MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI, FORESTALI E DEL TURISMO – PROVVEDIMENTO 9 novembre 2018

Modifica del disciplinare di produzione della denominazione «Veneto
Valpolicella, Veneto Euganei e Berici, Veneto del Grappa» registrata
in qualita' di denominazione di origine protetta in forza al
regolamento (CE) n. 2036/2001 della Commissione del 17 ottobre 2001.
(18A07830)

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DECISIONE 28 settembre 2018, n. 1486

Decisione (UE) 2018/1486 del Consiglio, del 28 settembre 2018,
relativa alla posizione da adottare a nome dell'Unione europea in
sede di sottocomitato doganale istituito dall'accordo di associazione
tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e
l'Ucraina, dall'altra, riguardo alla sostituzione del protocollo I
del suddetto accordo, relativo alla definizione della nozione di
«prodotti originari» e ai metodi di cooperazione amministrativa, con
un nuovo protocollo che faccia riferimento alla convenzione regionale
sulle norme di origine preferenziali paneuromediterranee – Pubblicato
nel n. L 251 del 5 ottobre 2018
(18CE2187)

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Spaccio, un arresto e una denuncia

LADISPOLI – Intensa attività di controllo del territorio dei Carabinieri della Compagnia di Civitavecchia per contrastare lo spaccio di sostanze stupefacenti che ha portato all’arresto di due persone e di una denuncia in stato di libertà.

Nello specifico, nell’ultimo weekend, i Carabinieri della Stazione di Ladispoli hanno arrestato I.D. 40enne romeno, sorpreso a cedere sostanza stupefacente ad un assuntore del luogo. La successiva perquisizione domiciliare ha permesso di rinvenire ulteriore sostanza stupefacente, denaro, provento dell’attività illecita e materiale per il confezionamento.

Sempre i Carabinieri di Ladispoli hanno denunciato in stato di libertà E.D., un 25enne di origine olandese, perché responsabile di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Lo stesso, sottoposto a perquisizione personale e domiciliare è stato trovato in possesso di complessivi 30g di cocaina.

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Spaccio, un arresto e una denuncia

LADISPOLI – Intensa attività di controllo del territorio dei Carabinieri della Compagnia di Civitavecchia per contrastare lo spaccio di sostanze stupefacenti che ha portato all’arresto di due persone e di una denuncia in stato di libertà.

Nello specifico, nell’ultimo weekend, i Carabinieri della Stazione di Ladispoli hanno arrestato I.D. 40enne romeno, sorpreso a cedere sostanza stupefacente ad un assuntore del luogo. La successiva perquisizione domiciliare ha permesso di rinvenire ulteriore sostanza stupefacente, denaro, provento dell’attività illecita e materiale per il confezionamento.

Sempre i Carabinieri di Ladispoli hanno denunciato in stato di libertà E.D., un 25enne di origine olandese, perché responsabile di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Lo stesso, sottoposto a perquisizione personale e domiciliare è stato trovato in possesso di complessivi 30g di cocaina.

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Firenze, uccide la moglie in luna di miele. Poi confessa il delitto

La vittima aveva 21 anni. La coppia, lui birmano—messicano lei cinese, alloggiava in un ostello della città toscana. All’origine forse una lite per futili motivi

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Terme, Tidei: "I rischi sono enormi"

CIVITAVECCHIA – «Leggendo la replica scomposta del Sindaco sulla questione Terme, non sappiamo più se Cozzolino si rende conto di quello che dice. Cozzolino ha finalmente ammesso di essere favorevole alle iniziative imprenditoriali private e di tutelarle, anche se queste – aggiungiamo noi – travolgono l’interesse pubblico e dei cittadini civitavecchiesi. Una dichiarazione che, in altri tempi, avrebbe fatto sobbalzare sulla sedia. Una dichiarazione per la quale si sarebbero subito chieste le dimissioni di Sindaco e Giunta. Ma ormai siamo assuefatti a tutto». È quanto afferma l’esponente del Partito democratico Pietro Tidei, intervenendo sulla vicenda delle perforazioni in zona termale.

"Che la Giunta abbia sempre tutelato gli interessi privati di pochi a discapito dei cittadini, lo sapevamo già – si legge nella nota – lo ha fatto con Enel, lo ha fatto con il forno crematorio. Sulla questione Terme una ulteriore riflessione però si impone: Cozzolino – spiega Tidei – ha avuto l’opportunità che nessuno altro aveva avuto prima. Il Comune è rientrato, infatti, nella disponibilità delle aree sulle quali, le giunte precedenti, grazie a finanziamenti di origine comunitaria, avevano sviluppato enormi investimenti per sviluppare un comparto termale a “trazione” pubblica. Cozzolino – prosegue la nota – dinnanzi alla opportunità di completare il progetto – bloccato per anni per le note vicende giudiziarie – non ha fatto niente di niente per quattro anni e mezzo.  E adesso la soluzione è affidare l’iniziativa a dei privati?  Ma soprattutto viene da chiedersi, come sia venuto in mente a Cozzolino, a poche settimane dalla sua sostituzione, di autorizzare trivellazioni e scavi sullo stesso bacino minerario sul quale tale intervento è già stato fatto, proprio con i finanziamenti europei». 

«Invece di completare le terme pubbliche per i cittadini – dichiara ancora Pietro Tidei –  il Sindaco affida una iniziativa senza senso a dei privati.  I rischi sono enormi perché oltre a porre in essere scavi e trivellazioni già fatte, si rischia di compromettere e mandare all’aria quel poco (o tanto) che della iniziativa termale si è fatto. Perché i privati devono trivellare di nuovo, sullo stesso bacino minerario mandando in fumo di fatto l’investimento pubblico?  Questa è la domanda a cui non troviamo una risposta, domanda che dovrebbero porsi anche gli organi di controllo (Corte dei Conti, Procura, ecc.), di cui auspichiamo un pronto intervento. Abbiamo capito che Cozzolino preferisce tutelare l’interesse privato rispetto a quello pubblico – conclude il dem – ma che addirittura per farlo crei un danno alla comunità, appare francamente eccessivo. Per fortuna questo “strazio” è giunto al termine.  Mai come in questa occasione, infatti, la sostituzione del Sindaco è ormai cosa certa.  Tra qualche settimana, spetterà alle forze democratiche far tornare a prevalere l’interesse pubblico dei cittadini su quello dei privati, a cui Cozzolino dice di tenere tanto».

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Crocifisso in aula consiliare e negli edifici comunali

LADISPOLI – Il comune esponga il Crocefisso nell'aula consiliare e negli edifici comunali. Mentre a Fiumicino è polemica sull'assenza del simbolo della cristianità e del cattolicesimo nelle scuole, con i momenti politici che si sono schierati a favore e contro la sua esposizione nelle classi e addirittura i consiglieri della Lega ne hanno donato alcuni al Comune affinché si provvedesse alla loro collocazione nelle classi mancanti, a Ladispoli a intervenire sull'argomento sono i consiglieri di Fratelli d'Italia Raffaele Cavaliere e Giovanni Ardita. Si parte dall'aula consiliare. Per i due consiglieri di centrodestra il più alto simbolo del cattolicesimo dovrebbe innanzitutto essere collocato nell'aula consiliare del comune. Da qui l'idea di presentare una mozione con la quale impegnare l'amministrazione Grando in questa ''rivoluzione''. I consiglieri nel testo ricordano come «l'Italia è uno Stato costituzionalmente laico, non essendo più il cattolicesimo religione di Stato dal 1985», ma nonostante questo «la religione cristiana, così come i suoi simboli, fa innegabilmente parte della storia e della tradizione italiana ed europea. Il crocefisso – si continua a leggere nella mozione – è presente in molte scuole ed anche in altri luoghi pubblici come i tribunali e gli ospedali e sintetizza i valori e i principi su cui poggia la cultura europea e la stessa civiltà occidentale». I due consiglieri fanno riferimento anche al parere del Consiglio di Stato del 2006 nel quale «lo stesso Consiglio ha affermato che ''in Italia, il crocifisso è atto ad esprimere, appunto in chiave simbolica ma in modo adeguato, l'origine religiosa dei valori di tolleranza, di rispetto reciproco, di valorizzazione della persona, di affermazione dei suoi diritti, di riguardo alla sua libertà, di autonomia della coscienza morale nei confronti dell'autorità, di solidarietà umana, di rifiuto di ogni discriminazione, che connotano la civiltà italiana''. Valori che come ricordano i consiglieri Cavaliere e Ardita hanno impregnato le tradizioni e il modo di vivere, della cultura del popolo italiano (basti pensare alle varie feste religiose che ogni anno vengono festeggiate in tutte le città italiane). Per Cavaliere e Ardita, dunque, il crocifisso va visto come «un simbolo idoneo ad esprimere l'elevato fondamento dei valori civili» fino a qui elencati. Nessuna legge, peraltro, ne impedisce l'esposizione. Anzi. A tal proposito i due consiglieri di Fratelli d'Italia ricordano come anche la Grande Camera della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo ha dato il suo consenso affinché l'Italia potesse esporre il simbolo religioso nelle scuole. Simbolo che «non costituisce una ''violazione dei diritti umani''». E allora perché non esporre il crocifisso? E perché non iniziare proprio dall'aula consiliare e da tutti gli edifici pubblici di proprietà del Comune? Ora la mozione sarà sottoposta, ovviamente, all'attenzione del consiglio comunale che dovrà decidere sull'argomento.

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