Vecchia, parla patron Ambrosi

di MATTEO CECCACCI

Nessuna cronaca, nessun tabellino e nessun diritto di critica. È giunto il momento del primo bilancio stagionale del presidente del settore giovanile nerazzurro-bianconero Stefano Ambrosi appena dopo due mesi dall’inizio dei campionati Elite e regionali. È vero, di solito i responsabili dei vivai fanno il punto della situazione a fine girone d’andata, ma patron Ambrosi dopo il contratto di gestione di giugno scorso ha deciso di chiarire l’attuale situazione. L’ex portiere della Ternana non ha perso tempo e a 360 gradi, a tutto tondo, ha spiegato nel minimo dettaglio tutte le situazioni, spiegando il motivo della fusione o meglio ancora del contratto di gestione, dicendo la sua sullo stadio Fattori e la colpa dell’amministrazione comunale, sul fermo del campionato a causa della decisione dell’Aia e della prima squadra.
«Ci tengo a dire – esordisce il presidente dell’agonistica Stefano Ambrosi – che è un contratto di gestione e non una fusione, ma un contratto di cinque anni che ancora devo firmare, ma è questione di giorni. Tutto è nato dall’ottimo rapporto che ho sempre avuto e che ho tuttora con il presidente del Civitavecchia Calcio 1920 Ivano Iacomelli, molto spesso ci sentivamo per organizzare delle cose insieme e vuoi per un motivo vuoi per un altro, alla fine abbiamo preso questa decisione. Premetto che lo scorso anno, dopo la situazione che si era venuta a creare con il Tamagnini, era giusto far riemergere e portare avanti per il buon nome della società il settore giovanile del Civitavecchia Calcio e così in un pomeriggio d’estate insieme ad Ivano abbiamo raggiunto l’accordo. Prendere in mano l’intera gestione non è stato affatto semplice, l’ho fatto per salvaguardare una situazione che stava andando sempre più in malora, anche se con i numeri già stavo a posto, perché il mio organico bianconero già contava circa 240 ragazzi, infatti l’apporto numerico non è che mi abbia fatto aumentare la situazione, ma allo stesso tempo mi dà molto lustro per le tante categorie che si sono venute a creare tra le mie e quelle nerazzurre. Ad oggi ne contiamo sei tra Elite e regionali, non considerando l’Under 19 Elite, ex Juniores, per il semplice fatto che la gestisce ancora Iacomelli insieme all’Eccellenza, ma che sarebbe la quarta categoria Elite. Ovviamente, essendo partiti in netto ritardo stiamo pagando dazio con alcune categorie, basti vedere i 2002, dove ho ereditato una compagine un po’ frammentata, dovuta al semplice fatto che avendo chiuso l’accordo a fine giugno, molti giocatori già avevano deciso di accasarsi in altre società. Fare l’Elite già non è facile, perché se hai un bacino d’utenza così ridotto, figuriamoci se puoi competere in un palcoscenico dove varie società addirittura la cominciano a preparare mesi prima. Abbiamo trovato tante difficoltà soprattutto per i risultati, non tanto per l’organizzazione, adesso stiamo tirando la cinghia, abbiamo fatto vari cambi in panchina, come nel 2002 da Pasquale Oliviero ad Adus Amici e nel 2004 da Patrizio Tossio a Dario Rasi. Stiamo cercando di migliorare, ma l’errore che non dobbiamo commettere è quello di non avere la presunzione di guardare il campionato dal punto di vista della classifica, o meglio, bisogna focalizzarci su quelle squadre che stanno lottando per la salvezza come noi, così da concentrarci su di loro e raggiungere il nostro obiettivo. Non nego assolutamente il fatto che non abbiamo le forze per confrontarci con le solite società storiche plurititolate di Roma dove non sto a fare i nomi, i gironi sono difficili, in particolar modo quelli Elite laziali che sono i più complicati d’Italia. Stiamo soffrendo col 2002 e 2005, ma sono molto fiducioso e speranzoso sul raggiungimento della salvezza, questo è fuori da ogni dubbio. Stiamo cercando di rinforzare gli organici grazie al mercato e agli svincoli di dicembre, ma la cosa che va analizzata è che avendo un settore giovanile così importante per le categorie che hai, va a tutti i costi cambiata la mentalità nella gestione, mi spiego: non può per nulla al mondo esistere la musica del ‘‘mio figlio gioca perché è amico di, è nipote di, è figlio di’’, questo non può esistere. Noi, infatti, stiamo cercando di aggiustare il tiro su questa situazione per dare un po’ di professionalità a questo settore perché secondo me lo merita. Ad oggi con i numeri alla mano siamo il settore giovanile più importante della città per due motivi: il primo perché abbiamo le categorie più importanti e continueremo ad averle per molti altri anni in confronto alle altre realtà civitavecchiesi, il secondo è perché portiamo lo stemma della città a differenza degli altri che sono solo realtà locali. Comunque ci stiamo già organizzando per il prossimo anno sulla programmazione futura. Ripeto che sull’Elite senza ombra di dubbio abbiamo sbagliato qualcosa sui risultati, ma non siamo stati neanche fortunati, come ricorsi persi, decisioni arbitrali errate e tanto altro. Il rischio, comunque, è di perdere le categorie Elite con il 2002 e 2005, ma fatto sta che se dovesse accadere il prossimo anno faremo un regionale a vincere. I 2004 sono una corazzata, sapevo che avrebbero fatto un bell’inizio di campionato, perché una rosa che lo scorso anno ha vinto il titolo regionale, rinforzata quest’anno da cinque ottimi elementi del Civitavecchia non poteva fare altrimenti. Con i 2005 bisogna stargli molto vicino, purtroppo facendo un campionato ex Giovanissimi fascia B incontri club professionistici come Roma e Lazio e quando ti capitano i biancocelesti allenati da Tommaso Rocchi c’è poco da fare, è proprio il materiale umano che è diverso. Comunque l’obiettivo è mantenere tutte le categorie Elite, ci mancherebbe altro, per me i 2004 a fine anno raggiungeranno una salvezza tranquilla, mentre con i 2002 e 2005 stiamo a rischio, ma cercheremo di fare il più possibile. C’è da dire anche che l’agonistica viene da una gestione dello scorso anno complicata con dinamiche veramente difficili e stiamo pagando quello che è stato lo scorso anno, ovvero aver raggiunto l’accordo a giugno e in un mese non puoi programmare tutto, in particolar modo l’Elite. Questo è un anno di partenza su cui stiamo cercando di gettare le basi per la prossima stagione. Riguardo le categorie Regionali – continua il numero uno nerazzurro bianconero – ho cercato di mettere tutti allenatori che hanno pochissimi rapporti con i genitori, o meglio ancora, nessuna conoscenza e che hanno giocato a calcio ad alti livelli. Io a differenza di altre società non ho sponsorizzazioni, ma ci autofinanziamo con le quote della scuola calcio e non abbiamo nessuna entrata di supporto, perché credo che sia giusto così. L’unico problema ce l’abbiamo con l’Under 15 di Michele Romano, ma c’è una classifica molto corta quindi la salvezza può essere raggiunta facilmente e io sono tranquillo, così come i ragazzi di Zampollini e Savino che stanno dimostrando di poter competere nei propri campionati. Dal mio punto di vista tutte e tre le categorie si salveranno senza problemi. Nella Scuola Calcio – prosegue entusiasta – abbiamo 165 iscritti che vanno dal 2006 al 2012/2013 e siamo i più grossi di tutti anche perché insieme all’agonistica contiamo più di 300 elementi in totale. Lo scorso weekend abbiamo iniziato i campionati Federali che ricordo che non hanno classifica e non sono arbitrati. Abbiamo fatto un’ottima programmazione tecnica per quanto riguarda la scuola calcio, io come responsabile tecnico e Nello Savino nelle vesti di direttore generale facciamo dei breafing mensili con tutti gli allenatori per monitorare tutte le programmazioni tecniche per controllare che vengano rispettate. Fondamentale per noi è preparare i gruppi della scuola calcio ad approdare nell’agonistica nei campionati regionali ed Elite, ma ciò non significa che non possiamo iniziare a fare una piccola selezione omogenea che io reputo scorretta, infatti noi cominciamo a farla nel periodo primaverile dal 2009 in su, ed è giusto e importante che dal 2006 fino a questa età crescono individualmente, giocano tanto e si divertono il più possibile. Voglio ricordare anche che la Federazione con la Carta dei Diritti tutela tutti gli iscritti alla scuola calcio e che quindi la piccola selezione va fatta con le molle. Sono comunque abbastanza soddisfatto dell’andamento di tutta la struttura che si è venuta a creare, l’ambiente è rimasto famigliare come quando avevo solamente la Leocon dove si è aggiunto il lustro delle categorie del Civitavecchia Calcio e agli ottimi allenatori che avevo io della Leocon ho avuto la possibilità di poter inserire dei tecnici altrettanto bravi che venivano dalla Vecchia. Riguardo i tornei stiamo organizzando la Christmas Cup nel periodo natalizio, poi un torneo pasquale e uno di fine anno. Per lunedì, invece, sto organizzando in collaborazione con Daniele Bencini, ds del vivaio dielleffino, un raduno che ci è stato richiesto da vari procuratori del professionismo per le categorie 2002 2003 e 2004. Tornando all’agonistica devo dire che ho già avuto alcune segnalazioni per vari ragazzi del 2002, 2003 e 2004 da parte di club professionistici e per fine anno penso che qualcosa di importante potrà realizzarsi. Il mio intento alla fine è questo, quello di dare la possibilità a chi dimostra durante il campionato di fare bene di confrontarsi con realtà importanti grazie alle mie conoscenze che ancora oggi porto avanti, in modo particolare con Ternana, Pescara e Frosinone».
Ambrosi, poi, dopo aver analizzato le sue sei squadre ha voluto dire la sua sulla Vecchia e sullo stadio Fattori scaricando la colpa all’amministrazione pentastellata.
«Sul Fattori – spiega a tal proposito – le responsabilità ce l’ha l’amministrazione comunale che è l’unica indiziata di ciò che riguarda la situazione calcistica del Civitavecchia Calcio perché per quanto sia il Comune dovrebbe sempre garantire, non dico a tutto il settore giovanile anche perché tutta la cantera si allena in una struttura privata, ma almeno dalla Juniores in poi dovrebbe dare una propria casa all’interno della città per svolgere uno dei campionati più importanti e questo è gravemente mancante, gravemente mancante come tutti gli sbagli commessi, a partire dal disinteresse totale dello stadio Fattori, voglio dire, non è che parte da quest’anno, non si può pensare che il Fattori per sette anni ha dovuto avere la deroga anno per anno dalla Federazione per rifare un manto, che oggi per rifarlo costa 350 mila euro e per un Comune come Civitavecchia fare un investimento su un impianto sportivo per mantenere la propria squadra in città stiamo parlando di una cosa irrisoria. Loro oggi hanno la gravissima responsabilità di aver sgretolato un collage sportivo che fine a poco fa c’era. Per quanto mi riguarda a mister Rocchetti, visto che stiamo entrando nella fase invernale, ho dato massima disponibilità per svolgere gli allenamenti presso il mio impianto se ci dovessero essere problemi da qui a marzo nel recarsi ad Allumiere. Oggi come oggi, da gestore del  settore giovanile del Civitavecchia Calcio, mi rendo conto, cosa che prima non capivo, che non c’è l’amore che ci dovrebbe essere per questa maglia, mi spiego: non da parte di tutti gli addetti i lavori, ma sono pochissimi che gioiscono se le cose vanno bene, qui sembra che sono più contenti se il Civitavecchia si affossa perché magari ce l’hanno con un dirigente o un altro e questa è una cosa sgradevole e qui mi rifaccio anche ad altre società. Secondo me il simbolo Civitavecchia Calcio dovrebbe acquistare un’importanza collettiva, dovrebbe essere un piacere per tutti quanti far parte del Civitavecchia Calcio 1920. Io quando ero ragazzo e militavo nei dilettanti, prima di approdare nel professionismo, se avessi giocato con la squadra della mia città avrei dato tutto, invece oggi si vedono ragazzi che preferiscono fare un campionato provinciale piuttosto che un Elite».
Il presidente, ovviamente, non si è lasciato scappare il pensiero sulla decisione dell’Associazione Italiana Arbitri, che ha portato a non giocare i campionati lo scorso fine settimana a causa dell’aggressione nei confronti di Bernardini di Ciampino.
«Secondo me – commenta – non è assolutamente giusta la decisione che hanno preso, perché in questo modo non si tutelano i direttori gara, per quanto un arbitro possa sbagliare si deve capire che innanzitutto è un coetaneo dei calciatori e che può sbagliare una valutazione come il numero dieci può sbagliare un rigore e un portiere una parata, ma la gente dovrebbe capire che per quanto sono tanti gli interessi che ci stanno in mezzo, sono cose comunque sia ristrette in una partita di calcio giovanile, invece qui si sta perdendo il lume della ragione tra i genitori che stanno fuori e insultano gli arbitri, addirittura gli allenatori come se capiscono di tattica e di tecnica. Dico la verità, noi siamo realtà insignificanti pure se facciamo l’Elite, basti pensare a qualche anno fa quando squadre che oggi militano in Serie C, hanno speso più di 500 mila euro per il settore giovanile e questo ti fa rendere conto che non sei niente. Noi bisogna capire che non ci stiamo giocando la Champions League, si, è importante mantenere l’Elite, il regionale, fare tornei e tanto altro, ma lo scopo reale di un settore giovanile è quello di far crescere i ragazzi e i due tre validi elementi che hai piazzarli nel professionismo, poi se lo riesci a fare mantenendo tutte le categorie Elite è un conto, se non riesci a farlo e lo fai tramite regionale è un altro conto, ma è questo lo scopo. Poi qui subentra il fatto dei genitori, perché oggi come oggi ci sta un’esasperazione incredibile, io ho fatto ventiquattro anni di calcio di cui venti di professionismo e sono arrivato anche ad alti livelli, ma alcuni atteggiamenti che vedo, anche nella scuola calcio, a volte mi fanno accapponare la pelle perché sono proprio fuori luogo e quindi ecco che vanno a creare delle tensioni che poi sfociano in quello che è accaduto domenica 11 a San Basilio al povero Bernardini di Ciampino. Secondo me, però, la Federazione quando accadono queste cose non deve generalizzare, ma punire la squadra, ovvero: dove è accaduto, chi è stato, come si chiama la società? Perfetto, radiata dal campionato, ma non tanto per punire, ma per dare un segnale forte a tutti, purtroppo questo la Federazione non lo fa mai. Secondo me solo così possono migliorare le cose e allora lì sì che ci penseranno dieci volte prima di aggredire un arbitro, ma dal mio punto di vista il segnale che doveva dare l’Aia era tutt’altro e questo di fatto non farà cambiare la situazione. Il calcio è uno dei pochi sport che fa credere a tutti di poter dare un’opinione quando invece c’è bisogno di avere una grandissima specializzazione calcistica per poter parlare di tattica o di tecnica ma siccome tanti si vedono tre partite e pensano di essere il nuovo Mourinho e allora questo porta tutti i genitori e molti addetti ai lavori a giudicare in maniera facile e a volte errata moltissime situazioni e questo non fa nient’altro che aggravare il livello di tensioni nervose i ragazzi che arrivano al campo esasperati. Voglio fare – conclude il presidente Stefano Ambrosi – un grande e grosso in bocca al lupo a Ivano Iacomelli per il proseguio della stagione per quanto riguarda la prima squadra, gli auguro quanto prima di uscire da questa fase negativa, perché sono a conoscenza dei sacrifici che sta facendo per portare avanti tutta la squadra».
Un bilancio, dunque, quello di Ambrosi che fa capire a tutti la serietà del settore giovanile del Civitavecchia Calcio 1920 che vuole assolutamente riemergere e tornare protagonista.
I cent’anni del club sono vicini e chissà cosa bisognerà aspettarsi.

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Usi civici e Santuario di Pantano: avanti all'unanimità

CIVITAVECCHIA – Appuntamento il 7 dicembre alle 16 all’aula Pucci per un’assemblea pubblica nel corso della quale il Comune spiegherà nel dettaglio cosa è andata ad individuare la nuova perizia sugli usi civici che ieri è stata acquisita dal Consiglio Comunale, votata all’unanimità, e pronta per essere inviata alla Regione Lazio. “Perché le conclusioni a cui è arrivata la nuova analisi del territorio svolta dal nostro perito, Alessandro Alebardi  – ha spiegato l’assessore Alessandro Ceccarelli – porterebbero alla totale inesistenza degli usi civici”. Questo, come sottolineato poi dal consigliere grillino Emanuele La Rosa, evidenzia forti criticità della famosa sentenza del 1990; con lo stesso esponente del M5S che ha puntato il dito contro la Regione Lazio, per le sue responsabilità e soprattutto perché con la determina del 2013 ha danneggiato gravemente molti cittadini, “vessati – ha concluso – in questi anni”. Anche l’Agraria ha fatto eseguire una propria perizia, che va a restringere il territorio interessato, con delle differenze però da quella del Comune che sostiene l’inesistenza di usi civici di demanio collettivo.   

“La Regione – ha aggiunto il collega Fulvio Floccari – non può ignorare le due perizie, fatte da due enti differenti. Dobbiamo imporre alla Regione, anche a costo di portarla alla davanti alla Corte di Giustizia Europea, di mettere mano ad un errore: la sua determina afferma cose sbagliate. E la città ha pagato caro, come sta pagando anche il Comune che, ad esempio, è stata impossibilitata a far partire i lavori al parco della Resistenza per degli usi civici che non esistevano”. Pur votando il documento, il capogruppo della Svolta Massimiliano Grasso ha invitato comunque a non dare false illusioni ai cittadini. Un terzo della città finora è stata vessata dal problema e siamo tutti d’accordo – ha spiegato – quella che andiamo a votare è comunque un’analisi a fini urbanistici, che il Pincio provvederà ad inviare alla Regione. Ma credo sia opportuno trovare un accordo preliminare con l’Agraria per evitare che in Regione arrivino più perizie, per evitare anche che si allunghino i tempi per dare soluzioni certe ai cittadini”.  

Il documento è stato approvato all’unanimità, così come la variante urbanistica da terreno agricolo a pubblica utilità di un triangolo di terreno di circa 800 mq ed il progetto preliminare per la realizzazione del Santuario delle Lacrime di Pantano da parte della Curia, con i fondi messi a disposizione dalla Cei. Si è infatti chiusa il 15 ottobre la conferenza dei servizi asincrona convocata dal Pincio, con il Comune che ha dato anche mandato agli uffici perfezionare il passaggio con Arsial del parcheggio e giungere inoltre alla sistemazione per tutta l’area. “Siamo contenti – ha aggiunto il consigliere Grasso – che finalmente si sblocca questo progetto che portammo noi, a marzo 2017, in Consiglio, quando si rischiava di perdere il finanziamento da 3 milioni della Cei. Ben venga che si va oggi a definire questo iter”.

Spazio anche alla polemica in apertura di seduta, quando il dibattito si è acceso sulla terme , in considerazione delle ultime novità, e poi sul Welcome Center che dovrebbe sorgere a Fiumaretta. La maggioranza a Cinque Stelle, infatti, ha bocciato le otto osservazioni presentate dal Pd sul progetto, difendendo a spada tratta l’iniziativa, così come già fatto nel corso degli ultimi anni. “Osservazioni di carattere tecnico – ha spiegato il sindaco Cozzolino – relative soprattutto alla normativa sul commercio per noi assolutamente rispettata. Le altre critiche sono quelle che discutiamo da anni: per noi questo progetto è necessario per l’osmosi tra porto e città ed importante anche la parte commerciale, perché parliamo di un investimento da 40 milioni di euro privato. Parte commerciale complementare con l’offerta economica cittadina. Siamo sicuri che sarà un progetto che farà bene alla città”. Non è stato dello stesso avviso il capogruppo del Pd Marco Piendibene. “Come accaduto anche per l’albergo dei cinque sensi – ha sottolineato – che però poi non passò in conferenza dei servizi, anche questa volta la maggioranza respinge tutte le nostre osservazioni. Sull’outlet legato al Welcome Center abbiamo sottolineato anomalie e criticità, con i negozi che andranno in concorrenza con il commercio locale. Non ci sembra opportuno un progetto del genere – ha concluso – perché il flusso dei crocieristi dovrebbe portare ricchezza ai cittadini e alle attività locali, e non essere canalizzato in questo modo”.  

Nella foto la cartografia relativa alla perizia del Comune. In rosso area demanio, rosso mattone privato gravato. Bianca e verde libera

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Invernale: l’allerta meteo lascia tutti a terra

 Il maltempo che sta flagellando l’Italia in questi giorni non ha risparmiato nemmeno l’Invernale Riva di Traiano, che domenica ha dovuto rinunciare a disputare la prima regata della stagione.
Tutti a casa, quindi, causa un’allerta meteo emanata dalla Protezione Civile che ha costretto il Comitato di Regata ad annullare la regata e a rimandare a casa tutti gli equipaggi che erano convenuti numerosi a questo primo appuntamento della stagione con l’Invernale di Riva.
Il briefing delle 9.30 si era svolto puntualmente, anche se sotto una pioggia battente, ma l’allerta meteo diramato dalla Protezione Civile anche per il Tirreno Centrale e le giustificate preoccupazioni della Guardia Costiera, hanno indotto il Comitato di Regata a prendere immediatamente la decisione di esporre l’intelligenza a terra e, dopo una breve analisi della situazione meteo in atto, di esporre l’intelligenza su alfa e rimandare tutti a casa. 
«È stata una decisione dettata dal buon senso –  ha commentato il presidente del CNRT Alessandro Farassino – visto il tributo non solo di imbarcazioni e beni materiali ma soprattutto di vite umane che l’Italia ha pagato e sta pagando in questa terribile settimana. Stamattina (domenica – ndr) eravamo nel bel mezzo di due diverse celle temporalesche, con una burrasca in atto sulle coste orientali della Sardegna che era data in rotazione verso le coste laziali. Personalmente ho condiviso appieno le preoccupazioni espresse dalla Capitaneria di Porto, e penso che il Comitato di Regata abbia preso la decisione più logica e più saggia». 

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Tidei: Conti 2018 stabilizzati con la spending review, ma resta  la ferita aperta lasciata dal dissesto

SANTA MARINELLA – "Non può esistere una polemica sul dissesto se non strumentale". Parola del sindaco di Santa Marinella Pietro Tidei che torna a prendere la parola sulla questione economica del Comune di Santa Marinella.

E’ vero i conti sono stati rapidamente stabilizzati e il Comune è riuscito a rimettersi in piedi pagando il 60%  dei fornitori e riportando i ritardi nei limiti fisiologici. Ma questo significa solo che abbiamo lavorato bene e parecchio. Avevamo una montagna di debiti da una parte e una quantità di furbi e furbetti. E  non mancava qualche avvoltoio che si aggirava attorno ai conti comunali abituato a cibarsi dei resti. Al momento della dichiarazione del dissesto, il Comune aveva appena  pagato dieci milioni di fatture (su disposizione del Commissario) andando “in rosso” sul conto di tesoreria per 6 milioni. Oltre a 6 milioni di debiti verso banche, l’amministrazione ha ereditato 8,6 milioni di fatture da pagare di 525 fornitori. Riassumendo si tratta di un debito accertato di 14,6 milioni che, con il dissesto, verranno gestiti dai Commissari".
Il Comune aveva i soldi per far fronte a 14,6 milioni di debiti arretrati?
"Ci vuole poco per capire che la risposta è assolutamente ''no''. Basta dare uno sguardo alle entrate: dei 24 milioni totali, 7 vanno allo Stato come contributo di solidarietà, 5,5 sono la Tari che copre i servizi di gestione dei rifiuti, 5,5 sono le spese di personale, 500 mila euro sono destinati al progetto Sprar. A conti fatti restano poco più di 5 milioni  l’anno con cui pagare le rate dei mutui (400 mila euro l’anno), i fornitori e tutta  la gestione ordinaria, ovvero le manutenzioni, le utenze e i servizi".
Quindi 5,5 milioni per garantire i servizi essenziali alla vita di Santa Marinella. come potevano bastare per pagare 14,5 milioni di debiti arretrati?
"In quei 5,5 milioni devono entrare tutte le spese per i servizi essenziali e quindi non era ipotizzabile nemmeno un piano straordinario di rientro. Di qui il dissesto e per conseguenza  l’aumento di tutte le imposte e dei servizi a richiesta,  come previste dalle legge, ma anche una vigorosa spending review che ha portato a immediati tagli per 2,7 milioni e proseguirà nel 2019.
I tagli non hanno riguardato le specie sociali e anche l’impatto sulle tariffe è stato minimizzato attraverso la ricontrattazione delle condizioni con i fornitori e, come è accaduto per gli scolabus, salvaguardando la fascia sociale di esenzione che è il 30 per cento dell’utenza".
E gli evasori?

"Sono partiti o stanno per partire più di 4 milioni di cartelle esattoriali e per la prima volta è avviata  di riscossione coattiva (pignoramenti) e i fermi amministrativi. Si tratta di IMU, Tari, ma anche di multe relative agli anni precedenti e quindi si tratta di entrate che vanno alla gestione commissariale per diminuire i debiti".

Qual è oggi la situazione dei conti?
"Attraverso la manovra conseguente al Dissesto i conti del 2018 possono dirsi stabilizzati: il Comune ha pagato 6.5 milioni di fatture relative al 2018 e ne restano ad oggi 2,7 da pagare con una previsione di spesa per il fine anno di circa 7 milioni a cui è preparato a far fronte. Ci prepariamo ad un pesante  2019 che si aprirà con un debito verso banche di 4,5 milioni la ferita aperta che il Dissesto ha lasciato sui conti del Comune".

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Roma-Giraglia, la partenza è buona

La Roma Giraglia è partita ieri in perfetto orario alle ore 15  con vento e mare molto più forti rispetto alle previsioni anche di poche ore prima.
Il vento ha soffiato forte da circa 300° dai 16 ai 18 nodi, e l’onda si è alzata fino ad un metro. Il nuovo sistema di piombatura, più semplice e sicuro del precedente, è stato ampiamente illustrato durante il briefing dal direttore di corsa Fabio Barrasso, e sembra non aver creato problemi per l’installazione, avvenuta a bordo a cura degli equipaggi prima della partenza, con una sola barca in difficoltà per aver rotto il primo sigillo. Solo i solitari sono stati piombati in banchina e sono stati trainati fuori dai gommoni del Cnrt
La linea di partenza è stata allargata di 100 metri alla sinistra della boa per consentire una partenza agevole anche all’unico catamarano in regata, Asià,  l’Outremer 55 Light di Marcello Patrizi, che è stato il primo a tagliare la linea, seguito dal First 41 S5 Allegro Appassionato, con  Maurizio Gambini e Pierluigi Bettiol Furlan impegnati in doppio, e da Tivan, GS 43 di Remo Leuzinger (in equipaggio).
Nella notte il meteo darà molto da lavorare agli equipaggi per scegliere le opzioni migliori. L’intensità, infatti, non sarà uniforme sull’area di regata. Il vento ruoterà, passando da maestrale a grecale, ma con un’intensità  fortemente diversa a seconda delle zone e potrebbe variare tra i 7 e i 23 nodi. Una notte, quindi, affatto tranquilla e foriera, anche, di possibili ribaltoni, perché chi è in testa potrebbe incontrare un buco di vento, mentre chi è dietro potrebbe volare sulle ali di un bel traverso ad oltre 20 nodi. 
Dopo un’ora di corsa, in testa a tutta la flotta c’è Libertine, di Marco Paolucci e Lorenzo Zichichi, seguita da Nuova di Sergio Mazzoli e Andrea Donato. La scelta di andare al largo al momento sta pagando.

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Scilipoti e Quattrini sulla vertenza Sgm: "Un'odissea"

CIVITAVECCHIA – «Siamo ormai a fine settembre e i lavoratori non hanno ancora percepito lo stipendio di agosto. Il disagio ormai è costante e addirittura cresce in questo periodo in cui l’apertura delle scuole e le spese per i libri e materiali didattici rappresentano per le famiglie un ulteriore problema». Lo dichiarano in una nota Fausto Quattrini (Filcams-Cgil) e il consigliere comunale Patrizio Scilipoti, intervenendo sul disagio vissuto dai lavoratori Sgm-Scala Enterprise, impegnati nel servizio hostess e pulizie presso gli edifici comunali. Il sindacato ha già segnalato il problema all’Anac, alla Prefettura, al Comune e alla stessa associazione temporanea di imprese: «Non siamo più disposti a tollerare un atteggiamento del genere da parte dell’azienda. I continui ritardi dei pagamenti degli emolumenti – prosegue la nota – non vengono neanche più comunicati, come se si trattasse di normale procedura e i tempi continuano ad allungarsi. Stigmatizzato il silenzio del sindaco e della maggioranza sulla vertenza, mentre viene auspicato un incontro in Prefettura che coinvolga tutte le parti interessate. «Oggi più che mai – proseguono Scilipoti e Quattrini – serve il lavoro sinergico tra istituzioni e parti sociali per ripristinare un disagio che stanno pagando solo i lavoratori. Questo dimostra che una politica di austerità non funziona né per il lavoro né per i cittadini. Questa vertenza ha preso una brutta piega sin dall’inizio, con la riduzione del 19% del monte ore lavorative. Si traduce l’esigenza di razionalizzazione in una politica che ha gravato solo ed esclusivamente sulla fascia più debole, cioè i lavoratori. Benché – affermano – a fronte di tale taglio, l’amministrazione avesse integrato le ore in appalto, i lavoratori non hanno visto alcun cambiamento».

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Sgm, lavoratori ancora senza stipendio

CIVITAVECCHIA – “Siamo ormai a fine settembre e i lavoratori non hanno ancora percepito lo stipendio di Agosto”. Lo comunica Fausto Quattrini, segretario della Filcams Cgil, che lancia l’ennesimo allarme per quanto riguarda la situazione dei dipendenti dell’associazione temporanea di imprese fra Sgm e Scala Enterprise, addetti alle pulizie, all’accoglienza e ai servizi tecnici e amministrativi presso numerosi uffici del comune di Civitavecchia.

“Il disagio ormai è costante – prosegue Quattrini – e addirittura si accresce in questo periodo in cui l’apertura delle scuole e le spese per libri e materiali didattici rappresentano per le famiglie un ulteriore problema. Nella giornata del 18 Settembre – avvisa il sindacalista – ho provveduto a mandare una segnalazione all’Anac, Prefettura di Roma, Commissione di garanzia all’attuazione dei servizi pubblici essenziali, a Sgm e Scala Enterprise e per conoscenza al comune di Civitavecchia. Non siamo più disposti a tollerare un atteggiamento del genere da parte dell’azienda – tuona Quattrini – i continui ritardi dei pagamenti degli emolumenti non vengono neanche più comunicati, come se si trattasse di normale procedura, e i tempi continuano ad allungarsi. Per questo nella nota, da me inviata, richiedo una nuova e urgente convocazione presso il prefetto che coinvolga tutte le parti interessate dalla problematica”.

Ma alle parole di Quattrini si aggiungono anche quelle del consigliere comunale Patrizio Scilipoti che punta il dito contro l’amministrazione comunale: “Ritengo che il silenzio del Sindaco e della maggioranza sulla vertenza – sostiene Scilipoti – non sia di aiuto, anzi, oggi più che mai, serve il lavoro sinergico tra istituzioni e parti sociali per ripristinare un disagio che stanno pagando solo i lavoratori. Questo dimostra che una politica di austerità, caricandone le conseguenze e i disagi ai cittadini con servizi scadenti e l’assenza di qualunque tutela, non funziona né per il lavoro né per i cittadini. Questa vertenza – continua Scilipoti – ha preso una brutta piega sin dall’inizio, con la riduzione del 19% del monte ore lavorative. Si traduce l’esigenza di razionalizzazione in una politica che ha gravato solo ed esclusivamente sulla fascia più debole, cioè i lavoratori”.

Scilipoti ricorda come a fronte del taglio il Comune avesse integrato le ore in appalto con una determina ma, ad oggi, non c’è stato ancora nessun cambiamento e chiede che fine abbiano fatto quelle ore.

“Infine – conclude Scilipoti – risulta siano state effettuate assunzioni non tenendo conto delle lavoratrici e lavoratori della Miorelli che sono stati scorporati dall’appalto e che oggi effettuano servizio presso il tribunale con una riduzione del 70% circa dell’orario di lavoro, in deroga ai parametri contrattuali previsti e che vede il livello salariale medio di 300 euro al mese”.

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Santa Marinella, si pensa a piste ciclabili e ripascimento

SANTA MARINELLA – Il sindaco Pietro Tidei spiega quali sono i progetti da portare avanti nel momento in cui avrà la possibilità di rendere ufficiale l’equilibrio di bilancio. Tanti sono gli argomenti all’ordine del giorno ed in particolare la raccolta differenziata, nuovi punti luce, la pista ciclabile e le barriere soffolte. «La raccolta differenziata ha bisogno di tempo per essere perfetta – afferma il primo cittadino – purtroppo è stato fatto un bando che ci costerà 27 milioni in sette anni, una spesa esagerata che questa città non può permettersi, quindi noi prorogheremo fino al 31 dicembre l’appalto alla ditta in carica e poi cercheremo di abbassare di 3,5 milioni il costo del servizio, in pratica 500 mila euro in meno all’anno rispetto a quanto previsto. Ci stiamo incontrando con la Regione e con l’Enel per avere nuovi punti luce a risparmio energetico, facendo un nuovo contratto. Con la giunta regionale avremo un incontro per trattare su questioni sociali quali l’emergenza casa, l’aiuto ai  bisognosi, alle ragazze madri e ai disabili, a cui noi ora non possiamo dare risposta visto che da molti mesi sono stati sospesi i sussidi. Abbiamo comunque tanti progetti che presenteremo come ad esempio le piste ciclabili che andranno da Palidoro a Civitavecchia, passando per Santa Marinella. E’ un nostro progetto che proporremo anche alle altre amministrazioni a all’assessore all’Urbanistica della Regione. Altro progetto quello del ripascimento delle barriere soffolte nel tratto di mare che va dal castello di Santa Severa fino allo stabilimento del Barracuda, in modo tale che tutti quegli stabilimenti balneari che insistono su quel tratto di costa, possano evitare l’erosione marina e vedere ampliare il proprio spazio balneabile. Stiamo progettando la ristrutturazione della piscina comunale che noi abbiamo trovato in uno stato pietoso e di cui stiamo pagando il rateo di mutuo da tre anni ma ancora non abbiamo il progetto, nonostante stiamo pagando le rate, abbiamo deciso di revocare l’incarico al professionista che doveva redigere il progetto esecutivo”. Il sindaco poi sottolinea alcune mancanze riscontrate in questo suo primo periodo di mandato. «Sentiamo cose clamorose – conclude Tidei – come quella che è stata accesa per tre notti e tre giorni con continuità la caldaia della scuola media Carducci perché se l’avessero spenta non si sarebbe più accesa. Sono stati spesi 27 mila euro di gas, per tenere accesa una caldaia, perché il Comune non aveva i soldi per comprarne una nuova. Mi domando allora, con 27 mila euro quante caldaie ci compravamo? Nessuno ha pagato per questa mala gestione”. 
Entro settembre porteremo in riequilibrio il bilancio se il ministero dell’interno ci darà finalmente darà la nomina ai tre membri dell’organismo di liquidazione, noi ripartiremo daccapo per dare il via a tutti gli investimenti previsti che sono la pulitura dei fossi, la sistemazione della scuola tra cui le vignacce mentre ieri abbiamo avuto un incontro con i proprietari dell’area che insiste alla curva dello specchio dove vorremmo fare un grande parco di sette ettari con la disponibilità dei proprietari con il contributo dell’enel. 

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Ater, consegnati otto nuovi alloggi

CIVITAVECCHIA – L’Ater Civitavecchia consegna 8 nuovi alloggi in via Falda a San Liborio. La novità è che i nuclei familiari potranno scegliere di riscattarli con una nuova formula. Dopo i primi 3 anni potranno diventare proprietari scalando il 40% dei canoni pagati, dopo 5 il 20%, altrimenti dopo 8 pagando la cifra intera. Si tratta di una formula innovativa ed è stato lo stesso assessore regionale per le Politiche abitative Massimiliano Valeriani a sottolinearne il valore. «Quella dell’Ater Civitavecchia è una grande operazione – ha detto – consegnare questi appartamenti per noi è fonte di grande soddisfazione, aumentata dal fatto che un domani – ha continuato rivolgendosi ai nuclei familiari beneficiari – potrete diventarne i proprietari. Questa è una grande scommessa ma soprattutto una pratica che credo debba essere messa in atto anche da alter Ater».

Soddisfatto anche il commissario straordinario Ater Civitavecchia Antonio Passerelli, un punto di inizio e non di arrivo perché «a settembre – ha sottolineato – vorremmo continuare e ci sono aree che stiamo cercando di acquistare». Si tratta magari di zone o progetti edilizi rimasti fermi a causa del periodo di crisi. «Civitavecchia – ha proseguito Passerelli – è un punto importante a livello europeo. Giorni fa è venuta l’università di Lisbona ad intervistarci perché sanno che da noi le case popolari vengono costruite bene, con ogni confort. Inoltre – ha detto – il risparmio energetico è impressionante. Le case popolari sono identiche e forse meglio di quelle normali».

Presente anche il consigliere regionale del territorio Gino De Paolis che ha spiegato come con Valeriani sia stata condivisa la battaglia sulle riforme Ater, «una battaglia politica – ha tuonato – che ha funzionato, siamo riusciti a difendere l’Ater di Civitavecchia che è rimasta ed è un’eccellenza. La consegna di questi alloggi è la cartina tornasole, la dimostrazione che ognuno ha fatto il suo dovere». Ma nei piani dell’Ater cittadina c’è anche uno spostamento di sede. «Siamo alla ricerca – ha continuato Passerelli – di un’area più centrale in modo di spostarci e creare una sede più performante», l’obiettivo è quello di accendere a nuovi fondi. Un altro passo avanti per l’Ater di Civitavecchia con 8 nuclei familiari che da ieri sono entrati in possesso di un’abitazione dotata di ogni confort e con la formula sperimentale dei 3 – 5 e 8 anni per diventarne proprietari. «Voglio ricordare – ha concluso De Paolis – che l’Ater di Civitavecchia è l’unica in attivo in tutta la Regione e questo non è poco».          

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Ippocrate, il liquidatore Bizzarri: "Il piano è pronto"

CIVITAVECCHIA – «Ippocrate ha da tempo predisposto un nuovo piano di concordato migliorativo per il ceto creditorio. Ho volutamente atteso che fosse ammesso quello della capogruppo Hcs in quanto il buon esito del mio piano dipende da quello della controllante Hcs». Il liquidatore della sot Ippocrate Alessandro Bizzarri interviene sul passaggio dalle vecchie municipalizzate alla Newco Civitavecchia servizi pubblici, alla luce della decisione del tribunale di Civitavecchia di fissare la nuova adunanza dei creditori per la metà di ottobre. Una comunicazione utile soprattutto per capire che di concordati “nuovi” se ne è presentato uno solo: quello di Hcs appunto. Degli altri ancora nulla, nonostante le rassicurazioni dell’amministrazione comunale.  
«Proprio al fine di non sperperare risorse pubbliche, pagando consulenti o sostenendo spese di procedura che poi sarebbero risultate vane in caso di esito negativo della procedura Hcs – ha spiegato Bizzarri – ho atteso l’ammissione dello stesso. Faccio inoltre presente che, al fine di evitare che il prolungarsi dei tempi comporti oneri maggiori per le casse della sot ho gia deliberato in sede di assemblea di bilancio di rinunciare al mio compenso a far data da aprile scorso così da non aggravare di ulteriori costi la società ormai inattiva. Quanto al Tfr dei dipendenti ex Ippocrate posso rassicurare tutti che lo stesso verrà erogato secondo i tempi della procedura – ha concluso – avendo capienza nell’attivo patrimoniale per coprire tale voce che rappresenta la prima in ordine di privilegio senza che nessuno perda quanto maturato».

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