Taglio vitalizi, il rebus delle imposte da restituire pi� alte dei tagli stessi

Molti ricorsi degli ex parlamentari contro la sforbiciata degli assegni punta sulla questione fiscale. In passato si pagava di pi�. Sono soldi da risarcire?

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Katia Tarasconi, la pasionaria del Pd: «Ritiratevi tutti, è cambiato il mondo» | Il video dell’intervento

«Non basta cambiare segretario ogni due anni. Servono idee e persone nuove e un nuovo schema di gioco. Siamo un partito ottocentesco»

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Rifiuti, lite tra Di Maio e Salvini. Conte media. Il leader leghista: alla fine ci chiariremo

Inceneritori, continua la polemica. Il ministro dell’Interno: «Di Battista? Mi redarguisce dalla spiaggia». «La realtà cambia, e c’è bisogno di andare avanti e non indietro»

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Salvini a Di Battista: «Mi redarguisce dalle spiagge del Guatemala». Sui rifiuti scontro aperto

Il leader leghista: i rifiuti devono produrre ricchezza. Ma i Cinquestelle ribadiscono: il tema non è nel contratto di governo. Posizioni sempre distanti anche sulle infrastrutture

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«Io massone? No al questionario». La «resistenza» di 2 deputati siciliani

I deputati regionali di Udc e di FdI contestano il modulo recapitato ai 70 membri dell’Ars dopo l’approvazione della legge regionale che obbliga a dichiarare l’eventuale iscrizione a logge massoniche: «Pronti a farci multare per sollevare il caso davanti alla Consulta»

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Un muro difende la Barcaccia

di TONI MORETTI

CERVETERI – Quello che è successo in consiglio comunale avanti ieri quando si è discusso l’ordine del giorno proposto dal consigliere  Saverio Garbarino del Movimento Cinque Stelle, c’è chi giura che è stata una vera e propria prova di tenuta della maggioranza. 
Garbarino ha posto una questione squisitamente politica invitando e chiedendo conforto all’intero consiglio comunale affinchè si esprimesse in tal senso, alle dimissioni della consigliera Alessandra Barcaccia a dimettersi dalla commissione mensa della scuola. Con una premessa che non lasciava dubbi ad altre interpretazioni, asserendo cioè che non c’era nulla di illegale nel fatto che la consigliera facesse parte di quella commissione interna, Garbarino ha puntato tutto sulla opportunità e sul metodo che sostiene la consigliera Barcaccia abbia usato per occupare questa posizione. 
«Alessandra Barcaccia sostiene, – afferma Garbarino – di essere stata costretta ad occupare l’incarico in quanto non c’erano mamme disposte a ricoprirlo.  Ciò non mi risulta dai contatti e dalle lamentele che ho avuto da alcune delle medesime, che sostengono che sia stata la consigliera stessa ad escludere altri dalla partecipazione dicendo che le votazioni erano state fatte e non c’erano altri posti disponibili Nel verbale redatto dal consiglio di Istituto, la Barcaccia stessa avrebbe dichiarato che qualora fossero giunte altre disponibilità, lei si sarebbe dimessa».
A questo punto, l’interessata dice che il suo caso è stato costruito su chiacchiere da bar, non si è capito a chi si riferisse, i suoi colleghi della maggioranza sono intervenuti tutti, e nessuno ha espresso qualcosa che potesse nuocergli. Hanno parlato e decantato aspetti della personalità che nessuno ha mai messo in discussione. 
Un muro insomma, intorno alla Barcaccia e alla sua carica tanto che con la bocciatura di Garbarino, politicamente si può interpretare come una vittoria di Pirro.  
La maggioranza ha voluto smentire le voci che circolavano da giorni circa riunioni di maggioranza burrascose, magari non per la questione di cui specificatamente si tratta ma per altre cose. Ha fatto vedere i muscoli dimostrando di potere, volendo, difendere anche l’indifendibile, ma la vittoria in senso politico è indubbio che è andata a Garbarino. Il problema etico rimane. La forzatura pure. Il dubbio sull’accanimento a voler rimanere ad ogni costo in quel ruolo non si dirada. 
Garbarino ha dichiarato che non molla. Ricostruirà la vicenda e punterà a dimostrare perlomeno chi è bugiardo. 

 

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Uomini e donne pronti a scendere in campo

TARQUINIA – Rinaldo Della Rocca, esponente della Lega Tuscia annuncia la presenza di un gruppo di persone pronte a scendere in campo per amministrare la città.
“Può risultare prematuro – afferma Della Rocca – ma in realtà non lo è. Vero che abbiamo ancora avanti circa 6 mesi alla data delle prossime amministrative di Tarquinia, ma noi una chiara ricetta di gestione del territorio la abbiamo ed anche semplicemente attuabile, anche in virtù dell’esperienza acquisita nella gestione del Consorzio Lottisti Voltunna, una piccola realtà rispetto alla città di  Tarquinia, ma con le stesse necessità e problematiche. Una gestione che va avanti da anni con i contributi dei consorziati, equiparabili alle tasse pagate dai cittadini; un consorzio che, appunto, possiamo considerare un piccolo paese come ce ne sono molti nella nostra Provincia”. “Ovvio – aggiunge Della Rocca –  le complessità e differenze ce ne sono, servizi obbligatori dovuti, scuola, sanità, trasporto pubblico ed altri, ma va anche sottolineato che le «entrate « sono decisamente maggiori. Un modello consolidato è una base di partenza che può essere attuata, con le opportune modifiche, in una città. Questo non significa fare un «copia/incolla» di una cosa diversa, ma di fatto una comunità che conta 1000 persone deve fare un bilancio come un altra che conta 10.000, deve affrontare necessità, imprevisti, spese correnti, pagamento retribuzioni a dipendenti e, da quanto abbiamo appreso sulla base della nostra conoscenza dei conti, si può migliorare la vivibilità di Tarquinia con un netto miglioramento della qualità della vita”.  “Ci sono uomini e donne pronte ad adoperarsi per un progetto concreto, – conclude Della Rocca – pronti nel metterci la faccia e dare il proprio contributo di idee e proposte. Questo può essere un inizio, una partenza che possa aprire un dibattito ed un confronto per una sana politica ed una sana gestione del territorio, coinvolgendo tutte le forze politiche che andranno verso una condivisione di programma e di coalizione, senza preclusione alcuna”.

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Di Majo: "Accuse immotivate ed infondate"

CIVITAVECCHIA – "Ieri è stato pubblicato su uno dei quotidiani più importanti di Civitavecchia la Provincia e sul quotidiano telematico Civonline.it un lungo articolo di un consigliere comunale di Civitavecchia, sig. Perello in cui viene presa di mira la gestione dell’AdSP, enucleando quelle che a suo parere sono le criticità che avrebbero caratterizzato il mio mandato. Sento il dovere, non solo per proteggere la mia dignità e reputazione, ma anche quella di tutti i funzionari dell’ente, chiedendo diritto di replica a queste infondate critiche". 

Una lunga lettera, quella del presidente dell'Adsp Francesco Maria di Majo, per replicare alle dichiarazioni di Daniele Perello, punto per punto.

"Nell’intervento del consigliere Perello si è parlato di “un‘amministrazione dell’ente politicizzata” e che il Presidente dell’ente avrebbe sostituito il Capo Ufficio Stampa, Massimiliano Grasso (ovvero il fondatore di Civonline), perché quest’ultimo “consigliere comunale non della stessa parte politica di di Majo”. Premesso che il sottoscritto non appartiene a nessuna “parte politica”, ebbene se Grasso fosse stato spostato effettivamente per motivi politici, è curioso che ciò sia avvenuto ben dopo circa 15 mesi dall’inizio del mio mandato. Preciso, inoltre, che a capo dell’ufficio promozione e stampa vi è un dirigente dell’ente e non il funzionario a cui fa riferimento il consigliere Perello.

Leggo poi, sempre dall’articolo di Civonline, che il consigliere Perello ha dichiarato che “il presidente di Majo nonostante l'ente abbia in cassa accantonati, come risulta dal bilancio, oltre 40 milioni di euro, si è rifiutato per motivi politici, di pagare all'amministrazione M5S del Comune di Civitavecchia i 2 milioni annui previsti dal protocollo d'intesa sottoscritto dal precedente Presidente". Ebbene, forse il consigliere Perello – ha aggiunto – non si è ben documentato o è stato mal informato, sul fatto che questa amministrazione, sulla base di un parere dell’Avvocatura di Stato (richiesto dal sottoscritto ad inizio del suo mandato, dato che dopo qualche giorno dal mio insediamento mi sono visto recapitare una diffida di pagamento del Comune per circa 5 milioni di Euro), non ha provveduto al pagamento della predetta somma sulla base dell’assunto che l’accordo di collaborazione (firmato non da me, bensì da Pasqualino Monti nel luglio 2015), che prevede l’elargizione di un contributo in favore del Comune per 2 milioni all’anno per ben 10 anni (a fronte di un asserito impatto dei crocieristi sulla città) è inefficace o invalido. E se questa tesi dell’avvocatura (a difesa degli interessi dell’ente) sia effettivamente corretta lo deciderà il Consiglio di Stato il prossimo anno (Consiglio di Stato che ha comunque accolto, il mese scorso, la richiesta di sospensiva dell’ente avverso il pagamento di 2 milioni di Euro). Ciò nonostante questo ente ha sin da subito intrapreso diversi contatti con il Comune al fine di addivenire ad un nuovo accordo che prevedesse l’individuazione di determinati interventi utili per la città e per il porto.
Il consigliere Perello insinua, inoltre, che il sottoscritto abbia in qualche modo partecipato al “dirottamento” delle banane Chiquita a Livorno scegliendo un dirigente livornese nella commissione interistituzionale.  Credo che questa insinuazione sia talmente campata in aria che non meriti neppure di essere commentata. 
Perello sostiene poi che sussiste “il rischio concreto di esporre l’ente a numerosi contenziosi derivanti da cause del lavoro già annunciate da numerosi dipendenti dell’Adsp a causa delle successive riorganizzazioni interne dell’ente, condotte in diversi casi senza il preventivo accordo con le organizzazioni sindacali”. Ricordo al consigliere Perello, che nel caso di riorganizzazione interne dell’ente, il vertice è tenuto ad informare e consultare le organizzazioni sindacali, e non viene prevista dal contratto collettivo la concertazione. In ogni caso l’ente ha avuto diversi incontri ed interlocuzioni con le organizzazioni sindacali prima di varare la predetta riorganizzazione (che ha comportato anche una ordinaria rotazione, dopo circa 12 anni, del personale di alcuni uffici) ed ha anche accolto diverse proposte di modifica presentate da tali organizzazioni sindacali (talune delle quali hanno anche formalmente aderito allo schema finale di riorganizzazione dell’ente).
Viene addebitato alla “gestione di Majo” anche il ritiro del gruppo Gavio dalla Darsena Energetica Grandi Masse (DEGM).  Ebbene il gruppo Gavio ha deciso di abbandonare il progetto della DEGM da diverso tempo ma è solo con questa amministrazione che si è avviata e dichiarata la decadenza della relativa concessione riottenendo anche la riconsegna delle aree. Gavio ha avviato un arbitrato avanzando una pretesa di restituzione dei canoni dal 2006 al 2016 (circa 15 milioni) e di circa ulteriori 15 milioni di Euro per supposte opere realizzate che andrebbero a beneficio dell’ente. Tali pretese sono state tutte contestate da questo ente in sede arbitrale. Ma ciò che più conta oggi è che le aree verranno presto rimesse sul mercato e quindi rese operative affinché il porto di Civitavecchia possa finalmente essere dotato di una banchina petrolifera e di una importante banchina per le merci alla rinfusa nonché di un importante bacino di carenaggio per la cantieristica navale".

Di Majo interviene poi sulla vicenda Total Erg (oggi Italiana Petroli), "che, lo si ripete ancora una volta, nasce diversi anni fa e riguarda l’impugnativa di alcuni decreti sulla tassa e sovrattassa adottati dalla “gestione Monti” e i cui contenziosi si sono trascinati fino alla “gestione di Majo”. Il commissario ad acta – ha spiegato – è stato nominato perché non è stato possibile accertare con esattezza le somme da restituire (in base all’incremento della sovratassa) e che erano state riscosse, per conto dell’ente, dalle Dogane, in virtù del Decreto n.209 del 2014, poi dichiarato illegittimo con Decreto del Presidente della Repubblica.  Ricordo al consigliere Perello che la sovrattassa è una tassa che può (ma non deve) essere imposta dall’amministrazione portuale a carico delle merci imbarcate o sbarcate a copertura dei costi sostenuti per le opere infrastrutturali nei porti. Ciò è stato fatto da questa amministrazione, ma solo a seguito  di una lunga e complessa istruttoria (illustrata in seno all’Organismo di Partenariato e approvata dal Comitato di Gestione) insieme all’introduzione di nuovi incrementi delle tasse portuali che comunque, complessivamente, hanno ridotto il carico tributario nei porti, rendendoli così più competitivi, riducendo altresì la differenza del carico tributario con gli altri porti italiani (negli anni passati Civitavecchia ha avuto uno dei regimi di tassazione tra i più elevati nel panorama della portualità italiana). Chiedo, dunque, a Perello, se è ancora convinto che la cosa giusta da fare, come ha affermato, sarebbe stata quella di aumentare ulteriormente le tasse! Così da far perdere sì traffici a questo scalo.
Il consigliere Perello mi o ci (dato che io rappresento un ente in cui lavorano più di 100 persone) contesta un supposto "mancato intervento su Enel", consentendo alla Spa elettrica "in contrasto con quanto disposto dalla Legge 84/94, di bandire una gara pubblica per l’individuazione dell’impresa portuale da adibire alle operazioni di scarico del carbone, consentendo ad Enel – ha aggiunto -di trarne un risparmio dal ribasso di asta, a danno delle imprese e dell’occupazione locale”. Sul mancato intervento di questa amministrazione, basta vedere chi ha partecipato ai numerosi incontri per capire che l’ente non si è mai sottratta nell’affrontare questa vicenda. Sul resto chiedo al Sig. Perello di indicarmi la norma della legge 84/94 che impedirebbe all’Enel di bandire una gara pubblica. Forse avrebbe dovuto ricordare piuttosto che l’ambito portuale, in cui ENEL svolge la propria attività, è un ambito chiuso in cui le operazioni portuali possono essere esercitate previa autorizzazione di questo ente (autorizzazioni che sono limitate).  In sostanza chiunque verrà prescelto dall’Enel avrà necessità, per poter operare, di ottenere tale autorizzazione. E tutto ciò è stato ben chiarito da questa amministrazione ai rappresentanti dell’Enel.
Sulle contestazioni mosse dal consigliere Perello sulla Pas e in merito all’asserita incompatibilità dell’incarico del dott. Vincenzo Conte quale amministratore ad interim e quale direttore generale, ho già chiarito in un precedente comunicato stampa che tale incompatibilità non sussiste essendo egli non dipendente di questa amministrazione; peraltro l’incarico di amministratore (non retribuito e limitato all’ordinaria amministrazione, come precisato nel nulla osta dato dalla sua amministrazione di appartenenza, è limitato al tempo necessario per selezionare un nuovo amministratore.

Infine, il consigliere Perello parla di “calo complessivo dei traffici del porto di Civitavecchia registrato nel 2017”. Invito Perello a consultare meglio i dati statistici dell’ente e vedrà che tutti i traffici riportano il segno + nell’anno 2017 e ciò anche nel primo semestre del 2018 (con una forte crescita del traffico RO-RO), con solo poche eccezioni, tra cui il traffico di carbone dell’ENEL (ma spero che non si voglia imputare all’ente la responsabilità circa le scelte dell’ENEL di variare il livello di produttività della centrale)  e quello delle autovetture in esportazione. A tale ultimo riguardo corrisponde a verità che il traffico delle autovetture FCA si è spostato (peraltro da più di un anno) a Gioia Tauro, ma vorrei nuovamente ricordare che tale decisione è stata assunta ad inizio del 2016 (prima quindi del mio mandato) ovvero allorché il gruppo Grimaldi ha deciso di assumere una partecipazione in quel porto (basta vedere gli articoli sul giornale dell’epoca).

"Ho sentito il dovere, come sopra indicato, di replicare alle sopra indicate contestazioni – ha ribadito il presidente Di Majo – e di cercare di interrompere questo flusso unilaterale di immotivate ed infondate accuse che vengono ripetutamente mosse al sottoscritto e all’ente che mi onoro di rappresentare. Tali accuse, che non possono essere definite critiche, appaiono volte unicamente ad offrire un quadro distorto della gestione dell’ente, senza minimamente considerare gli innumerevoli risultati conseguiti negli ultimi quasi 2 anni dalla sua istituzione. Rinvio a qualche settimana (ovvero al passaggio dei 2 anni della “mia gestione” dell’ente) una illustrazione, quindi, degli innumerevoli ed importanti risultati conseguiti da questo ente, grazie allo sforzo di più di 100 funzionari e dirigenti che quotidianamente lavorano per l’amministrazione e lo sviluppo dei tre porti del network laziale (Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta). Risultati che ho illustrato già qualche giorno fa nel corso di un’audizione presso una Commissione della Regione Lazio che è durata un intero pomeriggio e che sono stati tutti riportati nel Piano Operativo Triennale 2018-2020 e nella recente revisione annuale, consultabile sul sito dell’AdSP. Mi limito, comunque, qui a segnalare (relativamente al solo porto di Civitavecchia) alcuni dati concernenti le opere realizzate o avviate: procedura di gara per le nuove opere infrastrutturali (costruzione di un nuovo pontile nella darsena traghetti che collegherà ulteriormente Civitavecchia a Barcellona e che è stato anche oggetto di un contributo dell’Unione Europea e che usufruirà di parte di un finanziamento BEI  di ben 195 milioni, approvato il mese scorso da tale Banca); smantellamento e ripristino del molo ex ferrovie dello Stato; realizzazione ad opera del concessionario Rct del più grande terminal crocieristico d’Italia (inaugurato lo scorso 18 maggio); risistemazione e ripristino del muro paraonde della diga foranea da parte dell’AdSP; prossimo avvio degli interventi di realizzazione e di adeguamento tecnologico dei collegamenti ferroviari nel porto etc. Tutti questi interventi sono stati realizzati nonostante che questa nuova amministrazione, sin dall’inizio,  abbia dovuto dedicare una gran parte delle proprie  risorse ad affrontare complessi contenziosi, generati nel corso delle passate amministrazioni oppure sorti nel corso di questa amministrazione ma derivanti da atti o fatti di anni passati (ad esempio, oltre ai citati casi Total Erg e Gavio, ricordo il mega contenzioso con Fincosit derivante dall’appalto per la realizzazione della darsena traghetti negli anni 2013-2015; i contenziosi con Rtc e Cfft  etc.)".

E aggiunge come oggi "ci sia ora veramente bisogno di riportare serenità in questo porto il cui sviluppo deve essere da tutti sostenuto, da tutte le forze politiche locali e nazionali, perché solo rilanciando l’economia di questo porto e dei porti di Fiumicino e Gaeta, verrà rilanciata anche l’occupazione; e questa città non si merita di avere uno dei più alti tassi di disoccupazione del Lazio. Ieri ho incontrato nel mio ufficio i rappresentanti di una società internazionale – ha concluso – che ha appena fatto un investimento di circa 20 milioni di euro per poter avviare un’attività di cantieristica navale importante in questo porto e ci hanno rappresentato investimenti, a tale fine, per circa 130 milioni di euro con decine e decine di nuovi posto di lavoro. Ebbene, credo che sia interesse davvero di tutti che questo porto possa avere altri investimenti così importanti e che possa diventare uno dei principali porti italiani; i presupposti tecnico-economici ed amministrativi per riuscirci – se tutto il cluster portuale e la città è coesa a tal fine – ci sono".

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Malore durante la caccia, muore il nobile Luigi Rossi di Montelera: 45 anni fa venne rapito

Esponente della nobile famiglia piemontese della Martini&Rossi, aveva 72 anni. Imprenditore prestato alla politica, fu rapito dai corleonesi

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POLITECNICO DI MILANO – CONCORSO (scad. 16 dicembre 2018)

Procedura di selezione per la copertura di un posto di ricercatore a
tempo determinato, settore concorsuale 14/A2 – Scienza politica,
per il Dipartimento di architettura e studi urbani.
(18E11612)

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