Icpl e Cfft: Grasso si appella al ruolo di garanzia del Sindaco

CIVITAVECCHIA – "Sono giorni decisivi per tanti posti di lavoro e per lo sviluppo del porto, della città e del territorio. Mi rivolgo al Sindaco, affinché assuma e svolga senza perdere altro tempo, come sta cercando di fare nella vicenda Enel/carbone, quel ruolo di garanzia istituzionale che finora è mancato per Icpl e Cfft". L'appello arriva dal capogruppo de La Svolta Massimiliano Grasso. Per quanto riguarda Icpl, infatti, il 23 luglio scadrà il termine per l’ennesima asta "e si rischia che anche quei gruppi internazionali seriamente interessati a rilevare la struttura – ha spiegato – si allontanino definitivamente perché nessuno gli dà le garanzie che chiedono, soprattutto circa i contratti in essere per attività ora svolte presso la struttura, ma che nulla hanno a che vedere con quello che dovrebbe essere e l’interporto. Mi auguro che il Sindaco, al quale due anni fa più volte chiesi invano di attivare la decadenza della concessione al concessionario fallito, oggi decida finalmente di svolgere il suo ruolo, per ottenere dal Tribunale una dilazione dei termini che consenta tutti i chiarimenti necessari affinché i soggetti interessati presentino la loro offerta e non si perda l’ultimo treno per la rinascita di Icpl". .

Il capogruppo de La Svolta si dice preoccupato anche di quanto sta avvenendo per Cfft. "Per conquistare un traffico servono mesi, spesso anni di lavoro, in cui le imprese, gli operatori, tutto il porto – ha aggiunto – devono conquistare la fiducia di chi porta il traffico. Per distruggere questo patrimonio di credibilità basta pochissimo. E quando questo avviene, le conseguenze sono devastanti non solo per l’azienda che le subisce, ma per tutto il porto, con danni di immagine e di perdita di credibilità enormi. Non si doveva arrivare a questo punto, trattandosi peraltro di uno dei rari casi in cui negli ultimi tempi si erano portati numeri positivi, sotto ogni aspetto. Inoltre, si profila uno scenario a breve in cui il porto rischia di diventare un far west, senza più alcuna certezza delle regole. È necessario intervenire subito per evitare che tutto ciò accada. Nel porto il garante è e deve essere il presidente dell’Adsp, ma visto il rilevante impatto sull’economia e l’occupazione cittadina, il Comune non può rinunciare al suo ruolo politico e istituzionale. Il tavolo già convocato per la vicenda Enel intervenga subito anche per Cfft e la questione, insieme a quella dell’interporto, venga portata in discussione anche in Consiglio Comunale".

Sulla vicenda legata al terminal agroalimentare è intervenuto anche Vittorio Petrelli, di "Ripartiamo dai cittadini", il quale riferendosi all'ordinanza del presidente dell'Adsp sullo scarico dei container, parla di una vicenda anacronistica ed assurda, perché "dopo anni di attività della Cfft presso le banchine pubbliche, dopo investimenti milionari per adeguare la logistica all’esigenze sempre più competitive del trasporto moderno – ha sottolineato – si decide di revocare l’autorizzazione per una mera impostazione burocratica e comunque per mancanza di adeguamenti dello strumento di concessione che sono imputabili al proprietario della banchina ossia alla stessa Autorità Portuale di sistema. In una politica di federalismo portuale ormai raggiunto dai porti più efficienti quali quelli  europei ma anche da alcune realtà più brillanti italiane, dove si sostiene e si promuove l’evoluzione della logistica, si favoriscono la dinamicità dei traffici e la polivalenza operativa, a Molo Vespucci si decida di fatto di interrompere un rapporto di quelle dimensioni, perché questo determinerà l’attuazione di quell’ordinanza. Per non pensare a quale immagine burocratica si propaganderebbe a futuri e potenziali investitori la nostra Autorità di Sistema Portuale. Viene da domandarsi se sia lecito – si è chiesto Petrelli – essere ostaggio della Rtc, e soprattutto se la sua concessione sia ancora legittima dopo la mancata attuazione degli impegni di movimentazione che era stato elemento fondante di quella concessione, questione che si era anche sollevata ma sulla quale non si è mai voluto andare fino in fondo. Per questi motivi invitiamo il Presidente ed i suoi stretti collaboratori  ad un atto di coraggio e di responsabilità perché Civitavecchia non può permettersi un clamoroso autogol, perché di questo si tratterebbe, senza parlare delle conseguenze in termini di perdita di posti di lavoro".

Perchè, come ricorda il coordinatore di Forza Italia Roberto D'Ottavio, "c’è un aspetto delle politiche di gestione pubblica delle attività produttive sul territorio di competenza che non dovrebbe mai essere dimenticato: il lavoro va salvaguardato, in ogni forma. Per questo, apprendere della piega che ha preso la vicenda della movimentazione dei prodotti ortofrutticoli nel porto di Civitavecchia – ha evidenziato – è per noi sorprendente. Revocare l’autorizzazione alla Cfft mette a repentaglio lo stipendio dei lavoratori e, peraltro, pare rispondere più all’esigenza di monopolio di un operatore che non a reali esigenze di sviluppo, nel libero mercato, delle attività di quel settore merci che resta un potenziale purtroppo inespresso del nostro scalo. Perciò il tema sarà, nell’esclusivo interesse dei lavoratori, oggetto di un appuntamento al presidente dell’Adsp Francesco Maria di Majo per verificare se sono state attuate in questa fase tutte le forme di tutela del lavoro. Ci riserviamo di far intervenire la rappresentanza parlamentare di Forza Italia sulla questione, attraverso un'interrogazione parlamentare al ministro competente".

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Pirgo: stagione 2018 senza stabilimento

CIVITAVECCHIA – Chissà come commenterà ora l’assessore Vincenzo D’Antò la notizia relativa alla morte del Pirgo? Il grillino spiritoso, quello convinto di poter colmare le lacune legate alla propria incapacità amministrativa con l’ironia partenopea o con la battuta fuori luogo, oggi deve prendere atto di una sola cosa: la stagione estiva 2018 per quanto riguarda la spiaggia del Pirgo non inizierà mai. 
E questo nonostante i tardivi tentativi dell’amministrazione comunale di correre ai ripari, promettendo chissà cosa per avere bagnini e pulizia della spiaggia praticamente gratis. 
Già l’iter amministrativo (anomalia tutta civitavecchiese che coincide con l’arrivo al Pincio del Movimento 5 Stelle) è partito ancora una volta con colpevole ritardo, poi il salvataggio in extremis con l’individuazione dei soggetti a cui poter affidare le spiagge risalente a otto giorni fa. Ora la triste notizia: la paesaggistica è scaduta e le strutture al Pirgo non potranno essere montate. Così Mario Benedetti, il gestore dell’area, ha caricato l’attrezzatura su un camion e l’ha portata indietro, scontrandosi anche con il rammarico dei frequentatori abituali di una spiaggia che per anni, tra alti e bassi, ha rappresentato il biglietto da visita della città e che oggi è diventata una fogna a cielo aperto. Se l’amministrazione si fosse mossa prima, probabilmente il problema del rinnovo della paesaggistica sarebbe stato superato con una nuova domanda e la relativa attesa di risposta. Ma presentare una richiesta il 16 luglio significherebbe nella migliore delle ipotesi aprire lo stabilimento dopo Ferragosto. Chissà se almeno questa volta l’assessore D’Antò avrà l’umiltà di chiedere scusa senza aggiungere le solite giustificazioni senza senso alle quali sempre meno persone credono? 
Il Pirgo è morto e gli assassini hanno nome e cognome.

 

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Anche per la Cassazione il capo scout è innocente

CIVITAVECCHIA – È stata confermata anche in Cassazione la sentenza di assoluzione per Mauro Marani, l’ex capo scout arrestato a giugno di quattro anni fa con la pesante accusa di pedofilia. Nei giorni scorsi, infatti, si è svolta l’udienza dopo che il Procuratore generale presso la Corte di Appello di Roma, insieme ad una delle due parti civili, aveva presentato ricorso per annullare la sentenza della Corte d’Appello di settembre 2017. E invece, ascoltato anche l’avvocato difensore dell’uomo, il legale Antonio Maria Carlevaro (nella foto), il giudice ha deciso di rigettare i ricorsi e confermare invece l’assoluzione.

Si chiude così l’iter giudiziario nei confronti del civitavecchiese – incensurato – che, in primo grado, era stato condannato dal tribunale di Civitavecchia a 9 anni e 8 mesi di reclusione (contro i 9 anni e 7 mesi chiesti dal pubblico ministero). Sentenza riformata in Appello, con la conferma dell’assoluzione anche in Cassazione.

«Un iter piuttosto veloce rispetto a quelli che sono i tempi della giustizia – ha commentato l’avvocato Carlevaro – ma comunque lungo per il mio assistito, che si è sempre proclamato innocente e che ha già trascorso 2 anni e mezzo di detenzione, tra carcere ed arresti domiciliari. Una tragedia per lui, tra ansie e paure; anni difficili, di sofferenza. Quello di oggi è un risultato sofferto, è vero, ma sono molto soddisfatto sia dal punto di vista professionale ma soprattutto moralmente, perché sono sempre stato convinto della sua innocenza. I tanti testimoni pronti a presentarsi al processo per difenderlo stanno a significare proprio questo». Mauro Marani era stato arrestato il 4 giugno 2014 a seguito di un’indagine portata avanti dal sostituto procuratore Alessandra D’Amore dopo una denuncia raccolta dalla Polizia di Frontiera e presentata da una ragazza ventenne per fatti accaduti diversi anni prima. Al centro delle indagini anche dei filmati contestati però dalle perizie difensive. Con la sentenza della Cassazione si chiude quindi questa pagina giudiziaria, con il caso che aveva scosso la città.

 

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Smaltimento rifiuti, Tidei tratta con gli impianti di  Tarquinia e Viterbo

di GIAMPIERO BALDI

SANTA MARINELLA – Come diceva il vecchio saggio «un problema al giorno leva il medico di torno». 
Oggi è il turno delle discariche, ovvero dei cantieri nei quali vengono depositati i rifiuti differenziati per le attività di riciclo connesse alla loro trasformazione. 
Tutti gli impianti hanno serrato i cancelli a causa della elevata esposizione creditoria nei confronti della città, fatta di fatture non pagate per mesi ed ormai ammucchiate sui loro tavoli. 
«Comprendo perfettamente le loro ragioni – dice il sindaco – ma i nostri fornitori devono maturare la consapevolezza che lo smaltimento dei rifiuti è un’esigenza di igiene per tutta la città. Per questo ho avviato una trattativa con gli impianti di Viterbo e Tarquinia, per consentirci di continuare a scaricare, a fronte di una soluzione di questa situazione incresciosa e che non può essere portata più avanti. Contemporaneamente ho incontrato insieme al vice sindaco Andrea Bianchi, i rappresentanti della società Gesam, l’appaltatrice del servizio di igiene cittadina. Il contratto dovrà essere firmato prossimamente anche a fronte di alcune aggiustature che nel tempo si sono rivelate fondamentali. Esiste un problema sul verde urbano, costituito dai residui naturali della pulizia dei giardini. Questi residui, non potranno più essere lasciati fuori dai portoni nei sacchi neri, ma andranno conferiti alla discarica cittadina. In questa maniera potrà essere vagliata la qualità del prodotto consegnato all’impianto e si attuerà un sostanzioso risparmio nei costi, risparmio che andrà a beneficio di tutti i contribuenti attraverso la tariffazione del servizio stesso. In maniera diversa, nei sacchi neri, sarebbe continuato ad essere conferito di tutto, costringendo il nostro appaltatore a scaricare non negli impianti di compostaggio ma nelle discariche che applicano tariffe ben maggiori per ogni tonnellata portata lì». 
«Abbiamo coinvolto anche le Ferrovie dello Stato e la Regione – conclude Tidei – affinché provvedano a pulire e mantenere le alberature e le aree verdi cittadine di loro proprietà. Sono in corso gli interventi in via IV Novembre e partiranno a breve quelli a via Valdambrini e via Cartagine a Santa Severa».

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Ladispoli, inquinata la foce del fosso Vaccina

LADISPOLI – Cambia l'anno ma la situazione lungo la foce del fosso Vaccina non cambia. Almeno stando ai risultati dei monitoraggi effettuati da Goletta Verde. I dati arrivano al margine dei campionamenti effettuati su 24 punti monitorati lungo la costa laziale, dove 17 di questi hanno presentato valori di inquinamento elevati (cioè il 71%) con la provincia di Roma che guida la classifica negativa. Alcuni dei punti monitorati già lo scorso anno erano stati denunciati con esposto alla Capitaneria di Porto, presentato proprio da Legambiente. Tra questi anche la foce del rio Vaccina a Ladispoli, dove le indagini della Capitaneria di Porto – spiegano da Legambiente – individuarono macroaree urbane del comune di Cerveteri che, anziché scaricare nella rete fognaria, riversavano i reflui non depurati direttamente nel fosso Manganello.

Il monitoraggio di Goletta Verde (eseguito dalla squadra di tecnici di Legambiente tra il 19 e il 21 giugno 2018) prende in considerazione il campionamento dei punti critici scelti in base a un “maggior rischio” presunto di inquinamento, individuati dalle segnalazioni non solo dei circoli di Legambiente ma degli stessi cittadini attraverso il servizio di SOS Goletta. E così sono stati presi in considerazioni foci di fiumi (come ad esempio proprio quello del Vaccina a Ladispoli), torrenti, scarichi e piccoli canali, veicoli principali di contaminazione batterica dovuta all'insufficiente depurazione dei reflui urbani che attraverso i corsi d'acqua arrivano in mare. «Non abbiamo dubbi sulla correttezza e sulla competenza di Goletta Verde – ha detto il vicesindaco Pierpaolo Perretta – ma ci rimettiamo all'aspetto complessivo: ci sono delle indagini in corso da parte della Guardia Costiera locale e siamo in attesa dell'esito definitivo». Il vicesindaco ha infatti puntato i riflettori sull'attività portata avanti in questi mesi dagli uomini della Capitaneria: «Stanno procedendo a una verifica puntuale della faccendo. Siamo in attesa di notizie concrete da parte degli inquirenti». Il Vicesindaco e Assessore al Demanio Marittimo inoltre tende a puntualizzare come sulle foci dei fiumi, come appunto quella del Vaccina, «in genere vige il divieto preventivo di balneazione proprio per evitare eventi di pericolosità. Ovviamente – ha anche sottolineato Perretta – l'unico soggetto istituzionalmente preposto a una corretta verifica delle situazioni di inquinamento è Arpa Lazio. Naturalmente, quando avremo dati certi e ufficiali prenderemo in considerazione tutto quello che sarà necessario per garantire sicurezza». Sulle cause dell'inquinamento della foce del Vaccina il vicesindaco parla chiaro: «Provengono presumibilmente dalle città limitrofe. A Ladispoli, infatti – ha concluso – non abbiamo alcun problema di depurazione».

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La poetessa  Agnese Monaldi  trionfa nel prestigioso concorso

ALLUMIERE – Continua a inanellare successi e affermazioni la bravissima poetessa a braccio Agnese Monaldi, la quale ha trionfato a Roma al prestigioso concorso Vincenzo Scarpellino  2018 ‘‘Stornelli inediti nei dialetti del Lazio’’. La Monaldi nella stessa competizione ha avuto la soddisfazione di vedere premiate ben 4 classi del comprensorio nelle quali ha portato il progetto poesia: la classe IVB della Scuola Primaria I.C. di Tolfa (insegnanti: Tomasa Pala e Luisella Felicini) è risultata prima classificata nella sezione ‘’Scuole’’ dell’ottava edizione del Premio Scarpellino per poesie e stornelli inediti nei dialetti del Lazio; seconda classificata la classe II B Scuola Primaria I.C. di Tolfa (Insegnanti di classe: Michela Pala Michela e Francesca Franceschini); terze classificate le classi 5^ A – 5^ B Primaria (Insegnanti: Maria Letizia La Noce e Anna Annunziata) plesso Papacchini dell’I. C. Galice Civitavecchia via Toscana. L’insegnante di Tolfa, Tomasa Pala, che da anni collabora con la poetessa Agnese Monaldi, esprime «Grande soddisfazione per il percorso didattico intrapreso con passione, mirato alla conoscenza e  tutela della della nostra amata tradizione poetica», mentre le insegnanti Michela Pala e Francesca Franceschini dichiarano la «validità dell’esperienza del laboratorio di poesia con la Monaldi sia sul piano dei contenuti che  sul piano metodologico  e auspicano una futura collaborazione per realizzare percorsi formativi sempre più stimolanti». Agnese Monaldi è una improvvisatrice in ottava rima e rappresenta la continuità di questa tradizione simbolo della creatività e della capacità comunicativa popolare. Agnese è nata ad Allumiere. Avendo coltivato da sempre interesse verso ogni forma poetica da anni si cimenta con successo nel canto estemporaneo che nell’ultimo secolo è stato esercitato solo da poeti uomini. Facendo leva sulla volontà di apprendere e praticare, ha iniziato ad esibirsi in una escalation che l’ha portata ai più alti livelli fino a trovarsi a contrastare in rima con i migliori artisti italiani. La Mobaldi è continyamente ospitebin manifestazioninpietichebin tutta Italia e ovunque è apprezzata e amata «Sono stata sempre appassionata alla scrittura, alla letteratura e all’ascolto dei racconti. Sin da piccola ascoltavo i poeti a braccio che cantavano nelle piazze, fino al momento in cui ho iniziato io stessa ad improvvisare circa dieci anni fa. La motivazione è l’istinto e la passione che sento dentro di me. I miei primi passi sono stati ascoltando i poeti e rispondere in rima con la mente. Leggere testi, è stato il secondo passo, prediligendo Dante, Orlando il furioso e Torquato Tasso – spiega la Monaldi – inizialmente non ho avuto maestri e mi esercitavo da sola; poi ho incominciato a conoscere alcuni poeti e l’unico che per me è stato un maestro è Mauro Chechi. Attribuisco la stessa importanza sia alla linea melodica che allo schema metrico privilegiando l’ispirazione. La rima è di otto versi, di cui sei alternati, 1-3-5 2-4-6 l’ultimi due versi sono con rima baciata. Il contrasto improvvisato è un contrasto poetico in cui l’ottava, quasi come in una disfida, assume il ruolo di strumento, di argomentazione contrapposto a quello del contendente. Le differenze tra l’ottava laziale e quella toscana sono negli argomenti trattati». Per quanto riguarda la sua attività nelle scuole la Monaldi spiega: «L’approccio con gli studenti è molto semplice: si trattano argomenti che di regola impegnano il sentimento ed i valori, rappresentando un mondo che costituisce la radice dei nostri territori e della nostra storia». (Rom. Mos.)

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Bus gt, bocciata l’area Feltrinelli

CIVITAVECCHIA – I bus turistici non si fermeranno più nel parcheggio dell’area Feltrinelli. Nei giorni scorsi era stato proprio il  comandante della Polizia locale Pietro Cucumile ad annunciare lo studio di un percorso alternativo per evitare ingorghi.

Nell’ordinanza si legge infatti che «la sperimentazione delle fermate autobus nel parcheggio Feltrinelli ha evidenziato alcune criticità viarie nell’attraversamento del centro abitato, impattanti sul carico veicolare ordinario, non risolvibili attraverso modifiche ordinarie della circolazione stradale che non richiedano uno studio tecnico ed approfondito dei flussi veicolari di un intero quartiere, soprattutto alla luce dei conflitti che si sono creati su strade del centro abitato di ridotta portata e nei pressi di plessi scolastici o della sede comunale».

Bocciato quindi il parcheggio dietro la stazione ferroviaria, anche alla luce delle numerose lamentele. In primis era stato il comitato dei pendolari ad invitare a cercare una soluzione alternativa.

Ora gli autobus faranno tappa nel nuovo parcheggio di viale della Vittoria nei pressi della stazione ferroviaria con ingresso all’altezza di via Stegher. La novità è che proprio su viale della Vittoria il traffico sarà vietato ai bus, fatta eccezione per quelli del tpl. Praticamente i mezzi granturismo e i bus ncc collegheranno porto e stazione passando da viale Guido Baccelli, fino ad arrivare a via delle Quattro porte per poi entrare nel nuovo parcheggio di viale della Vittoria. Il tutto verrà evidenziato con l’apposita segnaletica stradale ed entrerà in vigore a partire da domani per la durata di tre mesi.   

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Usi civici, Scilipoti auspica soluzioni concrete

CIVITAVECCHIA – "Ormai siamo entrati in un enpasse dove gli unici a soccombere in questa situazione sono i cittadini: per questo ritengo opportuno e invito il Sindaco e tutto il Consiglio Comunale a lavorare sinergicamente e a tutti i livelli, iniziando da un documento unitario stilato dalla conferenza dei capigruppo, che dia la possibilità e il supporto al sindaco di poter segnalare e discutere questo problema col Governo".

Il consigliere di Mdp e rappresentante dell'associazione Onda Popolare Patrizio Scilipoti interviene sulla delicata questione degli Usi Civici, a pochi giorni dal consiglio comunale aperto di giovedì sera. 

"Alquanto aberrante se non paradossale la situazione che si è venuta a creare – ha spiegato – una legge nata nel Medioevo con lo scopo, dei latifondisti, di far sopravvivere le povere popolazioni procurandosi acqua e cacciagione nei propri terreni. Un tema sempre trascurato della politica, tutta, ma che purtroppo oggi è arrivato ad un punto di non ritorno, causando gravi danni ai cittadini, sia in termini economici che burocratici. Rimango alquanto sconcertato della sentenza della Corte Costituzionale, che ha annullato di fatto, un lungo e faticoso lavoro svolto in particolare dal consigliere regionale Gino De Paolis e che aveva portato a sviluppare una tariffazione agevolata e alla portata di tutti per svincolare le case, anche in forma frazionata".

L’obiettivo del cosnigliere Scilipoti e di tutto il suo gruppo è quello, quindi, di arrivare ad una soluzione definitiva "che dia la possibilità di sgravare i terreni in questione e le case sovrastanti a costo zero, evitando così – ha concluso – l’aggravio di costi ingiustamente da affrontare dai nostri cittadini e che si aspettano dalla politica risposte concrete e celeri". 

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Si chiude una pagina di storia: la famiglia Garcia lascia il mercato

CIVITAVECCHIA – Un punto di riferimento per il commercio, una delle colonne portanti del mercato, ma anche un luogo importante per la vita politica e culturale cittadina, quella fondata soprattutto sui valori dell'antifascismo.

Una pagina di storia si chiude. Perché da ieri Gino Lorenti Garcia e sua moglie Paola, dopo oltre 40 anni, lasciano il banco di formaggi che per anni è stato a piazza Regina Margherita, per trasferirsi poi a piazza XXIV Maggio con la riqualificazione del mercato.

Nel 1924 fu la nonna di Gino Garcia, Vincenzina Gargiullo a dare il via alla tradizione, vendendo alici e conserve; poi l'attività passò alla mamma Spartana Corvi e infine Gino e Paola. Un'attività che si è rimodernata, ha seguito il mercato ed i cambiamenti del settore alimentare. "Mia nonna mi raccontava che all'inizio vendeva il tonno, le aringhe, le conserve – ha spiegato – ed un po' di formaggio svizzero, di quello che arrivava in porto dal nord Italia, o quello sardo". Negli ultimi anni non è stato semplice andare avanti, con i problemi del settore, accentuati da una riqualificazione del mercato che ha rappresentato un grande ostacolo per molti operatori. 

Il banco comunque non chiude, ma l’attività sarà portata avanti da Daniela, da anni al fianco dei proprietari.   

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Tutto pronto per ''Tarquinia Horse show''

TARQUINIA – Anche quest’anno l’ASD Maremma Old Style ripropone il Tarquinia Horse Show, evento d’eccellenza dell’estate tarquiniese, ormai giunto alla sua undicesima edizione. Un cabaret equestre serale di alto livello artistico, che avrà luogo a Tarquinia Lido venerdì 20, sabato 21 e domenica 22 luglio 2018. Tarquinia, terra per eccellenza di tradizioni, agricoltura ed allevamento, diviene dunque teatro di uno dei più suggestivi spettacoli della zona, che richiama ogni anno migliaia di persone. Artisti tra i più celebri nel mondo dell’equitazione presenteranno i loro splendidi equidi attraverso la dimostrazione delle abilità tipiche della propria razza. Protagonisti indiscussi delle serate, gli Aragonas, capitanati dal celebre Bartolo Messina, detentori di ben due record mondiali e famosi in tutto il mondo per la loro partecipazione alle più importanti fiere e manifestazioni nazionali ed internazionali, dal Gran Galà di Fieracavalli di Verona, al Carnevale Romano, al tour europeo di Apassionata, considerato lo spettacolo equestre più importante al mondo, che conta ormai 500.000 spettatori annui. Al Tarquinia Horse Show gli Aragonas si esibiranno in numeri mozzafiato di alta scuola, posta ungherese, volteggio acrobatico e lavoro in libertà. Non mancheranno inoltre numeri di doma vaquera, monta western e, naturalmente, i butteri maremmana, padroni di casa della manifestazione. L’evento è finalizzato alla promozione ed alla valorizzazione del nostro territorio, ricco di cultura e tradizioni, oltre che di talenti straordinari. Ed è proprio ai talenti italiani, soprattutto a quelli “speciali” del mondo equestre, ma con uno sguardo anche più ampio in tutti i campi, che l’ Associazione intende dedicare la serata inaugurativa dell’evento, giovedì 19 luglio 2018. Sempre a Tarquinia Lido, infatti, giovedì 19 luglio avrà luogo la prima edizione di Servo pure IO – Una serata per la diversità, interamente dedicata al tema della disabilità e della resilienza. Il titolo è tratto dal singolo ‘Siamo diversi tra noi’ divenuto recentemente molto popolare sul web, canzone scritta e cantata da Marco Baruffaldi, un giovane 22enne affetto da sindrome di down che ha reso pubblica la sua denuncia contro il bullismo di cui egli stesso purtroppo è stato vittima. La serata vedrà la partecipazione e collaborazione di varie associazioni e cooperative che operano nel sociale ed a favore dei più deboli, attraverso lo sviluppo di soluzioni abilitanti ed il reinserimento lavorativo di persone disabili. Tra queste, l’associazione I Cavalli del Parco di Tarquinia, che svolge corsi di equitazione per bambini, trekking ed escursioni, attività ludico-ricreative, nonché ippoterapia e riabilitazione equestre. I bambini e i disabili de I Cavalli del Parco si esibiranno con i loro pony in caroselli musicali ed altre attività ludico-ricreative alle quali saranno invitati a partecipare anche i bambini presenti tra il pubblico. Saranno inoltre ospiti della serata molti personaggi “speciali”, dallo stesso Marco Baruffaldi a vari atleti diversamente abili, di taratura nazionale, internazionale ed olimpica, che attraverso il loro intervento e le loro esibizioni daranno la propria testimonianza del fatto che la disabilità è di per sé una grande sfida, ma non deve essere vista come fragilità ma come ricchezza da tutelare. "Attraverso i valori sportivi e i modelli rappresentati da questi atleti  – spiega il presidente Massimo Emiliano Ortenzi – si vuole promuovere una cultura inclusiva, che abbatta le barriere e favorisca l’integrazione.  L’obiettivo della serata è quello di divulgare una tematica socialmente importante, quella della disabilità e della resilienza, metterla “alla portata di tutti, dando voce e risonanza ai milioni di disabili presenti in Italia, che ancora oggi vivono “segregati in casa”, a causa dell’assenza di sostegno o, ancora peggio, a causa di atti di violenza e bullismo. Abbattere le barriere culturali a volte è persino più difficile che abbattere quelle architettoniche e queste persone sono la prova vivente del fenomeno della resilienza, perché hanno saputo trarre una forza positiva dalla loro condizione, creando una nuova aspettativa di vita".
 
               
 

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