Banchina 26, niente granaglie: l'Adsp fa spazio alle auto

CIVITAVECCHIA – In attesa dell’ok all’ingresso di Giuseppe Lotti come membro espressione del Comune di Civitavecchia, si è riunito il Comitato di Gestione dell’Adsp. Si è discusso delle modifiche ed integrazioni al Regolamento d’uso delle aree demaniali marittime nei porti del Network e a quello per la determinazione dei canoni demaniali, del piano di riassetto del porto di Gaeta e dell'avvio dell'iter per l’adeguamento tecnico funzionale della banchina 26. Proprio su quest’ultimo punto si è concentrata la seduta.  

Su quest’area il presidente Francesco Maria di Majo è stato chiaro: considerata la crescita del traffico Ro/Ro e Car/Carrier questa dovrà «essere destinata a tale traffico piuttosto che – ha spiegato – alle rinfuse solide, in particolare granaglie, settore merceologico non più presente nello scalo ormai dal 2012, consentendo peraltro così un passaggio più graduale dell’area commerciale a quella traghetti passeggeri». Una bocciatura implicita, quindi, al progetto presentato dal consorzio Tmc – joint venture tra Interminal e Bellettieri – per completare l’infrastrutturazione e sviluppare traffici sulla banchina 26 dello scalo, puntando proprio a riprendere e rilanciare il traffico granaglie?

“Desidero ringraziare i componenti del Comitato di Gestione – sottolinea il numero uno di Molo Vespucci – che hanno dato mandato alla Segreteria tecnico-operativa dell’Ente di avviare l’istruttoria per l’elaborazione del progetto di Adeguamento Tecnico Funzionale al PRP per quanto riguarda la banchina 26. L’avvio di tale istruttoria riveste un’importanza fondamentale per lo sviluppo del porto di Civitavecchia. Il punto di partenza è sempre il PRP. In questa fase si è reso necessario rispondere alle esigenze di particolari traffici il cui ulteriore sviluppo dovrà avvenire in aree che rispetto all’attuale PRP non necessitano di modifiche infrastrutturali ma soltanto di un adeguamento della destinazione d’uso. Al fine di un ulteriore sviluppo di tale tipologia di traffico è fondamentale, quindi, un adeguamento delle attuali funzioni, pur mantenendo l’attuale assetto infrastrutturale. Le aree pertinenziali alla banchina 26 rimangono, dunque, nell’ambito della “Componente funzionale commerciale” ma verranno destinate al traffico dei vettori Ro/Ro in genere, con particolare riguardo alla tipologia dei Car/Carrier”. 

Nel rispetto dell’assetto complessivo del porto definito nel Piano Regolatore Portuale vigente, gli uffici dell’Ente hanno elaborato, in via preliminare, un masterplan che fa la “fotografia” dello stato di fatto e programma le successive fasi attuative di realizzazione delle opere, necessarie alla piena infrastrutturazione dello scalo. Il presidente Di Majo ha illustrato la prima fase di sviluppo del porto di Civitavecchia (dal 2019 al 2022) che riguarda in particolare la darsena servizi e la darsena traghetti (che doteranno lo scalo di un consistente numero di  nuovi accosti) e, quindi, il completamento del I Lotto funzionale delle Opere Strategiche, nonché gli interventi per potenziare i collegamenti ferroviari di ultimo miglio. "Proprio due giorni fa – dichiara di Majo – presso il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, sono state collaudate definitivamente le importanti opere marittime realizzate nella parte nord dello scalo per un valore di circa 200 milioni di euro e, già a partire da marzo 2019, saremo in grado di avviare i lavori per la realizzazione di un nuovo ulteriore "pennello", parallelo alla banchina 28, per il quale abbiamo ottenuto il contributo di 2,2 milioni, a fondo perduto, da parte della Commissione europea nell’ambito della Blending Call insieme al porto di Barcellona ed un finanziamento della BEI, per un totale di 7 milioni di euro”. 

Con riferimento ai Regolamenti d’uso delle aree demaniali marittime nei porti del network e a quello per la determinazione dei canoni demaniali, che fanno  seguito alle indicazioni di Art, Anac e AgCom, sono stati individuati e resi pubblici i criteri predeterminati di selezione (sia per i procedimenti avviati d’ufficio sia su istanza di parte) con le relative ponderazioni, quali pesi e punteggi degli elementi tecnici ed economici rispondendo, così, alle esigenze di assicurare un’effettiva conoscibilità agli operatori interessati, nel rispetto in particolare dei principi di efficacia, imparzialità e trasparenza. “La DG del MIT – sottolinea il presidente di Majo – si è espressa su tale tema fornendo delle indicazioni che l’Adsp ha tradotto nel Regolamento. In particolare, è stato riscritto l’art. 13, che disciplina la fattispecie delle istanze in concorrenza. Nella sostanza – ha conclusoc il presidente dell’AdSP – nel caso di concorso di più domande di concessione o l’avvio di una bando da parte di questa AdSP, sono stati indicati i parametri di cui tenere conto ai fini del rilascio della concessione stessa, improntati alla tutela ed alla valorizzazione dell’interesse pubblico”.

 

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Cestistica, obiettivo Serie B

di ALESSIO ALESSI

La Cestistica Civitavecchia ha iniziato a correre: obiettivo Serie B. Una squadra in missione verrebbe da dire, impegnata in prima linea sul fronte ormai da tre anni. Nelle ultime stagioni la Stemar 90 ha sempre raggiunto i playoff di C Gold e lottato fino alla fine per centrare il salto di categoria, mancato sempre per poco. La dirigenza rossonera, nonostante la crisi economica che attanaglia la maggior parte delle realtà sportive nazionali, ha fatto un lavoro incredibile, regalando ai propri tifosi delle annate esaltanti; ora, però, manca la ciliegina sulla torta. Le risorse sono esigue, ma la sagacia del direttore sportivo Maurizio Campogiani e l’occhio chirurgico del tecnico Lorenzo Cecchini hanno portato in riva al Tirreno giocatori importanti anche quest’anno, creando un roster attrezzato e coperto in tutti i ruoli. Alla Riccucci sono infatti approdati atleti duttili, capaci di giocare in più zone del campo: Di Crisostomo, Foulds, Manetti e Gattesco. 
«Abbiamo iniziato la preparazione il 22 agosto – spiega coach Cecchini – con una settimana di atletica, poi siamo passati a sedute di basket, pesi, ancora atletica e costruzione del gioco sul campo. I nuovi si stanno inserendo bene e sono positivo in chiave campionato, in quanto saremo in grado di mettere in campo una squadra completa in tutti i reparti e con maggiore imprevedibilità rispetto al passato. La prima amichevole l’abbiamo disputata in casa del Fabriano che milita in Serie B e tutto sommato ci siamo comportati bene. Domenica – conclude l’allenatore rossonero – ci attende la sfida contro Alfa Omega; un ottimo test». 

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Riduzione dei costi di lavoro: Cgil e Usb contro la decisione della ditta Guerrucci

CIVITAVECCHIA – Sindacati contrari alla riduzione dei costi di lavoro richiesta dalla ditta Guerrucci. Categoriche le sigle Fiom-Cgil e Usb Lavoro privato, soprattutto alla luce delle riduzioni strutturale già avvenute negli anni passati, sia sul piano occupazionale che delle retribuzioni, ma soprattutto dopo la netta indisponibilità manifestata dai lavoratori nelle assemblee. Una posizione, quella dei sindacati, assunta dopo l’incontro di mercoledì con la direzione della ‘’Mario Guerrucci’’, avente per oggetto proprio la discussione sulla richiesta aziendale di riduzione dei costi del lavoro. « L’azienda aveva dichiarato una perdita mensile del 27% riferita a luglio 2018  – dichiarano Cgil e Usb – con il nuovo appalto in confronto al SAL del mese precedente in regime di vecchio appalto, perdita che si riduce al 20% se confrontata con la media mensile da giugno 2017 a giugno 2018. L’azienda dichiara che il costo del lavoro in Guerrucci è più alto del 20% rispetto ai valori ritenuti “in linea con il mercato” – prosegue la nota – ma il valore del lavoro in Guerrucci ha una storia data da competenze, professionalità e dagli accordi sindacali con cui è stato ottenuto e non è possibile scaricare sulle retribuzioni di operai e impiegati tutte le minori entrate del nuovo regime di appalto (che a maggio l’azienda aveva stimato al -35% mensile)».

«L’azienda ha comunque ribadito la necessità di riduzione dei costi – fanno sapere i sindacati – dichiarando che dal 1 agosto non riconoscerà più i buoni pasto di 5,29 euro giornaliere, in attesa di altre decisioni ben più pesanti che non ha meglio specificato. Inoltre ha dichiarato la volontà di istituire, dal 1 settembre, un nuovo sistema di turnazione sicuramente più gravoso che prevede la riduzione da 10 a 8 squadre, di 12-14 persone ciascuna, con 1 squadra “jolly” per il sabato/domenica (2 autisti + 1 caposquadra)». Fiom-Cgil e Usb Lavoro invita l’azienda a non procedere con queste iniziative unilaterali «che disdettano di fatto gli accordi vigenti e che soprattutto scaricano i pesi solo sulle retribuzioni. A fine agosto con data da definire convocheremo un’assemblea con tutti i lavoratori per discutere ulteriormente della situazione aziendale e per decidere insieme tutte le iniziative di mobilitazione necessarie se la Direzione non ritirerà questi provvedimenti» Prioritario, secondo i sindacati, invertire la tendenza degli ultimi anni in cui le discussioni, con le imprese di Civitavecchia e non solo, sono ormai incentrate sulle richieste di riduzione dei costi, quando non proprio sui posti di lavoro.

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Magnesi pronto per la cintura dei superpiuma

Michael Magnesi è pronto per il match valevole per il titolo italiano dei superpiuma. All’angolo del giovane pugile ci sarà Gianluca Branco, un atleta che non ha bisogno di presentazioni e al suo esordio come allenatore. Sabato sera, alle 22,30, Magnesi salirà sul ring allestito in piazza Dante a Grosseto per affrontare Francesco Invernizio: al vincitore la cintura. L’incontro si svolgerà sulla distanza delle dieci riprese e verrà trasmesso in diretta da Sport Italia. (Agg. 25/06 ore 18,01 SEGUE)

«Stiamo lavorando insieme da due mesi – ha spiegato Branco – e mi sto trovando molto bene con Michael che mi ascolta sempre». Magnesi si sta allenando a Civitavecchia con Branco, mesi di lavoro intenso in preparazione di un match importante per un pugile molto promettente. L’atleta vanta infatti un record di 11 – 0 e con Gianluca Branco ha potuto lavorare minuziosamente sui vari aspetti in vista del match con un avversario di esperienza come Invernizio (9 – 6 – 1) che ha affrontato avversari del calibro di Pasquale Di Silvio per il titolo dei pesi Leggeri o Carel Sandon. (Agg. 25/06 ore 19,10 SEGUE)

Ma certamente Branco e Magnesi non si lasciano impressionare. «È un avversario alla nostra portata – ha detto Branco –  abbiamo lavorato bene». Dello stesso avviso il giovane pugile: «Abbiamo lavorato parecchio sulle variazioni d’intensità – ha spiegato Magnesi – e sulla parte tecnica, ora stiamo rifinendo il peso ma sono pronto. So che è un avversario da non sottovalutare perché ha già combattuto sulla distanza delle dieci riprese – ha continuato – mentre per me è la prima volta ma fisicamente sto molto bene e Gianluca è molto bravo come allenatore». Branco è al suo esordio come allenatore, una possibile nuova carriera per il noto pugile civitavecchiese anche se il richiamo del ring è ancora forte. (Agg. 25/06 ore 19,54 SEGUE)

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Angelo Rizzo sfida Andrea Pesce

Si è svolta oggi a Grosseto la conferenza stampa di presentazione del primo Trofeo Umberto Cavini, manifestazione all’interno della quale il pugile di Civitavecchia Angelo Rizzo sfiderà sulla distanza delle sei riprese Andrea Pesce nella categoria pesi Massimi. Main event della serata in scena sabato 30 giugno a Piazza Dante sarà il titolo italiano dei Super Piuma tra Michael Magnesi e Francesco Invernizio. 
Il ‘‘Grizzly’’, seguito come sempre all’angolo dal tecnico Emiliano Corrente, per la prima volta da quando è entrato nel professionismo sarà accompagnato anche dal maestro Mario Massai, con quale si sta allenando da qualche mese. 
«Mi sono preparato al meglio per questo match – spiega Angelo Rizzo – sia alla Action Gym che alla Boxe Massai&Branco. Ho eseguito qualche seduta di guanti con Sergio Romano e giovedì ho in programma lo sparring con Danilo Staccone».   

Ale. Al.

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Angelo Rizzo sfida Jakov Gospic

di ALESSIO ALESSI

Angelo Rizzo scalpita per tornare sul ring. Il peso massimo di Civitavecchia, da circa due mesi sotto la guida del maestro Mario Massai, sarà di scena sabato 30 giugno a Grosseto nel sottoclou del titolo italiano dei pesi super piuma tra Magnesi ed Invernizio. Il Grizzly sfiderà Jakov Gospic sulla distanza dei sei round. Sicuramente l’impegno più importante del pugile di Civitavecchia. Il croato è un atleta esperto, al quale piace venire avanti e scambiare, vanta ben 36 incontri tra i professionisti, il suo palmares dice 17 vittorie (12 ko) e 19 sconfitte (10 ko), ma ciò che più impressiona è lo spessore degli avversari che ha incrociato in carriera: tra tutti spiccano i nomi di Matt Skelton, Carlos Takam, Matteo Modugno e Dereck Chisora. Quindi, massima attenzione. 
«Mi alleno – racconta Rizzo – sei giorni a settimana: la mattina cura la parte atletica, il pomeriggio la tecnica. Da un paio di mesi sono passato con il maestro Mario Massai, anche se non ho interrotto la collaborazione con Emiliano Corrente, il quale mi aiuta nella preparazione qui alla Action Gym. Ho già fatto i guanti con Sergio Romano e la prossima settimana ripetiamo; più in là mi confronterò con qualche altro sparring. Questo è un incontro che può farmi salire di ranking e portarmi entro la fine dell’anno alla disputa del titolo italiano».
«Angelo – spiega il maestro Massai – dovrà sfruttare il maggiore allungo e la miglior agilità, boxando il croato in velocità principalmente col sinistro, per poi mettere le mani dentro e affondare quando necessario. Stisamo facendo un percorso di crescita e il titolo italiano è alla portata».
 

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Addio a Bruno Sammartino, il «ragazzo buono» del wrestling

Figlio di immigrati italiani, era arrivato negli Stati Uniti durante la guerra. Per undici anni numero uno al mondo nei pesi massimi. «Era il simbolo del sogno americano»

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I legionari tornano al castello

SANTA MARINELLA – Questa volta i legionari tornano al castello di Santa Severa, oggi pomeriggio, alla Spianata dei Signori, oltre che per gli appassionati, anche  per i giovani studenti partecipanti ad uno scambio culturale tra Italia e Germania, e cioè tra l’Istituto Comprensivo Corrado Melone di Ladispoli e l’istituto Adolf Reichwein Schule di Heusenstamm. I rievocatori, si addestrano per le  attività almeno una volta al mese, per rimanere in esercizio e in abitudine ai pesi delle panoplie vestite. Il programma prevede la simulazione di una vera e propria  giornata di addestramento. La legione entrerà nel castello e il centurione chiamerà e controllerà la forza in campo. Una piccola preghiera accompagnerà l’inizio di tutte le attività dei legionari anche nelle loro esercitazioni. La formazione in assetto e equipaggiata si addestrerà alla marcia, mantenendo l’ordine delle file e la distanza fra i militi. Si praticheranno  le forme di autodifesa come il muro o la testudo o la difesa al vessillo. Inoltre, singolarmente, i legionari si alleneranno al palo  e al combattimento due contro due. A contorno delle attività di esercitazione, ci sarà la possibilità di poter assistere alle tecniche per combattere come i legionari e, i bambini, coadiuvati da scudi leggeri e gladi in legno leggero, in totale sicurezza, potranno provare dal vivo le tecniche principali. Inoltre i legionari saranno  pronti a rispondere a qualsiasi domanda del pubblico inerente le attività e la storia della legione. (Gi.Ba.)

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Se ne va un pezzo di storia del pugilato

Un pezzo di storia del pugilato civitavecchiese se n’è andato. L’ex campione italiano dei pesi medi Franco Scisciani si è spento stamattina all’età di 83 anni. Al dolore dei familiari, si unisce quello di tutti gli appassionati di nobile arte, disciplina alla quale ha dato tanto sia da dilettante che da professionista. (Agg. 09/03 ore 15.06 SEGUE)

IL RICORDO DELLO SCRITTORE ALESSANDRO BISOZZI – A dipingere meglio la figura di Franco Scisciani, le parole dello scrittore Alessandro Bisozzi: «Lo incontro spesso durante le sue passeggiate pomeridiane – scrisse Bisozzi nel suo libro ‘‘I Campioni’’ – nei pressi della “marina” e a volte lo cerco io, perché a me piace farlo parlare di pugilato e lui lo fa volentieri. Ha ottant’anni suonati, ma non aspettatevi di trovarlo appoggiato ad un bastone o curvo sotto il peso dell’età. Chiunque gli darebbe, a dir poco, dieci anni meno e quando gli stringi la mano ti accorgi che quell’uomo, dallo sguardo ancora attento e sicuro, deve essere stato anche molto forte. Ha lavorato al porto come ormeggiatore per tutta la vita, o meglio, quasi tutta la vita, perché prima era un atleta, un atleta di prim’ordine: un pugile professionista». Oggi Bisozzi ha poi voluto dargli l’ultimo saluto: «Nel 2014 ho dedicato l’apertura del mio libro, “I Campioni”, a Franco Scisciani. Devo infatti a lui se sono riuscito in qualche modo a ricostruire non solo la sua straordinaria carriera, ma anche le vicende e i personaggi di uno sport che alla nostra città ha portato, in più di cento anni, tantissimi prestigiosi trofei. Sono davvero desolato per questa scomparsa. Lo sport civitavecchiese perde una delle sue pietre miliari, un grande campione, un uomo d’altri tempi, generoso e profondamente onesto». Domani alle 15 alla chiesa di San Gordiano i funerali. (Agg. 09/03 ore 18.52 SEGUE)

IL PROFILO SPORTIVO – Nato l’8 gennaio 1934 a Civitavecchia, Franco Scisciani era cresciuto tra i giovani allievi della “Boxe Arena”. Il fascino del ring, in una città che già vantava una lunga tradizione pugilistica, fu per lui irresistibile. Frequentando gli ambienti dove erano ancora fresche le orme dei fortissimi pugili civitavecchiesi del passato, Franco cominciò l’attività agonistica giovanissimo. Peso welter poi medio, da dilettante disputò una settantina di incontri, conquistando il primo successo importante nel 1955 a Barcellona, quando vinse la medaglia d’argento ai Giochi del Mediterraneo. Nello stesso anno partecipò ai campionati europei a Berlino, dove ai quarti di finale subì un’ingiustizia clamorosa al termine dell’incontro col sovietico Scharerjan, quando fu eliminato addirittura dopo essere stato proclamato vincitore. Una beffa che scatenò l’inferno all’interno dello Sportpalast, dove si erano riunite cinquemila persone in stragrande maggioranza di nazionalità italiana. Una vergognosa decisione che spinse i dirigenti della Federazione italiana ad abbandonare le gare. Nel 1956 divenne campione internazionale militare, titolo che arrivò poco prima della sua partecipazione alle Olimpiadi. Ai quarti di finale del torneo olimpico di Melbourne, Franco ebbe la sfortuna di incontrare un fenomenale portoricano – con passaporto americano – un pugile leggendario che da professionista diventò per quattro volte campione mondiale dei medio-massimi: José Torres. Scisciani, comunque, fu battuto non senza una certa difficoltà da Torres, il quale dovette poi inchinarsi, in finale, di fronte alla straordinaria classe dell’ungherese Laszlo Papp. Passato professionista nel 1957, dopo aver di nuovo conquistato il titolo internazionale militare, il civitavecchiese si distinse per una lunga serie di vittorie, alcune delle quali ottenute grazie alla sua pesante mazzata di destro, un pugno particolarmente violento e capace di chiudere il match fin dalle prime battute. Dopo aver sconfitto elementi quali Dante Madella, Aldo Chiesa e Aristide Dal Piaz, il 6 marzo 1958 Scisciani affrontò e batté il fortissimo Jean Ruellet, challenger al titolo di Francia, un solidissimo ed esperto combattente che si era già misurato con i migliori elementi europei e che accettò di incontrarlo sul ring del teatro Traiano di Civitavecchia. Quello stesso anno arrivarono altri cinque successi per lui: il mulatto Louis Trochon perse ai punti in otto riprese ma andò al tappeto ben due volte colpito dai ganci del civitavecchiese. Poi toccò all’ex campione d’Italia Gino Rossi, che al settimo round fu costretto al ritiro a causa della rottura della clavicola destra, centrata dalla dinamite contenuta nel guantone dell’avversario. E ancora Roger Maletrez, che andò ko al primo minuto in quel di San Remo, mentre al teatro Traiano di Civitavecchia lo straordinario incassatore spagnolo Domingo Lopez perse ai punti dopo una battaglia per lui durissima. Infine il tedesco Gerhard Moll, pugile coriaceo e battagliero, atterrato alla prima ripresa e poi battuto nettamente ai punti. Scisciani conservò l’imbattibilità per quasi due anni, per poi perderla contro il potente campione d’Italia dei pesi medi Italo Scortichini, proprio il giorno del suo venticinquesimo compleanno. Fu una sconfitta cocente per lui che comunque uscì dal confronto ingigantito sulla scala dei valori nazionali; una posizione che lo qualificò, a tutti gli effetti, come lo sfidante ufficiale al titolo d’Italia. Il 3 novembre del 1959, a Civitavecchia, Scisciani batté Remo Carati – un bravo atleta bolognese di due anni più vecchio e con una consolidata esperienza alle spalle – e conquistò il titolo italiano dei pesi medi. Sei mesi più tardi, dopo essere stato battuto da Bruno Fortilli nel match valido per il titolo italiano, Franco Scisciani abbandonò improvvisamente e prematuramente l’attività. (Agg. 09/03 ore 19.21)

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Due pesi e due misure, sot verso il fallimento

CIVITAVECCHIA – Mentre la tormentata vicenda pre-fallimentare di Hcs va avanti tra mille perplessità procedurali dopo il ritiro dell’istanza di fallimento della Mad, e dopo invece il fallimento di Civitavecchia Infrastrutture per circa 50.000 euro (che ha suscitato "stupore" nel sindaco Cozzolino), anche le Sot sembrano essere arrivate al capolinea. Sicuramente almeno Argo e Città Pulita, per cui lo scorso primo dicembre il Tribunale ha emesso il decreto di improcedibilità per il concordato, prendendo atto, nella camera di consiglio tenutasi il 23 novembre, del fatto che nessun creditore avesse votato favorevolmente al concordato, che lo stesso liquidatore della società avesse espresso la volontà di rinunciare al concordato stesso e soprattutto avendo "rilevato che non essendo state raggiunte le maggioranze di cui all’articolo 177 della Legge Fallimentare… la procedura concordataria va dichiarata improcedibile".

Niente di strano, visto che era apparso evidente fin dal primo momento che il tentativo dell’amministrazione comunale, supportata dall’esperto avvocato Marotta, vero regista di tutta l’operazione che ha portato alla nascita di Csp, fosse quello di recuperare dai concordati di Argo, Città Pulita ed Ippocrate (per cui il discorso potrebbe complicarsi per via delle farmacie comunali ‘‘passate’’ alla newco), abbandonandole al loro destino fallimentare, le risorse (parliamo di circa 3 milioni) con cui cercare un accordo con la Mad per evitare il fallimento di Hcs.

Ciò che risulta difficile spiegare è perché anche per la Hcs il Tribunale non abbia "rilevato" che in realtà l’assemblea dei creditori si era tenuta, anche in quel caso con il mancato raggiungimento della maggioranza, e che quindi il concordato stesso a quel punto non avrebbe potuto essere ritirato e ripresentato, dovendo invece – esattamente come accaduto per le sot – essere dichiarata l’improcedibilità inviando gli atti alla Procura per la successiva dichiarazione di fallimento che, anzi, per Hcs, essendoci l’istanza di Mad, avrebbe potuto essere contestuale all’udienza in cui invece è stato consentito di far finta di nulla rispetto al voto dei creditori che avevano bocciato il concordato.

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