San Giorgio ed eventi: scontro politico

TARQUINIA – Non si placano gli animi a pochi giorni dalla Commissione edilizia che ha dato il via libera all’applicazione della legge 28/80 per la risoluzione dei problemi della località di San Giorgio.  Sulla linea del consigliere comunale d’opposizione Sandro Celli, interviene anche la segreteria del Pd che si spinge oltre attaccando la giunta Mencarini anche sul DiVino Etrusco e la Notte bianca dello sport – Io pittore per caso. «L’amministrazione Mencarini si è portata avanti con il lavoro dell’assaggio dei vini del “Divino Etrusco” prima ancora che la manifestazione cominciasse – tuona il segretario Armando Palmini –  e, come al solito, le ripercussioni sono state a dir poco, catastrofiche».  «I nostri intrepidi amministratori – prosegue Palmini – convocano la commissione edilizia e poi si accorgono che i tecnici che dovevano relazionare su un problema delicato e complesso come quello di San Giorgio, li avevano mandati (sempre loro), in ferie e quindi, si poteva disquisire amabilmente solo del sesso degli angeli e della crisi del dollaro. Il consigliere Celli che non ama perdere tempo in disquisizioni, si alza e se ne va; il consigliere Moscherini, sfoga il suo disappunto su una povera dipendente dell’ufficio Tecnico, l’unica che erano riusciti a recuperare in quel frangente, che del problema specifico non si era mai occupata direttamente. Bravi. Complimenti». «Dopo questa bravata, – aggiunge Palmini – i nostri instancabili amministratori si gettano a capo fitto su quello che meglio gli riesce, i festini, e realizzano l’edizione del “Divino Etrusco” più caotica degli ultimi anni. Viabilità improvvisata e senza regole, con le macchine che continuano imperterrite a devastare il mattonato di Santa Maria in Castello e gente che è costretta, pur sotto i fumi dell’alcol,  a schivare automobilisti disorientati, stand gastronomici da street food, assegnati con criteri discutibili, i ticket che gli anni scorsi duravano in pratica per tutta la manifestazione, sostituiti da un bracciale da sorvegliato speciale della durata di una sera, e vini, che purtroppo, passano in secondo piano e cessano di essere i veri protagonisti di una kermesse che somiglia più a una kasba che a un evento enogastronomico di elevata qualità come pure era riuscito a  diventare negli ultimi anni. Bravi. Complimenti». «E non è ancora finita: – concludono dalla segreteria dem –  il prossimo fine settimana questi fini intrattenitori hanno pensato bene di sovrapporre la Notte bianca dello sport, Io pittore per caso, la festa della Madonna dell’Olivo che a causa di tutto ciò, sarà inevitabilmente sotto tono e Dio solo sa cos’altro ancora. Nel prossimo bilancio di previsione, se continuano di questo passo, l’amministrazione Mencarini dovrà prevedere l’assunzione di un paio di psicologi, per curare l’esaurimento nevoso dei cittadini. Bravi. Complimenti».
A rispondere per le rime a Palmini & Co. subito i diretti interessati. «Palmini chi? – ironizza Pietro Serafini – Il segretario del PD? Lo stesso che dopo 5 anni da presidente del consiglio non è riuscito ad essere eletto, lo stesso che non è stato capace di presentare una lista del suo partito per le elezioni dell’Università Agraria?. Al fine di avere un minimo di visibilità, Palmini critica una manifestazione, forse la più importante che, diretta dal sottoscritto, ha incrementato non solo le cantine di qualità ma anche le presenze. Il Divino etrusco è una vetrina importante per far conoscere ulteriormente la nostra città.  Palmini continui pure con la sua politica inconcludente che lo ha già portato a non essere eletto e con un risultato per il suo partito, al minimo storico. Io democraticamente accetto consigli e critiche costruttive per migliorare la manifestazione, ma non accetto le strumentalizzazioni politiche. Un caro saluto Pietro Serafini». Per quanto riguarda invece la concomitanza della ‘’Notte bianca dello sport’’ e ‘’Io Pittore per caso’’, con la data inizialmente prevista per la festa Madonna dell’Olivo, per quest’anno annullata, già lo stesso delegato allo Sport Stefano Zacchini e l’assessore alle Politiche giovanili hanno dato ampia spiegazione nel corso della conferenza stampa di presentazione dell’evento. «Il Coni ci ha prospettato la data del primo settembre come unica data possibile per la Notte bianca dello Sport, quindi si trattava di decidere se aderire all’iniziativa, per la quale viene scelto un comune per ogni provincia, oppure non aderire – ha spiegato Catini – Abbiamo ritenuto questa opportunità un’occasione molto importante da non lasciarci sfuggire. Ci siamo sentiti di far nascere questa importante collaborazione con il Coni. All’evento abbiamo poi ritenuto di agganciare una edizione di ‘’Io pittore per caso’’ legata alla sport anticipando di circa quindici giorni l’evento che lo scorso hanno si è svolto a metà settembre, ma con una data sempre diversa negli anni». «Ho parlato direttamente con Don Roberto – ha aggiunto il delegato Zacchini – per valutare il da farsi. Volevamo spostare di una settimana la festa del quartiere Madonna dell’Olivo, che del resto non è legata necessariamente ad una data fissa, ma purtroppo era già stato fissato un pellegrinaggio, quindi alla fine il parroco ha deciso di far saltare la festa. Ma non c’è stato alcun tipo di problema. Noi come amministrazione abbiamo la coscienza a posto; non appena abbiamo saputo la data dal Coni, l’abbiamo comunicata al parroco. Quindi nessun caso e nessun problema».
 

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

Le olive da olio di Cerveteri censite e valutate da Agro Ambiente Lazio

CERVETERI – Agro Ambiente Lazio promuove le olive da olio di Cerveteri. Debutto positivo di uno dei prodotti tipici dell’enogastronomica ceretana sul bollettino fitopatologico per olive da olio. Merito del clima e del territorio etrusco, giudicato favorevole per lo sviluppo.
«Le olive, insieme all’uva, rappresentano uno dei prodotti tipici della nostra terra – spiega l’assessore Riccardo Ferri – non è un caso che quando nel mese di dicembre, da tanti anni oramai organizziamo la Festa dell’Olio Nuovo sono in migliaia i visitatori che vengono nella nostra città per fare deliziosi spuntini conditi dal nostro olio». 
«Questo monitoraggio, realizzato su idea dell’Associazione Olio E.V.O., – continua Ferri – che ha messo a disposizione gli oliveti degli associati e l’agronomo Marika Gianferro, che effettuerà al monitoraggio, consentirà di fornire agli olivicoltori del nostro territorio un sistema di monitoraggio e allerta, con cadenza settimanale, per la presenza di parassiti dell’olivo ed in particolare il rilievo della mosca dell’olivo, la Batrocera oleae, che è il parassita più temuto e che più influisce sulla qualità dell’olio. Fondamentale per la realizzazione del progetto è la collaborazione con O.P. Latium che ha messo a disposizione la struttura, le risorse e la fondamentale esperienza dei suoi tecnici, tra cui l’agronomo Angelo Murri e il presidente Francesco Bosio», conclude l’assessore Ferri.

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

Montalto, #cantieriaperti: al via la realizzazione del giardino Pump Truck

MONTALTO – Sno partiti i lavori per la realizzazione del Giardino Pump Truck a via Enrico Fermi nel capoluogo. 

«Si stratta – spiega l’assessore ai lavori pubblici Giovanni Corona – di un intervento innovativo su una superficie di circa 1.600 mq che mette insieme verde e spazi sportivo-ricreativi all’interno di un quartiere importante come quello delle case ex enel. Sarà realizzata un’area gioco-sport tecnicamente attrezzata, dedicata ad una fascia di utenza variabile dai 10 anni in su', per promuovere la bici nelle sue molteplici discipline “off road”.

Oltre la pista “Pumptrack” sono previste la riqualificazione del verde su tutta l’area, come sosta e passeggiata, la presenza di due punti “Pit Stop” muniti di bacheca informazioni, rastrelliere e cestini a  servizio per le biciclette, oltre a due zone ombreggiate attrezzate con strutture in legno per la sosta (Gazebi con rastrelliere) ubicate sui due fronti di ingresso opposti in senso diagonale (Via Fermi – Strada di lottizzazione).

 Sul lato interno verso le abitazioni inoltre l’attuale siepe sarà integrata per creare una zona filtro, mentre sul lato della strada via Enrico Fermi saranno inseriti alberi di olivo per incrementare la massa arborea esistente ed aumentare la zona d’ombra in corrispondenza dell’area sosta – “pit stop” del progetto. 

Le zone interne al percorso, già interessate da alberi di acacia ad alto fusto, saranno piantumate con essenze cespugliose di oleandro nano a colore unico rosso, molto resistente e rustico, non idro-esigente, con forme naturali e morbide.

 

Il giardino Pump Truck – continua l’assessore – è un intervento migliorativo proposto dalla ditta che si è aggiudicata la gara di appalto per il Servizio “Sfalcio e Pulizia Banchine e Cunette”, progettato in maniera egregia dagli architetti Arnaldo Vicari, Carla Pasqualini e Settimio Belelli, per un investimento totale di Euro 57.544,76. 

Per questo – sottolinea Corona – sarà un’opera a costo zero per l’amministrazione comunale e totalmente a carico dell’aggiudicatario della gara, ma col risultato che un altro importante lavoro sarà messo al servizio e alla fruibilità della comunità di Montalto.   

Sul quartiere Enel, abbandonato per anni, stiamo impiegando con grande sforzo molte risorse; abbiamo iniziato con la sistemazione delle coperture e di parte degli androni dei palazzi, oltre all’asfaltatura di alcune strade, ed ora ci stiamo soffermando sui giardini e le aree a verde. 

Le opere pubbliche – conclude l’assessore ai lavori pubblici – e la campagna #cantieriaperti continuano ad essere un punto fermo di questa amministrazione e non abbiamo alcuna intenzione di fermarci. C’è un vasto programma per la riqualificazione di Montalto e Pescia, iniziato nel 2012 e che stiamo proseguendo e ampliando di anno in anno».

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

IL COMMENTO AL VANGELO. Gesù, vite vera

<p><strong>V domenica di Pasqua</strong><br />
&nbsp;</p>

<p><strong>* di Don Ivan Leto</strong></p>

<p>Gv &nbsp;15,1-8</p>

<p><strong>In quel tempo Ges&ugrave; disse ai suoi discepoli:</strong><strong><sup>1</sup></strong><strong> &laquo;Io sono la vite vera e il Padre mio &egrave; l&#39;agricoltore.</strong><strong><sup> 2</sup></strong><strong>Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perch&eacute; porti pi&ugrave; frutto. </strong><strong><sup>3</sup></strong><strong>Voi siete gi&agrave; puri, a causa della parola che vi ho annunciato. </strong><strong><sup>4</sup></strong><strong>Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non pu&ograve; portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, cos&igrave; neanche voi se non rimanete in me. </strong><strong><sup>5</sup></strong><strong>Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perch&eacute; senza di me non potete far nulla. </strong><strong><sup>6</sup></strong><strong>Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano. </strong><strong><sup>7</sup></strong><strong>Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sar&agrave; fatto. </strong><strong><sup>8</sup></strong><strong>In questo &egrave; glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli.&raquo;</strong></p>

<p>La pagina odierna &egrave; tratta dai cosiddetti &ldquo;discorsi di addio&rdquo;, parole che il Risorto rivolge alla sua chiesa. Ges&ugrave; afferma: &ldquo;Io sono la vite vera e il Padre mio &egrave; l&rsquo;agricoltore, il vignaiolo&rdquo;. Per un ebreo credente la vite &egrave; una pianta familiare, che insieme al grano e all&rsquo;olivo contrassegna la terra di Israele, &egrave; la pianta coltivata da sempre nella terra di Palestina, simbolo di una vita sedentaria e di una cultura attestata, simbolo della vita abbondante e gioiosa. Proprio la vite era stata assunta dai profeti come immagine del popolo di Israele. Ges&ugrave;, rivelando di essere lui la vite vera si definisce l&rsquo;Israele autentico, piantato da Dio, dunque pretende di rappresentare in s&eacute; tutto il suo popolo, propriet&agrave; del Signore. Egli &egrave; la vite vera e Dio &ndash; chiamato da Ges&ugrave; con audacia &ldquo;Padre&rdquo; &ndash; &egrave; il vignaiolo, colui che la coltiva. Conosciamo bene la potatura necessaria affinch&eacute; la vite possa non disperdere la linfa e cos&igrave; produrre non fogliame, non tralci frondosi ma senza frutto: una vite deve dare grappoli formati e grandi, nutriti fino alla maturazione. Quando il contadino pota, allora la vite &ldquo;piange&rdquo; dove &egrave; tagliata, fino a quando la ferita guarisce e si cicatrizza. La potatura tanto necessaria &egrave; pur sempre un&rsquo;operazione dolorosa per la vite, e molti tralci sono tagliati e gettati fuori della vigna, si seccano e sono destinati al fuoco.</p>

<p>Ges&ugrave; non ha paura di dire che anche suo Padre, Dio, deve compiere tale potatura, che la vita che egli &egrave; deve essere mondata e che dunque deve sentire nel suo stesso corpo le ferite per i tralci tagliati e staccati da lui. &Egrave; la stessa parola di Dio che compie questa potatura, perch&eacute; essa &egrave; anche giudizio che separa. Per i discepoli di Ges&ugrave; c&rsquo;&egrave; la necessit&agrave; di rimanere tralci della vite che egli &egrave;, di rimanere in Ges&ugrave; (facendo rimanere in loro le sue parole) come lui rimane in loro. In questa parola di Ges&ugrave; ci viene inoltre ricordato che non spetta a nessuno potare, e dunque separare, staccare i tralci, se non a Dio, perch&eacute; solo lui lo pu&ograve; fare, non la chiesa, vigna del Signore, non i tralci. E non va dimenticato che, se anche la vigna a volte pu&ograve; diventare rigogliosa e lussureggiante, resta per&ograve; sempre esposta al rischio di fare fogliame e di non dare frutto. Assistiamo sovente a potature nella comunit&agrave; del Signore, conosciamo queste ore dolorose nelle quali possiamo dire che avviene una separazione e alcuni tralci non permangono pi&ugrave; attaccati alla vite ma, staccati da essa, finiscono per seccare e non far pi&ugrave; parte della vigna feconda e viva. Quando ci&ograve; avviene? Quando dei credenti in Cristo, innestati nella vite tramite il battesimo, non credono pi&ugrave; all&rsquo;amore e scelgono di vivere non nell&rsquo;amore ma nell&rsquo;inimicizia, nell&rsquo;idolatria di se stessi. Al termine della lettura di questa auto-proclamazione di Ges&ugrave; &ndash; &ldquo;Io sono la vite vera&rdquo; &ndash; non resta che confermare la nostra fede in lui, vivendo insieme a lui un&rsquo;unica vita e accettando per grazia, di dare in lui frutti abbondanti.</p>

<p class="rteright"><strong>Don Ivan Leto<br />
&nbsp;<br />
* Parroco di San Gordiano Martire in Civitavecchia&nbsp;<br />
Diocesi Civitavecchia-Tarquinia</strong></p>

<p class="rteright">&nbsp;</p>

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###