Hospice oncologico, serve un collegamento pubblico

CIVITAVECCHIA – L’associazione Onda Popolare sta raccogliendo in questi giorni delle segnalazioni da parte dei parenti di concittadini ricoverati presso l’Hospice oncologico di Via Braccianese Claudia, “che lamentano l’inesistenza di una linea pubblica di collegamento con la struttura che, pur essendo un punto “protetto” e all’avanguardia a livello regionale e nazionale per la delicata funzione di assistere i malati terminali e fornire cure palliative – ha spiegato il consigliere comunale Patrizio Svilipoti – risulta difficilmente raggiungibile se non si è dotati di mezzo proprio o se non si fa ricorso a sistemi alternativi quali il servizio pubblico di taxi. Come dire che, oltre al dover gestire una fase tanto delicata che coinvolge ed impatta pesantemente su di un proprio parente e sui propri equilibri familiari, per assicurare la propria affettuosa ed indispensabile umana presenza, debbano sostenere costi non proprio irrisori (si parla di 20/25 euro a corsa pur nella legittimità’ delle apposite tariffe taxi), con tutte le immaginabili ripercussioni, anche in relazione alle singole individuali capacità di spesa. Se ben ricordiamo, una delle condizioni indispensabili per il rilascio dell’agibilità sanitaria e per il funzionamento della struttura di Via Braccianese Claudia – ha concluso Svilipoti –  era proprio l’esistenza di una linea di trasporto pubblico con relativa fermata prospiciente la struttura sanitaria/assistenziale. Chiediamo pertanto, per le motivazioni sopra esposte, che vengano immediatamente messe in atto tutte le iniziative indispensabili per dare immediatamente una risposta utile alla risoluzione della problematica che purtroppo, sul territorio di Civitavecchia, coinvolge le famiglie di parecchi concittadini”. 

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Sant’Agostino: disagi in paradiso

VIDEO TARQUINIA – Sant’Agostino, il ‘’piccolo paradiso’’ situato lungo la costa viterbese al confine con Civitavecchia, è ancora un lembo di terra dimenticato e privo di servizi. 
Grido d’allarme del comitato ‘’Le Villette’’ per voce del suo presidente Bruno Vannini, che chiede lo sblocco dei numerosi progetti predisposti dall’amministrazione Mencarini e non ancora realizzati. Progetti e iter ancora al palo – «nonostante la volontà politica di produrre migliorie» -, che di fatto ingessano lo sviluppo dell’area.
Le idee e le possibili soluzioni a diversi problemi giacciono sulle scrivanie degli uffici comunali, mentre gli oltre duecento proprietari delle case del borgo, e i tantissimi turisti e bagnanti (molti dei quali civitavecchiesi), sono costretti a far fronte ogni giorno ai numerosi disagi legati alla scarsa fruibilità di uno dei luoghi più belli del litorale.
Le criticità sono molteplici, dall’assenza di accessi pubblici a mare per bagnanti e mezzi, alla carenza assoluta di parcheggi. Per non parlare della mancanza di servizi per disabili e di pulizia approfondita delle spiagge. Oltre a strade ancora senza nome e numeri civici e l’inaccessibilità per i disabili.
Spiagge, pochi servizi, scarsa pulizia. “A Sant’Agostino da anni stiamo chiedendo i servizi primari, finora adempiuti solo in parte – spiega Vannini – La spiaggia è trattata in maniera non etica, con il rischio di andare incontro a carenze igieniche. Le normative regionali prevedono che in una spiaggia balneabile, specie con un centro urbano intorno, si effettui la pulizia giornalmente e questo viene fatto – dice Vannini – poi però prevede anche che, da luglio ad agosto, si passi almeno tre volte a settimana con i mezzi.  Dovrebbero essere previsti anche maggiori controlli per la sicurezza, perché la spiaggia è molto frequentata da bambini e famiglie: ma tutto ciò non avviene”. “In base  alla normativa regionale 19 del 2016 – afferma inoltre Vannini – si prevede poi  che sulle spiagge libere balneabili ci siano anche dei bagni pubblici; servizi igienici anche per portatori di handicap. Ma qui non c’è nulla” .
I privati e la pulizia della spiaggia all’attenzione della Finanza. C’è anche un caso finito all’attenzione della Guardia di Finanza. “I privati – segnala Vannini – hanno raschiato la spiaggia accumulando i rifiuti che poi sono stati accatastati su una duna. Abbiamo chiesto se c’era il permesso. Né il Comune né altri risulta abbiano rilasciato autorizzazioni. Ho denunciato il fatto su un verbale della finanza, ma ad oggi nessuno è venuto a vedere cosa sia stato lasciato lì sotto”. 
L’assenza di accessi a mare. “Nell’ultimo anno ci sono stati diversi contatti con il Comune di Tarquinia, per quanto riguarda la pulizia della spiaggia, importantissima per noi, purtroppo però non abbiamo gli accessi a mare, un altro grave problema. – spiega Vannini – Non abbiamo cioè un passaggio alla spiaggia adeguato ai mezzi di pulizia. Questo problema risale agli anni ’70. Il Comune di Tarquinia all’epoca aveva identificato anche dove doveva essere realizzato il passaggio a mare. Con il via alla lottizzazione questo passaggio è stato chiuso dai privati, così ora il Comune si trova in difficoltà ad effettuare la pulizia della spiaggia e l’unica possibilità ad oggi è quella di far passare il mezzo dal varco del vicino stabilimento balneare”.  L’unico accesso al mare, nella zona delle villette, è quindi ancora oggi un passaggio stretto e ripido con scalini irregolari e senza appoggi. Un passaggio molto difficoltoso: per anziani e disabili quasi improponibile. “La spiaggia è esclusivamente frequentata da famiglie, bambini e anziani quindi urge un passaggio idoneo. – afferma Vannini – Passare dallo stabilimento significa passare su un’area privata e non pubblica, quindi non può essere considerata una soluzione. Il Comune ha intimato i gestori di lasciare aperto il varco, 24 ore su 24, ma ciò non avviene perché la chiave è nella disponibilità della ditta delle pulizie. Così nei fatti  non è garantita la fruibilità ai portatori d’handicap; e l’area è irraggiungibile per un’ambulanza che dovesse avere bisogno di accedere dopo le 19,30 perché il cancello è chiuso. Noi vogliamo che venga aperto un varco pubblico, come previsto nella lottizzazione. Abbiamo l’identificazione del passo, inserito nell’ordinanza comunale del  ’77”.
Strade e numeri civici. “Un’altra situazione da segnalare è l’assenza dei numeri civici – spiega il presidente del comitato Le Villette – Il Comune si sta interessando, ma la procedura non va avanti. Per noi si tratta di un aspetto molto importante perché attraverso i numeri civici si identificano le case e ciò consente un maggiore ordine pubblico. Alcune vie non sono ancora nominate e non si sa nemmeno se siano private o pubbliche. Ad esempio c’è via Ugo Neri chiamata così da alcuni residenti, ma non è accatastata e non risulta al Comune. Noi abbiamo chiesto di cambiare la denominazione della via principale con la dicitura: via Fontanella di Sant’Agostino perché nel 1300 qui esisteva un agglomerato agostiniano frequentato dai fedeli e si credeva che l’acqua che proveniva da una sorgente vicina fosse miracolosa. Chiediamo pertanto una denominazione della strada che sia significativa”. 
Niente servizi per i disabili. Sant’Agostino è off limits per i disabili. Emblematico il caso del signor Dino Rizzo: “Io non ho la possibilità di scendere in spiaggia da solo: non mi hanno infatti messo il corrimano che ho richiesto. Sono affetto da parecchi mali: polineuropatia agli arti inferiori, Parkinson e cardiopatia. Per arrivare al mare sono costretto a chiedere aiuto agli amici e diverse volte sono anche caduto. E non solo. Ho chiesto un parcheggio garantito sotto casa, con un apposito stallo per disabili, ma non ho avuto la possibilità di vederlo realizzato. Ho un verbale della commissione medica che attesta l’invalidità al 100% ma ancora io questo stallo non sono riuscito ad averlo. Così una mattina ho deciso di disegnarmelo da solo sull’asfalto, ma chiaramente non essendo valido nessuno lo rispetta. In tutta la zona di Sant’Agostino non esiste uno stallo per invalidi”. Ed ancora: “La mia strada è senza luce, senza numero civico e senza nome. Dieci giorni fa ho dovuto chiamare l’ambulanza perché non  mi sentivo bene e ha impiegato diverso tempo per capire dove doveva arrivare; fortunatamente i miei amici sono usciti in strada a dare indicazioni”. 
Le priorità per i proprietari delle case. Precisa la segnalazione di una donna, Adalgisa Maria Caliendi: “Sant’Agostino è una piccola insenatura incantevole tra Civitavecchia e Tarquinia, apprezzabile dal punto di vista naturalistico e paesaggistico con cui ho un legame affettivo trasmesso nel tempo a figli e nipoti, ma qui ci sono tanti problemi irrisolti che si trascinano negli anni. Il primo è la mancanza di passaggi a mare pubblici e fruibili agevolmente da persone e mezzi di soccorso; poi la lista è lunga: carenza di parcheggi; scarsa pulizia della spiaggia e della strada; acqua che spesso scarseggia; eccessiva presenza di persone rispetto alla ricettività che offre il tratto di arenile; assenza di controllo delle forze dell’ordine sulla spiaggia stessa e sulle attività permesse e praticate. Non uniformità nel far rispettare leggi e decreti da parte degli enti preposti quali Comune, Guardia di finanza e Guardia costiera. Non c’è sinergia tra gli organi di controllo”.
Niente parcheggi. “Il fine settimana la località di Sant’Agostino si riempie in ogni angolo – segnala Vannini – ma non ci sono parcheggi. Noi abbiamo una strada catalogata a doppio senso ma non c’è adeguato spazio, poiché non essendo nell’area presenti dei parcheggi, i turisti sostano lungo la carreggiata e si creano veri e propri ingorghi che rendono impossibile anche il passaggio alle ambulanze. Chiediamo con urgenza la realizzazione di parcheggi, soprattutto per i proprietari delle case. Anche su questo, la politica comunale si è attivata, però poi gli uffici competenti sembrano  non riuscire ad identificare il luogo dove poter realizzare questi benedetti parcheggi”.
Gli uffici comunali. “La nuova amministrazione come programma ha inserito interventi su Sant’Agostino ma i risultati si allungano – conclude Vannini – Sindaco e assessori, immediatamente dopo l’insediamento, si sono attivati: il problema sembra essere legato ai vari settori amministrativi comunali e non sappiamo il perché. L’attuale amministrazione Mencarini dal punto di vista politico è stata molto attenta al problema della zona, lo stop ai progetti sembra arrivare dai responsabili dei vari settori. Ci auguriamo che questi puntelli vengano rimossi così da trasformare finalmente Sant’Agostino in un luogo di sogno, quale è e merita di essere”.

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Moto contro auto su via Terme di Traiano

CIVITAVECCHIA – Grave incidente all'altezza dello svincolo per l'autostrada Civitavecchia Nord. Una moto stava scendendo via Terme di Traiano, verso la città, quando si è scontrata con un'auto proveniente dall'incrocio che porta all'autostrada. L'impatto è stato violentissimo e il centauro è volato per parecchi metri. Le dinamiche sono ancora poco chiare. Il giovane è stato trasportato a Roma in eliambulanza, pare fosse cosciente e muovesse un braccio. La donna alla guida dell'auto era in forte stato di shock. Sul posto soccorsi, Vigili del Fuoco, Polizia – che ha iniziato ad effettuare rilievi e cercare testimoni – e Carabinieri. (SEGUE)

 

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Moscherini: ''Un progetto articolato per rilanciare Tarquinia'' 

TARQUINIA – Riportare l’attività di pesca a Porto Clementino, ridando vigore all’antico molo. Tutelare le vasche delle Saline e riaprire una piccola fabbrica del sale, proprio come a Cervia, sfruttando la presenza dell’Università della Tuscia quale laboratorio scientifico di ricerca e controllo e ambìto polo culturale attrattivo per scuole ed altri Atenei. Inserire la talassoterapia per la cura della pelle. Coniugare, poi,  la scienza alla storia, grazie al vicino porto di Gravisca. Ma non solo. Costruire anche un porticciolo turistico per piccole navi da crociera, con tanto di oceanario. Un porto che funzioni, al contempo, da barriera protettiva per l’area delle Saline e da veicolo economico di alta qualità per il territorio. Infine, integrare la riqualificazione urbanistica di San Giorgio dentro questo contenitore globale di sviluppo. 
È questo l’ambizioso progetto illustrato dal consigliere comunale Gianni Moscherini mercoledì mattina alla stampa e già presentato ai cittadini di Tarquinia nel convegno dello scorso 13 luglio. Un obiettivo importante per il territorio che coniuga l’ambiente  al turismo, alla cultura e alla riqualificazione urbana. 
Il ‘’Cantiere della nuova politica’’ è in piena attività per portare a termine l’o0biettivo definito «molto importante per il futuro turistico, occupazionale ed urbano della città e del territorio di Tarquinia». Un progetto che punta ad essere discusso – con il disegno preliminare -, in consiglio comunale già a settembre e che, se non incontrerà intoppi nella stesura definitiva,  potrà essere cantierato già entro l’anno 2019. «Il lavoro di preparazione sta per essere concluso – ha spiegato Gianni Moscherini –  e nell’arco di 20 giorni il progetto preliminare, con le relative ed eventuali osservazioni, potrà essere presentato al sindaco Mencarini e portato al vaglio del consiglio comunale».
TRE DIRETTRICI SU CUI LAVORARE. «Il progetto – ha spiegato il leader del ‘‘Cantiere della nuova politica’’ – è articolato, anche se è unico, perché investe tutte le aree comprese tra Porto Clementino e San Giorgio, comprese le Saline. Un lavoro lungo, fatto già prima delle elezioni e ripartito successivamente con lo studio di Porto Clementino. Dal Porto Clementino ci siamo poi allargati, perché l’obiettivo è uno. La difesa ambientale della costa delle Saline dalle continue mareggiate è infatti un problema che può essere arginato anche attraverso la riqualificazione dell’intera area, fino a San Giorgio,  che preveda anche delle protezioni a mare che abbiano una duplice  funzione,  quella ambientale e quella di sviluppo turistico e urbanistico». 
PORTO CLEMENTINO.  «Abbiamo fatto verificare la possibilità di riportare Porto Clementino a svolgere quelle funzioni che aveva ai tempi di Clemente XIII riorganizzando la pesca. I pescatori amatoriali potranno vendere direttamente sul molo il pesce da loro pescato. Un’attività che si legherebbe anche alla storia del vicino porto di Gravisca.
SALINE. Vicino al Porto Clementino ci sono poi le Saline che richiedono un intervento di tutela. «Il progetto è quello di difendere le vasche – ha ricordato Moscherini –  e di questo una grande  lezione ce l’ha data il professor Nascetti che ha studiato la materia. Tutte le opere che saranno realizzate, dovranno garantire l’intoccabilità del fondale marino a partire dalla Posidonia. Poi si tratta di sfruttare il sale, utilizzando le strutture lasciate abbandonate dal sindaco Mazzola. Lì, l’unica parte ancora sfruttata è quella dedicata ai carabinieri Forestali e quella dell’Università della Tuscia con il professor Nascetti, per il resto è tutto in stato di abbandono. Alle Saline vogliamo fare quello che è stato fatto a Cervia: rifare una piccola fabbrica del sale con un investitore, già potenzialmente presente. Ma non solo, l’area si presterebbe a quello che già Luigi Daga, come ha ricordato il professor Nascetti aveva pensato, e cioè la talassoterapia, apportando le opportune modifiche alle strutture già esistenti.
IL PORTICCIOLO. Tra le Saline e San Giorgio viene poi ripensato il porto turistico che era già stato presentato in campagna elettorale. La location è infatti diversa, spostandosi dalla foce del Marta, al confine con San Giorgio. «Le numerose problematiche dell’area – ha spiegato Moscherini –  hanno portato il gruppo di professionisti che sta lavorando sul progetto, a ritenere più idonea l’area a ridosso di San Giorgio, integrando così il porticciolo con l’idea della ‘’città giardino’’ studiata per la riqualificazione urbanistica della zona». «Inserendo il porticciolo lì in quella zona, si attua una riorganizzazione globale dell’area dal punto di vista turistico e sanitario. – ha detto Moscherini – La struttura del porticciolo a forma di coda è anche studiata per proteggere l’area dalle mareggiate. La realizzazione del porticciolo a forma di ‘’nove’’ seguirà, in ogni caso le esigenze ambientali, a seconda dei pescaggi. Qui è previsto anche un oceanario, nei primi trecento e quattrocento metri dalla sabbia, fino ad arrivare a dopo quattrocento metri che si va sul pescaggio delle barche. Poi l’ attracco per piccole navi da crociera: la scelte è legata anche al fatto che le navi più piccole, oltre ad essere meno impattanti dal punto di vista ambientale trasportano turisti più ricchi, che forniscono maggiori garanzie economiche per il territorio ai quali viene offerto un contesto turistico- ambientale e culturale di assoluto interesse». 
IL PROFESSOR GUARASCIO. Il professor Massimo Guarascio, docente universitario della Sapienza di Roma, in  Ingegneria della sicurezza, ha già contribuito alla realizzazione del porto di Civitavecchia ed è stato per parecchi anni presidente della Rete mediterranea della Facoltà di Ingegneria che ha sede a Civitavecchia.  Attualmente è membro del consiglio della stessa rete. «Vorrei dare un contributo dal punto di vista identitario culturale – ha detto – coniugando l’identità del territorio con questo tipo di progetto». Le ragioni storiche del territorio, uniche e preziose, per il professore costituiscono infatti le basi su cui elaborare anche il progetto ambientale e naturalistico. “Quest’area rappresenta una ricchezza unica: a fianco a Roma ma diversa da Roma e prima di Roma. Un fatto importante da poter comunicare all’esterno. Omero ce lo ha raccontato: c'è un inno omerico a Dionisio e Bacco che cita per la prima volta  i Tirreni che hanno rapito Bacco in una delle prime incursioni nell'est del Mediterraneo. Nell'anno mille e un po' prima. Narra il mito che i Tirreni si sono spaventati dai fenomeni strani di Bacco che ha fatto nascere uva sui pali della nave e si sono buttati in mare e sono diventati delfini. I delfini sono la trasformazione degli Etruschi. Basti pensare che sono disegnati all’interno delle tombe etrusche. Andrebbe creato un progetto culturale con le scuole e con le Università per diffondere la storia Etrusca e del territorio. La parte storica della cultura etrusca andrebbe poi integrata con la parte scientifica e ambientale. Il professor Nascetti ad esempio ha lanciato l'allarme dicendo che bisogna intervenire subito su quest’area perché sta diventando mar morto. Rischia cioè di estinguersi la vita marina se non si interviene adeguatamente. Il contributo di Nascetti e del laboratorio di biologia marina della Tuscia costituiscono un polo unico che ha già creato un progetto europeo di elevata importanza scientifica. Nell'ambito residenziale del borgo delle Saline si può creare un'area universitaria per gli studenti per approfondimenti sia storico e culturali del territorio sia scientifici e ambientali per un polo culturale unico nel suo genere. Questo investimento – ha aggiunto il professore – sarebbe un grande attrattore”.

I VINCOLI . “Il vincolo paesaggistico  deve essere messo all'inizio – ha sottolineato il professore -: le scelte vanno calibrate sulla base delle eventuali limitazioni ambientali e sulla necessita di proteggere la riserva; in questo contesto poi vanno inserite le altre opere di balneazione, navigazione e altro. Il laboratorio dell’Università della Tuscia, in questo senso rappresenta il riferimento di punta di come si protegge la vita marina. Il vantaggio sta infatti anche nell'avere la struttura universitaria di controllo fissa sull’area”.

I COSTI. L'equilibrio dei conti  relativi ai costi del progetto nel suo complesso sarà presentato nel progetto preliminare, sottolineano all’unisono Moscherini e il professore. “In approvazione in consiglio – ha spiegato Moscherini – andrà l'approvazione del progetto con gli eventuali investimenti pubblici, che saranno consistenti, e investimenti privati. Una volta approvato il progetto preliminare in consiglio si faranno i vari capitoli di intervento concreto per ogni parte del progetto”. 

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La Lazio pesca nel vivaio del Dlf

Importante prospettiva per un giovane di indiscusso talento che ha gravitato quest’ultima stagione tra le file del Dlf Civitavecchia.
Federico Serra, classe 2006, ariete innato, rifinitore all’occasione, destro naturale, dotato di un grande passo e di eccelse qualità tecniche, è stato oggetto di contesa tra le due società professionistiche della capitale. Durante i numerosi impegni in importanti manifestazioni di prestigio, si è fatto notare dagli osservatori di molti club. 
Dopo un periodo di prova tra Trigoria e Formello, la scelta del giocatore e della famiglia si è orientata in direzione S.S. Lazio, che ha prospettato per lui un futuro progetto, reale e tangibile, che lo avrebbe coinvolto. Federico è solo l’ultimo, in ordine di tempo, di una lunga serie di giovani promesse che si sono messe in mostra calcando il green del Dopolavoro e che sono sorvegliati speciali del calcio d’elite.  In questo frangente è stato fondamentale il lavoro dello staff dielleffino che si occupa di scouting  e che, ogni anno, prepara i giocatori che attirano l’interesse  delle più prestigiose realtà romane. Il Dlf da parecchi anni a questa parte si dimostra il trampolino di lancio di molti calciatori che hanno avuto la lungimiranza di passare da Viale Baccelli, grazie soprattutto  alla sempre più stretta collaborazione con le società professionistiche della capitale e in particolare dallo scorso anno con la società biancoazzurra. «Tutto questo – ripete il direttore sportivo Daniele Bencini, vero artefice della trattativa con il club romano – al fine di aiutare i possibili campioni di domani. Perché monitorare, mettendo in evidenza i migliori talenti del comprensorio, seguire le performance e la crescita dei propri ragazzi è uno degli obiettivi principali di ogni gruppo che si rispetti». 
La società al completo augura al giovane ‘‘laziale’’ di trarre il massimo beneficio da tale esperienza e auspica che questo sia solo l’inizio della sua brillante carriera.

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Leocon e Civitavecchia: si pensa in grande

«Abbiamo creato un polo senza precedenti a Civitavecchia, ora ci affacciamo al litorale con più forza in modo da poter fronteggiare le società di Roma». Parola del patron della asd Leocon Stefano Ambrosi dopo lo storico accordo raggiunto con il Civitavecchia calcio 1920. La Leocon esce da un anno glorioso con i due importanti risultati raggiunti nel campionato Elite giovanissimi fascia b e nella categoria regionale. Soddisfazioni frutto del duro lavoro dello staff della società che ora guarda al futuro e punta all’ambizioso obiettivo di creare un vero e proprio polo calcistico che possa portare in alto «e dare lustro allo stemma del Civitavecchia calcio che è anche un simbolo che rappresenta l’appartenenza cittadina – ha spiegato Ambrosi – questo è sicuramente un progetto tecnico molto importante». (SEGUE)

IL PROGETTO – Un accordo che per ora viaggia sulla lunghezza dei cinque anni ma c’è l’intenzione, come ha spiegato lo stesso Ambrosi, di proseguire anche da parte del patron del Civitavecchia calcio Ivano Iacomelli. «La mia società – ha continuato Ambrosi – gestirà il settore giovanile agonistico, forte anche della nostra esperienza e dei risultati ottenuti. Abbiamo tre categorie elite e tre categorie regionali. Stiamo facendo qualcosa che non era mai stato fatto. Dal primo luglio gli allievi 2002 – 2003 faranno base al Tamagnini o allo stadio comunale mentre dai giovanissimi in giù si alleneranno presso la sede dell’asd Leocon al campo sportivo Luca Di Ianne». Ma i piani delle due società sono molto ambiziosi perché la Leocon può contare su tecnici «assolutamente qualificati. Con questa operazione – ha detto Ambrosi – si dovrebbero sfiorare i 400 atleti e si andrebbe a creare un vivaio maggiore. Per non parlare del fatto che andremmo a rafforzare anche la categoria Juniores e la prima squadra del Civitavecchia che oggi più che mai non hanno programmazione rivolta ai giovani. Io – ha promesso il patron della Leocon – da parte mia metterò tutte le mie conoscenze e il settore tecnico a disposizione per mantenere tutti i rapporti con le società professioniste in modo da poter dare ai giovani la possibilità di poter avere qualche avventura in queste società». Ma non solo allenamento e agonismo, la Leocon è pronta per offrire molti altri servizi, anche ai genitori, al di fuori dei campi da gioco. «Ci occuperemo – ha evidenziato Ambrosi – anche della salute dei ragazzi, affrontando eventuali problematiche come ad esempio l’alimentazione o i controlli medici. Tutto questo rientra nel progetto della nostra società». A fare da filo diretto tra prima squadra, Juniores e settore giovanile sarà Fabio Ceccacci. Ambrosi, invece, sarà responsabile del settore giovanile affiancato dal direttore tecnico Nello Savino ma «potrebbe esserci qualche altro inserimento – ha sottolineato Ambrosi – comunque a giorni renderemo pubblico l’organigramma tecnico della nostra gestione. In questo momento in cui molti pensavano che il settore giovanile di Civitavecchia avesse avuto un indebolimento, grazie a questa operazione con il patron Iacomelli, crediamo di aver garantito una maggiore forza ed efficacia e creato il miglior settore agonistico della città». Si tratta di un progetto win – win perché così facendo il Civitavecchia calcio potrà concentrarsi su prima squadra e Juniores affidandosi alla professionalità della Leocon, dimostrata a più riprese in questi anni, specie con i risultati raggiunti nell’ultima stagione calcistica. (Agg. 26/06 ore 19,33 SEGUE)

L'OPPORTUNITÀ – Ma ci sono anche novità interessanti, specie per i ragazzi che decideranno di prendere parte a questo ambizioso progetto. «Dal momento in cui abbiamo stipulato questo accordo con il presidente Iacomelli – ha continuato Ambrosi – ho avuto parecchi contatti con società professionistiche e molte pressioni per affiliazioni varie. Sto valutando di creare un rapporto preferenziale con alcune di queste società, sempre – ha concluso Ambrosi – con l’intento di garantire una possibilità maggiore ai nostri ragazzi» . (Agg. 26/06 ore 19,54)   

 

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Un campo di grano salvato dal fuoco

CERVETERI – Con l’avvento dell’aumento delle temperature che da ormai da alcuni giorni hanno fatto esplodere l’estate, comincia a non esserci più pace per il nucleo della protezione civile di Cerveteri che è in prima linea negli interventi  necessari  ad affrontare gli incendi che si sviluppano nelle campagne di un territorio vastissimo come quello del comune ceretano, dove nonostante le puntuali ordinanze dell’amministrazione comunale che ordinavano ai proprietari quanto fare per la prevenzione, sono ancora parecchi i luoghi dove il rischio è palese ed evidente. A questo bisogna aggiungere poi l’attività di anonimi piromani che appiccano il fuoco a volte in modo mirato, come giorni fa per esempio, che è andata distrutta una discarica abusiva. 
Oggi è stata la seconda volta che si è dovuti  intervenire nell’arco di una settimana, per impedire che in via Casetta Mattei andasse distrutto un intero campo di grano con una certa quantità di rotoballe di fieno presenti nel campo. 
I due equipaggi antincendio del nucleo operativo della Prociv di Cerveteri, equipaggi al top dell’addestramento, coordinati dal responsabile  Roberto Bisegni,  sono entrati in operatività alle ore 13,30 allertati dalla sala operativa regionale risolvendo l’incendio in circa un ora.

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Dispersi a Monte Paradiso: salvati dalla Polizia

<p>CIVITAVECCHIA – Brutta disavventura, ieri sera, per una coppia&nbsp;appassionata di free camping che si era introdotta nella fitta boscaglia che, dall&rsquo;abitato di Civitavecchia arriva fino al lago di Bracciano&nbsp;ma, quando era ormai buio, la donna &egrave; inciampata su un arbusto rimanendo ferita tanto da non riuscire pi&ugrave; a camminare. Il compagno, disperato perch&eacute;, oltre a non riuscire a trasportare la donna si &egrave; reso conto di essersi perso, ha chiamato la Polizia di Stato. Immediatamente gli agenti del commissariato di Civitavecchia, diretto da Nicola Regna, hanno attivato le ricerche.</p>

<p>Il primo aiuto &egrave; arrivato dalla tecnologia; i poliziotti hanno chiesto all&#39;uomo di inviare la posizione usando l&rsquo;applicazione WhatsApp riuscendo cos&igrave; almeno ad individuare, seppur sommariamente, la zona, nei pressi di Monte Paradiso. Il successivo tentativo di far sentire alla coppia le sirene &egrave; invece stato vano, segno che la distanza tra i dispersi e le auto della polizia era notevole. A quel punto gli agenti, insieme al personale sanitario, non hanno potuto far altro che introdursi a piedi nel bosco trovando prima l&rsquo;uomo e dopo parecchi minuti, seguendo le grida di aiuto, la donna.&nbsp;&nbsp;</p>

<p>Non essendo possibile far arrivare in alcun modo un mezzo di soccorso, poliziotti ed infermieri si sono alternati a trasportare la donna su una tavola spinale. Durante il cammino si &egrave; reso necessario spezzare vari arbusti per rendere i passaggi pi&ugrave; agevoli e non far soffrire la donna per le asperit&agrave; del terreno.&nbsp;Solo a mezzanotte e mezza i soccorritori sono arrivati all&rsquo;ambulanza e di l&igrave; in ospedale.&nbsp;</p>

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Strisce blu: lavori bloccati

di TONI MORETTI

CERVETERI – Già da parecchi giorni i lavori relativi alla installazione dei parcheggi a pagamento, sono fermi. C’era un movimento, nell’area designata, di uomini che  prendevano le misure e che provvedevano a disegnare gli stalli di quel fatidico colore blu in via Ceretana, intorno ai giardini, in Piazza Aldo Moro, dove sono stati convertiti dal bianco al blu tutti quelli esistenti e poi fino a piazza S. Pietro e scendendo per via S. Angelo. Era già cominciato il primo vociare, Cerveteri è fatta così. Chi ha cominciato a contestare il fatto che alcuni stalli erano stati fatti non a spina ma verticali, chi accenna ad organizzare una protesta per la mancanza di equità tra stalli blu, a pagamento e bianchi, quelli gratuiti, tanto che scende in campo anche il Codacons che minaccia addirittura una class action a favore del principio di equità nella distribuzione. Il sindaco si difende dicendo che se ne era tanto parlato, che in fondo erano stati proprio i commercianti a chiederli, e che circa l’equità vi erano comunque a pochi metri i parcheggi gratuiti del Granarone che avrebbero compensato, poi i famosi due o tre giorni di neve e di gelo, ma passata questa emergenza, tutto si è fermato. Perché. Si è tentato di scoprire se ci fossero state azioni che avessero in qualche modo bloccato, sia pure dal punto di vista burocratico l’azione in atto. Nulla in tal senso è risultato. Bocche cucite da parte dei protagonisti e i decisori del progetto anche se si vedeva dalle loro facce che sbiadiva la determinazione, inspiegabilmente. Qualcuno si è lasciato andare dicendo che neve e gelo hanno interrotto quelle che erano ritenute condizioni favorevoli per continuare il lavoro e che tutto sarebbe ripreso appena possibile. Qualcun altro ha spiegato che il proseguimento di, quei lavori sarebbe stato d’impaccio a degli interventi di ripavimentazione già programmati nel centro storico e che quindi sarebbero ripresi successivamente ed intanto cominciavano a trapelare voci dal palazzo circa la possibilità che tutto sarebbe avvenuto in seguito ad una pesante censura/consiglio di un grosso dirigente comunale, che invitava a rivedere l’assegnazione dell’appalto per anomalie riscontrate nello svolgimento della gara stessa. Una ridda di voci che non hanno ancora trovato ufficialità e quindi smentita ma che incuriosiscono anche perché il maltempo è passato, abbiamo già avuto splendide giornate di sole, ma i lavori rimangono bloccati e nessuno riesce a dare risposte esaurienti tanto da far pensare che ci sia il tentativo di far passare tutto in cavalleria.  

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