Buste paga gonfiate e lavoro nero: si rischia l’estorsione e l’autoriciclaggio

Risponde di estorsione ed autoriciclaggio il datore di lavoro che finge di retribuire di più alcuni lavoratori per pagare in…

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Traffico da «bollino nero»: tre ore di attesa a Reggio Calabria per l’imbarco in Sicilia

Chiuso per emergenza lo svincolo autostradale di Villa San Giovanni. L’Anas distribuisce acqua agli automobilisti fermi sotto il sole. Pochi disagi invece al nodo di Bologna dove lunedì è crollata parte di un viadotto

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Porto: esodo di Ferragosto da bollino nero

CIVITAVECCHIA – Un lungo weekend da bollino nero quello che interesserà il porto, fino a domani. L’esodo di Ferragosto segnerà lunghe file, gran lavoro ed un alto livello di sicurezza all’interno dello scalo. Tra la giornata di ieri e quella di domani si registreranno circa 70mila passeggeri in transito, tra partenze ed arrivi. Le Autostrade del Mare sono prese d’assalto in questi giorni per la settimana di vacanza per eccellenza, quella appunto a cavallo del 15 agosto. Migliaia le persone dirette a Cagliari, Porto Torres, Olbia, Barcellona, Palermo e Tunisi. 

Per quanto riguarda la compagnia Grimaldi saranno 5500 i passeggeri in partenza, con 2400 auto al seguito. Sono 3500 invece quelli che si imbarcheranno su Gnv con 1220 auto. Tirrenia conterà la presenza, in partenza, di 21mila passeggeri e 6400 auto al seguito. A questi dovranno aggiungersi i passeggeri senza prenotazione e quelli che invece faranno scalo al porto cittadino. 
Per quanto riguarda le crociere, saranno 11 le navi presenti a Civitavecchia in questi tre giorni, per un totale di 36mila passeggeri.

Un boom di passeggeri che si traduce in un intenso lavoro per tutti gli operatori portuali, impegnati nelle diverse attività a supporto. Così come per forze dell’ordine e di Polizia che devono garantire la massima sicurezza. Il livello è alto, come si vede anche dalle file che si allungano proprio per i controlli da parte della Polizia di frontiera così come della Capitaneria di porto, Gdf, carabinieri e singole compagnie.    

Fino a qualche anno fa era più semplice partire: bastava avere biglietto e documento e si poteva raggiungere il porto anche con poco anticipo, a differenza di oggi, con controlli più intensi e verifiche per contrastare illegalità e terrorismo.
E poi, se non si hanno i documenti, il rischio concreto è di restare a terra, perdendo anche il biglietto, perché anche le compagnie di navigazione sono molto rigide su questo punto. Soprattutto i minori, anche se accompagnati dai genitori, devono avere un documento di riconoscimento: non valgono, in questo senso, codici fiscali e tessere sanitarie. 

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Vaccini: scoppia la polemica nel M5S

ROMA – Scoppia la polemica sul tema vaccini all’interno del Movimento Cinque Stelle laziale. Ad innescarla un post del consigliere regionale, collega di Devid Porrello, Stefano Barillari. Nel post Barillari teorizzava la supremazia della politica sulla scienza, giustificando così il dubbio sulla validità dei vaccini.

“Allora ve lo dico chiaramente – dice Barillari -. La politica viene prima della scienza. I politici devono ascoltare la scienza, collaborare, non farsi ordinare dalla scienza cosa è giusto e cosa è sbagliato, accettando le parole della scienza mainstream come dogmi religiosi. Perché la scienza DEVE ESSERE DEMOCRATICA, e quindi deve ascoltare tutti… compresi ricercatori e scienziati, che con dati alla mano, contestano il dogma ufficiale”.

Sul tema naturalmente sono intervenuti politici di ogni schieramento e lo stesso post è stato commentato e criticato da centinaia di migliaia di persone.

Alla fine è arrivato il distinguo del Movimento Cinque Stelle regionale sul tema: “Il Movimento 5 Stelle prende totalmente le distanze dalle dichiarazioni del consigliere regionale del Lazio Davide Barillari – ha scritto il Movimento in un comunicato stampa. – La linea del Movimento sui vaccini è quella messa nero su bianco nel contratto di governo votato dagli iscritti e portata avanti dal ministro della Salute Giulia Grillo”.

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Incendio Bertini, Nucleo investigativo dei Vigili del fuoco al lavoro

CIVITAVECCHIA – Nucleo speciale dei Vigili del fuoco al lavoro presso l’autodemolizioni Bertini. Proseguono gli accertamenti amministrativi e le indagini a 360 gradi per accertare le cause dell’incendio che si è sviluppato martedì mattina. Ieri la squadra tecnica dei pompieri ha iniziato il lavoro a supporto della Polizia che si sta occupando del caso su delega del sostituto procuratore Federica Materazzo. Intanto è stato acquisito l’hard disk dell’impianto di videosorveglianza del centro autodemolizioni.

La pista dell’incendio doloso sembra la più accreditata e gli inquirenti sono al lavoro da giorni proprio sulle immagini della videosorveglianza, anche degli altri insediamenti produttivi della zona, probabilmente nel tentativo di individuare eventuali responsabili per le fiamme che alle 7 di martedì mattina hanno lambito il piazzale dell’autodemolizioni Bertini svegliando Civitavecchia con una densa colonna di fumo nero. Il legale dei proprietari dell’attività, Lorenzo Mereu, ha presentato un’istanza di dissequestro almeno parziale – lasciando sigillata l’area interessata dall’incendio – in modo che possano riprendere le attività del centro. L’obiettivo degli inquirenti è proprio quello di liberare la zona ma è necessario che il lavoro di indagine sia scrupoloso ed eseguito nel dettaglio. I tempi sembrano allungarsi. Nei giorni scorsi molte immagini della videosorveglianza erano state acquisite ma mancavano determinati orari.    

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Incendio Bertini, slittano gli accertamenti dei Vigili del fuoco

CIVITAVECCHIA – Niente di certo ancora. Nessuna elemento che possa far escludere una pista e preferirne altre. Gli inquirenti sono al lavoro, impegnati a 360 gradi per risalire alle cause del vasto incendio all’Autodemolizioni Bertini che si è sviluppato martedì mattina, svegliando la città con una densa colonna di fumo nero. Slittano alla prossima settimana gli accertamenti da parte Nucleo Investigativo Antincendi dei Vigili del Fuoco, inizialmente previsti per ieri mattina. La squadra sarà in città lunedì mattina per ulteriori verifiche tecniche sul posto: questo significa che l’area rimarrà sottoposta a sequestro ancora pier qualche giorno, proprioi per consentire lo svolgersi delle attività investigative. Il titolare della società auspica che si possa al più presto tornare al lavoro, anche per non crerare ulteriori problemi ai circa 35 lavoratori impegnati nel centro. Nel frattempo la Polizia, su delega del sostituto procuratore Federica Materazzo, sta battendo ogni pista per cercare di capire cosa sia realmente accaduto quella mattina. Al vaglio degli inquirenti soprattutto le immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza non solo dell’Autodemolizioni, ma anche degli altri insediamenti produttivi presenti nella zona, per verificare la presenza o meno di cose, persone o movimenti sospetti. In commissariato, poi, sono state già ascoltate diverse persone, proprio per avere un’idea chiara della vicenda.

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Caldo: 11 città da bollino rosso. Esodo: traffico da bollino nero

L’ondata di calore non si arresta: nella penisola iberica si potrebbe battere il record europeo di 48 gradi (Atene 1977). Ozono: il doppio dei limiti in Pianura padana

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Probabile l'origine dolosa dell'incendio

CIVITAVECCHIA – Una densa colonna di fumo nero visibile in tutta la città. Odore acre. Sirene. Così si è svegliata ieri mattina Civitavecchia. Poco dopo le sette si è infatti sviluppato un grosso incendio in zona industriale, all’interno del centro recupero rottami e demolizioni fratelli Bertini, in via Busnengo. La Procura ha aperto un fascicolo per chiarirne l’origine, con le indagini affidate agli uomini del dirigente del commissariato di Polizia Nicola Regna. Occorrerà attendere i risultati e le relazioni prodotte dai Vigili del fuoco per avere una certezza su quanto accaduto anche se tutto lascia presupporre si possa trattare di un incendio doloso. Anche il sindaco Antonio Cozzolino, intervenuto sul posto, ha avallato questa tesi: «Probabilmente qualcuno – ha dichiarato ieri – ha tirato un innesco dalla strada». E questo bisognerà fare chiarezza. Fondamentali saranno anche le immagini delle telecamere di videosorveglianza delle diverse attività che insistono in quella zona e già al vaglio degli inquirenti.

LA CRONACA – L’incendio è partito da alcuni container contenenti autoveicoli demoliti e pronti per il trasporto via mare. Fiamme altissime e fumo nero hanno preoccupato chi lavora nella zona e gli stessi cittadini. Subito sul posto squadre dei Vigili del fuoco della caserma Bonifazi (tre automezzi in totale, con autobotte ed autoscala), gli agenti del commissariato di Polizia, quelli della Polizia locale e i carabinieri. Presente anche il sostituto procuratore Federica Materazzo, sul luogo dell’incendio per acquisire le prime informazioni. In ausilio anche i vigili del fuoco di Cerveteri, un automezzo per il trasporto di autoprotettori, i volontari della Protezione civile di Civitavecchia, i gruppi comunali di Tarquinia e di Allumiere, Esercito, tutti con cisterne per rifornire quelle dei Vigili del fuoco. Anche la ditta Guerrucci ha inviato sul posto una cisterna da 12 mila litri. 
Inizialmente era stato richiesto l’intervento di un elicottero anche se poi il comando provinciale dei Vigili del fuoco ha deciso di non far intervenire mezzi aerei. Sul posto anche una squadra dal Nomentano di Roma fornita di liquido schiumogeno, oltre al nucleo Nbcr (nucleare, biologico, chimico e radiologico). Per velocizzare le operazioni di soccorso si è deciso di far rifornire gli automezzi in banchina dalla motobarca dei Vigili del fuoco VFR12. Allertate anche Prefettura e Protezione civile regionale. In fiamme pneumatici e, a quanto pare, dell’olio contenuto all’interno di alcuni mezzi. L’incendio è stato messo sotto controllo attorno alle 9 e domato definitivamente poco prima delle 13; i Vigili del fuoco sono però stati impegnati per ore per il contenimento, la bonifica e la messa in sicurezza dell’area: operazioni del genere, infatti, richiedono lo smassamento dei materiali andati a fuoco con l’ausilio dei mezzi meccanici. Non si sono registrati feriti. 
 

L’ALLARME AMBIENTALE – La nube che si è sprigionata ha messo in allerta la città, tanto che è stato richiesto l’intervento immediato dell’Arpa Lazio per i rilievi atmosferici. I tecnici giunti da Roma hanno proceduto ai campionamenti, anche per valutare l’entità del rischio per la salute pubblica. Le uniche raccomandazioni giunte da Palazzo del Pincio sono state quelle di tenere chiuse le finestre per evitare di inalare direttamente il fumo, specialmente per i residenti della zona di Borgata Aurelia e Santa Lucia.

 

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Idrico, non c’è pace: i disagi continuano

CIVITAVECCHIA – Sul fronte idrico i disagi non accennano a diminuire. Giorni di rubinetti a secco per molti civitavecchiesi che si trovano, dopo il dramma della scorsa estate, a fare nuovamente i conti con l’assenza o carenza d’acqua. Le zone sono sempre quelle servite dal serbatoio di via Galilei: Campo dell’Oro basso, quartiere Benci e Gatti, area Uliveto e quella compresa tra Mediana – via Adige e via Montanucci. Ma a soffrire sono anche San Gordiano e Boccelle. Inizialmente si pensava al ‘‘solito’’ fine settimana nero per gli utenti dell’idrico cittadino, ma i problemi stanno continuando e la preoccupazione sale, perché si pensa a qualcosa di diverso dai disagi dovuti all’aumento di utenza lungo il litorale. Come già detto più volte c’è chi punta il dito contro il porto e chi chiede spiegazioni ma al momento silenzio assoluto.  I cittadini esasperati hanno deciso di formare un comitato per cercare di combattere questa ciclica mancanza d’acqua che torna a ripetersi ogni estate. I moduli sono già pronti e i futuri membri sono al lavoro per la raccolta firme che, nei prossimi giorni, saranno verificate. Esasperazione e paura che si possa tornare a vivere un’estate come la scorsa con temperature torride e rubinetti a secco o quasi.

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