Vincere per evitare il declino

di MATTEO CECCACCI

Testa, cuore e tanto, tantissimo coraggio servirà al Civitavecchia Calcio 1920 per vincere lo scontro diretto contro il Campus Eur che andrà in scena oggi alle 14.30 alla Cavaccia di Allumiere, match valevole per l’undicesima giornata del campionato di Eccellenza. Non è stata affatto una settimana tranquilla quella che ha trascorso l’intera famiglia nerazzurra, partendo dalle dimissioni dell’allenatore Rocchetti rassegnate nella giornata di martedì poi respinte poco dopo dalla società, passando per l’ipotesi quasi concretizzatasi di Marco Scorsini in panchina e l’eliminazione dalla Coppa Italia, infine il ritorno di mister Rocchetti. Ora più che mai, però, serve onorare la maglia nerazzurra, salvaguardare il nome quasi centenario del Civitavecchia Calcio e sputare sangue in campo per ritornare alla vittoria, che manca ormai dal 30 settembre scorso, per migliorare una situazione di classifica attualmente indescrivibile. I capitolini del Campus Eur del tecnico Daniele Scarfini, invece, stazionano al terzultimo posto della graduatoria a quota dieci punti all’attivo in piena zona playout insieme al Villalba e Casal Barriera, sono reduci da tre pareggi di fila e cercheranno di espugnare il manto erboso collinare per conquistare l’intera posta in palio. I ragazzi di patron Iacomelli dovranno fare a meno per l’ennesima volta di bomber Manuel Vittorini, Lorenzo Serafini e del  difensore Daniel Franceschetti. Una sfida, dunque, decisiva per la Vecchia: un’eventuale sconfitta confermerà il periodo di crisi.
«Sono convinto – spiega mister Andrea Rocchetti – che i ragazzi disputeranno un’ottima prestazione per ottenere i tre punti».

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Vecchia, Rocchetti torna sui suoi passi

di MATTEO CECCACCI

Tutto come prima, l’allenatore del Civitavecchia Calcio 1920 rimane Andrea Rocchetti. L’ex tecnico degli Allievi Elite, dopo aver rassegnato le proprie dimissioni nella tarda serata di martedì, poi respinte poco dopo dai vertici societari, è tornato sui suoi passi. Giovedì, infatti, si è tenuta una stretta riunione privata tra il presidente Ivano Iacomelli, il dirigente responsabile Fabio Ceccacci e Rocchetti stesso. Una chiacchierata bella lunga che senza ombra di dubbio avrà fatto pensare molto a Rocchetti che alla fine ha deciso di rimanere il mister della prima squadra. Sicuramente non è stata una bella azione quella che ha fatto il tecnico mercoledì scorso, quando all’appuntamento con la squadra non si è presentato per affrontare la trasferta capitolina di Coppa Italia contro la Boreale Don Orione, poi persa 3-1 con Pasquale Oliviero in panchina, ma tutto questo ormai è passato e adesso è giusto pensare al presente e ai fatti che dovranno venire d’ora in poi. Domenica tra le mura amiche andrà in scena l’undicesima giornata di campionato contro il Campus Eur, una sfida da vincere a tutti i costi, perché gli eventuali tre punti saranno di fondamentale importanza, sia per l’intera rosa, che per il continuo di Andrea Rocchetti, anche se la società tiene a specificare che la partita non sarà determinante per il suo futuro. Ovviamente c’è da mettere in conto che una sconfitta potrebbe comunque far scaturire a Rocchetti il pensiero di dimettersi un’altra volta, con la speranza, però, che la società non gliele respinga nuovamente. Di certo, l’aria in casa nerazzurra non è delle migliori, si respira con fatica, con affanno, perché la crisi c’è e rimane, d’altronde i fatti parlano chiaro: la prima squadra della città è ultima in classifica e viene da sei ko consecutivi, considerando l’insuccesso in Coppa Italia.
Poi ci sarebbe da analizzare la questione Scorsini, con la Vecchia che cerca l’ex allenatore del Crecas mentre Rocchetti stava a un passo dall’addio, ma il club smentisce il tutto, con Scorsini, però, che mette tutte le carte in tavola mettendo in risalto con un comunicato la poca serietà della società che prima lo chiama fissandogli un appuntamento, ma poi fa un secondo squillo per annullare tutto.

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Ranalli e Don Milani, caos istituzionale

CIVITAVECCHIA – «La nostra intenzione era di essere coinvolti per rispondere alla cittadinanza». Lo dichiara l’assessore all’Istruzione Alessandra Lecis che interviene cercando di fare chiarezza dopo la nota stampa inviata giovedì a fi rma congiunta con l’assessore all’Edilizia scolastica Gioia Perrone sulla chiusura delle materne Don Milani e Ranalli. Si sarebbe trattato di un semplice malinteso con l’utilizzo della parola ‘‘chiusura’’ invece di ‘‘spostamento’’.

Una parola che però cambia completamente l’interpretazione della nota inviata. Secondo l’assessore, infatti, la chiusura delle aule è stata concordata «con l’ingegnere della sicurezza Del Piano – spiega Lecis – hanno convenuto che era auspicabile chiudere la scuola per ripristinare il sito». La decisione incriminata è stata quella dello spostamento delle aule per cui, sempre secondo l’assessore, il Comune è stato avvisato solo a cose fatte. Resta il fatto però che, come la stessa Lecis ammette: «L’alternativa era solo questa ed è stata presa per tutelare i bambini».

L’assessore rassicura sul fatto che non ci siano intenzioni bellicose nella nota inviata, resta quindi poco chiaro il senso della manovra. Lecis, infatti, dice che la decisione presa è giusta ma avrebbe preferito un maggior coinvolgimento del Comune nel processo. Sicuramente nella vicenda si è creata molta confusione e, come è possibile verifi – care tra i vari commenti sui social, ci sono non pochi genitori che non hanno apprezzato non solo lo spostamento ma anche come la vicenda è stata gestita nella sua interezza. Per ora le aule restano inagibili e probabilmente bisognerà attendere la riunione di lunedì per capire quali saranno i tempi necessari per il ripristino.

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Riaperto il cavalcavia della Braccianese

CIVITAVECCHIA – È stato da poco riaperto al traffico il tratto del cavalcavia sulla Braccianese Claudia, quello che sovrasta via Pecorelli – nel nuovo tratto della Mediana – chiuso nel tardo pomeriggio di ieri a causa del cedimento, seppur di lieve entità, del manto stradale.  

Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco, per verificare il dissesto statico segnalato. La strada è stata così interdetta al transito in via cautelare, proprio per il cedimento riscontrato ai lati del viadotto. E così questa mattina si è svolto un sopralluogo congiunto da parte dell'ingegner Giulio Iorio del Comune, del sindaco Antonio Cozzolino, dei Vigili del fuoco e della Polizia locale, all'esito del quale è stato deciso di riaprire la strada. 

"Voglio tranquillizzare la cittadinanza – ha spiegato il primo cittadino – non abbiamo riscontrato alcun problema strutturale. C'è da sistemare un giunto superficiale, ma un lavoro piuttosto semplice che non prevede quindi la chiusura del tratto interessato. D'altronde anche questa struttura a settembre rientrava nel monitoraggi effettuato dagli uffici tecnici del Pincio su ponti e viadotti cittadini, disposto all'indomani della tragedia di Genova". 

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Agraria Tarquinia, Leoncelli e Massi: «Vogliamo i documenti che attestano il debito»

TARQUINIA – Ancora polemiche sull’amministrazione dell’Università Agraria di Tarquinia. Ad alzare la voce  contro l’operato della giunta Borzacchi sono i consiglieri leoncelli e Massi che parlano di un’amministrazione  inconcludente, “capace  solamente di  scaricare  le  colpe  sulle  altre  amministrazioni”. Imprenditori  agricoli  (così  si  definiscono ) che  poco  hanno  a  che  fare  con  l’amministrazione  pubblica, e che pensano di amministrare l’ente come fosse  la  propria  azienda  agricola”.  Al centro degli attacchi le mancate risposte da parte del presidente Sergio Borzacchi: “Dopo  quel  manifesto  che   la  maggioranza  ha  sbandierato   ai  quattro  venti – dicono Roberto Massi e Maurizio Leoncelli –  con  più  di  4  milioni  di  euro  di  debito,  avevamo fatto  richiesta  della  documentazione  per verificare  la  reale  esistenza  di  tale  debito. Era il  1 ottobre  e ad  oggi  non  è  pervenuta  alcuna documentazione . Considerando  che  per  legge  l’ ente  ha  a  disposizione  30 giorni  per  produrre  tutti  i  documenti  del  caso  a  qualsiasi  amministratore  che  ne  faccia  richiesta,  siamo fuori  tempo  massimo.  Ma   sembra  che  questa  amministrazione  non  faccia  tanto  caso  né  a  rispettare  lo  statuto  né  la  legge:  vedi  la  convocazione  dei  consigli, in  un  anno  sono stati fatti solo 3  e  tutti e tre  carenti  di  documenti  e  di  convocazioni;  addirittura spostate  con  dei  messaggi  sul  telefonino, o  addirittura  con un  consuntivo  che  doveva  essere  fatto  ad aprile  e ad  oggi,  allo  scadere  del  2018, ancora  non  è  stato  prodotto;  per  finire  con la  richiesta  di  documentazione  dove  saremo  costretti  a  rivolgerci  alle  autorità  competenti visto  che  è  un  diritto  visionare  i  documenti.  Questi amministratori  sono solo  capaci di  farsi  dei  selfi  a  scopo  mediatico  ma  ad  oggi   non  hanno  prodotto  nulla, addirittura  non  sono riusciti  ancora  a  produrre  legname  per  la  stagione  corrente; sono  riusciti  a  far  lievitare  il  credito  con  la  Maretour a  700.000.00 settecento  mila  euro,  mai  successo  in  alcuna  amministrazione,  per  poi  non  produrre  nulla,  solo  la  certezza  che  oltre  al  debito  che  loro  sostengono,  il  credito  vantato  non  potrà  più  essere  esigibile, vista  la  situazione  critica  in cui versa    la  società  che  gestisce  la  pineta.  Forse  il  tutto  è  anche  imputabile  a  degli  amministratori, inesperti  della  gestione  pubblica  che  pensano  che  tutto  possa  essere  gestito  come  la  cosa  propria, e  che  se  guardiamo  nell’ archivio  dell’ ente   li  ritroviamo  alcuni  ad  amministrare   proprio  negli  anni  che  è  stato  prodotto  il  maggior  debito  dell’ ente.   Detto  ciò nei  prossimi  giorni  saremo  costretti  a  presentarci   alle  autorità  competenti  e  denunciare    l’ impossibilità  di  esercitare  il  nostro  mandato,  visto  che  non  ci  vengono  consegnati  i  documenti   inerenti   i  debiti    sbandierati   dalla  medesima  maggioranza”.

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L’Ultimo etrusco continuerà a vivere

TARQUINIA – Il mito continuerà a vivere: nella memoria dei tarquiniesi, ma anche e soprattutto attraverso le sue imponenti opere e presto anche nell’attività della Fondazione che la figlia Daniela si sta apprestando a creare.  Quello di oggi, nella gremita chiesa del Duomo di Tarquinia, è stato quindi  solo un arrivederci ad Omero Bordo. L’’’Ultimo degli Etruschi’’ – come convintamente lo ha voluto definire il critico d’arte Vittorio Sgarbi che con tanto di fascia tricolore da sindaco di Sutri, non ha voluto mancare all’appuntamento, improvviso, per rivolgere un pensiero ad “un grande amico” e ad un “grande artista” – continuerà infatti a far parlare di sé. Anche e forse più di prima, grazie pure alla penna nobile di Sgarbi che si è detto pronto a ripubblicare il libro di tanti anni fa che racconta la sua vita di Omero Bordo.
Morto nella sua casa di Tarquinia, nel cuore del centro storico, Omero Bordo è stato fino all’ultimo contornato dall’affetto della sua famiglia: la moglie Anna Lucia e le figlie Daniela e Katia. Da qualche tempo combatteva contro una malattia che lo affaticava nel fisico ma non nel spirito, sempre pronto attento e pieno di idee. A salutarlo ieri tanti tarquiniesi, rappresentanti di più o meno recenti cariche istituzionali. Persone che lo hanno amato e aiutato, anche nei momenti difficili che non sono mancati nella sua vita. La cerimonia, officiata da Don Rinaldo Copponi e da Don Roberto Fiorucci, ha lasciato spazio al termine del rito religioso, a tre interventi illustri: quello del giornalista Osvaldo Bevilacqua, del politico del territorio Gianni Moscherini e del critico d’arte Vittorio Sgarbi.
“Dovevo essere a Venezia per la presentazione di un libro. – ha raccontato Sgarbi –  Ma ho telefonato che non sarei andato. Mi sembrava più giusto essere qui per dire il mio pensiero su una persona che mi era cara sul piano istintivo e umano. Sono arrivato in tarda serata a Tarquinia e ho alloggiato in albergo. Un portiere gentilissimo mi ha dato il libro “Omero, l’ultimo degli Etruschi – La mia biografia”. Un’opera bella, che ho subito letto, nella quale Omero attraverso lo scritto del giornalista Cecchelin non nasconde nulla della sua vita. Sarà mio impegno – ha annunciato Sgarbi – come amico e uomo delle istituzioni, di ripubblicare questo libro per farlo conoscere al mondo, come merita”. Sgarbi ha letto alcuni passaggi del libro sottolineando, tra le altre cose, la dolcezza dell’uomo: l’amore e il legame profondo che Omero nutriva ad esempio per la figlia Daniela; e gli incontri nei suoi tanti viaggi-studio sulle tracce degli Etruschi.
Cariche di pathos le parole del giornalista Osvaldo Bevilacqua che, con la sua trasmissione Tv Sereno Variabile,  ha raccontato tante volte Omero Bordo e la sua arte di realizzare vasi etruschi con tecniche arcaiche che non ha mai completamente svelato. Bevilacqua ha voluto ricordare come grazie ad Omero abbia conosciuto la moglie Sandra (nipote dell’artista) con la quale ha costruito una famiglia. “Caro Omero, ti aspettavi così tanta gente? Una così grande partecipazione? – ha esclamato alla platea Bevilacqua – Omero è stato un grande artista, un genio nella sua semplicità. Il fatto che un critico, uno scrittore, un ricercatore così importante come Sgarbi sia qui, dimostra e testimonia che il valore di Omero è grande. Era un uomo molto semplice, ma un grande genio che ci ha avvicinato al mondo degli Etruschi. Io personalmente devo molto ad Omero, è stato fondamentale per la mia vita. E’ stato uno dei primi personaggi che ho voluto intervistare e conoscere per quello che ha rappresentato. Dal punto di vista umano e familiare lo debbo ringraziare perché attraverso di lui ho conosciuto mia moglie e costruito una famiglia, i miei figli, che lui adorava”. “Forse – ha aggiunto Bevilacqua – Omero Bordo è stato anche sottovalutato; forse qualcuno avrebbe potuto dargli ancora più risalto. Ma poi la vita gli ha dato grandi soddisfazione. Tante opere che si trovano al Louvre o altrove e che portano il suo nome ne sono la dimostrazione. Vi garantisco che Omero ci capiva tanto di Etruschi, ma veramente tanto; più di quanto si possa immaginare. Ci ho tenuto a far capire che in questo territorio ha vissuto un grandissimo artista”. 
Gianni Moscherini, che di Omero era pure grande amico, ha voluto ricordare due  incarichi importanti che gli affidò nel corso della sua carriera politico-amministrativa: prima da presidente dell’Autorità portuale di Civitavecchia, quando gli diede l’incarico di realizzare la maestosa statua in bronzo di Traiano all’ingresso del porto, di oltre due metri; poi da sindaco di Civitavecchia, quando chiese ad Omero di dedicare una statua al vescovo Carlo Chenis, che potesse stare in mezzo alla gente. “Omero – ha ricordato Moscherini – scelse di collocarla sul primo gradino della scalinata della cattedrale di Civitavecchia”. Moscherini ha ricordato anche il grande successo che ebbero i vasi etruschi di Omero che portò più volte alla fiera di Miami. 
 “Il negozio di Omero – ha anche detto Moscherini – non è un negozio normale. A me richiamava la bottega dell’arte di Firenze, del Rinascimento. Un luogo aperto al pubblico dove poter vivere e parlare della cultura etrusca”. Moscherini ha ricordato Omero anche per il grande amore per la sua famiglia, un amore fortemente ricambiato.

Il mito di Omero oggi continua a vivere oltre i 75 anni nei quali l’artista ha costruito  un personaggio che si è presentato al mondo – attraverso interviste rilasciate a televisioni e giornali – in tutta la sua semplicità ma anche nella sua grande competenza e conoscenza, formatasi più che sui libri, proprio ‘’sul campo’’ in senso stretto, quando già 15enne si sentì travolto dalla passione per gli Etruschi e divenne un ineguagliabile scavatore clandestino. Un ‘’errore di gioventù’’ disse più tardi, quando a 20 anni passò dalla parte della legge, divenendo invece collaboratore della Soprintendenza  dalla quale ottenne il permesso di scavo grazie al sovrintendente  Mario Moretti. Fu così  che scoprì la Tomba delle Pantere, tra le più importanti della necropoli di Tarquinia, e poi molte altre persistenze di notevole importanza, come pure diversi frammenti dell’Ara della Regina.  Da lì in poi una escalation di attività, viaggi ed incontri che lo vedono ormai consacrato come l’indiscusso “ultimo Etrusco’’. Erano gli inizi degli anni 70 quando Omero Bordo iniziava la ricerca dell’impasto arcaico, la produzione di ceramica e poco dopo la produzione di opere in bronzo e più tardi la lavorazione dei preziosi etruschi, in particolare dell’oro. Prolifico il  decennio di lavoro al fianco del grande amico e pittore cileno Sebastian Matta, dando vita alla scuola Etrusculudens, ricca di produzioni ceramiche di altissimo valore. Nel 1995 inizia a coronare  il sogno della sua vita con la costruzione di Etruscopolis, un vero  viaggio nel tempo. Numerose sue opere si trovano esposte nei più importanti musei del mondo. Innumerevoli i premi e le onorificenze: il San Valentino d’oro, la laurea honoris causa a Boston per la facoltà di Etruscologia, il premio Europa con il regista Zeffirelli. Le sue opere sono esposte nei musei di tutto il mondo.
 

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Don Milani e Ranalli, Lecis: ''Chiusura dei plessi decisa senza confronto''

CIVITAVECCHIA – «La chiusura dei plessi scolastici ‘‘Don Milani’’ e ‘‘Ranalli’’ è stata decisa dalle istituzioni scolastiche, senza nessun confronto con gli uffi ci dell’edilizia scolastica e della Pubblica istruzione. Come referenti delle istituzioni, io e l’assessore Perrone, ma con noi tutti gli uffi ci, hanno saputo della chiusura solo una volta avvenuta». Sono le parole dell’assessore all’Istruzione Alessandra Lecis in merito ai disagi dei giorni scorsi alla materna della Don Milani, con tre classe chiuse a causa di allagamenti e problemi legati alla pioggia. Parole che lasciano qualche dubbio perché in un articolo uscito sul Messaggero di Civitavecchia mercoledì dichiarava «[…] gli alunni delle tre sezioni rimarranno a casa e da giovedì saranno accolti nelle sedi […]».

Comunque l’assessore Lecis prosegue: «Nonostante la decisione unilaterale presa all’ultimo momento – evidenzia – gli uffi ci si sono subito attivati per predisporre gli spostamenti e gli interventi di messa a norma, che comunque erano già partiti nei giorni precedenti la chiusura. Per la Don Milani – spiega la pentastellata – fi n da subito l’ufficio tecnico si è mosso per verificare le condizioni delle aule e per cercare di ripristinare la situazione. Purtroppo il maltempo non ci ha aiutato e fi no a quando la struttura non sarà completamente asciutta non si potrà procedere con il ripristino. Ricordiamo a tutta la cittadinanza che la scuola è stata da poco ristrutturata e le sezioni erano state tutte rinnovate».

E questo era proprio uno dei dubbi sollevati dai genitori, come si potessero presentare problemi del genere proprio vista la recente ristrutturazione, ma l’assessore Lecis rassicura: «Sarà quindi premura di questa amministrazione provvedere al ripristino nel più breve tempo possibile. Per quanto riguarda il plesso Ranalli, la modalità è stata la stessa: la decisione è stata presa autonomamente dal dirigente scolastico, nonostante i tecnici si siano recati il giorno stesso a verificare il danno ed a mettere in sicurezza il sito. Anche qui – conclude – contiamo di intervenire non appena la struttura di sarà asciugata».

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Il mercatino dei bambini conquista Piazza Rossellini

LADISPOLI – Era presente già ai tempi dell'antica Roma quando era la rappresentazione allegorica di un'antica credenza astrologica secondo la quale l'anima partendo dalla terra arrivava per stadi intermedi fino al Paradiso. Si chiamava il gioco del ''claudus'' (dello zoppo) ma tutti, o perlomeno le vecchie generazioni lo conoscono come il gioco della campana. Un momento da trascorrere all'aria aperta, da soli o in compagnia degli amici. I bambini non avevano bisogno di null'altro che di un gessetto e di un sassolino per trascorrere anche un intero pomeriggio fuori casa a divertirsi e tornare stremati all'ora di cena, quando la mamma urlava dalla soglia della porta di casa di rientrare perché si stava facendo buio. Un gioco della tradizione che sembra essere sparito, se non del tutto, quasi del tutto. Bambini spesso troppo impegnati, strade troppo pericolose a causa delle auto che sfrecciano, e la tecnologia che purtroppo o per fortuna avanza sempre di più, andando ad interessare i bambini già dai primi anni di età. E così, in un contesto sociale in cui i bambini sono sempre più tecnologici, super impegnati in attività sportive e altro, ecco che il ''passato'', quello dell'infanzia dei propri genitori, trova uno spazio in cui inserirsi. I ''vecchi'' giochi del passato si prendono la loro rivincita e invadono la Piazza. L'idea è arrivata dal Comitato Cittadinanza Dinamica Ladispoli e dal suo presidente Romina Crifò. Questa volta, al mercatino dei bambini in programma proprio domenica, saranno affiancate una serie di attività dei ''vecchi tempi'': dal ruba bandiera, al gioco della campana fino ad arrivare al più tradizionale di tutti salto della corda. Una finestra sul passato ma anche un modo per ricongiungere due generazioni molto spesso posizionate su due diversi piani: quella degli adulti e quella dei bambini. Un'occasione per scoprire che ci si può divertire anche con poco, che è poi il concetto base che ha visto nascere il mercatino: dire no allo spreco e favorire invece il riuso, il riciclo dei giochi non più utilizzati ma in buone condizioni, dando la possibilità a un altro bambino di prendersi ''cura'' del proprio giocattolo. E questa volta per farlo il mercatino è pronto a conquistare la piazza. L'amministrazione comunale ha infatti dato il via libera all'utilizzo di Piazza Rossellini. L'appuntamento è dalle 9 alle 13 ed è aperto a tutti: nonni, genitori, bambini senza alcuna esclusione. Anche questa volta saranno raccolti dei fondi che saranno successivamente utilizzati dal Comitato per la realizzazione di nuovi progetti e chissà … anche per una festa di Natale tutta dedicata ai più piccini. Le idee ci sono già. Bisogna solo metterle in atto. 
 

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''Assolidi sconfessa il passato''

TARQUINIA – Il gruppo politico di Idea Sviluppo bacchetta Assolidi dopo le recenti esternazioni dell’associazione che ha criticato l’operato dell’amministrazione Mencarini.  “Ci dispiace dover commentare in termini negativi l’atteggiamento assunto dall’associazione Assolidi – affermano da Idea Sviluppo –  inutilmente polemico e poco obiettivo nei confronti dell’amministrazione comunale dimissionaria, con la quale  fino allo scorso mese di settembre  aveva collaborato e condiviso varie attività ed interventi per risolvere le annose problematiche  riguardanti il Lido di Tarquinia, addirittura elogiando l’impegno in tal senso della giunta comunale”. L’attuale presa di posizione dell’associazione, quindi, oltre che imprevista sembra dettata da criteri di opportunità politica, – tuonano dal gruppo politico che fa capo a Pietro Serafini – che nulla avrebbero a che fare con l’impegno civico e disinteressato, più volte auspicato da Assolidi. Le dichiarazioni, infatti, non appaiono rispondenti alla realtà dei fatti. A tale proposito appare opportuno ricordare che la nostra amministrazione ha promosso eventi estivi inediti e di successo, ha posto più cura alle aree verdi, ha raddoppiato le disinfestazioni (proprio come richiesto da Assolidi), ha portato a termine la riqualificazione di via degli Argonauti e di via Odisseo, ha iniziato la riqualificazione del lungomare, ha terminato la pista ciclabile, ha piantumato di nuovo piazza delle vele, ha predisposto una nuova cartellonistica ad hoc, ha cambiato le pensiline ed inoltre ha aperto l’iter per risanare la situazione del fiume Marta. Tutte azioni di cui Assolidi (in quanto associazione di cittadini) è stata per tempo informata e di cui si è sempre dichiarata pubblicamente soddisfatta”. “Abbiamo indetto numerosi tavoli di concertazione con commercianti e cittadini a cui hanno spesso partecipato anche rappresentanti di Assolidi, – conclude Idea Sviluppo – non muovendo mai alcuna obiezione ma anzi sostenendoci. Dopo le dimissioni del nostro sindaco a quanto pare Assolidi non soltanto ha cambiato radicalmente opinione, sconfessando il passato, ma addirittura ha sfornato comunicati a raffica.  La circostanza potrebbe essere foriera di malevole interpretazioni, anche per la presenza all’interno dell’Associazione di persone con trascorsi politici recentissimi, addirittura candidati alla passata tornata elettorale come fervidi sostenitori dell’ex assessore Ranucci o presenti a tutte le cene di certi partiti di destra. Invitiamo Assolidi a fare meno cene e ad iniziare ad occuparsi meno di politica e più del territorio, cosa che in quest’ultimo anno non ci sembra affatto sia stata fatta”.

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Puglia (M5S) e il discorso provato in Aula: «Dovevo scaldarmi»

Il senatore immortalato mentre si allena all’intervento che avrebbe letto da lì a poco sul decreto Sicurezza. «Volevo essere preparato, stare nei tempi, allenato con le corde vocali»

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