Sant’Agostino: disagi in paradiso

VIDEO TARQUINIA – Sant’Agostino, il ‘’piccolo paradiso’’ situato lungo la costa viterbese al confine con Civitavecchia, è ancora un lembo di terra dimenticato e privo di servizi. 
Grido d’allarme del comitato ‘’Le Villette’’ per voce del suo presidente Bruno Vannini, che chiede lo sblocco dei numerosi progetti predisposti dall’amministrazione Mencarini e non ancora realizzati. Progetti e iter ancora al palo – «nonostante la volontà politica di produrre migliorie» -, che di fatto ingessano lo sviluppo dell’area.
Le idee e le possibili soluzioni a diversi problemi giacciono sulle scrivanie degli uffici comunali, mentre gli oltre duecento proprietari delle case del borgo, e i tantissimi turisti e bagnanti (molti dei quali civitavecchiesi), sono costretti a far fronte ogni giorno ai numerosi disagi legati alla scarsa fruibilità di uno dei luoghi più belli del litorale.
Le criticità sono molteplici, dall’assenza di accessi pubblici a mare per bagnanti e mezzi, alla carenza assoluta di parcheggi. Per non parlare della mancanza di servizi per disabili e di pulizia approfondita delle spiagge. Oltre a strade ancora senza nome e numeri civici e l’inaccessibilità per i disabili.
Spiagge, pochi servizi, scarsa pulizia. “A Sant’Agostino da anni stiamo chiedendo i servizi primari, finora adempiuti solo in parte – spiega Vannini – La spiaggia è trattata in maniera non etica, con il rischio di andare incontro a carenze igieniche. Le normative regionali prevedono che in una spiaggia balneabile, specie con un centro urbano intorno, si effettui la pulizia giornalmente e questo viene fatto – dice Vannini – poi però prevede anche che, da luglio ad agosto, si passi almeno tre volte a settimana con i mezzi.  Dovrebbero essere previsti anche maggiori controlli per la sicurezza, perché la spiaggia è molto frequentata da bambini e famiglie: ma tutto ciò non avviene”. “In base  alla normativa regionale 19 del 2016 – afferma inoltre Vannini – si prevede poi  che sulle spiagge libere balneabili ci siano anche dei bagni pubblici; servizi igienici anche per portatori di handicap. Ma qui non c’è nulla” .
I privati e la pulizia della spiaggia all’attenzione della Finanza. C’è anche un caso finito all’attenzione della Guardia di Finanza. “I privati – segnala Vannini – hanno raschiato la spiaggia accumulando i rifiuti che poi sono stati accatastati su una duna. Abbiamo chiesto se c’era il permesso. Né il Comune né altri risulta abbiano rilasciato autorizzazioni. Ho denunciato il fatto su un verbale della finanza, ma ad oggi nessuno è venuto a vedere cosa sia stato lasciato lì sotto”. 
L’assenza di accessi a mare. “Nell’ultimo anno ci sono stati diversi contatti con il Comune di Tarquinia, per quanto riguarda la pulizia della spiaggia, importantissima per noi, purtroppo però non abbiamo gli accessi a mare, un altro grave problema. – spiega Vannini – Non abbiamo cioè un passaggio alla spiaggia adeguato ai mezzi di pulizia. Questo problema risale agli anni ’70. Il Comune di Tarquinia all’epoca aveva identificato anche dove doveva essere realizzato il passaggio a mare. Con il via alla lottizzazione questo passaggio è stato chiuso dai privati, così ora il Comune si trova in difficoltà ad effettuare la pulizia della spiaggia e l’unica possibilità ad oggi è quella di far passare il mezzo dal varco del vicino stabilimento balneare”.  L’unico accesso al mare, nella zona delle villette, è quindi ancora oggi un passaggio stretto e ripido con scalini irregolari e senza appoggi. Un passaggio molto difficoltoso: per anziani e disabili quasi improponibile. “La spiaggia è esclusivamente frequentata da famiglie, bambini e anziani quindi urge un passaggio idoneo. – afferma Vannini – Passare dallo stabilimento significa passare su un’area privata e non pubblica, quindi non può essere considerata una soluzione. Il Comune ha intimato i gestori di lasciare aperto il varco, 24 ore su 24, ma ciò non avviene perché la chiave è nella disponibilità della ditta delle pulizie. Così nei fatti  non è garantita la fruibilità ai portatori d’handicap; e l’area è irraggiungibile per un’ambulanza che dovesse avere bisogno di accedere dopo le 19,30 perché il cancello è chiuso. Noi vogliamo che venga aperto un varco pubblico, come previsto nella lottizzazione. Abbiamo l’identificazione del passo, inserito nell’ordinanza comunale del  ’77”.
Strade e numeri civici. “Un’altra situazione da segnalare è l’assenza dei numeri civici – spiega il presidente del comitato Le Villette – Il Comune si sta interessando, ma la procedura non va avanti. Per noi si tratta di un aspetto molto importante perché attraverso i numeri civici si identificano le case e ciò consente un maggiore ordine pubblico. Alcune vie non sono ancora nominate e non si sa nemmeno se siano private o pubbliche. Ad esempio c’è via Ugo Neri chiamata così da alcuni residenti, ma non è accatastata e non risulta al Comune. Noi abbiamo chiesto di cambiare la denominazione della via principale con la dicitura: via Fontanella di Sant’Agostino perché nel 1300 qui esisteva un agglomerato agostiniano frequentato dai fedeli e si credeva che l’acqua che proveniva da una sorgente vicina fosse miracolosa. Chiediamo pertanto una denominazione della strada che sia significativa”. 
Niente servizi per i disabili. Sant’Agostino è off limits per i disabili. Emblematico il caso del signor Dino Rizzo: “Io non ho la possibilità di scendere in spiaggia da solo: non mi hanno infatti messo il corrimano che ho richiesto. Sono affetto da parecchi mali: polineuropatia agli arti inferiori, Parkinson e cardiopatia. Per arrivare al mare sono costretto a chiedere aiuto agli amici e diverse volte sono anche caduto. E non solo. Ho chiesto un parcheggio garantito sotto casa, con un apposito stallo per disabili, ma non ho avuto la possibilità di vederlo realizzato. Ho un verbale della commissione medica che attesta l’invalidità al 100% ma ancora io questo stallo non sono riuscito ad averlo. Così una mattina ho deciso di disegnarmelo da solo sull’asfalto, ma chiaramente non essendo valido nessuno lo rispetta. In tutta la zona di Sant’Agostino non esiste uno stallo per invalidi”. Ed ancora: “La mia strada è senza luce, senza numero civico e senza nome. Dieci giorni fa ho dovuto chiamare l’ambulanza perché non  mi sentivo bene e ha impiegato diverso tempo per capire dove doveva arrivare; fortunatamente i miei amici sono usciti in strada a dare indicazioni”. 
Le priorità per i proprietari delle case. Precisa la segnalazione di una donna, Adalgisa Maria Caliendi: “Sant’Agostino è una piccola insenatura incantevole tra Civitavecchia e Tarquinia, apprezzabile dal punto di vista naturalistico e paesaggistico con cui ho un legame affettivo trasmesso nel tempo a figli e nipoti, ma qui ci sono tanti problemi irrisolti che si trascinano negli anni. Il primo è la mancanza di passaggi a mare pubblici e fruibili agevolmente da persone e mezzi di soccorso; poi la lista è lunga: carenza di parcheggi; scarsa pulizia della spiaggia e della strada; acqua che spesso scarseggia; eccessiva presenza di persone rispetto alla ricettività che offre il tratto di arenile; assenza di controllo delle forze dell’ordine sulla spiaggia stessa e sulle attività permesse e praticate. Non uniformità nel far rispettare leggi e decreti da parte degli enti preposti quali Comune, Guardia di finanza e Guardia costiera. Non c’è sinergia tra gli organi di controllo”.
Niente parcheggi. “Il fine settimana la località di Sant’Agostino si riempie in ogni angolo – segnala Vannini – ma non ci sono parcheggi. Noi abbiamo una strada catalogata a doppio senso ma non c’è adeguato spazio, poiché non essendo nell’area presenti dei parcheggi, i turisti sostano lungo la carreggiata e si creano veri e propri ingorghi che rendono impossibile anche il passaggio alle ambulanze. Chiediamo con urgenza la realizzazione di parcheggi, soprattutto per i proprietari delle case. Anche su questo, la politica comunale si è attivata, però poi gli uffici competenti sembrano  non riuscire ad identificare il luogo dove poter realizzare questi benedetti parcheggi”.
Gli uffici comunali. “La nuova amministrazione come programma ha inserito interventi su Sant’Agostino ma i risultati si allungano – conclude Vannini – Sindaco e assessori, immediatamente dopo l’insediamento, si sono attivati: il problema sembra essere legato ai vari settori amministrativi comunali e non sappiamo il perché. L’attuale amministrazione Mencarini dal punto di vista politico è stata molto attenta al problema della zona, lo stop ai progetti sembra arrivare dai responsabili dei vari settori. Ci auguriamo che questi puntelli vengano rimossi così da trasformare finalmente Sant’Agostino in un luogo di sogno, quale è e merita di essere”.

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''Gli alberi vanno monitorati''

SANTA MARINELLA – «A piazza Trieste durante la gestione commissariale è stato abbattuto un pino, lasciando al suo posto uno sgabello di dubbio gusto ricavato dal troncone». 
Così inizia la requisitoria della lista il ‘‘Paese che Vorrei’’ che protesta per le modalità utilizzate per abbattere un pino pericoloso. «Non vorremmo fosse l’inizio di una nuova era di interventi che, senza motivazioni di effettiva necessità, ci vedrebbero privati del bellissimo ombrello d’ombra che costituisce una delle attrattive che caratterizzano l’area – continuano i responsabili del gruppo politico – gli esemplari di pino domestico di piazza Trieste, non versano in condizioni ottimali e probabilmente, come riscontrato da un sopralluogo da noi effettuato il 28 luglio con l’assistenza di un tecnico qualificato, per uno di loro l’abbattimento sarebbe necessario poiché presenta radici strozzanti e rialzamento della zolla. Altri due esemplari sarebbero da tenere sotto controllo in quanto presentano alcune criticità. Finora, poco è stato fatto per mantenerli in buona salute. Anche questa è un’amara eredità degli ultimi due governi Bacheca e dei precedenti che non hanno curato con perizia le potature, non hanno monitorato lo stato di salute di ogni esemplare, né hanno preteso il rispetto delle piante stesse. Queste sono state usate da chi occupa il suolo pubblico, come pali di sostegno di fili elettrici, interruttori e quant’altro, pratica vietata dal regolamento sul verde». Il ‘‘Paese che Vorrei’’ manifesta la sua preoccupazione e chiede alla nuova Giunta un cambiamento radicale sull’approccio al verde urbano. «A nostro avviso – spiegano dal Paese che Vorrei – le alberature presenti in tutto il Comune vanno monitorate con i moderni strumenti a disposizione e gli abbattimenti, tranne quando sono realmente urgenti per imminente pericolosità, vanno autorizzati solo dopo una progettazione di riqualifica dell’area su cui insistono. Inoltre, gli interventi sul patrimonio pubblico del verde non dovrebbero mai essere motivati da esigenze di interesse privato o speculativo, come purtroppo è frequentemente successo in passato. Riqualificare, per noi, significa implementare il verde e non ridurlo in virtù dei numerosi effetti benefici degli alberi». Gli alberi hanno una sorprendente capacità di raffreddamento, alcune ricerche sostengono che un singolo albero sia paragonabile a dieci climatizzatori in funzione per oltre venti ore al giorno e senza effetti collaterali. «Anche in caso di interventi necessari – sottolineano gli aderenti alla lista Casella – la sostituzione di un’alberatura con un’altra, non può prescindere da uno studio che ben identifichi la destinazione d’uso dell’area che si intende rinverdire. Prendersi cura del verde pubblico, inoltre, significa anche dissuadere quanti sono poco rispettosi dal danneggiare le alberature e le aiuole”. “Per fortuna non partiamo da zero – conclude la lista civica – dal 2005, questo Comune è dotato di un buon regolamento del verde, che descrive le corrette pratiche di gestione sia del verde pubblico sia del verde privato».

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''Dalla maggioranza un silenzio assordante''

TARQUINIA – Anche il consigliere comunale d’opposizione in quota Pd Sandro Celli commenta il recente intervento del consigliere comunale Gianni Moscherini del ‘‘Cantiere della nuova politica’’. 
«Il silenzio assordante della maggioranza, – afferma Celli – dopo le abituali farneticazioni di Moscherini, che, ormai senza freni, individua i problemi della città nei dipendenti e dirigenti del Comune e li minaccia di epurazione, sono un chiaro segnale di ciò che sta accadendo. Parte della maggioranza non è stata ancora avvisata ma prenda atto che il loro timoniere è ormai Moscherini. L’amministrazione, ormai allo sbando, ha di fatto abdicato le sue funzioni proprio a colui che aveva additato come pericolo pubblico per la città, chiedendo consensi a difesa del nostro territorio da questo personaggio. Il quale ha già anche deciso che il ruolo migliore, per una gestione incondizionata, sarà quello di “Super manager con il controllo su tutta la macchina amministrativa”. In pratica una sorta di sindaco ombra o di commissario. L’ormai ex consigliere di minoranza, di fatto è già operativo tanto che, non solo annuncia le decisioni dell’amministrazione e minaccia epurazioni, ma bacchetta addirittura gli altri consiglieri di maggioranza. Oramai il dibattito politico esclude la maggioranza e si impernia solo su Moscherini. L’opposizione, quella reale, invece, risponde e critica solo le sue scelte da Sindaco ombra. In questo paradosso, il ruolo di quella che dovrebbe essere la maggioranza è impalpabile». «Ormai – accusa il democrat – è messa all’angolo, silente e frastornata come un pugile alle corde. Non riesce neanche, come doveroso, a difendere i suoi dipendenti dagli attacchi vergognosi di Moscherini per paura di contrariarlo. Eppure ci sono giovani consiglieri che ci hanno messo la faccia pensando di poter lavorare ed impegnarsi per la propria città. Ma ora vengono inevitabilmente coinvolti in questa situazione grottesca fatta di strani giochetti decisi da pochi e utili solo ad uso e consumo degli interessi di questi. Abbiate uno scatto d’orgoglio. La vostra dignità personale e politica non può permettere tutto ciò. Per quanto riguarda poi le dichiarazioni bugiarde e prive di qualsiasi contenuto del neo Sindaco ombra  Moscherini come le sue battute stantie e gli annunci elettorali su progetti irrealizzabili, non sono altro che la trama di un film già visto a Civitavecchia dove i cittadini lo hanno sonoramente bocciato al primo mandato». «Certo, – aggiunge Celli – potrei dirgli che il capitolato per il bando di gara della raccolta dei rifiuti non solo è già stato elaborato ma è stato anche approvato in consiglio comunale; potrei dirgli che la tariffa sui rifiuti negli ultimi 5 anni della nostra amministrazione è stata costantemente in calo mentre il bel regalo ai cittadini dell’aumento della bolletta è arrivato al primo piano finanziario gestito da loro; potrei spiegargli che a differenza della città da lui amministrata Tarquinia era una delle città più pulite d’Italia; potrei ricordargli che ho spiegato perché per San Giorgio la legge 28/80 è una soluzione sbagliata mentre lui non ha ancora risposto sul come farà a sospendere le demolizioni dopo averlo pomposamente promesso; potrei dirgli che al termine della sua fallimentare esperienza da amministratore pubblico come Sindaco di Civitavecchia le aziende municipalizzate contavano milioni di euro di debiti, ed il Comune in enorme sofferenza finanziaria dopo spese ed investimenti che i civitavecchiesi hanno dimostrato chiaramente di non aver gradito; potrei dirgli tanto altro ma so che è inutile perché di tutto ciò non gli importa nulla. D’altronde per lui il fatto che i cittadini non lo abbiano voluto Sindaco è solo un dettaglio insignificante, l’obiettivo è arrivare in ogni modo a gestire le scelte su Tarquinia e se per arrivarci deve entrare dalla finestra, chi se ne frega della coerenza politica».

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''No all’isola pedonale''

SANTA MARINELLA – Hanno deciso di rivolgersi persino al Prefetto, i commercianti del centro storico cittadino, contrari all’ordinanza fatta dal sindaco di ritenere isola pedonale l’intera zona racchiusa tra piazza Civitavecchia e la chiesa di S.Giuseppe. “I commercianti di Piazza Trieste – dice Francesco Fiorucci, portavoce dei commercianti del centro storico – si sono trovati, senza preavviso, un’ordinanza che impone la chiusura del centro storico per tutti i week end dalle 20 alle 2 per il mese in corso,senza ascoltare le proprie richieste persistenti, i quali negli anni più bui hanno fatto rinascere Piazza Trieste, senza confrontarsi con gli stessi per prevenire una chiusura non organizzata e che comporterà solo caos per quelle attività che hanno fatto la fortuna del centro storico. Ciò non significa che i commercianti siano contrari alla chiusura, ma che la stessa debba essere necessariamente programmata ed organizzata in sinergia come era stato promesso. E’ bene precisare che, senza le attività che ruotano intorno a Piazza Trieste e che si sono assunte il rischio di impresa, la piazza stessa non avrebbe avuto questo interesse turistico e, permettetemi, politico. Immaginate l’isola pedonale con tutte le attività chiuse. Inoltre, la stessa ordinanza, recita che devono essere gli esercenti delle attività commerciali a valutare il massimo affollamento sostenibile ponendo ai varchi di ingresso personale dello staff che regoli le entrate e le interdica a capienza raggiunta, ed ancora, che gli esercenti delle attività commerciali del centro storico devono dotarsi di adeguato numero di personale dello staff per informare il pubblico sulle vie di fuga”. “Questo significa – conclude Fiorucci – che le attività di cui sopra, dovranno anche aumentare il proprio personale per destinarlo alla viabilità pubblica e sostituire i vigili urbani della città di Santa Marinella”. Dopo tali proteste, l’amministrazione comunale ha deciso di soprassedere all’ordinanza rinviando la chiusura a partire da questo fine settimana.

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Il Movimento 5 Stelle di Ladispoli aderisce al Comitato No Piazza Almirante

LADISPOLI – C'è anche il Movimento 5 Stelle tra quanti hanno deciso di aderire al Comitato per dire no a Piazza Almirante. “Il Movimento 5 Stelle di Ladispoli è formato da persone di diverso orientamento ideologico e politico, con idee che provengono dalla sinistra quanto dalla destra, ma con un denominatore comune, che è quello di voltare pagina e ritornare ad una politica al servizio della persona e della comunità – ha detto il capogruppo del Movimento in consiglio comunale  Antonio Pizzuti Piccoli –  in questo contesto non possiamo accettare che si dedichi una piazza ad un personaggio comunque simbolo delle ideologie fasciste e razziste del passato. Che non ha mai rinnegato la sua adesione alle leggi razziali che portarono a morte migliaia di italiani nei lager nazisti e mai ha avuto una riflessione critica sull’esperienza fascista che condusse alla morte milioni di connazionali”.

"La nostra città – ha proseguito – è sempre stata esempio di accoglienza verso tutte le culture, lo dimostra la presenza di famiglie provenienti da tutte le regioni italiane e da tante nazioni estere. L’amministrazione Grando, mediocre esempio di quel che resta della Destra italiana dopo le devastazioni culturali e morali del ventennio berlusconiano e che ormai si riconosce solo nel saluto romano ed in uno squalificante razzismo, sta cercando di minare questa qualità della città. Noi siamo contrari a questa deriva e affermiamo che nella nostra Ladispoli non deve trovarsi spazio dedicato  alla memoria ci chi dovrebbe essere ricordato solo per essere stato tra i responsabili, di terzo piano, di milioni di morti".

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Pd Tarquinia: ''In maggioranza nervosismo, imbarazzo e misteriose assenze''

TARQUINIA – Sembrava un consiglio comunale destinato a passare in sordina, nonostante l’arringa del consigliere comunale d’opposizione del Pd Sandro Celli che ha continuato ad attaccare l’amministrazione Mencarini a 360 gradi. E invece gli uomini del Partito democratico continuano ad attaccare la giunta. A prendere la parola, stavolta, è la segreteria del partito.

«L’amministrazione Mencarini non delude mai le aspettative .- tuona il Pd – Continua ad applicare la regola del silenzio, del lavorio sotto traccia, della mancanza di trasparenza dei propri processi decisionali, che questo andazzo rende inspiegabili ai cittadini. Nella seduta consiliare del 31 luglio, convocata alle 10 del mattino, la maggioranza si è presentata ridotta in otto, a discutere quegli aggiustamenti del bilancio che pure hanno un’importanza vitale, se è vero, com’è vero, che descrivono in modo fin troppo eloquente, il criterio con cui i soldi dei contribuenti saranno impiegati». «Il dato politico imbarazzante – prosegue la segreteria del Pd – oltre che gli assenteisti, è che il presidente del consiglio che già nella scorsa seduta aveva abbandonato anzitempo, in modo del tutto irrituale l’aula, stavolta non si presenta per niente.

Un’assenza “strategica” dovuta a conflitti interni alla maggioranza e a spaccature politiche che mentre all’Università Agraria oramai esplodono in modo esplicito e clamoroso, in Comune si cerca ancora disperatamente di nascondere? Molti osservatori politici ritengono che questo sia il motivo, ma l’altro dato preoccupante, che appare chiaro, è il nervosismo dei componenti dell’amministrazione che insultano i consiglieri di opposizione che si permettono di entrare nel merito delle loro scelte con osservazioni di carattere squisitamente politico».

«Nervosismo, imbarazzo e “misteriose assenze” che si vorrebbero compensare, destinando denaro a casaccio, per finanziare festicciole ed eventi che fanno somigliare sempre più la Giunta Mencarini all’orchestrina del Titanic, – conclude la segreteria del Partito democratico – che continuava imperterrita a suonare mentre la nave colava a picco. Imbarazzo che si tenta di nascondere e questo è ancora peggio, incolpando gli uffici, ad esempio, per la mancata convocazione del consigliere Riglietti nella commissione di competenza, quando anche le sedie sanno che le comunicazioni inerenti alle convocazioni le firma il presidente di Commissione, (che nel caso di specie, è il consigliere Olmi). Come dicevamo, il caos che i cittadini oramai si aspettano da costoro, che appunto, non deludono mai le aspettative».

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Pascucci a Salvini: «Sgombera Casapound»

di TONI MORETTI

CERVETERI – Come sindaco di Cerveteri, come consigliere dell’Area Metropolitana e come coordinatore nazionale del Movimento Italia In Comune, Alessio Pascucci interviene con una missiva inviata al Ministro degli Interni Matteo Salvini, al Prefetto Basilone e alla sindaca Raggi. «Nella Capitale esiste  – scrive Pascucci – un elenco di immobili occupati stilato, con deliberazione n.50 del 26 aprile 2016 dal Prefetto Tronca. In tale deliberazione vengono individuati 16 immobili da sgomberare con assoluta priorità, fra i quali vi è anche il palazzo di Via Napoleone III n. 8,occupato dal 2003 dal movimento politico ‘Casapound’ che ha trasformato tale immobile pubblico nella sede ufficiale del partito. Come sindaco, io voglio essere tranquillo che il ministro dell’Interno intende far rispettare la legge ovunque questa venga infranta, senza andare a colpire qua e là. Per questo motivo ho inviato la lettera e mi aspetto una risposta forte e decisa come quelle date finora sui migranti o sui campi rom. Sono certo che Salvini farà rispettare la legge anche ai neofascisti di Casapound».  
«L’illegalità – continua Pascucci – non ha colore di pelle o nazionalità, esattamente come i bisogni delle persone. Se uno stabile è occupato illegalmente occorre verificare le condizioni di quelle persone, censirle e, laddove ne abbiano diritto, offrire loro delle soluzioni alloggiative alternative. Ci risulta però che in quell’immobile vivano anche amici e parenti dei leader di partito. E’ una cosa inaccettabile – prosegue  Pascucci -. E’ incredibile che in Italia un partito politico possa avere una sede abusiva in un palazzo illegalmente occupato dal 2003, fare attività politica, conferenze stampa e convegni e inneggiare al fascismo, cosa che dovrebbe essere considerato un reato, almeno finchè il ministro Fontana non farà cancellare la legge Mancino. Quella sede,  dista fra l’altro  pochi passi dal Viminale. Uno schiaffo in faccia alla tanto decantata legalità che per il momento a destra può non essere rispettata. Sarebbe un bel segnale di legalità se il ministro Salvini venisse a via Napoleone III, magari indossando le felpe con gli slogan di Casapound, e spiegasse a queste persone che quel palazzo è del demanio e non può essere occupato e trasformato in sede politica. Lo farà o proseguirà ad inseguire gli immigrati che arrivano sui barconi?». 
Dura, decisa e maschia la presa di posizione di Pascucci, che fa le prove generali di come affrontare il suo ruolo di coordinatore di Italia in comune, che fino ad oggi non si è distinto con posizioni eclatanti nei confronti di questa dubbia quanto infelice coalizione di governo. Sembra che il movimento, definito ormai da tutti il “partito dei sindaci”, abbia difficoltà ad uscire da quel ghetto dove si è autoconfinato, fatto di esaltazione  delle buone pratiche amministrative fatte dagli amministratori locali. Se è vero, come sarà vero, che il futuro terreno di contesa sarà la riaffermazione di basilari postulati politici offuscati dai gas velenosi fuoriusciti dalle pance della gente e  provocati da chi riesce a parlare solo con quelle creando un contagio epidemico, Italia in Comune dovrà attrezzarsi a fare da argine per non rimanere intossicato e stordito dalle esalazioni.

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''Nicosia, l’ambasciatore dei sogni''

SANTA MARINELLA – «Guido Nicosia, l’ambasciatore di sogni». Questa l’iniziativa organizzata dai dirigenti della lista Il Paese che Vorrei, per ricordare uno dei fondatori del gruppo politico scomparso lo scorso anno e che, per molti di loro, è stato un caro amico di cui sentono la mancanza. 
«Il suo contributo intelligente – dicono – è fuori dagli schemi, a volte anche critico, è stato occasione di crescita per il nostro gruppo e, attraverso i suoi libri e le molte iniziative a cui ha preso parte, per tutta la comunità di Santa Marinella, dove Guido ha scelto di stabilirsi con la moglie Sissi dopo aver girato il mondo. Siamo felici di invitarvi alla mostra delle sue opere pittoriche, riflessi pulsanti di una esistenza piena di colori, di ironia, di passione. Il ricavato della vendita delle opere sarà interamente devoluto alla scuola orfanotrofio, Orfelinat Nathaniel di Tulear in Madagascar, luogo in cui Guido ha vissuto e che non ha mai dimenticato. Ringraziamo Sissi per aver organizzato questa bellissima iniziativa».
La decisione di ricordate Nicosia con una mostra rende sicuramente onore ad una figura che oltre al sociale è riuscito ad imporre il suo ruolo anche a livello artistico alla città e ai cittadini di Santa Marinella.

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Santa Marinella, è morto Alessio Barletta

SANTA MARINELLA – Se n’è andato oggi, all’età di 40 anni, Alessio Barletta, un giovane molto conosciuto in città per il suo impegno politico oltre che per la sua passione calcistica. Il ragazzo, per un improvviso malore accadutogli in casa, non ha avuto il tempo di essere trasportato all’ospedale dopo l’intervento a domicilio del medico di servizio della guardia medica estiva. Il dottor Barbazza, infatti, gli ha subito praticato il massaggio cardiaco, ma nonostante l’impegno dei sanitari della Misericordia, per lui non c’è stato nulla da fare.

E’ stato trasportato a Roma presso il reparto di medicina legale per l’autopsia. Molto probabilmente i funerali si terranno lunedì. Centinaia di messaggi di cordoglio giunti ai genitori.

A ricordarlo sono stati moltissimi amici. «Ci sono persone che per il loro modo di fare schietto e sincero, riescono a entrarti nel cuore e a non uscirne più – dice su facebook il suo amico Emiliano Farascioni – e Alessio è sicuramente uno di loro. Sono tante le cose che vorrei scrivere ma la tua assenza, così precoce e inaspettata, mi lascia senza parole. Sei una di quelle persone a cui ho voluto, voglio e vorrò sempre bene. Una di quelle persone che valeva la pena conoscere e frequentare». «Queste  sono notizie che uno non vorrebbe mai ricevere – afferma Antonhy Lenzo –  alle partite spesso arrivavi in ritardo per motivi di lavoro. A questa che non dovevi neanche andare, sei arrivato puntuale. Voglio ricordarti così, insieme al tuo Torino di cui eri tifosissimo.  Nell’AIA di Civitavecchia è leggenda la nostra competizione. Per anni abbiamo gareggiato a chi faceva più partite. Per poi prendere il premio a fine stagione. Tre volte facemmo la centesima. E lo ammetto, uno dei premi era tuo. Mi avevi battuto ma avevano premiato me. Tutti quei premi erano anche merito tuo e di cui ti ringrazio ancora. Eri fortissimo e mi mancherai parecchio. Sei leggenda come il Grande Torino».

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Folla commossa per l'ultimo saluto ad Autullo

LADISPOLI – In tanti questo pomeriggio hanno voluto dire salutare per l'ultima volta Raffaele Autullo, l'ex assessore di Ladispoli, scomparso prematuramente a causa di un infarto giovedì mattina mentre si trovava in biblioteca. Sono stati diversi i cittadini che questo pomeriggio si sono portati nella Chiesa Santa Maria in via Duca degli Abruzzi per le esequie dell'ex assessore. Una perdita che ha lasciato senza parole quanti in questi anni hanno avuto la possibilità di conoscerlo, di lavorare insieme a lui e di scambiare opinioni politiche. Ed è proprio in segno di rispetto per la famiglia e di cordoglio per la scomparsa di «una persona dai modi garbati e mai sopra le righe – come aveva detto il sindaco Grando – un politico leale e costruttivo che ha lavorato con passione per la propria città», l'amministrazione comunale ha deciso di esporre le bandiere davanti al Comune a mezz'asta per due giorni.

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