Tidei: ''Non era necessario scomodare il prefetto''

SANTA MARINELLA – Immediata la risposta del sindaco Piertro Tidei, alle rimostranze fatte dall’associazione commercianti del Centro, all’ordinanza firmata dal primo cittadino che istituisce l’isola pedonale nella zona di piazza Trieste e piazza Civitavecchia fino al 30 agosto.

“Non era necessario – dice il sindaco – scomodare il Prefetto, i vigili del fuoco di Roma, la Questura e quanti in indirizzo, nell’esposto ricevuto dai commercianti di Piazza Trieste per un progetto, quello dell’isola pedonale, in fase sperimentale per soli tre week end. Tralasciando i dati che ci dicono che un’attività commerciale a Santa Marinella ha un ciclo vitale di circa dodici mesi, qualcosa in più per quelle di somministrazione, l’isola pedonale è un atto di civiltà e d’obbligo per una città che vuole essere a vocazione turistica. Quando a Civitavecchia ho introdotto lo stesso provvedimento, la novità non ha trovato immediato accoglimento, specialmente dalla categoria realmente beneficiaria, quella degli operatori commerciali che, a distanza di un anno, mi hanno chiesto di prolungare il periodo di chiusura al traffico”.

“Dobbiamo guardare in avanti – prosegue Tidei – ricordando che la civiltà si misura in passi e non con il numero delle automobili, per questo motivo siamo intenzionati a portare avanti a Santa Marinella il progetto delle isole pedonali da estendere possibilmente anche in altre aree cittadine. A Cerveteri, Ladispoli, Civitavecchia, Fiumicino sono solitamente i commercianti a dare ausilio al Comune durante la stagione estiva , specialmente nelle chiusure al traffico locale dove loro stessi installano dehors garantendo alla clientela la possibilità di degustare un buon prodotto senza smog e senza il rischio di poter essere investiti”.

“Ciò detto – conclude il primo cittadino – oltre alla mia disponibilità ad un incontro, posso confermare che la gestione della sicurezza in piazza Trieste sarà garantita dai volontari della Protezione Civile e dalla Polizia Locale, nonostante la carenza di organico e senza onere per i commercianti. Colgo l’occasione per richiamare la categoria al rispetto delle norme per l’occupazione di suolo pubblico nonché al pagamento dell’imposta Cosap dovuta, ricordando che si tratta di un beneficio e non di un diritto”.

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''Viabilità e sicurezza sull'Aurelia, si convochi una conferenza dei servizi con Anas e Cotral''

LADISPOLI – L'ingresso al km 36 della via Aurelia per la zona Olmetto, è molto pericoloso. A tornare a puntare i riflettori sul tema viabilità e soprattutto sicurezza è il presidente dell'associazione Quartiere Olmetto, Alessandro Di Nallo. Un tratto della statale, spesso, teatro di incidenti, ha tenuto a sottolineare Di Nallo, che ha scritto all'assessore ai Lavori Pubblici Veronica De Santis. "I proprietari e i residenti del quartiere Olmetto – si legge nella lettera – da molti anni rischiano la vita nell'accedere al comprensorio sia all'altezza del km 36 ma anche al km 37 della via Aurelia, e tutto ciò in quanto la sede della via Aurelia non è mai stata interessata dal benché minimo lavoro strutturale di adattamento a flussi di entrata/uscita che ormai sono da zona urbanizzata e non più agricola". 

"Ci risulta – prosegue Di Nallo – abbia approntato un progetto con vie di accelerazione/decelerazione centrali alla carreggiata". Un progetto che a prima vista, per il presidente dell'associazione Quartiere Olmetto presenta alcune criticità come ad esempio quella relativa alle fermate Cotral. E proprio per questo motivo si chiede la convocazione di "una Conferenza dei Servizi alla quale siano chiamate ANAS e CoTraL, ed altri eventuali soggetti utili alla soluzione del problema. Lo scopo è quello di definire un piano di azione tempestivo che permetta di superare i problemi in merito agli ingressi al nostro quartiere, sia relativi all’ingresso al km 36 che per l’ingresso al km 37".

"La Conferenza dei servizi ci sembra l’unico modo per affrontare il problema in modo organico e veloce, evitando di porre a rischio le vite dei lottisti e di chi percorre l’Aurelia.  Chiediamo, possibilmente di presenziare, ovviamente senza diritto di intervento, alla suddetta riunione. Certi di Cortese attenzione restiamo in attesa di un Suo cortese riscontro e porgiamo".

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Differenziata: tempi più brevi ma i quartieri pilota protestano

CIVITAVECCHIA – Piccoli passi avanti nella differenziata ma dai quartieri pilota fioccano le proteste. Per quanto riguarda i materiali è stata adottata la determina dirigenziale che consentirà «nei prossimi giorni  – ha spiegato l’assessore all’Ambiente Alessandro Manuedda – la pubblicazione del bando da parte del soggetto aggregatore che è la stazione unica appaltante della città metropolitana».

Buone notizie sul fronte dei mezzi, pare infatti che ci siano due offerte a giudizio e che l’assegnazione sia vicina. Sulle tempistiche l’assessore si è detto fiducioso, anche se tutto dipende dall’arrivo di mezzi e materiali. «Dovremmo riuscire – ha detto Manuedda – entro ottobre se tutto va bene». L’attivazione della raccolta differenziata nella prima zona (San Gordiano – Campo dell’oro) sarà preceduta da una campagna d’informazione di 60 giorni. La tempistica resta però incerta e legata soprattutto all’arrivo dei mezzi. «Normalmente – ha spiegato Manuedda – sono previsti 120 giorni per la fornitura, con l’esito definitivo della gara sapremo quando attenderci l’arrivo». Più contenuti i tempi per la fornitura dei materiali e il tutto dovrebbe coincidere. Un po’ presto forse per esultare anche se con l’adozione della determina i tempi si dovrebbero accorciare, la palla passa alla Sua della Città metropolitana. Le previsioni più ottimistiche di Manuedda vedono l’arrivo dei mezzi per l’estate e questo consentirebbe la partenza nei primi quartieri a fine ottobre.

Certo, ci sono due gare di mezzo – anche se una si avvia alla conclusione – e un altro problema da non sottovalutare, di cui informa lo stesso assessore pentastellato. «Va individuato, e probabilmente lo farà il Comune, l’impianto di conferimento parte organica – ha evidenziato Manuedda – perché le quantità aumenteranno di molto rispetto a quelle attuali con il porta a porta pilota su tre quartieri. Dobbiamo individuare un impianto, possibilmente non troppo distante. Anche con l’aumento previsto, però,  quando la città sarà totalmente servita dal porta a porta – ha rassicurato – non raggiungiamo quantità straordinarie, la stima fatta si aggira intorno alle 6mila tonnellate. Va fatta una ricerca, ma il problema sarà progressivo». Insomma, intanto partiamo e poi si vedrà. Il rischio è di farsi trovare impreparati da una mole di rifiuti organici che aumenterà, lentamente ma comunque esponenzialmente fino a raggiungere le stime.

Qualche dubbio sulle tempistiche sorge, soprattutto viste le lamentele di alcuni utenti che utilizzano i social per mostrare foto di sacchetti, in zona Boccelle, della differenziata abbandonati  e non ritirati da giorni con il titolo, si spera non profetico, de ‘‘Il fallimento della differenziata’’. A quanto pare non è la prima volta che i sacchetti non vengono ritirati. Fa sorridere l’abituale difesa a spada tratta, a qualunque costo, dell’ennesimo simpatizzante da social che punta il dito contro l’utente, il civitavecchiese e le sue cattive abitudini. Sta di fatto che i problemi ci sono e l’assessore Manuedda non lo nega. «Abbiamo sempre chiesto agli utenti dei quartieri, dove ovviamente i problemi con il passare del tempo sono aumentati (adesso c’è qualche problema su Boccelle e soprattutto sul quartiere Cappuccini) di segnalare ufficialmente al Comune perché dobbiamo intervenire sul gestore. Con l’attivazione – ha concluso Manuedda – dei nuovi quartieri verrà ripetuta la campagna di comunicazione anche nei quartieri già serviti e ci sarà la sostituzione integrale dei materiali».  

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FdI ''Almirante'': ''Grave e colpevole inerzia del presidente dell’Adsp di Majo''

CIVITAVECCHIA – «Credo che l’errore più grande e commesso da di Majo sia stato quello di non adeguare le tariffe». Lo dichiara il consigliere comunale di minoranza Andrea D’Angelo che attacca il presidente dell’AdSP Francesco Maria di Majo, dopo le notizie dei giorni scorsi riguardo un rischio di default per l’Authority. Notizia che però, unita all’attacco del dem Pietro Tidei che ha accusato di Majo di aver disertato il Seatrade, ha scatenato una bufera. «La sentenza della Cassazione – continua D’Angelo – da un lato ha stabilito la competenza del giudice amministrativo, dall’altro ha impedito che a Total Erg, unico ricorrente, si accodassero con le loro richieste di rimborso anche Enel, Eni, Sodeco e altri concessionari. Bastava un decreto di aumento della tassa, motivato adeguatamente, proprio come richiestogli dal Consiglio di Stato per colmare quel vuoto di cassa che oggi ha messo in crisi il sistema».

Ma arriva una stoccata anche dal circolo locale FdI ‘‘Almirante’’. «Non è la prima volta che interveniamo per stigmatizzare l’operato del presidente, che sta dimostrando di essere assolutamente inadeguato a presiedere gli uffici di Molo Vespucci. Non possiamo – spiegano da FdI – non evidenziare la grave e colpevole inerzia di di Majo, che dal 2017 non ha approvato una nuova delibera, questa volta possibilmente meglio motivata per superare le censure mosse dal Consiglio di Stato, con la quale poter riprendere la riscossione delle tariffe di approdo applicate agli operatori economici che movimentano le merci in ambito portuale», Dal direttivo del circolo augurano che si crei un nuovo governo di centrodestra che sollevi «dall’incarico un presidente che sta dimostrando assoluta inadeguatezza».

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