Rifiuti, emergenza continua

CIVITAVECCHIA – A quale gioco sta giocando l’amministrazione comunale per quanto riguarda la questione rifiuti? Sono in tanti a chiederselo in questi giorni, dal momento che, almeno per quanto riguarda gli aspetti legati alla discarica di Fosso Crepacuore e l’allarme delle scorse settimane lanciato da alcune forze politiche, non ha preso posizioni nette. Solo timidi interventi stimolati da chi ha tirato per la giacchetta il Movimento 5 Stelle sul tema ‘‘ambiente, timidi e poco incisivi. I grillini sparano a salve anche per quanto riguarda l’ipotesi di trasferire il Css in una centrale o in un cementificio: l’assessore regionale Valeriani (e ancora prima Buschini) ne ha parlato apertamente rispondendo a una interrogazione, ma la cosa sarà sfuggita ai consiglieri M5S eletti alla Pisana.

I problemi a Civitavecchia, prescindendo dagli scenari futuri che di sicuro non fanno dormire sonni tranquilli ai cittadini, è possibile avvertirli già adesso: cassonetti pieni sempre più spesso e in quasi tutte le zone della città. Un giorno il problema riguarda i compattatori, un altro il contratto che non consentirebbe il ritiro della spazzatura nei giorni festivi in zone periferiche. Per non parlare poi delle volte in cui l’amministrazione per non ammettere le proprie lacune se la prende con i cittadini. L’inciviltà esiste e va condannata, ma in che modo il Comune guidato da Cozzolino sta operando per favorire la soluzione della questione rifiuti? In quattro anni la raccolta differenziata non è partita con giustificazioni assurde, probabile che possa rientrare tra i fuochi di artificio che i grillini spareranno tra circa un anno sperando in una rielezione. Intanto i civitavecchiesi  fanno i conti col cattivo odore legato ai cassonetti tracimanti, obbligati anche a non conferire i rifiuti in determinate ore per non rischiare multe salatissime. Al peggio non c’è mai fine.

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

Il comitato Uiltec: ''Enel riconsideri le proprie posizioni’’

CIVITAVECCHIA – «Confidiamo che già dall’incontro del prossimo 19, Enel riconsideri le proprie posizioni dando la giusta dignità alla zona di Civitavecchia, evitandone il superamento perché necessaria, non soltanto dal punto di vista occupazionale, ma anche organizzativo». Lo dichiara il comitato degli iscritti Uiltec Civitavecchia che tuona: «Il conto della Sen non deve essere pagato dai lavoratori. Oggi – proseguono dal comitato iscritti Uiltec – è in corso l’ennesima ristrutturazione e riorganizzazione Enel, la quale purtroppo colpisce ancora una volta la nostra città, senza alcun rispetto per quanto la stessa abbia dato da oltre 70 anni all’industria elettrica prima ed all’Enel poi». Il comitato ricorda i sacrifici e le promesse fatte per la trasformazione di Torrevaldaliga nord «come primo impianto a carbone pulito del mondo».

Il comitato dipinge una situazione allarmante. «Si colpisce pesantemente la residua imprenditoria locale – proseguono – e i lavoratori delle medesime, modificando le procedure d’appalto, si dimenticano gli impegni sul mantenimento della distribuzione – zona di Civitavecchia che finirà fagocitata da Viterbo con la conseguenza della perdita di posti di lavoro puliti come venivano definiti. Enel University subirà la progressiva chiusura. La Centrale di Torrevaldaliga Nord ridurrà 24 posizioni in turno, mentre per il personale giornaliero dell’impianto, non vengono adeguatamente sostituite le figure che vanno Pensione. I punti Enel serviranno solo i clienti del mercato libero; i lavoratori del Servizio elettrico nazionale, dopo il 25 settembre 2018 dove e con chi lavoreranno? Gli utenti a chi si rivolgeranno? Quindi – conclude duro il comitato – si colpirà duro a Civitavecchia, iniziando anticipatamente quella exit strategy di uscita dal carbone, già prevista teoricamente dalla Sen ma purtroppo senza un progetto alternativo sul futuro del territorio».

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

Scarico del carbone, il tavolo si sposta in Regione

CIVITAVECCHIA – Alla fine ha prevalso il buonsenso. Perché il rischio di vedere avere un porto completamente bloccato per sette giorni era elevato. E Civitavecchia, soprattutto in questo momento, non può permetterselo, considerata l’alta stagione e le diverse vertenze già aperte e in attesa di soluzione all’interno dello scalo.

Così ieri sera, dopo circa quattro ore di riunione in Comune per discutere della questione legata allo scarico del carbone, con oltre 200 portuali in protesta sotto Palazzo del Pincio, Enel e sindacati hanno fatto un passo indietro. Inizialmente non si intravedeva una soluzione; ognuno era portatore delle proprie istanze, difendendo posizioni consolidate da giorni. Enel avanti con la gara per lo scarico del carbone. Sindacati decisi ad iniziare i sette giorni di sciopero, la politica che cercava uno spiraglio dove poter inserire una mediazione. E alla fine si è riusciti nell’intento.

“Enel dichiara la propria disponibilità alla temporanea sospensione dei termini per la presentazione delle offerte con l’obiettivo di aprire immediatamente un tavolo di confronto con le parti sociali ed istituzioni – si legge nel documento siglato nella tarda serata di ieri –  relativo alla trattazione delle tematiche occupazionali e portuali emerse nel tavolo del lavoro. Le organizzazioni sindacali sospendono temporaneamente le azioni di agitazione programmate”.

Oggi alle 16 è in programma un tavolo specifico in Regione Lazio, alla presenza dell’assessore Mauro Alessandri. Nel frattempo però, per la parte portuale delle problematiche rappresentate le parti hanno condiviso di chiedere all'assessore regionale un eventuale incontro presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Una notizia, quella della firma della tregua, salutata con soddisfazione dai lavoratori di Minosse e Cpc rimasti sotto il Comune in attesa. “La fine di una giornata durissima, ma densa di soddisfazioni – ha commentato il vicepresidente di Minosse Maurizio Iacomelli – oggi abbiamo vinto una battaglia, dobbiamo vincere la guerra. Abbiamo dimostrato che la testa non la chineremo. Grazie ai lavoratori, ai sindacati, alle forze politiche, a tutti quelli che sono intervenuti in nostro sostegno”.

Per il presidente della Cpc Enrico Luciani si è scritta un’altra pagine importante per la città. “A conclusione di un grande pomeriggio di pacifica lotta – ha spiegato – si è giunti ad un primo risultato, il congelamento della procedura di gara. Ora bisogna vigilare per far sì che ciò che con forza e determinazione è stato fermato non possa essere riattivato”.

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

Olmetto, i lottisti chiedono un incontro

LADISPOLI – Un incontro col delegato di quartiere competente. E' la richiesta dell'associazione Quartiere Olmetto che sin dal primo giorno di nascita non sta facendo altro che interessare l'amministrazione comunale con i problemi inerenti la frazione ladispolana, da anni lamentati e a cui da anni non si dà una risposta. Viabilità e sicurezza innanzitutto. Nei giorni scorsi infatti, il presidente Di Nallo aveva scritto sia all'assessore alla Sicurezza e Mobilità Amelia Graziano Mollica e all'assessore ai Lavori Pubblici Veronica De Santis per chiedere di rivedere le posizioni dell'amministrazione circa determinate scelte (come ad esempio l'installazione di telecamere di videosorveglianza anche nella zona o la convocazione della Conferenza dei servizi con Anas e Cotral per relativamente all'ingresso al quartiere dalla via Aurelia e al posizionamento delle fermate Cotral). Ora, invece, la lettera del presidente Alessandro Di Nallo è rivolta al delegato di quartiere, Marchetti: "I soci – spiega Di Nallo – ci segnalano attività amministrative che evidenziano come qualcosa si stia muovendo e questo potrebbe essere positivo, tuttavia noi lottisti siamo ancora totalmente all'oscuro del percorso amministrativo che prima o poi saremo chiamati a pagare di tasca nostra. Nello specifico – prosegue il presidente dell'associazione – parliamo della Delibera di Giunta n.152 28-6-2018 Piano delle Performance dalla quale abbiamo appreso che sono stati deliberati a bilancio 120mila euro che dovremmo rimborsare, e della DD 1083 26-6-2018 – Incarico per aggiornamento preventivo di spesa opere UUPP che impegna i primi 21.800 euro c.a, affidando un incarico ad un professionista che verrà retribuito con soldi che dovremo prima o poi rimborsare noi lottisti. Cogliamo questi ultimi sviluppi in maniera molto positiva anche se siamo stati solo noi ad informare i soci ad alcuni dei diretti interessati di opere decise (o che verranno decise) dal comune e che saranno totalmente a nostro/loro carico. Tuttavia – aggiunge ancora Di Nallo – ci sembra che alcuni punti fondamentali restino ancora nella nebbia totale, almeno per noi lottisti; per esempio ancora non è stato chiarito quale sarà l’iter che dovremo aspettarci. In particolare quale procedura verrà seguita per la costituzione del Consorzio che, a nostro avviso, è un punto assai delicato per garantire il successo dell’operazione e che, viceversa, presenta molti lati poco chiari ed inquietanti.  Nella riunione di gennaio si accennò alla necessità di rendere pubblici un preventivo di spesa cui i lottisti andranno incontro ed il suo sviluppo temporale, questo perché le famiglie possano predisporre un proprio piano di spesa. Da dicembre ad oggi abbiamo partecipato a tre incontri con il Sindaco alcuni dei quali molto accesi, in cui sono state poste questioni importanti, dalla VAS agli incarichi a terzi passando per il rimborso dovuto richiesto dal Comune. Arrivare a luglio e non sapere ancora il percorso che si intende seguire non è il massimo, soprattutto alla luce degli ultimi sviluppi.  Per questo – conclude Di Nallo nella lettera al delegato di quartiere – chiediamo di voler organizzare quanto prima un incontro nel quale l’Amministrazione fornisca i dovuti chiarimenti e in cui potremmo avere anche le risposte degli Assessori alle richieste avanzate nei giorni scorsi".

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

Dissesto, Tidei incontra i sindacati: impegno comune a collaborare

S. MARINELLA – Si è tenuta questa mattina nell’ufficio del Sindaco Pietro Tidei una riunione tra il primo cittadino e i rappresentanti sindacali dei lavoratori del Comune e della Multiservizi.

Tidei ha illustrato ai lavoratori la situazione delle finanze del Comune, assicurandoli che l’eventuale dichiarazione di dissesto, ormai inevitabile, non inciderà sulla situazione dei lavoratori, non esistendo la necessità di rideterminare la pianta organica né quella di mandare in mobilità necessaria nessuno. La Multiservizi ha chiuso in attivo gli ultimi tre bilanci e potrebbe avere una grande opportunità da questa situazione perché alcune attività, ora esternalizzate, potrebbero essere di nuovo svolte dalla società che avrebbe, per una quota delle sue attività, la possibilità di svolgere servizi sul libero mercato e quindi anche direttamente per i cittadini.

Si è parlato anche della possibilità di stabilizzare gli assistenti educativi inglobandoli nella Multiservizi, ma è una proposta valida da attuare con cognizione di causa, ne sarà intrapreso prima possibile uno studio di fattibilità.

“Cerchiamo di cambiare prospettiva – ha detto il Sindaco Tidei – si apre una fase veramente delicata per l’amministrazione e per tutti i cittadini, ognuno deve fare la sua parte e per quello che ci riguarda verranno ridotte al minimo sia le indennità per le posizioni organizzative del personale comunale che quelle relative agli amministratori, Sindaco ed assessori per primi. Il personale comunale è la prima risorsa dell’amministrazione ed è nostra intenzione valorizzarlo nella giusta misura”. I rappresentanti dei lavoratori si sono dichiarati soddisfati dell’incontro avuto. Hanno chiesto unanimemente una moralizzazione nella distribuzione delle risorse, non solo gratificazioni economiche, ma anche riconoscimenti elogiativi dell’impegno e delle professionalità che vengono impiegate tutti i giorni in un lavoro difficile e con risorse e mezzi scarsi. Hanno riconosciuto la volontà collaborativa dell’amministrazione comunale essendo stati convocati per la prima volta dopo tanti anni nei quali per interloquire con l’amministrazione comunale sono stati costretti ad indire, quale unico mezzo di contatto, le agitazioni sindacali”. 

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

Scarico del carbone, il centrodestra scende in campo

CIVITAVECCHIA – "Siamo dalla parte dei lavoratori e di chi fa impresa vera. Se a qualcuno non sta bene, basta che lo dica. Pubblicamente". Il centrodestra unito entra nel dibattito scaturito dalla vertenza per lo scarico del carbone a Tvn. Forza Italia, Fratelli d'Italia, La Svolta, Forza Civitavecchia  e le liste civiche del centrodestra esprimono solidarietà ai lavoratori, "vere vittime della vertenza Enel esplosa in queste ore in città. Vedere vacillare una stabilità lavorativa, seppur garantita dal patto sociale stabilito dalla stessa azienda elettrica, di questi tempi è quanto di più nefasto possa accadere all’interno di una famiglia. C’è da dire però – hanno aggiunto – che la levata di scudi da parte di certe sigle sindacali ha più il sapore della difesa datoriale che di quella occupazionale. È chiaro che oggi le norme sulla distorta liberalizzazione del mercato, tanto care alla sinistra, debbano essere applicate su tutti, ma a partire da certi manager che contavano di operare in un regime di monopolio, facendosi scudo di lavoratori assunti con contratti “atipici”: che tradotto in termini brutali nient’altro è diventato che consenso in cambio di posti di lavoro. Davanti all’evidenza dei fatti non possiamo tradire i nostri valori liberali e abbandonare quanti lavorano all’interno di questo sistema malato, per noi, fin dall’inizio".

Secondo il centrodestra non ci possono essere più "monopoli né tanto meno posizioni di rendita da difendere. Le aziende che fino ad ora hanno lavorato in Italia in regime di monopolio, devono iniziare a fare i conti con la competitività e la professionalità del mercato moderno. Questa è l’unica garanzia – hanno aggiunto – per la crescita e di conseguenza per i loro lavoratori: vietato perciò strumentalizzarli con il terrorismo psicologico, senza dire loro la verità del perché siamo arrivati a questo punto, che il mercato non può essere condizionato per interessi personali e politici. Invece, salvaguardarli davvero. D’altronde stiamo parlando di una  una società che da anni gestisce la movimentazione del carbone di Tvn: senza aver fatto alcuna gara, solo tra il 2011 e il 2016 con Enel ha contato commesse per quasi 40 milioni di euro. A preoccuparsi, ora, siano perciò i vertici aziendali: sarà dura, per loro mantenere il privilegio quasi scontato sul terreno dei consensi, tema tanto caro ad un certa politica di sinistra. Torniamo a dirlo: noi del centrodestra restiamo e resteremo invece vicino ai lavoratori, vere vittime della situazione proprio alla luce di quanto abbiamo detto. Strumentalizzare il rischio occupazione, con lavoratori che guadagnano forse 1200 euro – hanno aggiunto – è il più meschino dei comportamenti. Crediamo invece nella validità del modello sociale europeo, nei valori sociali e liberali, che si basa sui principi inscindibili di efficienza economica, di giustizia sociale, di concorrenza e solidarietà, di responsabilità personale e di protezione sociale. Questi principi diventano più che mai pregnanti nella realtà locale. Siamo fortemente convinti che una sana e trasparente competizione sia sinonimo di occupazione, sviluppo e soprattutto benessere sociale. Ora la scelta da quale parte stare spetta ai due colossi industriali. Porto e Enel – hanno concluso – scegliere se cedere al ricatto camuffato da vertenza occupazionale, perpetrato da chi in questi anni ha sapientemente coltivato un potere fatto di  privilegi e prebende, oppure intraprendere la strada della trasparenza e della sana competizione, salvaguardando la professionalità degli occupati senza interessarsi di quella dei manager e dei voti da garantire loro".

 

 

 

 

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

Scarico del carbone: Alessi, Barbaranelli e Riccobello chiamano in causa Adsp e Pincio

CIVITAVECCHIA – "Ci sembra doveroso, ma persino insufficiente, esprimere la nostra solidarietà ai lavoratori portuali scesi in lotta per difendere il lavoro.
Vogliamo anche aggiungere che non ci sembrerebbe giusto che a condurre questa lotta fossero soltanto i portuali, quasi in solitudine, perché il tema, lanciato sul tavolo con la forza di una sfida, investe gli interessi generali della città e del suo porto e quindi è problema della intera collettività. Se, per meschini ed incomprensibili calcoli di parte, ciò venisse trascurato o smarrito del tutto si perderebbe un’altra straordinaria occasione per rimettere al centro della scena cittadina il lavoro ed il mondo dell’impresa".

Scendo in campo anche gli ex segretari generali della Camera del Lavoro della Cgil Piero Alessi, Fabrizio Barbaranelli ed Eraldo Riccobello sottolineando che "il punto vero di questa vertenza è da un lato la difesa dell’occupazione, in quantità e qualità, dall’altro la tutela dei legittimi interessi di una imprenditoria locale che, se opportunamente sostenuta – hanno spiegato – può dare significative risposte al dramma occupazionale che nella città ha raggiunto tassi di meridionalizzazione preoccupanti. Vi è però un’altra questione, che è lo sfondo sul quale tutta la vicenda si consuma: si tratta del rapporto di subordinazione all’Enel e alla sua presenza sul territorio da parte della città e dei suoi attuali amministratori. Abbiamo per decenni ceduto territorio, pagato un alto prezzo in termini di salute e di ambiente, abbiamo soprattutto condizionato lo sviluppo della nostra economia agli insediamenti di produzione elettrica, al servizio di interessi nazionali. Un sacrificio grandissimo che la città ha subito costretta dalle tante emergenze occupazionali e nella speranza che si traducesse in lavoro e sviluppo. È pensabile che l’Enel possa essere del tutto sordo a considerazioni di ordine economico e sociale nella città che più di altre ha pagato prezzi così alti per i suoi insediamenti? Sono queste altrettante buone ragioni per non subire scelte che penalizzano questo territorio".

Secondo Alessi, Barbaranelli e Riccobello il problema è dunque molto più articolato e di principio che non una discussione sulla applicazione delle norme sugli appalti e su quanto queste siano più o meno aderenti alle normative. "Noi pensiamo che la questione trascenda persino la mera clausola sociale adottata, se questa cioè sia sufficiente a garantire i livelli occupazionali, se copre gli organici nella loro interezza, se il tutto avviene alle medesime condizioni di dignità salariale e per quanto tempo la clausola in questione offrirebbe coperture – hanno aggiunto – non può essere solo questo il punto perché comunque il nostro territorio si impoverirebbe ulteriormente. Pensiamo che l’Amministrazione Comunale e l’Autorità Portuale di sistema non possano rimanere estranei e debbano far sentire la loro voce in maniera determinata, assumendo posizioni precise ed intransigenti a difesa del lavoro e della imprenditoria locali. Per quanto ci riguarda noi non vogliamo assistere in maniera neutrale allo scontro in atto. Vogliamo, con chiarezza, dire da che parte stiamo – hanno concluso – siamo dalla parte dei portuali, e non solo per una scontata forma di solidarietà, ma perché si tratta di un problema che pensiamo riguardi l’intera collettività e quindi sentiamo di essere direttamente parte in causa". 

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

n. 142 SENTENZA 24 gennaio – 5 luglio 2018

Giudizio di legittimita' costituzionale in via incidentale.

Trattato sul funzionamento dell'Unione europea – Obbligatorieta' e
vincolativita' anche per i giudici nazionali della decisione della
Commissione rivolta agli Stati, ormai divenuta inoppugnabile
dinanzi agli organi giurisdizionali comunitari; rilevanza,
nell'ambito dell'attivita' interpretativa del giudice, delle
posizioni espresse dalle istituzioni europee non giurisdizionali,
ai sensi dell'a………(T-180142)

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

Porto: si fa sul serio

CIVITAVECCHIA – Questa volta si fa sul serio. Senza sconti a nessuno. Perché ognuno, come ribadito nei giorni scorsi dai diretti interessati, deve assumersi le proprie responsabilità. E sulla gara dello scarico del carbone, da oggi si passa dalle parole ai fatti. Dalle 8 alle 12 di domani infatti, è previsto un sit-in di protesta sotto la sede dell’Autorità di Sistema Portuale, organizzato dalla Filt Cgil nell’ambito dello stato di agitazione aperto già da qualche giorno e in vista dei sette giorni di sciopero indetti a partire dall’11 luglio.

‘‘Siamo pronti a bloccare il porto’’ avevano detto sindacati e lavoratori. Ed domani Cpc, insieme a Minosse, Cilp, ma anche Pas, Port Mobility e lavoratori di altre società ed imprese che operano nello scalo si daranno appuntamento a Molo Vespucci. A testimonianza che, quella dello scarico del carbone, non è solo una vertenza che attiene esclusivamente all’attività da svolgere sotto Tvn, ma è una vertenza occupazionale in senso più ampio. Per questo il segretario generale della Filt Cgil Alessandro Borgioni solo ieri aveva lanciato un appello a tutte le forze sociali e le maestranze presenti nel porto «a difesa della legge 84/94 e di quelli che sono alcuni punti cardine dei principi del buon lavoro come la clausola sociale. Ma anche a tutte le forze politiche – aveva aggiunto – nella speranza che vengano messe da parte per una volta le rappresentazioni di parte e si contribuisca tutti insieme ad una battaglia di civiltà».

E proprio la Filt Cgil, intervenendo sulla gara per lo scarico del carbone, ha usato parole dure nei confronti sia di Enel che dell’Adsp. «La prepotenza di un soggetto, che da sempre si è misurata sul territorio, giocando sulle necessità della popolazione e trovando sempre la strada per ottenere quanto desiderato – ha commentato Borgioni – e l’assenza di un ente che, nonostante le stiano calpestando la norma che ne origina l’autorità, non riesce a fare altro che qualche telefonata e alcuni inutili incontri, non si ha traccia di una chiara presa di posizione di qualcosa di scritto che ne certifichi l’esistenza, un presidente assente che delega costantemente al suo ruolo, una segretaria che cristallizza posizioni irrisolte». Un giudizio negativo per come è stata affrontata questa delicata questione. «A rischio c’è il lavoro e il rispetto di una legge, che nel tempo ha consolidato degli equilibri – ha aggiunto Borgioni – il lavoro prima di tutto. Da tempo nelle gare le parti sociali nella loro interezza chiedono il rispetto della clausola sociale al fine di dare una continuità occupazionale a chi si impegna nel fornire la propria forza lavoro: ebbene in questa gara tale principio viene calpestato con nemmeno molta eleganza in quanto si inseriscono una serie di sub condizioni che consentono nella sostanza al vincitore della gara di scegliere il personale che vuole». La Filt Cgil ricorda poi che il compito di promuovere la concorrenza tra gli operatori del settore appartiene all’Adsp la quale lo esercita nei limiti e per i fini stabiliti dalla 84/94. E ribadisce come «la gara è stata comunque pubblicata con una serie di violazioni, a nostro parere, della legge sui porti – ha aggiunto – l’esempio più evidente è il tentativo di superare la fondamentale differenza, prevista per legge, tra le imprese autorizzate alle operazioni portuali e quelle autorizzate ai servizi ovvero prestazioni specialistiche complementari e accessorie». 

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

Adsp ed Enel nel mirino della Filt Cgil

CIVITAVECCHIA – "La prepotenza di un soggetto, che da sempre si è misurata sul territorio, giocando sulle necessità della popolazione e trovando sempre la strada per ottenere quanto desiderato. L’assenza di un ente che, nonostante le stiano calpestando la norma che ne origina l’autorità, non riesce a fare altro che qualche telefonata e alcuni inutili incontri, non si ha traccia di una chiara presa di posizione di qualcosa di scritto che ne certifichi l’esistenza, un presidente assente che delega costantemente al suo ruolo, una segretaria che cristallizza posizioni irrisolte".

Sono parole dure quelle usate dal segretario generale della Filt Cgil Alessandro Borgioni nei confronti di Enel in primis e dall'Autorità di Sistema Portuale, alla luce della vertenza aperta sullo scarico del carbone per la centrale di Tvn. Per questo, dopo l'apertura dello stato di agitazione, sono già stati dichiarati 7 giorni di sciopero consecutivi a far data dall'11 luglio 2018. Una settimana di braccia incrociate, a tutela del lavoro e dell'occupazione, non solo dello scalo ma dell'intera città.  

"La prepotenza dell’Enel e l’assenza dell’autorità portuale: potrebbe essere il titolo di una sit-com di tendenza se non fosse, purtroppo, il paradossale scenario che si sta vivendo sulla gara per la discarica del carbone – ha sottolineato Borgioni – prima di spiegare quello che sta accadendo, credo sia necessario provare a far vivere questa vertenza depurandola dalle appartenenze politiche e dai personalismi, ma cercando di concentrare l’azione sulla gravità di quanto sta accadendo, a rischio c’è il lavoro e il rispetto di una legge, che nel tempo ha consolidato degli equilibri. Il lavoro prima di tutto. Da tempo nelle gare le parti sociali nella loro interezza, chiedono il rispetto della clausola sociale al fine di dare una continuità occupazionale a chi si impegna nel fornire la propria forza lavoro: ebbene in questa gara tale principio viene calpestato con nemmeno molta eleganza in quanto si inseriscono una serie di sub condizioni che consentono nella sostanza al vincitore della gara di scegliere il personale che vuole".

La Filt Cgil ricorda poi che il compito di promuovere la concorrenza tra gli operatori del settore appartiene all’Adsp la quale lo esercita nei limiti e per i fini stabiliti dalla 84/94. E ribadisce come "la gara è stata comunque pubblicata con una serie di violazioni, a nostro parere, della legge sui porti – ha aggiunto –  l’esempio più evidente è il tentativo di superare la fondamentale differenza, prevista per legge, tra le imprese autorizzate alle operazioni portuali e quelle autorizzate ai servizi ovvero prestazioni specialistiche complementari e accessorie".

Da qui l'appello rivolto a tutte le forze sociali e le maestranze presenti nel porto "a difesa della legge 84/94 e di quelli che sono alcuni punti cardine dei principi del buon lavoro come la clausola sociale. Lo stesso appello riteniamo debba essere rivolto a tutte le forze politiche – ha concluso Borgioni – nella speranza che vengano messe da parte per una volta le rappresentazioni di parte e si contribuisca tutti insieme ad una battaglia di civiltà. Come Filt Cgil ci rendiamo disponibili a partecipare a qualsiasi iniziativa pubblica a cui verremo invitati per rappresentare la nostra posizione e fornire nell’ambito del possibile tutti i chiarimenti del caso".   

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###