Stefanini, addio con testamento

di ALESSIO ALESSI

Dopo sei stagioni da capitano e 22 anni da giocatore dell’Asp, Patrizio Stefanini lascia la società di Civitavecchia per approdare alla Rim Cerveteri in Prima Divisione.
«La scelta più che personale – spiega l’esperto schiacciatore – è stata funzionale alla squadra. Qualche anno fa la società mi chiese di sposare un nuovo progetto che prevedeva la crescita dei ragazzi del vivaio e il mio ruolo sarebbe stato quello di chioccia; accettai volentieri. Ora credo sia finito quel percorso e la mia figura non ha più senso all’interno dello spogliatoio. Per me, comunque, l’addio vero alla pallavolo è arrivato quando anni fa quasi tutti i miei compagni andarono via; lì si chiuse un cerchio. Lasciare dopo 22 anni è come cambiare casa, anche mia madre giocò nell’Asp, è una sorta di tradizione di famiglia; è ovvio ci sia un po’ di tristezza. Ora vado a Cerveteri, dove trovo il mio amico Davide Menegatto, col quale ci eravamo promessi di giocare almeno una stagione insieme prima di smettere».
Due parole, infine, sul suo possibile successore nel ruolo di capitano: «Chiunque prenderà la fascia, dovrà farlo con serietà e senso di responsabilità, nel rispetto della storia di questa società. Io la vedrei bene al braccio di Mancini o Brunelli».

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

Rifiuti, i comuni tornano a chiedere un incontro con Valeriani

CIVITAVECCHIA – Lunedì sera si è riunito nuovamente il tavolo interistituzionale sul tema della discarica di Fosso del Crepacuore.

"Nel constatare che ancora non risultano iniziati i conferimenti di rifiuti presso il nuovo invaso – hanno spiegato i rappresentanti dei comuni di Civitavecchia, Tolfa ed Allumiere –  dobbiamo però sottolineare come dai provvedimenti amministrativi emanati dalla Regione Lazio ci sia la possibilità che anche la società che gestisce i rifiuti di Roma possa venire a conferire nella discarica autorizzata nel 2010 per i comuni di Civitavecchia, Tolfa e Allumiere. Questo perché la Rida Ambiente, società di Aprilia per le cui necessità, secondo gli atti regionali, era stata riattivata la discarica di Civitavecchia, ha già espresso la sua contrarietà ai provvedimenti amministrativi della Regione in particolare andando ad impugnare quelli che modificavano la tariffa, obiettivamente molto onerosa. Se venissero confermate dai fatti le nostre preoccupazioni, la discarica di Crepacuore sarebbe esaurita nell'arco di qualche mese con i rifiuti provenienti da Roma e non darebbe più la possibilità al territorio di programmare e attuare in futuro una gestione autosufficiente dei rifiuti sulla base delle proposte che il tavolo aveva avanzato all'assessore regionale Valeriani. La proposta – hanno aggiunto – prevedeva la possibilità che la Regione finanziasse o co-finanziasse un impianto di Tmb pubblico, gestito dai Comuni del comprensorio e di dimensioni proporzionate al loro fabbisogno da installare a Civitavecchia". 

A quanto pare sulla proposta i Sindaci non avrebbero avuto alcun riscontro da parte dell'assessore, "dai cui uffici – hanno aggiunto – sono usciti invece gli atti amministrativi che aprirebbero la possibilità al conferimento da parte di Ama. Chiederemo quindi un nuovo incontro all'assessore Valeriani, che indirettamente ha comunque confermato gli impegni presi nel precedente incontro a Tolfa, per un confronto approfondito sulle nostre proposte e sulla possibilità di renderle coerenti con il nuovo Piano Rifiuti che la Regione dovrà adottare".

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

Scuola: Benedettine, proroga di due anni

SANTA MARINELLA – La trattativa con l’istituto delle Suore Benedettine ha portato un buon risultato. Il Sindaco Pietro Tidei ha confermato che, a seguito di incontri e serrate trattative, l’Istituto ha concesso al Comune una proroga di due anni sull’utilizzo della struttura come scuola materna e pertanto le aule di via Cicerone potranno essere utilizzate per l’anno scolastico in corso e per quello successivo. “Due anni scolastici sono esattamente il tempo occorrente per programmare ed eseguire i lavori di messa in sicurezza dell’edificio scolastico delle Vignacce – ha detto Pietro Tidei – che quindi potrà continuare a servire i piccoli studenti residenti nella zona sud di Santa Marinella”. Le Suore Benedettine hanno anche manifestato l’intenzione di procedere alla vendita dell’intero immobile di via Cicerone. Il Sindaco Tidei darà incarico all’agenzia del territorio di procedere alla valutazione dell’edificio e delle sue pertinenze che potrebbero essere sfruttate, considerata l’ubicazione, la possibilità di creare parcheggi nelle adiacenze, l’estensione e la conservazione delle superfici, per sopperire alla necessità di uffici dell’amministrazione comunale sfruttando i finanziamenti già stanziati per la costruzione del municipio e abbattendo i canoni passivi molto onerosi già pagati dal Comune. In ogni caso l’operazione dovrà attentamente essere valutata considerata anche la richiesta economica, ancora ignota, che sarà formulata dall’Istituto. Sembra infatti che il valore effettivo dell’immobile si aggiri sui quattro milioni di euro ma che la trattativa si può chiudere sui tre milioni e mezzo. In questo modo, il sindaco potrebbe risolvere in un solo colpo due problemi, quello relativo alla carenza di aule e quello della mancanza di una vera e propria sede comunale. Sarebbe l’occasione per rispettare il programma elettorale che prevedeva la sistemazione degli istituti scolastici e della realizzazione di un municipio.

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

''Tarquinia, via della Salara, urge il divieto di sosta''

TARQUINIA –  Un divieto di sosta lungo un tratto di strada del comprensorio del Lido di Tarquinia che non è mai arrivato. Seppure promesso. Il direttivo della Libera associazione Assolidi Tarquinia torna a reclamare a gran voce quel segnale stradale a tutela della sicurezza di cittadini e turisti grandi e piccoli. L’associazione evidenzia come su quel tratto di strada a forte rischio investimento l’amministrazione comunale non abbia ancora provveduto ad apporre il cartello di divieto di sosta per permettere uno spazio più adeguato dove i pedoni possono procedere senza essere costretti a camminare sulla carreggiata stradale dove scorre un notevole flusso veicolare.

«L’ultimo tratto di via della Salara, in direzione Oasi delle Saline, viene percorso giornalmente da un notevolissimo flusso veicolare – afferma il presidente Assolidi Pierpaolo Maria Rosati – in andata ed in ritorno, dalle spiagge ma anche dalla strada del «Mandrione delle Saline»  che collega il Lido, anche se a scartamento ridotto, con la strada Litoranea e quindi con Civitavecchia e l’’autostrada «Azzurra»». «Il tratto di strada in questione, come noto, – aggiunge Rosati – durante il giorno è percorso senza soluzione di continuità da numerose persone tra le quali, naturalmente, molti bambini, che procedono in bicicletta oppure a piedi. Come noto la strada è dotata di banchina soltanto sul lato a nord, quello che confina con la pineta Avad e con l’area del Liceo scientifico; mentre il proseguimento della strada che prende il nome di via Filippo Giorgi, ne è quasi totalmente priva sui due lati. Non è compito difficile dimostrare che la sosta delle automobili sulla banchina limitrofa al muro di recinzione Avad-Liceo scientifico rappresenta un pericolo, soprattutto per i pedoni, ma anche per le persone che sono in bicicletta, costretti a procedere sulla carreggiata percorsa dalle automobili nelle due direzioni di marcia, con grave rischio d’investimento».  

Per ovviare a tale situazione di rischio che aumenta, naturalmente, durante l’estate, Assolidi chiese all’amministrazione l’adozione del divieto di sosta lungo la banchina, utile almeno a garantire ai pedoni lo spazio sufficiente per poter camminare senza essere costretti a procedere lungo la carreggiata stradale. «Durante la scorsa primavera, – affermano da Assolidi – l’amministrazione annunciò una serie di iniziative volte al rilancio del litorale, tra le quali la regolamentazione del traffico che prevedeva anche la posa del divieto di sosta nel tratto di strada in questione; per la precisione gli annunci furono dati nel corso degli incontri avuti con Assolidi il 3 marzo, 14 aprile e 6 giugno». «Tutto risolto? – conclude Rosati – No. La foto scattata nel pomeriggio di domenica 8 luglio dimostra in modo inequivocabile la situazione di fatto su quel tratto di strada; un’altra scattata nei giorni precedenti mostra lo stato di rischio esistente a cui sono esposti i pedoni. Ci chiediamo: quando il Sindaco porrà in essere questo semplice e, più volte, annunciato provvedimento a tutela della pubblica incolumità? Ci chiediamo altresì i motivi dei tanti ritardi nell’attuazione anche di semplici provvedimenti a tutela della salute dei cittadini e del decoro dell’abitato promessi ed annunciati ma ancora non realizzati».

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

Ratificato il comodato d’uso con Ostilia

di TONI MORETTI

CERVETERI – Con la delibera n. 86 del 29 giugno, la giunta comunale presieduta dal vice sindaco Giuseppe Zito, delibera la ratifica del contratto di comodato d’uso tra il comune di Cerveteri e la società Ostilia relativo al lungomare di viale dei Navigatori Etruschi in località Campo di Mare.  Tale atto era necessario in quanto documento essenziale per accedere alla concessione del contributo regionale, di cui all’articolo 41 della legge regionale 26/2007 “Piano degli interventi straordinari per lo sviluppo economico del litorale laziale” annualità 2016/2018. 
Come si ricorderà, uno dei cavalli di battaglia in quella campagna elettorale che portò l’ecclettico sindaco Pascucci a vincere agevolmente per il suo secondo mandato, fu proprio il regalo di quel sogno che prevedeva la riqualificazione del lungomare di Campo di Mare e a cascata ciò che ne sarebbe seguito in termini di sviluppo  turistico ed economico. 
Poco è contato che la frazione marina avesse e vivesse dei problemi  ultratrentennali derivanti da una cronicizzazione  di disservizi ed incuria dovuti proprio al proprietario-lottizzatore del comprensorio, l’Ostilia appunto, che con la richiesta/ricatto di nuovi metri cubi  di costruzioni, mal gestiva l’acquedotto, di sua proprietà, il depuratore, di sua proprietà, le strade e quindi l’illuminazione pubblica, di sua proprietà. Poco è contato, si diceva. Ora si sarebbe realizzato il lungomare che avrebbe ridato lustro a tutto. Quindi, cambio di rotta, atteggiamento benevolo nei confronti del costruttore, piano integrato che concede le cubature agognate e dulcis in fundo il lungomare con soldi del comune e contributo regionale, che sono in molti a vedere come un regalo.  Ma l’opposizione in consiglio comunale non ci sta. In particolar modo non ci stanno i consiglieri Aldo De Angelis capogruppo di Trasparenza e Legalità e Salvatore Orsomando di Forza Italia che vedono troppa superficialità nelle azioni e sospetta intraprendenza nel tralasciare passaggi essenziali nelle procedure e cominciano a fare le pulci a Pascucci in modo determinato. Comincia così una querelle che non ha fine, dove i due oppositori vengono etichettati dalla maggioranza c come sabotatori del bene della città. Ma come sempre avviene giunge poi un momento in cui diventeranno palesi le ragioni e i torti.  Ora per esempio, con questa ratifica, prodotta secondo i due oppositori fuori tempo massimo, come loro hanno denunciato e che a suo tempo è stato anche oggetto di interrogazioni in consiglio oltre che di esposti e denunce alle autorità competenti, documento indispensabile per accedere al bando che deve concedere il contributo a fondo perduto per la realizzazione del lungomare, verrà accettato col bando ormai chiuso? E con i  documenti ancora mancanti come la delibera di indirizzo che doveva autorizzare eventualmente il sindaco a stipulare il contratto di comodato d’uso in oggetto, che non si potrà più produrre come la si metterà? E ammesso che ancora ci siano i millantati santi in paradiso, naturalmente frutto di leggende metropolitane, come si porranno di fronte ad un riflettore puntato  con relativa lente di ingrandimento prodotta dalla richiesta di accesso agli atti specifici e generici fatta a giugno scorsodai due oppositori De Angelis ed  Orsomando? 
Tenendo presente che uno dei presupposti essenziali per accedere alla concessione del contributo regionale è l’attestazione della proprietà dei beni dove si vuole intervenire o un comodato d’uso degli stessi; che la procedura prevede una preventiva delibera di indirizzo per autorizzare la stipula del contratto, la successiva ratifica, la stipula, la registrazione all’Agenzia delle Entrate e ancora una ratifica. Se si è pasticciato su questo, allora il lungomare si farà o non si farà?  A questo punto non rimane che attendere e vedere chi aveva ragione. 

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

''Il sindaco Grando non racconti favole: Punta di Palo si farà''

LADISPOLI – Non si arresta la polemica tra il primo cittadino e il Movimento 5 Stelle sul Piano Integrato a Punta di Palo revocato dalla massima assise cittadina. "Il Sindaco Grando continua a disinformare la cittadinanza, cercando di farle credere che le affermazioni del M5S in merito alla questione Punta di Palo sono false. La realtà è che su Punta di Palo, la ditta ha presentato 2 progetti edificatori che non posso coesistere, da un lato il programma integrato e dall’altro il piano casa. L’annullamento del piano integrato darà automaticamente via libera al piano casa, rendendo sempre più difficile ostacolare questa vera e propria speculazione edilizia".

I grillini puntano i riflettori su alcuni passaggi della delibera del Consiglio comunale "per ripristinare – hanno detto – la verità":

  • “In ottemperanza a quanto disposto dall'art. 6, comma 2 […] i pareri espressi dal Comune di Ladispoli e dalla Regione Lazio […] hanno evidenziato che sull'area oggetto dell'intervento non possono coesistere contestualmente due strumenti attuativi e quindi risulta obbligatoria, per mantenere la correlazione perequativa dell'edificazione dell'area sita all'interno del Piano di Lottizzazione, la cessione a favore del Comune di Ladispoli della metà del compendio immobiliare, pari a mq.  50.363,47 quale condizione inderogabile ed irrinunciabile”.
  • “Il Programma Integrato di Interventi denominato <<Area di sviluppo urbano Parco Di Palo>> […] si sovrapporrebbe all'intervento di cui all'originario Piano di Lottizzazione, successivamente trasformato […] vanificandone per l'effetto le obbligazioni ivi contenute
  • “Come riportato nelle motivazioni della determinazione dirigenziale [..], l'area oggetto della richiesta di permesso di costruire presentato dalla soc. Pezone Costruzioni S.r.l. […], situata all'interno del Piano di Lottizzazione, ricade totalmente all'interno del Programma Integrato di Interventi in oggetto il quale […] risulta non corrispondente e in palese contrasto con le previsioni del nuovo progetto
  • “Il Programma Integrato di Interventi denominato <<Area di sviluppo urbano Parco di Palo>> non ha concluso la fase procedimentale della V.A.S., risulta solo adottato dal Consiglio Comunale e risulta incompatibilmente sovrapposto al piano di intervento […] della legge Regione Lazio […] <<Misure straordinarie per il settore edilizio ed interventi per l'edilizia residenziale sociale>> cd. <<piano casa>>”.

"Il Sindaco Grando – proseguono dal Movimento 5 Stelle – non racconti favole: Punta di Palo si farà ed è proprio il ritiro del Piano Integrato il cavallo di troia che consentirà l'ennesima speculazione edilizia su una parte di territorio agricolo ed ancora incontaminato.  Su questi terreni verrà edificato un intero quartiere ricorrendo al cosiddetto “Piano Casa”, una colata di cemento che metterà in serio pericolo l’esistenza del bosco di Palo e comporterà un incremento abitativo in una zona completamente priva di servizi. Dopo “Piazza Grando”, ecco arrivare l’ennesima presa in giro verso i cittadini, da una parte politica il cui programma elettorale prevedeva come punto qualificante lo stop al cemento ed invece appoggia in continuità gli interessi scellerati della passata Amministrazione. Come Movimento 5 Stelle attiveremo tutte le misure possibili affinché questa speculazione non avvenga".

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

Tarquinia consiglio, 4 mozioni del M5S: approvati streaming e geotermia

TARQUINIA – Martedì scorso il Consiglio Comunale di Tarquinia ha approvato all'unanimità la mozione presentata dal M5S per contrastare il pericolo di trivellazioni in un ampio territorio di 25 chilometri quadrati, posto tra Tarquinia e Tuscania, alla ricerca di rocce calde profonde su cui costruire impianti industriali, per convertire l'energia geotermica in energia elettrica.

“La delibera consiliare – commentano i grilli i – oltre all'effetto locale, è di supporto anche all'analoga azione che stanno conducendo molti comuni della Tuscia e l'Amministrazione Provinciale, per chiedere alla Regione Lazio la proroga della sospensione, finalizzata a definire la carta geotermica regionale, che si baserà anche sulla matrice delle compatibilità, che esclude la realizzazione di impianti industriali geotermici in territori a vocazione non industriale, le cui attività agricole e turistiche sarebbero seriamente compromesse”. Il Consiglio Regionale ha già iniziato un iter per la nuova sospensione anche per il lavoro della Consigliera M5S Silvia Blasi.

“Altro grande successo ottenuto – affermano dal M5S – è stata l’approvazione della mozione sulle riprese video e lo streaming dei consigli comunali, una nostra battaglia sulla trasparenza che va avanti ormai da anni e che finalmente è stata approvata. Ci auguriamo che l’amministrazione disponga già dal prossimo consiglio lo streaming dei consigli comunali sul portale del comune di Tarquinia, con archiviazione di tutti i filmati”.

Bocciate invece la mozione che prevedeva l’incentivazione del compostaggio domestico, con riduzione della TARI sulla quota variabile della bolletta dal 20% al 30%, e la proposta sul potenziamento dell’albo pretorio online. 

“Ancora una volta il M5S di Tarquinia ha portato proposte e non chiacchiere al consiglio comunale, incassando due importanti delibere a tutela del territorio e della trasparenza – concludono – Ci saremmo aspettati qualcosa di più. Il ritiro della tanto sbandierata delibera sull'acquisizione dell’ex Centro Chimico a fronte delle domande sollevate dall’opposizione sullo stato di salute dell’area e su una stima dei costi di bonifica, mostra tutta l’inesperienza di questa amministrazione.  Bene ha fatto il consigliere Cesarini a lasciare agli atti una dichiarazione di voto sfavorevole, visto che su tale progetto di centro fieristico non esiste uno studio di fattibilità, ne è chiaro su quali fondi si intenda attingere per gli eventuali lavori di bonifica e trasformazione da centro chimico a polo fieristico”.

 

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

Csp: braccio di ferro tra Comune e sindacati

CIVITAVECCHIA – Bloccare gli oneri riflessi posti sulla giornata trattenuta, far recuperare ai lavoratori quanto tolto ingiustamente e restituire parte o tutta la giornata di solidarietà, trovando le risorse adatte. Sono questi i punti sui quali sindacati, amministrazione comunale e dirigenza di Civitavecchia Servizi Pubblici stanno discutendo in questi giorni. Oggi si terrà un nuovo incontro, nell’ambito delle procedure di raffreddamento avviate la scorsa settimana, anche alla luce del passaggio da amministratore unico a consiglio di amministrazione a tre membri disposto dal consiglio comunale. Una decisione che non è piaciuta ai lavoratori, ai quali si stanno chiedendo sacrifici per raggiungere un risparmio aziendale e tenere in piedi la società e che vedono invece aumentare le spese proprio con il ricorso a due nuove figure dirigenziali. La manovra ha comunque accelerato la richiesta da parte dei sindacati.

Lo ha confermato il neo segretario della Uil Giancarlo Turchetti, che ha spiegato come “le cose non vanno come dovrebbero”. Il rischio di creare una Hcs, con gli stessi problemi della precedente società e soltanto con una denominazione differente, si concretizza giorno dopo giorno. “Avevamo chiesto di non toccare Cda o livelli – ha spiegato – almeno finché non si era in grado di restituire quanto dovuto ai lavoratori, e invece si è proceduto in modo differente. C’è preoccupazione, anche perché in questi mesi non si è vista quell’evoluzione rispetto ad un piano industriale di sviluppo, come avevamo chiesto, anche attraverso la piattaforma presentata al Comune, nella quale come sindacati indicavamo anche possibili servizi aggiuntivi per incrementare le entrate. E invece niente di tutto questo. Anzi, si chiedono maggiori prestazioni a fronte però di contratti di servizio stipulati ad un costo minore rispetto al precedente”. Tanto che agli stessi sindacati, in modo più o meno velato, proprio nel corso di uno degli incontri, sarebbe stata prospettata la minaccia della privatizzazione dei servizi. Un punto sul quale la Uil non transige. “Quando abbiamo siglato l’accordo per il passaggio a Csp – ha ricordato – lo abbiamo fatto a due condizioni: il mantenimento dei servizi pubblici e di tutti i posti di lavoro. L’accordo inoltre prevedeva riunioni periodiche e decisioni concordate; questione questa disattesa”.

Anomalie, criticità ed allarmismi accompagnano questi primi mesi della NewCo, con i lavoratori pronti a mettere in atto azioni di protesta nel caso in cui non si riesca a trovare un accordo. Oggi si terrà un nuovo vertice tra Cgil, Cisl e Uil, amministrazione comunale e Csp, per verificare la possibilità di reperire le risorse per la restituzione della giornata ai dipendenti della società. “Altrimenti – ha concluso Turchetti – siamo pronti ad andare avanti con le diverse azioni possibili”.

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

Csp: braccio di ferro tra Comune e sindacati

CIVITAVECCHIA – Bloccare gli oneri riflessi posti sulla giornata trattenuta, far recuperare ai lavoratori quanto tolto ingiustamente e restituire parte o tutta la giornata di solidarietà, trovando le risorse adatte. Sono questi i punti sui quali sindacati, amministrazione comunale e dirigenza di Civitavecchia Servizi Pubblici stanno discutendo in questi giorni. Oggi si terrà un nuovo incontro, nell’ambito delle procedure di raffreddamento avviate la scorsa settimana, anche alla luce del passaggio da amministratore unico a consiglio di amministrazione a tre membri disposto dal consiglio comunale. Una decisione che non è piaciuta ai lavoratori, ai quali si stanno chiedendo sacrifici per raggiungere un risparmio aziendale e tenere in piedi la società e che vedono invece aumentare le spese proprio con il ricorso a due nuove figure dirigenziali. La manovra ha comunque accelerato la richiesta da parte dei sindacati.

Lo ha confermato il neo segretario della Uil Giancarlo Turchetti, che ha spiegato come “le cose non vanno come dovrebbero”. Il rischio di creare una Hcs, con gli stessi problemi della precedente società e soltanto con una denominazione differente, si concretizza giorno dopo giorno. “Avevamo chiesto di non toccare Cda o livelli – ha spiegato – almeno finché non si era in grado di restituire quanto dovuto ai lavoratori, e invece si è proceduto in modo differente. C’è preoccupazione, anche perché in questi mesi non si è vista quell’evoluzione rispetto ad un piano industriale di sviluppo, come avevamo chiesto, anche attraverso la piattaforma presentata al Comune, nella quale come sindacati indicavamo anche possibili servizi aggiuntivi per incrementare le entrate. E invece niente di tutto questo. Anzi, si chiedono maggiori prestazioni a fronte però di contratti di servizio stipulati ad un costo minore rispetto al precedente”. Tanto che agli stessi sindacati, in modo più o meno velato, proprio nel corso di uno degli incontri, sarebbe stata prospettata la minaccia della privatizzazione dei servizi. Un punto sul quale la Uil non transige. “Quando abbiamo siglato l’accordo per il passaggio a Csp – ha ricordato – lo abbiamo fatto a due condizioni: il mantenimento dei servizi pubblici e di tutti i posti di lavoro. L’accordo inoltre prevedeva riunioni periodiche e decisioni concordate; questione questa disattesa”.

Anomalie, criticità ed allarmismi accompagnano questi primi mesi della NewCo, con i lavoratori pronti a mettere in atto azioni di protesta nel caso in cui non si riesca a trovare un accordo. Oggi si terrà un nuovo vertice tra Cgil, Cisl e Uil, amministrazione comunale e Csp, per verificare la possibilità di reperire le risorse per la restituzione della giornata ai dipendenti della società. “Altrimenti – ha concluso Turchetti – siamo pronti ad andare avanti con le diverse azioni possibili”.

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

Enel, il Pd pensa al dopo carbone

CIVITAVECCHIA – Una mozione urgente per istituire un tavolo permanente che impegni l’Enel a discutere il futuro della centrale di Torrevaldaliga Nord alla luce delle tempistiche previste dagli adeguamenti delle emissioni di CO2 previste dai trattati internazionali, dalle direttive nazionali e dagli stessi obiettivi strategici dell’azienda. Un tavolo che possa includere, oltre alla minoranza, le rappresentanze sindacali e delle imprese, le organizzazioni ambientaliste e le altre rappresentanze sociali che possono fornire un contributo utile al confronto con l’Enel, coinvolgendo nell’ottica della visione di uno sviluppo a lungo termine e di nuove direttrici per la sinergia del nostro territorio. È quella presentata dai consiglieri del Pd Marco Piendibene, Rita Stella, Marco Di Gennaro e Mirko Mecozzi in considerazione delle ultime direttive approvate dal governo Gentiloni, contenute nel piano di “Strategia Energetica Nazionale 2017”, che prevedono di conseguire, entro il 2025, l’obiettivo di azzerare la produzione di energia elettrica derivante dalla combustione di carbone.

Del "dopo carbone" si parla da anni, anche se in realtà per Civitavecchia non ci sono ancora date certe. "Il crescente apporto delle energie rinnovabili rende attuabile la strada tracciata dal precedente governo di centrosinistra verso la decarbonizzazione totale dove si prevede di raggiungere, rispetto al 1990, una diminuzione delle emissioni del 39% al 2030 e del 63% al 2050 – si legge nella mozione del gruppo consigliare del Pd – anche l’Amministratore Delegato di Enel, Francesco Starace, ha dichiarato che Enel Green Power è in grado di installare 2.500 Megawatt di rinnovabili all’anno e che con questi tassi di sostituzione, Enel sarà in grado di raggiungere il target di zero emissioni di Co2 con 10 anni di anticipo rispetto all’obiettivo dell’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici. Lo stesso manager ha fatto riferimento a recenti studi di settore che mostrano come ormai sia più conveniente costruire un impianto rinnovabile piuttosto che mantenerne in esercizio uno convenzionale già ammortizzato. L’impianto termoelettrico di Torrevaldaliga nord, costituito da tre gruppi da 660 Megawatt alimentati a carbone, per una potenza complessiva installata di 1.980 Megawatt, rientra naturalmente nel piano di prossime dismissioni previste dall’Accordo di Parigi del 2015, dal piano di Strategia Energetica Nazionale del 2017 e dagli stessi obiettivi di Enel S.p.A".

Secondo il Pd è necessario affrontare per tempo una situazione che richiede una “exit strategy” per evitare ulteriori crisi in un settore, quello elettrico e del connesso indotto, "già provato dalla graduale riorganizzazione delle aziende elettriche presenti sul nostro territorio, con politiche economiche principalmente finalizzate al massimo risparmio. La pregressa convenzione con l’Enel del 2008 – hanno ricordato – che prevedeva, tra l’altro, investimenti nel settore delle energie rinnovabili per un importo di 300 milioni di euro con ricadute economiche per il nostro territorio calcolate in 80 milioni di euro. Il rapporto instaurato dall’attuale Amministrazione a guida 5 stelle con i vertici Enel, a cui si deve una nuova interpretazione data alla convenzione per la quale si definisce “attualizzazione” la revisione di tale accordo". A detta dei consiglieri ciò che era attuale nel dicembre 2015 al momento dell’attualizzazione, non può più essere considerato attuale nel 2018 "anche in considerazione – hanno concluso – delle tematiche sopra esposte e che una eventuale riapertura di un negoziato con Enel può portare molteplici vantaggi alla nostra comunità".

 

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###