Blocco del cantiere Privilege, l'amministrazione è fiduciosa

CIVITAVECCHIA – "Siamo in costante contatto con la curatela fallimentare che ci ha rassicurato di come la predisposizione della documentazione per portare a termine l'acquisizione dell'area di cantiere da parte della Royalton sia comunque in essere da giorni e che si concluderà a breve". Lo  ha assicurato il sindaco Antonio Cozzolino, all'indomani della denuncia da parte del presidente di Unindustria Stefano Cenci e del capogruppo de la Svolta Massimiliano Grasso sul blocco della procedura per la formalizzazione dell'acquisto del cantiere da parte della Royalton. La curatela, infatti, non avrebbe fornito in tempo utile per la stipula del contratto l'Ape, l'attestato di prestazione energetica. Il sindaco, comunque, non si dice preoccupato. 

"Una volta ultimate queste procedure burocratiche, i cui tempi mi hanno rassicurato saranno abbastanza brevi – ha aggiunto il primo cittadino – la questione passerà all'Autorità di Sistema Portuale che dovrà avviare la procedura di subentro di concessione che ovviamente sarà sottoposta ad un'attenta analisi delle documentazione dell'azienda, compreso il piano industriale e occupazionale. Superata questa fase burocratica, sarà mia premura tornare a sollecitare l'impiego dei lavoratori ex Privilege nel prossimo cantiere".  

"Il consigliere Grasso dovrebbe sapere, in quanto dipendente dell'Autorità di Sistema Portuale – ha sottolineato il consigliere comunale Francesco Fortunato – che anche se il rogito si fosse concluso nelle settimane addietro, il cantiere comunque non avrebbe potuto aprire visto che il subentro della nuova azienda è subordinato a tutto un percorso burocratico che dovranno seguire gli uffici dell'Autorità di Sistema Portuale. Capisco e comprendo che lo sblocco della vertenza occupazionale sia una delle priorità per il mondo del lavoro cittadino ma visti i numerosi casi del recente passato, che hanno lasciato ferite aperte nella città, l'analisi documentale dovrà, oltre a rispettare le leggi, essere accurata e scrupolosa per evitare il ripetersi di brutte esperienze che questa città già troppe volte ha vissuto". 

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Le strategie su Regionali e Rai Berlusconi pronto a vedere Salvini

Il pranzo con Tajani ad Arcore. I suoi: la prossima settimana ci sarà il vertice. Da ex premier si dice preoccupato per la crisi libica, ricorda il precedente del 2011 quando Gheddafi venne esautorato

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Alla festa del Pd applausi a Fico (M5S): «Preoccupato per la Libia. Problema lasciato dalla Francia»

Il presidente della Camera dei deputati è stato accolto con calore nella sala dibattiti. Su Salvini: «Di rispondergli sempre non me ne frega niente»

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«Scuola di via Rapallo, nessun gravissimo problema strutturale»

LADISPOLI – «Smentiamo in modo categorico che nel plesso di via Rapallo ci siano gravissimi problemi strutturali che potrebbero provocare un crollo». A smentire gli allarmismi che da qualche tempo stanno circolando sul web è stato il consigliere delegato alla Manutenzione scolastica Emiliano Fiorini. «Come avevamo annunciato di recente – ha spiegato il consigliere delegato – sono scaturite delle criticità durante gli interventi nel plesso di via Rapallo per cui è stato necessario posticipare l'apertura della scuola subito dopo il ponte di Ognissanti o, al massimo, dopo le vacanze natalizie. Se non sorgeranno ulteriori imprevisti, consegneremo alle famiglie e al corpo docente un istituto rinnovato e funzionale, grazie alla direzione dei lavori coordinati dal direttore Pamela Stracci che segue assiduamente tutto lo svolgimento degli interventi e ha informato più volte l'amministrazione comunale sulla correttezza, pulizia e rispetto delle normative da parte della ditta appaltatrice». E rispondendo a chi in questo periodo si era mostrato preoccupato per l'assenza di operai, il consigliere delegato tranquillizza:«C'è stato solo un naturale fermo per le ferie di ferragosto». Da qui la decisione dell'amministrazione comunale di “trasferire” almeno per il momento gli alunni della scuola di via Rapallo a Marina di San Nicola e in via Fratelli Bandiera «in attesache sia completata la ristrutturazione dell'edificio. A loro disposizione ci saranno delle navette gratuite che, all'andata, partiranno dalla scuola di via Rapallo per i plessi di Marina di San Nicola e via Fratelli Bandiera. Al ritorno saranno lasciati in via Rapallo». Servizio navetta a disposizione anche a per i bambini delle sezioni della materna di via La Spezia trasferiti in via Aldo Moro. «Invitiamo quindi tutti i genitori interessati a recarsi presso lo Sportello Scuolabus della Flavia Servizi per effettuare la richiesta del servizio navetta. Lo sportello – ha concluso il Fiorini – è aperto al pubblico il martedì dalle 10 alle 11.30 e dalle 16 alle 17.30 e il giovedì dalle 11 alle 12.30 e dalle 16 alle 17.30”.

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Probabile l'origine dolosa dell'incendio

CIVITAVECCHIA – Una densa colonna di fumo nero visibile in tutta la città. Odore acre. Sirene. Così si è svegliata ieri mattina Civitavecchia. Poco dopo le sette si è infatti sviluppato un grosso incendio in zona industriale, all’interno del centro recupero rottami e demolizioni fratelli Bertini, in via Busnengo. La Procura ha aperto un fascicolo per chiarirne l’origine, con le indagini affidate agli uomini del dirigente del commissariato di Polizia Nicola Regna. Occorrerà attendere i risultati e le relazioni prodotte dai Vigili del fuoco per avere una certezza su quanto accaduto anche se tutto lascia presupporre si possa trattare di un incendio doloso. Anche il sindaco Antonio Cozzolino, intervenuto sul posto, ha avallato questa tesi: «Probabilmente qualcuno – ha dichiarato ieri – ha tirato un innesco dalla strada». E questo bisognerà fare chiarezza. Fondamentali saranno anche le immagini delle telecamere di videosorveglianza delle diverse attività che insistono in quella zona e già al vaglio degli inquirenti.

LA CRONACA – L’incendio è partito da alcuni container contenenti autoveicoli demoliti e pronti per il trasporto via mare. Fiamme altissime e fumo nero hanno preoccupato chi lavora nella zona e gli stessi cittadini. Subito sul posto squadre dei Vigili del fuoco della caserma Bonifazi (tre automezzi in totale, con autobotte ed autoscala), gli agenti del commissariato di Polizia, quelli della Polizia locale e i carabinieri. Presente anche il sostituto procuratore Federica Materazzo, sul luogo dell’incendio per acquisire le prime informazioni. In ausilio anche i vigili del fuoco di Cerveteri, un automezzo per il trasporto di autoprotettori, i volontari della Protezione civile di Civitavecchia, i gruppi comunali di Tarquinia e di Allumiere, Esercito, tutti con cisterne per rifornire quelle dei Vigili del fuoco. Anche la ditta Guerrucci ha inviato sul posto una cisterna da 12 mila litri. 
Inizialmente era stato richiesto l’intervento di un elicottero anche se poi il comando provinciale dei Vigili del fuoco ha deciso di non far intervenire mezzi aerei. Sul posto anche una squadra dal Nomentano di Roma fornita di liquido schiumogeno, oltre al nucleo Nbcr (nucleare, biologico, chimico e radiologico). Per velocizzare le operazioni di soccorso si è deciso di far rifornire gli automezzi in banchina dalla motobarca dei Vigili del fuoco VFR12. Allertate anche Prefettura e Protezione civile regionale. In fiamme pneumatici e, a quanto pare, dell’olio contenuto all’interno di alcuni mezzi. L’incendio è stato messo sotto controllo attorno alle 9 e domato definitivamente poco prima delle 13; i Vigili del fuoco sono però stati impegnati per ore per il contenimento, la bonifica e la messa in sicurezza dell’area: operazioni del genere, infatti, richiedono lo smassamento dei materiali andati a fuoco con l’ausilio dei mezzi meccanici. Non si sono registrati feriti. 
 

L’ALLARME AMBIENTALE – La nube che si è sprigionata ha messo in allerta la città, tanto che è stato richiesto l’intervento immediato dell’Arpa Lazio per i rilievi atmosferici. I tecnici giunti da Roma hanno proceduto ai campionamenti, anche per valutare l’entità del rischio per la salute pubblica. Le uniche raccomandazioni giunte da Palazzo del Pincio sono state quelle di tenere chiuse le finestre per evitare di inalare direttamente il fumo, specialmente per i residenti della zona di Borgata Aurelia e Santa Lucia.

 

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Tumori: 102 nuovi malati in 5 mesi

CIVITAVECCHIA – Dal 1 gennaio al 31 maggio sono state attivate 102 esenzioni 048, ossia per soggetti affetti da patologie neoplastiche e da tumori dal comportamento incerto. A questi si aggiungono 29 asmatici, 12 persone affette da cardiopatia ipertensiva, 4 colpiti da altre forme di cardiopatia ischemica cronica, 2 pazienti con insufficienza respiratoria cronica, 2 con aterosclerosi, e poi un paziente per aritmie cardiache, per cardionefropatia ipertensiva e per ipertensione secondaria maligna. Sono questi i dati forniti dalla Asl Rm4 su richiesta dei comitati cittadini ‘‘In nome del popolo inquinato’’, ‘‘Civitavecchia C’è’’ e ‘‘Comitato Puntone de Rocchi’’. Comitati che se da un lato si dicono preoccupati per il dato sanitario – anche se va poi messo a confronto con altre realtà ed analizzato con più attenzione – dall’altro mettono in evidenza in modo particolare il dato politico, tornando a chiedere che fine abbia fatto il registro tumori cittadino, con il team guidato dal dottor Mauro Mocci. 

In questo senso il consigliere della Svolta Massimiliano Grasso, che ha accompagnato i comitati alla Asl, sostenendo questa battaglia, si è detto pronto anche a presentare un’interrogazione per capire quali siano le intenzioni dell’amministrazione e, in particolare del Sindaco, presidente tra l’altro della conferenza locale della Sanità. «Su questo aspetto e su molti altri temi su cui questa amministrazioni aveva fondato le basi – ha spiegato Grasso – è calato il silenzio. Ringraziamo intanto la Asl per la disponibilità; l’azienda ha anche assunto una epidemiologa che andrà ad analizzare questi dati andandoli a confrontare con altre realtà».

Un silenzio inaccettabile, secondo Roberto De Vito. È stato Roberto Melchiorri a rimarcare la necessità di procedere sulla strada del registro tumori – sul quale peraltro erano stati investiti anche dei finanziamenti – definendolo «uno strumento essenziale perché ci permetterebbe di avere un quadro chiaro di una situazione drammatica». Preoccupato anche Angelo Pierotti: «Parliamo di 154 nuovi malati per cinque mesi, uno al giorno – ha aggiunto – un dato tra l’altro incompleto, perché non considera decessi o persone in attesa. Eppure assistiamo a proclami, con i dati dell’Arpa che indicano una qualità buona dell’aria, con l’amministrazione che dice che qui non si inquina più. E invece la correlazione tra malattie ed ambiente non è da sottovalutare: il problema c’è e va affrontato. Basta con questo silenzio». 

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Casella, farmacia comunale: "Forse l'obiettivo finale era la privatizzazione"

SANTA MARINELLA – Il leader della lista Il Paese che Vorrei, interviene in merito alle difficoltà che sta incontrando la farmacia comunale, che denuncia un passivo di oltre un milione di euro, determinato dalla gestione scriteriata degli utili dell’esercizio sanitario da parte della precedente amministrazione.

“Alla luce del pessimo risultato economico della farmacia comunale – spiega Lorenzo Casella – ci appare legittimo domandarci se il disegno politico non sia stato quello di condurre questo bene comune alla dismissione con l’obiettivo finale di privatizzarlo, magari favorendone l’acquisto da parte di amici o di parenti. La salute è un bene fondamentale sancito dalla Costituzione e le farmacie comunali sono un presidio del servizio sanitario nazionale cui è affidata la funzione di erogare un servizio pubblico essenziale, meglio ancora se producendo utili da reinvestire. A Santa Marinella, dal 2014 invece, la farmacia del rione Valdambrini è stata inserita nei servizi a esclusiva valenza economica e la sua gestione assegnata a un tecnico economico con il risultato di azzerarne il ruolo sociale in favore di un’ottica che la riduca a mero bene commerciale. Una farmacia comunale dovrebbe fornire servizi di assistenza e consulenza, in particolare alle fasce sociali più deboli, offrendo sconti sui prodotti, consegne a domicilio, fornitura gratuita di alcuni servizi quali la misurazione della pressione e del peso. Essenziale anche il ruolo di collegamento con gli ospedali, per la prenotazione di esami e visite e la consegna diretta dei referti e con l’Asl, per le campagne periodiche di prevenzione indirizzate a particolari segmenti della popolazione. In molti comuni i cittadini usufruiscono di questi servizi e di molti altri ancora, da noi sembra fantascienza.Sarebbe necessario impegnarsi tutti per far funzionare le cose invece di far polemica, in un botta e risposta tra nuova e vecchia amministrazione”. Il leader del Paese che Vorrei si dice preoccupato che questo importante servizio pubblico possa essere oggetto di dismissione e interessi affaristici con la scusa di dover tamponare il disastroso bilancio comunale. “Riteniamo invece – prosegue Casella – che la necessità di risanare il bilancio non debba sottrarre la classe politica dalla responsabilità di operare delle scelte identificando e tutelando ciò che è necessario proteggere. Esortiamo perciò l’amministrazione comunale a individuare le responsabilità su cosa non abbia funzionato per tornare a garantire questo servizio pubblico e il diritto alla salute per i nostri concittadini. Si cerchi di capire la realtà contabile dell’esercizio e si riparta con trasparenza aprendo un conto corrente dedicato. Si potrebbe poi continuare togliendo la gestione dalle mani di un ragioniere per riconsegnarla al personale specializzato di questo settore e proseguire potenziando le attività per trasformarla in ciò che dovrebbe essere, un centro di erogazione di servizi per la collettività, parte integrante della rete di prevenzione che insieme alle altre strutture sanitarie costituisce il primo sistema di tutela della salute sul territorio”.

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Moscherini: ''San Giorgio, avanti con la legge 28/80'' 

TARQUINIA – Entro il 10 agosto il passaggio in commissione urbanistica, convocata ad hoc, che acquisirà la legge regionale 28/80 e che permetterà di stoppare, subito, le demolizioni. Comprese le procedure già avviate. Poi,  nei tempi possibili, l’acquisizione del documento  in consiglio comunale. Perché la risoluzione del caos urbanistico di San Giorgio si ottiene “salvando tutti”,  e soprattutto attraverso il percorso delineato dalla legge 28/80 che riporta tutto in mano all’amministrazione comunale. 
Parola del consigliere comunale Gianni Moscherini che ieri mattina ha indetto una conferenza stampa per illustrare, anche alla presenza di alcuni consorziati,  che “stavolta si volta pagina”, dopo 50 anni di immobilismo incapacità.
Moscherini ha annunciato, dalle sale del ‘’Cantiere della nuova politica”, di essere in linea con il percorso che ha deciso di intraprendere l’amministrazione comunale per riportare ordine in una delle zone più belle del territorio di Tarquinia. L’iter procedurale su come affrontare il caso San Giorgio Moscherini lo ha infatti già discusso con il sindaco Pietro Mencarini e il segretario generale.
«Mi ero preoccupato molto in questi giorni –  ha detto – per le notizie diffuse circa il fatto che gli uffici comunali stanno mandando ai consorziati le lettere di acquisizioni e di demolizione; anche a coloro che hanno pagato il condono. Il sindaco però mi ha confortato, condividendo un’azione amministrativa che sarà risolutiva nel riportare tutto alla legalità, nell’ambito di un progetto urbanistico che risponderà a tutte le esigenze: turistiche, abitative, dei servizi». 
«Anche Mencarini – ha aggiunto il consigliere –  insieme al segretario generale, condivide con me  il fatto di dover procedere utilizzando la legge regionale 28/80 uni vero percorso per riportare tutto sul binario giusto. Anche perché la legge ci consente immediatamente di stoppare gli ordini di demolizione, e rimettere in mano tutta la vicenda  urbanistica al Comune. Perché il Comune ha il dovere di risolvere i problemi che ci sono nell’area e  che risalgono al 1964. La legge in questione stabilisce anche quali sono i benefici che i Comuni, applicando la norma, possono utilizzare  in via straordinaria per i cittadini». 
Moscherini non ha dubbi: «In quella legge è disegnato il percorso. Quindi, con il sindaco  e il segretario generale siamo perfettamente d’accordo; al punto che mi hanno comunicato che prima del 10 agosto si terrà una commissione urbanistica ad hoc, in Comune, dove si stabilirà questo percorso dell’utilizzo della legge 28/80.  La commissione voterà, cioè,  un documento di linea di indirizzo che sarà portato in consiglio comunale per essere votato, ci auguriamo, all’unanimità. Nel documento chiederò espressamente di raccomandare agli uffici comunali di stoppare immediatamente  le demolizioni, senza neanche aspettare il voto del consiglio comunale, che, comunque,  certificherà in maniera inequivocabile l’applicazione della legge». Per uscire dal caos per Moscherini serve anche procedere con un altro tassello: «Un altro passaggio fondamentale – ha detto il consigliere – è quello di chiudere i consorzi, che hanno contribuito a generare il caos. Qui bisogna ridisegnare quella che io in campagna elettorale ho definito come ‘’città giardino’’. Il Comune, riprendendo in mano tutta l a vicenda urbanistica, dovrà far fare un nuovo progetto, dove verranno tutelati i diritti di tutti, nessuno escluso. Tutti i problemi devono essere risolti: urbanisticamente, in tema di servizi e altro. Ringrazio il sindaco e il segretario generale per questa decisione che cambierà il volto di un’area importante di Tarquinia. I consorzi si mettano da una parte, non si occupino più di materie che attengono al Comune e ai professionisti ai quali l’amministrazione si affiderà per portare a termine l’obiettivo». «La legge 28/80 – ha voluto rimarcare Moscherini –  rimette in mano tutto al Comune, e i Consorzi non si infilino sulla questione urbanistica. I consorziati si devono allineare perché con l’applicazione della legge 28 si sana il diritto. Trovo questa novità da parte dell’amministrazione molto bella, che ridà una luce di speranza, anche ad  altri progetti». «In commissione – ha più volte rimarcato Moscherini –  farò inserire esplicitamente la dicitura che invita la commissione a sospendere qualunque procedura già avviata ai fini della demolizione. Da questo momento, pertanto, si apre un capitolo nuovo. Io sono favorevole  a questo iter e chiederò agli altri colleghi della minoranza  di sostenere questo percorso. Sarebbe importante che uscisse con un voto in commissione, e poi in consiglio, all’unanimità».
A margine della conferenza, gli interventi di alcuni consorziati che hanno sconfessato il presidente Lugni il quale, a loro dire, avrebbe assunto la decisione di ricorrere al Tar (senza tuttavia chiedere la sospensiva) contro la delibera di giunta, n13, che adotta la legge 28/80,  senza preventivamente  consultarsi con il consorzio che rappresenta. «Non trovo giusto che un presidente possa fare iniziative di questo tipo senza aver riunito preventivamente i consorziati in assemblea. Siamo esausti.  Io, come tutti, chiedo, in linea con l’amministrazione comunale e il consigliere Moscherini che venga immediatamente applicata la 28/80». 
 

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Icpl e Cfft: Grasso si appella al ruolo di garanzia del Sindaco

CIVITAVECCHIA – "Sono giorni decisivi per tanti posti di lavoro e per lo sviluppo del porto, della città e del territorio. Mi rivolgo al Sindaco, affinché assuma e svolga senza perdere altro tempo, come sta cercando di fare nella vicenda Enel/carbone, quel ruolo di garanzia istituzionale che finora è mancato per Icpl e Cfft". L'appello arriva dal capogruppo de La Svolta Massimiliano Grasso. Per quanto riguarda Icpl, infatti, il 23 luglio scadrà il termine per l’ennesima asta "e si rischia che anche quei gruppi internazionali seriamente interessati a rilevare la struttura – ha spiegato – si allontanino definitivamente perché nessuno gli dà le garanzie che chiedono, soprattutto circa i contratti in essere per attività ora svolte presso la struttura, ma che nulla hanno a che vedere con quello che dovrebbe essere e l’interporto. Mi auguro che il Sindaco, al quale due anni fa più volte chiesi invano di attivare la decadenza della concessione al concessionario fallito, oggi decida finalmente di svolgere il suo ruolo, per ottenere dal Tribunale una dilazione dei termini che consenta tutti i chiarimenti necessari affinché i soggetti interessati presentino la loro offerta e non si perda l’ultimo treno per la rinascita di Icpl". .

Il capogruppo de La Svolta si dice preoccupato anche di quanto sta avvenendo per Cfft. "Per conquistare un traffico servono mesi, spesso anni di lavoro, in cui le imprese, gli operatori, tutto il porto – ha aggiunto – devono conquistare la fiducia di chi porta il traffico. Per distruggere questo patrimonio di credibilità basta pochissimo. E quando questo avviene, le conseguenze sono devastanti non solo per l’azienda che le subisce, ma per tutto il porto, con danni di immagine e di perdita di credibilità enormi. Non si doveva arrivare a questo punto, trattandosi peraltro di uno dei rari casi in cui negli ultimi tempi si erano portati numeri positivi, sotto ogni aspetto. Inoltre, si profila uno scenario a breve in cui il porto rischia di diventare un far west, senza più alcuna certezza delle regole. È necessario intervenire subito per evitare che tutto ciò accada. Nel porto il garante è e deve essere il presidente dell’Adsp, ma visto il rilevante impatto sull’economia e l’occupazione cittadina, il Comune non può rinunciare al suo ruolo politico e istituzionale. Il tavolo già convocato per la vicenda Enel intervenga subito anche per Cfft e la questione, insieme a quella dell’interporto, venga portata in discussione anche in Consiglio Comunale".

Sulla vicenda legata al terminal agroalimentare è intervenuto anche Vittorio Petrelli, di "Ripartiamo dai cittadini", il quale riferendosi all'ordinanza del presidente dell'Adsp sullo scarico dei container, parla di una vicenda anacronistica ed assurda, perché "dopo anni di attività della Cfft presso le banchine pubbliche, dopo investimenti milionari per adeguare la logistica all’esigenze sempre più competitive del trasporto moderno – ha sottolineato – si decide di revocare l’autorizzazione per una mera impostazione burocratica e comunque per mancanza di adeguamenti dello strumento di concessione che sono imputabili al proprietario della banchina ossia alla stessa Autorità Portuale di sistema. In una politica di federalismo portuale ormai raggiunto dai porti più efficienti quali quelli  europei ma anche da alcune realtà più brillanti italiane, dove si sostiene e si promuove l’evoluzione della logistica, si favoriscono la dinamicità dei traffici e la polivalenza operativa, a Molo Vespucci si decida di fatto di interrompere un rapporto di quelle dimensioni, perché questo determinerà l’attuazione di quell’ordinanza. Per non pensare a quale immagine burocratica si propaganderebbe a futuri e potenziali investitori la nostra Autorità di Sistema Portuale. Viene da domandarsi se sia lecito – si è chiesto Petrelli – essere ostaggio della Rtc, e soprattutto se la sua concessione sia ancora legittima dopo la mancata attuazione degli impegni di movimentazione che era stato elemento fondante di quella concessione, questione che si era anche sollevata ma sulla quale non si è mai voluto andare fino in fondo. Per questi motivi invitiamo il Presidente ed i suoi stretti collaboratori  ad un atto di coraggio e di responsabilità perché Civitavecchia non può permettersi un clamoroso autogol, perché di questo si tratterebbe, senza parlare delle conseguenze in termini di perdita di posti di lavoro".

Perchè, come ricorda il coordinatore di Forza Italia Roberto D'Ottavio, "c’è un aspetto delle politiche di gestione pubblica delle attività produttive sul territorio di competenza che non dovrebbe mai essere dimenticato: il lavoro va salvaguardato, in ogni forma. Per questo, apprendere della piega che ha preso la vicenda della movimentazione dei prodotti ortofrutticoli nel porto di Civitavecchia – ha evidenziato – è per noi sorprendente. Revocare l’autorizzazione alla Cfft mette a repentaglio lo stipendio dei lavoratori e, peraltro, pare rispondere più all’esigenza di monopolio di un operatore che non a reali esigenze di sviluppo, nel libero mercato, delle attività di quel settore merci che resta un potenziale purtroppo inespresso del nostro scalo. Perciò il tema sarà, nell’esclusivo interesse dei lavoratori, oggetto di un appuntamento al presidente dell’Adsp Francesco Maria di Majo per verificare se sono state attuate in questa fase tutte le forme di tutela del lavoro. Ci riserviamo di far intervenire la rappresentanza parlamentare di Forza Italia sulla questione, attraverso un'interrogazione parlamentare al ministro competente".

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Cfft, la politica a difesa dei lavoratori

CIVITAVECCHIA – Dopo la vertenza dello scarico del carbone, quella relativa alla movimentazione dei container rischia di portare a pesanti ripercussioni nello scalo e in città. Soprattutto alla luce dell'ordinanza firmata dal presidente dell'Adsp Franceco Maria di Majo che dispone come, dal 15 settembre, i container dovranno essere scaricati esclusivamente alla banchina 25, quella data in concessione alla Rct. Un'ordinanza che preoccupa, e non poco, i lavoratori del terminal agroalimentare di Cfft. Già diversi clienti avrebbero annunciato di voler lasciare lo scalo, delocalizzando l'attività in altri porti, come Livorno, Salerno e Gioia Tauro. Un'eventualità assolutamente da evitare, come sottolineato anche dal Polo democratico, sceso in campo a difesa dei lavoratori della Cfft. "Nel nostro porto si è sviluppata una elevata professionalità – hanno spiegato dal partito – nel rispetto del gioco della concorrenza e del libero mercato, in grado di essere competitiva e di vincere la sfida con porti che hanno una più spiccata vocazione mercantile. Le famiglie dei lavoratori e l’azienda non meritano di subire provvedimenti penalizzanti tali da mettere in discussione la sopravvivenza della Cfft. Auspichiamo che le parti e l’Adsp possano incontrarsi serenamente e rimuovere ogni ostacolo che si frappone allo sviluppo ed alla crescita dei traffici nel porto di Civitavecchia. Se così non fosse scenderemo in piazza al fianco dei lavoratori della Cfft a difesa di quanto si sono conquistati sul campo”. 

Preoccupato anche il circolo territoriale di Fratelli d'Italia. "Ci risulta che la Cfft abbia effettuato ingenti investimenti per acquistare delle gru – hanno spiegato –  abbia assunto ragazzi di Civitavecchia e goda della stima e preferenza di Del Monte ed altri big di livello internazionale del settore agroalimentare, che ad oggi rappresenta uno dei pochissimi traffici commerciali c’è hanno un andamento positivo nel nostro scalo portuale. L’iniziativa del presidente Di Majo avrebbe come effetto diretto la costituzione di un monopolio di fatto a favore della Rtc, concessionario in esclusiva dell’unica banchina del porto di Civitavecchia che sarebbe autorizzata ad accogliere i carichi di frutta in container e, contemporaneamente, colpirebbe duramente un operatore come la Cfft, che ha investito molto e creato occupazione a Civitavecchia, facendo affidamento proprio sulla iniziale disponibilità da parte di Molo Vespucci, mettendo evidentemente a repentaglio molti posti di lavoro; inoltre, rischierebbe di indurre Del Monte ed altri grandi marchi internazionali leader del mercato della frutta a migrare in altri porti, colpendo duramente lo scalo portuale di Civitavecchia nel suo complesso ed impoverendo ulteriormente la già asfittica economia di Civitavecchia, che non può certo prescindere da un sano sviluppo del porto".

Fratelli d'Italia invita quindi il presidente della Adsp Di Majo a rivedere e revocare immediatamente l’ordinanza, "che potrebbe avere effetti così deleteri per il porto e la città. Siamo pronti a sollecitare sulla vicenda l’intervento dei rappresentanti di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale ed in Parlamento che, come hanno già dimostrato anche nel recente passato – hanno concluso – interverranno nei confronti della Regione Lazio e del Governo in difesa dei lavoratori, delle aziende sane che investono nella nostra città e della stessa economia di Civitavecchia contro simili prodezze, che testimoniano ancora una volta la inadeguatezza di certi presunti manager, nominati dal precedente governo a guida Pd, che rappresentano una deleteria eredità per il nostro porto e la nostra città".

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