Via Canova, immobile nel degrado

CIVITAVECCHIA – Si dicono preoccupati i residenti di via Canova e via XXV Aprile per lo stato di degrado ed abbandono in cui versa lo stabile che si trova accanto alla palestra. «Una jungla, tanto amianto, ogni genere di escrementi, insetti ed animali – ha scritto un residente – tutto ad appena 150 metri dalla scuola elementare di via Apollodoro, a 10 metri da una farmacia e diversi studi medici». Se da un lato l’assessore ai Lavori Pubblici Alessandro Ceccarelli rassicura soprattutto per quanto riguarda la presenza di amianto, dall’altro auspica che la situazione possa risolversi a breve. «Siamo in attesa – ha infatti spiegato – della firma della convenzione tra Ater, che deve svolgere i lavori di riqualificazione, e Città Metropolitana, proprietaria di parte dell’edificio dove esisteva una scuola. Pare non si riesca a trovare la quadratura del cerchio». Eppure si parla di un progetto datato. Ad ottobre di due anni fa la riqualificazione è passata anche per il consiglio comunale, con un via libera all’unanimità per la realizzazione di una scuola materna e 14 alloggi per anziani e altre categorie sociali, realizzate con tecniche innovative e a basso impatto ambientale, da cedere in locazione a “canone sostenibile”, parcheggi e spazi a verde. Circa sei anni fa il protocollo d’intesa tra Ater, Comune ed ex Provincia, per un’opera da 2,5 milioni di euro. Ma ancora non si intravede nulla.

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Ladispoli, stadio off limits. Spettatori al sole cocente e scarsa sicurezza.

LADISPOLI – Dopo 13 anni la Us Ladispoli è tornata in serie D. Certo, non con il risultato che ci si attendeva (1-4 per gli avversari), ma l’Avellino è una squadra blasonata, di categoria superiore con una rosa formidabile e calciatori del calibro di Sforzini (tanti gol in serie B). Lo spettacolo comunque c’è stato. E questa è una nota molto positiva per l’ambiente calcio, per la Us Ladispoli dopo la cavalcata avvincente dello scorso anno in Eccellenza. Cosa invece non ha funzionato ieri, come del resto prevedibile alla vigilia, è la questione legata all’impiantistica dello stadio Angelo Sale. Una struttura realizzata neanche due anni fa e che presenta delle lacune evidenti. A cominciare dalla tribuna senza coperture. I tifosi sono stati costretti a vedere la partita di calcio sotto il sole cocente. Alcuni hanno abbandonato il match anzitempo. “Peccato davvero, un Ladispoli in serie D contro questo Avellino non me lo volevo perdere, ma l’afa non fa bene al mio cuore. Ho speso anche 10 euro per il biglietto”, è la lamentela di un anziano residente. Fosse solamente il caldo il problema (in caso di acquazzone la gente abbandonerà i posti e chi rimborserà i biglietti?). La capienza è in cima alla lista. Tribuna così piccola che è stata interamente occupata dai tifosi avellinesi, giunti in 500 dalla Campania, che si sono messi a sedere nella parte degli ultrà ladispolani, rimasti incredibilmente fuori dall’Angelo Sale. Se il clima non si è surriscaldato si deve proprio alla condotta dei tifosi rossoblu che non hanno creato ulteriori tensioni. Terzo nodo da risolvere: la sicurezza. Al triplice fischio finale gli spettatori ladispolani sono stati costretti dalle forze dell’ordine a rimanere dentro lo stadio attendendo l’uscita dei “lupi” di Avellino, ma ormai centinaia di tifosi si erano riversate nel piazzale davanti ai cancelli. Alla fine carabinieri e polizia hanno aperto il cancello per evitare disordini. Non meno importante l’aspetto della viabilità. Migliaia di persone nei parcheggi davanti allo stadio e nella via dell’Area artigianale, con bambini che hanno rischiato di finire sotto le auto. Uno scenario complessivo non da serie D sicuramente (ma neanche da Terza Categoria), aldilà di quello che è accaduto poi sul rettangolo verde dove l’Avellino ha battuto per 1-4 i padroni di casa di mister Bosco che comunque erano stati in grado di riaprire il match con una punizione magistrale di Cardella in chiusura di primo tempo. Nella ripresa i verde bianchi si sono portati sull’1-3 calando definitivamente il poker in contropiede a 15 minuti dalla fine.
 

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Tra le priorità fossi, scuole e sede comunale

S. MARINELLA – Si è tenuta ieri mattina, nella sala riunioni dell’Istituto Ancelle della Visitazione, la convention del centro sinistra, organizzata dal sindaco Tidei e dal suo staff. Alla presenza del primo cittadino, del suo vice Bianchi, degli assessori, dei consiglieri comunali di maggioranza e dei delegati, sono stati resi noti i progetti e i programmi della nuova amministrazione e sono state successivamente assegnate le deleghe. 
A prendere la parola è stato il sindaco che in una lunga relazione, che ha bloccato sulle poltrone le oltre trecento persone partecipanti, ha spiegato con l’ausilio di molte slade, i progetti che la sua giunta vuole portare a termine nel corso della legislatura. 
Il primo cittadino ha portato a conoscenza dei presenti dei tantissimi problemi a cui ha dovuto far fronte in questi primi due mesi di attività, lasciatigli in eredità dalla passata amministrazione, ma allo stesso tempo ha elencato una serie di opere da realizzare in tempi brevi, per riportare alla funzionalità la macchina amministrativa e i servizi al cittadino. «Sono quei progetti che io ho più volte reso noti in questi mesi – spiega Tidei – che sono la questione del castello di Santa Severa, gli impianti sportivi, le case popolari, la sistemazione delle scuole, la pista ciclabile, le barriere soffolte, il piano di zona della Quartaccia. Tutte cose che abbiamo detto al presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti che ci ha promesso di poter parlare con i vari assessori e rivolgersi a loro per alcune tematiche. Come sapete abbiamo dovuto far fronte ad un buco di bilancio catastrofico che ci ha costretto a dichiarare il dissesto ma una volta rimesso il bilancio in equilibrio avremo l’opportunità di chiedere quei fondi necessari per risistemare i fossi con un finanziamento di sei milioni di euro che ci erano già stati assegnati ma che abbiamo rischiato di perdere, abbiamo la necessità di risistemare le scuole, realizzare la sede comunale che vogliamo portare nel plesso delle scuole Benedettine che vogliamo acquistare per portarvi tutti gli uffici comunali sparsi in città, così come ci aspettiamo un aiuto per realizzare le barriere soffolte a Santa Severa, una pista ciclabile da Fiumicino a Civitavecchia e puntare ad avere alcuni terreni di proprietà dell’Arsial per costruire dei parcheggi a Santa Severa, la sede delle associazioni di volontariato, e le case popolari”. Sono stati tantissimi gli argomenti trattati dal sindaco che saranno oggetto di interventi dopo aver risolto i problemi di bilancio.

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Cessione delle quote di Port Mobility: tutto regolare

CIVITAVECCHIA – Nessuna irregolarità nella procedura ad evidenza pubblica per la cessione della quota di partecipazione societaria detenuta dall’Autorità Portuale di Civitavecchia nel capitale sociale della Port Mobility spa. Questo, in sostanza, quanto stabilito dalla quinta sezione del Consiglio di Stato, presieduta da Francesco Caringella, che ha respinto l’appello presentato dalla Medov per la riforma della sentenza del Tar del Lazio del 15 dicembre 2016. 

La società, che per conto di numerosi armatori si occupa di logistica e spedizioni connesse al trasporto passeggeri e merci, aveva presentato ricorso ai giudici amministrativi contro quel bando e contro i provvedimenti mediante i quali è stato consentito che l’80% delle quote del capitale sociale – originariamente appartenenti ad Autostrade per l’Italia spa e Saba Italia spa – venissero trasferite a Sportiello Riparazioni Costruzioni Navali e da questa a Rogedil, pur mantenendo il rapporto concessorio con la Port Mobility per la gestione dei parcheggi e della mobilità in ambito portuale. Medov, interessata a partecipare alla gara, aveva fatto richiesta di accesso ad una serie di documenti; non avendo avuto tempestiva risposta la società si sarebbe trovata nelle condizioni di non poter partecipare e formulare la propria offerta.

Ma secondo il Consiglio di Stato le cose non stanno così: Medov avrebbe potuto partecipare, poiché non vi sono stati elementi preclusivi ai fini della formulazione dell’offerta, possibile anche in virtù della perizia asseverata di stima, riprendendo di fatto quanto già stabilito dal Tar. 

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Cessione delle quote: tutto regolare

CIVITAVECCHIA – Nessuna irregolarità nella procedura ad evidenza pubblica per la cessione della quota di partecipazione societaria detenuta dall’Autorità Portuale di Civitavecchia nel capitale sociale della Port Mobility spa. Questo, in sostanza, quanto stabilito dalla quinta sezione del Consiglio di Stato, presieduta da Francesco Caringella, che ha respinto l’appello presentato dalla Medov per la riforma della sentenza del Tar del Lazio del 15 dicembre 2016. 

La società, che per conto di numerosi armatori si occupa di logistica e spedizioni connesse al trasporto passeggeri e merci, aveva presentato ricorso ai giudici amministrativi contro quel bando e contro i provvedimenti mediante i quali è stato consentito che l’80% delle quote del capitale sociale – originariamente appartenenti ad Autostrade per l’Italia spa e Saba Italia spa – venissero trasferite a Sportiello Riparazioni Costruzioni Navali e da questa a Rogedil, pur mantenendo il rapporto concessorio con la Port Mobility per la gestione dei parcheggi e della mobilità in ambito portuale. Medov, interessata a partecipare alla gara, aveva fatto richiesta di accesso ad una serie di documenti; non avendo avuto tempestiva risposta la società si sarebbe trovata nelle condizioni di non poter partecipare e formulare la propria offerta.

Ma secondo il Consiglio di Stato le cose non stanno così: Medov avrebbe potuto partecipare, poiché non vi sono stati elementi preclusivi ai fini della formulazione dell’offerta, possibile anche in virtù della perizia asseverata di stima, riprendendo di fatto quanto già stabilito dal Tar. 

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Laziocrea: “Esiste un business plan relativo al castello di Santa Severa”

SANTA MARINELLA – Laziocrea spa, società in house che gestisce il castello di Santa Severa per conto della Regione Lazio, pur condividendo molti dei passaggi dell’articolo pubblicati su Affaritaliani.it,  che di fatto confermano il successo del progetto, tiene a precisare che “alcuni aspetti relativi alla sua presunta fragilità finanziaria non corrispondono alla realtà”.

“Al contrario di quanto sostenuto, – affermano da Laziocrea spa –  esiste un business plan relativo alle attività del Castello. Questo viene costantemente monitorato, di pari passo con l’evoluzione del progetto. A questo proposito si può cautamente affermare che, a fronte di un probabile, leggero squilibrio economico/finanziario che verrà registrato alla fine del 2018, il progetto del castello otterrà una sua autonoma sostenibilità già entro la fine del 2019, tempo relativamente breve per investimenti del genere”.

“Altro aspetto non condivisibile, – sottolinea la società – è quello relativo al giudizio sul modello gestionale adottato. L’impostazione data al progetto va nella direzione di una collaborazione pubblico-privato, come i numerosi bandi di gara pubblici correttamente citati dimostrano. Per la gestione dei servizi del castello si punta, infatti, ad una sinergia pubblico-privati, dove il primo si pone come garante della progettualità del sito, nell’ambito delle politiche tese a valorizzare sempre più il patrimonio immobiliare regionale e a creare un indotto economico per tutto il territorio interessato, mentre i secondi si prendono in carico i servizi, siano questi la ristorazione, i parcheggi, le attività commerciali e altro ancora”.

“Conclusa la fase di start up, – afferma Laziocrea spa – che ovviamente richiedeva e richiede ancora un controllo più assiduo da parte della “proprietà”, al castello di Santa Severa ognuno farà quindi il suo mestiere, con l’obiettivo di rendere sempre più efficienti e efficaci servizi che già oggi sia il territorio, nelle sue emanazioni istituzionali, economiche, sociali, sia gli utenti, stanno mostrando di apprezzare molto”.

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Dimissioni Mencarini, Areasx: “Sancita la totale inconcludenza dell’azione amministrativa”

TARQUINIA – “APPRENDIAMO CON VERO  DISPIACERE DELLE DIMISSIONI DEL SINDACO PIETRO MENCARINI”. Areasx, svolta a sinistra, commenta le dimissioni del sindaco di Tarquinia Pietro Mencarini.

“PERCHè SCINDERE LE FACCENDE PERSONALI DA QUELLE POLITICHE è UN DOVERE PRIMA DI TUTTO CIVICO E POI ETICO. – afferma il gruppo che fa capo a Piero Rosati –  TUTTAVIA CI SORPRENDE LEGGERE  CHE LE MOTIVAZIONI DELLE DIMISSIONI, PRIMA CHE PERSONALI, SONO STATE POLITICHE. NELLA NOTA SI LEGGE FORTE E CHIARO CHE, LA TOTALE DISARMONIA CHE REGNA ALL'INTERNO DI QUESTA PSEUDO MAGGIORANZA, LO SPINGE A RASSEGNARE LE DIMISSIONI. MAI  ABBIAMO ASSISTITO A  MODO PEGGIORE PER CONCLUDERE UNA  ESPERIENZA POLITICA E AMMINISTRATIVA”.

“PER NOI DI AREASX, A SANCIRNE IL TOTALE FALLIMENTO è STATA IN PRIMIS  LA TOTALE  INCONCLUDENZA  NELL'AZIONE AMMINISTRATIVA. NULLA DI QUANTO PROMESSO IN CAMPAGNA ELETTORALE HA VISTO LUCE. NON UN PROGETTO, NON VI è STATO IL TANTO PROPAGANDATO  RILANCIO TURISTICO, I NUMERI DELLE PRESENZE AL LIDO STANNO Lì, IMPIETOSI A TESTIMONIARNE IL RISULTATO. NULLA SUL FRONTE DEL LAVORO E DELLO SVILUPPO DEL PAESE. LA TOTALE ASSENZA DI PROGGETTUALITA', SONO LA TESTIMONIANZA INESORABILE  DEL FALLIMENTO”. 

“NULLA SUL FRONTE DEGLI INGENTI FINANZIAMENTI EUROPEI AI QUALI SI POTEVA ACCEDERE – prosegue Areasx – TANTE FESTE, VERO, CHE ABBIAMO PAGATO NOI CITTADINI MENTRE I NOSTRI FIGLI LANGUONO NELLA DISOCCUPAZIONE. PIANO PARCHEGGI QUELLO SCONOSCIUTO INSIEME AL PARCO ARCHEOLOGICO E AL PIANO REGOLATORE GENERALE. E COME UN BRODO CHE LANGUE E IL PEGGIO AFFIORA, ALLA UNIVERSITA AGRARIA, NON SI RIESCE AD AVERE UN BILANCIO AMMINISTRATIVO DA APRILE. DA SEI MESI L'ENTE NON RIESCE  PARTORIRE UNO STRACCIO DI  BILANCIO, STRUMENTO INDISPENSABILE, OLTRE CHE ADEMPIMENTO OBBLIGATORIO DI LEGGE.IN COMPENSO CI SONO STATI AUMENTI  DELL'ACQUA INDISCRIMINATI PER GLI UTENTI DEGLI ORTI, CERTO QUELLO RIESCE BENE A TUTTI NONOSTANTE LE CHIACCHIERE DA CAMPAGNA ELETTORALE”.

“CREDO SIA ARRIVATO IL MOMENTO CHE SI RICHIEDA ALLA REGIONE UN COMMISSARIAMENTO STRAORDINARIO PER PORRE FINE ANCHE A QUESTA INUTILE QUANTO INCONCLUDENTE PARODIA DI UNA VERA AMMINISTRAZIONE. CIRCA POI LA QUERELLE, OGGETTO DI AFFAIRE SCANDALISTICO DURANTE LA CAMPAGNA ELETTORALE SULLA  TALETE, RICORDATE? NON ABBIAMO PIU AVUTO NOTIZIA. IL BELLO DELLA PROPAGANDA! NON ABBISOGNA DI ATTI CONCRETI. POTREMMO CONTINUARE PER MILLE RIGHE  AD ELENCARE QUANTO è STATO PROMESSO E NON FATTO PRIMA DELLE ELEZIONI”.

“OGGI IL SINDACO CI DICE CHE LA COLPA è DA RICERCARE NEGLI INTERESSI DI BOTTEGA E DI AMBIZIONI PERSONALI  DI GRUPPI CONSIGLIARI IN SENO ALLA MAGGIORANZA. – conclude Areasx-  E PER QUESTO RITIENE, PER RISPETTO AL SUO PAESE, DI DOVERSI DIMETTERE, MAI DIMISSIONI FURONO COSI BENEDETTE. PRENDIAMO ATTO DELLA SUA CORRETTEZZA E, FORSE, VERO AMORE PER TARQUINIA. MA ALTRETTANTO, CHE IL VERO CAMBIAMENTO CHE MERITA QUESTO PAESE ANCORA  A DA VENIRE. UN SALUTO SINCERO PIETRO, NELLA SPERANZA CHE QUESTE NUOVE ELEZIONI ALL'ORIZZONTE, FACCIANO UN BEL PO’ DI PIAZZA PULITA”.

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Manziana, giostre sugli stalli per disabili

di GRAZIAROSA VILLANI

MANZIANA – Polemiche a margine dei festeggiamenti in onore di San Giovanni Battista a Manziana, una manifestazione ricca di appuntamenti, segnata dalla presenza di artisti importanti come la ragazza del Piper Patty Pravo, ma che è stata carente dal punto di vista dell’attenzione alla disabilità. A sottolineare la grave inadempienza il cavaliere Adriana Rasi, presidente de Il Cantiere dell’Arte di Manziana, che, con molta ironia, e facendosi portavoce di altri cittadini che presentano disagi motori ha affidato a sua protesta a Facebook rivolgendosi direttamente al santo affinché interceda per i propri festeggiamenti del 2019. Il post è corredato da una foto che mostra delle giostrine proprio sopra i parcheggi riservati ai portatori di handicap. Non si risparmia nemmeno il parroco per la scarsa attenzione dedicata ai cittadini con ridotta mobilità. “Carissimo San Giovanni Battista, con questo post – scrive Adriana Rasi – ti chiedo di far presente al Comune e al Comitato festeggiamenti del Santo Patrono di porre più attenzione il prossimo anno in occasione dei tuoi festeggiamenti alle esigenze dei cittadini con disabilità.
Come saprai nella tua città vi sono cittadini con gravi problemi motori costretti a rimanere in casa poiché gli unici due posti adiacenti alla Piazza a loro destinati per il parcheggio, uno è stato occupato sino ad oggi come da foto, l'altro all’ingresso della Piazza ( adiacente alla Agenzia Gabetti idem). Tale aberrazione vuol dire condannarli per cinque giorni in casa evitando loro di venirti a trovare e questo ne convieni, mi pare molto incivile, poco cristiano, discriminatorio, indegno di un paese civile. Visto che ci sono, occorre sistemare anche lo scalino dell'ingresso in chiesa togliendo il gradino alto di accesso non praticabile per la categoria su menzionata. Cosa fare? Andate a Quadroni (frazione di Manziana ndr) per vedere come Don Giovanni da molto tempo ha risolto il problema. 
Spero che questo appello trovi orecchie disponibili altrimenti sarò costretta – conclude il post di Adriana Rasi – insieme alle persone che mi hanno contattata per questo annoso problema a girare il tutto alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali”.

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Ztl in centro, � polemica

CIVITAVECCHIA – Slitta l’istituzione dell’area pedonale in via Stendhal e della ztl a via Montegrappa, dall’incrocio con via Borghese fino all’incrocio con via dei Bastioni e a via dei Granari dall’incrocio con via Montegrappa fino all’incrocio con via Barberini. Nonostante l’annuncio da parte di Palazzo del Pincio con l’entrata in vigore prevista per la giornata di oggi, non è stata ancora apposta l’idonea segnaletica nelle zone interessate. “Contiamo di partire quanto prima – ha spiegato il comandante della Polizia locale Pietro Cucumile – ma la segnaletica non è ancora pronta, considerato anche il periodo estivo e la chiusura delle aziende”.

Il ritardo tecnico, però, non spegne quelle che sono le polemiche sorte in queste giorni, con residenti e commercianti della zona che non si dicono affatto convinti della decisione del Comune. Innanzitutto perché ne sono venuti a conoscenza solo leggendolo nelle pagine dei quotidiani e poi perché hanno sottolineato una serie di problemi e criticità che potrebbero sorgere una volta entrata in vigore la nuova viabilità. “Non c’è stata concertazione, nessuna informazione o comunicazione – ha sottolineato l’ex assessore al Commercio e ai Lavori Pubblici Roberto Passerini che in queste settimane ha raccolto le proteste e le lamentele dei residenti del centro storico e dei commercianti della zona – ci siamo trovati di fronte a questa decisione che crea danni enormi. Se dovesse davvero diventare operativa sappia l’amministrazione che si troverà di fronte alla contrarietà forte di residenti e commercianti”. Per quanto riguarda quest’ultima categoria, a detta di Passerini, “si andranno a creare problemi per un settore già in difficoltà – ha aggiunto – specie il mercato, in questo modo, sarà difficilmente raggiungibile, chiudendo al traffico la zona di via Montegrappa e via Granari da dove provengono i cittadini provenienti dalla zona nord”. Un problema anche e soprattutto di parcheggi, soprattutto per chi risiede nella zona. La delibera infatti sancisce l'eliminazione delle aree di sosta in via Montegrappa, nel tratto compreso tra le intersezioni con via Borghese e via dei Bastioni, nonché in via Stendhal, ad eccezione di due stalli per parcheggio disabili e uno stallo per carico e scarico merci già presenti. “Parliamo in totale di circa 70/80 posti auto – ha ricordato Passerini – dove si andrà a parcheggiare se non è stata prevista un’area di sosta a compensazione? Senza servizi a monte, come può essere un parcheggio multipiano in centro, si rischiano di danneggiare le tante famiglie che abitano in zona, dando un duro colpo a quel che resta del mercato e ai pochi negozi che ancora insistono in quell’area”.

Un progetto che, a detta dei commercianti e dei residenti, va ripensato e concertato. “Come assessore al commercio – ha commentato D’Antò – sono convinto che riuscire a creare nell'immaginario collettivo un'area che sia a disposizione delle famiglie e di quanti vogliono vivere una serata all'aperto senza stress possa dare una mano all'economia cittadina e ai validi operatori della zona". Ma secondo Passerini, con questa iniziativa, il risultato non sarà affatto questo. “Se si vogliono sostenere i locali ed i pub presenti a via Montegrappa – ha aggiunto Passerini – si pensi ad una ztl ma soltanto nel weekend. Il resto della settimana non è pensabile un’idea del genere”. 

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Ztl in centro, � polemica

CIVITAVECCHIA – Slitta l’istituzione dell’area pedonale in via Stendhal e della ztl a via Montegrappa, dall’incrocio con via Borghese fino all’incrocio con via dei Bastioni e a via dei Granari dall’incrocio con via Montegrappa fino all’incrocio con via Barberini. Nonostante l’annuncio da parte di Palazzo del Pincio con l’entrata in vigore prevista per la giornata di oggi, non è stata ancora apposta l’idonea segnaletica nelle zone interessate. “Contiamo di partire quanto prima – ha spiegato il comandante della Polizia locale Pietro Cucumile – ma la segnaletica non è ancora pronta, considerato anche il periodo estivo e la chiusura delle aziende”.

Il ritardo tecnico, però, non spegne quelle che sono le polemiche sorte in queste giorni, con residenti e commercianti della zona che non si dicono affatto convinti della decisione del Comune. Innanzitutto perché ne sono venuti a conoscenza solo leggendolo nelle pagine dei quotidiani e poi perché hanno sottolineato una serie di problemi e criticità che potrebbero sorgere una volta entrata in vigore la nuova viabilità. “Non c’è stata concertazione, nessuna informazione o comunicazione – ha sottolineato l’ex assessore al Commercio e ai Lavori Pubblici Roberto Passerini che in queste settimane ha raccolto le proteste e le lamentele dei residenti del centro storico e dei commercianti della zona – ci siamo trovati di fronte a questa decisione che crea danni enormi. Se dovesse davvero diventare operativa sappia l’amministrazione che si troverà di fronte alla contrarietà forte di residenti e commercianti”. Per quanto riguarda quest’ultima categoria, a detta di Passerini, “si andranno a creare problemi per un settore già in difficoltà – ha aggiunto – specie il mercato, in questo modo, sarà difficilmente raggiungibile, chiudendo al traffico la zona di via Montegrappa e via Granari da dove provengono i cittadini provenienti dalla zona nord”. Un problema anche e soprattutto di parcheggi, soprattutto per chi risiede nella zona. La delibera infatti sancisce l'eliminazione delle aree di sosta in via Montegrappa, nel tratto compreso tra le intersezioni con via Borghese e via dei Bastioni, nonché in via Stendhal, ad eccezione di due stalli per parcheggio disabili e uno stallo per carico e scarico merci già presenti. “Parliamo in totale di circa 70/80 posti auto – ha ricordato Passerini – dove si andrà a parcheggiare se non è stata prevista un’area di sosta a compensazione? Senza servizi a monte, come può essere un parcheggio multipiano in centro, si rischiano di danneggiare le tante famiglie che abitano in zona, dando un duro colpo a quel che resta del mercato e ai pochi negozi che ancora insistono in quell’area”.

Un progetto che, a detta dei commercianti e dei residenti, va ripensato e concertato. “Come assessore al commercio – ha commentato D’Antò – sono convinto che riuscire a creare nell'immaginario collettivo un'area che sia a disposizione delle famiglie e di quanti vogliono vivere una serata all'aperto senza stress possa dare una mano all'economia cittadina e ai validi operatori della zona". Ma secondo Passerini, con questa iniziativa, il risultato non sarà affatto questo. “Se si vogliono sostenere i locali ed i pub presenti a via Montegrappa – ha aggiunto Passerini – si pensi ad una ztl ma soltanto nel weekend. Il resto della settimana non è pensabile un’idea del genere”. 

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