La città piange la scomparsa di Cacciaglia

CIVITAVECCHIA – Iniziano ad arrivare le prime reazioni alla scomparsa dell'avvocato Vincenzo Cacciaglia. 

IL PARTITO DEMOCRATICO – "Esprimo a nome del Partito Democratico di Civitavecchia le nostre più sentite condoglianze alla famiglia per l'improvvisa dipartita dell'avv. Vincenzo Cacciaglia, Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Civitavecchia". Così il segretario del Pd Germano Ferri. "Un uomo dai grandi valori morali il quale, negli anni, è diventato insieme alla Fondazione Cariciv un punto di riferimento per il territorio e chi nello stesso aveva bisogno di aiuto. Ricordo le finalità della Fondazione – ha aggiunto – e di conseguenza i principi morali dell'Avvocato possono essere esemplificati in quelli di assistenza e tutela alle classi sociali più deboli ampliando poi nel tempo gli orizzonti, sponsorizzando a livello locale arte e cultura e diventando promotori di un'istruzione di livello, istituendo a Civitavecchia un polo universitario nato in collaborazione con le università "La Sapienza" e "Tuscia". Una perdita importante per tutta la città".

IL GRUPPO CONSIGLIARE DEL PD – "Apprendiamo con dolore che l'Avvocato Vincenzo Cacciaglia ci ha lasciato dopo aver combattuto a lungo con la grave malattia che, in questi ultimi mesi, Lo aveva profondamente provato nel corpo ma non nello spirito. A noi che abbiamo avuto avuto il privilegio di essere Suoi amici, rimarrà il ricordo di una meravigliosa persona con uno straordinario amore per la propria Città che ha dimostrato in ogni occasione, sia nello svolgimento dei tanti prestigiosi ruoli affidatigli negli anni, sia nella vita di tutti i giorni. Alla famiglia ed ai parenti le nostre più sentite condoglianze". 

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Decreto dignit�, nel Pd spunta il fronte del s�: aiutiamo M5S

Orlando: stacchiamoli dal Carroccio. I renziani sono contrari a questa linea. Maurizio Martina al momento � ben pi� prudente. Intanto il provvedimento slitta ancora

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Ricci: ''Ex amministratori ripuliti e condonati''

S. MARINELLA – «Nonostante abbia voluto evitare di far polemiche nel primo consiglio, in quanto avevo espresso chiaramente la mia opinione sui media precedentemente, continuo a considerare il nuovo presidente del consiglio un affiliato alla maggioranza che, per ammissione pubblica dello stesso Tidei, aveva avuto tale poltrona promessa». Questo il commento a caldo del leader del centrodestra Bruno Ricci subito dopo il consiglio comunale che ha scelto Roberto Maringiu come presidente dell’assise pubblica. «Nulla da dire sull’esperienza di Marongiu – continua Ricci – ma siamo sicuri che sia considerata positiva dai cittadini? Non mi era parso esser stato premiato nelle cabine elettorali. E poi sarà anche sicuro che gli elettori che lo hanno votato saranno soddisfatti del suo appoggio al Pd? Certo è che da oggi svolgerà un ruolo istituzionale e di garanzia, ma a chi chiederà il voto alle prossime elezioni, agli elettori della destra, della sinistra o forse solo a quelli che vengono gratificati da una sua poltrona? Un esempio encomiabile di coerenza verso quest’ultima». Ricci poi spazia sul discorso relativo alla nomina di Minghella come assessore. «La vecchia amministrazione – spiega Ricci – a detta di Tidei, è stata responsabile di innumerevoli mancanze e nefandezze, evidenziate in venti minuti di proclami e accuse di mala gestione del bilancio e dei conti e così, subito dopo tale drammatico quadro, arriva la nomina ad assessore di Emanuele Minghella, ex delegato al bilancio dell’ultima amministrazione. Evidentemente il neo sindaco, dopo un accenno all’importanza per la sua amministrazione attuale di accogliere persone con precedenti esperienze, ha ritenuto che Minghella abbia fatto così bene in passato, tanto da premiarlo con un assessorato. Tutto ciò suona strano ed abbastanza ridicolo, considerando anche quanto il sottoscritto abbia vissuto una campagna elettorale costantemente accusato di voler riportare al governo della città  parte della vecchia amministrazione». «Consolatevi cittadini – conclude l’esponente di centrodestra – ci ha pensato Tidei. Non sono però l’unico a chiedersi quanto i suoi candidati, gli eletti e soprattutto gli elettori, apprezzeranno questa situazione a dir poco ibrida dopo mesi di bagarre ed insulti verso gli stessi che ora siedono su quelle poltrone. Si sentiranno davvero soddisfatti ? Con questo quesito e gli sdoganamenti di ex amministratori ripuliti e condonati con faraonica amnistia, mettiamoci al lavoro per la città”.

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''Marongiu? Una promessa elettorale''

SANTA MARINELLA – Piccata risposta di Bruno Ricci alle esternazioni del sindaco Tidei in merito alla presidenza del consiglio comunale. «La veemenza della sua immediata risposta al mio comunicato – dice Ricci – non fa altro che confermare la fondatezza della mia tesi. Mi dispiace però che non abbia colto la mia dichiarata disponibilità alla collaborazione a 360 gradi per il bene della comunità, eppure era evidente, la ribadisco comunque, avrò modo di manifestarla fattivamente in futuro, ma non mi taccio e fortemente rispondo che il non voler farsi prendere in giro non ha nulla a che fare con l’esperienza politica. Che si intenda mascherare come concessione agli schieramenti di minoranza una promessa elettorale fatta a Roberto Marongiu sulla base di un accordo chiuso prima del ballottaggio, suonerebbe un insulto all’intelligenza dei cittadini ed alla mia. E non si tratta di polemica ma di voler chiamare le cose con il proprio nome, in trasparenza. Il dato è che nella odierna maggioranza, tra i suoi consiglieri chi oserebbe sfidarlo o disattendere in questa delicata fase, una sua indicazione per un impegno preso dallo stesso candidato sindaco? E’oltremodo risaputo che nell’ambito della coalizione sia sua esclusiva prerogativa prendere e chiudere accordi, anche con abilità riconosciuta. Non c’era da parte mia velleità di poter decidere alcunchè, ma di proporre, come è giusto che sia,  un nome condiviso da parte della vera minoranza, quello scaturito dal confronto con le altre forze di opposizione.  Il nome avrebbe potuto essere, perché no, anche quello di Marongiu, ma non se eletto con i voti di molti cittadini appartenenti al centro destra per poi subito favorire il PD, cambiando sponda durante il ballottaggio. Ed infatti, Marongiu è stato casualmente proposto e suggerito dal sindaco PD per la poltrona istituzionale di Presidente del Consiglio. Non ritengo sia cosa da accettare da parte mia senza qualche distinguo, e senza sottolineature forti di carattere politico».

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Santa Marinella, Marongiu presidente del consiglio. Minghella assessore esterno

SANTA MARINELLA – Si è trasformato in una vera e propria requisitoria contro l’ex giunta Bacheca, il primo consiglio comunale dell’era Pietro Tidei. Di fronte ad oltre 500 persone, il neo sindaco ha attaccato duramente la vecchia maggioranza, tacciandola di aver mandato la città al disastro.
 La seduta non ha avuto il consueto inizio in quanto, il lettore Cd che avrebbe dovuto diffondere l’inno di Mameli, non ha funzionato per cui, dopo un primo momento di imbarazzo, a togliere le castagne dal fuoco alla neo amministrazione ci ha pensato il pubblico che in coro ha intonato l’inno nazionale.

Subito dopo la presentazione dei neo consiglieri, si è passati all’elezione, tra qualche mugugno e le proteste delle minoranze, del presidente del consiglio comunale che, secondo quanto dichiarato da Tidei ancor prima della vittoria, sarebbe stata ad appannaggio delle minoranze.

Sul nome di Roberto Marongiu, però, non tutti i membri delle opposizioni hanno condiviso questa scelta. «Apprezziamo la decisione del sindaco – ha commentato il rappresentante della lista Il Paese che Vorrei Casella – ma essendo questa minoranza alquanto composita, seppur riconosciamo che Marongiu ha esperienza, non lo votiamo perché la presidenza non può essere assegnata ad un ex consigliere della giunta Bacheca che ha portato questa città allo sfascio e poi perché crediamo giusto che venga dato ad una donna».

Casella però non aveva calcolato che in minoranza non c’è nessun rappresentante del gentil sesso e su questo Tidei ha ironizzato molto. «Noi abbiamo una maggioranza formata dal 50% di donne – ha affermato il sindaco – mentre voi non siete stati capaci di eleggerne nemmeno una». Dunque, si è passati all’elezione del presidente secondo le indicazioni della maggioranza dove Marongiu ha registrato dieci preferenze. Meglio è andata invece al vice presidente (sempre delle opposizioni e cioè Lorenzo Casella) che ha ottenuto 13 voti. All’atto di comunicare i nomi degli assessori, il sindaco ha voluto fare una panoramica su ciò che ha scoperto in queste due settimane da primo cittadino non risparmiando critiche alla vecchia amministrazione.

«Purtroppo siamo in pieno dissesto finanziario – ha annunciato il sindaco – e di questo dobbiamo ringraziare la giunta Bacheca. In cinque anni hanno creato un buco finanziario di 14 milioni di euro che noi dovremo colmare aumentando le tasse e abbassando i costi della macchina amministrativa». Dunque sono stati nominati assessori, Andrea Bianchi del Pd (oltre che vice sindaco), Stefania Nardangeli del Pd, Renzo Barbazza della lista Santa Marinella Bene Comune, Emanuele Minghella (assessore esterno ed ex delegato al bilancio della giunta Bacheca) e Ivana Della Portella (assessore alla Cultura), anch’essa assessore esterno e docente universitaria.   

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Marongiu presidente del consiglio. Minghella assessore esterno

SANTA MARINELLA – Si è trasformato in una vera e propria requisitoria contro l’ex giunta Bacheca, il primo consiglio comunale dell’era Pietro Tidei. Di fronte ad oltre 500 persone, il neo sindaco ha attaccato duramente la vecchia maggioranza, tacciandola di aver mandato la città al disastro.
 La seduta non ha avuto il consueto inizio in quanto, il lettore Cd che avrebbe dovuto diffondere l’inno di Mameli, non ha funzionato per cui, dopo un primo momento di imbarazzo, a togliere le castagne dal fuoco alla neo amministrazione ci ha pensato il pubblico che in coro ha intonato l’inno nazionale.

Subito dopo la presentazione dei neo consiglieri, si è passati all’elezione, tra qualche mugugno e le proteste delle minoranze, del presidente del consiglio comunale che, secondo quanto dichiarato da Tidei ancor prima della vittoria, sarebbe stata ad appannaggio delle minoranze.

Sul nome di Roberto Marongiu, però, non tutti i membri delle opposizioni hanno condiviso questa scelta. «Apprezziamo la decisione del sindaco – ha commentato il rappresentante della lista Il Paese che Vorrei Casella – ma essendo questa minoranza alquanto composita, seppur riconosciamo che Marongiu ha esperienza, non lo votiamo perché la presidenza non può essere assegnata ad un ex consigliere della giunta Bacheca che ha portato questa città allo sfascio e poi perché crediamo giusto che venga dato ad una donna».

Casella però non aveva calcolato che in minoranza non c’è nessun rappresentante del gentil sesso e su questo Tidei ha ironizzato molto. «Noi abbiamo una maggioranza formata dal 50% di donne – ha affermato il sindaco – mentre voi non siete stati capaci di eleggerne nemmeno una». Dunque, si è passati all’elezione del presidente secondo le indicazioni della maggioranza dove Marongiu ha registrato dieci preferenze. Meglio è andata invece al vice presidente (sempre delle opposizioni e cioè Lorenzo Casella) che ha ottenuto 13 voti. All’atto di comunicare i nomi degli assessori, il sindaco ha voluto fare una panoramica su ciò che ha scoperto in queste due settimane da primo cittadino non risparmiando critiche alla vecchia amministrazione.

«Purtroppo siamo in pieno dissesto finanziario – ha annunciato il sindaco – e di questo dobbiamo ringraziare la giunta Bacheca. In cinque anni hanno creato un buco finanziario di 14 milioni di euro che noi dovremo colmare aumentando le tasse e abbassando i costi della macchina amministrativa». Dunque sono stati nominati assessori, Andrea Bianchi del Pd (oltre che vice sindaco), Stefania Nardangeli del Pd, Renzo Barbazza della lista Santa Marinella Bene Comune, Emanuele Minghella (assessore esterno ed ex delegato al bilancio della giunta Bacheca) e Ivana Della Portella (assessore alla Cultura), anch’essa assessore esterno e docente universitaria.   

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''Marongiu? Una promessa elettorale''

SANTA MARINELLA – Piccata risposta di Bruno Ricci alle esternazioni del sindaco Tidei in merito alla presidenza del consiglio comunale. «La veemenza della sua immediata risposta al mio comunicato – dice Ricci – non fa altro che confermare la fondatezza della mia tesi. Mi dispiace però che non abbia colto la mia dichiarata disponibilità alla collaborazione a 360 gradi per il bene della comunità, eppure era evidente, la ribadisco comunque, avrò modo di manifestarla fattivamente in futuro, ma non mi taccio e fortemente rispondo che il non voler farsi prendere in giro non ha nulla a che fare con l’esperienza politica. Che si intenda mascherare come concessione agli schieramenti di minoranza una promessa elettorale fatta a Roberto Marongiu sulla base di un accordo chiuso prima del ballottaggio, suonerebbe un insulto all’intelligenza dei cittadini ed alla mia. E non si tratta di polemica ma di voler chiamare le cose con il proprio nome, in trasparenza. Il dato è che nella odierna maggioranza, tra i suoi consiglieri chi oserebbe sfidarlo o disattendere in questa delicata fase, una sua indicazione per un impegno preso dallo stesso candidato sindaco? E’oltremodo risaputo che nell’ambito della coalizione sia sua esclusiva prerogativa prendere e chiudere accordi, anche con abilità riconosciuta. Non c’era da parte mia velleità di poter decidere alcunchè, ma di proporre, come è giusto che sia,  un nome condiviso da parte della vera minoranza, quello scaturito dal confronto con le altre forze di opposizione.  Il nome avrebbe potuto essere, perché no, anche quello di Marongiu, ma non se eletto con i voti di molti cittadini appartenenti al centro destra per poi subito favorire il PD, cambiando sponda durante il ballottaggio. Ed infatti, Marongiu è stato casualmente proposto e suggerito dal sindaco PD per la poltrona istituzionale di Presidente del Consiglio. Non ritengo sia cosa da accettare da parte mia senza qualche distinguo, e senza sottolineature forti di carattere politico».

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L’eco del porto risuona al Pincio

CIVITAVECCHIA – Oltre 200 persone al Pincio per partecipare al sit-in di protesta contro la decisione di Enel di ricorrere ad una gara per lo scarico del carbone. Chiari Minosse e Cpc: “La parola d’ordine è ritiro: solo ritirando il bando si chiude questa battaglia. Siamo pronti a bloccare porto e centrale”. 

Intanto in aula Calamatta è in corso il tavolo permanente sul lavoro convocato proprio per discutere della vertenza. Presente l’Enel, l’Adsp con la segretaria generale Macii, i parlamentari ed i consiglieri regionali del territorio, i consiglieri comunali, sindacati ed Unindustria. (SEGUE) 

LA MANIFESTAZIONE DEI LAVORATORI – Una manifestazione che ha visto la partecipazione anche di una rappresentanza dei portuali di Ravenna, con presenze politiche trasversali, dalla Lega, presente anche con il consigliere regionale Daniele Giannini, al vicepresidente della Regione Lazio Massimiliano Smeriglio, passando per il Pd, Onda popolare, Potere al popolo, Rifondazione comunista, arrivando poi all’ex sindaco Gianni Moscherini, intervenuto per ricordare proprio la costituzione, avvenuta sotto la sua amministrazione, della società Minosse, ribandendo la necessità di una battaglia come quella di oggi “a difesa del lavoro – ha spiegato – perché non si può risparmiare sui lavoratori. Civitavecchia non se lo meritava, e non si merita una amministrazione così silente nei confronti dei lavoratori. Mi chiedo poi da che parte sta l’Adsp: deve stare dalla parte della legge, e la legge parla còhiaro”. Tanti gli interventi, a partire da quello di Enrico Luciani, presidente della Cpc, che ha elencato i tanti portuali morti di tumore. E poi Maurizio Iacomelli vicepresidente di Minosse, pronto a proseguire la battaglia. ''Dieci anni fa Enel siglò un 'Patto per il lavoro' con la città, in cui si impegnava a creare sviluppo come risarcimento per l'apertura della centrale a carbon garantire occupazione nel territorio e puntare anche su una serie di attività, di cui non è stato fatto quasi nulla – ha spiegato il presidente di Minosse Gino Capponi – Enel ha violato quel 'Patto', ha lanciato una opa su Minosse spa, violando la legge 84/94 e creando sconcerto nel mondo della portualità. In tutta questa vicenda, però, ci sono anche gravi responsabilità politiche. Penso al sindaco cinquestelle Antonio Cozzolino. Di Maio pochi giorni fa ha detto 'basta con le gare al massimo ribasso'. Se lo ricordi''. Capponi punta il dito anche contro Unindustria, accusata di non essersi schierata con Minosse spa. ''Mentre a Verona il nostro presidente Vincenzo Boccia parla di 'patto per la fabbrica', qui Unindustria ha fatto il contrario, creando grande sconcerto nelle piccole e medie imprese. Ha difeso la politica del più forte, ha difeso la dittatura di Enel. Non ce lo aspettavamo''. “Non arretriamo di un passo” hanno promesso dalla piazza. E se si considera che mercoledì inizierà la settimana di sciopero, il clima si fa ancora più caldo.  (Agg. 09/07 ore 18.06)

L’INTERVENTO DI SMERIGLIO – "La mia presenza qui a è motivata da una forte preoccupazione per come la vicenda della gara d'appalto di Enel per lo scarico del carbone in porto si sta evolvendo. Ad oggi infatti il rischio a cui sono esposti i lavoratori, che fino ad oggi hanno svolto questa mansione, è molto alto e sembra non esserci l'approccio giusto da parte di chi dovrebbe tenere in considerazione le conseguenze di certe scelte. La mia solidarietà va quindi ai lavoratori e ai sindacati. Occorre assolutamente scongiurare un conflitto sociale che sarebbe devastante, per il porto e per l'intera città". La Regione si è detta infatti preoccupata di un’eventuale blocco portuale. Lo ha detto a più riprese questi giorni, incontrando l’Adsp, l’Enel, Comune e portuali. 

«Al fianco dei 300 lavoratori portuali che rischiano di perdere il posto di lavoro. Al fianco delle alte professionalità che da dieci anni gestiscono con impegno ed esperienza un settore fondamentale non solo per Civitavecchia e per il Lazio, ma per l’intero Paese». È quanto scrive in una nota il senatore del Partito democratico, Bruno Astorre, in merito alla vicenda della gara Enel per la movimentazione del carbone. «Auspichiamo una soluzione che non corra dietro al ribasso del costo del lavoro, né preluda a licenziamenti che sarebbero una sciagura per 300 famiglie e per un intero territorio». (Agg. 09/07 ore 18.28)

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Pd in Sardegna, è quasi rissa sul numero legale: sciolta assemblea

Liti e urla dopo una lunga procedura d’identificazione dei votanti. Sciolta la riunione e possibile commissariamento della segreteria regionale

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Pd, verso intesa su Martina segretario Renzi torna a parlare in assemblea

L’ex premier: «M5S ha inquinato la democrazia. È nuova destra, una corrente della Lega». «Ripartenza non può essere ricostruire un simil Pds o una simil Unione»

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