Cpc2005 e Td S. Marinella regine di derby

Il derby di Civitavecchia valevole per la nona giornata del campionato di serie C2 ha dato il suo verdetto: la regina della città, almeno per ora, è la Cpc2005, che espugna 5-2 il campo della Futsal Academy. Tante le defezioni in casa portuale,  prima e durante la gara. Cerrotta tra tutte, neanche partecipa alla diatriba, a cui si aggiunge durante il match quella di Ranzoni. Qualcuno il campo non lo vedeva da un po invece. Al rientro Frusciante dopo un lungo infortunio, cosi come Agozzino fermo da quasi un mese tra una squalifica e lo stop dei campionati. Corredo per gli annali e le statistiche, ma che  non frenano gli uomini di Angelo Branchesi, in tribuna e sostituito da Oreste Francavilla. Da annoverare le due espulsioni che segnano il referto, da una parte il portiere Saraudi nella prima frazione, dall’altra quella di Tangini a fine gara. Pubblico delle grandi occasioni, finalmente per il calcio a cinque cittadino ci sono due solide realtà da ammirare.  Queste le note a margine di un derby corretto ma in cui si sentiva il brivido, già dall’avvio. Al secondo minuto la Cpc2005 è già avanti, fucilata di Arduini da centrocampo che Ranzoni devia quel tanto che basta per insaccare. Zero a uno. La Futsal tenta di rientrare in gara quattro minuti dopo, bolide di Rocchi ma  è Persi a dire di no. Bell’intervento il suo. Al decimo la Futsal rimane temporaneamente in inferiorità numerica, Ranzoni si invola e Saraudi respinge la sfera fuori dall’area con le mani. Espulso. La Cpc2005 cerca di approfittare della superiorità numerica, punizione calciata da Tangini ma la sfera si spegne sul palo. Poco dopo Arduini e Agozzino quasi a botta sicura, ma l’estremo difensore del Futsal si supera in entrambe le occasioni. Al 19’ è però la Futsal a segnare e  agguantare il pari, è Fattori a beffare Persi. Uno a uno. La Cpc2005 non ci sta e due minuti dopo rimette la testa avanti, tiro di Agozzino con  Leone che è nei pressi della traiettoria e insacca. Uno a due. la Futsal chiude la prima frazione con un legno, lo colpisce Rosalba direttamente da calcio da fermo. Si va a riposo cosi, vantaggio meritato. Si rientra sul terreno di gioco e dopo qualche schermaglia la Cpc2005 triplica, calcio di punizione da quasi centrocampo  di cui se ne incarica lo specialista Agozzino: tiro e palla nel sacco. Uno a tre.  Persi poco dopo si oppone da far suo al tiro di un giocatore della Futsal, è il preludio però alla quaterna portuale. Galoppata di Frusciante e sfera a Leone che non sbaglia. Uno a Quattro. La Futsal al 23’ accorcia le distanze con Rosalba. I falli la fanno da padrone e si inizia con i tiri liberi, da entrambe le parti.  Agozzino su tiro libero non sbaglia e ristabilisce le distanze, siamo ora sul due a cinque. Dall’altra parte il protagonista è Persi, che prima  si mette in mostra  sul tiro di Notarnicola e poi su quello di Rosalba. L’ultima occasione per i portuali è di Panunzi, respinta. Non c’è più tempo se non per festeggiare negli spogliatoi. La Cpc2005 del binomio Cpc e Atletico Tirrena si aggiudica il primo derby di C2 nel calcio a 5 sulla Futsal Academy. 
Futsal Academy: Notarnicola, Pinna, Bertini, Rocchi, Fattori, Rasalba, Ferraccioli, Cibelli, Saraudi, Moretti, Lancia, Guzzone. Allenatore: F. Nunzi.
Cpc2005: Agozzino, Cacace, Cerrotta, Caselli, Frusciante, Arduini, Leone, Panunzi, Persi, Tangini, Petretto, Ranzoni. Allenatore: O. Francavilla (Branchesi in tribuna).
La nona giornata del girone di andata prevedeva anche il derby tra la Td Santa Marinella e il Futsal Santa Severa. La prima stracittadina nella storia delle due società di calcetto, che si è chiusa a favore dei ragazzi di mister Di Gabriele, che si sono imposti per 4-2. C’è da sottolineare che la gara è stata di una correttezza esemplare e pochi sono stati i falli sanzionati dall’arbitro nei confronti dei due quintetti. Iniziavano bene i padroni di casa che dopo appena sette minuti si trovavano in doppio vantaggio grazie ai gol di Nistor e di Maggi. Nella ripresa, la Td realizzava la terza marcatura (sempre con Nistor) e praticamente metteva una seria ipoteca alla vittoria finale. Ma a dare maggior soddisfazione ai locali, era il gol segnato da Kenji Fantozzi, classe 2001, il più giovane giocatore del campionato di C2, che al 18’ realizzava il quarto gol. Al 26’ però, il bomber santaseverino Simone Fantozzi, dopo aver tenuto in piedi la squadra praticamente da solo, si toglieva la soddisfazione di segnare una rete ai suoi ex, quando ormai i giochi erano fatti. «È stato un incontro molto corretto – dice il neo allenatore della Futsal Luchetti – purtroppo siamo stati sfortunati nelle conclusioni, mentre loro con due tiri hanno realizzato i due gol che ci hanno messo in ginocchio». 
«Sapevo che era una squadra tosta – afferma mister Di Gabriele – e per questo avevo chiesto ai giocatori di partire forte. Chiaramente potevamo fare di più ma sono contento così, in particolare del giovane Kenji che a 16 anni entra nel mondo del calcetto con un bel gol».
Sontuosa, infine, la prova del Real Fiumicino Futsal Isola, che vince 6-2 lo scontro diretto col Laurentino Fonte Ostiense e vola in testa in compagnia dell’Eur Massimo.
 

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Vandali alle colonie feline

SANTA MARINELLA – Hanno subito atti di vandalismo le strutture realizzate dall’associazione di riqualificazione urbana Arua, che ha ideato e messo in opera il progetto per cambiare look alle colonie feline della città. L’ideatrice e responsabile del progetto Stefania Nardangeli, vede così andare in fumo un lavoro di mesi, per dare alla colonia felina del rione Alibrandi una visibilità degna di tal nome. Gli autori del gesto, sicuramente residenti, sono per il momento ignoti, saranno le forze dell’ordine, che hanno ricevuto una denuncia in tal senso, a verificare i fatti. Quindici giorni fa, si era tenuta una riunione in Comune, per tentare di risolvere il problema creato dagli stessi abitanti del quartiere, intolleranti alla presenza di gatti della colonia della piazzetta, che avevano richiesto lo spostamento dei felini in un’altra zona. Alla presenza del sindaco Tidei, dei rappresentanti del Rione, dei responsabili della Asl, della delegata al randagismo Corogher e del presidente delle guardie zoofile, era stato stilato un accordo sottoscritto da tutti, che prevedeva lo spostamento della colonia, dall’area dove fino a quel momento era collocata ad un centinaio di metri di distanza, in una zona meno abitata. Neppure il tempo di assestare le strutture della colonia, che alcuni vandali dallo scarso senso civico, hanno distrutto le casette gettando i rifugi in legno oltre l’autostrada. Ovvia la rabbia dei rappresentanti delle associazioni animaliste e del delegato comunale. “Questa gente deve pagare per quello che ha fatto – commentano – e quindi vanno perseguiti per legge. Si è fatto un accordo condiviso da tutti, compresi i rappresentanti del quartiere Alibrandi ma, a quanto sembra, c’è ancora chi crede che gli spazi pubblici siano di loro proprietà e dunque possono permettersi di vandalizzare tutto. Chiediamo l’intervento delle forze dell’ordine e il controllo del territorio perché, in quel quartiere, qualche mese fa, sono stati trovati morti due gatti appartenenti a quella colonia felina».

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La giunta dà l'ok alla realizzazione del canile

CIVITAVECCHIA – L’amministrazione comunale prosegue sulla strada indicata qualche settimana fa dall’assessore all’Ambiente Alessandro Manuedda. Tanto che, nei giorni scorsi, la Giunta ha approvato il progetto di fattibilità tecnica ed ecoomica per la realizzazione del nuovo canile comunale individuato in località Poggio Elevato. 
Un intervento da circa 1,3 milioni di euro, necessario per andare a sostituire l’attuale struttura in via delle Molacce che, attualmente, ospita 26 animali con patologie croniche e non può più ospitare altri cani nelle more della realizzazione della nuova struttura ed evitare quindi di dover . 
L’amministrazione ha quindi deciso di abbandonare il progetto del canile comprensoriale, il cui progetto era stato proposto nel 2014 con i comuni di Allumiere e Tolfa e con l’Università Agraria di Allumiere. Inizialmente l’esecuzione dell’intervento prevedeva per il mese di ottobre 2016 l’avvio del canile comprensoriale. 
«Considerato il lungo lasso di tempo trascorso in assenza di ulteriori comunicazioni da parte del comune di Allumiere – si legge nella delibera – e preso atto della necessità di procedere alla realizzazione di un nuovo canile, il comune di Civitavecchia ha ritenuto di avviare l’iter per la costruzione della nuova struttura sul proprio territorio». 
Struttura che servirà da canile sanitario e canile rifugio, oltre che da gattile comunale. L’importo complessivo è di 1.285.000,00 euro. con l’intervento che sarà incluso nel redigendo elenco annuale e piano triennale 2019-2021. 

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Adsp in missione a Singapore

CIVITAVECCHIA – L'Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale ha partecipato all'importante missione, svoltasi a Singapore, organizzata dal “The International Propeller Clubs” con il coordinamento dell'Ambasciata d'Italia nella città-Stato del sud-est asiatico.

Quest'anno l'evento prevedeva una nutrita partecipazione: rappresentanti di ben nove Autorità di Sistema Portuale, del Propeller Club nazionale, di SRM – Studi e Ricerche per il Mezzogiorno, Presidenti di Associazioni del Cluster marittimo e logistico italiano, professionisti, nonché rappresentanti del mondo accademico ed universitario nazionale.

A rappresentare l'Adsp per conto del presidente Francesco Maria di Majo è stato l'avvocato Maurizio D'Amico, funzionario dell'ente; su invito del presidente, alla missione ha partecipato anche l'ingegner Matteo Africano, componente del Comitato di Gestione dell’AdSP designato dalla Città Metropolitana di Roma Capitale e profondo conoscitore delle dinamiche economiche e produttive di Singapore

Fitti gli appuntamenti della missione, durante la quale i rappresentanti dell’AdSP hanno incontrato  i membri della Singapore Logistics Association (SLA) e il Presidente della Camera di Commercio Internazionale di Singapore; i vertici della National University of Singapore (NUS), sede della Conferenza intitolata "Belt & Road Initiative: a vision from Italian and Singapore Maritime Clusters", in cui è intervenuto come relatore l'avvocato D'Amico; il CEO della Maritime and Porth Authority of Singapore (MPA) e il Group Chief Executive Officer del PSA International, uno dei maggiori operatori portuali al mondo, con successiva visita al terminal; rappresentanti dell'International Bunker Industry Association (IBIA) di Singapore; rappresentanti della Banca Intesa San Paolo presso la sua sede a Singapore, in cui si è svolto il seminario intitolato "The new challenges of Maritime Economy: a focus Mediterranean area and Far East"; il Vice Presidente della Singapore Stock Exchange; il Presidente della Singapore Shipping Association e  il Direttore Esecutivo della Singapore Maritime Foundation; i rappresentanti della Camera della Camera di Commercio italiana a Singapore.

Il supporto fornito dall'Ambasciatore Raffaele Langella è stato suggellato da un cocktail offerto alla delegazione nella sua residenza di Cornwall Garden.

Secondo la classifica dei 110 porti mondiali stilata da Alphaliner relativa al traffico di container realizzato nel 2017, Singapore è al secondo posto, con  un traffico di circa 33,67 milioni di TEU, superato soltanto da Shangai, con 40,23 milioni di TEU. Merita di essere sottolineato che uno dei fattori che ha contribuito al successo economico-finanziario di Singapore è sicuramente la lunga esperienza in tema di zone franche e di zone economiche speciali. Attualmente la città-Stato dispone di 9 "free trade zones" (FTZ), attraverso le quali le aziende possono importare, vendere o esportare merci senza pagare dazi doganali, accise o imposte su beni e servizi. Le FTZ di Singapore consentono alle società di immagazzinare temporaneamente le loro merci fino a quando non vengono caricate su una nave o un aereo senza sdoganamento.

Due delle più grandi zone franche di Singapore sono il porto di Jurong e l'aeroporto di Changi. Il porto di Jurong può ospitare fino a 15.000 imbarcazioni all'anno e rappresenta uno dei porti polivalenti più grandi del mondo con strutture che includono un gran numero di magazzini e uno dei più grandi terminal di cemento al mondo.

L'aeroporto di Changi è dedicato alle aziende che trasportano merci via aerea e la zona franca collegata all'aeroporto ospita sia magazzini per lo stoccaggio di merci, sia uffici per le aziende di Singapore che vi operano.

La partecipazione dell'Autorità di Sistema Portuale alla missione a Singapore, ha rappresentato un'ottima occasione di confronto e di interrelazione con il cluster portuale, marittimo e logistico di uno dei principali poli finanziari ed economici internazionali, nonché sede di uno dei più importanti hub portuali al mondo e, conseguentemente, di verifica di opportunità per la creazione di relazioni commerciali con il Far East. 

Il Presidente dell’AdSP ha delegato l'avv. Maurizio D'Amico, in rappresentanza dell’Ente, tenuto conto della sua esperienza sulle Zone Economiche Speciali rispetto alle quali, recentemente, la Regione Lazio ha adottato una delibera per avviare la procedura di costituzione di una Zona Logistica Semplificata nelle aree portuali e retroportuali di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta.

In virtù della sua esperienza nel settore logistico-portuale maturata, in particolare, proprio a Singapore e della sua conoscenza della realtà industriale ed economica dell’Asia Pacifica,  la partecipazione dell'ing. Matteo Africano, componente del Comitato di Gestione dell’AdSP designato dalla sindaca della Città Metropolitana di Roma Capitale Virginia Raggi, ha rappresentato, infine, un importante valore aggiunto alla missione. 

Con la partecipazione dell'AdSP all'evento, il Presidente di Majo conferma la volontà di perseguire anche un approccio marcatamente internazionale per concretizzare le prospettive strategiche di sviluppo del network portuale laziale.

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Adsp in missione a Singapore

CIVITAVECCHIA – L'Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale ha partecipato all'importante missione, svoltasi a Singapore, organizzata dal “The International Propeller Clubs” con il coordinamento dell'Ambasciata d'Italia nella città-Stato del sud-est asiatico.

Quest'anno l'evento prevedeva una nutrita partecipazione: rappresentanti di ben nove Autorità di Sistema Portuale, del Propeller Club nazionale, di SRM – Studi e Ricerche per il Mezzogiorno, Presidenti di Associazioni del Cluster marittimo e logistico italiano, professionisti, nonché rappresentanti del mondo accademico ed universitario nazionale.

A rappresentare l'Adsp per conto del presidente Francesco Maria di Majo è stato l'avvocato Maurizio D'Amico, funzionario dell'ente; su invito del presidente, alla missione ha partecipato anche l'ingegner Matteo Africano, componente del Comitato di Gestione dell’AdSP designato dalla Città Metropolitana di Roma Capitale e profondo conoscitore delle dinamiche economiche e produttive di Singapore

Fitti gli appuntamenti della missione, durante la quale i rappresentanti dell’AdSP hanno incontrato  i membri della Singapore Logistics Association (SLA) e il Presidente della Camera di Commercio Internazionale di Singapore; i vertici della National University of Singapore (NUS), sede della Conferenza intitolata "Belt & Road Initiative: a vision from Italian and Singapore Maritime Clusters", in cui è intervenuto come relatore l'avvocato D'Amico; il CEO della Maritime and Porth Authority of Singapore (MPA) e il Group Chief Executive Officer del PSA International, uno dei maggiori operatori portuali al mondo, con successiva visita al terminal; rappresentanti dell'International Bunker Industry Association (IBIA) di Singapore; rappresentanti della Banca Intesa San Paolo presso la sua sede a Singapore, in cui si è svolto il seminario intitolato "The new challenges of Maritime Economy: a focus Mediterranean area and Far East"; il Vice Presidente della Singapore Stock Exchange; il Presidente della Singapore Shipping Association e  il Direttore Esecutivo della Singapore Maritime Foundation; i rappresentanti della Camera della Camera di Commercio italiana a Singapore.

Il supporto fornito dall'Ambasciatore Raffaele Langella è stato suggellato da un cocktail offerto alla delegazione nella sua residenza di Cornwall Garden.

Secondo la classifica dei 110 porti mondiali stilata da Alphaliner relativa al traffico di container realizzato nel 2017, Singapore è al secondo posto, con  un traffico di circa 33,67 milioni di TEU, superato soltanto da Shangai, con 40,23 milioni di TEU. Merita di essere sottolineato che uno dei fattori che ha contribuito al successo economico-finanziario di Singapore è sicuramente la lunga esperienza in tema di zone franche e di zone economiche speciali. Attualmente la città-Stato dispone di 9 "free trade zones" (FTZ), attraverso le quali le aziende possono importare, vendere o esportare merci senza pagare dazi doganali, accise o imposte su beni e servizi. Le FTZ di Singapore consentono alle società di immagazzinare temporaneamente le loro merci fino a quando non vengono caricate su una nave o un aereo senza sdoganamento.

Due delle più grandi zone franche di Singapore sono il porto di Jurong e l'aeroporto di Changi. Il porto di Jurong può ospitare fino a 15.000 imbarcazioni all'anno e rappresenta uno dei porti polivalenti più grandi del mondo con strutture che includono un gran numero di magazzini e uno dei più grandi terminal di cemento al mondo.

L'aeroporto di Changi è dedicato alle aziende che trasportano merci via aerea e la zona franca collegata all'aeroporto ospita sia magazzini per lo stoccaggio di merci, sia uffici per le aziende di Singapore che vi operano.

La partecipazione dell'Autorità di Sistema Portuale alla missione a Singapore, ha rappresentato un'ottima occasione di confronto e di interrelazione con il cluster portuale, marittimo e logistico di uno dei principali poli finanziari ed economici internazionali, nonché sede di uno dei più importanti hub portuali al mondo e, conseguentemente, di verifica di opportunità per la creazione di relazioni commerciali con il Far East. 

Il Presidente dell’AdSP ha delegato l'avv. Maurizio D'Amico, in rappresentanza dell’Ente, tenuto conto della sua esperienza sulle Zone Economiche Speciali rispetto alle quali, recentemente, la Regione Lazio ha adottato una delibera per avviare la procedura di costituzione di una Zona Logistica Semplificata nelle aree portuali e retroportuali di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta.

In virtù della sua esperienza nel settore logistico-portuale maturata, in particolare, proprio a Singapore e della sua conoscenza della realtà industriale ed economica dell’Asia Pacifica,  la partecipazione dell'ing. Matteo Africano, componente del Comitato di Gestione dell’AdSP designato dalla sindaca della Città Metropolitana di Roma Capitale Virginia Raggi, ha rappresentato, infine, un importante valore aggiunto alla missione. 

Con la partecipazione dell'AdSP all'evento, il Presidente di Majo conferma la volontà di perseguire anche un approccio marcatamente internazionale per concretizzare le prospettive strategiche di sviluppo del network portuale laziale.

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Disabili, verso le pari opportunità

SANTA MARINELLA – La lista civica ‘‘Il Paese che Vorrei’’, da anni si batte per difendere i diritti dei disabili ed ha più volte invitato le amministrazioni che nel tempo si sono succedute alla guida della città a approvare una delibera per l’abbattimento delle barriere architettoniche. 
Il movimento politico, auspica che la delibera sull’accessibilità dei negozi voluta dal delegato comunale Poleggi, rappresenti un primo passo verso le pari opportunità e l’uguaglianza dei cittadini e che si realizzi finalmente quanto approvato nel 2013. «Santa Marinella è un monumento alle barriere architettoniche – spiegano i responsabili del Paese che Vorrei – le sedi comunali, la stazione, le spiagge, gran parte dei marciapiedi, gli attraversamenti, hanno una caratteristica comune, sono inaccessibili alle persone disabili ma anche agli anziani, ai genitori con passeggini, a chiunque abbia difficoltà. Di conseguenza, le pari opportunità, l’uguaglianza, la libertà di circolazione e l’autonomia restano, per molti, diritti inaccessibili e quotidianamente calpestati. Per rispondere a questa situazione di inciviltà, nel 2013 abbiamo promosso e condiviso con gli altri gruppi politici, una mozione che impegnava Sindaco e Giunta a redigere i piani per l’eliminazione delle barriere architettoniche. L’atto approvato, si riproponeva di affrontare la materia in maniera organica, individuando gli strumenti che avrebbero reso possibile aggredire il problema e risolverlo». 
La proposta prevedeva una mappatura del territorio, l’individuazione di una scala di priorità degli interventi, una programmazione temporale e finanziaria delle opere. Grazie poi a una costante azione di pressione e di sensibilizzazione, si riuscì anche a far stanziare duecentomila euro nel piano triennale delle opere pubbliche, che avrebbero aperto la porta a un contributo regionale di ottocento mila euro per dare risposta all’annoso problema. 
«Dopo cinque anni di colpevole silenzio da parte del Sindaco Bacheca – continuano i responsabili della lista civica – si sperava che la nuova amministrazione recuperasse la mozione e la rendesse finalmente operativa. Invece, con il dissesto finanziario, si sacrificano le speranze e i diritti delle persone con disabilità. Uno spiraglio è arrivato però con la proposta del delegato Alessandro Poleggi, che mira a rendere accessibili le attività commerciali del nostro Comune. Sembrerebbe poca cosa se confrontata con la proposta del 2013, ma costituisce comunque un punto di partenza. Accogliamo positivamente la deliberazione presentata dal Sindaco ricordando, però che, se è giusto garantire il diritto allo shopping, altri diritti ben più importanti per le persone con disabilità, dovrebbero avere la priorità. Riteniamo indispensabile rendere accessibili le sedi comunali e gli edifici pubblici e ad utilizzo pubblico quali stazioni, banche, posta, spiagge, mezzi pubblici e fermate”. “Auspichiamo – concludono dalla lista civica ‘‘Il Paese che Vorrei’’ – che lo spirito di collaborazione da noi dimostrato venga compreso dalla nuova Amministrazione e che questa si impegni, sin da subito, a realizzare le piccole opere a costo zero che renderebbero le sedi pubbliche accessibili ed eserciti una doverosa pressione sulle Ferrovie dello Stato affinché realizzino le dovute modifiche alla stazione ferroviaria”.

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Treno crocieristi: l'idea non tramonta

CIVITAVECCHIA – Il treno dedicato ai crocieristi torna a essere una possibilità. Ad annunciarne la sua introduzione, con delle linee sperimentali è stato Nicola Passanisi, della segreteria dell’Assessorato regionale ai Trasporti intervenuto giovedì pomeriggio al convegno sui trasporti organizzato dal Partito democratico e a cui erano presenti oltre che il rappresentante della Pisana anche i consiglieri regionali Marietta Tidei ed Emiliano Minnucci, il consigliere metropolitano Federico Ascani e il portavoce dell’Osservatorio Regionale sui Trasporti Andrea Ricci. Durante il convegno, la consigliera regionale dei dem, Marietta Tidei, aveva espresso la necessità da parte della Regione di effettuare uno sforzo in più «per alleggerire i treni dedicati ai pendolari» che ogni giorno si spostano da Civitavecchia a Roma andando ad inserire dei nuovi collegamenti dedicati proprio ai turisti in arrivo al Porto. A cominciare proprio da treni diretti dalla città portuale alla Capitale e perché no anche a dei treni che colleghino lo scalo civitavecchiese con l’Aeroporto di Roma. E così Passanisi ha annunciato che da marzo 2019 a Civitavecchia approderanno le prime linee sperimentali dedicate proprio ai crocieristi. Una novità questa annunciata già nei mesi scorsi e che sarebbe dovuta entrare in vigore, sempre in via sperimentale dal 15 ottobre all’8 dicembre che prevedeva anche un trasbordo dei passeggeri delle navi, fino alla stazione di Civitavecchia, a bordo di autobus in partenza proprio dal porto. In stazione invece sarebbero dovuti essere presenti due coppie di treni Vivalto a sei carrozze con una capacità totale di 720 posti a sedere che avrebbero dovuto fare la spola tra Civitavecchia e la Capitale con arrivo a Roma Ostiense. Progetto che però era sfumato ancor prima di partire a causa di costi troppo alti. Ora a quanto pare, a detta di Passanisi il progetto è pronto a esser tirato fuori dal cassetto. Servizio che però non prevede il trasporto dei crocieristi dal porto alla stazione ferroviaria. Assenza questa definita dal rappresentante dell’Osservatorio Regionale dei Trasporti Andrea Ricci, «grave mutilazione» a cui va incontro l’iniziativa. Ricci ha infatti ricordato come negli anni passati erano stati già attivati dei treni dedicati ai crocieristi ma che alla fine, a causa dell’arrivo dei viaggiatori a piedi in stazione, e a una scarsa pubblicizzazione del servizio, la maggior parte di questi si riversavano comunque sui treni dei pendolari. «Confidiamo – ha detto Ricci – che le prevendite siano efficaci e che queste vadano a sopperire in modo organico all’assenza di un trasporto tra il porto e la stazione ferroviaria».

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''Punta di Palo, il Comune prosegue la sua azione annullando i permessi di costruire''

LADISPOLI – “Con l'ordinanza dirigenziale n.205 emessa in data odierna, che annulla i permessi di costruire nell’area denominata Punta di Palo, il Comune di Ladispoli compie ancora un passo nella direzione della tutela delle aree di pregio della nostra città e verso il contrasto alla loro cementificazione. Il provvedimento arriva a seguito delle verifiche svolte sull'intero iter procedurale che hanno evidenziato la presenza di diverse criticità.
Le parole sono del Sindaco Alessandro Grando che è intervenuto per rendere noto alla città l'esito del lavoro svolto dagli uffici comunali su una vicenda molto sentita dalla popolazione.
“Ricordiamo che l'intervento a Punta di Palo nasce con un Piano di lottizzazione che prevedeva l'insediamento di 30 mila metri cubi di strutture alberghiere e sportive. Successivamente i proprietari dell'area avevano sfruttato l'occasione concessa dalla legge regionale 21/2009 (c.d. Piano Casa) di convertire queste volumetrie interamente a residenziale. La legge in questione consentiva tuttavia ai Comuni di escluderne l'applicazione in determinate aree, da individuarsi entro un anno dall'entrata in vigore della legge stessa.
Tale limitazione venne applicata, ad esempio, al comparto edificatorio Olmetto – Monteroni, interessato ugualmente da un Piano di lottizzazione, al quale venne appunto preclusa la possibilità di attuare le disposizioni della legge 21/2009.
E' stata quindi una precisa scelta di chi ci ha preceduto quella di consentire a Punta di Palo questo tipo di intervento, a ridosso di un'area di grande importanza naturalistica come è il Bosco di Palo.
Oggi, quindi, ci troviamo nuovamente a fare i conti con le sciagurate decisioni in materia di pianificazione urbanistica di chi ci ha preceduto, come già avvenuto per i numerosi Programmi integrati che abbiamo ricevuto in eredità.
Se per questi ultimi però è stato possibile intervenire in maniera definitiva con l'annullamento, in quanto l'iter di approvazione non era ancora stato completato, non possiamo dire lo stesso per Punta di Palo.
In questo caso, infatti, l'iter approvativo si è concluso con una conferenza dei servizi che ha interessato, tra gli altri, anche la Regione Lazio, la quale ha dato il proprio parere favorevole seppur con prescrizioni da osservare prima dell'emissione dei relativi permessi di costruire.
Tra tali prescrizioni rientrano ad esempio la cessione di 5 ettari di terreno al Comune di Ladispoli e la preliminare verifica di fattibilità degli allacci alla rete idrica e fognaria esistente.
La carenza di tutto ciò, unitamente alla mancata sottoscrizione della convenzione urbanistica, ha motivato la posizione assunta dall'Ufficio tecnico comunale.
Siamo coscienti del fatto che mettere la parola fine a questa speculazione edilizia sia un obiettivo difficile da raggiungere, ma crediamo che Ladispoli non abbia bisogno di questo tipo di pianificazione e cercheremo in ogni modo di impedirne la realizzazione, restituendo alla città la giusta destinazione di un'area di notevole pregio ambientale”.

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“Amministrazione Mencarini, un tempo troppo breve per dare una valutazione attendibile”  

TARQUINIA –  Il teatro sarà inaugurato a breve. E a tagliare il nastro non ci sarà alcun sindaco, ma il commissario prefettizio. ''E forse è giusto così''.

Nemesi storica dell’ex presidente del consiglio comunale Arrigo Bergonzini e della ex assessora ai Lavori pubblici Laura Sposetti a circa un mese dalle dimissioni del sindaco Pietro Mencarini. I due ex amministratori parlano di un tempo di governo troppo breve per dare un giudizio sull’operato e ed elencano tuttavia alcune delle opere messe in cantiere.

“I cittadini romani stanno solo ora chiedendo conto alla sindaca Raggi della mancata soluzione di problemi annosi come la raccolta dei rifiuti, l'inquinamento, il traffico e la presenza dei bus turistici, il degrado urbano, l'occupazione abusiva degli immobili comunali, le questioni di ordine pubblico connesse e così di seguito – affermano Bergonzini e Sposetti – Due anni e sei mesi (medio termine di mandato) costituiscono, infatti, un tempo sufficiente per dare un giudizio sull'attività amministrativa, se non sulla base di risultati concretamente raggiunti quanto meno in termini di progettualità e di prospettive future. Nei confronti dell'amministrazione Mencarini tale giudizio rimane inevitabilmente sospeso sia perché un anno risulta obiettivamente un lasso di tempo troppo breve (luglio 2017 insediamento – agosto 2018 decadenza) per una valutazione attendibile e sia per alcune evidenti difficoltà operative, che si erano da tempo appalesate”.  “Non per questo – rimarca Bergonzini – il rammarico appare minore in riferimento alla mancata soluzione di alcuni problemi, che la stessa amministrazione uscente aveva inizialmente indicato come prioritari e per i quali l’assessora competente, alla quale ho tentato di dare tutto il supporto possibile in termini di conoscenza e di ricerca, si era particolarmente impegnata, pur con la grave colpa di non aver adeguatamente pubblicizzato l’attività progettuale posta in essere. Volendo elencare solo alcuni dei temi di maggiore interesse, partirei dal confronto o meglio dal contenzioso instaurato con la S.A.T. Società Autostrada Tirrenica per la sistemazione di tutte le criticità sulla viabilità principale e secondaria determinatisi a seguito dei lavori autostradali, quali la rotatoria allo svincolo sulla Provinciale Porto Clementino, le strade complanari e quelle vicinali (strada del Pidocchio), motivo di costante pericolosità. La sistemazione di una serie di spazi urbani a ridosso del centro storico, per la quale erano state avviate le pratiche amministrative per la eliminazione del distributore di carburanti sulla circonvallazione Cardarelli con una previsione di area a verde e parcheggio in prossimità della Torre di Dante contestualmente alla sistemazione del “Bucone”, con la prospettiva di poter effettuare un parcheggio sottostante il giardino pubblico limitrofo. La realizzazione di un'altra area a verde e parcheggio in zona Clementina su un’area oggetto di cessione da parte del privato e l’ampliamento del parcheggio fuori la Barriera S. Giusto, previo anche in quel caso il recupero di un’area di servizio carburanti. La definizione del rapporto concessorio trentennale con i proprietari del Top 16, iniziato proprio nel 1988, che prevedeva la presa in carico di tutte le opere di urbanizzazione (sistemate) e degli spazi comuni, oltre all’adempimento di altre obbligazioni contrattuali”. “Basti pensare – rimarcano i due ex amministratori – che ancora non è formalmente intervenuta la cessione in proprietà del Comune dei locali dove è ubicata la farmacia. L’avvio dei lavori per le opere di eliminazione del vincolo PAI su tutte le zone artigianali e commerciali fino alla stazione di Tarquinia, finanziate con fondi europei, di cui è stato fatto quanto meno il progetto esecutivo per i vari pareri ministeriali. La realizzazione di quest’opera attiene allo sviluppo produttivo ed occupazionale delle zone interessate suddette, nelle quali è ubicato anche il principale complesso scolastico di Tarquinia. La definizione delle proprietà Arsial, compresa la Cantina Cerveteri e tutti gli ampi terreni annessi, che permetterebbero la sistemazione definitiva sotto il profilo urbanistico di tutta la zona produttiva D/2, in cui è ricompresa la struttura. L’acquisizione in sicurezza di tutta una serie di terreni e strutture, come il centro chimico-militare, suscettibili di ampia utilizzazione a servizio della collettività, come anche varie aree al Lido di Tarquinia da destinare a verde e parcheggio. L’elenco completo delle iniziative avviate sarebbe troppo lungo. Purtroppo sono mancati i tempi necessari

Tutto questo al netto della questione riguardante “S. Giorgio”, che non compariva in alcun modo nel nostro programma elettorale, ma che alcuni hanno tentato di affrontare senza le opportune conoscenze storico-amministrative e senza la preparazione tecnico-urbanistica necessaria. Ma questa è un’altra storia….., che racconteremo più avanti. Così come storia diversa e particolare e quella del teatro comunale”. “Per tale questione – afferma Bergonzini – permettetemi di attingere ai ricordi dell’altra vita amministrativa, nel corso della quale mi sono interessato della vicenda per la prima volta nella seduta del consiglio comunale del 20/12/1988, del quale facevo parte come consigliere.  In quella occasione (Deliberazione n. 246) fu discussa ed approvata la risoluzione anticipata del contratto di locazione dell’immobile comunale adibito a “Cinena Teatro Moderno” nei confronti del gestore Ciatti Enzo, al quale veniva corrisposta una indennità di Lire 95.000.000=.  La motivazione era quella di avviare gli atti e le procedure per la realizzazione di una struttura destinata “ .. alla programmazione di spettacoli teatrali, sia per favorire l’avvicinamento del pubblico a questo genere di cultura sia per dare spazio a formazioni di teatro locali che potrebbero avere così a loro disposizione una struttura stabile ..”, come si legge nella relazione allegata alla delibera. Personalmente ero contrario a tale iniziativa, che ritenevo eccessivamente costosa ed inopportuna prima di una adeguata progettazione complessiva sulle opere, sui costi necessari e sui tempi di realizzazione. Intervenni in Consiglio (facevo parte della maggioranza di allora presieduta dal Sindaco prof. Ciurluini) e feci presenti le mie perplessità, concludendo che con questo modo di operare vi era il pericolo che dopo “VENTI ANNI” il Teatro non sarebbe ancora stato realizzato, avendo nel tempo il Comune investito enormi risorse economiche, secondo un costume italico dello “spreco” di risorse pubbliche. La mia rimase una voce isolata ed anche senza il mio consenso la deliberazione fu approvata con 24 voti favorevoli (praticamente all’unanimità) e 1 contrario. Ricevetti nell’occasione varie pressioni (lecite) sotto il profilo politico, come presunto avversario di iniziative culturali indispensabili per la “crescita” della Città.  Pur in presenza del mio (poco rilevante) parere contrario, con quell’atto e quell’impegno economico è partita l’avventura amministrativa per la realizzazione del Teatro, che, come semplice cittadino, ho sempre seguito nelle varie vicissitudini economiche e contrattuali.  E’ stata un’avventura sfortunata, caratterizzata da problemi di varia natura economica, amministrativa, giudiziaria e progettuale (anche se il progetto iniziale redatto dall’arch. Proli è veramente apprezzabile dal punto di vista funzionale ed estetico, come potrà fra non molto essere verificato da tutti i cittadini). L’elenco dei meriti e delle eventuali responsabilità appare attualmente inutile, certo è che “venti anni” non sono bastati, ce ne sono voluti trenta: Consapevole della cosa, quando sono stato nuovamente investito di una qualche responsabilità amministrativa, la prima cosa che ho segnalato come prioritaria all’assessorato ai Lavori pubblici è stato il completamento del teatro, la realizzazione dell’appalto sugli arredi e l’acustica, nonché la sistemazione della pensilina esterna e dell’atrio. Da parte dell’assessorato vi è stato il massimo impegno, cercando anche di abbreviare i tempi di gara e di consegna, nonostante alcuni ulteriori impedimenti di carattere burocratico e difficoltà operative varie.  Vi era la volontà di percorrere più in fratta possibile “l’ultimo miglio” di un percorso lungo ed impervio, sicuramente nato sotto una “cattiva stella”.  Eravamo, comunque, sicuri che dopo Trenta anni dalla prima delibera n. 246/1988 saremmo stati noi ad inaugurare finalmente il teatro, magari con soddisfazione immeritata rispetto all’impegno anche di precedenti amministratori, ma pensando legittimamente di poter decidere sugli aspetti gestionali futuri dell’opera. Tale sicurezza si è infranta sullo scoglio dello scioglimento prematuro dell’amministrazione Mencarini”. “In una sorta di nemesi storica il teatro dovrà essere inaugurato dal commissario. – concludono Bergonzini e la Sposetti – E a ben vedere, appare giusto così.  Il teatro costituisce un evento positivo per la città ed in qualche modo purificatore di errori passati, di incomprensioni ed incompetenze, che è auspicabile non si ripetano al momento di affrontare tutti i problemi che affliggano il nostro, pur privilegiato, Paese, dove “tutto è fermo ed incantato .. anche il “Vento”, secondo il ricordo di Cardarelli, ma dove tutto potrebbe essere al tempo stesso “in movimento”, favorito dalla felice collocazione territoriale sulle grandi vie di comunicazione nazionale e internazionale. L’auspicio è che i cittadini sappiano riavviare tale vivacità e capacità gestionale con le loro scelte elettorali prossime venture. Auguri a tutti, anche di buon Teatro”.

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«Saline, il finanziamento è per la spiaggia»

TARQUINIA – La riqualificazione delle Saline diventa terreno di ‘‘scontro’’. Protagonisti la Lega Tuscia e Tarquinia nel cuore. Dopo l’annuncio da parte di quest’ultima del possibile arrivo di un finanziamento di 2,3 milioni di euro da parte della Regione Lazio a intervenire  sull’argomento è stata propriola Lega Tuscia che, però, ‘‘sbaglia’’ l’oggetto del finanziamento  e tira in ballo il Borgo delle Saline. Nella sua nota, infatti la Lega Tuscia plaude alla riqualificazione del Borgo, «un importante sito naturalistico divenuto poi Oasi» con la «riqualificazione che prevedeva nel corso degli anni, anche, come poi avvenuto la ristrutturazione dell’edificio principale con la trasformazione in struttura ricettiva». Ed erroneamente Lega Tuscia plaude all’arrivo dei 2,3 milioni di euro in arrivo dalla Pisana che, serviranno, per loro, «a completare un’opera che da anni poteva operare,invece, dopo un sopralluogo,  abbiamo trovato uno stato di abbandono pressoché totale, troppi anni sono trascorsi dal completamento quasi totale, di quello che poteva essere un albergo, un ostello da permettere al turismo naturalistico naturalistico e non, di soggiornare in un contesto unico nella nostra Regione». E la Lega Tarquinia punta il dito contro la «burocrazia e l’indifferenza della politica» che «sino ad oggi di fatto mandano in malora soldi spesi e questo non può essere tollerabile». E per quanto Lega Tuscia plaude al finanziamento in dirittura d’arrivo, da Tarquinia nel cuore rivendicano i fondi prossimi ad essere stanziati dalla Pisana ma tengono a precisare come questi non saranno destinati al Borgo delle Saline, tanto caro alla Lega Tuscia, bensì alle «parti colpite dall’erosione, dunquela spiaggia e le strutture costiere». «Se il signor Della Rocca – sottolinea il vice presidente dell’associazione Laura Liguori – nel suo comunicato, si riferiva alle ultime notizie espresse dai media, credo sia opportuno specificare che i fondi di cui si é parlato non riguardano l’ecoalbergo, che si trova all’interno del Borgo e dunque non é eroso dal mare. Sottolineo inoltre come l’incontro condotto dalla nostra associazione lo scorso martedì sia avvenuto con lo staff di Zingaretti ed Alessandri, e che non siano state fattedunque dichiarazioni diretteda parte di quest’ultimo.   Rimaniamo a disposizione di Della Rocca, del cui novello interesse per le Saline ci compiacciamo, per fornirgli maggiori specifiche sul tema, qualora desiderasse approfondire questa o qualunque altra questione inerente il compendio; confidiamo che sará lieto di sostenerci nelle battaglie che portiamo avanti, in gruppo o nella persona del Presidente, da ben oltre 10 anni. Anzi, cogliamo anche l’occasione per invitarlo pubblicamente alla conferenza sulle blue energy di questo venerdì: siamo certi che il suo interesse per lo sviluppo della costa ne rimarrá appagato».

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