Santa Severa, spostato al 20 agosto ''Il lago dei Cigni''

SANTA SEVERA – Niente eventi nemmeno al Castello di Santa Severa questa sera. A causa delle condizioni meteo avverse, lo spettacolo "Il Lago dei Cigni" della Compagnia Nazionale Raffaele Paganini previsto per oggi, è stato posticipato al 20 agosto alle 21.30. Chi ha acquistato il biglietto potrà usarlo nella data del 20 senza alcuna sostituzione. 

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Maltempo, annullato il concerto alla Marina in programma questa sera

Niente eventi a Piazza della Vita questa sera. Il concerto di Guidolotti in programma proprio per questa sera è stato infatti annullato. La causa: le condizioni meteo avverse. "Il concerto in programma questa sera a piazza della Vita – si legge sul sito del Comune – facente parte del cartellone estivo degli eventi organizzati dal comune di Civitavecchia “La Vecchia Estate, sarà annullato per via delle condizioni meteo incerte e delle previsioni che non garantirebbero il regolare svolgimento della manifestazione in ottemperanza al rispetto delle norme di sicurezza a tutela di spettatori, artisti e staff".

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Sant’Agostino: disagi in paradiso

VIDEO TARQUINIA – Sant’Agostino, il ‘’piccolo paradiso’’ situato lungo la costa viterbese al confine con Civitavecchia, è ancora un lembo di terra dimenticato e privo di servizi. 
Grido d’allarme del comitato ‘’Le Villette’’ per voce del suo presidente Bruno Vannini, che chiede lo sblocco dei numerosi progetti predisposti dall’amministrazione Mencarini e non ancora realizzati. Progetti e iter ancora al palo – «nonostante la volontà politica di produrre migliorie» -, che di fatto ingessano lo sviluppo dell’area.
Le idee e le possibili soluzioni a diversi problemi giacciono sulle scrivanie degli uffici comunali, mentre gli oltre duecento proprietari delle case del borgo, e i tantissimi turisti e bagnanti (molti dei quali civitavecchiesi), sono costretti a far fronte ogni giorno ai numerosi disagi legati alla scarsa fruibilità di uno dei luoghi più belli del litorale.
Le criticità sono molteplici, dall’assenza di accessi pubblici a mare per bagnanti e mezzi, alla carenza assoluta di parcheggi. Per non parlare della mancanza di servizi per disabili e di pulizia approfondita delle spiagge. Oltre a strade ancora senza nome e numeri civici e l’inaccessibilità per i disabili.
Spiagge, pochi servizi, scarsa pulizia. “A Sant’Agostino da anni stiamo chiedendo i servizi primari, finora adempiuti solo in parte – spiega Vannini – La spiaggia è trattata in maniera non etica, con il rischio di andare incontro a carenze igieniche. Le normative regionali prevedono che in una spiaggia balneabile, specie con un centro urbano intorno, si effettui la pulizia giornalmente e questo viene fatto – dice Vannini – poi però prevede anche che, da luglio ad agosto, si passi almeno tre volte a settimana con i mezzi.  Dovrebbero essere previsti anche maggiori controlli per la sicurezza, perché la spiaggia è molto frequentata da bambini e famiglie: ma tutto ciò non avviene”. “In base  alla normativa regionale 19 del 2016 – afferma inoltre Vannini – si prevede poi  che sulle spiagge libere balneabili ci siano anche dei bagni pubblici; servizi igienici anche per portatori di handicap. Ma qui non c’è nulla” .
I privati e la pulizia della spiaggia all’attenzione della Finanza. C’è anche un caso finito all’attenzione della Guardia di Finanza. “I privati – segnala Vannini – hanno raschiato la spiaggia accumulando i rifiuti che poi sono stati accatastati su una duna. Abbiamo chiesto se c’era il permesso. Né il Comune né altri risulta abbiano rilasciato autorizzazioni. Ho denunciato il fatto su un verbale della finanza, ma ad oggi nessuno è venuto a vedere cosa sia stato lasciato lì sotto”. 
L’assenza di accessi a mare. “Nell’ultimo anno ci sono stati diversi contatti con il Comune di Tarquinia, per quanto riguarda la pulizia della spiaggia, importantissima per noi, purtroppo però non abbiamo gli accessi a mare, un altro grave problema. – spiega Vannini – Non abbiamo cioè un passaggio alla spiaggia adeguato ai mezzi di pulizia. Questo problema risale agli anni ’70. Il Comune di Tarquinia all’epoca aveva identificato anche dove doveva essere realizzato il passaggio a mare. Con il via alla lottizzazione questo passaggio è stato chiuso dai privati, così ora il Comune si trova in difficoltà ad effettuare la pulizia della spiaggia e l’unica possibilità ad oggi è quella di far passare il mezzo dal varco del vicino stabilimento balneare”.  L’unico accesso al mare, nella zona delle villette, è quindi ancora oggi un passaggio stretto e ripido con scalini irregolari e senza appoggi. Un passaggio molto difficoltoso: per anziani e disabili quasi improponibile. “La spiaggia è esclusivamente frequentata da famiglie, bambini e anziani quindi urge un passaggio idoneo. – afferma Vannini – Passare dallo stabilimento significa passare su un’area privata e non pubblica, quindi non può essere considerata una soluzione. Il Comune ha intimato i gestori di lasciare aperto il varco, 24 ore su 24, ma ciò non avviene perché la chiave è nella disponibilità della ditta delle pulizie. Così nei fatti  non è garantita la fruibilità ai portatori d’handicap; e l’area è irraggiungibile per un’ambulanza che dovesse avere bisogno di accedere dopo le 19,30 perché il cancello è chiuso. Noi vogliamo che venga aperto un varco pubblico, come previsto nella lottizzazione. Abbiamo l’identificazione del passo, inserito nell’ordinanza comunale del  ’77”.
Strade e numeri civici. “Un’altra situazione da segnalare è l’assenza dei numeri civici – spiega il presidente del comitato Le Villette – Il Comune si sta interessando, ma la procedura non va avanti. Per noi si tratta di un aspetto molto importante perché attraverso i numeri civici si identificano le case e ciò consente un maggiore ordine pubblico. Alcune vie non sono ancora nominate e non si sa nemmeno se siano private o pubbliche. Ad esempio c’è via Ugo Neri chiamata così da alcuni residenti, ma non è accatastata e non risulta al Comune. Noi abbiamo chiesto di cambiare la denominazione della via principale con la dicitura: via Fontanella di Sant’Agostino perché nel 1300 qui esisteva un agglomerato agostiniano frequentato dai fedeli e si credeva che l’acqua che proveniva da una sorgente vicina fosse miracolosa. Chiediamo pertanto una denominazione della strada che sia significativa”. 
Niente servizi per i disabili. Sant’Agostino è off limits per i disabili. Emblematico il caso del signor Dino Rizzo: “Io non ho la possibilità di scendere in spiaggia da solo: non mi hanno infatti messo il corrimano che ho richiesto. Sono affetto da parecchi mali: polineuropatia agli arti inferiori, Parkinson e cardiopatia. Per arrivare al mare sono costretto a chiedere aiuto agli amici e diverse volte sono anche caduto. E non solo. Ho chiesto un parcheggio garantito sotto casa, con un apposito stallo per disabili, ma non ho avuto la possibilità di vederlo realizzato. Ho un verbale della commissione medica che attesta l’invalidità al 100% ma ancora io questo stallo non sono riuscito ad averlo. Così una mattina ho deciso di disegnarmelo da solo sull’asfalto, ma chiaramente non essendo valido nessuno lo rispetta. In tutta la zona di Sant’Agostino non esiste uno stallo per invalidi”. Ed ancora: “La mia strada è senza luce, senza numero civico e senza nome. Dieci giorni fa ho dovuto chiamare l’ambulanza perché non  mi sentivo bene e ha impiegato diverso tempo per capire dove doveva arrivare; fortunatamente i miei amici sono usciti in strada a dare indicazioni”. 
Le priorità per i proprietari delle case. Precisa la segnalazione di una donna, Adalgisa Maria Caliendi: “Sant’Agostino è una piccola insenatura incantevole tra Civitavecchia e Tarquinia, apprezzabile dal punto di vista naturalistico e paesaggistico con cui ho un legame affettivo trasmesso nel tempo a figli e nipoti, ma qui ci sono tanti problemi irrisolti che si trascinano negli anni. Il primo è la mancanza di passaggi a mare pubblici e fruibili agevolmente da persone e mezzi di soccorso; poi la lista è lunga: carenza di parcheggi; scarsa pulizia della spiaggia e della strada; acqua che spesso scarseggia; eccessiva presenza di persone rispetto alla ricettività che offre il tratto di arenile; assenza di controllo delle forze dell’ordine sulla spiaggia stessa e sulle attività permesse e praticate. Non uniformità nel far rispettare leggi e decreti da parte degli enti preposti quali Comune, Guardia di finanza e Guardia costiera. Non c’è sinergia tra gli organi di controllo”.
Niente parcheggi. “Il fine settimana la località di Sant’Agostino si riempie in ogni angolo – segnala Vannini – ma non ci sono parcheggi. Noi abbiamo una strada catalogata a doppio senso ma non c’è adeguato spazio, poiché non essendo nell’area presenti dei parcheggi, i turisti sostano lungo la carreggiata e si creano veri e propri ingorghi che rendono impossibile anche il passaggio alle ambulanze. Chiediamo con urgenza la realizzazione di parcheggi, soprattutto per i proprietari delle case. Anche su questo, la politica comunale si è attivata, però poi gli uffici competenti sembrano  non riuscire ad identificare il luogo dove poter realizzare questi benedetti parcheggi”.
Gli uffici comunali. “La nuova amministrazione come programma ha inserito interventi su Sant’Agostino ma i risultati si allungano – conclude Vannini – Sindaco e assessori, immediatamente dopo l’insediamento, si sono attivati: il problema sembra essere legato ai vari settori amministrativi comunali e non sappiamo il perché. L’attuale amministrazione Mencarini dal punto di vista politico è stata molto attenta al problema della zona, lo stop ai progetti sembra arrivare dai responsabili dei vari settori. Ci auguriamo che questi puntelli vengano rimossi così da trasformare finalmente Sant’Agostino in un luogo di sogno, quale è e merita di essere”.

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Ladispoli, arrivano i cestini per la differenziata ma gli incivili restano

LADISPOLI – Niente da fare a Ladispoli. Alcune "vecchie" abitudini non tendono affatto a sparire, nonostante la buona volontà degli amministratori comunali. Da tempo i cittadini lamentavano la presenza di cestini per la raccolta differenziata sul lungomare e in altri punti strategici, come ad esempio i giardini pubblici. Un appello che alla fine ha trovato ascolto tra gli amministratori di palazzo Falcone. I cestini già nei giorni scorsi sono iniziati ad apparire. Prima proprio sul lungomare in prossimità delle spiagge maggiormente frequentate dai bagnanti, come gli arenili liberi di via San Remo, poi lungo viale Italia dove i cestini dell'indifferenziata sono stati sostituiti con i nuovi per la differenziata. Ma nonostante questo, c'è chi continua a ostinarsi a gettare i propri rifiuti per terra. Come accade nei giardini pubblici di via Claudia. I nuovi secchi della differenziata sono stati ideati e pensati per evitare che al loro interno potessero essere conferite buste di indifferenziato, come successo fino a pochissimi giorni fa. E così, ora quegli stessi sacchi ora vengono abbandonati lungo i giardinetti, ironia della sorte, anche nei pressi dei nuovi cestini. Segno che certe abitudini, negative ovviamente, difficilmente tramontano da un giorno all'altro. Segno di inciviltà da parte di ancora oggi di differenziare proprio non ne vuole sapere, danneggiando così anche quei cittadini che ormai da anni si impegnano nella raccolta porta a porta, smistano correttamente i propri rifiuti e vorrebbero vedere una città più pulita. Da qui l'appello più volte lanciato di incrementare i pattugliamenti nelle zone più a "rischio", anche con uomini della Polizia locale magari in borghese, che possano beccare sul fatto l'incivile e sanzionarlo pesantemente nella speranza che almeno alla vista di una multa salata il comportamento incivile si trasformi in civiltà e rispetto delle regole.

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Ladispoli, strage di auto sul lungomare

Andare a fare jogging, o rilassarsi sulla spiaggia per una agognata e meritata tintarella e tornare scoprendo che l’auto è stata scassinata. Non c’è un solo caso a Ladispoli, ben due in pochi giorni sulla ciclabile di Palo in via Corrado Melone, e anche altri simili episodi sul lungomare di Marina San Nicola, frazione balneare rinomata. Un incubo per gli automobilisti. “Il tempo di andare a fare una corsetta, poco più di mezz’ora, poi sono tornata indietro e purtroppo i vetri della mia macchina erano stati sfondati”, è il commento amaro di una delle vittime che ha subito il furto della borsetta. Non solo auto. I malviventi a Ladispoli hanno preso di mira anche le biciclette. Sempre più persone segnalano il furto della propria due ruote che era stata magari legata anche con una catena. Niente, i balordi non si fermano e ci impiegano pochi secondi per sbarazzarsi dell’incomodo e portarsi via la bici come se nulla fosse. Nelle scorse settimane era tornata in azione anche la banda delle gomme, aspettando cioè che i clienti dei vari supermercati della città uscissero con la spesa trovando il pneumatico bucato. Un diversivo per rubare abilmente portafogli e cellulare o la borsa, comunque tutto lasciato incustodito sul sedile dell’auto. Casi registrati nel parcheggio della Conad di viale Europa e dell'Eurospin di via Palo Laziale. Varie indagini sulle quali stanno lavorando i carabinieri della stazione di Ladispoli, coordinati dalla compagnia di Civitavecchia. Così come stanno indagando su uno degli ultimi raid avvenuto sulla via Aurelia all’ingresso nord quando i rapinatori, di notte, sono entrati nel bar di un distributore di benzina saccheggiando la cassa e portando via l’incasso. Ci sarebbero le telecamere ad aver ripreso la scena o comunque frammenti della rapina che ha riacceso i fari inevitabilmente sulla sicurezza a Ladispoli, dopo i tantissimi furti nelle periferie durante il periodo invernale.

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Vertenza Cfft: il tavolo prosegue a Molo Vespucci

CIVITAVECCHIA – È stata una lunga discussione, quella di ieri sera, in Regione per affrontare la vertenza legata alla scarico dei container all’interno del porto e, in particolare, per trovare una soluzione alla movimentazione di quelli destinati al terminal agroalimentare che, su disposizione di Molo Vespucci, dal 15 settembre dovranno arrivare alla banchina 25 ed essere poi trasferiti al terminal di Cfft. Niente più collegamento diretto come impone l’ordinanza firmata dal presidente Francesco Maria di Majo, presente ieri alla riunione. 

Ampio il dibattito, con le parti che hanno argomentato le proprie ragioni. Presenti anche i sindacati, con la Filt Cgil che aveva proprio richiesto il tavolo, ed il Pincio, con il sindaco Cozzolino ed il delegato Fortunato. 

La riunione è stata aggiornata a questa mattina a Molo Vespucci, con Adsp, Cfft e Rtc che cercheranno una soluzione per evitare che il porto possa perdere traffici – Chiquita ha già minacciato di lasciare lo scalo – è posti di lavoro in un momento piuttosto delicato per il porto. ( SEGUE) 

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Pd Tarquinia: ''In maggioranza nervosismo, imbarazzo e misteriose assenze''

TARQUINIA – Sembrava un consiglio comunale destinato a passare in sordina, nonostante l’arringa del consigliere comunale d’opposizione del Pd Sandro Celli che ha continuato ad attaccare l’amministrazione Mencarini a 360 gradi. E invece gli uomini del Partito democratico continuano ad attaccare la giunta. A prendere la parola, stavolta, è la segreteria del partito.

«L’amministrazione Mencarini non delude mai le aspettative .- tuona il Pd – Continua ad applicare la regola del silenzio, del lavorio sotto traccia, della mancanza di trasparenza dei propri processi decisionali, che questo andazzo rende inspiegabili ai cittadini. Nella seduta consiliare del 31 luglio, convocata alle 10 del mattino, la maggioranza si è presentata ridotta in otto, a discutere quegli aggiustamenti del bilancio che pure hanno un’importanza vitale, se è vero, com’è vero, che descrivono in modo fin troppo eloquente, il criterio con cui i soldi dei contribuenti saranno impiegati». «Il dato politico imbarazzante – prosegue la segreteria del Pd – oltre che gli assenteisti, è che il presidente del consiglio che già nella scorsa seduta aveva abbandonato anzitempo, in modo del tutto irrituale l’aula, stavolta non si presenta per niente.

Un’assenza “strategica” dovuta a conflitti interni alla maggioranza e a spaccature politiche che mentre all’Università Agraria oramai esplodono in modo esplicito e clamoroso, in Comune si cerca ancora disperatamente di nascondere? Molti osservatori politici ritengono che questo sia il motivo, ma l’altro dato preoccupante, che appare chiaro, è il nervosismo dei componenti dell’amministrazione che insultano i consiglieri di opposizione che si permettono di entrare nel merito delle loro scelte con osservazioni di carattere squisitamente politico».

«Nervosismo, imbarazzo e “misteriose assenze” che si vorrebbero compensare, destinando denaro a casaccio, per finanziare festicciole ed eventi che fanno somigliare sempre più la Giunta Mencarini all’orchestrina del Titanic, – conclude la segreteria del Partito democratico – che continuava imperterrita a suonare mentre la nave colava a picco. Imbarazzo che si tenta di nascondere e questo è ancora peggio, incolpando gli uffici, ad esempio, per la mancata convocazione del consigliere Riglietti nella commissione di competenza, quando anche le sedie sanno che le comunicazioni inerenti alle convocazioni le firma il presidente di Commissione, (che nel caso di specie, è il consigliere Olmi). Come dicevamo, il caos che i cittadini oramai si aspettano da costoro, che appunto, non deludono mai le aspettative».

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Incendio Bertini, slittano gli accertamenti dei Vigili del fuoco

CIVITAVECCHIA – Niente di certo ancora. Nessuna elemento che possa far escludere una pista e preferirne altre. Gli inquirenti sono al lavoro, impegnati a 360 gradi per risalire alle cause del vasto incendio all’Autodemolizioni Bertini che si è sviluppato martedì mattina, svegliando la città con una densa colonna di fumo nero. Slittano alla prossima settimana gli accertamenti da parte Nucleo Investigativo Antincendi dei Vigili del Fuoco, inizialmente previsti per ieri mattina. La squadra sarà in città lunedì mattina per ulteriori verifiche tecniche sul posto: questo significa che l’area rimarrà sottoposta a sequestro ancora pier qualche giorno, proprioi per consentire lo svolgersi delle attività investigative. Il titolare della società auspica che si possa al più presto tornare al lavoro, anche per non crerare ulteriori problemi ai circa 35 lavoratori impegnati nel centro. Nel frattempo la Polizia, su delega del sostituto procuratore Federica Materazzo, sta battendo ogni pista per cercare di capire cosa sia realmente accaduto quella mattina. Al vaglio degli inquirenti soprattutto le immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza non solo dell’Autodemolizioni, ma anche degli altri insediamenti produttivi presenti nella zona, per verificare la presenza o meno di cose, persone o movimenti sospetti. In commissariato, poi, sono state già ascoltate diverse persone, proprio per avere un’idea chiara della vicenda.

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Bertini: acquisiti documenti ed immagini

CIVITAVECCHIA – Ancora fuoco in zona industriale. Ieri mattina i Vigili del fuoco sono intervenuti per spegnere due piccoli focolai che si sono riattivati all’interno del l’Autodemolizioni Bertini, nell’area posta sotto sequestro dalla magistratura a seguito del grosso incendio che si è sviluppato martedì mattina. Sul posto anche la Polizia che si sta occupando delle indagini che, intanto, proseguono a 360 gradi, nonostante sia stato lo stesso sindaco Antonio Cozzolino a evidenziare che l’ipotesi di un incendio doloso sia quella più accreditata. Gli inquirenti non si sbilanciano e attendono quantomeno gli accertamenti dei Vigili del fuoco che dovrebbero essere effettuati questa mattina. Il fuoco è stato spento nonostante la guardia rimanga alta nell’eventualità di nuovi focolai. Al momento l’area rimane sequestrata e la polizia ha acquisito la documentazione per il funzionamento dell’attività e quella relativa alla sicurezza dei dipendenti e pare sia tutto in regola. Inoltre continua l’acquisizione dei filmati anche delle attività vicine, nonostante manchino ancora alcuni orari. Troppo presto secondo gli inquirenti per rimanere su una sola pista. 
Le indagini della Polizia, affiancata dal Nucleo investigativo Antincendi dei Vigili del Fuoco, vanno avanti, gli agenti coordinati dal dirigente del commissariato di viale della Vittoria Nicola Regna sono al lavoro su filmati e documentazioni alla ricerca di indizi che possano fare chiarezza sui motivi del rogo di martedì mattina. Secondo le prime ricostruzioni intorno alle 5 di martedì alcuni dipendenti erano in cantiere dove pare abbiano caricato i camion per poi allontanarsi. Gli uffici avrebbero aperto alle 9. L’allarme è scattato poco dopo le 7 quando le fiamme hanno iniziato a rafforzarsi. Per quanto riguarda l’allarme di ieri mattina si sarebbe trattato semplicemente di una ripresa di fumi, niente di cui preoccuparsi, ma l’allerta rimane e i Vigili de fuoco restano pronti ad intervenire per evitare qualsiasi possibile complicazione. 
L’area al momento resta sottoposta a sequestro come disposto dal sostituto procuratore Federica Materazzo. Il legale dei proprietari del centro demolizioni Lorenzo Mereu ha dichiarato: «Confidiamo della rapidità delle indagini e l’azienda – ha sottolineato – spera di poter riaprire quanto prima per salvaguardare il lavoro di 34 dipendenti».

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Moscherini: ''Certi dirigenti bloccano la macchina amministrativa''

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TARQUINIA – Un super manager che controlli il funzionamento della macchina amministrativa del Comune di Tarquinia, «perché ci sono tecnici e dirigenti che stanno creando disastri e che devono essere rimossi da quegli uffici».
Il consigliere del ‘’Cantiere della nuova politica’’, Gianni Moscherini, punta il dito contro l’operato di alcuni uffici comunali che «non riescono a produrre risultati e soluzioni ai tanti problemi». Moscherini  propone la loro rimozione dagli incarichi di responsabilità, di fronte all’evidenza dei fatti.
«Stiamo giocando con il fuoco – tuona Moscherini –  perché le cose che non vanno avanti sono tutte. E non per colpa del sindaco, ma perché bisognerebbe che la maggioranza facesse una riflessione seria sul funzionamento della macchina comunale e che decidesse in fretta sugli aggiustamenti che vanno attuati». 
Dopo un passaggio contro la politica fallimentare dell’ex sindaco Mazzola, Moscherini elenca tutte le maggiori questioni, da anni rimaste ingessate «anche per l’incompetenza degli uffici che avrebbero dovuto produrre soluzioni». 
Il caso San Giorgio. “L’amministrazione Mazzola – spiega Moscherini –  ha avuto 10 anni di tempo per risolvere e inquadrare bene la vicenda San Giorgio; e invece cosa ha fatto?  Nulla. Adesso che io, come ‘’Cantiere della nuova politica’’ provo a proporre un metodo tecnico-amministrativo che ci porti a risolvere definitivamente l’anomalia di San Giorgio, dandogli subito un nome accattivante come la ‘’Città giardino’’, Mazzola che fa? Subito mette il paletto sul no all’utilizzo della legge 28/80. I politici che non vogliono l’utilizzo della 28/80 devono spiegare il perché. Ma soprattutto ce lo devono spiegare meglio i tecnici. Perché i tecnici ci devono dire come mai gli ultimi dieci anni non hanno fatto nulla per affrontare il problema San Giorgio e chi è che non gli ha fatto fare nulla. Perché delle due l’una: se non hanno fatto niente perché i politici del momento li hanno obbligati a comportarsi in quel modo, devono dire chi sono stati e perché glielo hanno chiesto; se  invece non hanno eseguito ordini di politici, ma non hanno nemmeno  fatto nulla per risolvere i problemi, bisogna allora prenderne atto e se ne vadano, o perlomeno vengano spostati in altro settore. Perché nella vicenda San Giorgio questi dirigenti e questi tecnici hanno dimostrato di essere pericolosi e fallimentari”. 
L’inagibilità dell’ Avad. Sulla struttura per disabili al Lido siamo al paradosso. “Il comportamento negativo ed arbitrario degli uffici – commenta Moscherini –  contro una struttura che si cura e si occupa del mondo dei disabili è da vergogna. Si devono vergognare per quanto stanno facendo all’Avad. Noi come ‘’Cantiere della nuova politica’’ abbiamo proposto di sviluppare in quell’area delle spiagge idonee ai portatori di handicap. Abbiamo già una struttura sul mare e invece di studiare il modo giusto per svilupparla,  cosa si fa? Si inventano l’inagibilità. Questa inagibilità pare essere legata ad un ascensore. Ancora oggi, nonostante i gestori dell’Avad abbiano presentato carte e documenti, nessuna soluzione è stata prodotta. Ma la struttura è proprietà pubblica, è infatti della Provincia. Basta fare una telefonata tra burocrati per risolvere il problema. Invece fanno solo lettere che creano problemi a chi gestisce”. 
La variante di Brizi. “Sono andato alla riunione della commissione – spiega Moscherini – e il responsabile dell’urbanistica dice che c’è una richiesta di un ulteriore cambio di destinazione d’uso. Cosa viene fuori? Che il cambio era già stato chiesto  un anno fa dalla struttura che soffre della presenza dell’autostrada fatta in  questo modo per grave responsabilità dell’amministrazione Mazzola. Anche qui, i tecnici dell’urbanistica che genere di rapporti hanno avuto con quelli che facevano l’autostrada? L’albergo Brizi che aveva inserito tra suoi obiettivi quello di intercettare i crocieristi del vicino porto di Civitavecchia  si è  ritrovato con la quasi fine dell’attività. A questo aggiungiamo che anche il mondo dei camionisti è stato penalizzato dal mancato accesso immediato all’area. Ora Brizi chiede una variante per realizzare una struttura per gli anziani e per diminuire i posti letto ci viene detto che si deve rifare la pratica da capo perché la variante sostanziale. Assurdo gestire le cose in questo modo”.
Il caso Dezi. Il blocco dell’apertura di un ristorante un ennesimo caso portato sul tavolo da Moscherini. “I due ragazzi che hanno aperto il bar e dovevano aprire il ristorante sono stati bloccati dall’ufficio urbanistica che ha trovato il modo di non farli aprire. Sono andati avanti al punto da portarli in tribunale. Ora dopo un anno e mezzo di diatriba viene fuori che avevano ragione proprio questi ragazzi. Ora mi domando: ma si può continuare lavorare con un ufficio del genere?”. 
Il Pai. “Nei documenti programmatici di tutti i candidati,  in campagna elettorale, – ricorda il consigliere –  su due cose sembravano tutti d’accordo risolvere San Giorgio, e adesso invece siamo da capo a dodici, ed eliminare il Pai. Tutti dicevano di sopprimerlo. Sono già passati tredici mesi, ma ancora nessuno ha affrontato il tema”.
Le palestre. Sulla gestione e l’affidamento delle palestre comunali  Moscherini chiede a gran voce “un censimento del patrimonio comunale e dell’Agraria affinche si proceda con il controllo, non solo della proprietà in quanto tale ma di quanto pagano i concessionari”. «Perché – dice Moscherini – chi vuole fare un imprenditore dello sport lo deve fare con i soldi propri. Fare un controllo significa anche verificare se si sono fatte le gare quando si dovevano fare”.
Talete. Altro  esempio di gestione fallimentare di anni di Mazzola per Moscherini è l’affidamento della gestione dell’idrico a Talete. “Un cittadino pagava l’acqua per la sua struttura 700 euro l’anno, poi è arrivata Talete ed ora paga 600 euro ogni tre mesi. Ma questo è normale?” 
Rifiuti e il bando che non c’è. “Che fine ha fatto il bando per la gestione dell’immondizia? – domanda Moscherini – Perché non si riesce ancora ad elaboralo? L’ex assessore Celli, ad esempio, ci faccia il conto di quanti soldi ha fatto pagare in più ai cittadini. La verità è che ha aumentato i costi”.
Il capannone Bricofer. Sulle presunte irregolarità nel capannone della Bricofer recentemente aperto Moscherini chiede chiarezza. “Se è vero, e così è, che Bricofer ha avuto un’autorizzazione ad aprire, pur sapendo gli uffici che c’era una grossa irregolarità edilizia che non sarebbe di semplice importanza attestata anche dallo scambio di lettere tra uffici e da un sopralluogo dei vigili urbani che avrebbero poi consegnato la loro relazione del caso,  perché su questa storia non è stata ancora fatta chiarezza?”. “Già è stato fatto  l’errore di aver fatto aprire un’attività identica a quella esistente a poca distanza – rimarca il consigliere Moscherini –  poi si scopre che non si poteva nemmeno aprire?. Il funzionamento degli uffici è fondamentale per rispondere ai servizi che si danno ai cittadini. Se la macchina comunale funziona male bisogna cambiare. A qualcuno va cambiato il posto perché non si può stare in queste condizioni a continuare a fare danni. Non è una questione personale o di pregiudizio, ma bisogna lavorare e dare risposte concrete. Mazzola su tutto questo si stia zitto che è meglio. Se riflettesse sulle numerose malefatte per un mesetto non sarebbe male”.
Mazzola. L’affondo su Mazzola non è da poco: “Basta con i soloni del passato, bisogna voltare pagina. Il caro ex sindaco se pensa che possa condizionare quelli della maggioranza, vedi l’appello a Catini e Serafini, e a quelli dell’opposizione citati come dormienti, si sbaglia di grosso. Ha già ricevuto una pedata nel sedere dai cittadini di Tarquinia quando si è candidato a consigliere comunale. La seconda pedata nel sedere l’ha avuta come consigliere regionale quando i cittadini della sua provincia non lo hanno votato”.
Il pasticcio Duomo Gpa srl. Dulcis in fundo l’interrogazione di Moscherini, per il momento caduta nel vuoto, sulla società Duomo. Moscherini attende ancora di sapere “se il dichiarato stato di insolvenza della società concessionaria abbia comportato o meno la mancata corresponsione, all’erario comunale, di somme da questa riscosse a titolo di Tosap, imposta sulle partecipate e pubblicità ed altro, e nel caso affermativo il loro esatto ammontare”. Quindi domanda Moscherini “quali specifiche sollecite misure intende assumere il Comune a tutela dei diritti e degli interessi dell’ente”. “Domando se si ritiene necessario ed opportuno ristorare direttamente i cittadini danneggiati dagli eventi tenuto conto che costoro in perfetta buona fede e su perentorie indicazioni dei competenti uffici comunali hanno corrisposto alla ditta concessionaria importi non dovuti ma versati, nella migliore delle ipotesi o tuttora da versare nelle casse comunali”. Questa interrogazione, risalente al 28 giugno, ricorda Moscherini, non è stata portata in consiglio.  Nelle premesse dell’interrogazione si ricorda che la società è stata richiamata in un’inchiesta giornalistica di Panorama e si ricorda anche l’interrogazione dell’allora consigliere Alfio Meraviglia al sindaco Mazzola circa le ragioni e le esigenze alla base dell’affidamento dei servizi alla Duomo gpa srl “stante l’esistenza di un intero settore dell’ente che è quello dei tributi delle entrate extra tributarie e se era a conoscenza dei rilievi sollevati da Panorama”.

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