in questa società da dare ai giovani». Questo è il commento di mamma Marina, ospite, dopo il deposito delle motivazioni della sentenza di primo grado, insieme all’avvocato Celestino Gnazi alla trasmissione ‘La vita in diretta Estate’ di lunedì scorso. 
Mamma Marina ripercorre quei momenti drammatici di quella terribile notte quando con una telefonata è stata avvertita dalla moglie di Antonio Ciontoli, Maria Pezzillo, «che Marco era caduto dalle scale» per poi scoprire solo al Pit la sconvolgente realtà. Cerca di trovare una spiegazione su quanto è accaduto quella notte: «Negli ultimi tempi mio figlio era stanco di questa famiglia perché lo opprimevano parecchio e tra l’altro non sono neanche convinta che abbia sparato il capofamiglia. Noi conosciamo solo il dopo, non il prima. Sappiamo solo che Marco era seduto e qualcuno gli ha sparato». 
Ed è a questo punto che Marina esterna una sua sensazione, una sua ipotesi: «Secondo me, c’è stata una discussione quella sera. Erano persone (i Ciontoli) che volevano sempre comandare, nel senso che lo volevano manovrare questo mio figlio. Lui, però, aveva la sua personalità e si era stancato anche se innamorato di Martina”. Marina conclude il suo intervento dicendo: “Sono stanca di stare zitta, di mandare giù tutto. A me hanno ammazzato un figlio. Sono tre anni che aspetto giustizia ma con questa sentenza hanno dato un altro schiaffo a me e alla mia famiglia. La giustizia deve prendere dei provvedimenti». 
Ospite della trasmissione anche il generale Luciano Garofano consulente della famiglia Vannini che punta il dito sull’articolata attività di depistaggio messa in atto dai Ciontoli dopo lo sparo:  «Il loro unico interesse era quello di depistare e far finta che le cose potessero andare in una direzione completamente diversa rispetto alla tragedia che poi è accaduta a Marco e fino all’ultimo hanno agito in quella direzione. Ed è pazzesco tutto questo, sapendo soprattutto che quello sparo non è partito per caso. E’ impossibile. Quello sparo  è partito perché il signor Ciontoli ha deciso deliberatamente di armare quella pistola e sparare. Quindi anche questo aspetto della sentenza ci coglie veramente molto molto tristi e davvero preoccupati». 
Tra gli ospiti l’avvocato Daniele Bocciolini: «La sentenza è sicuramente da alcuni punti di vista opinabile con riferimento alla ricostruzione. Cioè il padre di famiglia che esce, si sente un colpo di pistola, e lui dice che è partito un colpo per aria e dice al telefono che il ragazzo è stato ferito da un pettine a punta. Una ricostruzione assolutamente inverosimile anche per chi era secondo me a casa quel giorno. E’ impossibile parlare di colpa perché non c’è imprudenza, negligenza dal punto di vista della condotta, chi era  casa, a mio parere, sapeva o quantomeno poteva rendersi conto della situazione reale che si stava vivendo».
Il giornalista Andrea Biavardi: «Una vicenda così sconcertante non l’ho mai incontrata per una serie di motivi. Primo, perché questo ragazzo è a casa di persone che dovrebbero proteggerlo, a casa addirittura della famiglia di quella che potrebbe diventare sua moglie. Secondo, i magistrati che hanno emesso questa contestatissima sentenza di primo grado scrivono testuali parole: ‘’Antonio Ciontoli dopo aver sparato ha pensato a tutelare i propri interessi e non ha pensato alla salvezza del ferito’’. Credo che queste parole mettano fine a qualunque tipo di shock – qualora si sia voluto ipotizzare- Per tutelare i propri interessi ha fatto morire un ragazzo. Di fronte a questa cosa le chiacchere stanno in poco posto. A rendere ancora più sconcertante questa vicenda è, che dopo che è partito un colpo di arma da fuoco, non si chiamano i soccorsi. Quando vedo Marina, come adesso, non ho parole, perché prima di tutto ragiono da padre. Non ho parole di fronte a questa vicenda. Non sono stati attivati i soccorsi. Ma quale shock: si è pensato a tutelare i propri interessi. Non aggiungo altro». 

 

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Punta di Palo, Grando: ''Dai 5 Stelle solo disinformazione''

LADISPOLI – “Sulla vicenda legata ai piani urbanistici nella cosiddetta zona di Punta di Palo il Movimento 5 stelle continua a disinformare i cittadini ed a descrivere scenari che non corrispondono alla realtà dei fatti”. Così il sindaco Alessandro Grando replica ai grillini su Punta di Palo. 

“Occorre ricordare – prosegue Grando – che al nostro arrivo alla guida del Comune di Ladispoli la situazione in quell'area era già completamente definita, con un piano di lottizzazione approvato nel 2002. Successivamente modificato attraverso la legge regionale sul “piano casa”, e un programma integrato solamente adottato. L'iter di approvazione del piano casa, che prevede 30.000 metri cubi di residenziale, è stato completato ed i permessi di costruire rilasciati prima delle ultime elezioni comunali. Il programma integrato, invece, di 120.000 metri cubi residenziali e commerciali, era rimasto inattuato. Le due procedure non sono dunque collegate tra loro, al contrario di quello che è stato scritto dagli esponenti del Movimento 5 stelle, e l'aver interrotto l'iter del programma integrato non ha nessun effetto sulla procedura del piano casa. Ricordiamo, inoltre, che l'Ufficio tecnico ha recentemente emesso un'ordinanza di sospensione dei lavori al fine di accertare se l'intero iter del piano casa fosse legittimo. È quindi l'Ufficio tecnico, non certo il sindaco e tantomeno il Movimento 5 stelle, l'unico deputato a stabilire se il progetto possa continuare o meno. Questo i rappresentanti del Movimento 5 stelle lo sanno bene, ma preferiscono continuare a condurre un'attività politica fatta di cattiva informazione, titoli ad effetto e slogan senza sostanza. Gli unici atti che fino ad ora hanno prodotto risultati concreti sono stati quelli dell'amministrazione comunale, attraverso i quali sono stati annullati ben sette programmi integrati ereditati dalla precedente Giunta”.

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Saluto romano e polo fieristico:  scontro in consiglio comunale

TARQUINIA – Polo fieristico al centro chimico e saluto fascista. Due, dei tanti argomenti discussi martedì pomeriggio in consiglio comunale, suscitano la reazione del Partito democratico che non perde occasione per attaccare l’amministrazione Mencarini. «Nella seduta del consiglio comunale di martedì la maggioranza ha consegnato ai posteri due perle ineguagliabili. – tuonano dal Pd – Prima perla: ha presentato una delibera di acquisizione dell’ex centro chimico che nelle pie intenzioni, già ufficialmente manifestate, dovrebbe diventare un polo fieristico, e, a fronte di un elementare quesito posto dalle opposizioni: “ma l’avete fatto un sopralluogo  per verificare in che condizioni è, se c’è amianto, se i parametri minimi di agibilità sono ripristinabili o meno?”» «Di fronte a questa elementare domanda, dunque, – affermano dalla segreteria democrat – la maggioranza si è spaccata come un melone. Una parte ha votato per ritirare la delibera e un’altra parte si è astenuta sul ritiro della delibera. Voti a favore della delibera, zero».  «Dopo questa riedizione in salsa locale di ‘’Dilettanti allo sbaraglio’’, – commentano ancora dal Pd – arriva la seconda perla: il primo cittadino di Tarquinia, chiamato dalle opposizioni a pronunciarsi in modo definitivo ed esauriente sulla questione del ‘’saluto fascista’’ perpetrato nell’ufficio del vicesindaco, ormai ovviamente ex, Manuel Catini, ha rilasciato una dichiarazione solenne che resterà negli annali della storia politica di questo Comune come esempio di evanescenza e qualunquismo pilatesco». Il sindaco Mencarini ha detto: «Sulla vicenda sono in corso delle indagini; trovo inopportuno aprire una discussione per la quale i diretti responsabili sono già stati o dovranno essere ascoltati dall’autorità. C’è il rischio di lanciarsi in valutazioni personali e prove di riscontri, oltre che di interferire con le indagini in atto».  «Un’affermazione irreprensibile,- tuonano dalla segreteria del Pd – se a farla fosse stato un vicequestore, ma per avventura, Pietro Mencarini è un sindaco ed il consiglio comunale è un organo politico amministrativo, dal quale ci si aspettano dinanzi a questioni di rilevanza politica, oltre che giuridica, delle valutazioni politiche, cioè: la formulazione di un giudizio su una questione politica che non ha mancato di suscitare reazioni nell’opinione pubblica e sulla quale il pronunciamento del rappresentante di tutti i cittadini è, a dir poco, doveroso. Il giudizio lo lasciamo ai cittadini, A noi, questi signori, hanno chiesto proposte e non polemiche». «Bene, – aggiunge il segretario del Pd Armando Palmini – ecco qua altre due proposte. Prima di presentare una delibera su una qualsiasi iniziativa, salvo poi essere costretti a ritirarla in fretta e furia dopo averla, oltre tutto, già sbandierata sui giornali e sui siti, magari approfondite un tantino la materia. Seconda proposta. Quando la cittadinanza vi chiede una valutazione politica su un fatto politico, fatela, un po’ di politica, pronunciatevi. E se proprio non vi viene, domandatevi se a chiudere in modo definitivo questa sgradevole vicenda, non sarebbero bastate due semplici parole: “Scusate tanto”».

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Passaggio di consegne in maggioranza

CIVITAVECCHIA – Il Movimento Cinque Stelle perde un altro pezzo. Rolando La Rosa si è dimesso dal suo incarico di consigliere comunale. Le dinamiche che hanno portato alla scelta del consigliere di lasciare l’aula Pucci sono ormai note. Da tempo ormai il consigliere era in dissenso con il sindaco su diversi temi. Difficilmente riusciva inoltre a limitare il suo dissenso. La sua contrarietà al progetto dell’outlet a Fiumaretta, i suoi dubbi sul forno crematorio, sul project financing Engie e per ultimo il suo voto di astensione sul rendiconto sono stati visti dal sindaco, dalla giunta e soprattutto dal capogruppo Fortunato, come fumo negli occhi. 
I duri attacchi subiti soprattutto lunedì da parte di molti esponenti della maggioranza, più una condizione di salute non ottimale, hanno spinto il consigliere a gettare la spugna. I rituali sono quelli simili agli esoneri degli allenatori. Con i tecnici che si limitano alle parole di circostanza ed i presidenti (in questo caso rappresentati dal Sindaco) che ringraziano e voltano pagina.
«Ringrazio Rolando per quanto fatto in questi anni in maniera completamente disinteressata per il bene della collettività. Rolando è da sempre persona che ha a cuore i problemi dei più deboli ed in questo senso si è speso al massimo in questi 4 anni di consiliatura». Al posto di La Rosa entrerà tra i banchi della maggioranza Andrea Bertolini, fedelissimo del sindaco e super attivista Cinque Stelle che alle ultime parlamentarie tentò la strada del Senato fermandosi però a 14 preferenze. Le 46 raccolte nel 2014 gli basteranno invece per entrare in surroga a La Rosa nel prossimo consiglio utile. 
Le dimissioni di un membro della maggioranza stanno per diventare una sorta di consuetudine tra i pentastellati. All’inizio fu il consigliere Carlini a gettare la spugna, poi accompagnato dalla consigliera Raffaella Bagnano. Anche il presidente del consiglio Riccetti arrivò alle dimissioni dal suo incarico di presidente passando all’opposizione. Lo stesso dicasi del consigliere Girolami, approdato all’opposizione dopo pochi secondi dalla sua elezione. Le condizioni di salute della consigliera Lau (che nel 2015 si dimise dalla sua delega al mercato) portarono in consiglio, dopo la sua rinuncia, all’allora presidente della cooperativa Incitur Salvatore Cardinale per poi arrivare alle dimissioni di Rolando La Rosa. 
In giunta invece ad arrendersi furono da prima l’assessore Pantanelli, avvolto dalle critiche di parte della maggioranza ma difeso dal sindaco fino all’ultimo (ancora ricopre il ruolo di consigliere di fiducia) e dell’assessore Savignani (che ritenne concluso il suo lavoro alle partecipate, anche se l’ultimo dei concordati è stato presentato la scorsa settimana). 
Capitolo a parte poi per Fabrizia Trapanesi che dopo essere passata per la ribelle del consiglio, poi per la dimissionaria, sembra aver tirato i remi in barca in attesa di arrivare a fine legislatura. Insomma di stelle cadenti ce ne sono state molte e questo crea anche un problema di rappresentatività all’interno del consiglio. Sommando i consiglieri passati all’opposizione o usciti dall’aula si arriva infatti ad oltre 700 voti persi rispetto a quel 15% preso quattro anni fa. 
Un’emorragia dovuta principalmente ad una linea quasi autonoma del sindaco e della sua giunta. La stessa che ha portato La Rosa a gettare la spugna. Nota curiosa. Alla lista di 24 consiglieri presentata nel 2014 tra passaggi in giunta e dimissioni, mancano ormai solo due possibili consiglieri, dopodiché i posti in consiglio inizieranno a passare alla minoranza. A 11 mesi dalle elezioni potrebbero bastare.

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Presunto conflitto d’interesse: è scontro politico

S. MARINELLA – Si sta rivelando la più dura campagna elettorale della storia del Comune di Santa Marinella. I colpi bassi che giungono da ambo le sponde del Tirreno non risparmiano nessuno. Dopo i manifestini contro Tidei e Bacheca, oggi è Ricci ad essere preso di mira. A chiamare in causa il candidato sindaco del centro destra è la consigliera della lista Tidei Sindaco Patrizia Befani, che attacca Ricci per essere iscritto sul bord della Fondazione Cariciv, organo con funzioni di controllo ed indirizzo delle attività della Fondazione stessa. 
«A prescindere da importanti profili di incompatibilità tra la funzione di consigliere di amministrazione di una Fondazione bancaria territoriale e l’eventuale carica di Sindaco che andremo ad approfondire nelle opportune sedi – dice la Befani – è suggestivo l’approccio che il centrodestra vuol dare ai problemi di questa distrutta città. L’Ente, che sino a qualche tempo fa aveva una robusta dotazione finanziaria residuata dallo spinoff che ha separato il patrimonio della Fondazione stessa da quello della Cassa di Risparmio di Civitavecchia dalla quale ha avuto origine, aveva come scopo istituzionale quello di sollevare e aiutare le iniziative artigianali, di piccola imprenditoria del territorio ma soprattutto di sovvenzionare, senza ritorno alcuno, le iniziative culturali ed assistenziali di un territorio altrimenti arido e povero come il nostro. Questo consiglio di amministrazione, nel quale siede Ricci, ha avuto alcune idee geniali, tra le quali quella di andare ad investire il proprio intero patrimonio in Svizzera, dove ha subito un’ingente depauperamento, pare a seguito di una truffa. Senza necessità di andare tanto lontano però alcune operazioni imbevute di familismo quali la scuola di piazza Verdi, hanno lasciato il segno, generando perdite che hanno dissestato il patrimonio della Fondazione ma non hanno però intaccato le prebende di questi solerti ed avveduti amministratori, tra i quali lo stesso candidato sindaco di Santa Marinella, che percepisce sempre il medesimo compenso mentre le erogazioni della fondazione si sono ridotte al lumicino. Ecco che tipo di esperienza ha maturato Bruno Ricci, la coltivazione dei bilanci in perdita, esperienza che ora vuole trasferire anche nel Comune di Santa Marinella». 
«Premetto  che il sottoscritto non è nel board della Fondazione Cariciv – gli risponde Bruno Ricci – che è una istituzione molto amata dalla gente del nostro comprensorio. Oltre a fargli i complimenti per la compostezza del comunicato e la scarsa attinenza alla verità, consiglierei alla Befani di non attaccare indiscriminatamente  utilizzando argomenti  da cui possa emergere  la sua ignoranza, nel senso di mancanza di conoscenza della materia in cui si avventura. Attaccare la Fondazione, un ente che ha fatto del bene per decenni su tutto il territorio, dando moltissimo al sociale,  con il solo scopo  di infangare il sottoscritto  è  davvero un modo becero di fare politica e campagna elettorale. Per onor di cronaca ero membro dell’organo di indirizzo da cui mi sono dimesso, per la mia candidatura a sindaco. Valuterò formale  denuncia querela di fronte alle autorità competenti». 
«Mentre denunciavo alla stampa che il candidato sindaco del centrodestra Bruno Ricci doveva essere sospeso immediatamente dalla Cariciv – gli fa eco l’addetto stampa di Tidei – qualcuno ha provato a correre ai ripari. Solo ieri il nome di Ricci è scomparso dal sito della Fondazione. Per lo statuto della Fondazione, Ricci membro dell’organo di indirizzo, doveva dimettersi almeno un anno prima. Ma tutti hanno taciuto e così Cariciv ora si è lasciata strumentalizzare a fini elettorali. Sta di fatto che adesso compaiono misteriose dimissioni firmate un giorno prima della candidatura. Peccato che lo Statuto prevede che le dimissioni avvengano non un giorno, ma un anno prima e quindi queste dimissioni non cancellano il suo conflitto di interesse. Consiglio infine Ricci a togliere di mezzo i volantini in cui si presenta come membro dell’organismo di indirizzo della Cariciv sfoggiando 4mila contributi».

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Ambiente, Blasi (M5S): subito una moratoria su impianti geotermia

TARQUINIA – «Approvata in consiglio regionale una mozione che impegna la giunta ad adottare iniziative utili al fine di sospendere le procedure autorizzative di concessione di coltivazione delle risorse geotermiche e di progetti di realizzazione di centrali geotermiche a media ed alta entalpia fino alla redazione della carta idrogeotermica e del Piano energetico regionale». Così i consiglieri regionali del M5S del Lazio. «Il documento approvato oggi è un importante atto di indirizzo che pone al centro la tutela dell’ambiente e della salute e risponde alle preoccupazioni delle comunità di un intero territorio che tramite i Comuni e la Provincia sta chiedendo da tempo di intervenire con una moratoria. – spiega la consigliera regionale 5 stelle Silvia Blasi, prima firmataria della mozione – Già nella precedente legislatura c’è stata una moratoria scaduta però lo scorso febbraio; quindi attualmente le procedure autorizzative sono operative. È pertanto urgente che la mozione approvata sia trasformata al più presto in un atto di legge che mi impegno fin da ora a presentare. Ad oggi, in base ai dati del Ministero dello Sviluppo economico del 2016, in provincia di Viterbo insistono 9 istanze di permesso di ricerca, 5 permessi di ricerca e una concessione di coltivazione a Valentano». 
 

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Spiagge, Pd: "Cancellata l'estate 2018"

CIVITAVECCHIA – "Cancellata l'estate 2018". È l'amara considerazione degli esponenti del Pd Jenny Crisostomi, Marina Pergolesi, Andrea Riga, Enrico Leopardo e Stefano Ballotari, alla luce della notizia che, anche quest'anno, Pirgo, piazza Betlemme e Marina non avranno assistenza bagnanti né servizi di noleggio attrezzature. 

"I geniali amministratori pentastellati, dopo aver fatto un bando a larghi tratti proibitivo per la gestione delle spiagge – hanno sottolineato dal Pd – hanno deciso in autotutela di sciogliere il legame fatto con chi aveva partecipato perchè la Soprintendenza, la vera amministratrice della città, non avrebbe dato il consenso a montare gli stabilimenti. Sarebbe bastato parlarci prima ed insieme stabilire i termini con i quali si poteva costruire, ma non è la prima volta, basta ricordare altri esempi simili come i dehors, il mercato o il Fattori. Una vera mazzata per chi ha investito non pochi soldi fra progetti e polizze ed ora si vede rispondere da Cozzolino e co. con un “non vi vogliamo più”. Niente strutture per i civitavecchiesi e per i turisti che dovranno entrambi automunirsi di lettini ed ombrelloni se vorranno andare al mare al centro in alternativa a luoghi raggiungibili solamente con i mezzi pubblici (ma no il Marangone tratta cancellata) o privati. Ancora più grave niente pulizia (con quale coraggio chi andrebbe in una spiaggia sporca), niente assistenza in mare, il nulla più assoluto. Un'estate cancellata dai 5 Stelle – hanno concluso – speriamo che solamente che sia l'ultima e che dal prossimo anno si possa tornare ad andare al mare al centro città".

 

 

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Torna ''Il Volontariato promuove la vita'' al parco Uliveto

CIVITAVECCHIA – Torna ‘‘Il Volontariato promuove la vita’’. La sesta edizione si terrà nel fine settimana, presso il parco Martiri delle Foibe (Uliveto) una tre giorni dedicata a tutte le associazioni cittadine che fanno del bene. Si parte venerdì alle 21,30 con la prima del film ‘‘Quando sarò bambino’’, film considerato di interesse culturale dal Mibact. Per la prima volta cinema all’aperto all’Uliveto. Il capofila quest’anno è la Comunità di Sant’Egidio e la sesta edizione è dedicata a don Egidio Smacchia e a Ferrero Galli.

Il presidente della Comunità di Civitavecchia ha spiegato che si tratta di un’occasione di festa “con spettacoli teatrali, video e quant’altro – ha detto – è una manifestazione che ci mostra la bellezza del collaborare con tutte queste associazioni e dell’aprire le porte al prossimo”.

L’assessore ai Servizi sociali Daniela Lucernoni: “Siamo contenti di patrocinare questa iniziativa  importante che mette in mostra all’esterno quello che le associazioni fanno il resto dell’anno nel silenzio. Il volontariato compie un’attività sussidiaria e colma le carenze amministrative”.

Elena De Paolis, presidente del Tavolo tecnico ha sottolineato ancora una volta la necessità di un cambio culturale soprattutto per quanto riguarda la cultura dell’agibilità “che purtroppo qua a Civitavecchia manca”.

Il responsabile di zona del Centro dei servizi per il volontariato Massimo Venturi: “I volontari sono credibile, questa non è una vetrina, vogliamo soltanto mostrare la nostra attività in un momento in cui non sempre la solidarietà va di moda”.

Rossella De Paolis, uno degli organizzatori dell’evento e membro della segreteria de Il Ponte, ha invitato tutta la cittadinanza insieme ad Anna Battaglini, organizzatrice: “Si parte con il grande evento di venerdì, con la proiezione di un film che dà un messaggio straordinario”.  

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''E…state a Ladispoli 2018'', tra musica, cinema e teatro

LADISPOLI – Prende forma il cartellone degli appuntamenti di “E…estate a Ladispoli 2018”. Cinema, musica, teatro, sono numerosi gli appuntamenti che si susseguiranno nella città balneare da giugno fino a settembre. Diverse le location individuate dall'amministrazione comunale: dalla centrale Piazza Rossellini e viale Italia che anche quest'anno tornerà a essere pedonale durante il fine settimana (il venerdì e il sabato), all'area Polifunzionale nei pressi del palazzo Comunale, fino ad arrivare alla recentemente bonificata area della Grottaccia.«Sarà un'estate ricchissima – ha detto l'assessore alla Cultura Marco Milani – con diverse tipologie di spettacolo». E così dal 16 giugno fino al 19 agosto al via la stagione estiva del cinema all'aperto, gestita dalla Frontera Cinemas, che quest'anno «sarà arricchita – ha spiegato ancora Milani -. da una zona bar rilassante, un foyer all'aperto da godere prima e dopo gli spettacoli». In programma anche serate (come quella di domani con la proiezione di “Parasitic Twin”) in cui si potrà incontrare il cast dei film. Si proseguirà poi con la prima edizione della Fiera del Mare (29 e 30 giugno e 1 luglio) organizzata dall'assessorato al Demanio del vicesindaco Pierpaolo Perretta. Il mese di luglio proseguirà ancora su viale Italia con le isole pedonali e gli spettacoli che le attività commerciali vorranno realizzare, e con gli eventi in programma in Piazza Rossellini come gli Stornellatori (7 luglio), i Banana Split (15 luglio), la riunione pugilistica della Boxe Abis (22 luglio), la Starlight Company (26 luglio) reduce da Ballando con le Stelle e da La Corrida che si esibirà in vista dei mondiali di Hip Hop negli Stati Uniti. Tutto fino ad arrivare al grande appuntamento di fine luglio con l'Air Show Ladispoli 2018. Numerose anche le iniziative in programma alla Grottaccia «dove stiamo ultimando i lavori – ha detto Milani – Il sito sarà dedicato soprattutto alle rappresentazioni teatrali e alla presentazione di libri». Non mancheranno all'interno del cartellone estivo nemmeno gli appuntamenti con la Biblioteca. Qui proseguiranno le iniziative quali il bookcrossing che a luglio e ad agosto “libererà” tanti libri da leggere e da rimettere a disposizione di chi cerca letture nuove e interessanti.

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Ladispoli, tentata rapina in un bar: 2 arresti

LADISPOLI – Hanno aggredito fisicamente il proprietario di un bar di viale Italia per obbligarlo a farsi consegnare bottiglie di liquore del valore complessivo di 300 euro, ma sono stati fermati dai Carabinieri della Compagnia di Civitavecchia. E' quanto succeso domenica sera a Ladispoli quando due uomini, di nazionalità romena, hanno prima aggredito in via Trieste, un ragazzino di 15 anni e la madre che ha tentato di difenderlo e poi si sono diretti, in evidente stato di ebbrezza, lungo viale Italia dove hanno seminato il panico all'interno di tre diverse attività commerciali. A notare i due, mentre uscivano in maniera frettolosa dall'interno del bar dove avevano tentato di trafugare "il bottino", i militari dell'Arma che li hanno inseguiti e a fatica li hanno fermati. Per i due sono scattate le manette e sono stati trattenuti in stato d'arresto per l'udienza di convalida.

Sempre in merito alla vicenda era intervenuto anche il sindaco di Ladispoli Alessandro Grando che aveva subito espresso la sua solidarietà alle attività commerciali danneggiate e alle persone aggredite dai due stranieri. Sempre il primo cittadino aveva inoltre firmato, nell'immediato, un'ordinanza di limitazione dell'orario di apertura di un mini market in via Trieste da dove spesso prendono il via situazioni di disturbo della quiete pubblica della zona. Provvedimento che in questi giorni dovrebbe essere esteso anche ad altri mini market presenti nella città balneare e ricompresi tra il fosso Vaccina e Sanguinara, la stazione ferroviaria e il lungomare. 

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