''Distaccamento vigili del fuoco Tarquinia, sono stati mesi di duro lavoro''

TARQUINIA – «Quella del 13 luglio è stata l’unica inaugurazione della sede distaccata del Comando vigili del fuoco di Viterbo”. Lo afferma il consigliere comunale Roberto Benedetti intervenendo sull’apertura del distaccamento dei Vigili del fuoco di Tarquinia avvenuta venerdì scorso.
Benedetti interviene per sottolineare che “eventuali altre presunte cerimonie di apertura, riportate erroneamente, sono probabilmente da ricondursi alle numerose visite del Capo del Corpo dei Vigili del fuoco, ingegner Gioacchino Giomi che, in compagnia del prefetto Giovanni Bruno ha voluto seguire personalmente l’andamento dei lavori, durante le quali ha assecondato, come sua abitudine, chi gli ha fatto richiesta di foto ricordo della giornata».
«La formale istituzione con decreto del distaccamento permanente è cosa ben diversa da realizzarlo praticamente – dichiara il consigliere – sono stati mesi di duro lavoro svolto in sinergia tra l’amministrazione comunale (nelle persone del sindaco Pietro Mencarini e del consigliere Roberto Benedetti ndr) , il comando provinciale dei Vigili del fuoco, nella persona del comandante Giuseppe Paduano,  delll’ispettore Gianni Aluisi e di Walter Ranucci,  e la Prefettura, nella persona del prefetto Giovanni Bruno. Un lavoro svolto con la massima professionalità e trasparenza che ha riguardato la scelta della sede tecnicamente e logisticamente più adeguata tra le varie soluzioni possibili; la stipula dei contratti; l’allestimento della sede e l’organizzazione dell’inaugurazione». 
«L’operatività del distaccamento di Tarquinia – conclude Benedetti –  aumenta il livello di sicurezza dei cittadini dello stesso comune e di quelli limitrofi e riduce sensibilmente i tempi d’intervento. Un vigile del fuoco è consapevole che un solo minuto può fare la differenza tra la vita e la morte. E così – conclude il consigliere – La numerosa presenza di autorità civili e militari il giorno dell’inaugurazione è stata la dimostrazione di quanto fosse sentita l’esigenza di aprire un distaccamento a Tarquinia».
 

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La Margutta riparte dalle sue certezze

Sarà una Margutta quasi del tutto confermata quella che affronterà il prossimo campionato di serie B2. Smaltita la delusione per la sconfitta nella finale playoff contro il Talete, per il sestetto aspino c’è voglia di ripartire. 
Rispetto alla scorsa stagione, non ci sarà solamente Milena Fiore, che già lo scorso anno aveva partecipato ad intermittenza e che ha deciso per motivi personali di lasciare. 
A guidare il gruppo sarà ancora coach Alessio Pignatelli, subentrato nel finale della scorsa stagione al posto del dimissionario Mauro Taranta, e confermatissimo dalla dirigenza della storica società di via Martiri delle Fosse Ardeatine. La Margutta Asp resta, quindi, praticamente la stessa squadra della passata stagione. 
Un innesto, in base alle disponibilità societarie e solamente in caso di occasioni di mercato, è previsto nel ruolo di centrale, dove, oltre all’addio di Fiore, c’è da fare i conti con la disponibilità parziale di Paolini. 
Rimangono quindi a pieno regime solamente Brighenti e Monti. Obiettivo delle rossoblu non può che essere quello di tentare, nuovamente, la corsa alla serie B2. 

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''Ladispoli, a rischio soppressione il treno delle 4.56''

LADISPOLI – Treno in partenza alle 4.56 da Ladispoli e diretto a Roma a rischio cancellazione a partire dal primo agosto. A lanciare l'allarme è il consigliere comunale e delegato ai pendolari Giovanni Ardita: "Il treno – spiega Ardita insieme al responsabile per il Lazio della Union of European Consumers Walter Augello – ha avuto da subito il favore della gente, con un notevole riscontro di affluenza, a Ladispoli sulla banchina anche in pieno luglio sono più di duecento i pendolari che usufruiscono di questo treno". La sua cancellazione, per il consigliere di maggioranza, potrebbe causare la rinuncia di lavori da parte di diversi utenti che utilizzavano il treno per arrivare in orario. "Capirete che – ha sottolineato – per chi deve recarsi al lavoro tra le 6,30 e le 7,00 è praticamente impossibile arrivare puntuali e che quindi con la sospensione della corsa delle 4,56 arriverebbero di sicuro in ritardo. E’ il signor Franco Lamanna pendolare storico di Ladispoli, a suggerirci l’unica alternativa per arrivare a lavoro in tempo, cioè alzarsi tra le 4,00 e le 4,30 arrivare sulla via Aurelia, perché il bus non entra a Ladispoli e prendere la corsa delle 5,30, immaginate ogni mattina che bella avventura". Il consigliere di maggioranza chiama in causa anche i consiglieri del Movimento 5 Stelle: "dopo un lungo letargo, dove lamentavano la pulizia del sottopassaggio e il rumore del treno, oggi che il Governo ha nominato un uomo di punta del Movimento 5 Stelle come Danilo Toninelli a Ministero delle Infrastruttiure e Trasporti, da cui dipendono le Ferrovie dello Stato, adesso è ora che si sveglino e si diano da fare per sollecitare il signor Ministro perché ogni giorno i pendolari bruciano sotto il sole con una pensilina che da tempo attendono e che dopo 6 mesi di lavori ancora non vede luce, come i bagni che a tutt'oggi sono chiusi". 

Oltre alla paventata soppressione del treno delle 4.56, il consigliere di maggioranza punta i riflettori, infatti, anche sui lavori in stazione che "stanno stancando chi ha la sola colpa di prendere il treno per recarsi a lavoro". E ad avere problemi non solo i pendolari, ma anche i residenti delle zone limitrofe: "Con i bagni chiusi – ha spiegato – sono in molti a espletare i loro bisogni all'aria aperta e potete immaginare l'odore soprattutto con la calura estiva, mentre i residenti del Campo Sportivo lamentano che la notte non si riesce a dormire con il cantiere aperto". Per Ardita è giusto sì che gli operai lavori nelle ore in cui i treni non circolano, ma "non è pensabile che si possa portare avanti un cantiere con soli 4 o 5 operai e attendere che i lavori terminino dopo un anno, perché le ferrovie devono limitare i costi". 

Da qui la decisione del consigliere di preparare, di concerto con le associazioni dei consumatori, come Codacons, il Comitato Pendolari e la Unione of European Consumers una diffida "al Ministero delle Infrastrutture per evitare – ha detto – che venga soppresso il treno delle 4.56. Molti pendolari sono pronti a firmare una petizione che non solo sarà inviata all'amministratore delegato di RFI e al direttore di Trenitalia, ma intendiamo chiedere conto anche a chi ha la responsabilità politica, inviando tale nota anche alle autorità competenti dei trasporti sia della Regione Lazio che del Ministero delle Infrastrutture, guidato dall'esponente del Movimento 5 Stelle Danilo Toninelli. Un'altra battaglia – ha proseguito – a difesa dei pendolari, per arrivare ad avere una stazione, quella di Ladispoli, che garantisca gli standard minimi di vivibilità. Ricordiamo che d'inverno sono oltre 10mila i pendolari". Numero che in estate sale notevolmente con i vacanzieri che dalla Capitale si trasferiscono nella città balneare cma che allo stesso tempo continuano a recarsi a Roma per motivi di lavoro. Senza dimenticare i turisti "che comunque per passare qualche ora sulle nostre spiagge la mattina partono presto da Roma con il treno per raggiungere una delle località turistiche più vicine e comode da Roma". 

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Pirgo: stagione 2018 senza stabilimento

CIVITAVECCHIA – Chissà come commenterà ora l’assessore Vincenzo D’Antò la notizia relativa alla morte del Pirgo? Il grillino spiritoso, quello convinto di poter colmare le lacune legate alla propria incapacità amministrativa con l’ironia partenopea o con la battuta fuori luogo, oggi deve prendere atto di una sola cosa: la stagione estiva 2018 per quanto riguarda la spiaggia del Pirgo non inizierà mai. 
E questo nonostante i tardivi tentativi dell’amministrazione comunale di correre ai ripari, promettendo chissà cosa per avere bagnini e pulizia della spiaggia praticamente gratis. 
Già l’iter amministrativo (anomalia tutta civitavecchiese che coincide con l’arrivo al Pincio del Movimento 5 Stelle) è partito ancora una volta con colpevole ritardo, poi il salvataggio in extremis con l’individuazione dei soggetti a cui poter affidare le spiagge risalente a otto giorni fa. Ora la triste notizia: la paesaggistica è scaduta e le strutture al Pirgo non potranno essere montate. Così Mario Benedetti, il gestore dell’area, ha caricato l’attrezzatura su un camion e l’ha portata indietro, scontrandosi anche con il rammarico dei frequentatori abituali di una spiaggia che per anni, tra alti e bassi, ha rappresentato il biglietto da visita della città e che oggi è diventata una fogna a cielo aperto. Se l’amministrazione si fosse mossa prima, probabilmente il problema del rinnovo della paesaggistica sarebbe stato superato con una nuova domanda e la relativa attesa di risposta. Ma presentare una richiesta il 16 luglio significherebbe nella migliore delle ipotesi aprire lo stabilimento dopo Ferragosto. Chissà se almeno questa volta l’assessore D’Antò avrà l’umiltà di chiedere scusa senza aggiungere le solite giustificazioni senza senso alle quali sempre meno persone credono? 
Il Pirgo è morto e gli assassini hanno nome e cognome.

 

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L’Università della Tuscia in prima linea nel futuro dell’energia in Europa

VITERBO – Il primo prototipo di sistema di cogenerazione a celle a combustibile della potenza di 50 kW entrerà in funzione entro la fine del mese a Rugby in Inghilterra. Si tratta del più importante risultato del progetto europeo AUTORE finanziato dalla JTI Fuel cell and Hydrogen Joint Undertaking con i fondi Horizon 2020 e di cui il dipartimento DEIM dell'Università della Tuscia è partner. Il sistema, costruito da General Electric, è basato su una cella a combustibile ad elettrolita polimerico di derivazione automobilistica, prodotta da Nucellsys e Daimler. Il sistema può essere alimentato ad idrogeno o a metano, che viene convertito in idrogeno all'interno di un reformer a vapore, costruito dal partner greco Helbio. Il prototipo sarà in grado di produrre contemporaneamente energia elettrica e calore a bassa temperatura con un impatto ambientale praticamente nullo e bassissime emissioni di anidride carbonica. Il gruppo di ingegneria dell'Università della Tuscia, in particolare, si è occupato della simulazione e della modellazione numerica per la progettazione del sistema e il supporto alla sperimentazione, nonché per la definizione di possibili miglioramenti futuri. Al progetto partecipano anche l'Università di Spalato, che si occupa di diagnostica e problemi di degradamento, e il centro di ricerca norvegese SINTEF, che studia i sistemi di purificazione dell'idrogeno attraverso membrane al palladio. La sperimentazione del prototipo andrà avanti fino alla fine del progetto prevista nella prima metà del 2019.

Il prof. Stefano Ubertini, responsabile scientifico per il DEIM, ha commentato: "Si tratta di un risultato molto rilevante, l’occasione di dimostrare che le celle a combustibile e le tecnologie ad idrogeno, più in generale, possono avere un ruolo rilevante nel futuro energetico mondiale, grazie al ridotto impatto ambientale e all'alta scalabilità. Utilizzare una cella di derivazione automobilistica, inoltre, consente di collegare il mercato della produzione stazionaria di energia con quello automotive, favorendo una riduzione dei costi di produzione di questi sistemi e facilitandone quindi la diffusione." 

Questo progetto rappresenta anche una grande occasione per gli studenti di ingegneria industriale e di ingegneria meccanica dell'Università della Tuscia dato che sono disponibili tesi, tirocini e borse di studio sull'argomento.

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''Nulla è cambiato al Lido sulla questione rifiuti''

TARQUINIA – «Al Lido di Tarquinia non serve attendere il fine settimana per essere sommersi dai rifiuti. Vedere i punti di conferimento strabordanti di potature verdi ed ingombranti di tutti i tipi (dai materassi agli elettrodomestici, passando per poltrone e batterie per auto) é la normalitá». Il gruppo ‘‘Tarquinia nel cuore torna a parlare di emergenza.   «Lo scorso anno, prima e dopo la campagna elettorale, erano state promesse telecamere e fototrappole; poi si parlò di una intensificazione dei controlli; infine, si tirarono in ballo le guardie ambientali: nulla di tutto ciò é stato applicato, e siamo già a metá luglio».  «Ad oggi – spiegano da tarquinia nel cuore – l’isola per il conferimento del verde continua ad essere disponibile solo una volta a settimana ed in un’unica postazione, peraltro non ben indicata né segnalata. I secchioni, sporchi e danneggiati, non sono stati sostituiti. Di molti cestini per il conferimento delle cartacce e dei rifiuti ‘‘da passeggio’’ é rimasto soltanto il paletto. Praticamente inesistente la comunicazione su corretto conferimento e sanzioni.  Parlando sempre di promesse non mantenute, si era detto anche dello studio di una nuova soluzione per la raccolta dei rifiuti, forse optando per la differenziata; nulla si é mosso al riguardo, e la gestione sembra essere rimasta immobile continuando nell’evidenza dei fatti a dimostrare la sua inadeguatezza.  La situazione é tremenda sia dal punto di vista del decoro che da quello igienico, ma nonostante le numerosissime segnalazioni dopo più di un anno nulla sembra essere cambiato. Il Lido era e continua ad essere una discarica a cielo aperto: ci auguriamo che presto le cose migliorino davvero, nei fatti e non solo con le promesse, e che questo non sia l’ennesimo appello inascoltato».
 

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Estate tolfetana per tutti i gusti

TOLFA Tolfa rinnova l’estate degli eventi. Dopo i successi dello scorso anno l’assessore alla cultura Cristiano Dionisi ha organizzato un cartellone che vede praticamente tutti i weekend colmi di eventi dal sapore spesso internazionale con un occhio sempre vigile sul locale. Si parte dalla festa del rione Cappuccini del prossimo fine settimana per arrivare agli eventi di punta di tutta la regione come Tolfarte e Tolfa Jazz. Eventi quest’ultimi che hanno preso la scena anche nella programmazione culturale romana con tantissimi turisti che si segnano le date degli eventi per programmare i weekend fuori porta.  Novità di quest’anno sarà inoltre il Tolfa relax day di domenica prossima con musica e arte alla villa comunale Parco Fondazione Cariciv. Giovedì 19 luglio invece sarà l’associazione Anta & Go ad esibirsi all’interno del polo culturale. Venerdì 20 invece ci sarà l’inizio della nona edizione del Tolfa Jazz che durerà fino a domenica mentre giovedì 26 luglio sarà Maria Letizia Beneduce e lo spettacolo Variegato ad animare il polo culturale tolfetano, il venerdì 27 spazio all’associazione locale de Il Barsolo con Roma Sparita presso via del Lavatoio. In contemporanea nello stesso weekend ci sarà inoltre la rinomata Sagra del Prosciutto. Domenica 29 ci sarà il XXIX torneo dei butteri ma gli eventi più grandi ci saranno ad agosto. Il mese finale dell’estate tolfetana aprirà con la XIV edizione di Tolfarte che quest’anno per la prima volta inizierà di giovedì, puntando al record di 30 mila presenze dello scorso anno. Da sabato 11 a mercoledì 15 ci sarà invece la festa della Musica mentre venerdì  24 agosto si partirà con la festa per il Patrono ed il Drappo dei Comuni con la corsa dei purosangue. Insomma Tolfa si candida nuovamente ad essere il faro culturale del comprensorio anche per l’estate 2018.

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Allarme erosione a Ladispoli

LADISPOLI – L’allarme erosione continua ad allarmare i ladispolani. Non solo gli operatori balneari che in alcuni casi hanno dovuto rinunciare a file di ombrelloni e lettini, ma anche i residenti e turisti. Costa “rosicchiata” soprattutto nella zona alle spalle di via Roma, dove la spiaggia libera praticamente non esiste più.
“Una volta venivamo qui con gli amici e si stava davvero bene in questo fazzoletto di spiaggia, purtroppo quest’anno c’è il mare e si può stare soltanto sugli scogli”, è la triste constatazione di Loredana, romana ma da tanti anni pendolare a Ladispoli. 
Più a nord ancora a soffrire è la Palude di Torre Flavia, sito naturale protetto da Città Metropolitana. In queste ore però arrivano buone notizie da Palazzo Valentini. 
"Abbiamo lavorato sodo – annuncia il consigliere metropolitano, Federico Ascani – per ottenere dei fondi, decine di migliaia di euro, per le opere di salvaguardia ambientale e manutenzione straordinaria di adeguamento igienico-sanitario finalizzate alla gestione e fruizione del Monumento Naturale. Soldi inseriti nel bilancio targato 2019".
Naturalmente Ladispoli attende i milioni di euro della Regione Lazio che dovranno arrivare entro i prossimi anni, come promesso anche dal vicesindaco e assessore al Demanio, Pierpaolo Perretta.

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Bus gt, bocciata l’area Feltrinelli

CIVITAVECCHIA – I bus turistici non si fermeranno più nel parcheggio dell’area Feltrinelli. Nei giorni scorsi era stato proprio il  comandante della Polizia locale Pietro Cucumile ad annunciare lo studio di un percorso alternativo per evitare ingorghi.

Nell’ordinanza si legge infatti che «la sperimentazione delle fermate autobus nel parcheggio Feltrinelli ha evidenziato alcune criticità viarie nell’attraversamento del centro abitato, impattanti sul carico veicolare ordinario, non risolvibili attraverso modifiche ordinarie della circolazione stradale che non richiedano uno studio tecnico ed approfondito dei flussi veicolari di un intero quartiere, soprattutto alla luce dei conflitti che si sono creati su strade del centro abitato di ridotta portata e nei pressi di plessi scolastici o della sede comunale».

Bocciato quindi il parcheggio dietro la stazione ferroviaria, anche alla luce delle numerose lamentele. In primis era stato il comitato dei pendolari ad invitare a cercare una soluzione alternativa.

Ora gli autobus faranno tappa nel nuovo parcheggio di viale della Vittoria nei pressi della stazione ferroviaria con ingresso all’altezza di via Stegher. La novità è che proprio su viale della Vittoria il traffico sarà vietato ai bus, fatta eccezione per quelli del tpl. Praticamente i mezzi granturismo e i bus ncc collegheranno porto e stazione passando da viale Guido Baccelli, fino ad arrivare a via delle Quattro porte per poi entrare nel nuovo parcheggio di viale della Vittoria. Il tutto verrà evidenziato con l’apposita segnaletica stradale ed entrerà in vigore a partire da domani per la durata di tre mesi.   

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Super Tirreno agli Italiani Master

Arezzo ha ospitato i campionati italiani su pista categoria Master. Il caldo della città toscana si è fatto sentire non solo con il meteo ma anche per l’ospitalità e la buona organizzazione durante i  tre giorni di gare.
La Tirreno Atletica Civitavecchia non ha voluto mancare a questo importante appuntamento e,  anche se la stagione è stata molto faticosa, gli over 35 hanno messo tutto il loro impegno per ottenere risultati positivi.  
La loro caratteristica, sebbene atleti amatoriali, è quella di profondere sempre il massimo della cura negli esercizi, che devono richiedere preparazione tecnica e attenzione a tutti i segnali del corpo per mantenere un buon equilibrio tra il lavoro dell’atletica e quello del quotidiano.  
Tra i risultati una nota particolare di merito è per  Giuseppe Passarelli, M70 classe 1947, atleta “fuori sede” che vive a Bracciano ma ha sposato il progetto Tirreno ormai da un decennio; la sua passione per i lanci si percepisce dalla descrizione delle sue gare e dalla loro preparazione, dal prodigarsi per insegnare ai giovani il fascino delle “traiettorie” che gli attrezzi disegnano nell’aria,  ma che si infervora quando si tocca il tasto dell’impiantistica sportiva praticamente insufficiente nelle sue zone. Arezzo gli consegna un bellissimo argento con il personal best al giavellotto con la misura di 34,21 metri e un quinto posto nel getto del peso che, con 10.06 metri oltrepassa la fettuccia posta a 10,00 metri.
Per i 5000, Emiliano Catullo, M40, si aggiudica la gara  estremamente tattica, staccando l’inseguitore di un secondo e mezzo, e il crono di 16’23”96  lo vede ben lontano sia dal suo personale di 15’ 42” di 13 mesi fa che dal suo effettivo valore; una condotta di gara che magari lascia poco spazio alla passione e al cuore che in genere contraddistingue gli atleti ma che si sposa con quelle scelte che possono far parte dei giochi per portare a casa l’obiettivo massimo, la maglia di campione italiano. 
Stessa gara per i compagni di squadra Alessandro D’Orazio, M45, e Valerio Guida, M35, con i tempi in  18’10”05 e 19’12”04. I due Master, più avvezzi alle corse su strada, scoprono il  fascino della pista e sebbene la prova non sia andata bene, entrambi ne sono usciti con la lucidità necessaria per analizzare i punti dove si può lavorare per migliorare. Guida non leva mano, rilancia e si presenta sulla start line degli 800 metri e dei 1500: personal best di ben 5” con 2’28”85 e stagionale con 4’54”17. 
Atleta di grande esperienza, Vittorio Casalini, M40, non vuole mancare  all’esperienza della rassegna tricolore sebbene abbia un risentimento muscolare  e  si iscrive anche lui ai 1500 e 800 metri  piazzandosi  7° con il tempo di 4’36”38 nel miglio metrico e 8°  con  2’12”73 nel doppio giro di pista.
La Tirreno cala due assi nel settore velocità: Luca Forti, M40, un vero analista delle gare, è suo il 4° posto con lo stagionale di 11”63 in una gara dall’alto contenuto tecnico, mentre Mauro Scherzo, M50, un profondo conoscitore della curva, sfodera un 26”23 e  sui 100 metri corre in 12”70. 
Nei salti ritroviamo Christian Panico, M40, un passato da professionista e un presente da cultore della tecnica, un perfezionista che trova stimoli nuovi ad ogni competizione; due quinti posti, salto in lungo con la misura di 5,57 metri e salto in alto 1,60. 
Soddisfatto il presidente Ubaldi: «Un settore, quello Master, che sta dando grandi soddisfazioni.  Un traino importante per  le nuove generazioni che possono toccare con mano il valore di una vita sana vissuta nel rispetto degli avversari e dei principi che animano lo sport di qualsiasi livello».

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