Fatamorgana terzo al Trofeo Piccoli Campioni

Il Karate Fatamorgana conquista il 3° posto assoluto nella classifica per società al Trofeo Piccoli Campioni Csen svoltosi a Roma sabato 13 e domenica 14 ottobre.
Un traguardo raggiunto grazie alle prestazioni degli atleti medagliati: Emma De Guidi centra l’oro nella specialità Kata, Manuel Capitta nella specialità Percorso e bronzo nel Kata, Rachele Cardia nel Kata e due Argenti Palloncino e squadra, Gabriel Pistola due ori Kata individuale a squadra e due bronzi Percorso e Palloncino, tre medaglie oro sono per l’atleta Gabriele Reali nelle specialità Percorso Palloncino e Kata a squadra e bronzo nel Kata individuale.
Le medaglie argento, nel Kata individuale cinture gialle/arancio e marroni/nere sono per Chiara Piferi, Riccardo Capoccia e Alessandro Piferi, ottime le prestazioni dei fratelli Luigi e Alessia Peluso che sfiorano di poco il podio classificandosi al 5° posto, stessa sorte per gli atleti  Edoardo Elisei, Davide Mierea e Giulio Pettinari che si fermano al 7° e 11° posto.
Continua la carrellata dei più piccoli dove abbiamo, Francesco Conti, bronzo nel Percorso, Tamara Bartoleschi, argento nel Kata a squadre, individuale e bronzo Palloncino, Edoardo Marzioni, argento Kata Squadre e Bronzo nell’individuale, Alessandro Panarese, oro Kata Squadre, argento individuale, argento Percorso e bronzo nel Palloncino.     
Al PalaTorrino di Roma erano presenti oltre 220 atleti partecipanti nelle varie categorie e specialità, dopo i saluti e i sorteggi di rito è iniziata la competizione. Gara entusiasmante per tutti gli atleti che si sono divertiti nelle varie fasi della gara, magistralmente organizzata dal comitato romano Csen in una bellissima giornata di sole, a cornice dell’ottima prestazione eseguita da tutto il gruppo Karate Fatamorgana. Gli atleti divisi per categoria e grado, sono stati tutti premiati con medaglie e coppe, mentre la società Fatamorgana riceve la terza Coppa in palio.  
Ottima, gradita e fondamentale anche l’assistenza al coach di Stefano Capitta e Paolo Bartoleschi.  
Un inizio di stagione, dunque, con il botto per il Team Fatamorgana, i risultati della gara fanno ben sperare, per i prossimi importanti impegni che attendono il club Fatamorgana di Tarquinia, la Coppa Italia a Ostia Lido e l’appuntamento internazionale a Shanghai in Cina sono alle porte, per chiudere un 2018 a dir poco magnifico. 
«Un grosso in bocca al lupo – dicono dalla società – per i prossimi importanti impegni che aspettano l’ormai storica e pluri medagliata associazione sportiva campione d’Italia e d’Europa Fatamorgana».
 

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Tentano colpo in villa a Santa Severa: due ragazzi nei guai

SANTA MARINELLA – L’incisiva attività di contrasto ai reati predatori portata avanti dai Carabinieri della Compagnia di Civitavecchia, nell’ambito dei continui servizi di controllo del territorio, continua a dare i propri frutti, infatti due giovani ladri, studenti romani di 17 e 18 anni, sono stati sorpresi mentre stavano tentando un colpo in una villa di Santa Severa. 

Nello specifico, nel cuore della notte, una pattuglia dell’Aliquota Radiomobile del Nucleo Radiomobile della Compagnia di Civitavecchia è intervenuta a Santa Severa poiché il proprietario di una villa aveva avvertito dei rumori sospetti provenire dal giardino e aveva richiesto l’intervento dei Carabinieri tramite il numero unico d’emergenza 112.

Prontamente giunti sul posto, i militari hanno sorpreso i giovani mentre si allontanavano dal giardino dell’abitazione e li hanno immediatamente bloccati. A seguito della perquisizione personale il 18enne è stato trovato in possesso di una pistola giocattolo priva del tappo rosso, di una fionda e di una bottiglia di superalcolico.  

La notte per i due “ladri in erba” è terminata nella caserma di via Sangallo dove, il 18enne è stato arrestato e trattenuto presso le camere di sicurezza a disposizione dell’Autorità Giudiziaria per l’udienza di convalida, e il 17enne è stato denunciato in stato di libertà e poi affidato ai genitori. 

Entrambi dovranno rispondere del reato di tentato furto in concorso.

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La capolista Corneto Tarquinia  alla prova Doc Gallese

Per la settima giornata di andata del campionato di Promozione, la Cpc2005 sarà impegnata stamani allo Sbardella contro il Duepigreco Roma. Compagine, quella romana, che fino ad ora non è mai stata incontrata dai rosso portuali, provenienti dalla prima categoria, dopo un campionato da assoluti protagonisti. I numeri parlano a loro favore e in maniera chiara fino ad ora. Tutto ciò la colloca in una posizione di giusto rilievo di questo campionato, rendendola temibile per chiunque. Sul fronte portuale, ripresasi dalla sbornia del derby perso con la Csl, grazie alla quaterna all’Aurelio, ci si prepara con la tranquillità necessaria alla gara con il Duepigreco. In un campionato dove le goleade sono all’ordine del giorno ed è evidente la spaccatura tra le prime otto nove squadre e le altre, perdere terreno con chi al momento è nei piani alti, potrebbe essere fatale nel computo finale. «È necessario vincere per non perdere terreno dalla Polisportiva Monti Cimini e il Corneto, avanti di una sola lunghezza – dicono in società – per continuare a credere all’obiettivo prefissato. A maggio si tireranno le somme, con quel giudice supremo che sia chiama terreno di gioco». La Csl Soccer di patron Vitaliano Villotti, affronta alle 11 il Bomarzo. I rossoblù diretti da mister Daniele Fracassa, vogliono rifarsi a tutti i costi della sconfitta di Coppa Italia subita mercoledì scorso dal Canale Monterano. Per i leoni, indisponibile ancora l’infortunato Emanuele Siani, mentre tra i convocati rientra l’estremo difensore Stefano Del Duchetto e il centravanti Carmine Gaeta che ha terminato il turno di squalifica. «Sarà una partita – commenta il direttore sportivo Daniel D’Aponte – molto complicata. Non dovremo farci ingannare dalla classifica del Bomarzo che, nonostante sia a soli quattro punti, ha un organico di tutto rispetto, basti pensare a giocatori come Pecci che è stato il capocannoniere del girone A di Promozione nella stagione 2015/2016, Russo e Ingiosi. Sarà veramente un match molto complicato in cui per vincere dovremo dare tutti il nostro massimo».
Il Santa Marinella invece viaggia alla volta di Montefiascone.
Assenti l’attaccante Bonaventura per squalifica e Attardo per motivi familiari. «Ci siamo allenati duramente sul campo di via delle colonie – spiega mister Morelli – per prepararci al meglio. Purtroppo ho pochi giocatori under e quindi ho bisogno di un fuori quota e due grandi. Li stiamo cercando tra gli svincolati anche se l’organico, fino a dicembre, resterà questo. Ho parlato con i giocatori e gli ho detto che conto molto su di loro per uscire da questa difficile situazione».
Impegno esterno per il Tolfa di mister Riccardo Sperduti. I collinari sono attesi stamani alle 11 sul campo di Vignanello dagli ostici padroni di casa dei Monti Cimini, formazione viterbese che viaggia in quarta posizione a 13 punti, mentre i pupilli di patron Franchi sono al decimo posto a otto lunghezze. «Ci attende un impegno molto difficile – dicono dal team collinare – in quanto la squadra che andiamo ad affrontare è costruita per vincere e soprattutto in casa cercheranno di fare il doppio per portare via i tre punti in palio. Comunque, noi partiamo per far bene e per dare il massimo per tornare a casa con almeno un punto. Purtroppo, l’unico problema, è che ci presentiamo all’appuntamento ancora una volta incompleti ma, ripetiamo, non partiamo di certo battuti». Rientra sicuramente Sgamma ed è nuovamente a disposizione Lavagnini, mancheranno invece Capolonghi, Galli, Pistola e Braccini. Il presidente Franchi, ieri in panchina con la Juniores, continua a esortare i suoi a tirare fuori grinta e determinazione e a portare il cuore oltre l’ostacolo. Spero che prima o poi di vedere tutti a disposizione e guariti dagli infortuni per mostrare quale è la forza del Tolfa al completo. Il Città di Cerveteri di Michele Zeoli è impegnato in trasferta sul campo del Canale Monterano. «Purtroppo con i giocatori contati – dice il mister – visto che mi mancheranno Esposito e D’Amelio. Abbiamo un’ottima rosa ma mancano delle alternative. Il Canale fino ad ora ha raccolto meno di quello che meritava, quindi sono certo che sarà una partita difficile. Venerdì nella rifinitura, ho ripreso alcuni giocatori che erano disattenti e questo non deve succedere».
L’Atletico Ladispoli ospita questa mattina la Gallese in una gara dove i tre punti sono pesantissimi. La capolista Corneto Tarquinia sarà impegnata in casa contro una Gallese che è nei pressi della zona play out.

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Minaccia l'insegnante dentro la scuola, indagini dei Carabinieri

LADISPOLI – Minacce e interruzione di pubblico servizio. Potrebbe essere indagato per questi due reati il vigilantes che ieri mattina ha fatto irruzione nella scuola di Ladispoli Giovanni Paolo II°, del circolo didattico Ladispoli 1, assalendo verbalmente una insegnante.

I carabinieri della stazione locale hanno raccolto la denuncia della donna, che trasportata in ambulanza al pronto soccorso della via Aurelia, ha ricevuto 4 giorni di prognosi e questa mattina non è andata a scuola. Confermata la versione dell’aula sporca. Ieri poco prima della lezione la maestra si era accorta che l’aula non era ben pulita e per questo si era lamentata, assieme alle colleghe di altre sezioni. La bidella, che forse non aveva accettato quella “ramanzina”, avrebbe subito telefonato al compagno che in fretta e furia, in divisa e con la fondina avvitata ai pantaloni, ha raggiunto l’istituto e poi la classe al primo piano accerchiando la maestra sotto lo sguardo dei bambini. Non è chiaro però se avesse con sé la pistola. L’insegnante ha raccontato ai militari solo di averlo visto in divisa e con la fondina. L'uomo vive a Ladispoli ma lavora nella Capitale. Sono ore decisive, gli investigatori a questo punto spediranno tutto in Procura che prenderà eventualmente i provvedimenti del caso.

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Cpc, tre punti per non perdere terreno dalla vetta

Giornata interessante, quella di oggi, per le squadre che militano nel girone A del campionato di Promozione. La CPC2005 dopo una settimana travagliata susseguente alla sconfitta nel derby con la CSL, affronta stamane in casa l’Aurelio Roma Academy, squadra fanalino di coda del girone. «Lo stop domenica e il pareggio in coppa non possono influire sulla brillantezza di testa e gioco vista fino ad ora – spiega Stefano Gallo – sicuramente uno stop inaspettato per quanto avevamo espresso fino ad ora, mentre per quanto riguarda la Coppa sono convinto che è una partita a sè. Mancano ancora novanta minuti e l’importante è aver segnato. Ci poteva anche stare un pareggio visto chi incontravamo, ora serve assolutamente vincere in casa loro; ma c’è tempo per pensarci. Lo stop con la Csl invece ha un altro senso, essendo un derby era importante vincerlo. Averlo perso comunque non deve assolutamente influire sulla nostra stagione e i nostri obiettivi, che sono ben altri e non la singola gara. Sicuramente ci farà bene questa sconfitta, quando vai forte e non sei consapevole dei tuoi limiti è tutto fin troppo facile. Ma la forza di una squadra si misura nei momenti di difficoltà, se riesci ad alzarti, continuare come nulla fosse, l’incidente che ti ha colpito è stato solo un ostacolo superato. Arriva al Tamagnini una delle peggiori situazioni che potesse capitare. Loro a zero punti e che si giocheranno la partita senza nulla da perdere. Noi con una strada da riprendere con forza, mostrando a tutti che è stato solo una caduta. Oggi può essere una svolta, nel senso che la partita sarà facile senza nessun ostacolo e riprendiamo a correre come prima, o forse la peggiore che potevamo incontrare in questo momento. Non hanno nulla da perdere vista l’attuale differenza in classifica, sono ancora a zero punti e cercheranno la cosiddetta gara della vita, come tutti del resto faranno con noi. Sta solo a noi decidere quale piega far prendere alla gara e al proseguo di stagione». La Csl Soccer del tecnico Daniele Fracassa dopo la straordinaria vittoria nel derby con la Cpc2005 e l’inaspettata sconfitta in Coppa Italia col Canale Monterano rimediata mercoledì, sfida la terza della classe la Vigor Acquapendente. Una partita che nasconde molte insidie e i rossoblù devono dare il tutto per tutto per ottenere la quarta vittoria consecutiva e i rispettivi tre punti per la gioia dei tifosi e dell’intera dirigenza. Indisponibili ancora gli attaccanti Gaeta squalificato e gli infortunati Siani e Spirito. Il terzo posto in graduatoria deve essere difeso a denti stretti. «Dovremo fare – spiegano i dirigenti societari – una buona gara su tutti i punti di vista. Sappiamo le qualità e le doti che possediamo e cercheremo di vincere per i nostri tifosi». Nel pomeriggio, alle 15,30 al Tamagnini, il Santa Marinella ospita il Corneto Tarquinia. Dopo quattro sconfitte e una sola vittoria nelle cinque gare fino ad ora disputate, la squadra del neo allenatore Fabrizio Morelli affronta la capolista. Dunque, in un momento così delicato per il team di via Delle Colonie, trovarsi di fronte la prima della classe non è certamente il massimo. Sinceramente, in questa fase, non ci voleva la migliore del lotto, in quanto i rossoblù rischiano di rimediare un’altra battuta di arresto. Il mister, però, che è un combattente, non si dà per sconfitto e per l’intera settimana ha catechizzato i suoi affinchè scendano in campo con la giusta concentrazione per tentare il miracolo. «Sono qui da poco – dice il mister – e vedo che la situazione in classifica non è delle migliori. Io sono uno che chiede ai suoi giocatori sempre il massimo e l’ho fatto anche questa volta perché ci troveremo di fronte la prima in classifica. Chiaramente capisco che affronteremo la più forte del girone ma questo deve essere da stimolo ai giocatori per offrire una prestazione oltre le loro possibilità». Questa mattina al Galli, il Città di Cerveteri affronta il Montefiascone, formazione molto giovane che in classifica ha collezionato appena 4 punti. I cerveterani, invece, restano a quota 7 ma il campionato è appena iniziato. «Ho trovato grossa disponibilità della società – dice il neo tecnico Michele Zeoli – mercoledì siamo andati in Coppa Italia ed abbiamo vinto, ho visto giovani interessanti, ma per fare un campionato più tranquillo c’è bisogno di una rosa più lunga. Abbiamo preso un attaccante come Di Fiandra in quanto vogliamo rinforzare la zona offensiva. È un giocatore molto esperto che ci tornerà utilissimo. Conosco l’allenatore del Montefiascone, è bravo, la squadra è giovane che lo segue. Io ho fuori D’Amelio su cui puntavo tantissimo oltre che Esposito. Quindi il nostro obiettivo è la vittoria». Dopo la bella vittoria di domenica scorsa a Canale, il Tolfa se la vede oggi pomeriggio in casa con la Gallese, formazione che ha sei punti in classifica (uno in meno del Tolfa). I collinari, scendono allo Scoponi con un unico obiettivo, allungare la striscia positiva. Per questa partita interna, il mister ha convocato tutti. «È una partita importante per capire il tipo di campionato che vuol fare la nostra giovane squadra – spiegano i vertici del Tolfa – dopo le due vittorie consecutive, tre se mettiamo la coppa di mercoledì». Sperduti fa un respiro di sollievo in difesa recuperando Carlini e Galli, ma ha ancora problemi a centrocampo con le assenze di Lavagnini, Capolonghi e Pistola. Non sarà della partita nemmeno Sgamma reduce da un piccolo intervento. Il presidente Franchi suona la carica. «Cerchiamo di consolidare il posto in classifica che attualmente occupiamo cercando di prendere tutti e tre i punti in palio – afferma il patron – la Gallese è un’ottima squadra e ha giocatori di livello per cui tanto di rispetto all’avversario. Cercheremo di tirar fuori il meglio dai nostri under e che sia sufficiente per la vittoria davanti al pubblico amico». L’Atletico Ladispoli  infine affronterà oggi in trasferta il Bomarzo.

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Ladispoli, in manette i malviventi del mini market

LADISPOLI – Un 21enne di Ladispoli e uno di Cerveteri. Sono loro, i due rapinatori che qualche settimana fa hanno rapinato un mini market a Ladispoli, ferendo anche il figlio del commerciante col calcio della pistola. I due si erano introdotti all'interno dell'attività commerciale col volto coperto e muniti di pistola, intimando al ragazzo, il nipote del proprietario del locale, di consegnare loro tutti i proventi della cassa. Durante la loro presenza nell'attività commerciale, addirittura, una dei due aveva colpito col calcio della pistola il ragazzo, prima di darsi poi alla fuga. Dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza, pubblicate sui social network, si vede chiaramente uno dei due tornare indietro alla ricerca di qualcosa. Durante la rapina il malvivente ha infatti perso il telefonino cellulare, successivamente consegnato ai carabinieri della locale stazione di via Livorno che, coordinati dalla Compagnia di Civitavecchia, hanno avviato le indagini per l'individuazione dei due, aiutati anche dalle registrazioni delle telecamere e dalla testimonianza del ragazzo. Alla fine, dopo due settimane di serrati controlli, i due, entrambi 21enne, sono stati tratti in arresto a Ladispoli.

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''Marco in quella casa ha perso oltre un litro e mezzo di sangue''

di GIULIANA OLZAI

CERVETERI – A Domenica In, ospite nel salotto di Mara Venier la mamma di Marco Vannini, Marina Conte ha fatto un resoconto di quella tragica sera del 17 maggio del 2015, quando il figlio, che si trovava nella villetta di famiglia della fidanzata Martina Ciontoli, dopo ore di agonia per un colpo di pistola è morto,  fornendo una sua visione dei fatti. Innanzitutto  mamma Marina nel dire di essere convinta che è stato Federico (condannato in primo grado a tre anni per omicidio colposo insieme alla sorella e alla madre) a sparare hanno subito reagito i difensori di Antonio Ciontoli (condannato in primo grado per omicidio volontario a tre anni) negando che ciò sia stato provato in dibattimento. Un altro punto che ci siamo riservati di approfondire è quanto ha sempre detto mamma Marina a Domenica In, ossia che Marco quella sera aveva perso oltre un litro e mezzo di sangue. A rispondere a questi quesiti l’avvocato Celestino Gnazi, legale di mamma Marina. 
Avvocato Gnazi, nella trasmissione Domenica In Marina ha detto a Mara Venier di essere convinta che è stato Federico a sparare a Marco ed i difensori dei Ciontoli hanno subito reagito negando che ciò sia stato provato in dibattimento
«Quanto affermato dai Colleghi che difendono i Ciontoli è corretto, ma Marina ha risposto ad un’altra domanda e cioè ha detto quale fosse la sua intima convinzione al di là delle risultanze processuali. E Marina, spontanea come sempre ma altrettanto lucida, ha riferito quale sia la sua intima impressione ben sapendo che il muro di inverosimile bugie innalzato dai Ciontoli, impedirà di raggiungere tutta la verità. Naturalmente non si è riferita alla verità che sino ad ora si può leggere dalle carte processuali e dalle prove acquisite in Aula: la verità processuale, e Marina ne è ben consapevole, è che Antonio Ciontoli ha sparato e ferito Marco e che tutta la famiglia, ben consapevole della gravità della situazione, ne abbia causato la morte ritardando ed impedendo i soccorsi. Ciò è tanto vero che Marina ha riferito un dato processuale di estrema rilevanza e che non mi pare abbia avuto adeguata risonanza».
Scusi se la interrompo, ma volevo arrivare proprio a questo. Nel nostro articolo di ieri abbiamo riportato che Marina sempre a Domenica In ha detto che Marco aveva perso oltre un litro e mezzo di sangue. Ci eravamo riservati un approfondimento perché il dato ci è sembrato clamoroso. Se fosse vero, infatti, ci sarebbe la prova definitiva ed evidente che anche Maria Pezzillo, Martina Ciontoli e Federico Ciontoli non potevano non essere consapevoli della gravità della ferita di Marco e del modo in cui Marco era stato ferito, cioè con una pallottola e non certamente con un colpo d’aria.
«E’ tutto esatto. E’ chiaro che un dato processuale di questo genere (concorde con moltissimi altri, come evidenziato dal Pubblico Ministero nel suo appello) offre, esso solo, la prova che nessuno della famiglia Ciontoli poteva ignorare che la ferita di Marco era stata causata da un proiettile. Nessuno poteva ignorare la gravità della ferita e la estrema urgenza di attivare i soccorsi, e non solo. E’ la prova che tutti, in quell’ora di ritardo, si erano lucidamente attivati non per il soccorso ma per la pulizia della scena del crimine. Ed infatti, anche a tacere della singolarissima pulizia dell’arma, è stato fatto sparire oltre un litro e mezzo di sangue sparso nell’appartamento, dove sono state rinvenute solo poche gocce. La vasca dove Marco è stato ferito fu addirittura trovata pulita come quella di un Hotel a 5 stelle. Dopo tutte le bugie sentite in dibattimento, ho pensato che qualcuno di loro dicesse che avevano pulito per una questione di decoro. Per fortuna questo ci è stato risparmiato».
Precisamente, in cosa consiste la prova che Marco abbia perso all’esterno un litro e mezzo di sangue? Ricordiamo che, secondo l’autopsia, l’emorragia, il sanguinamento interno è stato pari a sei litri.
«Alla udienza del 13 marzo 2017 sono stati esaminati i periti del Pubblico Ministero. Il Prof. Carlo Gaudio, rispondendo ad una specifica domanda della Dr.ssa D’Amore («Quanto sangue ha perso prima dei soccorsi, si può affermare indicativamente?») è stato assolutamente inequivocabile. Ha prima ricordato, come diceva Lei, che in sede autoptica era stato verificato un versamento ematico interno di «un complesso di sei litri di liquido». Ha precisato, poi, che, a partire «dalla mezzanotte e quarantacinque» Marco fu sottoposto a «terapie infusive» (gli veniva, cioè iniettato del liquido) una prima volta per 750 cc. e poi «viene di nuovo infuso con altri due litri …. un litro e mezzo di liquidi».  Considerato, dunque che il «volume circolante (cioè il sangue all’interno del corpo di Marco prima del ferimento) è cinque litri e mezzo», dovevano essere aggiunti i liquidi infusi per un totale di «sette litri e cinquanta, otto litri». Dedotta la quantità di liquidi (non interamente formati da sangue) rinvenuta in sede autoptica, il Prof. Gaudio ha inevitabilmente e con assoluta chiarezza concluso che «diciamo fossero stati persi a quell’epoca dopo un’ora e mezza circa tra un litro e mezzo e due litri di sangue». Devo precisare che le riferite considerazioni e conclusione del prof. Gaudio non sono mai state smentite né contraddette da alcuno né gli sono state fatte altre domande sul punto. Si tratta, dunque, di una prova assunta nel contraddittorio del dibattimento e che si è formata oltre ogni dubbio. Nessuno spazio ad altre considerazioni e men che meno alle inverosimili affermazioni dei Ciontoli che non avrebbero visto sangue, tranne alcune goccioline.  D’altra parte, fu lo spesso Antonio Ciontoli a dire, nel primo interrogatorio, che, dopo aver ferito Marco, aveva «tentato di arrestare la fuoriuscita di sangue con le (proprie) mani». Non mi sembra si possa aggiungere altro: l’evidenza della prova è solare».

 

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Giuseppe Balboni trovato morto in un pozzo, minorenne confessa l’omicidio

La vittima era scomparsa da casa il 17 settembre scorso; nei giorni scorsi il suo scooter trovato nascosto sotto delle foglie secche. Sul cadavere il segno di un colpo di pistola

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Rapina a mano armata al mini market, recuperato il telefono di uno dei malviventi

LADISPOLI – Torna a suonare l’allarme sicurezza in città dopo un’estate all’insegna dei furti e delle rapine ai danni dell’attività commerciali sul litorale. Nel week end i carabinieri di Ladispoli, coordinati dalla compagnia di Civitavecchia, hanno arrestato due immigrati africani che avevano scippato una catenina d’oro dal collo di un giovane 25enne. I due rapinatori, ora in carcere a disposizione dell’Autorità giudiziaria di Civitavecchia, si erano dati alla fuga e una volta acciuffati hanno colpito anche i militari ma sono stati subito ammanettati. A distanza di poche ore sul social di Facebook è stato pubblicato il video di un raid avvenuto due settimane fa ai danni di un mini market in via Fratelli Cairoli, nel quartiere residenziale Le Giare. Filmato naturalmente da subito in possesso dei carabinieri. In quelle scene cruenti si vedono due persone con il volto coperto da un casco entrare nel negozio, puntare la pistola alla tempia del figlio del commerciante pakistano e colpirlo alla fronte con il calcio dell’arma. Il giovane di origini asiatiche – si vede nel video – è stato molto coraggioso perché si è accorto che uno dei due banditi aveva perso il suo telefonino e con destrezza è riuscito a nasconderlo sotto al frigorifero scatenando però la reazione dei balordi. Una prova evidente (messa nero su bianco nella denuncia presentata in caserma dall'asiatico, ndr) ora in mano agli investigatori sulle tracce dei due ignoti che avrebbero le ore contate. “Il loro accento era italiano, sono fuggiti via con uno scooter Scarabeo di colore rosso”, era stata la testimonianza del titolare dell’attività. La famiglia di commercianti è molto conosciuta a Ladispoli e da molti integrata stabilmente. Il bottino ha fruttato ai delinquenti oltre 1.500 euro tra i soldi “prelevati” in cassa e quelli relativi all’affitto del locale che proprio quel giorno il proprietario teneva sotto al bancone. In più i due hanno portato via il telefono cellulare del ragazzo poi medicato al pronto soccorso in seguito al forte colpo ricevuto.

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''Secondo me è stato Federico a sparare''

di GIULIANA OLZAI

CERVETERI – Marina Conte, la mamma di Marco Vannini, il ventenne  morto a casa della fidanzata Martina Ciontoli dopo ore di agonia per un colpo di pistola, ospite a Domenica In nel salotto di Mara Venier, fa un resoconto di quella tragica e drammatica notte partendo da una sua visione personale dei fatti, anche se a tutt’oggi non ci sono riscontri processuali, ossia che  a sparare sia stato Federico, il fratello della fidanzata e non il padre Antonio Ciontoli, reo confesso e condannato in primo grado a 14 anni.  
«Sono convinta che quella sera in quella casa c’è stata una discussione – inizia il suo racconto mamma Marina – Marco voleva partire per fare la vita militare, amava il volo soprattutto e voleva entrare nelle Frecce Tricolori. Però se non riusciva in questo intento voleva fare il concorso da Vfp1, da Carabiniere, qualsiasi cosa, magari fare l’elicotterista. Questo era il suo sogno tant’è vero che, il caso ha voluto, sia morto in elicottero. Il suo desiderio si è avverato. Tornando a quella sera io penso che in quella casa ci sia stata una discussione. Tra le altre cose Marco non andava molto d’accordo con il fratello di Martina. Negli ultimi tempi si lamentava tanto del rapporto che si era instaurato con lui perché era sempre esuberante, sempre il privilegiato cioè doveva avere sempre l’ultima parola perché diceva che Martina praticamente non contava niente in quella casa». 
Mamma Marina nel fornire la sua presunta versione e quindi sulla probabile discussione che secondo lei c’è stata quella sera in quella casa dice: «Secondo me, la discussione è partita da Martina e Marco perché lei non voleva che partisse in quanto aveva saputo che aveva fatto la domanda per il Vfp1. Lei   era gelosa e voleva tenerlo sempre sotto controllo. Una gelosia a volte troppo ossessiva, e Marco spesso si lamentava di questo. Poi è intervenuta la famiglia, perché loro intervenivano sempre e quindi anche il fratello. Per lui  non trovo le parole per definirlo bene come persona, è piena di sé, boriosa, e quindi secondo me è stato lui». E alla domanda della Venier  «Tu pensi sia stato il fratello che abbia addirittura sparato e il padre si sia preso la responsabilità?», mamma Marina risponde: «Sì, altrimenti non si spiegherebbe quanto è successo dopo».
Mamma Marina, con lucidità,  ripercorre quella drammatica notte da quando a mezzanotte e trenta arriva la telefonata di Maria Pezzillo, la moglie di Antonio Ciontoli, per avvertirla che Marco era caduto dalle scale e qualche minuto dopo che la richiama per dirle di andare al Pit di Ladispoli. Marina ripercorre quei momenti rimasti impressi nella sua mente attimo dopo attimo come se il tempo si fosse fermato. Così racconta del suo arrivo insieme a suo marito Valerio al punto di primo intervento, l’incontro con i Ciontoli (il capofamiglia, la moglie e il figlio Federico), quell’incontro veloce con Marco quando è arrivato in ambulanza e poi più tardi quando toccandolo ne ha avvertito il corpo freddo, la  corsa inutile verso il Policlinico Gemelli, dove sarebbe dovuto arrivare il figlio con l’elisoccorso e poi il suo rientro al Pit. Qui ad attenderla la notizia che nessuna mamma vorrebbe avere: la morte del figlio. Una morte che già avrebbe dovuto percepire quando era arrivata al Policlinico e l’hanno rimandata indietro ma che con tutta se stessa si rifiutava di accettare. Il suo grande tormento poi è che il figlio sia stato quasi un’ora in quella casa urlando e lamentandosi senza essere soccorso. Mamma Marina da anche una prima ricostruzione della “marea di bugie» dette dai Ciontoli che cominciano già ad emergere. Ma soprattutto punta il dito su un altro aspetto inquietante  di questo processo che cercheremo di approfondire nel seguito, ossia che «Marco ha perso un litro e mezzo o quasi due di sangue in quella casa. Dove sta in quella casa? – si chiede disperata mamma Marina – Quella casa è stata trovata completamente pulita, e il sangue presente si limitava a qualche macchiolina».   
Sono passati «40 mesi e cinque giorni» come lei stessa ricorda eppure su quel viso e su quegli occhi  si vedono chiaramente i segni di quel dolore ancora vivo e lancinante. 

 

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