Civitavecchia-Orte: i commenti della politica

CIVITAVECCHIA – Tanti i commenti a margine dell'inaugurazione del tratto Cinelli-Monte Romane Est della trasversale Civitavecchia-Orte. Nei lavori sono state coinvolte quattro società, per oltre 250 operai impegnati. Il tratto Cinelli-Monte Romano presenta tre gallerie artificiali per uno sviluppo di oltre 400 metri, tre viadotti per un totale di 1300 metri e altri 4,7 chilometri realizzati accanto all'Aurelia bis. La trasversale è fondamentale per la mobilità delle persone e delle merci dall’autostrada del Sole verso il porto di Civitavecchia e costituisce il collegamento diretto tra il porto di Civitavecchia e la costa adriatica.

MARIETTA TIDEI E GINO DE PAOLIS – "L'apertura del tratto Cinelli-Monte Romano Est rappresenta un importantissimo passo in avanti per la Orte-Civitavecchia, infrastruttura chiave per lo sviluppo del nostro territorio e, più in generale, per la nostra Regione. Nonostante la confusione dell'attuale governo, che sul tema infrastrutture e sulla Orte-Civitavecchia ha le idee poco chiare, questa opera sta vedendo la luce. È grazie ai fondi stanziati dai governi precedenti e al lavoro portato avanti dalla Giunta regionale di centrosinistra guidata da Nicola Zingaretti se oggi possiamo festeggiare questo risultato. Ci auguriamo che anche l'oltranzismo dei comitati per il no possa cessare perché senza infrastrutture non c'è mobilità adeguata, sviluppo, crescita. Il nostro territorio ha necessità di più collegamenti, di aprirsi all'esterno, creando sinergie più grandi. Ci auguriamo che il nodo dei ricorsi si sciolga favorevolmente e anche dal governo attuale arrivi quella giusta e doverosa attenzione che fino ad oggi è mancata così da poter completare l’ultimo tratto". Lo dichiarano, in una nota congiunta, la consigliera regionale del Pd Marietta Tidei e il consigliere regionale della Lista Zingaretti Gino De Paolis.

ENRICO PANUNZI – "Ho sempre creduto in quest'opera, perché strategica per la Tuscia, il Lazio e l'Italia. Il presidente Zingaretti ha sottolineato che ci sono voluti 9 anni per le procedure burocratiche e solo due per realizzare i lavori – prosegue il vice presidente della X commissione – un plauso va alla Regione Lazio per aver confermato il finanziamento di 117 milioni di euro, nonostante il debito di 12miliardi di euro trovato, e alle ditte dell'ati che hanno rispettato i tempi di consegna. Sono 6 chilometri importanti, perché rompono, almeno in parte, l'isolamento della nostra provincia, e ci avvicinano al porto di Civitavecchia e al litorale. Se il completamento della trasversale è l'obiettivo finale, c'è un passaggio intermedio da raggiungere. Quello di superare la strozzatura dell'arco di Monte Romano, uno dei simboli del ritardo infrastrutturale della Tuscia. Consegniamo alla Tuscia e ai suoi cittadini un'infrastruttura fatta bene e costruita in tempi rapidi. A dimostrazione che, se c'è unità di intenti tra le istituzioni, è possibile realizzare progetti nel migliore dei modi anche nel settore delle opere pubbliche". 

EMILIANO MINNUCCI – “L’inaugurazione di questa mattina del penultimo tratto di strada della Civitavecchia – Orte rappresenta l’ennesimo passo in avanti verso il completamento di un’opera fondamentale per la crescita dell’intero territorio regionale. In particolare quello compreso tra la tuscia romana e l’alto Lazio” ha detto il consigliere della Regione Lazio, Emiliano Minnucci. “Il completamento della trasversale è necessario da qualsiasi punto di vista, a partire da quello della mobilità e dello sviluppo socio-economico del nostro territorio. Collegare definitivamente il porto di Civitavecchia, con il suo indotto, al cuore del nostro Paese è senza ombra di dubbio un risultato di eccezionali proporzioni maturato, e possiamo dirlo senza possibilità di smentita, dal protagonismo dall’ultimo Governo di centro sinistra e dalla stessa Regione Lazio e a cui, insieme alla collega Marietta Tidei, abbiamo garantito il nostro contributo sia dagli scranni del Parlamento che da quelli della Pisana” ha concluso Minnucci.

 

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Rissa tra genitori sugli spalti: al Di Ianne succede di tutto

di MATTEO CECCACCI

Si trattava del primo scontro salvezza dell’anno per la categoria Under 14 Elite allenata da Diego Michesi disputata in provincia di Roma, una novità per Leocon e Vigor Perconti arrivate a questo storico appuntamento dopo aver superato lo scorso anno rispettivamente nella post season Honey Soccer City e Tor di Quinto. La Leocon per la prima volta nella sua storia in un campionato Elite, la Vigor Perconti da una vita dopo aver perso a maggio la finale del titolo regionale contro l’Accademia Calcio Roma. Sarà una partita che molti ricorderanno, soprattutto per le tante, tantissime scene che non hanno avuto niente a che fare con il vero sport: rissa tra tifosi con spinte, calci e pugni, poi gli insulti, minacce e aggressioni all’arbitro, spogliatoi devastati, Carabinieri intervenuti per calmare l’incredibile, insomma un vero e proprio far west vergognoso che si ripete addirittura dopo la pausa di tre settimane fa decretata dall’Associazione Italia Arbitri in merito alla vile aggressione subita dal fischietto di Ciampino Riccardo Bernardini in Promozione a Roma. Evidentemente, però, tutto questo non è servito a niente, perché dopo ventuno giorni ecco che l’immoralità è spuntata nuovamente fuori, i genitori repressi sono tornati protagonisti in tribuna pronti per imbarazzare i propri figli in campo contenti di poter correre dietro ad un pallone, gli allenatori che continuano a credersi Mourinho e i calciatori sempre più Cristiano Ronaldo. Tutte esaltazioni che hanno creato nervosismo e che sabato scorso presso l’impianto di San Gordiano Di Ianne sono sfociate in uno scempio che ha visto protagonisti le due tifoserie delle squadre che si stavano giocando i tre punti utili per la salvezza. In mezzo alcune decisioni sbagliate da parte del direttore di gara, o meglio, secondo l’allenatore della Vigor Perconti Matteo Delle Fratte erano errate, tanto da farsi allontanare appena dopo 10’ del primo tempo. Poco dopo il vantaggio bianconero con Cristiano al quarto d’ora di gioco e poi il delirio, la pazzia in campo e il panico sugli spalti fino alla fine del secondo tempo. L’arbitro è costretto a sventolare tre cartellini rossi ai danni dei blaugrana, decisioni che fanno infuriare i genitori sugli spalti che insieme all’allenatore allontanato cominciano ad insultare e minacciare il direttore di gara, per poi aizzare una rissa contro i tifosi della Leocon che reagiscono e vengono alle mani creando uno scompiglio che portano i custodi dell’impianto sportivo a chiamare immediatamente la forza pubblica prontamente intervenuta con una volante dei Carabinieri della caserma di Via Antonio da Sangallo. In campo, nel frattempo, dopo il triplice fischio gli ospiti sputano, insultano gli avversari e l’arbitro, entrano negli spogliatoi e sfasciano tutto. Una penosa, dunque, scena di calcio che non ha niente a che fare con il sano sport. La cosa strana? I calciatori che hanno tredici anni, ma il fatto più grave sono i genitori che senza ombra di dubbio dimostrano meno anni dei propri figli e poi molte volte ci chiediamo perché si assiste a situazioni del genere ogni settimana. Adesso è il caso di dirlo: il calcio giovanile ha un solo male e sono i genitori dei calciatori.  
La festa della Leocon è rovinata, la gara si chiude con i Carabinieri sulla tribuna a sedare gli animi e il direttore di gara fischia la fine dell’incontro che vede la Leocon conquistare il terzo successo stagionale. Brutto il gesto dei tifosi-genitori della Vigor Perconti di aizzare una rissa sugli spalti e brutto l’atteggiamento dei ragazzi capitolini nei confronti dell’arbitro e incommentabile il dopo gara quando hanno danneggiato gli spogliatoi a loro affidati, perché in questi casi proprio per uscire a testa alta bisogna arrivare fino in fondo: umanamente comprensibile, ma comunque impossibile da condividere. Si chiude nel modo peggiore la 12^ giornata del campionato Under 14 Elite stagione 2018-2019 nella speranza che questo resti un caso isolato, un episodio sfortunato di un anno che poteva e doveva cominciare in modo diverso, noi ce l’auguriamo, il Comitato Regionale Lazio nella persona del suo presidente Zarelli lo esige: vogliamo raccontarvi storie diverse, episodi diversi e gesti tecnici diversi. Pier Paolo Pasolini diceva che «Il calcio è l’ultima rappresentazione sacra del nostro tempo, il calcio è lo spettacolo che ha sostituito il teatro», spettacolo si, siamo d’accordo, ma non come quello visto l’otto dicembre al Di Ianne di Civitavecchia.
Per dovere di cronaca riportiamo tutti i risultati delle restanti categorie Elite e regionali.
Doveva essere uno scontro diretto a tutti gli effetti, ma l’Under 19 Elite tra le mura amiche della Cavaccia non è riuscita ad imporsi contro un Montespaccato che ha asfaltato per 4-1 i ragazzi di Livio Valle in un match che non ha mai visto i nerazzurri essere in partita. I romani mettono fin dall’inizio le cose in chiaro con bomber Pezzutto che in meno di 12’ gonfia la rete difesa da Di Giacomo per il 2-0. I locali provano a reagire e alla mezz’ora accorciano le distanze con Vittorini, ma è una rete che serve a poco perché appena dopo 9’ il Montespaccato mette a segno il 3-1 grazie a Gennaretti. Nella ripresa il club di Via Stefano Vaj chiude la contesa al 25’ siglando il definitivo 4-1 con Colapietro per un risultato che fa allontanare i capitolini di mister Piervincenzi dalla zona calda della classifica, mentre i civitavecchiesi ci rimangono con tutte le scarpe, stazionando nell’ultima casella in solitaria con solo quattro lunghezze all’attivo dopo dodici giornate di campionato. Una situazione, dunque, molto negativa per i tirrenici, un baratro che sta durando troppo tempo e ad oggi la società non ha preso ancora nessun tipo di provvedimento e questo la dirà lunga sul prosieguo della stagione, già da sabato prossimo con la trasferta di Via Norma contro il Savio, perché si sa, contro questi club blasonati della capitale per fare risultato serve più di un miracolo.
Due gol nel primo tempo sono bastati al Ladispoli di Michele Micheli per espugnare il Di Ianne e condannare l’Under 17 Elite di Adus Amici al nono ko stagionale in solo dodici partite. I rossoblu hanno battuto 2-0 i nerazzurri aggiudicandosi un derby del Tirreno molto sentito per entrambe le compagini e pensare che i rossoblu prima dell’inizio della partita vantavano addirittura dieci sconfitte, una in più dei nerazzurri e una sola vittoria per uno scontro salvezza importantissimo, ma ad avere la meglio sono stati gli ospiti che si sono resi protagonisti di una grande, grandissima prova di carattere e di autostima che gli ha permesso di ottenere tre punti preziosi in chiave playout, infatti l’intero bottino fa salire i ladispolani al terzultimo posto in classifica superando il Pro Roma e accorciando la corsa sull’Aurelio Fiamme Azzurre e Ostiamare. Andando alla cronaca, a partire meglio sono gli ospiti che vanno in vantaggio sul finire di primo tempo grazie a Goldin che di destro sfonda la porta di Fioretti, per poi replicare appena 60’’ più tardi con Caleffi che chiude definitivamente la contesa. Nella ripresa il Civitavecchia è chiamato alla prova d’orgoglio, ma i classe 2002 non riescono ad accorciare le distanze, grazie anche a una difesa del Ladispoli molto attenta. Al triplice fischio dell’arbitro esultano i ragazzi di mister Micheli, mentre i nerazzurri del tecnico Amici non possono che entrare negli spogliatoi e meditare su quanto dato finora: l’ultimo posto in graduatoria con appena tre punti, frutto di tre segni ics pesa molto, il campionato Elite a questo punto sembrerebbe non essere all’altezza per una compagine che lo scorso anno è arrivata settima nel campionato regionale. Ora, però, serve quanto prima una scossa, il mercato di dicembre potrebbe essere una piccola via d’uscita, infatti il presidente Ambrosi sta cercando nuovi innesti, ma attualmente è meglio godersi le vacanze di Natale e cercare di ripartire bene da gennaio quando i nuovi acquisti, almeno di spera, potranno dire la loro. Domenica i civitavecchiesi faranno visita nella città aeroportuale per sfidare la seconda della classe Sff Atletico, reduce dalla straripante vittoria per 6-2 ai danni dell’Aurelio Fiamme Azzurre.
Colpaccio dell’Under 15 Elite di Dario Rasi che sul proprio manto erboso di Viale Giulio Bianconi rifila un tris alla sesta della classe Pro Calcio Tor Sapienza che subisce il secondo stop di fila. Ad aprire le danze ci pensa capitan Imperiale, ma la gioia dura ben poco, perché un minuto più tardi Giordano ristabilisce gli equilibri. I civitavecchiesi non ci stanno, ingranano la quinta e si rendono pericolosi rispettivamente al 28’ e al 30’ andando a segno con Luzzetti e Orlandi per il definitivo 3-1. Nella ripresa il risultato rimane invariato e al triplice fischio i civitavecchiesi festeggiano il quarto successo stagionale e il loro terzo risultato utile consecutivo dopo Spes Artiglio e Certosa. I nerazzurri grazie ai tre punti escono dalla zona playout e salgono al quintultimo posto in classifica a quota 15 punti all’attivo. Domenica prossima i classe 2004 faranno visita alla quinta della classe Accademia Calcio Roma di mister Pigrucci, reduce dal pareggio a reti bianche maturato al Vigor Sporting Center contro la Perconti.
L’Under 16 regionale di Mauro Zampollini s’arrende per 2-0 sul campo della terzultima della classe Ostiantica. Una prestazione negativa per i 2003 che non sono riusciti a disputare una buona partita come le scorse volte. Un grande peccato non aver vinto, perché i tre punti avrebbero fatto salire i nerazzurri al secondo posto a -5 dalle capoliste Trastevere e Fiumicino, ma il campo in terra ha creato non poche difficoltà agli ospiti. I ragazzi di mister Zampollini, quindi, rimangono sulla terza piazza della classifica a quota 15 punti all’attivo insieme al Vis Aurelia, prossima rivale dei nerazzurri sabato prossimo al Di Ianne per un big match tutto da gustare.
Perde all’inglese anche l’Under 15 regionale di Michele Romano sotto i colpi del Vis Aurelia. Nella capitale i bianconeri targati Leocon incassano l’ottavo ko stagionale e rimangono al quartultimo posto della lista con solo sei punti all’attivo, frutto delle due vittorie. Nel fine settimana i civitavecchiesi tra le mura amiche sfideranno il quinto della classe Fiumicino del tecnico Verdesca, reduce dalla vittoria per 3-1 ai danni del Montefiascone.
Perde anche l’Under 14 regionale di Nello Savino che con i suoi 2005 non è riuscito ad avere la meglio a Viterbo contro la compagine dell’Etruria Calcio che batte i nerazzurri di misura in un match che ha visto tanto equilibrio tra le due compagini. I civitavecchiesi rimangono quindi al sestultimo posto in classifica a quota sette punti in attesa della prossima gara interna contro il Vis Aurelia.
L’Under 19 provinciale di mister Luca Mariantoni perde 2-1 contro il Cross Roads e rimane sull’ultima piazza della classifica in compagnia del Real Aurelio con solo due lunghezze all’attivo. Sabato al Di Ianne i bianconeri giocheranno contro il Virtus Bracciano, reduce dalla sconfitta per 3-0 subita tra le mura amiche del Vergari dal Mideporte.

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Rissa tra genitori sugli spalti: al Di Ianne succede di tutto

di MATTEO CECCACCI

Si trattava del primo scontro salvezza dell’anno per la categoria Under 14 Elite allenata da Diego Michesi disputata in provincia di Roma, una novità per Leocon e Vigor Perconti arrivate a questo storico appuntamento dopo aver superato lo scorso anno rispettivamente nella post season Honey Soccer City e Tor di Quinto. La Leocon per la prima volta nella sua storia in un campionato Elite, la Vigor Perconti da una vita dopo aver perso a maggio la finale del titolo regionale contro l’Accademia Calcio Roma. Sarà una partita che molti ricorderanno, soprattutto per le tante, tantissime scene che non hanno avuto niente a che fare con il vero sport: rissa tra tifosi con spinte, calci e pugni, poi gli insulti, minacce e aggressioni all’arbitro, spogliatoi devastati, Carabinieri intervenuti per calmare l’incredibile, insomma un vero e proprio far west vergognoso che si ripete addirittura dopo la pausa di tre settimane fa decretata dall’Associazione Italia Arbitri in merito alla vile aggressione subita dal fischietto di Ciampino Riccardo Bernardini in Promozione a Roma. Evidentemente, però, tutto questo non è servito a niente, perché dopo ventuno giorni ecco che l’immoralità è spuntata nuovamente fuori, i genitori repressi sono tornati protagonisti in tribuna pronti per imbarazzare i propri figli in campo contenti di poter correre dietro ad un pallone, gli allenatori che continuano a credersi Mourinho e i calciatori sempre più Cristiano Ronaldo. Tutte esaltazioni che hanno creato nervosismo e che sabato scorso presso l’impianto di San Gordiano Di Ianne sono sfociate in uno scempio che ha visto protagonisti le due tifoserie delle squadre che si stavano giocando i tre punti utili per la salvezza. In mezzo alcune decisioni sbagliate da parte del direttore di gara, o meglio, secondo l’allenatore della Vigor Perconti Matteo Delle Fratte erano errate, tanto da farsi allontanare appena dopo 10’ del primo tempo. Poco dopo il vantaggio bianconero con Cristiano al quarto d’ora di gioco e poi il delirio, la pazzia in campo e il panico sugli spalti fino alla fine del secondo tempo. L’arbitro è costretto a sventolare tre cartellini rossi ai danni dei blaugrana, decisioni che fanno infuriare i genitori sugli spalti che insieme all’allenatore allontanato cominciano ad insultare e minacciare il direttore di gara, per poi aizzare una rissa contro i tifosi della Leocon che reagiscono e vengono alle mani creando uno scompiglio che portano i custodi dell’impianto sportivo a chiamare immediatamente la forza pubblica prontamente intervenuta con una volante dei Carabinieri della caserma di Via Antonio da Sangallo. In campo, nel frattempo, dopo il triplice fischio gli ospiti sputano, insultano gli avversari e l’arbitro, entrano negli spogliatoi e sfasciano tutto. Una penosa, dunque, scena di calcio che non ha niente a che fare con il sano sport. La cosa strana? I calciatori che hanno tredici anni, ma il fatto più grave sono i genitori che senza ombra di dubbio dimostrano meno anni dei propri figli e poi molte volte ci chiediamo perché si assiste a situazioni del genere ogni settimana. Adesso è il caso di dirlo: il calcio giovanile ha un solo male e sono i genitori dei calciatori.  
La festa della Leocon è rovinata, la gara si chiude con i Carabinieri sulla tribuna a sedare gli animi e il direttore di gara fischia la fine dell’incontro che vede la Leocon conquistare il terzo successo stagionale. Brutto il gesto dei tifosi-genitori della Vigor Perconti di aizzare una rissa sugli spalti e brutto l’atteggiamento dei ragazzi capitolini nei confronti dell’arbitro e incommentabile il dopo gara quando hanno danneggiato gli spogliatoi a loro affidati, perché in questi casi proprio per uscire a testa alta bisogna arrivare fino in fondo: umanamente comprensibile, ma comunque impossibile da condividere. Si chiude nel modo peggiore la 12^ giornata del campionato Under 14 Elite stagione 2018-2019 nella speranza che questo resti un caso isolato, un episodio sfortunato di un anno che poteva e doveva cominciare in modo diverso, noi ce l’auguriamo, il Comitato Regionale Lazio nella persona del suo presidente Zarelli lo esige: vogliamo raccontarvi storie diverse, episodi diversi e gesti tecnici diversi. Pier Paolo Pasolini diceva che «Il calcio è l’ultima rappresentazione sacra del nostro tempo, il calcio è lo spettacolo che ha sostituito il teatro», spettacolo si, siamo d’accordo, ma non come quello visto l’otto dicembre al Di Ianne di Civitavecchia.
Per dovere di cronaca riportiamo tutti i risultati delle restanti categorie Elite e regionali.
Doveva essere uno scontro diretto a tutti gli effetti, ma l’Under 19 Elite tra le mura amiche della Cavaccia non è riuscita ad imporsi contro un Montespaccato che ha asfaltato per 4-1 i ragazzi di Livio Valle in un match che non ha mai visto i nerazzurri essere in partita. I romani mettono fin dall’inizio le cose in chiaro con bomber Pezzutto che in meno di 12’ gonfia la rete difesa da Di Giacomo per il 2-0. I locali provano a reagire e alla mezz’ora accorciano le distanze con Vittorini, ma è una rete che serve a poco perché appena dopo 9’ il Montespaccato mette a segno il 3-1 grazie a Gennaretti. Nella ripresa il club di Via Stefano Vaj chiude la contesa al 25’ siglando il definitivo 4-1 con Colapietro per un risultato che fa allontanare i capitolini di mister Piervincenzi dalla zona calda della classifica, mentre i civitavecchiesi ci rimangono con tutte le scarpe, stazionando nell’ultima casella in solitaria con solo quattro lunghezze all’attivo dopo dodici giornate di campionato. Una situazione, dunque, molto negativa per i tirrenici, un baratro che sta durando troppo tempo e ad oggi la società non ha preso ancora nessun tipo di provvedimento e questo la dirà lunga sul prosieguo della stagione, già da sabato prossimo con la trasferta di Via Norma contro il Savio, perché si sa, contro questi club blasonati della capitale per fare risultato serve più di un miracolo.
Due gol nel primo tempo sono bastati al Ladispoli di Michele Micheli per espugnare il Di Ianne e condannare l’Under 17 Elite di Adus Amici al nono ko stagionale in solo dodici partite. I rossoblu hanno battuto 2-0 i nerazzurri aggiudicandosi un derby del Tirreno molto sentito per entrambe le compagini e pensare che i rossoblu prima dell’inizio della partita vantavano addirittura dieci sconfitte, una in più dei nerazzurri e una sola vittoria per uno scontro salvezza importantissimo, ma ad avere la meglio sono stati gli ospiti che si sono resi protagonisti di una grande, grandissima prova di carattere e di autostima che gli ha permesso di ottenere tre punti preziosi in chiave playout, infatti l’intero bottino fa salire i ladispolani al terzultimo posto in classifica superando il Pro Roma e accorciando la corsa sull’Aurelio Fiamme Azzurre e Ostiamare. Andando alla cronaca, a partire meglio sono gli ospiti che vanno in vantaggio sul finire di primo tempo grazie a Goldin che di destro sfonda la porta di Fioretti, per poi replicare appena 60’’ più tardi con Caleffi che chiude definitivamente la contesa. Nella ripresa il Civitavecchia è chiamato alla prova d’orgoglio, ma i classe 2002 non riescono ad accorciare le distanze, grazie anche a una difesa del Ladispoli molto attenta. Al triplice fischio dell’arbitro esultano i ragazzi di mister Micheli, mentre i nerazzurri del tecnico Amici non possono che entrare negli spogliatoi e meditare su quanto dato finora: l’ultimo posto in graduatoria con appena tre punti, frutto di tre segni ics pesa molto, il campionato Elite a questo punto sembrerebbe non essere all’altezza per una compagine che lo scorso anno è arrivata settima nel campionato regionale. Ora, però, serve quanto prima una scossa, il mercato di dicembre potrebbe essere una piccola via d’uscita, infatti il presidente Ambrosi sta cercando nuovi innesti, ma attualmente è meglio godersi le vacanze di Natale e cercare di ripartire bene da gennaio quando i nuovi acquisti, almeno di spera, potranno dire la loro. Domenica i civitavecchiesi faranno visita nella città aeroportuale per sfidare la seconda della classe Sff Atletico, reduce dalla straripante vittoria per 6-2 ai danni dell’Aurelio Fiamme Azzurre.
Colpaccio dell’Under 15 Elite di Dario Rasi che sul proprio manto erboso di Viale Giulio Bianconi rifila un tris alla sesta della classe Pro Calcio Tor Sapienza che subisce il secondo stop di fila. Ad aprire le danze ci pensa capitan Imperiale, ma la gioia dura ben poco, perché un minuto più tardi Giordano ristabilisce gli equilibri. I civitavecchiesi non ci stanno, ingranano la quinta e si rendono pericolosi rispettivamente al 28’ e al 30’ andando a segno con Luzzetti e Orlandi per il definitivo 3-1. Nella ripresa il risultato rimane invariato e al triplice fischio i civitavecchiesi festeggiano il quarto successo stagionale e il loro terzo risultato utile consecutivo dopo Spes Artiglio e Certosa. I nerazzurri grazie ai tre punti escono dalla zona playout e salgono al quintultimo posto in classifica a quota 15 punti all’attivo. Domenica prossima i classe 2004 faranno visita alla quinta della classe Accademia Calcio Roma di mister Pigrucci, reduce dal pareggio a reti bianche maturato al Vigor Sporting Center contro la Perconti.
L’Under 16 regionale di Mauro Zampollini s’arrende per 2-0 sul campo della terzultima della classe Ostiantica. Una prestazione negativa per i 2003 che non sono riusciti a disputare una buona partita come le scorse volte. Un grande peccato non aver vinto, perché i tre punti avrebbero fatto salire i nerazzurri al secondo posto a -5 dalle capoliste Trastevere e Fiumicino, ma il campo in terra ha creato non poche difficoltà agli ospiti. I ragazzi di mister Zampollini, quindi, rimangono sulla terza piazza della classifica a quota 15 punti all’attivo insieme al Vis Aurelia, prossima rivale dei nerazzurri sabato prossimo al Di Ianne per un big match tutto da gustare.
Perde all’inglese anche l’Under 15 regionale di Michele Romano sotto i colpi del Vis Aurelia. Nella capitale i bianconeri targati Leocon incassano l’ottavo ko stagionale e rimangono al quartultimo posto della lista con solo sei punti all’attivo, frutto delle due vittorie. Nel fine settimana i civitavecchiesi tra le mura amiche sfideranno il quinto della classe Fiumicino del tecnico Verdesca, reduce dalla vittoria per 3-1 ai danni del Montefiascone.
Perde anche l’Under 14 regionale di Nello Savino che con i suoi 2005 non è riuscito ad avere la meglio a Viterbo contro la compagine dell’Etruria Calcio che batte i nerazzurri di misura in un match che ha visto tanto equilibrio tra le due compagini. I civitavecchiesi rimangono quindi al sestultimo posto in classifica a quota sette punti in attesa della prossima gara interna contro il Vis Aurelia.
L’Under 19 provinciale di mister Luca Mariantoni perde 2-1 contro il Cross Roads e rimane sull’ultima piazza della classifica in compagnia del Real Aurelio con solo due lunghezze all’attivo. Sabato al Di Ianne i bianconeri giocheranno contro il Virtus Bracciano, reduce dalla sconfitta per 3-0 subita tra le mura amiche del Vergari dal Mideporte.

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Snc, inizia il tour ligure

di MARCO GRANDE

La serie A2 di pallanuoto si appresta a tornare in acqua nella giornata di domani  per il terzo turno del campionato; la Snc di Marco Pagliarini cerca il riscatto dopo la deludente sconfitta casalinga subita sabato scorso dal Como Nuoto, che di fatto annulla le note positive viste nel corso del primo match di  Ancona, in cui i rossocelesti avevano espugnato, a detta di molti esperti, uno dei campi più ostici del girone.
Tutto da rifare, dunque, per la società di Viale Lazio, attesa lle 14 nella piscina di Bogliasco dalla formazione della Sportiva Sturla, reduce dal convincente successo per 9 a 7 in casa del fanalino di coda Brescia Waterpolo.La compagine civitavecchiese con quella genovese, però, vantano gli stessi punti in classifica, ma registrano allo stesso tempo un diverso inizio di campionato, con i laziali vincenti all’esordio e con lo Sportivo Surla che ha subito la debacle interna contro il Torino proprio due settimane fa. Mister Pagliarini potrà contare sull’esperienza, ma soprattutto sulla vena realizzativa del suo pupillo nonché dell’ elemento più rappresentativo del gruppo, ovvero capitan Romiti. Il 35enne, mattatore indiiscusso nel match di Ancona e autore di una delle sette marcature dei suoi nella gara di sabato scorso, non ha di certo intenzione di fermarsi e vuole trascinare il team di patron D’Ottavio verso una vittoria che gli darebbe morale e fiducia nei propri mezzi. Dall’ altro lato, però, la formazione civitavecchiese dovrà cercare di marcare il più possibile Dainese, uno dei giocatori di maggior rilevanza, che ha già segnato per quattro volte. Chi ha contribuito per la causa rossoceleste nella partita contro la squadra lombarda è stato senza ombra di dubbio Marco Minisini (nella foto in alto): il 24enne ha espresso il suo parere circa questo inizio di campionato dalla doppia faccia della medaglia dei suoi compagni, i quali hanno conosciuto sia la gioia per la vittoria che il gusto amaro della sconfitta.
«Il match interno contro il Como è stato preso sotto gamba – esordisce l’attaccante –  e quest’anno non possiamo permetterci il lusso di affrontare le partite in questo modo, visto che concorriamo dopo tempo nel raggruppamento del Nord. Abbiamo affrontato il terzo quarto di gara da squadra spenta e quasi priva di motivazioni; solamente nel quarto parziale di gioco ci siamo svegliati, recuperando e portando il match sul 7 a 7».
Circa il goal  che lo ha sbloccato dal punto di vista realizzativo, invece, si dichiara contento ma specifica allo stesso tempo di non voler scendere in acqua tanto per la marcatura, quanto per l’obiettivo di mettere in condizione gli altri compagni di apparire più frequentemente sul tabellino dei marcatori. Poi passa a parlare della leadership della sua guida tecnica, esaltata e considerata un punto di riferimento per tutto il gruppo: «Lo stadio del nuoto può essere gremito di persone e registrare il tutto esaurito – afferma il 24enne- ma l’unica voce che ascolto insieme ai miei compagni è proprio quella del mister,l’unica in grado di farci estraniare da tutto il resto». Infine rivogle un pensiero agli immediati avversari da affrontare: «Non conosciamo lo Sturla – conclude – che, come tutte le squadre della Liguria, sarà agguerrita e tosta ma indipendentemente da questo ce la possiamo giocare contro qualsiasi avversario. Nessuno può mettere i piedi in testa a un gruppo come il nostro che ha tanta voglia di spaccare».
Parole chiare e concise, quelle di Minisini, che portano verso un unico denominatore comune: il riscatto. Solo il campo determinerà il verdetto di una partita il cui esito appare tutt’altro che scontato.

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Vecchia, parla patron Ambrosi

di MATTEO CECCACCI

Nessuna cronaca, nessun tabellino e nessun diritto di critica. È giunto il momento del primo bilancio stagionale del presidente del settore giovanile nerazzurro-bianconero Stefano Ambrosi appena dopo due mesi dall’inizio dei campionati Elite e regionali. È vero, di solito i responsabili dei vivai fanno il punto della situazione a fine girone d’andata, ma patron Ambrosi dopo il contratto di gestione di giugno scorso ha deciso di chiarire l’attuale situazione. L’ex portiere della Ternana non ha perso tempo e a 360 gradi, a tutto tondo, ha spiegato nel minimo dettaglio tutte le situazioni, spiegando il motivo della fusione o meglio ancora del contratto di gestione, dicendo la sua sullo stadio Fattori e la colpa dell’amministrazione comunale, sul fermo del campionato a causa della decisione dell’Aia e della prima squadra.
«Ci tengo a dire – esordisce il presidente dell’agonistica Stefano Ambrosi – che è un contratto di gestione e non una fusione, ma un contratto di cinque anni che ancora devo firmare, ma è questione di giorni. Tutto è nato dall’ottimo rapporto che ho sempre avuto e che ho tuttora con il presidente del Civitavecchia Calcio 1920 Ivano Iacomelli, molto spesso ci sentivamo per organizzare delle cose insieme e vuoi per un motivo vuoi per un altro, alla fine abbiamo preso questa decisione. Premetto che lo scorso anno, dopo la situazione che si era venuta a creare con il Tamagnini, era giusto far riemergere e portare avanti per il buon nome della società il settore giovanile del Civitavecchia Calcio e così in un pomeriggio d’estate insieme ad Ivano abbiamo raggiunto l’accordo. Prendere in mano l’intera gestione non è stato affatto semplice, l’ho fatto per salvaguardare una situazione che stava andando sempre più in malora, anche se con i numeri già stavo a posto, perché il mio organico bianconero già contava circa 240 ragazzi, infatti l’apporto numerico non è che mi abbia fatto aumentare la situazione, ma allo stesso tempo mi dà molto lustro per le tante categorie che si sono venute a creare tra le mie e quelle nerazzurre. Ad oggi ne contiamo sei tra Elite e regionali, non considerando l’Under 19 Elite, ex Juniores, per il semplice fatto che la gestisce ancora Iacomelli insieme all’Eccellenza, ma che sarebbe la quarta categoria Elite. Ovviamente, essendo partiti in netto ritardo stiamo pagando dazio con alcune categorie, basti vedere i 2002, dove ho ereditato una compagine un po’ frammentata, dovuta al semplice fatto che avendo chiuso l’accordo a fine giugno, molti giocatori già avevano deciso di accasarsi in altre società. Fare l’Elite già non è facile, perché se hai un bacino d’utenza così ridotto, figuriamoci se puoi competere in un palcoscenico dove varie società addirittura la cominciano a preparare mesi prima. Abbiamo trovato tante difficoltà soprattutto per i risultati, non tanto per l’organizzazione, adesso stiamo tirando la cinghia, abbiamo fatto vari cambi in panchina, come nel 2002 da Pasquale Oliviero ad Adus Amici e nel 2004 da Patrizio Tossio a Dario Rasi. Stiamo cercando di migliorare, ma l’errore che non dobbiamo commettere è quello di non avere la presunzione di guardare il campionato dal punto di vista della classifica, o meglio, bisogna focalizzarci su quelle squadre che stanno lottando per la salvezza come noi, così da concentrarci su di loro e raggiungere il nostro obiettivo. Non nego assolutamente il fatto che non abbiamo le forze per confrontarci con le solite società storiche plurititolate di Roma dove non sto a fare i nomi, i gironi sono difficili, in particolar modo quelli Elite laziali che sono i più complicati d’Italia. Stiamo soffrendo col 2002 e 2005, ma sono molto fiducioso e speranzoso sul raggiungimento della salvezza, questo è fuori da ogni dubbio. Stiamo cercando di rinforzare gli organici grazie al mercato e agli svincoli di dicembre, ma la cosa che va analizzata è che avendo un settore giovanile così importante per le categorie che hai, va a tutti i costi cambiata la mentalità nella gestione, mi spiego: non può per nulla al mondo esistere la musica del ‘‘mio figlio gioca perché è amico di, è nipote di, è figlio di’’, questo non può esistere. Noi, infatti, stiamo cercando di aggiustare il tiro su questa situazione per dare un po’ di professionalità a questo settore perché secondo me lo merita. Ad oggi con i numeri alla mano siamo il settore giovanile più importante della città per due motivi: il primo perché abbiamo le categorie più importanti e continueremo ad averle per molti altri anni in confronto alle altre realtà civitavecchiesi, il secondo è perché portiamo lo stemma della città a differenza degli altri che sono solo realtà locali. Comunque ci stiamo già organizzando per il prossimo anno sulla programmazione futura. Ripeto che sull’Elite senza ombra di dubbio abbiamo sbagliato qualcosa sui risultati, ma non siamo stati neanche fortunati, come ricorsi persi, decisioni arbitrali errate e tanto altro. Il rischio, comunque, è di perdere le categorie Elite con il 2002 e 2005, ma fatto sta che se dovesse accadere il prossimo anno faremo un regionale a vincere. I 2004 sono una corazzata, sapevo che avrebbero fatto un bell’inizio di campionato, perché una rosa che lo scorso anno ha vinto il titolo regionale, rinforzata quest’anno da cinque ottimi elementi del Civitavecchia non poteva fare altrimenti. Con i 2005 bisogna stargli molto vicino, purtroppo facendo un campionato ex Giovanissimi fascia B incontri club professionistici come Roma e Lazio e quando ti capitano i biancocelesti allenati da Tommaso Rocchi c’è poco da fare, è proprio il materiale umano che è diverso. Comunque l’obiettivo è mantenere tutte le categorie Elite, ci mancherebbe altro, per me i 2004 a fine anno raggiungeranno una salvezza tranquilla, mentre con i 2002 e 2005 stiamo a rischio, ma cercheremo di fare il più possibile. C’è da dire anche che l’agonistica viene da una gestione dello scorso anno complicata con dinamiche veramente difficili e stiamo pagando quello che è stato lo scorso anno, ovvero aver raggiunto l’accordo a giugno e in un mese non puoi programmare tutto, in particolar modo l’Elite. Questo è un anno di partenza su cui stiamo cercando di gettare le basi per la prossima stagione. Riguardo le categorie Regionali – continua il numero uno nerazzurro bianconero – ho cercato di mettere tutti allenatori che hanno pochissimi rapporti con i genitori, o meglio ancora, nessuna conoscenza e che hanno giocato a calcio ad alti livelli. Io a differenza di altre società non ho sponsorizzazioni, ma ci autofinanziamo con le quote della scuola calcio e non abbiamo nessuna entrata di supporto, perché credo che sia giusto così. L’unico problema ce l’abbiamo con l’Under 15 di Michele Romano, ma c’è una classifica molto corta quindi la salvezza può essere raggiunta facilmente e io sono tranquillo, così come i ragazzi di Zampollini e Savino che stanno dimostrando di poter competere nei propri campionati. Dal mio punto di vista tutte e tre le categorie si salveranno senza problemi. Nella Scuola Calcio – prosegue entusiasta – abbiamo 165 iscritti che vanno dal 2006 al 2012/2013 e siamo i più grossi di tutti anche perché insieme all’agonistica contiamo più di 300 elementi in totale. Lo scorso weekend abbiamo iniziato i campionati Federali che ricordo che non hanno classifica e non sono arbitrati. Abbiamo fatto un’ottima programmazione tecnica per quanto riguarda la scuola calcio, io come responsabile tecnico e Nello Savino nelle vesti di direttore generale facciamo dei breafing mensili con tutti gli allenatori per monitorare tutte le programmazioni tecniche per controllare che vengano rispettate. Fondamentale per noi è preparare i gruppi della scuola calcio ad approdare nell’agonistica nei campionati regionali ed Elite, ma ciò non significa che non possiamo iniziare a fare una piccola selezione omogenea che io reputo scorretta, infatti noi cominciamo a farla nel periodo primaverile dal 2009 in su, ed è giusto e importante che dal 2006 fino a questa età crescono individualmente, giocano tanto e si divertono il più possibile. Voglio ricordare anche che la Federazione con la Carta dei Diritti tutela tutti gli iscritti alla scuola calcio e che quindi la piccola selezione va fatta con le molle. Sono comunque abbastanza soddisfatto dell’andamento di tutta la struttura che si è venuta a creare, l’ambiente è rimasto famigliare come quando avevo solamente la Leocon dove si è aggiunto il lustro delle categorie del Civitavecchia Calcio e agli ottimi allenatori che avevo io della Leocon ho avuto la possibilità di poter inserire dei tecnici altrettanto bravi che venivano dalla Vecchia. Riguardo i tornei stiamo organizzando la Christmas Cup nel periodo natalizio, poi un torneo pasquale e uno di fine anno. Per lunedì, invece, sto organizzando in collaborazione con Daniele Bencini, ds del vivaio dielleffino, un raduno che ci è stato richiesto da vari procuratori del professionismo per le categorie 2002 2003 e 2004. Tornando all’agonistica devo dire che ho già avuto alcune segnalazioni per vari ragazzi del 2002, 2003 e 2004 da parte di club professionistici e per fine anno penso che qualcosa di importante potrà realizzarsi. Il mio intento alla fine è questo, quello di dare la possibilità a chi dimostra durante il campionato di fare bene di confrontarsi con realtà importanti grazie alle mie conoscenze che ancora oggi porto avanti, in modo particolare con Ternana, Pescara e Frosinone».
Ambrosi, poi, dopo aver analizzato le sue sei squadre ha voluto dire la sua sulla Vecchia e sullo stadio Fattori scaricando la colpa all’amministrazione pentastellata.
«Sul Fattori – spiega a tal proposito – le responsabilità ce l’ha l’amministrazione comunale che è l’unica indiziata di ciò che riguarda la situazione calcistica del Civitavecchia Calcio perché per quanto sia il Comune dovrebbe sempre garantire, non dico a tutto il settore giovanile anche perché tutta la cantera si allena in una struttura privata, ma almeno dalla Juniores in poi dovrebbe dare una propria casa all’interno della città per svolgere uno dei campionati più importanti e questo è gravemente mancante, gravemente mancante come tutti gli sbagli commessi, a partire dal disinteresse totale dello stadio Fattori, voglio dire, non è che parte da quest’anno, non si può pensare che il Fattori per sette anni ha dovuto avere la deroga anno per anno dalla Federazione per rifare un manto, che oggi per rifarlo costa 350 mila euro e per un Comune come Civitavecchia fare un investimento su un impianto sportivo per mantenere la propria squadra in città stiamo parlando di una cosa irrisoria. Loro oggi hanno la gravissima responsabilità di aver sgretolato un collage sportivo che fine a poco fa c’era. Per quanto mi riguarda a mister Rocchetti, visto che stiamo entrando nella fase invernale, ho dato massima disponibilità per svolgere gli allenamenti presso il mio impianto se ci dovessero essere problemi da qui a marzo nel recarsi ad Allumiere. Oggi come oggi, da gestore del  settore giovanile del Civitavecchia Calcio, mi rendo conto, cosa che prima non capivo, che non c’è l’amore che ci dovrebbe essere per questa maglia, mi spiego: non da parte di tutti gli addetti i lavori, ma sono pochissimi che gioiscono se le cose vanno bene, qui sembra che sono più contenti se il Civitavecchia si affossa perché magari ce l’hanno con un dirigente o un altro e questa è una cosa sgradevole e qui mi rifaccio anche ad altre società. Secondo me il simbolo Civitavecchia Calcio dovrebbe acquistare un’importanza collettiva, dovrebbe essere un piacere per tutti quanti far parte del Civitavecchia Calcio 1920. Io quando ero ragazzo e militavo nei dilettanti, prima di approdare nel professionismo, se avessi giocato con la squadra della mia città avrei dato tutto, invece oggi si vedono ragazzi che preferiscono fare un campionato provinciale piuttosto che un Elite».
Il presidente, ovviamente, non si è lasciato scappare il pensiero sulla decisione dell’Associazione Italiana Arbitri, che ha portato a non giocare i campionati lo scorso fine settimana a causa dell’aggressione nei confronti di Bernardini di Ciampino.
«Secondo me – commenta – non è assolutamente giusta la decisione che hanno preso, perché in questo modo non si tutelano i direttori gara, per quanto un arbitro possa sbagliare si deve capire che innanzitutto è un coetaneo dei calciatori e che può sbagliare una valutazione come il numero dieci può sbagliare un rigore e un portiere una parata, ma la gente dovrebbe capire che per quanto sono tanti gli interessi che ci stanno in mezzo, sono cose comunque sia ristrette in una partita di calcio giovanile, invece qui si sta perdendo il lume della ragione tra i genitori che stanno fuori e insultano gli arbitri, addirittura gli allenatori come se capiscono di tattica e di tecnica. Dico la verità, noi siamo realtà insignificanti pure se facciamo l’Elite, basti pensare a qualche anno fa quando squadre che oggi militano in Serie C, hanno speso più di 500 mila euro per il settore giovanile e questo ti fa rendere conto che non sei niente. Noi bisogna capire che non ci stiamo giocando la Champions League, si, è importante mantenere l’Elite, il regionale, fare tornei e tanto altro, ma lo scopo reale di un settore giovanile è quello di far crescere i ragazzi e i due tre validi elementi che hai piazzarli nel professionismo, poi se lo riesci a fare mantenendo tutte le categorie Elite è un conto, se non riesci a farlo e lo fai tramite regionale è un altro conto, ma è questo lo scopo. Poi qui subentra il fatto dei genitori, perché oggi come oggi ci sta un’esasperazione incredibile, io ho fatto ventiquattro anni di calcio di cui venti di professionismo e sono arrivato anche ad alti livelli, ma alcuni atteggiamenti che vedo, anche nella scuola calcio, a volte mi fanno accapponare la pelle perché sono proprio fuori luogo e quindi ecco che vanno a creare delle tensioni che poi sfociano in quello che è accaduto domenica 11 a San Basilio al povero Bernardini di Ciampino. Secondo me, però, la Federazione quando accadono queste cose non deve generalizzare, ma punire la squadra, ovvero: dove è accaduto, chi è stato, come si chiama la società? Perfetto, radiata dal campionato, ma non tanto per punire, ma per dare un segnale forte a tutti, purtroppo questo la Federazione non lo fa mai. Secondo me solo così possono migliorare le cose e allora lì sì che ci penseranno dieci volte prima di aggredire un arbitro, ma dal mio punto di vista il segnale che doveva dare l’Aia era tutt’altro e questo di fatto non farà cambiare la situazione. Il calcio è uno dei pochi sport che fa credere a tutti di poter dare un’opinione quando invece c’è bisogno di avere una grandissima specializzazione calcistica per poter parlare di tattica o di tecnica ma siccome tanti si vedono tre partite e pensano di essere il nuovo Mourinho e allora questo porta tutti i genitori e molti addetti ai lavori a giudicare in maniera facile e a volte errata moltissime situazioni e questo non fa nient’altro che aggravare il livello di tensioni nervose i ragazzi che arrivano al campo esasperati. Voglio fare – conclude il presidente Stefano Ambrosi – un grande e grosso in bocca al lupo a Ivano Iacomelli per il proseguio della stagione per quanto riguarda la prima squadra, gli auguro quanto prima di uscire da questa fase negativa, perché sono a conoscenza dei sacrifici che sta facendo per portare avanti tutta la squadra».
Un bilancio, dunque, quello di Ambrosi che fa capire a tutti la serietà del settore giovanile del Civitavecchia Calcio 1920 che vuole assolutamente riemergere e tornare protagonista.
I cent’anni del club sono vicini e chissà cosa bisognerà aspettarsi.

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Tragedia a Canale Monterano, cacciatore spara ad anziano e lo uccide

CANALE MONTERANO -Incidente a caccia questo pomeriggio a Canale Monterano. Un cacciatore, del posto, di 78 anni ha sparato un colpo di fucile a una distanza di circa 150 metri da una siepe pensando ferendo a morte un uomo, un anziano del posto. Secondo quanto emerso il cacciatore avrebbe visto un'ombra pensando si trattasse di un cinghiale e ha fatto fuoco. Accortosi del terribile errore ha subito chiamato i soccorsi che purtroppo non hanno potuto che constatare il decesso. Sul posto anche i carabinieri di Manziana e del Nucleo operativo di Bracciano. Il 78enne è stato portato in caserma. La sua posizione è ora al vaglio degli inquirenti.

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Vertenza banane: la palla torna a Di Majo

CIVITAVECCHIA – Una riunione fiume di oltre quattro ore, tecnica ed interlocutoria. Non poteva essere il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti a trovare una soluzione alla vertenza legata allo scarico dei container nel porto di Civitavecchia, esplosa a luglio con l'ordinanza del presidente Francesco Maria di Majo che impone la movimentazione solo al terminal di Rtc. Ma la riunione è servita per fare un punto della situazione, ascoltare le istanze delle parti, Cfft e Rtc in particolare, con il Mit che alla fine ha invitato il numero uno di Molo Vespucci a trovare, a stretto giro, una soluzione idonea, traghettando anche i due soggetti alla firma di un accordo che si cerca ormai da mesi. 

È stata infatti sottolineata l'importanza di non perdere un traffico strategico come quello della Chiquita, con le sue 140mila tonnellate di merce movimentata annualmente. Un problema economico ed occupazionale, senza ombra di dubbio, ma anche di immagine per un porto strategico come quello di Civitavecchia. 

Intanto questa mattina la nave della Maersk, con il suo carico Chiquita, è attraccata alla banchina 25 sud, con le operazioni di ciclo nave affidate direttamente alla Cfft; questo l'impegno che si era preso giovedì sera il presidente Di Majo, mantenuto in via temporanea oggi. Ma a questo punto è necessaria una soluzione che non sia legata al solo approdo di oggi, perché il problema si ripresenterà, di fatto, settimanalmente. E questo è quello che auspicano anche Uiltrasporti e Filt Cgil che, nel frattempo, hanno sospeso lo sciopero di giovedì, senza ritirarlo.  

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Vecchia, che la rivoluzione abbia inizio

di MATTEO CECCACCI

Che squillino le trombe e rullino i tamburi: il Civitavecchia Calcio 1920 ha già ingranato la quinta  marcia e piazzato il primo colpo di mercato nonostante l’apertura sia fissata sabato primo dicembre, ma la società nerazzurra, come giusto che sia data la posizione di classifica incommentabile e la situazione negativa in cui versa, non vuole perdere assolutamente tempo.
Il primo acquisto messo a segno porta il nome di Edoardo Filoia: pregiato attaccante classe 2000 con trascorsi nelle giovanili della Roma e del Perugia, reduce dall’esperienza marchigiana con la Berretti della Sambenedettese, dove è riuscito a calcare per ben due volte il manto erboso dello stadio Riviera delle Palme anche con la maglia  della Serie C del tecnico Giorgio Roselli. Poi, per motivi di studio, il giovane è stato costretto a lasciare e a trasferirsi nella sua città natale: Roma, dove i vertici societari l’hanno inquadrato e portato subito a Civitavecchia. Un under, dunque, che va a rafforzare l’organico civitavecchiese, soprattutto il reparto offensivo insieme a bomber Manuel Vittorini e Lorenzo Serafini.
Il ragazzo, diciottenne da gennaio, ha cominciato martedì ad allenarsi insieme ai suoi compagni alla Cavaccia di Allumiere.
«Sono molto contento – esordisce il giovane neo acquisto del Civitavecchia Calcio – di essere entrato a far parte di questo team. Sono consapevole del contesto in cui si trova la squadra, ma sono sicuro che da qui a poco le cose possono cambiare, soprattutto quando inizierà il mercato di dicembre. Cercherò – conclude il centravanti Edoardo Filoia – di dare il meglio di me stesso per cercare di raggiungere l’obiettivo prefissato dalla società».
Allo stato attuale, quindi, la rosa cresce di un solo elemento, ma a dicembre senza ombra di dubbio bisognerà aspettarsi altri innesti, in particolar modo nella retroguardia. Da non escludere chiaramente gli addii che si potrebbero verificare tra due settimane, infatti da ultime indiscrezioni sarebbero a rischio quattro calciatori. A chiarire lo stato attuale in casa Civitavecchia Calcio ci pensa il Dirigente Responsabile Fabio Ceccacci: «Sono molto contento per l’acquisto che abbiamo fatto, perché Filoia è un ragazzo che va a rafforzare l’eccellente gruppo di under che abbiamo tra  la Juniores e l’Eccellenza. Riguardo il mercato che si aprirà tra due settimane tengo a specificare un concetto che voglio sia chiaro a tutti: nel Civitavecchia Calcio ora come ora non è a rischio nessuno, ma siamo tutti sotto esame, dal presidente al magazziniere; è ovvio che le quattro partite di dicembre saranno decisive».

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Si rinnovano i consigli d’istituto: gli alunni vogliono essere protagonisti

di MATTEO CECCACCI

CIVITAVECCHIA – Lunedi 5 novembre si sono tenute presso gli istituti cittadini le consuete elezioni degli studenti per i rinnovi dei consigli di istituto. Grandi risultati sono stati ottenuti da parte dei ragazzi che tra conferme e nuovi volti hanno reso soddisfatti i vari dirigenti. All’IIS Marconi del preside Nicola Guzzone ha trionfato ‘‘The Challenge Lista Studentesca’’ che con i suoi 1100 voti di lista totali ha visto prevalere Riccardo Sorrentino, Alessandro De Paolis, Andrea Mori e Veronica Gentili (in alto a destra in senso orario). Ben quattro seggi su quattro sono stati capaci di aggiudicarsi i candidati, frutto di un’eccellente campagna elettorale di classe in classe per esporre il programma, oggi pronto per essere attuato. La lista, dichiaratamente politica e legata a Potere al Popolo, ha battuto del tutto la diretta concorrente che vedeva un solo candidato, ovvero il giovane tenore Manuel Gregori che non è riuscito, nonostante una grande dimostrazione nel mettersi in gioco, a diventare rappresentante. I quattro eletti, tutti del liceo scientifico ad opzione scienze applicate, sono molto attivi sul territorio, specie Riccardo Sorrentino e Andrea Mori impegnati in contesti politici, non solo locali. Alessandro De Paolis, invece, figlio del consigliere regionale Gino, è alla sua prima esperienza così come Andrea Mori e Veronica Gentili: «È un grande onore – commenta De Paolis – rappresentare una scuola come il Marconi. Non sarà sicuramente facile, perché il lavoro dovrà essere spalmato in più anni per cercare di vedere qualche primo risultato, ma ora dobbiamo solo cercare di capire da dove partire».

«Mi rammarica molto il fatto – dichiara l’alunno del tecnico Gianmarco Bronti – che non è stato eletto un rappresentante per noi tecnici, un punto di riferimento personale era giusto averlo. Aver eletto quattro ragazzi di un solo indirizzo è stato un enorme errore imperdonabile».
Al liceo Galilei della dirigente Maria Zeno non c’è stata partita. Già nel pomeriggio, dopo le votazioni svolte nella mattinata, le risultanze trapelavano sul gruppo Facebook della scuola che vedevano in vetta Lorenzo Sisti, Noa Celestini e Paolo Migliori, pronostici che poi si sono confermati il giorno dopo rendendo i tre neoeletti molto felici per i tanti voti ricevuti. Sarà senza ombra di dubbio un duro lavoro quello che spetta ai ragazzi, perché dopo il nuovo indirizzo musicale l’organico è nettamente aumentato e questo è un fattore che richiederà molta attenzione sull’organizzazione di qualsiasi tipo di evento e ancora più dedizione nella struttura delle assemblee d’istituto. I nuovi rappresentanti, tutti del 2000 all’ultimo anno di scuola, non sono alla loro prima esperienza con il consiglio d’istituto: Lorenzo Sisti, infatti, già affiancava la sorella Valentina nel lontano 2016, mentre Migliori e Celestini, amico di una vita di Lorenzo, sono stati fin dallo scorso anno accanto alle problematiche degli alunni riportando le maggiori criticità ai professori. Un risultato, dunque, meritato per i tre ragazzi che già stanno preparando la tradizionale festa natalizia che ogni anno riscuote un grandissimo successo interno.

All’IISS Calamatta diretto dalla nuova dirigente scolastica Giovannina Corvaia, sono stati riconfermati i due rappresentanti d’istituto uscenti: l’ex Marconi Ruben Cantarini e Riccardo D’Agostino. Reduci dall’impeccabile lavoro svolto durante l’annata precedente, hanno ricevuto nuovamente il consenso da parte di tutti gli alunni dei vari indirizzi: nautico, meccanico, elettronico e moda. Un duo che sicuramente ha passato tante difficoltà dovute alle continue richieste dei ragazzi e ai quotidiani problemi che si venivano a creare all’interno delle aule, problemi che Cantarini e D’Agostino hanno sempre cercato di risolvere nonostante le mille peripezie, ma si sa, gestire un professionale dal punto di vista studentesco non è la cosa più facile. All’ultimo consiglio di istituto dello scorso anno, però, i due ragazzi furono elogiati dalla preside dinnanzi a tutti i componenti dell’organigramma, proprio per questo motivo, per quanto avevano dato alla scuola e ai ragazzi. Un premio che poi ha spinto i due a ricandidarsi quest’anno per il secondo anno consecutivo, ottenendo più di 370 voti di lista e i due seggi per la componente studenti. «Non potevamo – dichiarano i due rappresentanti d’istituto – fare altro dopo il lavoro svolto lo scorso anno. Abbiamo avuto centinaia di richieste da parte di tanti ragazzi per ricandidarci e questo ci ha riempito d’orgoglio, per non parlare dei complimenti ricevuti lo scorso anno dalla nostra preside che ringraziamo di cuore, senza di lei non avremo potuto iniziare questa straordinaria esperienza».

I plessi uniti del Guglielmotti e dell’Artistico dovranno aspettare ancora dodici giorni per eleggere i nuovi rappresentanti, cosi come lo Stendhal e il Baccelli, ma già in città si vociferano le situazioni che potrebbero verificarsi: il Guglielmotti dopo i saluti di Francesco Seretti e Simone Garofalo, potrebbe candidare addirittura due ragazzi del terzo anche se sui nomi bocche cucite, mentre al Baccelli quasi certa la riconferma delle due ragazze che tanto bene hanno fatto lo scorso anno, Valentina D’Annunzio e Francesca Barlaam, ma nulla di tutto questo sarà certezza se non dopo il giorno delle elezioni.

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Vecchia, Rocchetti torna sui suoi passi

di MATTEO CECCACCI

Tutto come prima, l’allenatore del Civitavecchia Calcio 1920 rimane Andrea Rocchetti. L’ex tecnico degli Allievi Elite, dopo aver rassegnato le proprie dimissioni nella tarda serata di martedì, poi respinte poco dopo dai vertici societari, è tornato sui suoi passi. Giovedì, infatti, si è tenuta una stretta riunione privata tra il presidente Ivano Iacomelli, il dirigente responsabile Fabio Ceccacci e Rocchetti stesso. Una chiacchierata bella lunga che senza ombra di dubbio avrà fatto pensare molto a Rocchetti che alla fine ha deciso di rimanere il mister della prima squadra. Sicuramente non è stata una bella azione quella che ha fatto il tecnico mercoledì scorso, quando all’appuntamento con la squadra non si è presentato per affrontare la trasferta capitolina di Coppa Italia contro la Boreale Don Orione, poi persa 3-1 con Pasquale Oliviero in panchina, ma tutto questo ormai è passato e adesso è giusto pensare al presente e ai fatti che dovranno venire d’ora in poi. Domenica tra le mura amiche andrà in scena l’undicesima giornata di campionato contro il Campus Eur, una sfida da vincere a tutti i costi, perché gli eventuali tre punti saranno di fondamentale importanza, sia per l’intera rosa, che per il continuo di Andrea Rocchetti, anche se la società tiene a specificare che la partita non sarà determinante per il suo futuro. Ovviamente c’è da mettere in conto che una sconfitta potrebbe comunque far scaturire a Rocchetti il pensiero di dimettersi un’altra volta, con la speranza, però, che la società non gliele respinga nuovamente. Di certo, l’aria in casa nerazzurra non è delle migliori, si respira con fatica, con affanno, perché la crisi c’è e rimane, d’altronde i fatti parlano chiaro: la prima squadra della città è ultima in classifica e viene da sei ko consecutivi, considerando l’insuccesso in Coppa Italia.
Poi ci sarebbe da analizzare la questione Scorsini, con la Vecchia che cerca l’ex allenatore del Crecas mentre Rocchetti stava a un passo dall’addio, ma il club smentisce il tutto, con Scorsini, però, che mette tutte le carte in tavola mettendo in risalto con un comunicato la poca serietà della società che prima lo chiama fissandogli un appuntamento, ma poi fa un secondo squillo per annullare tutto.

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