Cordella in cerca di un nuovo incarico

CIVITAVECCHIA – Era nell’aria già da qualche mese. Ed il suo ‘‘guardarsi intorno’’ si è concretizzato nei giorni scorsi. Il segretario generale del Pincio, Caterina Cordella, ha infatti inviato una lettera alla nuova amministrazione di Anzio, dicendosi disponibile a ricoprire lo stesso incarico in quel comune. Evidentemente la poltrona del Pincio inizia a starle un po’ stretta, o meglio scomoda. I continui dissapori con i rappresentanti sindacali e con i dipendenti stessi,  i problemi della macchina comunale e, in ultimo, le segnalazioni sul suo operato e gli incarichi attribuiti arrivati fino all’Anac potrebbero averla spinta, infatti, a tentare la strada già battuta da altri dirigenti articolo 110, nominati proprio dal sindaco Cozzolino ad inizio mandato. Pierluigi Carugno, trasferitosi ad Acquasanta Terme, e poi il responsabile dei Servizi Finanziari Riccardo Rapalli, arrivato primo nella graduatoria finale per la selezione pubblica di un dirigente di area economico finanziaria presso il comune di Marino. In questo caso però il bando è stato ritirato e Rapalli ancora siede al Pincio. Per Cordella la situazione è differente, si tratta del segretario generale, figura di riferimento e di fiducia per un sindaco e per la sua amministrazione. E la sua posizione è finita all’Anac alla quale ha scritto il capogruppo de la Svolta Massimiliano Grasso, sottolineando una illegittima attribuzione degli incarichi. Secondo il consigliere Cordella non potrebbe rivestire, ad esempio, il ruolo di Responsabile della Prevenzione della Corruzione e quello di responsabile dell’Ufficio Procedimenti Disciplinari, e ci sarebbe inoltre un conflitto di interessi con la direzione dell’Ufficio Contratti. Nessuna irregolarità, secondo il Sindaco, che ha confermato le proprie scelte, nell’ottica di un efficientamento della macchina amministrativa. Ma a poco meno di un anno dalla scadenza del mandato, in vista delle prossime elezioni, il segretario generale guarda già oltre e cerca un nuovo ufficio.   

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Lavoro, Grillo: «Foodora lascia Italia? Orgoglioso di operato Di Maio»

Il cofondatore di M5S dopo l’annuncio dell’azienda di ristorazione a domicilio di abbandonare il nostro Paese per la scarsa convenienza: «Di Maio ha creato acque difficili a questi pizzicagnoli del lavoro e meriterebbe un giorno di festa nazionale»

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Giudici di pace in sciopero per un mese dal 17 settembre

Partir� il 17 settembre il nuovo sciopero di un mese dei Giudici di Pace per contestare l'operato del Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede che per il…

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Sprar, Lucernoni: “I 900mila euro sono fondi del Ministero dell’Interno”

CIVITAVECCHIA – “I 900mila euro del progetto Sprar, che ricordo è stato votato a larga maggioranza in consiglio, sono fondi del Ministero dell'Interno, oggi a guida Lega, e quindi non fondi comunali”. È la replica dell’assessore ai Servizi sociali Daniela Lucernoni che interviene dopo le dichiarazioni del capogruppo della Lega Alessandra Riccetti e del coordinatore locale Alessandro D’Amico. Un botta e risposta sul tema migranti con la Riccetti che accusa la giunta pentastellata di mettere gli interessi dei richiedenti asilo davanti a quelli dei civitavecchiesi e la Lucernoni che fa chiarezza: “I progetti per i civitavecchiesi in difficoltà sono tanti, rivolti a tutte le categorie sociali, e gestiti dall'ufficio Servizi sociali. L'ex presidente del consiglio – tuona l’assessore ai Servizi sociali – ora consigliere di opposizione, d'altronde dovrebbe sapere cosa fanno tutti gli uffici del comune, invece evidentemente preferisce fare bassa demagogia”.

Riccetti e D’Amico si scagliano contro l’operato della giunta a Cinque stelle e ribadiscono la loro contrarietà all’accoglienza dei “194 stranieri con un importo a base d’asta pari a 45 euro ospite al giorno a dispetto di una media nazionale che viaggia sui 35. E soprattutto senza tener conto della sforbiciata al business dei migranti che il Governo (Lega – 5 Stelle) farà sull’accoglienza”. Insomma i due invitano Cozzolino ad adeguarsi alle politiche nazionali: “farebbe bene – incalzano Riccetti e D’Amico – a seguire la linea di Governo di cui fa parte”. La Lega rimprovera l’amministrazione ma per Lucernoni è tutto regolare visto che c’è l’approvazione del Ministero dell’Interno e conclude: “Ricordo infine che i servizi offerti ai richiedenti asilo non sono arbitrari ma sono stabiliti da leggi dello Stato. Qualora il Ministro – dichiara Lucernoni – decidesse di apportare cambiamenti al progetto SPRAR noi come amministrazione locale non potremo far altro che prenderne atto e agire di conseguenza”.

Ma sullo Sprar arriva anche il secco No del circolo territoriale di FdI Giorgio Almirante che lancia anche un appello all’unità del centrodestra su quella che è, ed è stata, una battaglia comune.

Il direttivo di “Almirante” punta il dito contro la giunta a Cinque stelle: “Quello che più indigna è che non un euro sia stato stanziato – nei quattro anni e mezzo precedenti – per i cittadini civitavecchiesi in difficoltà. Al contrario, negli ultimi anni, si è pensato solo a ridurre le risorse dei servizi sociali e quindi gli aiuti per gli italiani in difficoltà. Il circolo territoriale di Fratelli d’Italia “Giorgio Almirante” è da sempre contro la logica del sostegno fornito prima agli stranieri (nella stragrande maggioranza dei casi clandestini)”.

FdI ribadisce la sua “ferma opposizione a questa scellerata decisione dell’amministrazione comunale, contro la quale è stata promossa una petizione popolare che ha già raccolto oltre cinquecento firme, con la petizione promossa dal nostro circolo ed al quale hanno aderito tutte le altre forze politiche del centrodestra. Qualora i cittadini dessero fiducia a Fratelli d’Italia – promettono dal FdI – alle imminenti elezioni amministrative del prossimo maggio, l’impegno del circolo Almirante è categorico: tutte le delibere, adottate contro i civitavecchiesi, saranno revocate e le risorse verranno destinate, senza esitazione, agli Italiani in difficoltà. Nella prima giunta di centrodestra si revocherà immediatamente l’adesione allo scellerato progetto Sprar e le risorse saranno assegnate ai civitavecchiesi in difficoltà”.

Dopo la promessa l’appello: “Su questa battaglia – proseguono dal direttivo – sul quale abbiamo la certezza di contare su tutte le altre forze di centrodestra che si riconoscono, con noi, nella candidatura a sindaco di Massimiliano Grasso, auspichiamo di poter contare anche sulla collaborazione della Lega, alla quale lanciamo un appello. Abbandoni la Lega ogni tatticismo – dicono – che genera dubbi e lascia vociferare circa un suo avvicinamento ai 5 stelle. Il posto della Lega è qui, nel centrodestra, come è sempre stato, al fianco di Fratelli d’Italia e della maggioranza dei cittadini di Civitavecchia nella battaglia contro provvedimenti scellerati  come l’adesione al progetto Sprar, contro il quale – concludono dal circolo Almirante – proprio come avvenne un anno fa contro la minaccia di istituire un hotspot a Civitavecchia, quando in città vennero sia la nostra portavoce nazionale Giorgia Meloni sia il leader leghista Matteo Salvini, Lega e Fratelli d’Italia dovranno essere pronti a mobilitarsi con il coinvolgimento anche dei rispettivi leader nazionali”. 

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Depuratore Ostilia, Città Metropolitana: «Nessuna autorizzazione allo scarico»

di TONI MORETTI

CERVETERI – I consiglieri di opposizione Aldo De Angelis e Salvatore Orsomando, avendo dei dubbi circa la regolarità della procedura del riavvio del depuratore di Campo di Mare dopo l’avvenuto adeguamento manutentivo, operato dal comune in danno della società Ostilia che ne è proprietaria, producono  una richiesta avente per oggetto la  copia degli atti relativa alla autorizzazione allo scarico e/o certificazione similare rilasciata al Comune di Cerveteri per  l’avvenuto avvio del depuratore privato di Campo di  Mare. 
Il IV Dipartimento, Servizio 2  ‘‘Tutela Acque e Risorse Idriche’’  di Città Metropolitana, a firma del dirigente dottoressa Maria Zagari, così riscontra: «Si comunica che alla data odierna, lo scrivente servizio non ha rilasciato nessuna autorizzazione al comune di Cerveteri per lo scarico di acque reflue provenienti dal depuratore in oggetto, che è stato riavviato dal comune di Cerveteri con ordinanza contingibile e urgente per l’eliminazione dei rischi e la tutela della salute pubblica».
Il dirigente del Servizio sottolinea l’obbligo dell’unitarietà della gestione del servizio idrico integrato come stabilito dalla legge regionale, ed in questo caso il servizio dovrebbe essere affidato all’Acea Ato2. C’è da chiedersi allora, come mai questo corto circuito di competenze col depuratore di Campo di Mare?. All’Acea Ato2 spetta la gestione del servizio idrico integrato, e avrebbe dovuto prendere in carico tutto quanto esiste nel territorio di Cerveteri  relativo a reti idriche e fognarie, compresi i depuratori. 
Ma Acea, prende in carico dal comune, non certo da un privato, e l’anomalia è che a Campo di Mare, sia l’acquedotto che le reti fognarie, compreso il depuratore, sono di proprietà della società Ostilia che fino ad oggi non ha ottemperato alla manutenzione degli impianti, tanto che a Campo di Mare sta saltando tutto, e che non da segnali di voler provvedere. 
Il comune, a tutela della salute pubblica, interviene in danno, e bene fa, ma se non riesce a dare in carico all’Acea le reti e il depuratore perché non sono sue, perché non le acquisisce come ha fatto in forma solo temporanea per poter accedere al depuratore e ripararlo? 
A questo punto, si chiede sgomento De Angelis: «Sarà forse che così facendo si comprometterebbe il valore di una società già decotta che il comune e questa amministrazione di maggioranza sta tentando di salvare ad ogni costo con continue regalie che stanno sotto gli occhi di tutti? Forse se si provvedesse alle acquisizioni si aprirebbe un fronte che potrebbe prevedere anche l’acquisizione del lungomare, per esempio, e tanto altro ancora».

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Alla Marina assegnati i titoli regionali di fondo e mezzofondo

Weekend di gare di alto livello alla Marina di Civitavecchia, nello specchio acqueo prospicente la sede storica della Snc Civitavecchia, società organizzatrice unitamente al Comitato Regionale Lazio della Fin, si sono svolti i campionati regionali del Lazio di nuoto in acque libere, sia agonisti che master, di fondo e mezzofondo sulla distanza rispettivamente di 5km e di 2,8km. Più di 450 atleti si sono dati battaglia. Nella gara di sabato scorso, la 5km, atleti di spicco hanno conquistato la classifica assoluta: per gli agonisti Alessio Occhipinti sale sul gradino più alto del podio mentre per i master vince Giovanni Brazzale M35, seguito da Marco Pucci M35 e il tritone locale Maurizio Valiserra M45, mentre in campo femminile Sara Alfonsi M35, ed a pari merito sul secondo gradino Laura Palasciano M45 e l’inossidabile ondina civitavecchiese Michela D’Amico. Il giorno successivo il podio assoluto agonisti si compone con Alessandro Righini, Giorgio Chialastro entrambi categoria ragazzi e Alessandro Addis, categoria junior, per le agoniste invece Matilde Cassinis, Federica Di Stefano e Marta Calisti tutte categoria cadetti. Per il settore master sul podio maschile Marco Pucci M35, seguito dall’intramontabile Maurizio Valiserra M45 e da Raffaello Clavari M40. In ambito femminile Lucrezia Casu M25 che precede di neanche un decimo la nostrana Michela D’Amico M45 seguita da Sara Alfonsi M35. In casa Snc ancora risultati d’eccellenza per Maurizio Valiserra e Michela D’Amico che reduci del titolo italiano in vasca ed in acque libere, conquistano entrambi anche il titolo regionale sia di fondo che di mezzofondo piazzandosi non solo 1° di categoria in entrambe le gare ma anche secondi in classifica assoluta in tutte e due le competizioni. Bene anche gli altri atleti rossocelesti Stefano Iacomelli 4° nella 5km e 5° nella 2,8km e Massimo Donnini rispettivamente 13° e 23° entrambi nella categoria M50. «La sicurezza in mare è stata la nostra preoccupazione principale – afferma il vice presidente Simone Feoli, organizzatore dell’evento e barcaiolo d’eccellenza nell’assistenza agli atleti – per questo devo ringraziare l’opera svolta dalla protezione civile di Civitavecchia nonché dagli amici fraterni del nucleo sommozzatori di Santa Marinella,  ma non solo, i medici e il personale della Croce rossa  Civitavecchia preposti ai primi accertamenti e cure mediche e per la quale ringrazio loro ed il presidente Roberto Pettiruti. Non da meno i maestri del mare, rappresentati della Lega Navale di Civitavecchia, che come la scorsa edizione hanno permesso lo svolgimento della gara con le loro imbarcazioni e barcaioli quali il professor Marco Corti, Vincenzo Pisano e Francesco Rossi, coadiuvati dai volontari e appassionati di sport Augusto Jacopucci e Roberto Ruina. Un ringraziamento di cuore al tecnico dei nostri atleti Marcello Jacopucci che con la collaborazione di Alessio Pisarri e Nicola Di Fatta hanno svolto tutte le operazioni di montaggio campo gara e portale di arrivo. Un saluto a Luca Triolo, per la Cosepo, che ha messo gentilmente  a disposizione materiali ed un gommone. Inoltre, devo ringraziare la Capitaneria di Porto per la concessione delle autorizzazioni e soprattutto la Guardi di Finanza di Civitavecchia per quanto hanno fatto sul campo gara. Superba tutta l’organizzazione, pre e post gara, che ha operato all’interno della piscina di largo Caprera, dove 12 bagnini dello staff della piscina stessa e della H2O si sono alternati tra piscina e spiaggia, Federica Feoli e Michela D’Amico che hanno gestito l’accoglienza e l’organizzazione generale coadiuvate da Giulia Giannini e Martina Mellini oltre allo staff della Snc con Alice, Filippo, Tommaso, Fabrizio and ‘‘teacher’’ Chris. Un ringraziamento agli amici “umbri” Luca Leccamuffi e Luca ed Antonella Saffioti, nonché a tutto il personale dell’Abbazia Umbra, che hanno intrattenuto gli atleti con vivande e pasta party. E per ultimi, ma non tali, voglio ringraziare il Comune di Civitavecchia, gli assessori  Daniela Lucernoni e Vincenzo D’Antò per il patrocinio e l’assistenza logistica, Giulio Santoni, la dottoressa Elena Amalfitano, la Luciani Controsoffitti e Pavimenti srl che da anni sono vicini a questa manifestazione, il Forno a legna “La Bianca” per la fornitura della Crostata casareccia da distribuire agli atleti, ma soprattutto alle signore del Dragon Boat per il sostegno ed il contributo».

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Moscherini: ''Certi dirigenti bloccano la macchina amministrativa''

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TARQUINIA – Un super manager che controlli il funzionamento della macchina amministrativa del Comune di Tarquinia, «perché ci sono tecnici e dirigenti che stanno creando disastri e che devono essere rimossi da quegli uffici».
Il consigliere del ‘’Cantiere della nuova politica’’, Gianni Moscherini, punta il dito contro l’operato di alcuni uffici comunali che «non riescono a produrre risultati e soluzioni ai tanti problemi». Moscherini  propone la loro rimozione dagli incarichi di responsabilità, di fronte all’evidenza dei fatti.
«Stiamo giocando con il fuoco – tuona Moscherini –  perché le cose che non vanno avanti sono tutte. E non per colpa del sindaco, ma perché bisognerebbe che la maggioranza facesse una riflessione seria sul funzionamento della macchina comunale e che decidesse in fretta sugli aggiustamenti che vanno attuati». 
Dopo un passaggio contro la politica fallimentare dell’ex sindaco Mazzola, Moscherini elenca tutte le maggiori questioni, da anni rimaste ingessate «anche per l’incompetenza degli uffici che avrebbero dovuto produrre soluzioni». 
Il caso San Giorgio. “L’amministrazione Mazzola – spiega Moscherini –  ha avuto 10 anni di tempo per risolvere e inquadrare bene la vicenda San Giorgio; e invece cosa ha fatto?  Nulla. Adesso che io, come ‘’Cantiere della nuova politica’’ provo a proporre un metodo tecnico-amministrativo che ci porti a risolvere definitivamente l’anomalia di San Giorgio, dandogli subito un nome accattivante come la ‘’Città giardino’’, Mazzola che fa? Subito mette il paletto sul no all’utilizzo della legge 28/80. I politici che non vogliono l’utilizzo della 28/80 devono spiegare il perché. Ma soprattutto ce lo devono spiegare meglio i tecnici. Perché i tecnici ci devono dire come mai gli ultimi dieci anni non hanno fatto nulla per affrontare il problema San Giorgio e chi è che non gli ha fatto fare nulla. Perché delle due l’una: se non hanno fatto niente perché i politici del momento li hanno obbligati a comportarsi in quel modo, devono dire chi sono stati e perché glielo hanno chiesto; se  invece non hanno eseguito ordini di politici, ma non hanno nemmeno  fatto nulla per risolvere i problemi, bisogna allora prenderne atto e se ne vadano, o perlomeno vengano spostati in altro settore. Perché nella vicenda San Giorgio questi dirigenti e questi tecnici hanno dimostrato di essere pericolosi e fallimentari”. 
L’inagibilità dell’ Avad. Sulla struttura per disabili al Lido siamo al paradosso. “Il comportamento negativo ed arbitrario degli uffici – commenta Moscherini –  contro una struttura che si cura e si occupa del mondo dei disabili è da vergogna. Si devono vergognare per quanto stanno facendo all’Avad. Noi come ‘’Cantiere della nuova politica’’ abbiamo proposto di sviluppare in quell’area delle spiagge idonee ai portatori di handicap. Abbiamo già una struttura sul mare e invece di studiare il modo giusto per svilupparla,  cosa si fa? Si inventano l’inagibilità. Questa inagibilità pare essere legata ad un ascensore. Ancora oggi, nonostante i gestori dell’Avad abbiano presentato carte e documenti, nessuna soluzione è stata prodotta. Ma la struttura è proprietà pubblica, è infatti della Provincia. Basta fare una telefonata tra burocrati per risolvere il problema. Invece fanno solo lettere che creano problemi a chi gestisce”. 
La variante di Brizi. “Sono andato alla riunione della commissione – spiega Moscherini – e il responsabile dell’urbanistica dice che c’è una richiesta di un ulteriore cambio di destinazione d’uso. Cosa viene fuori? Che il cambio era già stato chiesto  un anno fa dalla struttura che soffre della presenza dell’autostrada fatta in  questo modo per grave responsabilità dell’amministrazione Mazzola. Anche qui, i tecnici dell’urbanistica che genere di rapporti hanno avuto con quelli che facevano l’autostrada? L’albergo Brizi che aveva inserito tra suoi obiettivi quello di intercettare i crocieristi del vicino porto di Civitavecchia  si è  ritrovato con la quasi fine dell’attività. A questo aggiungiamo che anche il mondo dei camionisti è stato penalizzato dal mancato accesso immediato all’area. Ora Brizi chiede una variante per realizzare una struttura per gli anziani e per diminuire i posti letto ci viene detto che si deve rifare la pratica da capo perché la variante sostanziale. Assurdo gestire le cose in questo modo”.
Il caso Dezi. Il blocco dell’apertura di un ristorante un ennesimo caso portato sul tavolo da Moscherini. “I due ragazzi che hanno aperto il bar e dovevano aprire il ristorante sono stati bloccati dall’ufficio urbanistica che ha trovato il modo di non farli aprire. Sono andati avanti al punto da portarli in tribunale. Ora dopo un anno e mezzo di diatriba viene fuori che avevano ragione proprio questi ragazzi. Ora mi domando: ma si può continuare lavorare con un ufficio del genere?”. 
Il Pai. “Nei documenti programmatici di tutti i candidati,  in campagna elettorale, – ricorda il consigliere –  su due cose sembravano tutti d’accordo risolvere San Giorgio, e adesso invece siamo da capo a dodici, ed eliminare il Pai. Tutti dicevano di sopprimerlo. Sono già passati tredici mesi, ma ancora nessuno ha affrontato il tema”.
Le palestre. Sulla gestione e l’affidamento delle palestre comunali  Moscherini chiede a gran voce “un censimento del patrimonio comunale e dell’Agraria affinche si proceda con il controllo, non solo della proprietà in quanto tale ma di quanto pagano i concessionari”. «Perché – dice Moscherini – chi vuole fare un imprenditore dello sport lo deve fare con i soldi propri. Fare un controllo significa anche verificare se si sono fatte le gare quando si dovevano fare”.
Talete. Altro  esempio di gestione fallimentare di anni di Mazzola per Moscherini è l’affidamento della gestione dell’idrico a Talete. “Un cittadino pagava l’acqua per la sua struttura 700 euro l’anno, poi è arrivata Talete ed ora paga 600 euro ogni tre mesi. Ma questo è normale?” 
Rifiuti e il bando che non c’è. “Che fine ha fatto il bando per la gestione dell’immondizia? – domanda Moscherini – Perché non si riesce ancora ad elaboralo? L’ex assessore Celli, ad esempio, ci faccia il conto di quanti soldi ha fatto pagare in più ai cittadini. La verità è che ha aumentato i costi”.
Il capannone Bricofer. Sulle presunte irregolarità nel capannone della Bricofer recentemente aperto Moscherini chiede chiarezza. “Se è vero, e così è, che Bricofer ha avuto un’autorizzazione ad aprire, pur sapendo gli uffici che c’era una grossa irregolarità edilizia che non sarebbe di semplice importanza attestata anche dallo scambio di lettere tra uffici e da un sopralluogo dei vigili urbani che avrebbero poi consegnato la loro relazione del caso,  perché su questa storia non è stata ancora fatta chiarezza?”. “Già è stato fatto  l’errore di aver fatto aprire un’attività identica a quella esistente a poca distanza – rimarca il consigliere Moscherini –  poi si scopre che non si poteva nemmeno aprire?. Il funzionamento degli uffici è fondamentale per rispondere ai servizi che si danno ai cittadini. Se la macchina comunale funziona male bisogna cambiare. A qualcuno va cambiato il posto perché non si può stare in queste condizioni a continuare a fare danni. Non è una questione personale o di pregiudizio, ma bisogna lavorare e dare risposte concrete. Mazzola su tutto questo si stia zitto che è meglio. Se riflettesse sulle numerose malefatte per un mesetto non sarebbe male”.
Mazzola. L’affondo su Mazzola non è da poco: “Basta con i soloni del passato, bisogna voltare pagina. Il caro ex sindaco se pensa che possa condizionare quelli della maggioranza, vedi l’appello a Catini e Serafini, e a quelli dell’opposizione citati come dormienti, si sbaglia di grosso. Ha già ricevuto una pedata nel sedere dai cittadini di Tarquinia quando si è candidato a consigliere comunale. La seconda pedata nel sedere l’ha avuta come consigliere regionale quando i cittadini della sua provincia non lo hanno votato”.
Il pasticcio Duomo Gpa srl. Dulcis in fundo l’interrogazione di Moscherini, per il momento caduta nel vuoto, sulla società Duomo. Moscherini attende ancora di sapere “se il dichiarato stato di insolvenza della società concessionaria abbia comportato o meno la mancata corresponsione, all’erario comunale, di somme da questa riscosse a titolo di Tosap, imposta sulle partecipate e pubblicità ed altro, e nel caso affermativo il loro esatto ammontare”. Quindi domanda Moscherini “quali specifiche sollecite misure intende assumere il Comune a tutela dei diritti e degli interessi dell’ente”. “Domando se si ritiene necessario ed opportuno ristorare direttamente i cittadini danneggiati dagli eventi tenuto conto che costoro in perfetta buona fede e su perentorie indicazioni dei competenti uffici comunali hanno corrisposto alla ditta concessionaria importi non dovuti ma versati, nella migliore delle ipotesi o tuttora da versare nelle casse comunali”. Questa interrogazione, risalente al 28 giugno, ricorda Moscherini, non è stata portata in consiglio.  Nelle premesse dell’interrogazione si ricorda che la società è stata richiamata in un’inchiesta giornalistica di Panorama e si ricorda anche l’interrogazione dell’allora consigliere Alfio Meraviglia al sindaco Mazzola circa le ragioni e le esigenze alla base dell’affidamento dei servizi alla Duomo gpa srl “stante l’esistenza di un intero settore dell’ente che è quello dei tributi delle entrate extra tributarie e se era a conoscenza dei rilievi sollevati da Panorama”.

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Cimitero nuovo, Ramazzotti: «La gara una farsa»

di TONI MORETTI

CERVETERI – Diceva un personaggio politico dal quale non smetteremo mai di imparare, logorato dal tempo, che non ha potuto mai dominare ma che spesso ha condizionato a suo piacimento, ma non certo dal potere, che a lui non è mai mancato, che: “A pensare male degli altri si fa peccato, ma spesso ci si indovina”, e questa frase ci mette nella condizione di autoassolverci, quando si è cominciato a pensare male dell’operato del sindaco Pascucci e della sua amministrazione, stando ai risultati e a come questi sono ottenuti.  Lungi da noi l’idea che il pensare male possa significare l’addebito  di qualcosa di illegale. Il pensar male, per lo meno per quanto ci riguarda, è nell’esprimere alcune riserve nel suo credo e metodo di conduzione politica, avendo propagandato il suo disegno con ben altri principi, circa la necessità di trasparenza, di inclusione e di partecipazione all’azione amministrativa, con il coinvolgimento dei cittadini e delle forze di minoranza, nel rispetto dei rispettivi ruoli, per una democrazia tanto elogiata espressa da una Costituzione tanto amata. C’è chi ha cominciato a sospettare che ad  un uomo, costretto a far tutto da solo , perché circondato per poter resistere da opportunisti che “tengono famiglia” pronti a voltare gabbana di fronte ad ogni opportunità, da professionisti del mettere radici e di non mollarle, costi quel che costi in settori redditizi parlando del sociale in senso lato, sia diventato faticoso, gestire in senso ortodosso democrazia e Costituzione ed opta quindi per metodi più sbrigativi, concedendosi qualche strappo alla buona prassi confondendo le idee mettendo in luce il reparto bambole di pezza, vuote, che “sotto il vestito”, non hanno veramente niente. Ora riepiloghiamo, c’era un cimitero da fare, in cassa non c’era un soldo, la legge dava un’opportunità facendolo finanziare da un privato che lo avrebbe poi gestito in convenzione, la vicina Ladispoli ne aveva uno con queste caratteristiche, e lui non ha mai avuto rapporti con Ladispoli e i suoi amministratori, (una bugia questa che grida vendetta), si chiede una manifestazione di interesse per un project financing e guarda caso, l’interesse lo manifesta solo quella ditta confenzionando progetto, portando il terreno con metodi da privati, legati al massimo profitto con piccoli costi, se poi tratti col pubblico meglio zero, ma sei costretto a fare la gara, (che palle), capitolati da rispettrare, disciplinare da seguire con le opposizioni sempre in allerta e pronte a sabotare, fossero poi almeno preparate e competenti , ma perché tanto fastidio e prendersi tante noie? Vogliamo fare il cimitero? Facciamolo. 
A questo punto, fa peccato Ramazzotti, che vista come è andata la gara, cioè che è saltata per l’esclusione della sola concorrente che guarda caso era quella che aveva presentato il progetto, ma guarda un po’, che sfoga sulla su profilo facebook  il suo pensiero dicendo: «Oggi a Cerveteri tutti parlano del fatto che nessuno si è aggiudicata la gara per il cimitero privato nelle campagne delle due casette, come dissi in consiglio pura follia e atti che lasciano varie ombre. Chi esulta oggi non sa che essendo andata la gara deserta il proponente società  SARA  puó avere il giocattolo (che giocattolo) a trattativa privata. Tutto fatto ad arte, quando il bando (ben confezionato) impone alla ditta vincitrice di rimborsare circa 600mila euro alla ditta proponente (SARA), quale matto partecipa alla gara. Nessuno come volevasi dimostrare. Sono disgustato e penso che sarei stato meno arrabbiato se fossi stato ignorante (dal verbo ignorare.)».
Avrà senz’altro commesso peccato Lamberto Ramazzotti, che Dio lo perdoni, ma si ha la netta impressione che possa averci azzeccato.

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Santa Marinella, Casella: ''Assurdo Minghella assessore''

SANTA MARINELLA – Continua l’attacco del consigliere comunale di minoranza della lista Il Paese che Vorrei, verso l’assessore alle attività produttive Emanuele Minghella. Nel corso dell’ultimo consiglio comunale, Casella, si era scagliato contro l’ex delegato al bilancio della giunta Bacheca, accusandolo di essere il principale autore del dissesto finanziario del Comune. Oggi, lo stesso Casella rincara la dose. “Al primo consiglio comunale – dice Casella – dopo una accalorata denuncia del drammatico bilancio ereditato dalla passata amministrazione, il nuovo sindaco ha annunciato, nello sgomento generale, la nomina ad assessore proprio di uno dei responsabili di questo disastro. Le motivazioni addotte appaiono quantomeno deboli, ossia l’idea che solo se ripagato con un assessorato l’ex delegato potesse mettere la propria esperienza al servizio del risanamento. Pensiamo infatti che Santa Marinella di esperienze come quella debba fare a meno, visti i drammatici risultati prodotti. Inoltre, non c’è stata alcuna offerta di scuse alla cittadinanza né da parte di Minghella né da parte dei consiglieri eletti che hanno fatto parte della precedente maggioranza”. “Al contrario – continua il consigliere – c’è una sorta di negazionismo rispetto alla tragicità della situazione. Se non altro, si sarebbe potuto pretendere un’assunzione di responsabilità prima di premiarli con cariche, assessorati e deleghe. La nomina della giunta è responsabilità del primo cittadino ma le figure scelte rappresentano la maggioranza tutta. Ci domandiamo, se i consiglieri di maggioranza condividano tali scelte o se si siano limitati a ratificare passivamente questa decisione. In entrambi i casi, si tratta di un segnale preoccupante. Siamo altrettanto preoccupati per ladinamica messa in atto per la scelta della Presidenza del Consiglio. Questa carica dovrebbegarantire la correttezza istituzionale e avremmo apprezzato la decisione di affidarla a un esponente della minoranza se questa non fosse stata, di fatto, una imposizione mascherata da apertura. Posto che un Presidente del Consiglio espresso dalla minoranza possa garantire maggior equilibrionella gestione del Consiglio, sembra strano che questo debba essere deciso dal sindaco in funzione di un precedente accordo, termine usato dallo stesso Pietro Tidei.Vengono meno le premesse secondo le quali la scelta di Marongiu possa considerarsi un scelta di garanzia. Inoltre, anche in questo caso, si è puntato su un esponente dell’amministrazione Bacheca, dal cui operato non si è mai dissociato”. “Ma soprattutto – conclude Casella- ci preme rilevare come, dopo una campagna elettorale improntata sulle capacità operative e sull’autorevolezza del Sindaco Tidei, l’aver optato per la continuità con la vecchia amministrazione, che Minghella e Marongiu testimoniano, tradisca invece o la debolezza politica del primo cittadino o accordi di cui non conosciamo termini e finalità”.

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