Probabile l'origine dolosa dell'incendio

CIVITAVECCHIA – Una densa colonna di fumo nero visibile in tutta la città. Odore acre. Sirene. Così si è svegliata ieri mattina Civitavecchia. Poco dopo le sette si è infatti sviluppato un grosso incendio in zona industriale, all’interno del centro recupero rottami e demolizioni fratelli Bertini, in via Busnengo. La Procura ha aperto un fascicolo per chiarirne l’origine, con le indagini affidate agli uomini del dirigente del commissariato di Polizia Nicola Regna. Occorrerà attendere i risultati e le relazioni prodotte dai Vigili del fuoco per avere una certezza su quanto accaduto anche se tutto lascia presupporre si possa trattare di un incendio doloso. Anche il sindaco Antonio Cozzolino, intervenuto sul posto, ha avallato questa tesi: «Probabilmente qualcuno – ha dichiarato ieri – ha tirato un innesco dalla strada». E questo bisognerà fare chiarezza. Fondamentali saranno anche le immagini delle telecamere di videosorveglianza delle diverse attività che insistono in quella zona e già al vaglio degli inquirenti.

LA CRONACA – L’incendio è partito da alcuni container contenenti autoveicoli demoliti e pronti per il trasporto via mare. Fiamme altissime e fumo nero hanno preoccupato chi lavora nella zona e gli stessi cittadini. Subito sul posto squadre dei Vigili del fuoco della caserma Bonifazi (tre automezzi in totale, con autobotte ed autoscala), gli agenti del commissariato di Polizia, quelli della Polizia locale e i carabinieri. Presente anche il sostituto procuratore Federica Materazzo, sul luogo dell’incendio per acquisire le prime informazioni. In ausilio anche i vigili del fuoco di Cerveteri, un automezzo per il trasporto di autoprotettori, i volontari della Protezione civile di Civitavecchia, i gruppi comunali di Tarquinia e di Allumiere, Esercito, tutti con cisterne per rifornire quelle dei Vigili del fuoco. Anche la ditta Guerrucci ha inviato sul posto una cisterna da 12 mila litri. 
Inizialmente era stato richiesto l’intervento di un elicottero anche se poi il comando provinciale dei Vigili del fuoco ha deciso di non far intervenire mezzi aerei. Sul posto anche una squadra dal Nomentano di Roma fornita di liquido schiumogeno, oltre al nucleo Nbcr (nucleare, biologico, chimico e radiologico). Per velocizzare le operazioni di soccorso si è deciso di far rifornire gli automezzi in banchina dalla motobarca dei Vigili del fuoco VFR12. Allertate anche Prefettura e Protezione civile regionale. In fiamme pneumatici e, a quanto pare, dell’olio contenuto all’interno di alcuni mezzi. L’incendio è stato messo sotto controllo attorno alle 9 e domato definitivamente poco prima delle 13; i Vigili del fuoco sono però stati impegnati per ore per il contenimento, la bonifica e la messa in sicurezza dell’area: operazioni del genere, infatti, richiedono lo smassamento dei materiali andati a fuoco con l’ausilio dei mezzi meccanici. Non si sono registrati feriti. 
 

L’ALLARME AMBIENTALE – La nube che si è sprigionata ha messo in allerta la città, tanto che è stato richiesto l’intervento immediato dell’Arpa Lazio per i rilievi atmosferici. I tecnici giunti da Roma hanno proceduto ai campionamenti, anche per valutare l’entità del rischio per la salute pubblica. Le uniche raccomandazioni giunte da Palazzo del Pincio sono state quelle di tenere chiuse le finestre per evitare di inalare direttamente il fumo, specialmente per i residenti della zona di Borgata Aurelia e Santa Lucia.

 

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

Principio di incendio sulla carboniera

CIVITAVECCHIA – Vigili del fuoco in azione alle 21,30 di mercoledì presso la banchina Enel nell’area portuale, per un incendio sviluppatosi all’interno di una stiva della nave carboniera Golden Eclipse, lunga 229 metri per 30 di larghezza. Sul posto, oltre agli uomini della caserma Bonifazi, sono intervenuti i militari della Capitaneria di porto, il personale dell’Autorità di sistema portuale e il chimico dello scalo. In seguito ad accordi presi sul posto tra gli enti presenti, i Vigili del fuoco sono saliti a bordo della nave e con l’ausilio di termo-camere hanno individuato tre focolai nella stiva numero 7, dando inizio all’opera di spegnimento. Due focolai – stando a quanto riferito dai Vigili del fuoco – sono stati estinti in tempi brevi, il terzo ha visto invece ultimate le operazioni di spegnimento intorno alle 10 di ieri mattina (oltre 12 ore dopo) a causa della difficoltà di raggiungimento dello stesso. Intervenuta anche le squadre dei Vigili del fuoco di Cerveteri, oltre al carro rilevamento nucleare chimico biologico il cui intervento è stato coordinato dal funzionario di servizio del comando di Roma. L’intervento dei Vigili del fuoco ha impedito alle fiamme di propagarsi al resto della nave e alle strutture presenti sulla banchina, scongiurando ben più gravi conseguenze ambientali. «Una stiva contenente 2500 tonnellate di carbone era stata nel frattempo compartimentata da parte dell’equipaggio – fa sapere la Capitaneria di porto – in modo da ridurre eventuali rischi di propagazione in caso di effettivo incendio». La Guardia costiera, infatti, parla di «possibile principio di incendio» e di un’attività condotta dai Vigili del fuoco unitamente al chimico del porto presso una carboniera cinese «con lo scopo di monitorare le temperature e scongiurare eventuali gravi conseguenze, nonostante fossero stati rilevati solo piccoli focolai». Operazioni di controllo e messa in sicurezza della nave e del terminal durate fino a ieri mattina, quando – stando  alle dichiarazioni della Capitaneria – è stata aperta la stiva e sono stati applicati «con estrema professionalità specifici agenti estinguenti sul carico, in condizioni particolarmente difficili. Riprese intorno alle 11  le normali operazioni di scarico del carbone, poiché l’operatività della nave non sarebbe stata compromessa. Sul posto sono rimaste quatto squadre dei Vigili del fuoco e gli specialisti NBCR per i controlli dei fumi e della temperatura: con attrezzature adeguate hanno svuotato la stiva interessata dalla combustione, rimuovendo il carbone coinvolto nell’incendio. «I motivi e le responsabilità dell’evento – fa sapere la Capitaneria di porto – seppure possano essere ricondotti a cause accidentali, risultano ancora in fase di accertamento. Quanto accaduto ha consentito di verificare l’efficienza e la validità delle procedure d’emergenza connesse alla movimentazione di materiale infiammabile, mettendo alla lice la preparazioni e la professionalità di tutto il personale intervenuto, nonché un più che efficace assetto di interfaccia nave terminal da parte della centrale Enel». Nessun accenno ad eventuali  danni ambientali ovviamente, silenzio assordante da parte dell’assessore ex Verdi Alessandro Manuedda.  La questione è nelle mani dell’Autorità giudiziaria, in attesa che le conseguenze in termini ambientali e le ricadute sulla salute della popolazione legate a  grandi, piccoli o inesistenti focolai,  vengano rese  note al più presto.

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

Empoli, malore in casa: quattro in ospedale, anche un bimbo di 15 mesi

I vigili del fuoco del nucleo Nbcr (Nucleare biologico chimico radiologico) stanno facendo verifiche: escluso il monossido o la fuga di gas. Possibile che la causa sia in un mix di sostanze presenti in casa

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###