Cimitero monumentale, Ciancarini: "Non distruggiamo la nostra memoria"

CIVITAVECCHIA – "Se vogliamo continuare a chiamare il nostro Cimitero Monumentale non possiamo distruggere i monumenti e le memorie che vi sono custodite. Non possiamo proseguire nello scempio della memoria di questa città". Ne è convinto lo storico Enrico Ciancarini, che invita Csp e Comune a trovare una soluzione per non cancellare difinitivamente pagine che potrebbero ancora raccontare di Civitavecchia. Questo a seguito della decisione di liberare i primi 78 loculi del reparto Guglielmi del cimitero di via Tarquinia, per fare posto a nuove tumulazioni. Sono tombe di persone morte da più di 50 anni se non addirittura da cento.

"Se proprio non si può evitare di distruggere le lapidi, che sono testimonianza preziosa della società civitavecchiese del secolo scorso – ha spiegato Ciancarini – sarebbe opportuno che Csp fotografasse almeno quelle lapidi. Oppure lo potrebbe fare qualche associazione del territorio. Non distruggiamo la nostra memoria". Un tentativo di salvarle, prima che sia troppo tardi: alcune sono già state contrassegnate con della vernice colorata. "Magari parliamo di persone – ha concluso – a cui la città deve qualcosa". 

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Il Città di Cerveteri si carica grazie a Bacchi

Numeri alla mano per il Città di Cerveteri che ha un’immensa passione per il calcio. Una piazza da un passato glorioso e un recente presente fino a qualche anno fa, dignitoso con la partecipazione in Eccellenza e sfide con Rieti e Viterbese. Ma si sa, come spesso succede i tifosi rispondono solamente se arrivano i risultati. Di questo ne sa qualcosa il neo acquisto Danilo Bacchi: un passato in squadre di Serie C come Pagani e Gela.
«Ho giocato – spiega il centrocampista – in stadi gremiti di tifosi contro compagini caldissime. So bene cosa significa avere dalla parte la spinta dei propri supporter. Cerveteri, mi ricordo, portava allo stadio un pubblico meraviglioso. È una città che ha dei tifosi tra i più caldi del territorio, ma al contempo sono anche esigenti, quindi vogliono vincere e subito. Per fare risultati, però, è necessario arrivare a salire di categoria. Bisognerà lavorare sui progetti a lunga scadenza e penso che questa dirigenza ne abbia. Quest’anno – conclude Bacchi – possiamo fare bene e giocarcela con tutti. Dove possiamo arrivare non sono tenuto a dirlo, non saprei affrontare un discorso così prematuramente. Di sicuro posso rassicurare i tifosi che possono divertirsi e che la domenica non dovranno lasciarci soli».

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Il castello di Santa Severa torna agli antichi fasti 

SANTA MARINELLA – Che il castello di Santa Severa stia tornando agli antichi fasti, lo si è notato nel corso degli ultimi due anni, dove sono aumentati notevolmente i visitatori e le attività culturali che si svolgono in estate. Ma che un quotidiano nazionale come il Corriere della Sera riservasse mezza pagina per esaltarne le sue caratteristiche, è una cosa che ha sorpreso in molti. Nell’articolo, infatti, si dipingono le peculiarità archeologiche del maniero e il territorio dove è collocato. Ciò non fa  che pubblicizzare il bene storico e, di conseguenza, portare beneficio alle attività commerciali della località tirrenica. «Questo significa maggiore occupazione, crescita del valore immobiliare delle case, crescita economica di un intero territorio – dice Danilo Grossi – quando il maggiore quotidiano nazionale, certifica con queste parole il meraviglioso risultato che sta raggiungendo il progetto del castello non possiamo che esserne orgogliosi. Grazie a tutti coloro che, a partire dal presidente Zingaretti, hanno creduto e investito tempo, risorse economiche, competenze e tanto amore in questi anni, per riportare alla luce e valorizzare questo luogo così unico e meraviglioso, rendendolo un caso da studiare ed imitare in Italia». Anche il direttore del Museo civico si dice soddisfatto dell’articolo. «Dopo due decenni di studi, ricerche, progetti, restauri e soprattutto battaglie contro chi voleva privatizzare il nostro castello – commenta Flavio Enei – finalmente si sta realizzando un sogno. Un luogo di cultura e per la cultura, un importante sito turistico e di piacevole svago per migliaia di persone in cerca di bellezza, pace, tranquillità e piacevole divertimento. Grazie all’amministrazione Zingaretti che ha fortemente investito sulla valorizzazione del castello e tutti quanti stanno lavorando con capacità e passione per il suo sviluppo». «Ho letto con soddisfazione l’articolo del Corriere della Sera – dice l’ex assessore Angelo Grimaldi – del traguardo raggiunto e della crescita del castello. Un particolare grazie va a tutti coloro che hanno creduto in questo lungo percorso iniziato, è bene ricordarlo, tra gli ’97 e ‘99, anni in cui fu realmente liberato, che comportò per alcuni politici di allora e funzionari comunali, denunce e processi terminati solo pochi anni fa e, terminato nel 2017 grazie alla politica del fare della Giunta Zingaretti con LazioCrea e la quotidiana presenza dell’amico Danilo Grossi. Orgoglioso di averne fatto parte e di aver percorso e raggiunto questo traguardo importante per il comprensorio. 
Ma non deve essere sentito come un punto di arrivo, anzi. Il castello, oltre che luogo di arte e cultura, deve essere un volano economico e di crescita in particolare per Santa Severa. E’ ormai divenuto indispensabile collegare il maniero con la nostra cittadina per creare una ricaduta economica a Santa Severa. Un plauso va alla politica onesta e trasparente, fatta da uomini, che hanno creduto in un progetto nato venti anni fa, realizzando una realtà che sarà una testimonianza per le future generazioni».

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''Assurdo chiedere ai commercianti di controllare gli ingressi off limit per le auto''

SANTA MARINELLA – Il consigliere comunale del M5S condivide l’iniziativa del sindaco di istituire l’isola pedonale nel centro storico, ma contesta l’obbligo agli esercenti di provvedere al controllo degli ingressi nella zona off limit per le auto. «Qualche giorno fa ho avuto modo di scrivere a proposito dell’ordinanza che disponeva la chiusura di via della Conciliazione – dice Francesco Settanni – auspicando l’emanazione di un provvedimento organico che prevedesse l’istituzione, nei giorni prefestivi e festivi, di un’isola pedonale che salvaguardasse la godibilità turistico-ricreativa del centro storico. L’amministrazione Tidei, è prontamente intervenuta ed ha emanato una nuova ordinanza in tal senso e noi non possiamo che esprimere il nostro apprezzamento. Ma consentitemi, come si fa a demandare agli esercenti compiti e responsabilità che afferiscono alla materia della pubblica incolumità e sicurezza che sono una precipua ed esclusiva competenza del Sindaco come autorità e dell’amministrazione come struttura preposta? Ci chiediamo a cosa serva un organismo di Polizia Municipale se non a garantire l’ordinato svolgimento delle attività cittadine, adottando anche tutte le precauzioni, predisposizioni e controlli di sicurezza volti a tutelare la pubblica incolumità? Quindi l’iniziativa è  eccellente ma credo che, sulle motivazioni in cui demanda agli esercenti ogni modalità di garanzia di pubblica sicurezza, sia carente”.

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Il Movimento 5 Stelle di Ladispoli aderisce al Comitato No Piazza Almirante

LADISPOLI – C'è anche il Movimento 5 Stelle tra quanti hanno deciso di aderire al Comitato per dire no a Piazza Almirante. “Il Movimento 5 Stelle di Ladispoli è formato da persone di diverso orientamento ideologico e politico, con idee che provengono dalla sinistra quanto dalla destra, ma con un denominatore comune, che è quello di voltare pagina e ritornare ad una politica al servizio della persona e della comunità – ha detto il capogruppo del Movimento in consiglio comunale  Antonio Pizzuti Piccoli –  in questo contesto non possiamo accettare che si dedichi una piazza ad un personaggio comunque simbolo delle ideologie fasciste e razziste del passato. Che non ha mai rinnegato la sua adesione alle leggi razziali che portarono a morte migliaia di italiani nei lager nazisti e mai ha avuto una riflessione critica sull’esperienza fascista che condusse alla morte milioni di connazionali”.

"La nostra città – ha proseguito – è sempre stata esempio di accoglienza verso tutte le culture, lo dimostra la presenza di famiglie provenienti da tutte le regioni italiane e da tante nazioni estere. L’amministrazione Grando, mediocre esempio di quel che resta della Destra italiana dopo le devastazioni culturali e morali del ventennio berlusconiano e che ormai si riconosce solo nel saluto romano ed in uno squalificante razzismo, sta cercando di minare questa qualità della città. Noi siamo contrari a questa deriva e affermiamo che nella nostra Ladispoli non deve trovarsi spazio dedicato  alla memoria ci chi dovrebbe essere ricordato solo per essere stato tra i responsabili, di terzo piano, di milioni di morti".

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«Valutiamo: non possiamo far pagare un progetto senza benefici»

Il ministro: sul decreto dignità lavoro per evitare la fiducia

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Ripulita la discarica del parco Kennedy

SANTA MARINELLA – Nonostante i continui controlli e le telecamere posizionate nelle zone strategiche, ci stanno ancora dei cittadini privi di ogni senso civico che continuano a gettare rifiuti e ingombranti in ogni parte della città. La questione si sta facendo veramente seria e diventa difficile riuscire a “pizzicare” con le mani nel sacco gli “inquinatori della notte”. Infatti, chi intende abbandonare i rifiuti, lo fa nelle ore notturne quando i controlli sono praticamente inesistenti, senza pensare che, gettando l’immondizia sulla strada, il costo del suo conferimento nella discarica lo pagano anche loro. Una piaga che il neo assessore all’Ambiente Andrea Bianchi cerca di circoscrivere e, dando dimostrazione di grande sensibilità per questo problema, ieri si è munito di guanti, sacchi e un furgone, ed insieme ad altri consiglieri comunali di maggioranza ed alcuni volontari della Protezione Civile si è recato nella discarica del Parco Kennedy per asportare tutti gli ingombranti che qualche vandalo, il giorno prima, aveva deposto ai bordi della strada. Sul posto, l’assessore e i suoi accompagnatori, hanno trovato giochi per bambini, mobili, elettrodomestici, plastica, cassette in legno e rifiuti indifferenziati. Tanto lavoro per caricare il tutto sul furgone, e poi via all’isola ecologica a depositare ciò che è stato trovato. «Avevo seguito la vicenda attraverso facebook – dice Andrea Bianchi – così non ho aspettato ulteriormente per prendere ciò che serviva per raccogliere il materiale ed insieme ad altri colleghi di maggioranza e dei volontari della Protezione civile siamo andati a portare via i rifiuti. Spero che questo gesto possa sensibilizzare coloro che continuano a gettare i rifiuti in strada e soprattutto i cittadini che vedendo sacchi di immondizia nei pressi delle campane per il vetro, raccolgano le buste e le riversino in discarica. Dobbiamo cambiare il modo di fare la raccolta differenziata – conclude Bianchi – rispettando tutti le regole e soprattutto i giorni e gli orari per conferire gli indifferenziati e i riciclabili. Non possiamo tenere la città sporca perché è un segno di inciviltà».

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FdI: ''Abitanti dimenticati dall’amministrazione''

CIVITAVECCHIA –  «Non possiamo non essere pienamente solidali con gli abitanti di San Liborio». Lo dichiara il direttivo del circolo territoriale di Fratelli d’Italia Giorgio Almirante che interviene a supporto degli abitanti del popoloso quartiere periferico, dopo il grido d’allarme lanciato tramite un video sui social da un residente esasperato. Una situazione al limite del tollerabile, un quartiere dormitorio senza marciapiedi e illuminazione. Un quadro disarmante, soprattutto per i suoi abitanti. FdI interviene ricordando che «la commissione decoro urbano del circolo ‘‘Almirante’’ di Fratelli d’Italia, ha presentato – continuano dal direttivo – il 2 luglio 2018, protocollandola presso l’ufficio protocollo del comune di Civitavecchia, una dettagliata richiesta di intervento per la pulizia delle strade e lo sfalcio delle erbacce del quartiere San Liborio, così come del parco prospiciente via Cerruti. Purtroppo, a distanza di un mese, i problemi segnalati sono rimasti insoluti – tuonano da FdI – e gli interventi effettuati da Csp, sulla base anche della nostra segnalazione, sono stati purtroppo realizzati in maniera parziale (strade e sfalcio dell’erba non completato, ad esempio in via Nuova di San Liborio)». Insomma, siamo al punto di partenza o quasi. Il direttivo del circolo ‘‘Almirante’’ sottolinea come il fatto che questi interventi non siano stati risolutivi abbia mostrato «i problemi organizzativi e di organico che, come evidenziato in una nostra successiva comunicazione, rappresentano un limite strutturale del contratto di servizio della manutenzione del verde – continuano da FdI – un servizio che, per come è stato strutturato dall’amministrazione comunale, non funzionerà mai».

Che le richieste di interventi di manutenzione del verde fosse tante non è certo una novità, era stato lo stesso amministratore unico della Csp, Francesco De Leva, a confermarlo. Il problema però resta ed è oggettivo. Che a San Liborio sterpaglie ed erba siano fuori controllo è un dato di fatto, che i marciapiedi in alcune aree siano impraticabili anche, così come l’assenza di illuminazione su via Nuova di San Liborio alta. «Oltre al verde – proseguono dal direttivo del circolo ‘‘Almirante’’ – anche il problema dell’illuminazione pubblica carente è molto sentito: è da dicembre – sottolineano – che il nostro circolo ha segnalato pubblicamente il problema, senza, purtroppo, ricevere alcuna risposta dall’amministrazione comunale. Le opere di urbanizzazione del quartiere non sono state completate e gli uffici competenti non si sono attivati per pretendere la corretta esecuzione dei lavori. A pagarne le conseguenze – concludono duri – purtroppo, sono gli abitanti di San Liborio».

Quindi per FdI ‘‘Almirante’’ si tratterebbe, ancora una volta, di colpevole inerzia che va a scapito dei cittadini, in questo caso de quartiere periferico. Intanto dall’amministrazione silenzio dopo la richiesta di intervento dei cittadini e la perdita segnalata nei giorni scorsi – sempre su via Nuova di San Liborio – nella giornata di giovedì è peggiorata con l’asfalto che si è rialzato e acqua e fango che hanno invaso la via. La sensazione che si ha attraversando San Liborio è di un quartiere agonizzante, lasciato a se stesso, mentre vivendoci si ha l’impressione di abbandono totale da parte delle istituzioni. La richiesta da parte dei cittadini è sempre la stessa: maggiore considerazione.

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Ladispoli, nasce il comitato ''No Piazza Almirante''

LADISPOLI – Non si placano le polemiche dopo l'approvazione in consiglio comunale per l'intitolazione di una Piazza ad Almirante. Dopo la presa di posizione delle diverse realtà politiche cittadine e del parroco del Sacro Cuore (la piazza si troverà proprio davanti la Chiesa) ora nasce il comitato "No Piazza Almirante".

«Siamo cittadine e cittadini liberi, associati, appartenenti a partiti politici ed istituzioni – si legge nella nota del Comitato – e abbiamo scelto di riunirci in un comitato per dire: “No a Piazza Almirante a Ladispoli” dichiarano  i promotori che aggiungono: Nella vita si può scegliere di raccontare e vivere molte storie ma quella di Piazza Almirante a Ladispoli si sta rivelando decisamente #unastoriasbagliata.” Sbagliata pensando anche alle dichiarazioni del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella contro le leggi razziali accanto a quelle della Presidente del Senato unitamente alla comunità ebraica. Ci sono città che hanno delle caratteristiche naturali, quelle peculiarità che nessuno gli ha mai attribuito ma che crescono in maniera innata con lo sviluppo della città stessa. La nostra comunità ha avuto – storicamente – il dono dell’accoglienza. Sin dalle origini, quando famiglie intere si trasferirono dalle colline di Cerveteri così come da Pozzuoli, Mantova, Macerata, dalla Sicilia, dalla Sardegna ecc. sulla costa di Ladispoli. Lo stesso è avvenuto anche negli ultimi decenni, con il transito dei russi e dei cileni – ad esempio – e con l’arrivo di cittadini comunitari, immigrati e innumerevoli romani espulsi dalla Capitale a causa della crisi. Tutto ciò ci ha reso una comunità importante ed eterogenea, quasi una piccola metropoli, e la conferma di questa evoluzione è arrivata direttamente dal riconoscimento del titoli di “città”. Ora ci troviamo di fronte a chi, attraverso continue provocazioni, sta cercando di snaturare l’essenza della nostra Ladispoli. Non siamo disposti ad accettare l’immagine odierna che, tra odio sociale ed abbrutimento, si vuol far ricadere sulla città. Tali aspetti non rientrano nel patrimonio genetico di questo territorio, non hanno nulla a che vedere con lo sviluppo e con l’immagine futura che abbiamo del luogo in cui viviamo sin dalla nascita o in cui siamo approdati nel corso della nostra esistenza».

«Spesso, nell’ultimo anno – proseguono dal Comitato – abbiamo cercato di andare oltre, di non soffermarci sull’arroganza, sull’euforia post-elettorale che i nuovi amministratori hanno dispensato dopo aver assunto la guida della città, grazie al consenso ottenuto con la promessa di rimettere al centro l’attenzione verso il bene comune, verso il sociale, a favore della coesione e dell’inclusione, verso temi che – dopo un lungo corso – chi amministrava precedentemente Ladispoli sembrava aver accantonato. Beh, ad oggi, siamo costretti a parlare di proclami e sogni. Poco o nulla si è visto sul fronte delle proposte, mentre le provocazioni hanno toccato punti di non ritorno: a partire dagli insulti sui social, passando per alcune agghiaccianti dichiarazioni sul 25 aprile (Festa della Liberazione) e arrivando perfino a sfogliare pagine di una storia triste e dolorosa per tutti gli italiani, con una spinta revisionista che proprio non riusciamo ad accettare.Avere la pretesa di intitolare una piazza ad un personaggio come Giorgio Almirante, condannato per aver attentato la Costituzione italiana, tra i firmatari del manifesto sulla razza, autore di articoli xenofobi e razzisti non è possibile, non possiamo più attendere in silenzio. Ladispoli non può dare spazio al ricordo di un uomo simile, tutt’altro che favorevole ai quei principi che hanno reso la nostra città bella e in qualche modo unica. Ladispoli non può concentrare il dibattito su una questione legata a mere dinamiche d’equilibrio della maggioranza quando la vivibilità è ridotta all’osso, la manutenzione di strade ed illuminazione è prossima allo zero e nulla è stato fatto per migliorare o implementare i servizi alla persona. La città ha bisogno di altro e ne ha bisogno ora».

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Gatta seviziata e uccisa nel quartiere Maiorca

S. MARINELLA – La crudeltà del genere umano non ha limiti. L’altro ieri, intorno alla mezzanotte, una vecchia gatta di 15 anni è stata catturata, seviziata e uccisa con un enorme sasso da una banda di minorenni e quindi abbandonata nel parco in modo che, chi fosse passato da quelle parti, capisse che quel posto non è sicuro per nessuno. Una specie di avvertimento per gli abitanti del quartiere Maiorca, che ogni sera hanno il problema delle baby band locali, che distruggono i giardini pubblici e terrorizzano i residenti. L’uccisione della piccola Mary, una gattina che frequentava la colonia felina della zona, ha fatto il giro della città e della vicenda sono stati interessati i Carabinieri che hanno iniziato le indagini per scoprire l’autore del vile gesto. «Questa è la seconda gatta in un mese che uccidono – dice Dania Corogher, responsabile della colonia felina del Maiorca – all’altra gli hanno dato fuoco. Ho parlato con i Carabinieri e mi hanno assicurato che faranno dei controlli notturni. Secondo me sono dei ragazzotti privi di ogni remora che vandalizzano la zona pensando di esserne i padroni. L’uccisione dovrebbe essersi verificata dopo la mezzanotte, visto che un residente del condominio l’ha vista intorno a quell’ora girare per la zona. Quindi dovrebbero averla seviziata poco dopo. Spero che, se qualcuno ha visto la scena, possa contattarmi o andare dai Carabinieri, perché questo grave atto non può restare impunito. Sono convinta che sono quei ragazzotti ubriachi che frequentano il vicino parco. La mia colonia è censita al Comune e Mary era una gatta di 15 anni che viveva tra il condominio e la colonia  felina. E’ stata trovata ammazzata nel parco con un sasso pesante cinque chili. Sono certo che sono stati quei vigliacchi perché i condomini dei palazzi conoscono quella colonia e i gatti li rispettano. Quei vandali invece si appartano li, sia di giorno che di notte, e spesso si ubriacano e fanno queste cose per divertirsi». 
Questo post (e purtroppo non è il primo a segnalare atti gravissimi contro gli animali) e i quotidiani episodi di vandalismo di diversa natura che accadono in questo paese dovrebbero farci suonare un campanello d’allarme. La gratuità di questi atti crudeli e di sfregio è allarmante. Come gruppo politico e consiliare, il Paese che vorrei valuterà quali iniziative portare avanti ma anche come individui possiamo fare qualcosa. Iniziamo a parlarne con i giovani che fanno parte della nostra cerchia di affetti e di amicizie. Nonostante risulti impossibile pensare che siano responsabili di questi atti, coloro che li hanno compiuti sono figli, nipoti e amici di qualcuno. Se invece non fossero ragazzi di qui, parlarne non avrà comunque fatto del male a nessuno. 
L’uccisione di animali non è una “ragazzata” ma un reato penale. Nonostante l’evidente scocciatura che questo comporta, è sempre utile che chi ne ha conoscenza diretta sporga una denuncia formale per avere almeno un registro preciso della situazione. 
 

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