Convegno diocesano: la ricetta di don Maffeis per contrastare l'abuso della rete

CIVITAVECCHIA – "Non si tratta di essere pro o contro, di sottolineare più le virtù che le vertigini, i benefici piuttosto che i danni. Non si tratta di andare contro la tecnologia ma di contrastare il suo abuso, la sovraesposizione alla rete, la possibilità che invece di arricchire impoverisca le relazioni". Don Ivan Maffeis, sottosegretario della Cei e direttore dell'Ufficio nazionale delle comunicazioni sociali, ha entusiasmato i numerosi partecipanti che lo scorso 4 ottobre (nella foto di Antonio Dolgetta) hanno affollato la Cattedrale di Civitavecchia per il convegno ecclesiale che ha aperto l'anno pastorale. È stato il relatore dell'incontro che ha avuto per tema "Internet: dono di Dio o dell'uomo? Come "abitare" la rete".

Il convegno che si è aperto con la preghiera dei vespri,, è stato introdotto dal vescovo Luigi Marrucci spiegando che "più volte, i genitori che ho incontrato durante le visite pastorali, hanno chiesto di non essere lasciati soli nell'educazione dei ragazzi di fronte a questi nuovi ambiti della relazione".

A don Maffeis il compito di aiutare i presenti, educatori, catechisti, insegnanti e membri dei consigli pastorali delle parrocchie "a leggere la complessità di questo nostro tempo, evitando di ridurre tutto in buono o cattivo". Il relatore ha prima tracciato un profilo della "cultura digitale", un ambito che coinvolge tutte le generazioni: 9 anziani su 10 hanno dichiarato di utilizzare WhatsApp, in Italia si controlla mediamente il telefono ogni sei minuti e la metà delle persone non lo stacca mai. Un uso della tecnologia che ha sicuramente comportato un approccio completamente diverso ai fenomeni culturali: si è persa l'intermediazione, soprattutto nell'ambito dell'informazione. Quelli che prima erano i fruitori dei contenuti – lettori di libri e giornali, telespettatori – al giorno d'oggi possono diventare i produttori di informazione attraverso i social network. "Questa effettiva possibilità di partecipazione può esporre a confusione tra chi prende la parola con cognizione di causa e chi lo fa senza competenze".

In questo contesto, ha spiegato don Maffeis, "si apre la partita dell'educazione che vede coinvolti, insieme, famiglia, scuola, tecnologia, media e sistema educativo". Di fronte agli adolescenti iperconnessi, gli adulti "sono chiamati ad esserci con competenza tecnica, disponibilità e pazienza". Questo favorendo un "uso più sporadico della tecnologia" con chiare regole riguardo i tempi di consumo; promuovendo alternative che portino ad "alzarsi dal divano" e passare più tempo con gli altri, con l'aiuto della parrocchia dell'oratorio e delle associazioni sportive; "vigilanza e discernimento per aiutare a sviluppare senso critico" per educare a pensare e vagliare le fonti.

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Torna in piazza il Comitato No a Piazza Almirante a Ladispoli

LADISPOLI – Torna in piazza Rossellini il banchetto per la raccolta firme per dire no a Piazza Almirante a Ladispoli. "Facciamo appello alla società civile, alla 'luce umana di Ladispoli' per vincere insieme questa battaglia contro una scelta che riporta drammaticamente indietro le lancette della storia. Malgrado le richieste di un dignitoso dietrofront, siglate da diversi settori del tessuto cittadino, l'amministrazione Grando insiste nel voler intitolare un luogo pubblico alla memoria di un personaggio politico compromesso – senza pentimenti a posteriori – con una delle pagine più tragiche della storia del nostro Paese: la firma per le leggi razziali del 1938. Leggi che – proseguono dal Comitato – nel nome di una presunta superiorità 'del sangue', causarono dolore, deportazioni e migliaia di vittime inermi.  Neanche Ladispoli ne fu immune e questi sono fatti indelebili, non opinioni 'di parte'. Spingendoci oltre, se l’attuale  Amministrazione di Piazza Falcone avesse optato per un nome della destra storica 'al di sopra di ogni sospetto', probabilmente non avrebbe causato un moto di indignazione corale così fermo, malgrado le evidenti differenze ideologiche che animano gli abitanti di Ladispoli. Questo tenendo anche conto del fatto che Ladispoli, storicamente, è una città multietnica e inclusiva. Per di più l’intitolazione – ad un razzista – avverrebbe davanti ad una una Parrocchia; ad una Chiesa che, come tutte, è il simbolo per eccellenza dell’ecumenismo universale". L'appuntamento per la raccolta firme è in piazza Rossellini dalle 10 alle 19.30. La petizione, ricordano dal Comitato sarà inviata alla Prefettura di Roma e al sindaco Grando a cui il Comitato chiede, "anche alla luce delle difformità emerse sull’attuale commissione toponomastica, di sospendere l’iter attuato e di ascoltare la cittadinanza. Il confronto con la città per noi è cominciato e non ci fermeremo. Nel ringraziare quanti stanno lavorando con impegno a questa iniziativa, ricordiamo che la petizione è aperta a tutte e tutti i cittadini residenti a Ladispoli, di qualunque origine geografica, che abbiano compiuto il sedicesimo anno di età. Inoltre, su un apposito modulo di sostegno, possono firmare anche i non residenti che hanno a cuore la nostra città".

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MINISTERO DELL'INTERNO – COMUNICATO

Soppressione della Parrocchia S. Francesco d'Assisi, in Oglianico
(18A06305)

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MINISTERO DELL'INTERNO – COMUNICATO

Soppressione della Parrocchia Beata Vergine Consolata e S.
Bartolomeo, in Poirino (18A06196)

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Tanti fedeli per la Madonna delle Grazie

ALLUMIERE – Si concludono oggi i festeggiamenti in onore della Madonna delle Grazie. Venerdì notte il Santuario della Madonna delle Grazie è stato meta di numerosi pellegrinaggi. Folto il numero di pellegrini provenienti da La Bianca: i fedeli accompagnati dal parroco Don Salvatore Vitiello sono partiti dalla parrocchia Nostra Signora di Lourdes e attraversando il faggeto sono saliti sul Monte Roncone fino alla Madonna delle Grazie dove il parroco ha celebrato la messa. Questo pellegrinaggio è stato davvero molto suggestivo e sentito: oltre a tanti biancaroli hanno fatto parte del gruppo anche molti civitavecchiesi. 
Lungo il percorso illuminato dalla luce dei flambeaux e forti i momenti di preghiera. “Vedere così tanti giovani della Contrada e fedeli della parrocchia e così tanti fedeli mi riempie il cuore di gioia – ha spiegato il nuovo parroco emozionato – la Madonna ci sorride dall’alto e veglierà sul nostro cammino ascoltando le nostre preghiere, i nostri desideri e verrà per asciugare le lacrime e lenire i dolori”. Subito dopo la messa dei biancaroli è arrivato il pellegrinaggio da Tolfa guidato dal parroco don Giovanni Demeterca con gli scout e tantissimi fedeli di Tolfa e di altri Comuni limitrofi. Lungo la strada canti, preghiere, momenti di riflessione e poi nel Santuario il parroco ha celebrato la messa. 
Ad attendere i vari pellegrini il parroco di Allumiere Don Diego e il vice parroco don Stefano; molti i sacerdoti che si sono messi a disposizione per le confessioni. In mattinata sono giunti i pellegrini di Monteromano (arrivati in collina guadando il fiume Mignone) e poi quelli di Civitavecchia. Durante la giornata si è registrato un grande afflusso di pellegrini di ogni dove e si sono susseguite varie Celebrazioni Eucaristiche. Alle 18 il Vescovo della diocesi di Civitavecchia e Tarquinia ha celebrato la messa solenne alla presenza del sindaco Antonio Pasquini e di altre autorità civili, militari e religiose. Anche oggi verranno celebrate varie messe al Santuario e ci saranno sacerdoti a disposizione per le confessioni. 

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MINISTERO DELL'INTERNO – COMUNICATO

Approvazione della nuova denominazione assunta dalla Parrocchia S.M.
di Valleverde, in Bovino localita' Valleverde. (18A05567)

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