Snc, inizia il tour ligure

di MARCO GRANDE

La serie A2 di pallanuoto si appresta a tornare in acqua nella giornata di domani  per il terzo turno del campionato; la Snc di Marco Pagliarini cerca il riscatto dopo la deludente sconfitta casalinga subita sabato scorso dal Como Nuoto, che di fatto annulla le note positive viste nel corso del primo match di  Ancona, in cui i rossocelesti avevano espugnato, a detta di molti esperti, uno dei campi più ostici del girone.
Tutto da rifare, dunque, per la società di Viale Lazio, attesa lle 14 nella piscina di Bogliasco dalla formazione della Sportiva Sturla, reduce dal convincente successo per 9 a 7 in casa del fanalino di coda Brescia Waterpolo.La compagine civitavecchiese con quella genovese, però, vantano gli stessi punti in classifica, ma registrano allo stesso tempo un diverso inizio di campionato, con i laziali vincenti all’esordio e con lo Sportivo Surla che ha subito la debacle interna contro il Torino proprio due settimane fa. Mister Pagliarini potrà contare sull’esperienza, ma soprattutto sulla vena realizzativa del suo pupillo nonché dell’ elemento più rappresentativo del gruppo, ovvero capitan Romiti. Il 35enne, mattatore indiiscusso nel match di Ancona e autore di una delle sette marcature dei suoi nella gara di sabato scorso, non ha di certo intenzione di fermarsi e vuole trascinare il team di patron D’Ottavio verso una vittoria che gli darebbe morale e fiducia nei propri mezzi. Dall’ altro lato, però, la formazione civitavecchiese dovrà cercare di marcare il più possibile Dainese, uno dei giocatori di maggior rilevanza, che ha già segnato per quattro volte. Chi ha contribuito per la causa rossoceleste nella partita contro la squadra lombarda è stato senza ombra di dubbio Marco Minisini (nella foto in alto): il 24enne ha espresso il suo parere circa questo inizio di campionato dalla doppia faccia della medaglia dei suoi compagni, i quali hanno conosciuto sia la gioia per la vittoria che il gusto amaro della sconfitta.
«Il match interno contro il Como è stato preso sotto gamba – esordisce l’attaccante –  e quest’anno non possiamo permetterci il lusso di affrontare le partite in questo modo, visto che concorriamo dopo tempo nel raggruppamento del Nord. Abbiamo affrontato il terzo quarto di gara da squadra spenta e quasi priva di motivazioni; solamente nel quarto parziale di gioco ci siamo svegliati, recuperando e portando il match sul 7 a 7».
Circa il goal  che lo ha sbloccato dal punto di vista realizzativo, invece, si dichiara contento ma specifica allo stesso tempo di non voler scendere in acqua tanto per la marcatura, quanto per l’obiettivo di mettere in condizione gli altri compagni di apparire più frequentemente sul tabellino dei marcatori. Poi passa a parlare della leadership della sua guida tecnica, esaltata e considerata un punto di riferimento per tutto il gruppo: «Lo stadio del nuoto può essere gremito di persone e registrare il tutto esaurito – afferma il 24enne- ma l’unica voce che ascolto insieme ai miei compagni è proprio quella del mister,l’unica in grado di farci estraniare da tutto il resto». Infine rivogle un pensiero agli immediati avversari da affrontare: «Non conosciamo lo Sturla – conclude – che, come tutte le squadre della Liguria, sarà agguerrita e tosta ma indipendentemente da questo ce la possiamo giocare contro qualsiasi avversario. Nessuno può mettere i piedi in testa a un gruppo come il nostro che ha tanta voglia di spaccare».
Parole chiare e concise, quelle di Minisini, che portano verso un unico denominatore comune: il riscatto. Solo il campo determinerà il verdetto di una partita il cui esito appare tutt’altro che scontato.

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Nascondeva la droga tra i giochi

SANTA MARINELLA – È stato arrestato con l’accusa di detenzione a fini di spaccio di sostanza stupefacente e messo a disposizione dell’autorità giudiziaria per il rito di direttissima G.S., 24enne romano, fermato dalla Polizia del Commissariato di Civitavecchia durante mirati servizi sul territorio. Il giovane era a bordo di un’autovettura che, a forte velocità, da Santa Severa si dirigeva verso Santa Marinella, in compagnia di  altre due persone, tutte di giovane età.
Gli agenti, dopo aver segnalato la vettura ad altri equipaggi dislocati sul territorio, hanno iniziato un pedinamento discreto dell’auto sospetta che, giunta nei pressi del km 58 della via Aurelia, ovvero all’ingresso di Santa Marinella, ha aumentato ulteriormente la velocità, sorpassando i veicoli che la precedevano per poi svoltare al bivio di via Aurelia vecchia, invertendo la direttrice di marcia, ma con l’ausilio, per l’appunto, degli altri equipaggi, l’auto è stata raggiunta e fermata in sicurezza, permettendo così agli egenti di procedere al controllo dei tre giovani.
Nella circostanza, i ragazzi appena fermati, si sono mostrati estremamente nervosi al controllo, e a cagione dell’anomalo comportamento alla guida, gli investigatori sono venuti a conoscenza che G.S., alla guida del veicolo, e con precedenti penali per reati inerenti gli stupefacenti, era sprovvisto della patente di guida poiché mai conseguita.
Sussistendo anche il fondato motivo di ritenere che quest’ultimo potesse detenere occultata la sostanza stupefacente indosso o nel veicolo, è stato sottoposto dagli agenti ad ispezione e controllo. Di seguito, nonostante il giovane ragazzo cercasse di sviare le indagini a suo carico, mentendo sulla sua attuale residenza, gli investigatori, dopo accurate ricerche, sono riusciti a carpire il luogo di domicilio del ragazzo, estendendo quindi l’ispezione ed il controllo all’abitazione di quest’ultimo, nella capitale. Tale operazione ha dato un riscontro più che positivo, in quanto sono stati rinvenuti tre involucri di cellophane trasparente del peso lordo di 20.26 grammi, contenenti hashish, un involucro di cellophane di colore bianco del peso lordo di 0.39 grammi contenente cocaina, un taglierino professionale della lunghezza complessiva a lama aperta di 17,5 cm, avente residui sulla lama di sostanza stupefacente del tipo hashish, tutto rinvenuto all’interno di una sacca di plastica, occultata in una stanza a soppalco, e di seguito, nascosto all’interno di una scatola di un gioco da bambino, sopra una mensola vicino all’ingresso dell’appartamento, un sacchetto di plastica trasparente del peso lordo di 64.59 grammi contenente la sostanza polverosa e parte solida che al successivo narcotest ha dato esito positivo alla cocaina.  Da qui l’arresto del ragazzo.

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Nascondeva la droga tra i giochi: arrestato un ventiquattrenne

SANTA MARINELLA – È stato arrestato con l'accusa di detenzione a fini di spaccio di sostanza stupefacente e messo a disposizione dell’Autorità giudiziaria per il rito di direttissima G.S., 24enne romano, fermato dalla Polizia durante mirati servizi sul territorio. Il giovane era a bordo di un’autovettura che, a forte velocità, da Santa Severa di dirigeva verso Santa Marinella, in compagnia di altre due persone, tutte di giovane età.

Gli agenti, dopo aver segnalato la vettura ad altri equipaggi dislocati sul territorio, iniziavano un pedinamento discreto dell’auto sospetta che, giunta nei pressi del km 58 della via Aurelia, ovvero all'ingresso di Santa Marinella, aumentava ulteriormente la velocità sorpassando i veicoli che la precedevano per poi svoltare al bivio di via Aurelia Vecchia invertendo la direttrice di marcia, ma con l’ausilio, per l’appunto degli altri equipaggi, l’auto veniva raggiunta e fermata in sicurezza, potendo così procedere al controllo dei tre giovani.

Nella circostanza, i ragazzi appena fermati si mostravano estremamente nervosi al controllo, e a cagione dell’anomalo comportamento alla guida, gli investigatori venivano a conoscenza che G.S. alla guida del veicolo e con precedenti penali per reati inerenti gli stupefacenti, era sprovvisto della patente di guida poiché mai conseguita.

Sussistendo anche il fondato motivo di ritenere che gli quest’ultimo potessero detenere occultata sostanza stupefacente indosso alla persona o nel veicolo, veniva sottoposto dagli agenti ad ispezione e controllo. Di seguito, nonostante il giovane ragazzo cercasse di sviare le indagini a suo carico, mentendo sulla sua attuale residenza, gli investigatori dopo accurate ricerche, riuscivano a carpire il luogo di domicilio del ragazzo, estendendo quindi l’ispezione ed il controllo all'abitazione di quest’ultimo, sita nella capitale. Tale operazione dava un riscontro più che positivo, in quanto rinvenivano tre involucri di cellophane trasparente del peso lordo di 20.26 grammi, contenenti sostanza stupefacente del tipo hashish, un involucro di cellophane di colore bianco del peso lordo di 0.39 grammi contenente sostanza stupefacente del tipo cocaina, un taglierino professionale della lunghezza complessiva a lama aperta di 17,5 cm, avente residui sulla lama di sostanza stupefacente del tipo hashish tutto rinvenuto all’interno di una sacca di plastica, occultata in una stanza a soppalco, e di seguito, occultato all’interno di una scatola di un gioco da bambino, sopra una mensola vicino all’ingresso dell’appartamento, un sacchetto di plastica trasparente del peso lordo di 64.59 grammi contenente sostanza polverosa e parte solida che al successivo narcotest dava esito positivo alla cocaina. 

Da qui l'arresto del ragazzo. 

 

              

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Spaccio: arrestato un ventiquattrenne

SANTA MARINELLA – È stato arrestato con l'accusa di detenzione a fini di spaccio di sostanza stupefacente e messo a disposizione dell’Autorità giudiziaria per il rito di direttissima G.S., 24enne romano, fermato dalla Polizia durante mirati servizi sul territorio. Il giovane era a bordo di un’autovettura che, a forte velocità, da Santa Severa di dirigeva verso Santa Marinella, in compagnia di altre due persone, tutte di giovane età.

Gli agenti, dopo aver segnalato la vettura ad altri equipaggi dislocati sul territorio, iniziavano un pedinamento discreto dell’auto sospetta che, giunta nei pressi del km 58 della via Aurelia, ovvero all'ingresso di Santa Marinella, aumentava ulteriormente la velocità sorpassando i veicoli che la precedevano per poi svoltare al bivio di via Aurelia Vecchia invertendo la direttrice di marcia, ma con l’ausilio, per l’appunto degli altri equipaggi, l’auto veniva raggiunta e fermata in sicurezza, potendo così procedere al controllo dei tre giovani.

Nella circostanza, i ragazzi appena fermati si mostravano estremamente nervosi al controllo, e a cagione dell’anomalo comportamento alla guida, gli investigatori venivano a conoscenza che G.S. alla guida del veicolo e con precedenti penali per reati inerenti gli stupefacenti, era sprovvisto della patente di guida poiché mai conseguita.

Sussistendo anche il fondato motivo di ritenere che gli quest’ultimo potessero detenere occultata sostanza stupefacente indosso alla persona o nel veicolo, veniva sottoposto dagli agenti ad ispezione e controllo. Di seguito, nonostante il giovane ragazzo cercasse di sviare le indagini a suo carico, mentendo sulla sua attuale residenza, gli investigatori dopo accurate ricerche, riuscivano a carpire il luogo di domicilio del ragazzo, estendendo quindi l’ispezione ed il controllo all'abitazione di quest’ultimo, sita nella capitale. Tale operazione dava un riscontro più che positivo, in quanto rinvenivano tre involucri di cellophane trasparente del peso lordo di 20.26 grammi, contenenti sostanza stupefacente del tipo hashish, un involucro di cellophane di colore bianco del peso lordo di 0.39 grammi contenente sostanza stupefacente del tipo cocaina, un taglierino professionale della lunghezza complessiva a lama aperta di 17,5 cm, avente residui sulla lama di sostanza stupefacente del tipo hashish tutto rinvenuto all’interno di una sacca di plastica, occultata in una stanza a soppalco, e di seguito, occultato all’interno di una scatola di un gioco da bambino, sopra una mensola vicino all’ingresso dell’appartamento, un sacchetto di plastica trasparente del peso lordo di 64.59 grammi contenente sostanza polverosa e parte solida che al successivo narcotest dava esito positivo alla cocaina. 

Da qui l'arresto del ragazzo. 

 

              

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Vecchia, parla patron Ambrosi

di MATTEO CECCACCI

Nessuna cronaca, nessun tabellino e nessun diritto di critica. È giunto il momento del primo bilancio stagionale del presidente del settore giovanile nerazzurro-bianconero Stefano Ambrosi appena dopo due mesi dall’inizio dei campionati Elite e regionali. È vero, di solito i responsabili dei vivai fanno il punto della situazione a fine girone d’andata, ma patron Ambrosi dopo il contratto di gestione di giugno scorso ha deciso di chiarire l’attuale situazione. L’ex portiere della Ternana non ha perso tempo e a 360 gradi, a tutto tondo, ha spiegato nel minimo dettaglio tutte le situazioni, spiegando il motivo della fusione o meglio ancora del contratto di gestione, dicendo la sua sullo stadio Fattori e la colpa dell’amministrazione comunale, sul fermo del campionato a causa della decisione dell’Aia e della prima squadra.
«Ci tengo a dire – esordisce il presidente dell’agonistica Stefano Ambrosi – che è un contratto di gestione e non una fusione, ma un contratto di cinque anni che ancora devo firmare, ma è questione di giorni. Tutto è nato dall’ottimo rapporto che ho sempre avuto e che ho tuttora con il presidente del Civitavecchia Calcio 1920 Ivano Iacomelli, molto spesso ci sentivamo per organizzare delle cose insieme e vuoi per un motivo vuoi per un altro, alla fine abbiamo preso questa decisione. Premetto che lo scorso anno, dopo la situazione che si era venuta a creare con il Tamagnini, era giusto far riemergere e portare avanti per il buon nome della società il settore giovanile del Civitavecchia Calcio e così in un pomeriggio d’estate insieme ad Ivano abbiamo raggiunto l’accordo. Prendere in mano l’intera gestione non è stato affatto semplice, l’ho fatto per salvaguardare una situazione che stava andando sempre più in malora, anche se con i numeri già stavo a posto, perché il mio organico bianconero già contava circa 240 ragazzi, infatti l’apporto numerico non è che mi abbia fatto aumentare la situazione, ma allo stesso tempo mi dà molto lustro per le tante categorie che si sono venute a creare tra le mie e quelle nerazzurre. Ad oggi ne contiamo sei tra Elite e regionali, non considerando l’Under 19 Elite, ex Juniores, per il semplice fatto che la gestisce ancora Iacomelli insieme all’Eccellenza, ma che sarebbe la quarta categoria Elite. Ovviamente, essendo partiti in netto ritardo stiamo pagando dazio con alcune categorie, basti vedere i 2002, dove ho ereditato una compagine un po’ frammentata, dovuta al semplice fatto che avendo chiuso l’accordo a fine giugno, molti giocatori già avevano deciso di accasarsi in altre società. Fare l’Elite già non è facile, perché se hai un bacino d’utenza così ridotto, figuriamoci se puoi competere in un palcoscenico dove varie società addirittura la cominciano a preparare mesi prima. Abbiamo trovato tante difficoltà soprattutto per i risultati, non tanto per l’organizzazione, adesso stiamo tirando la cinghia, abbiamo fatto vari cambi in panchina, come nel 2002 da Pasquale Oliviero ad Adus Amici e nel 2004 da Patrizio Tossio a Dario Rasi. Stiamo cercando di migliorare, ma l’errore che non dobbiamo commettere è quello di non avere la presunzione di guardare il campionato dal punto di vista della classifica, o meglio, bisogna focalizzarci su quelle squadre che stanno lottando per la salvezza come noi, così da concentrarci su di loro e raggiungere il nostro obiettivo. Non nego assolutamente il fatto che non abbiamo le forze per confrontarci con le solite società storiche plurititolate di Roma dove non sto a fare i nomi, i gironi sono difficili, in particolar modo quelli Elite laziali che sono i più complicati d’Italia. Stiamo soffrendo col 2002 e 2005, ma sono molto fiducioso e speranzoso sul raggiungimento della salvezza, questo è fuori da ogni dubbio. Stiamo cercando di rinforzare gli organici grazie al mercato e agli svincoli di dicembre, ma la cosa che va analizzata è che avendo un settore giovanile così importante per le categorie che hai, va a tutti i costi cambiata la mentalità nella gestione, mi spiego: non può per nulla al mondo esistere la musica del ‘‘mio figlio gioca perché è amico di, è nipote di, è figlio di’’, questo non può esistere. Noi, infatti, stiamo cercando di aggiustare il tiro su questa situazione per dare un po’ di professionalità a questo settore perché secondo me lo merita. Ad oggi con i numeri alla mano siamo il settore giovanile più importante della città per due motivi: il primo perché abbiamo le categorie più importanti e continueremo ad averle per molti altri anni in confronto alle altre realtà civitavecchiesi, il secondo è perché portiamo lo stemma della città a differenza degli altri che sono solo realtà locali. Comunque ci stiamo già organizzando per il prossimo anno sulla programmazione futura. Ripeto che sull’Elite senza ombra di dubbio abbiamo sbagliato qualcosa sui risultati, ma non siamo stati neanche fortunati, come ricorsi persi, decisioni arbitrali errate e tanto altro. Il rischio, comunque, è di perdere le categorie Elite con il 2002 e 2005, ma fatto sta che se dovesse accadere il prossimo anno faremo un regionale a vincere. I 2004 sono una corazzata, sapevo che avrebbero fatto un bell’inizio di campionato, perché una rosa che lo scorso anno ha vinto il titolo regionale, rinforzata quest’anno da cinque ottimi elementi del Civitavecchia non poteva fare altrimenti. Con i 2005 bisogna stargli molto vicino, purtroppo facendo un campionato ex Giovanissimi fascia B incontri club professionistici come Roma e Lazio e quando ti capitano i biancocelesti allenati da Tommaso Rocchi c’è poco da fare, è proprio il materiale umano che è diverso. Comunque l’obiettivo è mantenere tutte le categorie Elite, ci mancherebbe altro, per me i 2004 a fine anno raggiungeranno una salvezza tranquilla, mentre con i 2002 e 2005 stiamo a rischio, ma cercheremo di fare il più possibile. C’è da dire anche che l’agonistica viene da una gestione dello scorso anno complicata con dinamiche veramente difficili e stiamo pagando quello che è stato lo scorso anno, ovvero aver raggiunto l’accordo a giugno e in un mese non puoi programmare tutto, in particolar modo l’Elite. Questo è un anno di partenza su cui stiamo cercando di gettare le basi per la prossima stagione. Riguardo le categorie Regionali – continua il numero uno nerazzurro bianconero – ho cercato di mettere tutti allenatori che hanno pochissimi rapporti con i genitori, o meglio ancora, nessuna conoscenza e che hanno giocato a calcio ad alti livelli. Io a differenza di altre società non ho sponsorizzazioni, ma ci autofinanziamo con le quote della scuola calcio e non abbiamo nessuna entrata di supporto, perché credo che sia giusto così. L’unico problema ce l’abbiamo con l’Under 15 di Michele Romano, ma c’è una classifica molto corta quindi la salvezza può essere raggiunta facilmente e io sono tranquillo, così come i ragazzi di Zampollini e Savino che stanno dimostrando di poter competere nei propri campionati. Dal mio punto di vista tutte e tre le categorie si salveranno senza problemi. Nella Scuola Calcio – prosegue entusiasta – abbiamo 165 iscritti che vanno dal 2006 al 2012/2013 e siamo i più grossi di tutti anche perché insieme all’agonistica contiamo più di 300 elementi in totale. Lo scorso weekend abbiamo iniziato i campionati Federali che ricordo che non hanno classifica e non sono arbitrati. Abbiamo fatto un’ottima programmazione tecnica per quanto riguarda la scuola calcio, io come responsabile tecnico e Nello Savino nelle vesti di direttore generale facciamo dei breafing mensili con tutti gli allenatori per monitorare tutte le programmazioni tecniche per controllare che vengano rispettate. Fondamentale per noi è preparare i gruppi della scuola calcio ad approdare nell’agonistica nei campionati regionali ed Elite, ma ciò non significa che non possiamo iniziare a fare una piccola selezione omogenea che io reputo scorretta, infatti noi cominciamo a farla nel periodo primaverile dal 2009 in su, ed è giusto e importante che dal 2006 fino a questa età crescono individualmente, giocano tanto e si divertono il più possibile. Voglio ricordare anche che la Federazione con la Carta dei Diritti tutela tutti gli iscritti alla scuola calcio e che quindi la piccola selezione va fatta con le molle. Sono comunque abbastanza soddisfatto dell’andamento di tutta la struttura che si è venuta a creare, l’ambiente è rimasto famigliare come quando avevo solamente la Leocon dove si è aggiunto il lustro delle categorie del Civitavecchia Calcio e agli ottimi allenatori che avevo io della Leocon ho avuto la possibilità di poter inserire dei tecnici altrettanto bravi che venivano dalla Vecchia. Riguardo i tornei stiamo organizzando la Christmas Cup nel periodo natalizio, poi un torneo pasquale e uno di fine anno. Per lunedì, invece, sto organizzando in collaborazione con Daniele Bencini, ds del vivaio dielleffino, un raduno che ci è stato richiesto da vari procuratori del professionismo per le categorie 2002 2003 e 2004. Tornando all’agonistica devo dire che ho già avuto alcune segnalazioni per vari ragazzi del 2002, 2003 e 2004 da parte di club professionistici e per fine anno penso che qualcosa di importante potrà realizzarsi. Il mio intento alla fine è questo, quello di dare la possibilità a chi dimostra durante il campionato di fare bene di confrontarsi con realtà importanti grazie alle mie conoscenze che ancora oggi porto avanti, in modo particolare con Ternana, Pescara e Frosinone».
Ambrosi, poi, dopo aver analizzato le sue sei squadre ha voluto dire la sua sulla Vecchia e sullo stadio Fattori scaricando la colpa all’amministrazione pentastellata.
«Sul Fattori – spiega a tal proposito – le responsabilità ce l’ha l’amministrazione comunale che è l’unica indiziata di ciò che riguarda la situazione calcistica del Civitavecchia Calcio perché per quanto sia il Comune dovrebbe sempre garantire, non dico a tutto il settore giovanile anche perché tutta la cantera si allena in una struttura privata, ma almeno dalla Juniores in poi dovrebbe dare una propria casa all’interno della città per svolgere uno dei campionati più importanti e questo è gravemente mancante, gravemente mancante come tutti gli sbagli commessi, a partire dal disinteresse totale dello stadio Fattori, voglio dire, non è che parte da quest’anno, non si può pensare che il Fattori per sette anni ha dovuto avere la deroga anno per anno dalla Federazione per rifare un manto, che oggi per rifarlo costa 350 mila euro e per un Comune come Civitavecchia fare un investimento su un impianto sportivo per mantenere la propria squadra in città stiamo parlando di una cosa irrisoria. Loro oggi hanno la gravissima responsabilità di aver sgretolato un collage sportivo che fine a poco fa c’era. Per quanto mi riguarda a mister Rocchetti, visto che stiamo entrando nella fase invernale, ho dato massima disponibilità per svolgere gli allenamenti presso il mio impianto se ci dovessero essere problemi da qui a marzo nel recarsi ad Allumiere. Oggi come oggi, da gestore del  settore giovanile del Civitavecchia Calcio, mi rendo conto, cosa che prima non capivo, che non c’è l’amore che ci dovrebbe essere per questa maglia, mi spiego: non da parte di tutti gli addetti i lavori, ma sono pochissimi che gioiscono se le cose vanno bene, qui sembra che sono più contenti se il Civitavecchia si affossa perché magari ce l’hanno con un dirigente o un altro e questa è una cosa sgradevole e qui mi rifaccio anche ad altre società. Secondo me il simbolo Civitavecchia Calcio dovrebbe acquistare un’importanza collettiva, dovrebbe essere un piacere per tutti quanti far parte del Civitavecchia Calcio 1920. Io quando ero ragazzo e militavo nei dilettanti, prima di approdare nel professionismo, se avessi giocato con la squadra della mia città avrei dato tutto, invece oggi si vedono ragazzi che preferiscono fare un campionato provinciale piuttosto che un Elite».
Il presidente, ovviamente, non si è lasciato scappare il pensiero sulla decisione dell’Associazione Italiana Arbitri, che ha portato a non giocare i campionati lo scorso fine settimana a causa dell’aggressione nei confronti di Bernardini di Ciampino.
«Secondo me – commenta – non è assolutamente giusta la decisione che hanno preso, perché in questo modo non si tutelano i direttori gara, per quanto un arbitro possa sbagliare si deve capire che innanzitutto è un coetaneo dei calciatori e che può sbagliare una valutazione come il numero dieci può sbagliare un rigore e un portiere una parata, ma la gente dovrebbe capire che per quanto sono tanti gli interessi che ci stanno in mezzo, sono cose comunque sia ristrette in una partita di calcio giovanile, invece qui si sta perdendo il lume della ragione tra i genitori che stanno fuori e insultano gli arbitri, addirittura gli allenatori come se capiscono di tattica e di tecnica. Dico la verità, noi siamo realtà insignificanti pure se facciamo l’Elite, basti pensare a qualche anno fa quando squadre che oggi militano in Serie C, hanno speso più di 500 mila euro per il settore giovanile e questo ti fa rendere conto che non sei niente. Noi bisogna capire che non ci stiamo giocando la Champions League, si, è importante mantenere l’Elite, il regionale, fare tornei e tanto altro, ma lo scopo reale di un settore giovanile è quello di far crescere i ragazzi e i due tre validi elementi che hai piazzarli nel professionismo, poi se lo riesci a fare mantenendo tutte le categorie Elite è un conto, se non riesci a farlo e lo fai tramite regionale è un altro conto, ma è questo lo scopo. Poi qui subentra il fatto dei genitori, perché oggi come oggi ci sta un’esasperazione incredibile, io ho fatto ventiquattro anni di calcio di cui venti di professionismo e sono arrivato anche ad alti livelli, ma alcuni atteggiamenti che vedo, anche nella scuola calcio, a volte mi fanno accapponare la pelle perché sono proprio fuori luogo e quindi ecco che vanno a creare delle tensioni che poi sfociano in quello che è accaduto domenica 11 a San Basilio al povero Bernardini di Ciampino. Secondo me, però, la Federazione quando accadono queste cose non deve generalizzare, ma punire la squadra, ovvero: dove è accaduto, chi è stato, come si chiama la società? Perfetto, radiata dal campionato, ma non tanto per punire, ma per dare un segnale forte a tutti, purtroppo questo la Federazione non lo fa mai. Secondo me solo così possono migliorare le cose e allora lì sì che ci penseranno dieci volte prima di aggredire un arbitro, ma dal mio punto di vista il segnale che doveva dare l’Aia era tutt’altro e questo di fatto non farà cambiare la situazione. Il calcio è uno dei pochi sport che fa credere a tutti di poter dare un’opinione quando invece c’è bisogno di avere una grandissima specializzazione calcistica per poter parlare di tattica o di tecnica ma siccome tanti si vedono tre partite e pensano di essere il nuovo Mourinho e allora questo porta tutti i genitori e molti addetti ai lavori a giudicare in maniera facile e a volte errata moltissime situazioni e questo non fa nient’altro che aggravare il livello di tensioni nervose i ragazzi che arrivano al campo esasperati. Voglio fare – conclude il presidente Stefano Ambrosi – un grande e grosso in bocca al lupo a Ivano Iacomelli per il proseguio della stagione per quanto riguarda la prima squadra, gli auguro quanto prima di uscire da questa fase negativa, perché sono a conoscenza dei sacrifici che sta facendo per portare avanti tutta la squadra».
Un bilancio, dunque, quello di Ambrosi che fa capire a tutti la serietà del settore giovanile del Civitavecchia Calcio 1920 che vuole assolutamente riemergere e tornare protagonista.
I cent’anni del club sono vicini e chissà cosa bisognerà aspettarsi.

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La famiglia al centro del percorso promosso dalla Diocesi

CIVITAVECCHIA – "La famiglia accompagna il discernimento vocazionale" è il titolo dell’incontro che l’Ufficio di Pastorale per la famiglia propone per domenica prossima, 2 dicembre, alle 15.30 nella parrocchia di San Felice da Cantalice a Civitavecchia. L’iniziativa è rivolta a tutta la comunità, in modo particolare a famiglie, catechisti, animatori parrocchiali e giovani.

L’incontro sarà condotto da Andrea Pecoraro ed Emanuela Spinella, coppia di coniugi che offre percorsi di accompagnamento ai giovani adulti in percorsi di affettività per aiutarli a una scelta consapevole.

Si tratta del primo appuntamento che l’Ufficio diocesano propone per questo anno pastorale. Saranno complessivamente cinque le iniziative che si ripeteranno, con cadenza mensile, per un cammino che si concluderà il 17 maggio con una veglia di preghiera.

«La proposta dell'Ufficio per le famiglie – spiega don Federico Boccacci, vicario episcopale per la pastorale – vuole essere una provocazione e un sostegno per un’animazione più capillare da realizzarsi nelle parrocchie. Gli incontri proposti sono pochi ma significativi e si vanno ad aggiungere ai percorsi di preparazione al matrimonio che sono aspetto fondamentale della pastorale della famiglia».

Il calendario prevede due incontri incentrati sul compito della famiglia in relazione al discernimento vocazionale quindi una tematica strettamente legata al Sinodo dei giovani appena concluso e alla prospettiva vocazionale che l'intera pastorale deve avere. Inoltre, sottolinea il sacerdote, «verranno svolti due incontri rivolti non solo alle coppie dal cuore ferito ma a tutte quelle famiglie che stanno facendo esperienza della crisi che, come ricorda Papa Francesco nell’esortazione Amoris Laetitia, possono essere momenti di rilancio e rinnovamento della vita matrimoniale. Infine è prevista una veglia di preghiera, già realizzata diverse diocesi, per favorire l'accoglienza e l'integrazione di ogni diversità ovvero per aiutare la chiesa ad assumere atteggiamenti di materna accoglienza verso ogni persona».

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Vertenza container, revocato lo sciopero

CIVITAVECCHIA – Filt Cgil e Uiltrasporti hanno revocato lo stato di agirazione e lo sciopero a seguito dell'ordinanza firmata ieri dal presidente dell'Adsp Francesco Maria di Majo che sospende gli effetti della sua stessa contestata ordinanza di luglio fino al pronunciamento, nel merito, da parte del Tar del Lazio, con l'udienza fissata al 5 giugno prossimo, consentendo così di mantenere a Civitavecchia un importante traffico come quello di Chiquita. I sindacati sono convinti che la strada da fare sia ancora tanta. Motivo per il quale chiedono la costituzione di un tavolo permanente sul lavoro, utile a monitorare e favorire l'andamento delle nuove fasi in un clima di condivisione e concertazione.  

"La sospensiva, come più volte richiesto – hanno spiegato Alessandro Borgioni e Angelo Manicone della Filt e Gennaro Gallo della Uiltrasporti – è un atto di buon senso che invece ne permetterà la lavorazione in loco, fino alla sentenza del Tar. Ci aspettiamo che il tempo della sospensiva sia utilizzato per risolvere definitivamente il problema. È necessaria una riqualificazione di tutto il porto, che lo per renda dinamico e attrattivo per gli operatori del settore, essenziale è il completamento delle infrastrutture interne ed esterne al porto, senza le quali è difficile ipotizzare il salto di qualità. La sospensiva deve, inoltre, essere utile a Rtc e Cfft, per il raggiungimento di un accordo commerciale che noi tutti auspichiamo".

E sulla vicenda continuano ad arrivare commenti anche dalla politica. “Meglio tardi che mai” dicono dal coordinamento del circolo "Giorgio Almirante" di Fratelli d'Italia, riferendosi ad una soluzione suggerita anche dallo stesso partito proprio dopo che i giudici amministrativi avevano respinto la richiesta di sospensiva presentata da Cfft, giudicata la più opportuna per tutelare gli interessi del porto, arrivata dopo quasi un mese di riunioni e dopo l'intervento del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. 

"Il colpevole ed inspiegabile ritardo nell’assumere una decisione doverosa – hanno commentato – è costata al nostro porto la perdita di due navi cariche di banane, approdate a Livorno invece che a Civitavecchia: è evidente il danno economico provocato alle imprese portuali di Civitavecchia, ma è indubbio anche il grave danno di immagine per il porto di Civitavecchia sul mercato, dove gli operatori commerciali e le imprese di Civitavecchia (e non solo) hanno potuto, purtroppo, toccare con mano ed avere una triste conferma della inadeguatezza ed inaffidabilità dell’attuale presidente della Adsp che gestisce il nostro scalo portuale. È paradossale leggere i commenti di esponenti del Pd, partito fautore della nomina dello stesso Di Majo ed al quale lo stesso Di Majo apre sistematicamente le campagne elettorali, che dispensano lodi del tutto immeritate e fuori luogo e dipingono oggi come salvatore della patria Di Majo, ovvero proprio colui che è l’artefice e la causa di questa vertenza, che ha rischiato di compromettere definitivamente uno dei pochi traffici commerciali promettenti per il nostro scalo portuale. Questa sfacciata ed immotivata esaltazione del presidente Di Majo da parte della sinistra appare veramente assurda e costituisce la più lampante e clamorosa conferma di quanto sostenuto da Fratelli d’Italia in questi mesi, a proposito delle responsabilità politiche della pessima attuale gestione del porto sotto la guida dell’attuale presidente, che rappresenta una triste eredità del governo Renzi e del ministro Delrio, famigerati esponenti di primo piano del Partito Democratico, che hanno scritto alcune delle peggiori pagine della storia dell’Italia repubblicana. Oggi prendiamo, comunque, atto di questa buona notizia, perché, con l'ordinanza n. 45 a firma del Presidente di Adsp, Di Majo limita i danni di Di Majo: il traffico delle banane, almeno fino a giungo 2019, rimarrà nel porto di Civitavecchia e continuerà ad essere fonte di lavoro per le maestranze di Civitavecchia e per le imprese che operano ed investono nel nostro porto, ma anche fonte di gettito erariale per Molo Vespucci e per la nostra Regione Lazio, con buona pace della Toscana e di Livorno che erano pronti a raccogliere il gradito regalo che stavano ricevendo grazie alle improvvide iniziative di Molo Vespucci. Tuttavia hanno concluso – riteniamo che i problemi del porto di Civitavecchia non potranno essere definitivamente risolti fino al giorno in cui a Molo Vespucci non avvenga il tanto atteso e necessario ricambio, con la nomina di un manager finalmente capace ed autorevole, di cui Civitavecchia ed il suo porto hanno un disperato bisognoper tornare a crescere ed essere il vero volano di sviluppo e di lavoro per il territorio di Civitavecchia e dell’Etruria.

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Question time su Di Majo, critica Angelilli

ROMA – “Stamattina ho presentato una question time all’assessore regionale Alessandri per far chiarezza sui requisiti curriculari del Presidente dell'Autorità di Sistema Portuale di Civitavecchia, a seguito di tutta una serie di vicende, dalla cosiddetta 'guerra delle banane' alla vicenda TotalErg, che hanno evidenziato una scarsa capacità di governance e di gestione tecnico-amministrativa da parte del Presidente dell'Autorità. L’Assessore si è limitato nella risposta a ricostruire l’iter procedurale, senza entrare nel merito dei requisiti curriculari, scaricando di fatto la responsabilità della valutazione degli effettivi requisiti sul Ministero delle Infrastrutture e sull'allora Ministro".

Questo quanto dichiarato dal consigliere del centrodestra Roberta Angelilli. 

"Vale la pena ricordare che la Regione Lazio – ha aggiunto – era tenuta a fornire una nota di intesa al Ministro prima del decreto di nomina. Ho chiesto quindi all’Assessore una verifica nel merito, atta a far chiarezza sui requisiti necessari a ricoprire tale ruolo, soprattutto sulla conditio sine qua non prevista per tale nomina, ovvero la comprovata esperienza e qualificazione professionale nei settori dell'economia dei trasporti e portuale. In caso di mancata risposta, sarò costretta a provvedere ad un accesso agli atti. Dall’Assessore imbarazzato silenzio sulle domande relative alle evidenti criticità nella gestione dell’ente e nessun commento sulla vicenda TotalErg, relativamente alla riunione del Comitato di gestione portuale del 15 novembre, nel corso della quale il Presidente ha proposto di aumentare a 2,5 milioni di euro la disponibilità economica per il tentativo di transazione, nonostante – ha concluso – l’assenza del rappresentante della Regione Lazio, con dubbi di irregolarità sulla votazione, in termini di quorum deliberativo”. 

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Bis per il Cerveteri Film Festival

CERVETERI – «Dopo il consenso dello scorso anno, nella sua edizione pilota, per qualità, per scelta delle pellicole, per l’organizzazione e per i suoi contenuti, è emozionante poter proporre una seconda edizione del Cerveteri Film Festival, la rassegna dedicata al Cinema in pellicola. Lo scorso anno la realizzammo all’interno di una cornice unica al mondo come quella della Necropoli della Banditaccia, quest’anno invece sarà in una location originale, che si trasformerà in una meravigliosa sala cinematografica vecchio stile, come quella dell’Aula Consiliare del Granarone. Come lo scorso anno ci alterneremo con il Cinema Moderno, con una programmazione eterogenea, con grandi ospiti e grandi film. Per la seconda edizione del Cerveteri Film Festival, tutto è pronto». Con queste parole, Alessio Pascucci, Sindaco di Cerveteri, annuncia il ritorno dal 22 al 25 novembre del Cerveteri Film Festival, organizzato con l’Assessora alle Politiche Culturali del Comune di Cerveteri Federica Battafarano e con la Direzione Artistica di Boris Sollazzo. L’esordio “bis” del Cerveteri Film Festival è in programma per domani, giovedì 22 novembre nell’Aula Consiliare del Granarone a partire dalle ore 20.00. La rassegna si aprirà con un momento toccante, ovvero con l’omaggio a Giuliano Gemma, figura simbolo del western italiano venuto a mancare il 1° ottobre 2013 che per molti anni ha vissuto a Cerveteri. Per l’occasione, verrà proiettato uno dei capolavori con Gemma protagonista, ‘Il Prefetto di Ferro’, film del 1977 dirett o da Pasquale Squitieri. Presente alla serata,la giornalista Baba Richerme, seconda moglie dell’attore, alla quale verrà conferita una importante onorificenza legata alla carriera dell’indimenticabile Giuliano Gemma Nella giornata di avvio della seconda edizione del Film Festival, anche un’altra novità: parte infatti il Concorso Internazionale Cortometraggi, alla presenza dell’attrice Selene Caramazza, giovane attrice che già può vantare numerosi premi come Miglior Attrice con il film del 2017 ‘Cuori puri’. Saranno proiettati, alla presenza di registi e attori, quattro cortometraggi: “Il Primo Cinema della Storia: ‘obiettivo sul paleolitico. Fuoco. Movimento. Colore”, con il regista Igor Imhoff; “M.M.M. Movies Make Money”, con Andrea Ferrari e l’attore Fabrizio Romagnoli; “Posto unico”, con Andrea Borgia e Mauro Piacentini e“Corto in corto”, con il regista Gianni Ippoliti e l’attrice Fabiana Latini. L’omaggio a Giuliano Gemma prosegue anche nei giorni seguenti, in particolar modo nella giornata di sabato 24 novembre con una doppia proiezione all’interno dell’Aula del Granarone: alle 18.30 sarà proiettato ‘Un uomo in ginocchio’, per la regia di Damiano Damiani, mentre alle 20.30 ‘Il Deserto dei Tartari’, per la regia di Valerio Zurlini. Tra gli ospiti del Cerveteri Film Festival, il regista Giuliano Montaldo nella serata di venerdì, il regista Filippo Bologna con l’attoreAlessandro Haber nella serata di sabato, durante la quale presente ranno il film “Che fai a Capodanno?” e l’attore Guglielmo Poggi, che verrà insignito del Premio Luca Svizzeretto.L’ingresso alle proiezioni del Cerveteri Film Festival,  sia nell’Aula Consiliare del  Granarone che al Cinema Moderno, è libero e gratuito per tutti. Il Cerveteri Film Festival è sostenuto dal MIBAC, Regione Lazio e Comu ne di Cerveteri, con la collaborazione del Centro Sperimentale di Cinematografia, la Cineteca di Bologna, la Direzione Generale Cinema e Artemide Guide.

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