Magnesi pronto per la cintura dei superpiuma

Michael Magnesi è pronto per il match valevole per il titolo italiano dei superpiuma. All’angolo del giovane pugile ci sarà Gianluca Branco, un atleta che non ha bisogno di presentazioni e al suo esordio come allenatore. Sabato sera, alle 22,30, Magnesi salirà sul ring allestito in piazza Dante a Grosseto per affrontare Francesco Invernizio: al vincitore la cintura. L’incontro si svolgerà sulla distanza delle dieci riprese e verrà trasmesso in diretta da Sport Italia. (Agg. 25/06 ore 18,01 SEGUE)

«Stiamo lavorando insieme da due mesi – ha spiegato Branco – e mi sto trovando molto bene con Michael che mi ascolta sempre». Magnesi si sta allenando a Civitavecchia con Branco, mesi di lavoro intenso in preparazione di un match importante per un pugile molto promettente. L’atleta vanta infatti un record di 11 – 0 e con Gianluca Branco ha potuto lavorare minuziosamente sui vari aspetti in vista del match con un avversario di esperienza come Invernizio (9 – 6 – 1) che ha affrontato avversari del calibro di Pasquale Di Silvio per il titolo dei pesi Leggeri o Carel Sandon. (Agg. 25/06 ore 19,10 SEGUE)

Ma certamente Branco e Magnesi non si lasciano impressionare. «È un avversario alla nostra portata – ha detto Branco –  abbiamo lavorato bene». Dello stesso avviso il giovane pugile: «Abbiamo lavorato parecchio sulle variazioni d’intensità – ha spiegato Magnesi – e sulla parte tecnica, ora stiamo rifinendo il peso ma sono pronto. So che è un avversario da non sottovalutare perché ha già combattuto sulla distanza delle dieci riprese – ha continuato – mentre per me è la prima volta ma fisicamente sto molto bene e Gianluca è molto bravo come allenatore». Branco è al suo esordio come allenatore, una possibile nuova carriera per il noto pugile civitavecchiese anche se il richiamo del ring è ancora forte. (Agg. 25/06 ore 19,54 SEGUE)

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Angelo Rizzo sfida Andrea Pesce

Si è svolta oggi a Grosseto la conferenza stampa di presentazione del primo Trofeo Umberto Cavini, manifestazione all’interno della quale il pugile di Civitavecchia Angelo Rizzo sfiderà sulla distanza delle sei riprese Andrea Pesce nella categoria pesi Massimi. Main event della serata in scena sabato 30 giugno a Piazza Dante sarà il titolo italiano dei Super Piuma tra Michael Magnesi e Francesco Invernizio. 
Il ‘‘Grizzly’’, seguito come sempre all’angolo dal tecnico Emiliano Corrente, per la prima volta da quando è entrato nel professionismo sarà accompagnato anche dal maestro Mario Massai, con quale si sta allenando da qualche mese. 
«Mi sono preparato al meglio per questo match – spiega Angelo Rizzo – sia alla Action Gym che alla Boxe Massai&Branco. Ho eseguito qualche seduta di guanti con Sergio Romano e giovedì ho in programma lo sparring con Danilo Staccone».   

Ale. Al.

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Angelo Rizzo sfida Jakov Gospic

di ALESSIO ALESSI

Angelo Rizzo scalpita per tornare sul ring. Il peso massimo di Civitavecchia, da circa due mesi sotto la guida del maestro Mario Massai, sarà di scena sabato 30 giugno a Grosseto nel sottoclou del titolo italiano dei pesi super piuma tra Magnesi ed Invernizio. Il Grizzly sfiderà Jakov Gospic sulla distanza dei sei round. Sicuramente l’impegno più importante del pugile di Civitavecchia. Il croato è un atleta esperto, al quale piace venire avanti e scambiare, vanta ben 36 incontri tra i professionisti, il suo palmares dice 17 vittorie (12 ko) e 19 sconfitte (10 ko), ma ciò che più impressiona è lo spessore degli avversari che ha incrociato in carriera: tra tutti spiccano i nomi di Matt Skelton, Carlos Takam, Matteo Modugno e Dereck Chisora. Quindi, massima attenzione. 
«Mi alleno – racconta Rizzo – sei giorni a settimana: la mattina cura la parte atletica, il pomeriggio la tecnica. Da un paio di mesi sono passato con il maestro Mario Massai, anche se non ho interrotto la collaborazione con Emiliano Corrente, il quale mi aiuta nella preparazione qui alla Action Gym. Ho già fatto i guanti con Sergio Romano e la prossima settimana ripetiamo; più in là mi confronterò con qualche altro sparring. Questo è un incontro che può farmi salire di ranking e portarmi entro la fine dell’anno alla disputa del titolo italiano».
«Angelo – spiega il maestro Massai – dovrà sfruttare il maggiore allungo e la miglior agilità, boxando il croato in velocità principalmente col sinistro, per poi mettere le mani dentro e affondare quando necessario. Stisamo facendo un percorso di crescita e il titolo italiano è alla portata».
 

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Addio a Bruno Sammartino, il «ragazzo buono» del wrestling

Figlio di immigrati italiani, era arrivato negli Stati Uniti durante la guerra. Per undici anni numero uno al mondo nei pesi massimi. «Era il simbolo del sogno americano»

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I legionari tornano al castello

SANTA MARINELLA – Questa volta i legionari tornano al castello di Santa Severa, oggi pomeriggio, alla Spianata dei Signori, oltre che per gli appassionati, anche  per i giovani studenti partecipanti ad uno scambio culturale tra Italia e Germania, e cioè tra l’Istituto Comprensivo Corrado Melone di Ladispoli e l’istituto Adolf Reichwein Schule di Heusenstamm. I rievocatori, si addestrano per le  attività almeno una volta al mese, per rimanere in esercizio e in abitudine ai pesi delle panoplie vestite. Il programma prevede la simulazione di una vera e propria  giornata di addestramento. La legione entrerà nel castello e il centurione chiamerà e controllerà la forza in campo. Una piccola preghiera accompagnerà l’inizio di tutte le attività dei legionari anche nelle loro esercitazioni. La formazione in assetto e equipaggiata si addestrerà alla marcia, mantenendo l’ordine delle file e la distanza fra i militi. Si praticheranno  le forme di autodifesa come il muro o la testudo o la difesa al vessillo. Inoltre, singolarmente, i legionari si alleneranno al palo  e al combattimento due contro due. A contorno delle attività di esercitazione, ci sarà la possibilità di poter assistere alle tecniche per combattere come i legionari e, i bambini, coadiuvati da scudi leggeri e gladi in legno leggero, in totale sicurezza, potranno provare dal vivo le tecniche principali. Inoltre i legionari saranno  pronti a rispondere a qualsiasi domanda del pubblico inerente le attività e la storia della legione. (Gi.Ba.)

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Se ne va un pezzo di storia del pugilato

Un pezzo di storia del pugilato civitavecchiese se n’è andato. L’ex campione italiano dei pesi medi Franco Scisciani si è spento stamattina all’età di 83 anni. Al dolore dei familiari, si unisce quello di tutti gli appassionati di nobile arte, disciplina alla quale ha dato tanto sia da dilettante che da professionista. (Agg. 09/03 ore 15.06 SEGUE)

IL RICORDO DELLO SCRITTORE ALESSANDRO BISOZZI – A dipingere meglio la figura di Franco Scisciani, le parole dello scrittore Alessandro Bisozzi: «Lo incontro spesso durante le sue passeggiate pomeridiane – scrisse Bisozzi nel suo libro ‘‘I Campioni’’ – nei pressi della “marina” e a volte lo cerco io, perché a me piace farlo parlare di pugilato e lui lo fa volentieri. Ha ottant’anni suonati, ma non aspettatevi di trovarlo appoggiato ad un bastone o curvo sotto il peso dell’età. Chiunque gli darebbe, a dir poco, dieci anni meno e quando gli stringi la mano ti accorgi che quell’uomo, dallo sguardo ancora attento e sicuro, deve essere stato anche molto forte. Ha lavorato al porto come ormeggiatore per tutta la vita, o meglio, quasi tutta la vita, perché prima era un atleta, un atleta di prim’ordine: un pugile professionista». Oggi Bisozzi ha poi voluto dargli l’ultimo saluto: «Nel 2014 ho dedicato l’apertura del mio libro, “I Campioni”, a Franco Scisciani. Devo infatti a lui se sono riuscito in qualche modo a ricostruire non solo la sua straordinaria carriera, ma anche le vicende e i personaggi di uno sport che alla nostra città ha portato, in più di cento anni, tantissimi prestigiosi trofei. Sono davvero desolato per questa scomparsa. Lo sport civitavecchiese perde una delle sue pietre miliari, un grande campione, un uomo d’altri tempi, generoso e profondamente onesto». Domani alle 15 alla chiesa di San Gordiano i funerali. (Agg. 09/03 ore 18.52 SEGUE)

IL PROFILO SPORTIVO – Nato l’8 gennaio 1934 a Civitavecchia, Franco Scisciani era cresciuto tra i giovani allievi della “Boxe Arena”. Il fascino del ring, in una città che già vantava una lunga tradizione pugilistica, fu per lui irresistibile. Frequentando gli ambienti dove erano ancora fresche le orme dei fortissimi pugili civitavecchiesi del passato, Franco cominciò l’attività agonistica giovanissimo. Peso welter poi medio, da dilettante disputò una settantina di incontri, conquistando il primo successo importante nel 1955 a Barcellona, quando vinse la medaglia d’argento ai Giochi del Mediterraneo. Nello stesso anno partecipò ai campionati europei a Berlino, dove ai quarti di finale subì un’ingiustizia clamorosa al termine dell’incontro col sovietico Scharerjan, quando fu eliminato addirittura dopo essere stato proclamato vincitore. Una beffa che scatenò l’inferno all’interno dello Sportpalast, dove si erano riunite cinquemila persone in stragrande maggioranza di nazionalità italiana. Una vergognosa decisione che spinse i dirigenti della Federazione italiana ad abbandonare le gare. Nel 1956 divenne campione internazionale militare, titolo che arrivò poco prima della sua partecipazione alle Olimpiadi. Ai quarti di finale del torneo olimpico di Melbourne, Franco ebbe la sfortuna di incontrare un fenomenale portoricano – con passaporto americano – un pugile leggendario che da professionista diventò per quattro volte campione mondiale dei medio-massimi: José Torres. Scisciani, comunque, fu battuto non senza una certa difficoltà da Torres, il quale dovette poi inchinarsi, in finale, di fronte alla straordinaria classe dell’ungherese Laszlo Papp. Passato professionista nel 1957, dopo aver di nuovo conquistato il titolo internazionale militare, il civitavecchiese si distinse per una lunga serie di vittorie, alcune delle quali ottenute grazie alla sua pesante mazzata di destro, un pugno particolarmente violento e capace di chiudere il match fin dalle prime battute. Dopo aver sconfitto elementi quali Dante Madella, Aldo Chiesa e Aristide Dal Piaz, il 6 marzo 1958 Scisciani affrontò e batté il fortissimo Jean Ruellet, challenger al titolo di Francia, un solidissimo ed esperto combattente che si era già misurato con i migliori elementi europei e che accettò di incontrarlo sul ring del teatro Traiano di Civitavecchia. Quello stesso anno arrivarono altri cinque successi per lui: il mulatto Louis Trochon perse ai punti in otto riprese ma andò al tappeto ben due volte colpito dai ganci del civitavecchiese. Poi toccò all’ex campione d’Italia Gino Rossi, che al settimo round fu costretto al ritiro a causa della rottura della clavicola destra, centrata dalla dinamite contenuta nel guantone dell’avversario. E ancora Roger Maletrez, che andò ko al primo minuto in quel di San Remo, mentre al teatro Traiano di Civitavecchia lo straordinario incassatore spagnolo Domingo Lopez perse ai punti dopo una battaglia per lui durissima. Infine il tedesco Gerhard Moll, pugile coriaceo e battagliero, atterrato alla prima ripresa e poi battuto nettamente ai punti. Scisciani conservò l’imbattibilità per quasi due anni, per poi perderla contro il potente campione d’Italia dei pesi medi Italo Scortichini, proprio il giorno del suo venticinquesimo compleanno. Fu una sconfitta cocente per lui che comunque uscì dal confronto ingigantito sulla scala dei valori nazionali; una posizione che lo qualificò, a tutti gli effetti, come lo sfidante ufficiale al titolo d’Italia. Il 3 novembre del 1959, a Civitavecchia, Scisciani batté Remo Carati – un bravo atleta bolognese di due anni più vecchio e con una consolidata esperienza alle spalle – e conquistò il titolo italiano dei pesi medi. Sei mesi più tardi, dopo essere stato battuto da Bruno Fortilli nel match valido per il titolo italiano, Franco Scisciani abbandonò improvvisamente e prematuramente l’attività. (Agg. 09/03 ore 19.21)

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Due pesi e due misure, sot verso il fallimento

CIVITAVECCHIA – Mentre la tormentata vicenda pre-fallimentare di Hcs va avanti tra mille perplessità procedurali dopo il ritiro dell’istanza di fallimento della Mad, e dopo invece il fallimento di Civitavecchia Infrastrutture per circa 50.000 euro (che ha suscitato "stupore" nel sindaco Cozzolino), anche le Sot sembrano essere arrivate al capolinea. Sicuramente almeno Argo e Città Pulita, per cui lo scorso primo dicembre il Tribunale ha emesso il decreto di improcedibilità per il concordato, prendendo atto, nella camera di consiglio tenutasi il 23 novembre, del fatto che nessun creditore avesse votato favorevolmente al concordato, che lo stesso liquidatore della società avesse espresso la volontà di rinunciare al concordato stesso e soprattutto avendo "rilevato che non essendo state raggiunte le maggioranze di cui all’articolo 177 della Legge Fallimentare… la procedura concordataria va dichiarata improcedibile".

Niente di strano, visto che era apparso evidente fin dal primo momento che il tentativo dell’amministrazione comunale, supportata dall’esperto avvocato Marotta, vero regista di tutta l’operazione che ha portato alla nascita di Csp, fosse quello di recuperare dai concordati di Argo, Città Pulita ed Ippocrate (per cui il discorso potrebbe complicarsi per via delle farmacie comunali ‘‘passate’’ alla newco), abbandonandole al loro destino fallimentare, le risorse (parliamo di circa 3 milioni) con cui cercare un accordo con la Mad per evitare il fallimento di Hcs.

Ciò che risulta difficile spiegare è perché anche per la Hcs il Tribunale non abbia "rilevato" che in realtà l’assemblea dei creditori si era tenuta, anche in quel caso con il mancato raggiungimento della maggioranza, e che quindi il concordato stesso a quel punto non avrebbe potuto essere ritirato e ripresentato, dovendo invece – esattamente come accaduto per le sot – essere dichiarata l’improcedibilità inviando gli atti alla Procura per la successiva dichiarazione di fallimento che, anzi, per Hcs, essendoci l’istanza di Mad, avrebbe potuto essere contestuale all’udienza in cui invece è stato consentito di far finta di nulla rispetto al voto dei creditori che avevano bocciato il concordato.

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Indagine su largo della Pace

CIVITAVECCHIA – Aperta una indagine sui lavori di sistemazione di Largo della Pace. Sull’inchiesta, di cui si stanno occupando i Carabineri Forestali, vige il più stretto riserbo. A quanto pare, però, gli inquirenti avrebbero già sentito il presidente dell’Università Agraria di Civitavecchia Daniele De Paolis e almeno un dirigente dell’Autorità di Sistema Portuale.
Il fatto che sia stato presso a sommarie informazioni testimoniali il rappresentante dell’Agraria lascia supporre che ancora una volta il nodo da sciogliere riguardi gli usi civici che gravano su più di una particella ricadente su largo della Pace. 
La vicenda si trascina ormai da anni, però sembrava si fosse arrivati ad una sua definizione, quando – uscito di scena l’ex assessore Pantanelli che come in gran parte delle questioni di cui si era occupato aveva creato più che altro ulteriore confusione – si era giunti ad un accordo secondo il quale il Comune avrebbe nominato un perito demaniale che avrebbe determinato l’importo che l’Adsp avrebbe dovuto pagare per liquidare gli usi civici, sgravando l’area oggetto dell’intervento di sistemazione per il nodo di scambio dei passeggeri.
A quanto pare, però, per motivi che ora saranno chiariti dai Carabinieri Forestali coordinati da Salvatore Verzilli, l’Authority non avrebbe pagato l’importo previsti e quindi, di fatto, il terreno su cui nei giorni scorsi sono stati avviati gli interventi previsti, sarebbe ancora gravato dall’uso civico e quindi il cantiere non avrebbe potuto essere aperto.  
LA CONFERMA DI DE PAOLIS – Lo stesso Daniele De Paolis ha confermato al sito Etrurianews di essere stato chiamato dai Carabinieri forestali e di aver risposto alle loro domande, confermando che ad oggi, l’Autorità Portuale, pur avendo iniziato l’istruttoria, non ha pagato gli usi civici che svincolerebbero l’area. «Per quello che ci riguarda  – ha concluso De Paolis – non potevano fare alcun tipo di intervento».
Sviluppi che potrebbero portare anche al sequestro del cantiere sono attesi già nei prossimi giorni, anche sulla base di quanto potrebbe aver dichiarato il dirigente di Molo Vespucci, che – stando le cose come riportato dal presidente dell’Agraria – non è chiaro come potrebbe aver motivato il mancato pagamento dell’affrancamento dali usi civici. (Agg. 28/2 ore 20.01)

ALTRI DUBBI SULLA PAESAGGISTICA. IL PARALLELO CON IL CREMATORIO – Altro dubbio non secondario riguarderebbe la mancanza dell’autorizzazione paesaggistica, quand’anche fossero stati liquidati gli usi civici.
E’ però anche vero che in una situazione simile, quella del forno crematorio, finora nessuno ha eccepito, nonostante esposti e denunce, il vizio del titolo edilizio costituito dalla delibera di giunta numero 95, in cui si citata una autorizzazione paesaggistica in quel momento del tutto inesistente.Vedremo se su largo della Pace i pesi e le misure adottate da chi dovrà giudicare la correttezza dell’iter svolto saranno gli stessi usati finora per il Comune e il crematorio. (Agg. 28/2 ore 20.27)

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Il PalaTiziano celebra Emiliano Marsili

di ALESSIO ALESSI

Al PalaTiziano di Roma Emiliano Marsili mantiene l’imbattibilità e conquista il Mondiale della Pace WBC dei pesi leggeri battendo Victor Betancourt per decisione unanime (69-64, 68-64, 70-62 i cartellini dei tre giudici) al settimo round; un verdetto arrivato prima della fine delle dodici riprese a causa di una brutta ferita sopra la palpebra del Tizzo dovuta ad una testata del messicano, un taglio profondo che ha costretto medico e arbitro a sospendere la contesa.
Un Tizzo quasi sempre padrone del match ha portato letteralmente a scuola l’avversario, dimostrando superiorità tecnica, tattica e anche nel corpo a corpo, terreno prediletto dai messicani; insomma, un pugile davvero poliedrico Marsili, al quale ora manca solo l’assalto al Mondiale per coronare una carriera davvero speciale. (Agg. 24/02 ore 15.05 SEGUE)

L'INTERVISTA POST-MATCH – L’uomo del porto ha parlato della sfida con Betancourt e delle sue ambizioni.
Marsili, quando fa il suo pugilato fatto di tanta mobilità, scelta di tempo e colpi di rimessa non ce n’è per nessuno.
«Sì, a tratti era evidente che il messicano non ci stava capendo nulla, ma a 41 anni sta cominciando a diventare dispendioso questo stile».
È per questo che con il passare dei round si è messo a scambiare dalla corta distanza con una boxe più statica?
«L’ho fatto per tirare un po’ il fiato. Ho cercato di alternare le fasi».
Fino a pochi anni fa non amava il corpo a corpo, ora lo sceglie con più frequenza e sembra anche che dia i suoi risultati.
«Mi trovo bene alla corta distanza, riesco ad entrare con tanti montanti e riesco a difendermi bene».
Ha dominato per gran parte del match, ma un paio di ganci pesanti di Betancourt sono arrivati a segno.
«Può capitare. Quando sei sul quadrato c’è un altro pugile di fronte a te e prendere colpi è normale anche quando fai un bel match».
Nonostante l’età avanzi, ha dimostrato di stare bene fisicamente.
«Sono riuscito a gestire al meglio le energie perché ero ben allenato, ma ogni incontro rappresenta una salita più ripida della precedente: la preparazione è sempre più impegnativa sia a livello fisico che mentale. Spero entro dicembre di poter realizzare il mio sogno Mondiale, non credo di resistere ancora a lungo con questa vita da professionista.
A proposito di chance iridata, dopo questa vittoria lei scalerà ancora le classifiche; se potesse scegliere, chi preferirebbe affrontare?  
«Nessuno, sono tutti forti. Scherzi a parte, sono campioni, quindi se dovesse capitare l’occasione, non starò certo a sceglierne uno».
Mikey Garcia dovrebbe lasciare vacante la corona WBC, il numero uno del ranking è il francese Yvan Mendy, il due il britannico Luke Campbell; una sfida tutta europea per un Mondiale sarebbe affascinante.
«Certo, mi piacerebbe. Potrebbe essere una sfida interessante. L’ipotesi Campbell mi intriga particolarmente. Comunque a guidarmi ci penserà il mio manager Salvatore Cherchi, sperando che le istituzioni continuino ad appoggiare il pugilato così come hanno fatto a Roma». (Agg. 24/02 ore 16 SEGUE)

IL MAESTRO MASSAI ELOGIA IL TIZZO – Del match e del futuro del Tizzo ha parlato il maestro Mario Massai: «Abbiamo seguito una scrupolosa preparazione ed Emiliano è salito sul ring in piena forma, ha dominato, soffrendo solo un po’ nel secondo round; ha anche ascoltato l’angolo. Ho visto un pugile in salute che può ancora puntare in alto». (Agg. 24/02 ore 16.20)

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Emiliano Marsili conquista il Mondiale della Pace

Al PalaTiziano di Roma Emiliano Marsili conquista il Mondiale della Pace WBC dei pesi leggeri battendo Victor Betancourt per decisione unanime (69-64, 68-64, 70-62) al settimo round; un verdetto arrivato prima della fine delle dodici riprese a causa di una brutta ferita sopra la palpebra del Tizzo dovuta ad una testata del messicano, taglio profondo che ha costretto medico e arbitro a sospendere la contesa.

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