Penalisti contro la riforma della prescrizione: massima adesione ai quattro giorni di astensione

CIVITAVECCHIA – È un’adesione pressoché totale quella degli avvocati penalisti del foro di Civitavecchia che, fino a venerdì, aderiranno all’astensione dalle udienze proclamata a livello nazionale per contrastare l’ennesima riforma della giustizia e in particolare la proposta del ministro Alfonso Bonafede di sospendere la prescrizione dei reati dopo la sentenza di primo grado. Un’idea, a detta degli avvocati, in contrasto con quelli che i principi garantisti stabiliti dalla nostra Costituzione. Cosa non va in questa riforma?

“Innanzitutto – ha spiegato l’avvocato Andrea Miroli, presidente della Camera Penale “Attilio Bandiera” di Civitavecchia – una riforma così importante non può essere portata avanti senza il confronto, necessario, con la comunità dei giuristi. E poi è l’impostazione ideologica alla base che è sbagliata: è come se si partisse dal presupposto di una presunzione di colpevolezza, invece che di innocenza”. Ecco il rischio, quindi, di una deriva populista che oggi più che mai, con una manovra del genere, ne è convinto l’avvocato Miroli, va ad interessare direttamente i cittadini. “Oggi non parliamo più di riforme basate solo su tecnicismi – ha aggiunto – quanto piuttosto di modifiche sostanziali che vanno ad interferire sostanzialmente sulla vita dei cittadini e di chi si trova sotto processo. Aspetto questo che, già di per sé, con la presunzione di innocenza garantita dalla nostra Costituzione, è una pena, come diceva il padre costituzionalista Calamandrei”. E Miroli sottolinea poi che, abolendo di fatto la prescrizione, si va ad eliminare uno dei pochi motivi per far sì che vengano accelerati i processi, ricordando proprio la previsione costituzionale della durata ragionevole del processo la quale impone che la decisione definitiva intervenga per tutti i protagonisti di una vicenda giudiziaria in tempi, per l’appunto, ragionevoli. Tanto che, con la sospensione della prescrizione, ci si troverebbe di fronte ad una contraddizione in termini rispetto alla legge Pinto che impone un risarcimento a chi è stato sottoposto ad un’eccessiva durata del processo. In tutto questo si inseriscono poi le dichiarazioni di un Ministro “che danno un’immagine sbagliata dell’avvocatura che nulla può – ha sottolineato Miroli – sul decorso della prescrizione”.

L’astensione durerà fino a venerdì, quando a Roma si terrà la manifestazione organizzata dall’Unione delle Camere Penali, alla quale parteciperà anche una delegazione di Civitavecchia. Nel pomeriggio, poi, sempre la “bandiera” proporrà un interessante convegno, con relatori d’eccezione come la dottoressa Francesca Scopelliti, presidente della Fondazione Internazionale per la Giustizia Enzo Tortora. Si parlerà infatti di “Errori giudiziari. Storie, testimonianze e riflessioni”. Interverranno anche Valentino Maimone e Benedetto Lattanzi, fondatori di Errorigiudziari.com per capire cosa è cambiato in Italia dal caso Tortora ad oggi, lasciando la parola a Giuseppe Gulotta per il racconto di una vittima di errore giudiziario e all’avvocato Enrico Delahaye già procuratore generale di Corte di Cassazione ed ex magistrato di sorveglianza, che affronterà il tema del risarcimento del danno da ingiusta detenzione: moderà l’avvocato Miroli, alla presenza anche del presidente dell’Unione delle Camere Penali Italiane avvocato Giandomenico Caiazza. L’appuntamento è per venerdì alle 15.30 all’hotel San Giorgio.  

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Fisco: legittima l’indagine sui conti correnti dei genitori del professionista

La Corte di Cassazione, con l'ordinanza dell'11 settembre 2018, n. 22089, ha ripreso un importante principio, su cui vale la pena soffermarsi, in tema di accertamento bancario svolto sul conto corrente di…

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Acqua Pubblica, ora tocca alla Giunta Regionale

LADISPOLI – Consiglieri regionali, consiglieri comunali, Sindaci. Schieramenti politici differenti ma con un obiettivo comune: dire no alla privatizzazione del servizio idrico. E martedì la battaglia è stata vinta. Le Commissioni regionali Tutela del Territorio e Agricoltura e Ambiente (le uniche due competenti in materia di sistema idrico integrato) hanno detto sì alla richiesta avanzata dai 18 coraggiosi, guidati dal Comune di Ladispoli: evitare il passaggio all'Ato fino a quando il Governo non approverà la nuova legge sull'acqua.

Un primo round vinto martedì, a seguito di un'attività iniziata già con l'approvazione in primis a Ladispoli e successivamente, proprio come in un domino, in tutti gli altri 17 Comuni interessati, di una mozione che andava proprio in tal senso. Fare fronte comune per opporsi alla decisione della Pisana. Recentemente infatti, la Regione Lazio aveva provato ad accelerare l'ingresso dei ''dissidenti'' nell'Ato inviando una serie di lettere ai Comuni interessati con le quali si intimava la cessione del servizio idrico. Pena il commissariamento. A cominciare proprio dal comune di Ladispoli è stato immediatamente chiesto un incontro alla Regione con l'obiettivo di trovare una soluzione alternativa alla cessione del servizio. All'iniziativa, successivamente si erano uniti anche gli altri comuni, come ad esempio Montalto di Castro che ad oggi sta resistendo alla cessione delle reti alla Talete (Ato1) e altri comuni appartenenti all'Ambito Territoriale Ottimale del Comune di Ladispoli (Ato2). Nell'audizione di martedì a commissioni congiunte, voluto dal consigliere regionale Roberta Angelilli, il delegato alle risorse idriche di Ladispoli, Filippo Moretti, in prima fila in questa battaglia e relatore per i comuni presenti, ha più volte illustrato, con una serie di interventi, come sarebbe paradossale, oggi, per questi comuni confluire negli Ato di competenza, quando già entro la fine del prossimo mese il Governo dovrebbe approvare la nuova legge sull'acqua che di fatto darebbe ragione a tutti quei comuni che, proprio come quello di Ladispoli, si stanno opponendo con forza alla cessione del servizio. Da qui la richiesta di una moratoria nell'applicazione «dell'incomprensibile obbligo previsto dalla legge vigente che ci porterebbe sotto la gestione degli attuali ambiti, in attesa dell'approvazione delle preannunciate nuove disposizioni legislative». Richiesta che le Commissioni hanno accolto senza alcun indugio, unanimemente e senza distinzione di colore politico. Anzi, una delle possibilità avanzate da alcuni componenti delle due commissioni regionali, è quella di puntare a una sospensione delle lettere inviate dalla Regione Lazio ai Comuni. In entrambe le soluzioni, comunque, i Comuni potrebbero finalmente tirare un sospiro di sollievo. Un importante ruolo è stato giocato anche dai consiglieri di Ladispoli Luca Quintavalle, Giuseppe Loddo, Federico Ascani ed Eugenio Trani presenti all'incontro, e da tutti gli altri che hanno voluto sensibilizzare i loro riferimenti regionali al sostegno della richiesta in discussione. La parola, però, ora dovrà passare alla Giunta Regionale, l'unica in grado di liberare definitivamente da questa spada di Damocle le amministrazioni comunali. Proprio per questo motivo, «stiamo continuando a lavorare per portare all'attenzione delle due Commissioni un documento che sarà preso in esame già la prossima settimana e che poi sarà inviato alla Giunta regionale». A dirlo è stato il delegato alle risorse idriche del Comune di Ladispoli Filippo Moretti, sin dal primo giorno a lavoro per scongiurare il passaggio del servizio idrico cittadino nelle mani di Acea Ato2. Lo stesso Moretti, ancor prima dell'invio da parte della Pisana dell'ultimatum aveva puntato i riflettori sulla nuova legge regionale che andava a ridisegnare gli ambito territoriali, dando la possibilità ai Comuni di uno stesso bacino idrogeografico di fare sistema per la gestione del servizio idrico locale. Ora, però, bisognerà, appunto attendere di conoscere il verdetto definitivo della Giunta Zingaretti.

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Bando Sprar deserto, l'Arci: ''Clamorosamente sbagliato nella sua stesura''

CIVITAVECCHIA – "Il bando Sprar è andato deserto perchè è clamorosamente sbagliato nella sua stesura e compilato per non essere realizzabile". È la chiave di lettura di Roberto Sanzolini dell'Arci che respinge le affermazioni sul fatto che Civitavecchia non voglia accogliere più migranti. 

"Eravamo già intervenuti nelle sedi opportune per rilevare le varie anomalie che discostavano il bando dalle linee guida del Servizio Centrale (Ministero) – ha spiegato entrando nel dettaglio – formazione dell’equipe psicosociale, non corrispondenza al numero minimo di ore di italiano ( poi corrette a seguito delle segnalazioni), mancanza di alcune figure chiave nell’equipe, previsione di sole 7 ore settimanali per ogni operatore impiegato e, dulcis in fundo,  l’obbligo, a pena di esclusione, di indicare in sede di partecipazione il possesso degli appartamenti necessari che ha reso impossibile il reperimento degli stessi. Nessun proprietario o agenzia immobiliare si rende disponibile a “vincolare” il proprio appartamento da affittare per un tempo imprecisato fino al termine dell’iter, tra l'altro non indicato nel bando, dell’aggiudicazione del progetto e non sapendo se il soggetto per il quale dovrebbe vincolare l’immobile sarà poi l’aggiudicatario. Una strana clausola posta nel bando che rendeva improbabile, come poi è stata, la disponibilità di appartamenti: bastava indicare che il soggetto aggiudicatario aveva l’obbligo di indicare gli immobili necessari dopo la aggiudicazione e relativa Convenzione per la gestione del progetto avendo la possibilità di trattare le condizioni reali di affitto. Questo avviene in tutti bandi esempio il Comune di Cerveteri che ha fissato in 30 giorni il tempo per l’individuazione degli immobili da utilizzare per il progetto".

"Non vogliamo entrare in polemica generando dubbi se tali errori siano stati addirittura intenzionali, e quindi frutto di una scelta politica – ha aggiunto Sanzolini – o siano da addebitare alla incompetenza di chi ha stilato il bando, ma è certo che si è fatta una brutta figura e si è  persa una importante opportunità per la città ed il territorio. Va respinta con forza la strumentalità che si dà alla vicenda interpretando l’avversione della città alla accoglienza. Va riconosciuto il merito all’Amministrazione Comunale , in particolare all’assessore Lucernoni, di aver portato in Consiglio Comunale la scelta della adesione e la approvazione della quasi unanimità del Consiglio Comunale. Nell’occasione la città ha scritto una bella pagina della sua storia". 

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Ferri: ''Servono le primarie nel centrosinistra''

CIVITAVECCHIA. Il segretario del Pd Germano Ferri ha parlato chiaro nel corso del direttivo cittadino che si è tenuto nei giorni scorsi: "Mettiamo da parte i vecchi rancori, riuniamoci e riconquistiamo i voti persi a difesa dell’establishment".

Un discorso che ha ricevuto il consenso di tutta la direzione (una assemblea con tanto di numero legale mantenuto come non si vedeva da anni a Campo dell’Oro).

Per Ferri sulle alleanze in vista delle amministrative il perimetro è quello del centrosinistra ma a determinate condizioni: “Sicuramente il nostro perimetro è il centro sinistra ma, per vincere, dobbiamo lasciare spazio a chiunque nelle nostre idee si immedesimi ricordando che ci confronteremo con tutti, pretendendo però rispetto sia per le persone del nostro partito che per il partito stesso”. Stop quindi ad attacchi ad personam dagli altri potenziali alleati, pena l’esclusione da future alleanze.

Ferri ha anche toccato la questione candidato sindaco: “ Personalmente credo, con molta serenità che il candidato vincente dovrà essere scelto mediante lo strumento democratico delle primarie. Chiunque vuole proporsi e crede di avere la forza per farlo potrà presentare la propria candidatura”.

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Ladispoli, chiesto lo sfratto per i carabinieri

LADISPOLI – Carabinieri di Ladispoli a rischio sfratto. Mentre la costruzione della nuova caserma di Ladispoli va a rilento. Uno scenario di emergenza quello che potrebbe profilarsi per i militari poiché è ormai scaduto il contratto stipulato tra l’Arma e i proprietari dell’immobile di via Livorno, esattamente il 31 luglio del 2016. E, notizia delle ultime ore, i possessori dell’edificio hanno già avviato la pratica per chiedere il rilascio della struttura. “Come stabilito da una normativa regionale abbiamo usufruito del Piano casa per aumentare la cubatura dell’immobile rivendicando quindi il diritto di poter effettuare dei lavori entro e non oltre il 2020, pena decadenza”, conferma il richiedente dello sfratto.

Il nodo della vicenda sarebbe legato ai lavori relativi al Piano casa – fanno sapere i proprietari dello stabile – da compiersi entro aprile 2020 e non oltre quella data. In sostanza, con i carabinieri ancora in servizio in caserma, addio cantiere nell’edificio di oltre 300 metri quadri. Nel frattempo non si sa quando la nuova caserma dei carabinieri vedrà la luce. Un progetto urbanistico annunciato nel 2008 ma che, per varie vicissitudini, non è ancora andato in porto. Polemiche, bandi sospesi, contese a colpi di carte bollate tra le ditte contendenti. Fino ad arrivare alla determina dirigenziale con la quale il Comune ha selezionato la società a cui spetterà pubblicare il bando di gara per la selezione conclusiva. Opera che verrà realizzata attraverso un project financing da 1milione e mezzo che potrebbe portare ad un rafforzamento dell’organico dei carabinieri tuttora sottodimensionato rispetto alle esigenze della città.

Il project financing della nuova caserma dei carabinieri, dopo essere stato riattualizzato, volge ad una prima approvazione da parte della stazione appaltante. Si apprende infatti che a Santa Marinella, nella Centrale unica di committenza, la stazione appaltante avrebbe approvato la nuova opera pubblica che sarebbe così affidata ad una ditta del territorio.

La nuova caserma sorgerà su un terreno di 918,52 metri quadrati, sul quale verranno realizzate anche le residenze dell’Arma per circa 440 metri quadrati, oltre ad un park, un piazzale, un ingresso carrabile e un ingresso pedonale. L’area prevista è viale Mediterraneo, tra i quartieri Campo Sportivo e Cerreto.

 

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Polizia locale, sanzionati 25 operatori del mercato settimanale di viale Nenni

CIVITAVECCHIA – La Polizia locale ha sanzionato 25 operatori, su 33 controllati, del mercato settimanale di viale Pietro Nenni per aver occupato più superficie di quanto autorizzato. Gli operatori sono stati sanzionati. Ma la Polizia locale, coordinata dal Comandante Pietro Cucumile, ha continuato l’attività di controllo del territorio con altri servizi mirati in materia di sicurezza urbana.

A seguito dell’uso delle fototrappole, sono stati sanzionati due cittadini nell’atto di conferire alcuni rifiuti fuori dall’orario consentito e un altro per aver effettuato un deposito incontrollato il cui comportamento è stato sanzionato con una pena pecuniaria di 600 euro. Infine, è stata emessa una ordinanza di chiusura per 5 giorni a carico del titolare di un esercizio pubblico per le reiterate condotte di occupazione abusiva di suolo pubblico.

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Polizia locale, sanzionati 25 operatori del mercato settimanale di viale Nenni

CIVITAVECCHIA – La Polizia locale ha sanzionato 25 operatori, su 33 controllati, del mercato settimanale di viale Pietro Nenni per aver occupato più superficie di quanto autorizzato. Gli operatori sono stati sanzionati. Ma la Polizia locale, coordinata dal Comandante Pietro Cucumile, ha continuato l’attività di controllo del territorio con altri servizi mirati in materia di sicurezza urbana.

A seguito dell’uso delle fototrappole, sono stati sanzionati due cittadini nell’atto di conferire alcuni rifiuti fuori dall’orario consentito e un altro per aver effettuato un deposito incontrollato il cui comportamento è stato sanzionato con una pena pecuniaria di 600 euro. Infine, è stata emessa una ordinanza di chiusura per 5 giorni a carico del titolare di un esercizio pubblico per le reiterate condotte di occupazione abusiva di suolo pubblico.

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Agraria Tarquinia, Marco Guarisco: ''Avanti con la valorizzazione di San Giorgio''

TARQUINIA – La costruzione dell’ascensore nella sede dell’Università Agraria sembrava un cantiere senza fine. L’opera era stata intrapresa nel lontano 2010 dall’amministrazione del presidente Antonelli, proseguita poi dalla breve vita dell’amministrazione Blasi, senza alcun esito di definizione.
Grazie all’impegno dell’assessore Marco Guarisco e del presidente Sergio Borzacchi, tra le tante difficoltà ereditate, sono state reperite le risorse economiche per la copertura finanziaria delle opere di completamento, sono state avviate tutte le lavorazioni relative all’impiantistica e murarie che hanno finalmente consentito la piena fruizione della struttura proprio l’altro ieri.  Grande soddisfazione è stata espressa dall’intera amministrazione del presidente Borzacchi per il risultato ottenuto che consentirà piena fruizione anche ai diversamente abili del Palazzo Vipereschi, sede dell’Agraria di Tarquinia.

Variante urbanistica ed Eurocamping. L’assessore alla Progettazione, Programmazione e Sviluppo dell’Ente, Marco Guarisco coglie anche l’occasione per fare il punto sullo stato dell’amministrazione dell’ente di via Garibaldi.  Presidente e Giunta sono impegnati essenzialmente a fronteggiare la difficile situazione economica-finanziaria ereditata dalle passate amministrazioni. «In particolare,- spiega Marco Guarisco –  la mia attività è rivolta alla valorizzazione della porzione di patrimonio dell’Università Agraria ubicata sul litorale di Tarquinia in località San Giorgio. E’ stata presentata il 31 luglio  2018 presso il Comune di Tarquinia la richiesta di variante urbanistica puntuale di Prg avente ad oggetto l’area occupata dalla pineta ‘‘San Giorgio’’. La finalità di tale variante si sostanzia nel mutamento della destinazione urbanistica di una porzione d’area, per la realizzazione, a cura e spese della Società concessionaria, un villaggio turistico del tipo ‘‘Ecocamping’’. La certificazione europea ‘‘Ecocamping’’ ha come obiettivo la promozione e l’incentivazione di villaggi/campeggi volti al rispetto e alla salvaguardia della natura. La concretizzazione di tale proposta progettuale di variante urbanistica comporterebbe indubbiamente  un notevole beneficio per l’intera collettività sia sotto il profilo socio-economico che sotto il profilo paesaggistico-ambientale, con la creazione di nuovi posti di lavoro e di opportunità occupazionali, nonché con la valorizzazione e la salvaguardia del contesto ambientale. I benefici socio-economici deriverebbero  anche dai guadagni dovuti dal canone d’affitto, nonché dal forte incremento del valore dell’area, che occorre sottolineare, é di proprietà dei cittadini tarquiniesi, al termine della scadenza della concessione. Infatti, come si evince dalla perizia demaniale, l’Università Agraria e la sua collettività, ossia i cittadini tarquiniesi, si vedrebbero restituire un bene trasformato dal valore pari a € 2.000.000 (euro duemilioni)».

San Giorgio e il piano di lottizzazione. Altro progetto, che l’assessore Guarisco sta seguendo con estrema attenzione, è la definizione del Piano di Lottizzazione in località San Giorgio (prospiciente l’area da destinare a ‘‘Ecocamping’’) avente una superficie complessiva di circa 10 ettari, compresa tra le località di Sant’Agostino e Saline di Tarquinia. «Il Piano di Lottizzazione San Giorgio – spiega marco Guarisco –  risulta in fase di Vas (Valutazione Ambientale Strategica), propedeutica all’approvazione urbanistica definitiva. Nello specifico, il Piano di Lottizzazione prevede: la realizzazione di volumetrie residenziali per mc 30.147 e volumetrie non residenziali per mc 7.540 all’interno delle aree destinate all’edificazione (comparti) della superficie complessiva di mq 26.326, corrispondente al 27,87% dell’intero comprensorio; la realizzazione degli standard urbanistici, previsti ai sensi di legge, quali: aree per l’istruzione ed attrezzature di interesse comune, della superficie complessiva di mq 5.043,50, che rappresentano il 5,33% dell’intera superficie comprensoriale; aree verdi, comprensive sia del verde pubblico che privato, della superficie complessiva di mq 29.045 ca, che rappresentano circa il 30,75% dell’intera superficie comprensoriale; aree per parcheggi, della superficie complessiva di mq 7.790,50, corrispondenti al 8,25% dell’intera superficie comprensoriale. L’attuazione di tale proposta progettuale costituisce indubbiamente  un notevole beneficio per l’intera collettività in termini socio-economici, sia per l’incremento di nuovi posti di lavoro prodotti dalle imprese costruttrici, sia per l’incremento del valore dell’area, che vale la pena ricordare, é di proprietà dei cittadini tarquiniesi. Infatti, come si evince dalla perizia demaniale, l’Università Agraria e la sua collettività, ossia i cittadini tarquiniesi, si vedrebbero restituire un bene trasformato dal valore pari a circa € 6.500.000 (euro seimilionicinquecentomila). Queste attività, potrebbero rivelarsi le risorse adeguate a sottrarre l’Ente dallo stato di sofferenza economica-finanziaria in cui oggi versa, a causa di gestioni precedenti a dir poco discutibili».

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Tari, è caccia agli evasori

LADISPOLI – E' ancora caccia agli “evasori” al comune di Ladispoli. Dopo mensa e acqua ora a finire nel mirino dell'amministrazione comunale sono gli evasori Tari. C'è chi la tassa sul servizio di igiene pubblica non l'ha mai pagata e c'è chi invece ha pagato meno rispetto a quanto avrebbe dovuto. Un residente in meno, una casa che agli atti risulta “vuota” e che magari è occupata da più persone. Sebbene ad oggi, infatti, per ottenere la residenza l'iter burocratico comprende anche la compilazione dei fogli all'ufficio tributi, prima l'iter funzionava in maniera diversa. E così è capitato che qualche “furbetto” sia sfuggito ai controlli necessari. Per porre rimedio alla situazione che negli anni avrebbe prodotto, come stimato a grandi linee dall'assessore al Bilancio Claudio Aronica e dai tecnici preposti, circa 4mila persone sconosciute, per circa 3milioni di euro in meno nelle casse del Comune, l'amministrazione ha deciso di affidare tramite trattativa diretta sul Mepa, il servizio allineamento dei nuclei Tari del Comune. L'obiettivo è semplice: scovare, attraverso l'incrocio delle banche dati, di tutti i nuclei familiari dei residenti “di cui alcun componente risulti intestatario di utenze Tari di categoria domestica abitativa – si legge nella determina – e far sì che l'Ufficio Tributi possa procedere all'emissione di idonei atti di accertamento volti al recupero della tassa evasa nel corso degli anni”. Sebbene la situazione di “morosità” possa interessare anche diversi anni precedenti a quello attuale, l'amministrazione non potrà andare oltre il 2013 (i cinque anni canonici prima della prescrizione). E per cercare di incassare quanto dovuto fino all'ultimo centesimo, si conta di ultimare il lavoro di incrocio dei dati entro la fine dell'anno. L'obiettivo è infatti quello di mandare i solleciti di pagamento entro e non oltre dicembre. Pena l'esclusione dell'anno 2013 dalle richieste di pagamento che l'amministrazione potrà mandare direttamente agli evasori del tributo.

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