"Banche, un ladro in casa" domani al Traiano

CIVITAVECCHIA – È stato presentato martedì a Montecitorio, presso la Camera dei Deputati, e andrà in scena domani sera alle 21 al teatro Traiano lo spettacolo “Banche – Un ladro in casa”, promosso dall'associazione Donne in Movimentoche ha voluto ringraziare il deputato Alessandro Battilocchio per l'ospitalità. 
“È importante – fferma il Deputato – dare spazio a iniziative di questo tipo, soprattutto alle associazioni e alle strutture di un territorio così importante e pieno di talento. Donne in Movimento è un’associazione che si è distinta nel tempo per iniziative di qualità a anzi la ringrazio per ciò che fa a livello sociale e di volontariato. Quest’ultima azione, non meno importante, tiene accesa la luce sulla vicenda che ha coinvolto ultimamente le banche e, nel caso di Civitavecchia in particolare, Banca Etruria. La speranza è che il Governo attuale porti avanti quanto promesso a tutela di queste persone, non rimanendo una promessa elettorale da diventando un fatto concreto su cui lavorare nel futuro"

“Vogliamo ringraziare l’onorevole Battilocchio – ha aggiunto Simona Galizia, Vicepresidente di Donne in Movimento – per l’opportunità che ci ha concesso e per la continua presenza sul territorio, che da sempre si fa sentire senza mai abbandonarlo, dote rara di questi tempi per un deputato. Voglio inoltre ringraziare la nostra associata Maria Luisa Russo, nella quale abbiamo avuto modo di scoprire un’importante risorsa che è stata in grado di organizzare da sola un evento di questa portata. Ringrazio inoltra anche chi ha reso possibile questo, come Cristina Belletti della Talent Company e Simonetta Travagliati della Obelix Academy, che apriranno e chiuderanno l’evento con balletti delle loro scuole di danza, nonché gli attori Fabrizio Coniglio, Stefano Masciarelli e Bebo Storti. Vorrei infine ringraziare anche una persona che si è battuta da sempre su questo problema, lottando sia sotto il profilo informativo e comunicativo sia sotto l’aspetto istituzionale e sarà presente come invitata all’evento: Letizia Giorgianni Come Associazione siamo su ogni singola battaglia e a disposizione del territorio e di chi ne ha bisogno e continueremo senz’altro a farlo anche nei prossimi eventi che organizzeremo". 

Un'associazione. come ricordato dal presidente Paola Simonetti, è formata da “piccole grandi donne” che lavorano per aiutare chi è in difficoltà. "Il lavoro e la progettualità dell’Associazione è stata riconosciuta anche dalla Regione Lazio, che ha finanziato con bandi pubblici due progetti sulla sensibilizzazione alla violenza di genere e sulla lotta a bullismo e cyberbullismo – ha sottolineato – entrambi realizzati all’interno delle scuole di Civitavecchia. Non possiamo che essere soddisfatti del lavoro svolto in quest’ultimo anno”. 

Protagonisti dello spettacolo Stefano Masciarelli e Fabrizio Coniglio. “Non nascondiamo – afferma Coniglio – che è stato difficile portare l’evento nei teatri, nato da una lunga ricerca in tutta Italia in cui sono stati intervistati personalmente le vittime truffate dalle banche. Non a caso il titolo nasce proprio da una definizione che è stata data ad una di queste vittime proprio da un dipendente della banca, a significare che i colsi, una volta persi, non possono essere più ripresi. In questi casi, purtroppo, si sente sempre parlare di grandi sistemi, come le banche o il sistema bancario, ma mai delle persone coinvolte. È il sistema che si prende i soldi e i sogni delle persone, il loro futuro e il sacrificio della loro vita passata. Le pressioni commerciali non fanno sconti neanche ai venditori stessi dei titoli bancari, spesso soggetti a veri e propri ricatti lavorativi. In tutto questo chi perde è il territorio e il popolo che con fatica arriva a fine mese, e lo dimostriamo sul palco proprio grazie ai panni che andiamo a vestire, che sia un fazzoletto, un cappello o una sciarpa”.

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TRIBUNALE DI BOLOGNA Volontaria giurisdizione

Eredita' giacente di Bartolini Paola – R.G. n. 5867/2018

Invito ai creditori (ex art. 498 e ss c.c.)

(TU18ABH12074 )

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Femminicidio: la Consulta delle Donne riparte da Desdemona

CIVITAVECCHIA – "Desdemona, conversazione sul femminicidio". È il titolo del convegno organizzato per domani dalla Consulta delle Donne. 
Dice Shakespeare " La morte che uccide per amore va contro ogni legge di natura". E così Anna Lisa Contu, relatrice della vonferenza, traccerà il percorso che conduce Desdemona a morte per mano del marito Otello, Laura Metrano, Marina Marucci e Paola Gaudenzi leggeranno brani della tragedia. 

L'appuntamento è per le 16 presso la sala conferenze della Fondazione Ca.Ri.Civ. di via Risorgimento. 

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Un Traiano per tutti con le rassegne Ridens e d’Autore

CIVITAVECCHIA – Presentate le rassegne ‘‘Traiano Ridens’’ e ‘‘Traiano d’Autore’’. L’offerta della nuova stagione del teatro comunale si arricchisce ulteriormente di altri 7 spettacoli per Ridens e 6 per la rassegna d’Autore. Soddisfatto il sindaco Antonio Cozzolino che ha sottolineato come, grazie all’impegno di tutti gli attori coinvolti, il «Traiano sia diventato qualcosa di diverso, con due cartelloni aggiuntivi di tutto rispetto ad un prezzo più che accessibile». ‘‘Traiano Ridens’’ è a cura di Enrico Maria Falconi ed è il frutto della collaborazione tra Comune, Atcl  e Blue In The Face. «La stagione Ridens, giunta al suo terzo anno, sta dimostrando – ha spiegato Falconi – di intercettare il gusto del pubblico. Anche quest’anno, nel Ridens si potrà godere della comicità in più declinazioni. Un viaggio in 7 tappe dal Teatro di Rivista di Antonello Costa (ormai una certezza del nostro cartellone), attraverso la nuova drammaturgia con Antonio Grosso e Federica Susini, fino ai grandi scrittori italiani come Antonio Amurri e internazionali quali Pierre Palmade e Cristophe Duthuron. Inoltre, quest’anno ancora di più, ci sarà la presenza di grandi interpreti del teatro italiano tra i quali Alessandro Benvenuti, Marisa Laurito, Fioretta Mari e di registi di livello come Roberto D’Alessandro, Filippo D’Alessio, Nicasio Anzelmo, Marco Simeoli».

Il primo spettacolo sarà C factor, il 12 gennaio. Davide Tassi, curatore della rassegna ‘‘Teatro d’Autore’’, ha spiegato che la rassegna pone in primo piano quelle formazioni artistiche che fanno dell’autorialità, come indagine ed esplorazione della società contemporanea, la propria cifra stilistica. «Con questa rassegna – ha detto Tassi – andiamo a sviluppare una progettualità più ampia grazie alla collaborazione con gli Istituti scolastici per il progetto di alternanza scuola lavoro, destinata agli studenti di Marconi, Guglielmotti, Galilei, che quest’anno si allargherà anche a Stendhal e Calamatta. 150 studenti circa vedranno gli spettacoli della rassegna». Apre la rassegna un comico fatto di sangue con Alessandro Benvenuti il 16 dicembre. Poi ci sarà 28 Battiti, scritto e diretto da Roberto Scarpetti, con Giuseppe Sartori, lo spettacolo vincitore di Inbox 2018, It’s app to you di e con Andrea Delfino, Paola Giannini, Leonardo Manzan. I ragazzi del cavalcavia delle due civitavecchiesi Erika Z. Galli e Martina Ruggeri sarà il 24 febbraio. Un sacchetto d’amore di Antonella e Thank’s for vaselina chiudono l’offerta della rassegna. Thank’s for vaselina è ormai un cult acclamatissimo di Carrozzeria Orfeo ed è di prossima uscita il film diretto da Gabriele Di Luca e prodotto da Casanova Multimedia con Luca Zingaretti e Antonio Folletto. Soddisfatto il direttore artistico Atcl Alessandro Berdini: «Il Traiano è un progetto della città e si va via via sempre più trasformando in un teatro casa aperta e i 100 abbonamenti in più rispetto allo scorso anno confermano il gradimento della cittadinanza». 

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Veronica: «Ho ritrovato mia madre leggendo di lei in un libro. Adesso mi godo i fratelli»

Veronica, 43 anni, e sua sorella Paola, 38 anni, si sono rincontrate sei anni fa grazie a Facebook. Separate da bambine, erano state adottate da famiglie diverse. Online hanno ritrovato dopo 27 anni la madre scoprendola protagonista di un libro

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Donne in movimento: 365 giorni in prima linea

CIVITAVECCHIA – Il 25 Novembre è la giornata mondiale contro la violenza sulle donne. L’associazione di promozione sociale “Donne in Movimento” vuole celebrare questa giornata rinnovando ancora una volta il suo impegno per le donne e per tutte le vittime di violenza 365 giorni all’anno.

Nel corso di quest’anno l’associazione ha realizzato due importantissime iniziative,grazie al cofinanziamento della Regione Lazio, all’interno degli istituti scolastici superiori della città, Il progetto “Diverso da Chi?” e il progetto “Non ti bullar di me” che hanno avuto l’obiettivo di sensibilizzare i giovani su temi fondamentali e legati ad una reale emergenza sociale quali la violenza di genere, le pari opportunità fino al cyberbullismo, attraverso un approccio esperienziale volto alla produzione di messaggi positivi basati sul rispetto reciproco e sul valore delle relazioni. Sensibilizzare precocemente i giovani su questi temi, rappresenta senza dubbio la miglior strategia per contrastare il fenomeno sempre più dilagante della violenza, in tutte le sue forme.

L’associazione intende senza dubbio proseguire le sue attività di supporto all’istituzione didattica nel difficile compito di contrastare efficacemente qualsiasi forma di violenza già a partire dalle fasi precoci dello sviluppo: a tal proposito, la Presidente Paola Simonetti e la Vicepresidente Simona Galizia, a nome di tutta l’associazione intendono ancora una volta ringraziare tutti gli istituti scolastici che da sempre offrono il loro supporto e il loro sostegno nel perseguire queste importanti iniziative di indiscussa rilevanza sociale.

Per il 2019, Donne in Movimento in occasione anche del suo quinto anno di attività sta ultimando una programmazione ricca di iniziative ed eventi di promozione sociale e culturale che a breve renderà pubblica: obiettivo finale è senza dubbio anche quello di stimolare la cittadinanza ad una maggiore partecipazione e vicinanza alla vita associativa, attraverso la realizzazione di iniziative ed eventi a grande impatto sociale.

A tal proposito si ricorda la mail dell’associazione Donne in Movimento info.donneinmovimento@gmail.comattiva anche per accogliere iniziative ed eventi da realizzare nella stagione eventi 2019.

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Sequestrati i beni della famiglia Torlonia: ''congelati'' anche gli affreschi della Tomba di Francois

MONTALTO – Anche i famosi affreschi della Tomba François, scoperti nel 1857 nella necropoli di Ponte Rotto a Vulci, sono finiti sotto sequestro nell’ambito del maxi provvedimento a scopo conservativo disposto dai giudici all’immenso patrimonio della famiglia Torlonia. Beni di enorme valore, contesi tra i fratelli eredi – Carlo, Paola, Francesca e Giulio -, nell’ambito di una miliardaria lite seguita alla morte del principe Alessandro, nel 2017. Un’eredità principesca, che vale miliardi di euro, e che comprende opere d’arte inestimabili.  Il giudice Fulvio Vallillo, dell’VIII sezione del Tribunale civile di Roma, ha deciso nei giorni scorsi per i sigilli anche ai i 623 marmi (la più ricca raccolta privata al mondo di originali romani e greci), insieme a Palazzo Torlonia, in via della Conciliazione, a due passi dal Vaticano, la monumentale Villa Albani – dove sono custoditi proprio i preziosi affreschi della Tomba di Francois -, e Villa Delizia Carolina, a Castel Gandolfo.  

Il  testamento del principe Alessandro (risalente a novembre 2016), è stato impugnato nel 2017 da Carlo Torlonia, primogenito del principe, assistito dall’avvocato Adriana Boscagli, subito dopo la morte del padre. Carlo ha denunciato collezioni a rischio, in procinto di essere vendute all’estero o cedute Paul Getty Museum. Secondo la denuncia di Carlo i fratelli sarebbero stati in procinto di ‘’depauperare il patrimonio’’. Ma non solo. Tramite una rete di società, stavano cercando anche di ottenere fondi da utilizzare per un’operazione di ‘’ricapitalizzazione della Banca del Fucino’’, partecipata dalla famiglia.  

Secondo quanto riportato nel ricorso presentato da Carlo, i fratelli lo avrebbero allontanato  dal padre negli ultimi anni di vita del principe Alessandro, deceduto il 28 dicembre 2017. Carlo avrebbe scoperto, solo dopo la morte del padre, le carte della sua malattia; “conti correnti chiusi poco prima della morte; scatoloni chiusi e pronti per essere spediti altrove”; assemblee convocate a sua insaputa dai fratelli; e ‘’donazioni’’ – tra cui Palazzo Torlonia – effettuate dal padre agli altri figli dopo l’aggravarsi della malattia. Carlo avrebbe dichiarato nel ricorso anche che, all’epoca del testamento, ‘’non riusciva a raggiungere il padre nemmeno con comunicazioni telefoniche, che venivano filtrate dalla secondogenita o dalla segretaria, le quali “riferivano uno stato di salute ottimo”. “Solo casualmente – ha dichiarato Carlo Torlonia –  sono poi venuto a conoscenza dalla stampa che era stata costituita una “Fondazione Torlonia”, in cui né io né i miei figli avevano alcun ruolo, e che aveva assunto in comodato la gestione di tutte le collezioni di opere’’. Dagli atti, sarebbe anche emerso ‘’il tentativo di vendere all’estero opere statuarie’’. Nel corso delle operazioni di inventario,  secondo Carlo Torlonia, sarebbe emerso pure che la famosissima collezione di marmi sarebbe stata stata oggetto di una trattativa di vendita, con un accordo tra la Fondazione, il Paul Getty Museum e il Ministero che poi non si sarebbe più concretizzata.  Per tutto questo il principe avrebbe quindi chiesto «l’accertamento dell’asse ereditario», tenendo conto di tutte le proprietà «oggetto di donazione». Per il giudice, «posto che i beni, comprese le opere d’arte e le statue, sono di valore storico e irrisarcibile e che è stata offerta la prova di una vendita effettuata di beni storici, la concessione del sequestro giudiziario è elemento idoneo ad assicurare la conservazione integra del patrimonio, fino alla decisione di merito».

Tutto il patrimonio congelato e inutilizzabile, quindi, fino alla definizione della causa civile o, almeno, finché lo sterminato patrimonio verrà inventariato, catalogato e, soprattutto, stimato, per essere poi equamente diviso tra gli eredi. Nella prossima udienza, fissata per  il 5 dicembre, il giudice dovrà anche decidere se disporre o meno il sequestro conservativo di ‘’almeno un miliardo e 800 milioni di euro’’ e, in caso di conferma del provvedimento, nominerà i custodi giudiziari.

Intanto Montalto di Castro e la Tomba di Francois dovranno dire addio ai tanto attesi affreschi, tornati ‘’ a casa’’ solo per un breve periodo. La Tomba di Francois è considerata uno dei più importanti monumenti etruschi.  Nel 1863, a pochi anni dalla scoperta, gli affreschi furono distaccati, per iniziativa del Principe Torlonia e, dopo un primo intervento di restauro, furono conservati a Roma, sempre in proprietà privata, prima nel Museo Torlonia di Via della Lungara e in seguito trasferiti a Villa Albani, dove si trovano ancora oggi, accessibili solo agli studiosi. Nel 2017 il presidente della Fondazione Vulci e del Parco Naturalistico Archeologico di Vulci, Carmelo Messina,  lanciò un appello ai Torlonia affinché  concedessero la fruizione degli affreschi, ferma restando la titolarità dell’opera senza la quale, però, “la tomba appariva violata e incompleta’’. Per riportare l’opera nel suo contesto originale, la Fondazione Vulci si era dichiarata disposta a riconoscere ai Torlonia sia il valore economico del prestito, versando loro i proventi delle visite o delle mostre, sia il prestigio di tale prestito intestando loro un museo", ma dalla famiglia giunse il rifiuto a della disputa ereditaria sulla proprietà degli affreschi della Tomba François, tra i Torlonia agli Sforza Cesarini.

Così, in attesa di una parola definitiva sulla ingarbugliata vicenda di principi, il ciclo pittorico che narra le gesta di Mastarna, il condottiero etrusco divenuto sesto re di Roma con il nome di Servio Tullio, resta invisibile ai cittadini. E a quanto pare lo rimarrà a lungo.

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Panchina rossa, c’è chi dice no

SANTA MARINELLA – In occasione della ricorrenza della ‘‘Giornata internazionale contro la violenza sulle donne’’, si terrà domenica la cerimonia di inaugurazione per l’installazione della ‘‘Panchina Rossa’’. 
L’iniziativa fa parte del progetto di sensibilizzazione e di ferma condanna contro ogni forma di violenza sulle donne, portato avanti dal consigliere alle Pari opportunità Claudia Calistri e dalla delegata Paola Narducci, con il sostegno dell’amministrazione comunale guidata dal Sindaco Pietro Tidei. 
La Panchina rossa sarà corredata di una targa che ricorda e sancisce l’impegno al rispetto verso le donne con la dicitura 25 novembre 2018, sarà illuminata da un faretto a terra per poter essere visibile anche di notte. La cerimonia si svolgerà alla presenza del Sindaco Pietro Tidei, della giunta comunale e delle autorità cittadine.
Il circolo cittadino di Fratelli D’Italia ha invece detto chiaramente che non parteciperà alla manifestazione “Panchina Rossa” in programma domenica a piazza Civitavecchia. 
«Sarebbe stato bello dare seguito ad una iniziativa di politica locale – dicono i responsabili del circolo – dove maggioranza e opposizione e i relativi movimenti civici, avessero avuto l’opportunità di condividere e promuovere quella sensibilità ed importanza che le donne rappresentano nella vita di un uomo». 
«Sarebbe stato bello – aggiungono – poter dire insieme basta alla violenza, al sopruso, al femminicidio che sono atti ignobili di una radice culturale maschilista sterile e retrograda. Noi quindi invitiamo tutti gli uomini e i cittadini di Santa Marinella e di Santa Severa a donare un fiore alle proprie donne, come simbolo di amore e di comprensione contro ogni violenza, contro ogni sottomissione, affinchè il cuore riscaldi le mente e coltivi la speranza di un cambiamento che possa rammentarci sempre, che una donna, non deve essere posseduta ma solo tanto amata».

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