Croce Rossa in cerca di una sede a Ladispoli

LADISPOLI – Sono alla ricerca di una sede fissa dove poter operare e posizionare le loro attrezzature così da offrire un servizio completo alla cittadinanza e a quanti lo richiedano. Sono i volontari della Croce Rossa Italiana. Da tempo i volontari hanno riattivato sul territorio di Ladispoli le loro attività. Lo si è visto durante l'inverno con i volontari impegnati nell'assistenza dei senza fissa dimora presenti sul territorio, ai quali sono state portate coperte, the caldo e sono state effettuate visite mediche grazie alla presenza, anche di un medico specializzato e il camper concesso in prestito da Roma. Lo si è visto durante le diverse iniziative svolte nella città balenare anche in estate, con manifestazioni in cui i volontari della Croce Rossa erano in prima fila. Ora, però, per loro, è tempo di trovare una casa. A Ladispoli, ad oggi, una sede Cri non esiste, con gli operatori costretti a operare in strada.

"Sono ormai più di cinque anni che la Croce Rossa Italiana ha riattivato e rilanciato le sue attività a Ladispoli svolgendo numerosi servizi nel campo della tutela della salute, dell’inclusione sociale e nelle risposte alle calamità. Ogni giorno – scrivono – possiamo osservare tra le strade le ambulanze della CRI prestare soccorso o li vediamo accorrere quando chiamiamo il 118, abbiamo visto prontamente intervenire i suoi volontari durante la tromba d’aria che ha colpito Ladispoli oppure operare in importanti eventi cittadini come la giornata della salute o l’air show delle Frecce Tricolori eventi dove hanno sempre garantito supporto logistico ed assistenza sanitaria. Non ci limitiamo però a pensare alla CRI solo nel campo sanitario ma ricordiamo anche il delicato ed importante supporto ai senza fissa dimora, alle famiglie indigenti a cui recapitano generi alimentari oppure il recupero dagli esercenti locali delle eccedenze alimentari che poi destinano alle parrocchie. Tutto questo senza un locale dove poter coordinare le attività, dove ricevere gli assistiti e soprattutto dove poter fare stazione gli equipaggi delle ambulanze costretti in strada ore ed ore di giorno ma soprattutto di notte e tra poco con il freddo". 

A lungo la Croce Rossa, come spiega il presidente Fabio Napolitano, ha cercato "ogni tipo di soluzione che ci consentisse di aprire una sede a Ladispoli per ampliare e migliorare i nostri servizi a favore della popolazione ma nulla ! L’indisponibilità di locali da parte dell’Amministrazione Comunale che stà cercando una soluzione idonea uniti in alcuni casi al timore di concedere ad un’associazione dei locali privati ci costringono ancora oggi a subire disagi sempre maggiori. Facciamo quindi appello a tutta la cittadinanza affinchè chiunque abbia la disponibilità di locali e volesse fornire un tangibile e prezioso aiuto a chi ne ha bisogno di contattattarci”. Per farlo o per chiedere informazioni si possono chiamare i numeri 3271611513 – 0766571733 o scrivere alla mail all’indirizzo santasevera@cri.it

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Canile: il Pincio cerca una soluzione

CIVITAVECCHIA – I tempi stringono e serve una soluzione immediata sul fronte della custodia dei cani in città. L’indagine di mercato finalizzata all’individuazione di operatori interessati a partecipare alla procedura di selezione per l’affidamento del servizio di canile rifugio, destinato ad ospitare i cani dopo il periodo di permanenza presso il canile sanitario, inclusi i cani affidati dall’Autorità Giudiziaria in custodia o temporaneamente ospitati su disposizione del Sindaco, non è andata a buon fine. Soltanto un operatore si è mostrato interessato, ma si trova distante circa 2 ore da Civitavecchia, bocciato quindi dalle stessa Città Metropolitana. Rimangono però i problemi. Legati da un lato alle criticità della struttura attualmente di riferimento per il Pincio, ossia il centro cinofilo del lago, a Bracciano, dall’altro alla chiusura ormai certa del canile cittadino, per problemi soprattutto strutturali.

«Adesso cercheremo di contattare a stretto giro – ha spiegato l’assessore Alessandro Manuedda – direttamente i centri che possono fare al caso nostro». Ci sono da sistemare una cinquantina di cani, almeno nell’immediato. E per il futuro? L’assessore è sempre più convinto che Civitavecchia debba dotarsi di un proprio canile. C’è già un progetto pronto e non è stato facile trovare un’area adeguata che possa ospitarlo. L’idea di Manuedda è quella di procedere con fondi comunali, attraverso l’accensione di un mutuo; serve però, come confermato nei giorni scorsi dalla regione Lazio, una variante che va quindi ad allungare i tempi per la realizzazione della struttura. Nel frattempo ad Allumiere il consiglio ha rispolverato una vecchia idea rimasta nel cassetto per una serie di problemi, dando l’ok alla costruzione di un parco canile-gattile comprensoriale, a servizio dei comuni di Allumiere, Tolfa e Civitavecchia. Pur non essendo ancora stati informati ufficialmente della ripresa dell’iter, dal Comune comunque non si dicono pienamente certi che questa possa essere oggi la risposta migliore, anche e soprattutto per i tempi che richiederebbe. L’intenzione è quindi quella di proseguire sulla strada del canile cittadino, da far gestire poi in house dalla Csp.

 

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Conte: amministratore "a tempo" della Pas

CIVITAVECCHIA – "La nomina del dottor Vincenzo Conte quale amministratore unico pro tempore della Pas per il tempo strettamente necessario all’individuazione di un nuovo amministratore è stata effettuata nel pieno rispetto della legge". Arriva direttamente da Molo Vespucci la difesa della decisione presa dal presidente dell'Adsp Francesco Maria di Majo – all'indomani delle dimissioni lampo, ed inaspettate, di Andrea Rigoni – di affidare l'incarico a Conte, già direttore tecnico della Port Authority Security.  

E l'Authority cita il D.Lgs. 175/2016 per confermare come non vi sia alcuna incompatibilità nel ricoprire entrambi i ruoli. "L’articolo 11, comma 8, del D.Lgs. 175/2016 stabilisce infatti – hanno sottolineato – che gli amministratori delle società a controllo pubblico non possono essere dipendenti delle amministrazioni pubbliche controllanti o vigilanti. Qualora siano dipendenti della società controllante, in virtù del principio di onnicomprensività della retribuzione, fatto salvo il diritto alla copertura assicurativa e al rimborso delle spese documentate, nel rispetto del limite di spesa di cui al comma 6, essi hanno l'obbligo di riversare i relativi compensi alla società di appartenenza. Dall'applicazione del presente comma non possono derivare aumenti della spesa complessiva per i compensi degli amministratori”. L’ incompatibilità poteva quindi sussistere, come peraltro è stato in passato precisato anche dal Mit, laddove il dottor Conte fosse stato dipendente dell’Autorità di Sistema Portuale, ovvero utilizzando la formulazione della norma sopra richiamata, dipendente dell’amministrazione pubblica controllante".

L'Adsp ha poi precisato come Conte abbia rinunciato ai compensi di amministratore unico "ed è stato espressamente autorizzato dalla propria amministrazione di provenienza, la Presidenza del Consiglio dei Ministri – hanno concluso – a svolgere l’incarico di amministratore con soli compiti di ordinaria amministrazione, senza retribuzione, per il periodo necessario alla nomina del nuovo amministratore. L’assemblea della Pas aveva infatti anch’essa deliberato di nominare il dottor Conte ad interim".  

Rimangono però i dubbi, al di là del decreto citato relativo tra l'altro al pubblico impiego. Quelli cioè legati al fatto che in una società in house come la Pas amministratore unico e dipendente – come è il caso di Conte già direttore tecnico – difficilmente possono essere la stessa persona, con controllato e controllore che vanno a coincidere, senza più il necessario vincolo di subordinazione. Ma a dirimere questi dubbi, a questo punto, potrebbero essere il collegio dei revisori – al quale poteva essere affidato l'incarico ad interim come già accaduto in precedenza – e la stessa Anac, competente a decidere in questi contesti. 

 
 

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Sosta selvaggia davanti la Melone, il preside bacchetta i genitori

LADISPOLI – Lo aveva promesso a inizio anno scolastico e ha già mantenuto la promessa. Il dirigente scolastico della Corrado Melone, Riccardo Agresti, torna a rimproverare i genitori indisciplinati e ancora una volta (come promesso proprio all'apertura dell'anno scolastico, appunto) lo ha fatto postando la foto degli insciplinati, o meglio delle loro auto, sui social. "In foto la dimostrazione che ci sono genitori che non rispettano i propri figli o comunque se ne infischiano della sicurezza dei figli altrui. Non è la prima volta che degli ignoranti (ignorano le regole del codice della strada) mettono a rischio la sicurezza dei ragazzi i quali, invece di scendere in tranquillità dai pullman al rientro da una qualche uscita didattica, sono costretti a scendere sulla strada perché lo spazio riservato ai bus è occupato da incapaci (incapai a percorrere un tratto di strada dal parcheggio dedicato alle auto a Scuola). La maleducazione (sono stati educatiomale dai loro genitori e male educheranno i propri figli) di queste persone – prosegue Agresti – è assolutamente stigmatizzabile e rende conto della fatica che fanno i docenti ad insegnare il rispetto delle regole della civile convivenza! Il Sindaco aveva detto che sarebbero fioccate le multe, ma vediamo ancora solo estrema mancanza di rispetto del prossimo". 

Scena, quella immortalata dal dirigente della Melone, che si ripete davanti a quasi tutti gli istituti scolastici ladispolani. Auto in doppia, se non in tripla fila con i genitori, con al seguito bambini, che fanno la gimkana tra le auto, incuranti del pericolo per loro stessi, e per gli altri automobilisti che magari, proprio in quel momento si ritrovano a dover attraversare quel tratto stradale col rischio di incorrere in qualche incidente. Situazione, peraltro, denunciata anche da un genitore, come riporta lo stesso preside Agresti che, dopo la 'ramanzina' ha voluto condividere con gli internauti anche il commento di un genitore della Melone: "Buongiorno – si legge nella nota inviata al dirigente scolastico – sono un genitore disabile che se potesse avere l'uso pieno delle gambe,sarebbe molto volentieri ben disposto a parcheggiare la propria auto,munita di opportuno tagliando e comandi appunto adatti alla mia patologia,sarebbe,dicevo molto ben disposto a parcheggiare nelle piazze o nelle vie adiacenti alla scuola e fare quattro benedetti passi sulle proprie gambe.Purtroppo devo avvicinarmi molto in prossimità dell' Istituto Melone ,ma sempre attento a non invadere lo spazio e la libertà altrui. Guardi invece cosa siamo capaci di fare, il grado di menefreghismo e inciviltà raggiunti. Considerando che al peggio non ci sono limiti, con questa immagine (nella foto inviata al dirigente scolastico si vedono auto in doppia fila che invadono anche le strisce pedonali, ndr) voglio mettere in evidenza, il "coraggio" di alcune figure che senza pudore e con il massimo dell'egoismo e della arroganza e aggiungo assoluta stupidità, riescono a mettere regolarmente le loro auto nelle posizioni più idonee a mettere in pericolo gli stessi scolari,contravvenendo alle più elementari regole e impedendo anche il transito degli ausili per disabili e procurando disagio e difficoltà di cui i suddetti imbecilli sembrano non rendersene conto.Eppure secondo me,sono pienamente coscienti del loro deplorevole comportamento.Ma il livello di degrado raggiunto,li ha assuefatti alla malaeducazione e al sopruso.Un rimedio potrebbe essere il raggiungimento della consapevolezza degli utenti più ligi alle norme,che costoro possono venire redarguiti e invitati al rispetto verso tutti.
Caro signor preside, la saluto molto cordialmente, con l'amara certezza che anche non arrendendosi,purtroppo non saremo in grado di cambiare le cose".

Non è mancata la risposta del dirigente scolastico: "A questo genitore rispondo che credo nella funzione di crescita culturale ed educativa della Scuola e sono certo, guardando i nostri "meloncini", che il futuro sarà migliore della realtà attuale. Noi lavoratori della conoscenza non ci arrenderemo mai!".

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''Occorre separare Roma dalla provincia''

ALLUMIERE – Dopo l’uscita della notizia che la zona di Allumiere è stata di nuovo indicata come sito idoneo per la raccolta ed il trattamento dei rifiuti di Roma interviene in merito anche il gruppo di Rifondazione Comunista di Allumiere. «Dopo il rimpallo di responsabilità tra le varie parti politiche, noi – spiegano dal direttivo del Circolo di Rifondazione Comunista di Allumiere – proviamo a spiegare un po’ la situazione e soprattutto le ragioni del nostro NO incondizionato a tale scellerata ipotesi. Innanzitutto, il Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti (PRGR) attualmente in vigore è datato 2012 e dunque la Regione Lazio è colpevolmente ferma da oltre 6 anni nell’aggiornamento di tale piano. Nella determina N. G07509 la Regione dichiara di aver “attivato le procedure per l’aggiornamento del piano” e di aver chiesto alle province l’individuazione dei siti idonei. Con la determina N. 1012 del 19/03/2018 Città Metropolitana conferma la mappatura già inviata nel 2012 in cui si individuano, tra le altre, 13 cave in disuso, tra le quali una ad Allumiere, una a Tolfa ed una a Civitavecchia. Alla richiesta della Regione di una indicazione più dettagliata Città Metropolitana ha risposto con la mappa uscita in questi giorni, in cui il numero di cave in disuso è ridotto a 5 e tra le quali rimane Allumiere. Va fatto notare che in nessuna delle mappature presentate da Città Metropolitana viene mai indicato un sito all’interno del territorio del Comune di Roma, confermando l’idea ormai vecchia di almeno 10 anni di scaricare l’incompetenza e l’incapacità dell’amministrazione capitolina riguardo al tema dei rifiuti sul resto della provincia. Noi crediamo che sia dovere della Regione Lazio (e speriamo che venga messo nero su bianco nel nuovo PRGR) separare Roma dalla sua provincia in questo ambito. Roma da sola conta più della metà di tutti gli abitanti della Regione ed è impensabile che la provincia possa sobbarcarsi i problemi di un ente così enorme. E’ ora che Roma, per le sue dimensioni e la sua importanza, impari a gestire i propri problemi al suo interno. Per questo diciamo NO ai rifiuti di Roma, sia ad Allumiere sia in qualsiasi area al di fuori del comune di Roma. Inoltre, anche attuando l’attuale PRGR, Allumiere non può essere considerata sito idoneo poiché gli articoli 15 e 16 del PRGR del 2012 stabiliscono che impianti di gestione dei rifiuti “non possono ricadere in aree individuate dagli articoli 2 e 3 del DPR 357/1997”, cioè aree in ZPS e SIC (tale vincolo è indicato dalla Regione come ‘’condizionante’’). In più, nell’eventuale sito scelto (che non si sa, poi, quale sia perché nella mappa si parla genericamente di “cava in disuso”) bisogna valutare: la presenza di parchi, riserve e aree protette (anche in prossimità), la presenza di fiumi e corsi d’acqua entro 150 metri, se è un’area assegnata all’Università Agraria o gravata da usi civici, se è zona di interesse archeologico, se è considerato “punto panoramico”, se è un’area a rischio idrogeologico, se è visibile da grandi vie di comunicazione e sentieri di importanza storica e naturalistica. Non crediamo che in tutto il nostro territorio esista un pezzetto di terra che non presenti almeno uno di questi aspetti. Non dimentichiamo poi che le nostre due centrali (TVN e TVS) sono state predisposte per bruciare rifiuti solidi urbani: cosa succederà dopo il 2025, anno in cui l’Europa ha stabilito lo stop al carbone? Ci preoccupano molto questi continui tentativi di avvicinare i rifiuti di Roma (e non solo, vedi progetto appena bocciato di un impianto a biogas a Tarquinia) alla centrale. Il nostro territorio ha già dato e per il futuro ha bisogno solo di essere bonificato e salvaguardato. Il mondo sta andando verso una produzione energetica pulita, sostenibile e rinnovabile, è tempo cdi entrare nel futuro».

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''Trasversale, Lega e Cinque stelle si esprimano''m

TARQUINIA – Grande successo di pubblico per il convegno organizzato dal Rotaract nella sala consiliare del Comune di Tarquinia. 
Il giovane presidente Federico Ricci ha introdotto insieme al delegato giovani del Rotary club Antonio Maria Carlevaro il tema della Civitavecchia-Orte, commentando lo stato dei lavori e le prospettive di questa importante arteria.  
Tutti i relatori hanno puntato il dito contro il governo targato Lega-Cinque Stelle, reo di non essersi espresso su questo tema. 
«È assordante infatti il silenzio della Lega e dei grillini locali» che non si sono pronunciati sul completamento, attualmente sospeso da un giudizio del Tar che arriverà solo a dicembre. «Grazie agli organizzatori per questo evento – ha commentato il deputato Alessandro Battilocchio -. È una vicenda annosa iniziata nel ‘75. Sono due generazioni che si attende questa opera. Quasi si potrebbe dire che la Muraglia cinese è stata un’opera più veloce. Doveva essere un volano per il territorio. Non solo per commercio e turismo, ma anche per sicurezza stradale sarebbe necessario finirla velocemente. Noi incalzeremo il governo continuamente per velocizzare il completamento di questa arteria fondamentale per tutto il territorio». 
Il deputato di FdI Mauro Rotelli che è intervenuto anche nell’aula di Montecitorio su questo tema ha sottolineato la volontà di far parte della commissione trasporti proprio per intervenire su questo problema: «In campagna elettorale tutti mi chiedevano i collegamenti e le infrastrutture. Mi è sembrato normale richiedere questa commissione. Io non sono innamorato dei vari tracciati. Un chilometro di questa strada costa 25 milioni di euro. Nonostante questo ci sono state proteste e ricorsi. Ho chiesto al Ministro se vuole finire questa autostrada e in che maniera. Il governo ancora non ci ha risposto. Sappiamo solo che c’è un tracciato già finanziato e sappiamo che possiamo perdere questo finanziamento lasciando Monte Romano ad un carico devastante ambientale con mezzi pesanti che lo attraversano. Il governo tragga le conseguenze e ci risponda».
Presente anche il senatore Francesco Battistoni che ha sottolineato la situazione del territorio: «La Civitavecchia Orte sarebbe un biglietto da visita per questo territorio. Porterebbe lavoro ed occupazione. Su questo non ci sono dubbi. Questo territorio negli anni è stato limitato sotto il piano degli investimenti e delle infrastrutture. A poche decine di chilometri in Toscana si vive di commercio e turismo. Qui non è così. Non so quale è il tracciato migliore. Fondamentale è concluderla velocemente. Non si possono inseguire tir e trattori attraversano i paesi come succede attualmente».
Presenti tra il pubblico numerosi amministratori di tutto il comprensorio che hanno applaudito i relatori. Al termine del convegno sono intervenute diverse persone dal pubblico tra le quali diversi ambientalisti firmatari del ricorso al Tar che attualmente sta bloccando la fine della trasversale: «Sono state fatte delle forzature per approvare questo progetto. – hanno detto gli ambientalisti – Se ci darete una mano per combattere il tracciato verde siamo pronti a discutere, altrimenti andiamo avanti nella nostra battaglia».

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''Trasversale, Lega e Cinque stelle si esprimano''

TARQUINIA – Grande successo di pubblico per il convegno organizzato dal Rotaract nella sala consiliare del Comune di Tarquinia. 
Il giovane presidente Federico Ricci ha introdotto insieme al delegato giovani del Rotary club Antonio Maria Carlevaro il tema della Civitavecchia-Orte, commentando lo stato dei lavori e le prospettive di questa importante arteria.  
Tutti i relatori hanno puntato il dito contro il governo targato Lega-Cinque Stelle, reo di non essersi espresso su questo tema. 
«È assordante infatti il silenzio della Lega e dei grillini locali» che non si sono pronunciati sul completamento, attualmente sospeso da un giudizio del Tar che arriverà solo a dicembre. «Grazie agli organizzatori per questo evento – ha commentato il deputato Alessandro Battilocchio -. È una vicenda annosa iniziata nel ‘75. Sono due generazioni che si attende questa opera. Quasi si potrebbe dire che la Muraglia cinese è stata un’opera più veloce. Doveva essere un volano per il territorio. Non solo per commercio e turismo, ma anche per sicurezza stradale sarebbe necessario finirla velocemente. Noi incalzeremo il governo continuamente per velocizzare il completamento di questa arteria fondamentale per tutto il territorio». 
Il deputato di FdI Mauro Rotelli che è intervenuto anche nell’aula di Montecitorio su questo tema ha sottolineato la volontà di far parte della commissione trasporti proprio per intervenire su questo problema: «In campagna elettorale tutti mi chiedevano i collegamenti e le infrastrutture. Mi è sembrato normale richiedere questa commissione. Io non sono innamorato dei vari tracciati. Un chilometro di questa strada costa 25 milioni di euro. Nonostante questo ci sono state proteste e ricorsi. Ho chiesto al Ministro se vuole finire questa autostrada e in che maniera. Il governo ancora non ci ha risposto. Sappiamo solo che c’è un tracciato già finanziato e sappiamo che possiamo perdere questo finanziamento lasciando Monte Romano ad un carico devastante ambientale con mezzi pesanti che lo attraversano. Il governo tragga le conseguenze e ci risponda».
Presente anche il senatore Francesco Battistoni che ha sottolineato la situazione del territorio: «La Civitavecchia Orte sarebbe un biglietto da visita per questo territorio. Porterebbe lavoro ed occupazione. Su questo non ci sono dubbi. Questo territorio negli anni è stato limitato sotto il piano degli investimenti e delle infrastrutture. A poche decine di chilometri in Toscana si vive di commercio e turismo. Qui non è così. Non so quale è il tracciato migliore. Fondamentale è concluderla velocemente. Non si possono inseguire tir e trattori attraversano i paesi come succede attualmente».
Presenti tra il pubblico numerosi amministratori di tutto il comprensorio che hanno applaudito i relatori. Al termine del convegno sono intervenute diverse persone dal pubblico tra le quali diversi ambientalisti firmatari del ricorso al Tar che attualmente sta bloccando la fine della trasversale: «Sono state fatte delle forzature per approvare questo progetto. – hanno detto gli ambientalisti – Se ci darete una mano per combattere il tracciato verde siamo pronti a discutere, altrimenti andiamo avanti nella nostra battaglia».

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Economia del mare: una svolta per il territorio

CIVITAVECCHIA – Civitavecchia deve puntare sempre più sui driver che rappresentano la sua vocazione, ciò non vuol dire perdere lo status di porto polifunzionale ma vuol dire fare scelte strategiche. Le crociere ed il Ro-Ro hanno un notevole impatto moltiplicativo sull’economia per cui sulle prime va rafforzato il ruolo di home port (porto di partenza e di rifornimento) e per i secondi andrebbe impiantato nel tempo un sistema rivolto sempre più anche a dare logistica alle auto. Per accogliere investimenti logistici è necessario dare progettare strumenti che favoriscano l’attrazione di investimenti: in questo senso i porti del Centro – Nord hanno la possibilità di istituire Zone Logistiche Semplificate. Il "porto del futuro" deve garantire al territorio: internazionalizzazione, logistica e sviluppo del turismo. Sono questi i 3 imperativi su cui Civitavecchia deve impostare la propria crescita e la Zls potrebbe contribuire a farne crescere alcuni.

Sono queste le conclusioni a cui si è giunti con il convegno convegno "Economia del mare – opportunità di sviluppo per il territorio laziale" organizzato da Intesa Sanpaolo in collaborazione con SRM (centro studi collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo), l'Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale e l'Ordine dei Commercialisti ed Esperti Contabili di Civitavecchia. L'occasione per presentare anche la 5° edizione del Rapporto "Italian Maritime Economy” di SRM: strumento che ha messo in evidenza il grande ruolo che il sistema marittimo e portuale di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta svolge per la crescita del territorio e ha sottolineato quali sono in prospettiva i nuovi driver da sviluppare per far sì che lo scalo sia sempre più protagonista con investimenti infrastrutturali e l’attrazione di investimenti imprenditoriali. (SEGUE)

I COMMENTI – “Lo studio realizzato da SRM è molto importante per il nostro Network ed è particolarmente determinante e appropriato per il porto di Civitavecchia – ha commentato il presidente dell'Adsp Francesco Maria di Majo – in quanto mette in evidenza le potenzialità di un porto considerato un punto chiave per lo sviluppo economico della nostra regione, dell’Italia e non solo. Il porto di Civitavecchia e i porti del Network, Fiumicino e Gaeta, sono stati riconosciuti, ultimamente, strategici anche a livello Europeo tanto che la Banca Europea per gli Investimenti (BEI) ha approvato un finanziamento di 195 milioni di euro, il più grande finanziamento concesso dall’istituto di credito lussemburghese in favore di un’autorità di sistema portuale, mirato all'ampliamento del porto di Civitavecchia ed alla realizzazione del nuovo porto commerciale di Fiumicino. Nel primo scalo il progetto riguarderà la realizzazione di grandi opere infrastrutturali, tra cui in particolare il completamento delle opere relative alle darsene servizi e traghetti, e il prolungamento della diga foranea, nonché le relative connessioni viabilistiche. A Fiumicino, il progetto prevedrà, invece, la costruzione della nuova darsena pescherecci e della prima fase del nuovo porto commerciale a servizio di traghetti passeggeri, navi ro-ro, navi da crociera, grazie alla realizzazione di due nuovi frangiflutti e di un’importante opera di dragaggio dei fondali”. 
“Nel Lazio le imprese agganciate al sistema marittimo sono oltre 33mila e generano qualcosa come 7,5 miliardi di euro di valore aggiunto e 134mila posti di lavoro – ha sottolineato Pierluigi Monceri, direttore regionale Lazio, Sardegna e Sicilia Intesa Sanpaolo – Civitavecchia ha registrato nel 2017 la movimentazione di 17 milioni di tonnellate cargo e, con 2,2 milioni di passeggeri, è il primo scalo crocieristico d’Italia ed il secondo d’Europa. La cosiddetta economia del mare costituisce un asset di crescita e sviluppo sempre più strategico e la connessione tra tutti gli attori coinvolti deve essere sempre più forte. La geografia non basta e i competitor sono sempre più agguerriti: occorre consapevolezza del nostro ruolo e delle nostre potenzialità per non perdere le opportunità connesse a questo grande settore. Il Gruppo Intesa Sanpaolo sostiene il settore dei trasporti e della logistica convinto che imprese e infrastrutture di questo settore rappresentino un patrimonio dell’Italia e, nel caso specifico al centro dei lavori di oggi, di Civitavecchia e del Lazio”.
“Il Mediterraneo sta aumentando la sua centralità nell’ambito dei traffici marittimi mondiali, non a caso nell’ultimo ventennio il traffico container è aumentato del 500% – ha quindi aggiunto Alessandro Panaro, responsabile Area Maritime Economy SRM-Studi e Ricerche per il Mezzogiorno – nuovi fenomeni vanno affacciandosi nel Mare Nostrum come ad esempio i numerosi investimenti che la Cina sta realizzando nella logistica e nella portualità marittima, il gigantismo navale che va assumendo proporzioni sempre più preoccupanti per i nostri porti e un’aggressiva politica di attrazione di investimenti imprenditoriali messa in campo dai Paesi dell’area MENA (Middle East & North Africa) attraverso le Free Zones. Queste sfide necessitano di un sistema portuale sempre più innovativo, pronto a realizzare investimenti sempre più mirati alla crescita del territorio ed integrati con la logistica e a definire al più presto strategie che vadano in sinergia con le imprese; in questo senso le ZLS-Zone Logistiche Semplificate possono dare una forte mano a semplificare quelle procedure burocratiche che da sempre rappresentano il problema del nostro sistema portuale. Il sistema portuale di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta con la sua grande vocazione Crocieristica e con una particolare vocazione rivolta al servizio del sistema produttivo deve essere in prima fila per consentire al Paese di non perdere le opportunità che il Mediterraneo sta mettendo in campo”. (Agg. 11/10 ore 13.37)

I NUMERI – La regione Lazio ha un sistema marittimo che vanta la presenza di oltre 33mila imprese (il 18% del Paese), genera 7,5 miliardi di euro di valore aggiunto (il 17% del Paese) e 134mila occupati (il 15,4% del Paese). Al 2017, il porto di Civitavecchia ha registrato circa 17 milioni di tonnellate cargo con una tenuta rispetto al 2016. L’import export marittimo del Lazio supera i 15 miliardi di euro. È significativa la quantità di rinfuse movimentata ma evidenziamo che a dare valore ai traffici commerciali di Civitavecchia è soprattutto il Ro-Ro (trasporto auto e veicoli gommati in generale) che sfiora i 5 milioni di tonnellate con un aumento del 3% sul 2016. Il Ro-Ro è un settore che consente al Paese di ridurre l’inquinamento e l’incidentalità (i tir viaggiano più sicuri sulle navi) e danno forza al nostro export di auto.Si tratta di un comparto ad alto valore aggiunto soprattutto se legato al trasporto delle auto-nuove.  Civitavecchia rappresenta il 5% del traffico nazionale. Il traffico Ro-Ro del porto è cresciuto del 23% negli ultimi 5 anni. Lo scorso anno nel porto di Civitavecchia il traffico di autovetture nuove è stato di 280mila unità, dato che conferma il trend positivo del 2016. Attraverso le Autostrade del Mare Civitavecchia è collegata con servizi regolari ai porti mediterranei di Barcellona, Tunisi, Olbia, Porto Torres, e con i porti Extra mediterranei di Halifax, Davisville, New York, Baltimore, Jacksonville, Houston, Tuxpan, Veracruz. Civitavecchia è il primo scalo crocieristico d’Italia con 2,2 milioni di passeggeri ed il secondo in Europa (dopo Barcellona) ed un punto di riferimento per il turismo. Esso è la «porta» di accesso alla Capitale. Quasi un quarto dei crocieristi italiani transita attraverso questo scalo. Problema del porto è rafforzare il ruolo di home port vale a dire porto di imbarco e non di mero transito. (Agg. 11/10 ore 14.29)

 

 

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Calcoli della colecisti, sabato 13 open day e visite gratuite alla Cittadella della salute

VITERBO – Sabato 13 ottobre, dalle ore 9 alle ore 14, i medici dell’unità operativa di Chirurgia generale oncologica dell’ospedale Belcolle, diretta da Raffaele Macarone Palmieri, saranno a disposizione dei cittadini della Tuscia per un open day, con visite gratuite, per la prevenzione e per la diagnosi precoce dei calcoli nella colecisti.

La giornata di sensibilizzazione e di informazione è organizzata dalle associazioni Lega italiana per la lotta contro in tumori di Viterbo, Lilt, e per le malattie dell’apparto digerente, Amad, in collaborazione con i professionisti del reparto viterbese.

“La calcolosi della colecisti – spiega Macarone Palmieri – è una patologia che colpisce circa il 10% delle persone adulte e il 20% degli ultrasessantenni. Nell’80% dei casi i calcoli sono asintomatici. Le complicanze specifiche possono essere anche gravi: dalla colecistite acutaalla migrazione/ostruzione della via biliare principale con ittero, dallapancreatite acuta all’ostruzione intestinale per migrazione di calcoli nella via biliare principale, fino al cancro della colecisti. L’ecografia addominale è l’esame diagnostico di prima scelta, con una accuratezza del 95%. La chirurgia laparoscopica è la metodica più appropriata, a cui è collegato il vantaggio di una degenza post operatoria estremamente ridotta. A Belcolle, in media, il paziente viene dimesso nelle 23 ore successive all’intervento. Abbiamo voluto organizzare questo open day alla Cittadella della salute per uscire dall’ambiente ospedaliero e per far conoscere il più possibile i nostri professionisti e i percorsi di cura attivi presso la nostra azienda”.

Oltre alla visita gratuita, infatti, i chirurghi di Belcolle si impegneranno a informare i cittadini circa i sintomi e le possibili complicanze della calcolosi nella colecisti, e sui percorsi di presa in carico, con le indicazioni chirurgiche e la metodologia di intervento mininvasiva praticata nella struttura ospedaliera viterbese.

È possibile prenotare la visita gratuita chiamando il numero telefonico 3482504158, tutti i giorni, fino a giovedì 11 ottobre, dalle ore 10 alle 13.

Sabato 27 di ottobre, infine, i professionisti della Chirurgia generale oncologica torneranno alla Cittadella di via Enrico Fermi con un altro open day, questa volta dedicato alla informazione e alla sensibilizzazione delle ernie della parete addominale.

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Agraria, un centro per la produzione di farine d’eccellenza

ALLUMIERE – "È assurdo che quotidianamente il nostro paese ed il nostro territorio vengano presi di mira ogni qualvolta si parli di rifiuti". Ad insorgere così il consigliere comunale di maggioranza del Comune di Allumiere con delega all'Ambiente Carlo Cammilletti il quale critica fortemente Città Metropolitana di Roma per aver ancora una volta ''messo in mezzo'' Allumiere tra i siti idonei per realizzare la discarica. "Basta – tuona ancora Cammilletti – è ora di finirla con questo modo di fare politica in maniera approssimativa, sempre in emergenza e senza prendere atto che la città metropolitana non è solo Roma, ma ci sono altri Comuni che non possono sottostare alle inadempienze organizzative sulla gestione dei rifiuti, che va avanti da decenni, della capitale d'Italia. Io come Consigliere Comunale del Comune di Allumiere, ma anche come cittadino di questo territorio farò la mia parte, ma chiedo che i sindaci del nostro comprensorio si coalizzino non solo per dire ''No'' ai rifiuti di Roma ma anche per pretendere dalla Regione Lazio un piano rifiuti tale da regolamentare che  Roma deve gestire i propri rifiuti all'interno dei propri confini comunali e creare quindi degli ambiti territoriali a parte per il resto dell'area ricadente nella città metropolitana, dopo di che la città metropolitana di Roma ascolterà i sindaci del territorio per individuare insieme uno o più luoghi dove realizzare quanto necessario per sopperire le necessità dei soli comuni dell'ambito circoscritto". Cammilletti poi prosegue: "Già qualche mese fa ho partecipato ad un incontro proprio sul problema della discarica nel Comune di Civitavecchia, dove erano rappresentati da sindaci o assessori tutti i Comuni del comprensorio, in quell'incontro si è iniziato a parlare di consorzio tra comuni per gestire i rifiuti, in particolare modo i rifiuti indifferenziati, cioè attualmente da discarica, e della frazione organica, mi auguro che tale proposta abbia un seguito, ovviamente soltanto dopo che gli enti preposti procedano verso direttive come sopra elencato".

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